211. Perché non possiamo dirci nazisti

dentro la luce

C’è la foto di un bambino morto, che è un bel pugno nello stomaco. E c’è un dibattito, in astratto legittimo e interessante, sul fatto se sia giusto o no pubblicare una foto del genere. Solo che, casualmente, essendo il bambino morto un migrante, tutti coloro che già prima della pubblicazione della foto erano pro immigrazione ora si scoprono anche teorici dell’assoluta libertà di stampa, e coloro che sono contro l’immigrazione diventano fervidi sostenitori di limiti imposti dalla deontologia e dal quieto vivere. Ovviamente le parti si invertiranno quando uno zingaro ubriaco investirà un bambino e La Padania pubblicherà le foto.

Siamo talmente disabituati a ragionare senza riferirci alle nostre rabbie, paure, esperienze personali che nemmeno i numeri esatti e il controllo pedissequo dei fatti ci possono più aiutare. Le notizie non le sappiamo leggere comunque, non sappiamo che farcene.

Stavo pensando all’assurda polemica che sta investendo le autorità della Repubblica Ceca per aver scritto dei numeri col pennarello su migranti senza documenti. Si è evocato il nazismo. Il NAZISMO, capite? Il male assoluto. Il marchiamento come capi di bestiame. Perché l’IMMAGINE ricorda quella dei numerini scritti sul polso degli ebrei nei campi di concentramento. Solo che in questo caso si tratta di gente senza documenti, non identificabile, che anziché venire respinta a calci in culo come verrebbe fatto a me o a te che mi leggi, in considerazione delle loro difficoltà vengono forniti di un “documento temporaneo” fatto con un pennarello.

Ci piaccia o no, la nostra società è basata sui documenti. Servono per capire se hai diritto a certe prestazioni, per capire se pagherai quello che prometti di pagare. Guidare ubriaco significa perdere la patente, guidare senza patente significa finire in galera, finire in galera rischiare di essere escluso dalla società. Chiunque frequenti un tribunale, poi, conosce il problema dei processi agli irreperibili. Non si tratta qui di discutere se alcune tipologie di immigrati delinquano di più o di meno, ma solo della difficoltà di portare avanti processi a persone che non sappiamo esattamente come si chiamino, quanti anni abbiano, dove siano nate e che spesso spariscono senza lasciare traccia se non una lunga sfilza di nomi. Questo dei documenti è uno dei tanti aspetti dell’emergenza immigrazione a cui non eravamo pronti e a cui la polizia ceca ha cercato di ottemperare con mezzi di fortuna. Aggiungiamo che in Repubblica Ceca, per chi non lo sapesse, si “marchiano” con terribili pennarelli nazisti anche i neonati in ospedale, per distinguerli l’uno dall’altro.

Non è possibile affrontare alcun problema in maniera sensata. La logica, la capacità di argomentare, controllare i fatti, cambiare se occorre opinione è talmente messa ai margini che sospetto che coloro che ancora la possiedano siano spinti verso spirali depressive, isolazioniste, ciniche e vagamente autodistruttive.

Metti un mi piace a questa pagina se ti è venuta voglia di andarti a ubriacare da solo.

210. Srebrenica e altre parole difficili

keep calSANGUENell’anniversario di Srebrenica io vorrei parlare dell’Olanda e della sua lezione di civiltà.

Ma come, direte voi, non sono proprio i soldati ONU olandesi i responsabili di tutto?

Facciamo un passo indietro. Venti anni fa, quando la polveriera d’Europa erano ancora i Balcani e non la Grecia o Lampedusa, le truppe serbe si diressero verso la cittadina bosniaca di Srebrenica. La quale, però, era stata posta sotto protezione dell’ONU e ospitava un contingente di soldati olandesi a tale scopo. In circostanze poco chiare e che non saranno mai del tutto chiarite gli olandesi, anziché dare battaglia, consegnarono ai serbi tutta la città, gli 8000 cittadini maschi della stessa e la benzina necessaria per far ripartire i camion su cui i serbi intendevano caricarli.

Un buon soldato dovrebbe subodorare che qualcosa non va, quando ti chiedono “consegnaci 8000 uomini e tutta la benzina che hai”. Ma erano olandesi, probabilmente avevano aperto un coffee shop e si stavano sballando da un mese con tutte le adolescenti bosniache del circondario e non erano in grado di capire che un esercito che non ha la benzina per far camminare i propri mezzi avrebbe dovuto dare l’assalto alla città usando metà dei propri uomini per spingere un carroarmato con la marcia messa in folle.

Insomma, avviene che i soldati olandesi si accontentano di alcuni rolex in regalo, un paio di bottiglie di spumante e della promessa che agli 8000 bosniaci non sarebbe successo niente.

“OPS” fu il commento del colonnello olandese Karremans, qualche mese dopo, una volta scoperte le fosse comuni coi 9000 e qualche cosa cadaveri. Sono passati 20 anni e sono ancora in corso le operazioni di identificazione dei corpi tramite DNA, per dare ad ogni morto una sepoltura individuale.

Il fatto è che non TUTTI gli uomini di Srebrenica furono consegnati. Almeno uno si salvò: il traduttore olandese-bosniaco del contingente ONU. Quest’ultimo, anziché essere grato agli orange per avergli salvato la vita, si legò al dito il fatto di aver dovuto dare da traduttore nella mediazione che li portò a consegnare entrambi i suoi fratelli. Quest’omaccione tignoso e vendicativo non si fece distrarre neanche da altri anni di clausura a base di marijuana in un campo militare e, terminata la guerra, fece causa al Governo dei Paesi Bassi, imputandolo di essere responsabile del massacro dei suoi familiari.

Ecco, questa è la lezione di civiltà che ci è stata data: la Corte Suprema dell’Aja ha condannato lo Stato perché i suoi soldati non hanno difeso adeguatamente 3 civili sotto la loro protezione.

Può sembrare una piccola cosa, ma viviamo in un mondo difficile. In Italia, secondo i giudici, un aereo è caduto su Ustica perché uno dei passeggeri si è acceso una scoreggia, e i giudici USA hanno assolto il pilota della strage del Cermis perché se volava basso era colpa dell’umidità.

Fa parte del gioco del potere: ci sarà sempre un’eminenza grigia, un soldato, una spia, un Ministro che farà qualcosa oltre le regole, in buona o in mala fede, costretto o non costretto dalla situazione internazionale contingente, per calcolo politico e con dilemma morale. A volte, forse, non nei casi che ho citato, questi decisionisti svelti e pragmatici fecero grandi cose per il loro popolo. Resta il fatto che queste decisioni devono assumersele a proprio rischio, penale, personale e politico. Non siamo ancora giunti a questo, ma l’ammissione di colpa dell’Olanda è già qualcosa di nuovo e interessante in una vicenda che contiene almeno due parole molto difficili da dire: “SREBRENICA” e “SCUSATE”.

POST SCRIPTUM: Siccome di Srebrenica si parla e di altre cose no, è doveroso ricordare un dettaglio: la strage di Srebrenica è stata compiuta dai serbi in risposta alla tortura e al massacro di civili serbi compiuto dalle brigate di Naser Oric durante la notte del Natale ortodosso. In teoria la zona dei massacri era coperta da cessate il fuoco e le truppe bosniache avrebbero dovuto consegnare le armi ai soldati olandesi, che però non riuscirono a farsele dare.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a a QUESTO link e che è un bel modo per supportare chi scrive.

209. Tanto è solo questione di tempo.

demotivational-nazinero
L’ISIS distrugge il sito archeologico di Nimrud. L’ISIS sfascia le statue del museo di Mosul. L’ISIS assomiglia ai ragazzini che disegnano cazzi sui libri che non amano studiare.

L’ISIS attira l’attenzione con queste mosse e dimostra che in fondo siamo ottimisti: il problema degli occidentali non è il massacro, la barbarie, le minacce, le decapitazioni, gli stupri di bambine, la vittimizzazione dei cristiani o degli atei in quanto tali, il commercio di esseri umani, la crudeltà diffusa e il sadismo, ma il fatto che quando sarà tutto un po’ più calmo non potremo andare a fare i turisti a Mosul per guardare le statue.

Dev’essere l’ottimismo di Renzi: è così contagioso che oggi ho cominciato una frase con “Quando avrò una pensione…”

Renzi è così ottimista che è andato da Putin senza giubbotto antiproiettile.

(Bellissime le dichiarazioni di Putin sull’assassinio del suo rivale politico: “Ucciso nel tentativo di mettermi in cattiva luce.” Quindi secondo lui è in atto un astuto piano dei suoi nemici di farsi ammazzare tutti per destabilizzarlo. Negli ultimi 20 anni ha funzionato benissimo.)

(Putin è così democratico che presto metterà i cadaveri dei suoi nemici in un mausoleo più grande di quello di Lenin.)

Ma noi siamo ottimisti. Siamo convinti che prima o poi tutto passerà. Che basti resistere. Siamo come Bocelli, da 50 anni seduto in riva al fosso in attesa di veder passare il cadavere del suo nemico.

 

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK. Nessun Bocelli è stato maltrattato per la realizzazione di questo articolo.

208. Come diventare una Twitstar e perché

Twitter logo

Che cos’è Twitter?

Essenzialmente, da qualche tempo in qua, è un organo della Repubblica Italiana di rango costituzionale, visto che i TG parlano solo delle riforme che vengono annunciate su Twitter ignorando completamente cosa viene realizzato davvero o no.

Tuttavia, siccome i nostri giuristi sono una kasta di ottuagenari che digitano su dei commodore 64 usando solo gli indici, questa definizione subisce ancora ingiustificate opposizioni.

Volendo darne una concezione più limitata, Twitter è un social network in cui si possono condividere solo frasi di 140 caratteri o meno, oppure link o immagini. La particolarità di Twitter rispetto a Facebook è l’asimmetria: tu decidi di seguire un utente, ovvero leggere quello che scrive, che non è obbligato a fare lo stesso con te. Questo comporta che i vip sono spesso presenti direttamente e personalmente sul social, talvolta dialogando tra loro o coi fan o rivelando lati della loro personalità che in video non emergono. Possiamo citare gli aforismi di Marco Salvati, le battute di Rudy Zerbi, la cinica satira politica di Luca Bizzarri e le gaffe da internamento immediato di Maurizio Gasparri.

Ovviamente i vip seguono di solito pochissime persone, per proteggersi dall’invadenza dei fan o dall’aggressività dei maleducati, mentre sono seguiti da tantissimi. E questo ci porta a un fenomeno tipici di Twitter: le twitstar. Cosa sono le twitstar? Le twitstar sono persone arcinote a chi frequenta il social, che spesso seguono poche persone e sono seguite da tantissime come se fossero vip e le cui frasi vengono condivise da centinaia di utenti, ma che tuttavia non verrebbero riconosciute per strada neanche dalla propria madre. Tra questi c’è il vostro adorato Chi Non Muore. C’è gente a Sassari che viene a leggermi tutti i giorni e a dirmi che sono un genio mentre mia madre mi dice che sono cretino perché non ho ancora imparato a stirare.

Di per sé per diventare twitstar bisogna saper scrivere bene. Tuttavia le regole di un social sono come le regole di un gioco o le leggi di uno stato. In tutti i casi vale lo stesso principio: fatta la legge, trovato l’inganno. Ecco quindi che ho scritto una breve guida per spiegare come diventare twitstar senza possedere alcun talento o cosa interessante da comunicare.

Fase 1: decidete se volete essere un battutista o un poeta/filosofo di Twitter. Più difficile essere riconosciuti come politologi. Non mescolate stili diversi. O puntate a far ridere, o a commuovere le ragazzine in calore e le cinquantenni divorziate.

Fase 2: inizia a seguire gente che retwitta quel tipo di tweet. Meglio se retwitta anche robaccia. Sceglili tra quelli che fanno followback, ovvero che seguono tutti coloro che li seguono. In genere quelli che fanno così leggono poco, vogliono solo illudersi di avere migliaia di persone che leggono loro. Ma in questo momento vi interessano i numeri. Operando così, oltretutto, avrete solo profili attivi, eviterete i fake. Scrivete quel che volete in questa fase, tanto è irrilevante.

Fase 3: ogni giorno seguite tutti quelli che potete (circa 1000) e defollowate quanti non vi hanno seguito. Dovete fare massa.

Fase 3-bis: retwittate spesso tweet dello stesso genere di quelli che aspirereste a scrivere. Roba buona, così da non disturbare i follower. La gente vi leggerà con piacere anche se non sapete scrivere e non vi defollowerà.

Fase 4: in circa 2 mesi, arriverete a 10.000 follower. Siete pronti per cercare il followback di twitstar ingolosite dai vostri retweet.

Fase 5: fate uno studio delle twitstar che si retwittano sempre tra di loro e magari non scrivono troppo bene. Provate a retwittarle spesso. Sono come voi. Sono i vostri fratelli di sangue, gente che ha percorso i vostri stessi passi. Riconoscetevi e abbracciatevi. Evitate quelli che non retwittano o che retwittano solo roba molto buona: il presupposto è che voi non avete talento, non fanno per voi.

Fase 6: se siete perfezionisti, una notte fate un bel lavoraccio e defollowate 9.000 persone o giù di lì.

Fase 7: avete l’apparenza di una twitstar, ma ancora non lo siete: ora dovete scrivere. Sembra difficile, ma non lo è. L’importante è scrivere solo uno, massimo due tweet/giorno. Ora spiego perché.

Fase 7/A: Se siete battutisti, scegliete un argomento di moda. Le donne che hanno sempre ragione o gli uomini eterni bambini, per esempio.

Possibilmente presentatevi come sfigati, imparanoiati e disagiati, così farete più ridere. Ma questo non vi sarà difficile.

– All’occorrenza prendete qualche tweet di altri e modificatelo, se proprio le idee non vi vengono. Su certe materie i tweet son tutti simili.

Fase 7/B: se siete poeti, cercate le locuzioni che amate in altri tweet e mescolatele liberamente. Se non si capisce niente, poco male. Oppure cercate citazioni su wikiquote e aforismario e modificatele leggermente.

Oppure, battutisti o poeti che siate, traducete tweet dall’inglese, dallo spagnolo o da altre lingue. Anche se vi beccano non succede nulla.

(Anche io una volta l’ho fatto. Ho tradotto un tweet in arabo che aveva 100.000 retweet per vedere come sarebbe andato in Italia. Diceva: “Che Allah vi stermini tutti, cani infedeli”. Ma niente, è venuto solo Angelino Alfano a controllare.)

La ragione per cui dovete scrivere un solo tweet al giorno è che ora retwitterete tutte le twitstar simili a voi e queste ricambieranno.  Avendo un solo tweet su cui ricambiare, se voi retwitterete 20 twitstar, ogni vostro tweet avrà minimo 20 retweet. E inoltre tra voi e gli altri avrete 100.000 follower tra cui farlo girare. Per male che scriviate, non potrete far meno di 60 Rt.

Ricordate: nessuno è mai fallito per aver sottovalutato l’intelligenza umana. La massa è cretina e se vede che avete tanti retweet, penserà che scrivete bene. Un effetto simile a quello per chi la gente retwitta Chiara Biasi o Francesco Sole.

Fase 8: a questo punto tutti penseranno che voi sappiate scrivere e, nella massa di adulatori, troverete pure un po’ di figa/pene (forse). Nella mia personale esperienza no, ma circolano voci di cinquantenni che fanno il giro delle milf d’Italia.

Fase 9: avrete migliaia di follower, vi sarete bruciati molte ore di vita e non sarete neanche liberi di retwittare chi vi va. Se questo vi aiuterà a rendervi conto che qualcosa nella vostra vita va seriamente male, ne sarà valsa la pena.

Twitter può essere molto divertente, ma se giocate solo per i follow, vi siete persi tutto il divertimento. Godetevi il vostro spazio di libertà in cui nessuno vi dice cosa fare. Cercate di conoscere chi vi diverte o interessa, non chi vi è “utile” a ottenere retweet, perché sono i retweet a non essere utili.

AH, DIMENTICAVO LA FASE 10: defollowate quello stronzo di Chi Non Muore che ha rivelato i vostri trucchetti al volgo.

In sostanza la gente che non sa scrivere e vuole lo stesso diventare twitstar è come chi vuole diventare famoso andando al Grande Fratello o che cercava la celebrità a La Corrida.

 

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207. Tutti pazzi per Mattarella

tutti pazzi per Mattarella

Giorni duri, nella sede segreta della Kasta, che solo questo blog è riuscito a identificare. Coi potenti mezzi a disposizione delle eminenze oscure del pianete, hanno scoperto che sul blog noto come “Chi Non Muore” sarebbe apparso un pezzo dirompente, un capolavoro della satira in cui si elencavano dieci possibili candidati alla Presidenza della Repubblica, nomi mai usciti sui giornali, da Gasparri a Wolverine passando per il cyborg di Rita Levi Montalcini. Nomi che avrebbero mostrato l’insignificanza di quelli proposti da tutti gli altri, incluso il poi vincente Mattarella. Così è stato deciso per la soluzione drastica: bloccare wordpress, censurare tutto. Piuttosto lasciar passare qualcosa sulle scie chimiche.

Ecco come sono andate le cose, signori miei. Avevo il pezzo già scritto. E invece niente, eccomi qui a commentare le cose a frittata già fatta.

Frittata, c’è da dire, venuta molto bene. Renzi ha compiuto un vero capolavoro di spregiudicatezza politica. E questo lo dicono tutti, ma pochi lo spiegano bene. Proviamo a fare il punto della situazione in poche righe.

Torniamo a qualche mese fa. Renzi al momento è Presidente del Consiglio. Alla Camera ha anche una maggioranza molto larga. Al Senato, al contrario, deve ogni volta fare equilibrismi che neanche i trapezisti di Moira Orfei. Non solo la maggior parte dei suoi senatori lo vorrebbero morto, ma deve tener buoni Ncd e quel che resta di Scelta Civica. Per contro attualmente nel Paese avrebbe il 37-40% dei voti. Tuttavia non può andare a votare per due ragioni:

1) Se facesse trapelare questa elezione, c’è il rischio che in Parlamento si accordino per un Governo tecnico alla Monti in modo da non andare alle urne, cosa che in questo momento sarebbe un disastro per Ncd, Forza Italia, Scelta Civica e per l’ala sinistra del PD che aspetta le meditazioni sul water di Civati.

2) Senza legge elettorale, si andrebbe a elezioni con un proporzionale puro, Renzi incasserebbe il suo 37, ma facciamo pure il 40% e non avrebbe la maggioranza lo stesso. Dovrebbe accordarsi con Grillo, Berlusconi o la Lega, tre clienti difficili.

Ecco allora il piano.

Primo: il patto del Nazareno. Includendo Berlusconi nelle trattative, Renzi ha indebolito i diktat sia della propria minoranza che di Ncd e, in definitiva, pure dello stesso Berlusconi, che si trovava a trattare pur sempre da una posizione di minoranza. Per un semplice principio di teoria dei giochi, è finito che nessuno si è mai azzardato a votare contro Renzi, perché avrebbero dovuto farlo o tutti o nessuno (votare contro quando è ininfluente è una stupidaggine politica, no? Non accoltelli se non per uccidere).

Secondo: mantenere il patto del Nazareno. Renzi avrebbe potuto forzare molto la mano, ma si è guardato dal farlo. Ha voluto sembrare accondiscendente con Berlusconi. Molto furbo.

Terzo: probabilmente in accordo con Napolitano, è riuscito a incastrare la votazione della legge elettorale al Senato PRIMA delle votazioni del nuovo Presidente della Repubblica. A quel punto, fermo che alla Camera ha una larghissima maggioranza, ha potuto imporre un nome che andasse bene al proprio Partito e probabilmente ad alcuni suoi grandi elettori di matrice cattolica.

Ora la situazione è interamente rovesciata. Con un Capo dello Stato sostanzialmente favorevole e una legge elettorale che, se si andasse al voto, gli consentirebbe di avere probabilmente la maggioranza assoluta in entrambe le cariche, tiene tutti per i coglioni. Può fare quel che vuole, perché se si giunge alla rottura e lo si manda al voto gli si fa solo che un piacere.

In questa macroscopica vittoria vedo solo due falle, due nei, due puntini d’imperfezione.

Il primo è che Mattarella non è esattamente uno yes man. Credo che Renzi abbai provato a tutelarsi in questo senso e, guardacaso, il figlio di Mattarella è consulente della Madia e il nipote è deputato della Regione Sicilia. Ma pensate che bello scherzetto se il neo Presidente, che da membro della Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, rimandasse alle camere l’Italicum? Si renderebbe necessario un secondo passaggio al Senato, e stavolta i nemici di Renzi glielo farebbero sudare il triplo.

Il secondo è che Renzi non ha il 37-40% di consensi per diritto divino. E nemmeno per aver fatto riforme miracolose. Più che altro ha avuto stampa e televisioni scandalosamente a favore, praticamente mai una domanda aggressiva o scomoda. Sia Rai che Mediaset assolutamente prone, direi quasi in calore di fronte al premier ggggiovane e toscano. Ora che Renzi ha fatto il torto a Berlusconi, Mediaset cambierà atteggiamento? Appoggerà Salvini, Passera o chi altri? Resisterà la popolarità di Renzi ad un eventuale attacco frontale?

O forse questo attacco non ci sarà? Berlusconi, contrariamente a come lo hanno sempre dipinto i media di parte avversa, non è il classico tipo di orgoglioso. Lo si è visto ingoiare rospi e fare buon viso a cattivo gioco mille volte. Abbracciare i traditori e fingere di non ricordare. Forse, se a 77 anni avrà deciso che il futuro è comunque di Renzi, si accontenterà di non averlo come nemico e continuerà a sostenerlo.

A proposito della aggressivissima stampa italiana, un po’ di note di colore.

Negli ultimi giorni abbiamo avuto:

– servizi sul fatto che a Mattarella piacciono i gattini

– servizi sul fatto che Mattarella ama i cannoli alla siciliana

– servizio al TG su “le Panda più famose della storia”

– il parroco che dice che Mattarella è un buon cattolico (peraltro questo a mio avviso viola il segreto della confessione e il parroco sarebbe da scomunicare)

– intervista al barbiere di Mattarella

– Olimpiadi del buonismo tra Mattarella e Papa Francesco, primo premio un miliardo in gattini pucciosi.

Il programma AMATE IL VOSTRO PRESIDENTE è cominciato. Sulla Rai. A 113,50 euro all’anno, che pagate perché vi dicano cosa pensare.

 

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206. Meu amigo Charlie Hebdo

People attend a support rally for French Chi di voi, di noi, della generazione che ha viaggiato e ha visto ambienti internazionali, o almeno ha parlato con immigrati e figli di immigrati, non conosce qualche “musulmano brava gente”? O magari musulmani occidentalizzati, che in fondo il velo non importa, il sesso prematrimoniale si può anche fare, un bicchierino di alcool non dà fastidio a nessuno eccetera, eccetera, eccetera. Persone ragionevoli, un po’ come i fascisti moderati, che in fondo se devono fare affari con le Coop rosse va bene lo stesso.

Abbiamo tutti qualche conoscente, amico o ex musulmano o musulmana. Tuttavia anche questa è una retorica stantia, né più né meno di quella che criminalizza tutti gli stranieri a casaccio. Non possiamo dire che i fanatici dell’ISIS o i due fratelli che hanno sterminato a colpi di kalashnikov la redazione di Charlie Hebdo siano pochi pazzi isolati: e non solo per l’evidente capacità organizzativa che c’è dietro, ma anche, e soprattutto, perché nella gran parte dei Paesi a maggioranza islamica le vignette di Charlie Hebdo sarebbero punite con la morte. Così come il proselitismo, qualora voi voleste provare a ragionare e a convincerli a convertirsi ad altra religione, o l’apostasia, se li convinceste e dichiarassero di non essere più musulmani. Non sono “pochi pazzi isolati”: sono persone che applicano le loro leggi, mettono in pratica ciò che nella loro cultura giuridica è normale e ovvio. I Fenici erano un grande popolo di inventori e commercianti. Nessuno ne può negare l’importanza storica e culturale. Tuttavia avevano anche il costume di sacrificare bambini agli dei Baal e Astarte. Furono i Siracusani che, dopo la vittoria di Imera, imposero ai nemici, come condizione di pace, che smettessero di praticare quella crudele usanza. Venne meno così una tradizione secolare, ma fu forse un male? Montesquieu, nel suo “Lo spirito delle leggi” lo definisce “Il più bel trattato di pace della storia”, E gli Inglesi, che certamente occuparono l’India in modo cruento, imposero ai locali di cessare la pratica di bruciare vive le vedove perché non sopravvivessero ai mariti. Questa era una pratica considerata di grande valore religioso, ma la sua scomparsa non ha poi impedito agli indiani di continuare a essere indù. Non stiamo lottando per il diritto di satira, ma per quello a non essere condannati a morte per blasfemia. Forse l’Occidente avrebbe dovuto cominciare a lottare trent’anni fa, quando aveva il coltello dalla parte del manico, per diffondere la libertà di opinione e di religione, anziché considerarla una questione di affari interni ai singoli stati. Sarebbe stato un bel vedere avanti.

O forse dovrebbe lottare al proprio interno per formare meglio le teste, perché il punto non è tanto la libertà di dire ciò che si vuole, ma il dovere di argomentarlo, anziché arrivare a un muro contro muro di verità urlate che si può risolvere solo ignorandosi a vicenda o sparando.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK e che è un bel modo per supportare chi scrive. PS: E ora porchetta, alcool e abolizione del reato di vilipendio del Capo dello Stato per difendere la libertà.

205. Nobel e IgNobel 2015

gasparro

(Nella foto: di M. Gasparri, un uomo che se facesse un concorso pubblico sbaglierebbe la risposta alla domanda “Nome e cognome”.)

Boldrini Gasparri

(Per par condicio: L. Boldrini, una donna che riesce a far fare bella figura a Gasparri. A GASPARRI. Era più facile far vincere l’oscar a Massimo Boldi.)

Sì, questo numero è dedicato alle persone più intelligenti del pianeta.

Nobel per la Medicina ai coniugi che han scoperto come si orienta il cervello. E tutto cominciò con un “Perché non chiedi indicazioni?”

M’immagino l’amore tra due neurologi premi Nobel:
– “Mi ami ancora?”
+ “Dunque, produco ancora tanta serotonina, ma poca dopamina, dunque…”

In realtà oltre ai due coniugi c’è anche un altro uomo. Oh, che sorpresa.

Il Nobel per la Medicina a John O’Keefe, May-Britt Moser ed Edvard Moser per aver scoperto come funziona il GPS del cervello. Ho provato a capire meglio, ma mi sono perso.

Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver spiegato l’effetto ottico per cui i giapponesi nei manga hanno gli occhi tondi.

No scherzavo. Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver una rivoluzionaria scoperta che ha consentito di risparmiare moltissima energia. La traduzione in giapponese di “Ma chi ti caga”.

In realtà hanno inventato i led a luce blu. Non solo consentono di risparmiare moltissima energia, ma sono un’ottima scusa per le ragazze per scopare uno stronzo e poi dire che lo credevano il principe azzurro.

Nobel per la Chimica a Betzig, Hell e Moerner, inventori del microscopio che vedo l’infinitamente piccolo. Come la differenza tra uno che vuole farsi i cazzi tuoi e uno che “Non voglio farmi i cazzi tuoi, ma…”

(Nobel per la Chimica per il microscopio che vede l’infinitamente piccolo. Come certi peni, certi cervelli, l’originalità di certe battute.)

(E comunque io il Nobel per la Chimica l’avrei dato alle cotolette fritte con doppia impanatura.)

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per aver introdotto nel mondo delle lettere l’innovativo argomento della Seconda Guerra Mondiale. Tra i suoi argomenti il nazismo, la storia, la memoria, l’aver scritto sempre lo stesso libro, l’aver scritto sempre lo stesso libro di altri.

Il prossimo libro di Murakami Haruki: “Ok, Hitler era cattivo, ora datemi sto cazzo di Nobel.”

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per la sua ricerca sociologica sui tipi umani, da lui classificati in:
– Quelli che fanno la battuta Modiano+Carte da gioco
– Quelli che cercano Modiano su Wikipedia
– Quelli che Modiano va letto solo in lingua originale, altrimenti si perde tutto.

(Il mio obiettivo nella vita è diventare abbastanza sconosciuto da vincere il Nobel.)

Nobel per la Pace a Malala Yousafzai, la diciassettenne che si batte per il diritto allo studio delle ragazze in Pakistan, e Kailash Satyarthi, l’indiano che combatte perché i bambini non siano sfruttati nelle fabbriche. Un premio che andrebbe idealmente condiviso col Signor Bepi da Casalserugo, che ogni giorno urla ai 15enni del bar “Andate a combinare qualcosa, coglioni”.

Malala, 17 anni, pakistana, vince il Nobel per la Pace. Ora finalmente potrà conoscere gli One Direction.

– “Ma è vero che il Nobel per la pace è andato a tua madre?”
+ “Malala era scritto, non maiala!”
– “Ah, scusa.” (Questa è di @m4gny)

Ma come noto, due settimane prima dell’assegnazione dei Premi Nobel si celebra la ben più importante cerimonia di consegna dei Premi IgNobel, coi quali si immortalano le ricerche più assurde, stupide, ridicole o, talvolta, beffardamente utili. Quest’anno a farla da padrone è stata l’Italia, quindi mettete su l’inno nazionale, levatevi sull’attenti, mano sul cuore e proseguite a leggere.

Premio IgNobel per la Fisica ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la buccia di banana e l’asfalto, quando ne calpestiamo una. Gli scienziati hanno scoperto che si scivola quando l’angolo della scarpa è superiore a 3,8 gradi, ma il risultato potrebbe essere stato influenzato dalle botte in testa prese mentre svolgevano gli esperimenti.

Premio IgNobel per le Neuroscienze al team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, i quali hanno studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate. L’effetto cambia notevolmente a seconda che prima Gesù le abbia moltiplicate o no.

Premio IgNobel per la Psicologia a Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons per aver dimostrato che chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Vi dico solo che questa battuta l’ho scritta alle tre del mattino.

Premio IgNobel per la Salute Pubblica a Premio a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone. Praticamente Instagram è un’arma di distruzione di massa.

(Chi possiede un gatto ha più possibilità di diventare sociopatico. Si chiama “buon esempio”.)

Premio IgNobel per la Biologia a un gruppo di ricercatori capitanato da Vlastimil Hart ha dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, preferiscono allineare il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Arredate la cuccia del vostro cane col Feng Shit.

IgNobel per l’Arte al team di Bari che descrive il dolore che si prova guardando una brutta opera d’arte: “è Kome se avrebbi letto qst merda”.

IgNobel per l’Economia all’ISTAT per aver iniziato a contare nel Pil tangenti, prostituzione e spaccio. E che non sanno COME fanno i conti!

Premio IgNobel per la Medicina a a Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky e James Dworkin per essere riusciti a fermare le emorragie “incontrollabili” di chi soffre di epitassi con il metodo del “nasal-packing-with-strips-of-cured-pork”, letteralmente: impacco-nasale-con-fettine-di-carne-di-maiale-stagionata. E hanno anche aperto un ristorantino in cui fanno un eccellente sanguinaccio, se volete vi do il numero.

Premio IgNobel per le Scienze Artiche a A Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, che hanno studiato le reazioni delle renne nel vedere uomini travestiti da orsi polari. Nessuna notizia da settimane del loro collega che doveva studiare le reazioni dei cercatori di funghi sugli orsi bruni. (Clicka QUI per il mio pezzo sul caso Deniza.)

Premio IgNobel per la Nutrizione a Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, e Margarita Garriga per aver utilizzato dei batteri delle feci dei bambini per produrre salsicce probiotiche. Devo dirlo a mio fratello che ha avuto una bambina.

(“Greg? Ho una buona e una cattiva notizia. La cattiva è che a cena da te non ci vengo più. La buona è che se vuoi abbattere i costi ho un’idea geniale.”)

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Inoltre il vostro amatissimo Chi Non Muore è in finale ai Tweet Awards come battutista rivelazione dell’anno. Se volete venire a vederlo sul palco a Bologna domani, potete. Se no potete seguirmi su Twitter all’account @chinonmuore1 e insomma, c’è qualcuno che si è preso la briga di votare per me, quindi forse ne vale la pena.

Puoi leggere di seguito i commenti ai Nobel e IgNobel del 2013:

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/09/166-nobel-e-ignobel-2013-parte-prima/

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/14/167-nobel-e-ignobel-2013-parte-seconda/