36. Dove cazzo stiamo andando

segnaliBerlusconi ha vinto, ma ha mentito.

Berlusconi ha mentito, ma ha ragione.

Lo spettacolo di ieri sera di Servizio Pubblico è indubbiamente l’argomento del giorno, ma non è un buon oggetto di satira. Sarebbe molto facile isolare delle frasi di Berlusconi (ma anche qualcuna di Santoro) e ridurle in burla. Ma ne vale la pena? Non sarebbe travisare quello che si è visto?

Quindi ATTENZIONE: questo post farà poco ridere. Ieri abbiamo riso già abbastanza.

Preferisco dire in due parole quello che secondo me è accaduto. Ieri Berlusconi ha annientato i suoi avversari, anche se le ambiguità non sono mancate. Si è presentato come un capo carismatico che non ha paura di andare nella tana del drago. Il drago, come da migliore tradizione, ha preso sottogamba il patetico piccolo umano e lo ha reso oggetto di scherno. Il drago Santoro è stato un solenne imbecille. Sono anni che usa la derisione, la battuta, il trucchetto di interrompere l’avversario politico o di consentirgli di replicare solo dopo la pubblicità – ben sapendo che una replica immediata è molto più efficace. Anni che usa queste tattiche e non ha pensato che con Berlusconi non erano adeguate. Non doveva fare battute, perché Berlusconi ci sguazza. Non devi fare allusioni, perché qui non devi convincere chi già è persuaso che Dell’Utri sia un mafioso, la Barbara Matera una vacca da monta montata da chi non la paga e la Gelmini il ministro per l’Istrizione più ignorante della storia, ma tutti quelli che hanno sì e no una vaga idea di chi siano Dell’Utri, la Matera e la Gelmini. Non devi interromperlo troppo, perché gli consenti di non rispondere alle cose a cui non vuole rispondere. Santoro doveva dire poche cose, precise, costringere Berlusconi sulla difensiva. Pace se Berlusconi si fosse alzato, se fosse andato via: per Santoro sarebbe stata una vittoria. Il cavaliere pavido è scappato, venga un altro a salvare la bella Italia.

La strategia di Santoro è servita solo a solleticare le zone erogene di un suo pubblico affezionato, gente che non voterebbe Berlusconi neanche se andasse al balottaggio contro Satana. Gente che già aderisce ad una versione specifica dei fatti. Gente di cui Berlusconi se ne fotte e fa bene, perché sarebbe inutile cercare di convincerli.

Berlusconi, poi, ha vinto contro Travaglio. Non ricordo che mai nessuno sia uscito così bene da un confronto con Travaglio, mai. Berlusconi sì. Travaglio ha commesso alcuni errori ridicoli. In primo luogo si è infilato in un discorso di economia pura, campo di cui si è capito chiaramente che non sa un cazzo. Berlusconi invece le cifre e i numeri e i termini tecnici li sa usare. E si è fatto beffe di un Travaglio che non sapeva cosa rispondere – visto che chiaramente non distingue il disavanzo fiscale dalla zuppa di pesce che gli faceva sua nonna. E siccome anche il pubblico da casa di queste cose ne sa poco, Berlusconi è parso il più competante della serata, epic win for Berlusconi. La seconda strategia di attacco è stata sommergere Berlusconi di domande allusive. E via che Berlusconi si frega le mani, che neanche se la Costamagna avesse cominciato a slacciargli i pantaloni. Le allusioni sono una tattica da perdenti. Sempre. Nella vita le allusioni sono un’arma solo con chi si trova già in stato di soggezione. Inoltre fare tante domande una di seguito all’altra è una fesseria da avvocati di serie z. Di fatto si è consentito a Berlusconi di scegliere a cosa rispondere, sicuro che, dilungandosi sugli argomenti su cui aveva la risposta pronta, prima o poi Santoro lo avrebbe interrotto – e Berlusconi avrebbe potuto dire, come ha detto, che non ha risposto a tutte le domande perché Santoro non lo lasciava parlare. A forza di errori del duo Santori-Travaglio, Berlusconi è sembrato sempre più sicuro e divertito e gli altri sempre più nervosi.

Alla fine Berlusconi si è addirittura permesso di attaccare un impietrito Travaglio, elencando tutte el condanne che ha ricevuto per diffamazione. Travaglio che ha dovuto essere difeso da Santoro. Il quale l’ha buttata in urla e caciara mentre Berlusconi restava calmo e lo prendeva per il culo.

Scopo di Berlusconi era ringalluzzire i suoi vecchi fan, quelli che pensavano di non andare a votare. E ci è riuscito. Scopo di Santoro e Travaglio era di mettere Berlusconi spalle al muro e lasciarlo senza parole e hanno fallito. Ma questi scopi erano meritevoli? È questo che deve essere una campagna elettorale?

Ora vi dico cosa mi ha dato fastidio. Siamo stati due ore a guardare Berlusconi e Santoro e l’argomento principale pareva essere: “Ma lei si rende conto di essere ridicolo? Lo vuole ammettere una buona volta?”

Invece il problema non è che Berlusconi è ridicolo e neppure che è ladro. Il punto è che non sa governare questo Paese e che se non siamo capaci di cacciare chi governa male, non arriveremo mai ad avere tra i candidati uno che governa bene. E mi spiace di non aver visto Bersani a Porta a Porta, perché forse era la volta buona che parlava di programmi, anziché attaccare Monti perché non vuole sostenerlo a scatola chiusa contro Berlusconi. Perché finora l’impressione netta è che Bersani un’idea di come uscire dalla crisi non ce l’abbia affatto e chieda quasi di votarlo a prescindere.

Finora, e qui concludo, la cosa più seria l’ha detta Berlusconi. L’Italia è ingovernabile. I tempi e le procedure necessari per adottare una riforma sono folli. Non ci può volere un anno intero per fare una legge, o quello che accade è che ogni intervento legislativo viene approvato solo perché il premier raggiunge un accordo a livello europeo e il parlamento è poi costretto a ratificarlo perché ce lo chiede l’Europa. Ovviamente la soluzione non è dare tutti i voti a Berlusconi, però il problema è serio e urgente. Sei mesi fa uscì un articolo sul Corriere in cui si osservava che delle 10 riforme che tutti i partiti consideravano esiziali ne sarebbe forse stata approvata una, perché ormai in soli sei mesi non si poteva fare di più. SEI MESI. Ci rendiamo conto di quanto cambia il mondo in sei mesi? Credo sia chiaro per tutti: se il Parlamento non può funzionare, le decisione verranno prese altrove.

Dunque:

  1. Abolizione del bicameralismo perfetto. Peraltro eliminare una camera ci farebbe risparmiare un miliardo e mezzo di euro all’anno, un terzo di finanziaria. Altri due miliardi dall’abolizione delle province. Oh, ciao IMU, è stato bello conoscerti.

  2. Comunque riduzione complessiva del numero dei parlamentari. Non si discute in quasi mille persone – ma soprattutto nessun appassionato di politica può seguire mille persone e chieder loro conto di come hanno votato.

  3. Revisione dei regolamenti parlamentari. Non si può consentire la proposizione di emendamenti a strafottere solo per fare ostruzionismo, ad esempio.

  4. Elezione diretta del Presidente del Consiglio o del Presidente della Repubblica. Serve almeno un organo forte che venga messo in discussione solo dopo qualche anno, una volta visti i primi risultati della sua politica. Se si cambia un governo all’anno, sarà sempre colpa di quell’irresponsabile che c’era prima.

  5. Eliminare tutti i casi di autonomia finanziaria. Dalle camere al csm. Hai l’autonomia finanziaria se i soldi te li procuri da solo, se vivi coi soldi pubblici devi rendere conto di come li spendi e devi dare la possibilità a chi paga le tasse di dire che li stai spendendo male – o che devi spenderne meno.

6 pensieri su “36. Dove cazzo stiamo andando

  1. loscalzo1979

    Sicuramente ha riaffiascinato una parte della vecchia guardia dei suoi elettori, ma per il resto abbiamo assistito alla patetica parabola discendente di un Uomo che ieri sera probabilmente credeva di essere a Mirabilandia anziché da Santoro.
    A questo giro é talmente evidente il vincitore e talmente evidente che avremo una GROSSE KOALITION che posso solo aggiungere una cosa:

    Mettiamo uno show Santoro/Berlusconi/Travaglio al posto di Zelig e Colorado, fanno ridere più loro tre assieme che anni di comici insulsi e inutili che non fanno ridere DA ANNI E ANNI

    Rispondi
    1. zcavalla Autore articolo

      Mah, per me ha mostrato chiaramente come ha fatto a ottenere questo successo per anni. Non mi piace il suo modo di fare e non mi è mai piaciuto, ma a quanto pare dal punto di vista mediatico non si è ancora trovato l’antidoto.

      Rispondi
      1. loscalzo1979

        Può sembrare che ne sia uscito vittorioso l’altra sera, ma credo che sarà una “Vittoria di Pirro”, io continuo a pensare che arriveranno (lega compresa) al 20% massimo come coalizione, 22 via sommando il marasma di partitelli (La Destra, Noi Sud ecc)

    1. zcavalla Autore articolo

      Alcune vedono astrattamente d’accordo tutte le forze parlamentari o quasi. Ad esempio il semipresidenzialismo, di cui si parla almeno dal ’73. Il problema è che questa esigenza è poco percepita dalla gente comune che quindi non fa sulla politica le giuste pressioni.

      Rispondi
  2. Pingback: 100. Chi ben comincia | Chi Non Muore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...