67. A caccia di polemiche

libro-in-fiammeDISCLAIMER. Questo è un sito di satira. Va per definizione contro tutti, usa un linguaggio forte, forza ancora di più sugli argomenti sui quali la comunicazione ufficiale tace. Proprio della satira è deformare la realtà, in modo che vero e paradossale si mescolino, spingendo il lettore alla riflessione. Insomma, nessuno si offenda o prenda per oro colato quanto qui è scritto. Se mai, se si sente urtato, si chieda perché e quali corde sono state toccate.

Sconcertante sms promozionale dal 892424: ” Lui non regala mai fiori per San Valentino? Vediamo se non si ingelosisce quando vedra’ che ricevi un mazzo di rose. Con l’ 892424 i tuoi fiori subito con il 30% di sconto ovunque in Italia “.

Il mio primo pensiero va all’impiegato dell’892424 che poi fa il giro di tutte le ragazze che hanno fatto questo giochino per scoparsele dopo che hanno litigato col moroso.

Il mio secondo pensiero è che forse l’892424 è stato comprato da Berlusconi. Oramai Berlusconi è diventato un jolly delle nostre vite, puoi immaginartelo in qualunque scena buffa o paradossale e lui ci sta. Lui è l’omino che esce dalla torta, la pacca sul culo, la strizzata d’occhio che ci ricorda che in fondo qualche peccatuccio ce l’abbiamo tutti e lui non ci giudica. Mi rendo conto che non ne posso più parlare come uomo politico.

Il terzo pensiero è stato che il ragionamento “ordino dei fiori per farti ingelosire; tu pensi che io abbia un altro e quindi litighiamo; allora sono giustificata ad andare a letto con un altro, perché tu mi hai fatta incazzare” è realistico. Queste cose succedono davvero. Se uno vuole trovarsi la giustificazione, la trova. Ci sono casi in cui osservare la realtà e fare mea culpa è fastidioso.

Anni fa una università americana condusse una ricerca interessante. Non cito la fonte, perché l’ho letta in un libro che ora non ho sottomano, ma è tutto riccamente documentato. Si chiese come mai le sette millenariste non si estinguono. Ovvero: quando un leader carismatico di una nuova religione annuncia la fine del mondo e la fine del mondo non arriva, che succede?

Succede che la fine del mondo viene spostata. Ogni volta il leader stesso o uno dei suoi adepti afferma che la grande fede dei membri della setta ha convinto Dio, o gli ufo o i Maya o Galactus a concedere una dilazione. Oppure ci si accorge che c’è stato un errore di calcolo. Si fissa una nuova data che verrà ancora smentita. E ancora. E ancora. Ma per chi ha investito grandi energie emotive in una causa è molto meno stressante credere contro la logica e rifiutare le contraddizioni, piuttosto che ammettere di aver preso una cantonata.

Per questo Berlusconi non si preoccupa di essere credibile. Non gli importa di promettere quattro milioni di posti di lavoro senza avere mai mantenuto la promessa di crearne uno, di aver promesso di candidare il 90% di giovani sotto i 40 anni mentre vedono tutti che gli uomini sono sempre quelli, di promettere la restituzione dell’IMU, l’abolizione del canone, l’abbassamento delle tasse o qualunque altra cosa. Lui deve solo ricordare che c’è. Berlusconi c’è, si prendrà cura di voi, e la fine della vecchia Italia arriverà.

In una situazione simile si trova Ingroia. Ingroia si rivolge a un elettorato arrabbiato e fanatico che non vuole ragionare. Non è affatto detto che sia composto di stupidi, esattamente come non sono tutti stupidi quelli che votano Berlusconi. Solo che di fronte a certi argomenti sono accecati. Ingroia ieri è andato da Floris. E Floris, non proprio un capitalista ammazzaproletari, era fin imbarazzato.

Ingroia ha sostenuto davanti alle telecamere che, ove ci siano i sospetti di una evasione fiscale o di un qualunque reato contro il patrimonio, e ha ribadito più volte “sospetti” e “indizi”, i beni vanno sequestrati. Per la durata del processo civile, cioè, in Italia, minimo sette anni. In seguito ha argomentato che questo non è illiberale, perché tanto i beni non sono la libertà personale. Certo, io non ho niente in contrario se qualcuno prende le mie cose e me le restituisce tra sette anni. Pensate al fastidio che avete provato quando avete prestato un libro e non ve l’hanno ridato e chiedetevi se Ingroia ha ragione. Infine ha ammesso che il cittadino potrà, volendo, dimostrare di non aver commesso alcun illecito. Chiunque abbia studiato diritto, tranne Ingroia e Di Pietro, ha familiarità col concetto di probatio diabolica. La probatio diabolica è la prova impossibile di qualcosa troppo ampio o generico. Intuitivamente, succede questo. Io vengo a casa tua. Vedo un quadro che mi piace e suppongo sia tuo. E magari lo compro. Oppure penso che sia il quadro che mi hanno rubato, ti trascino in tribunale e tu mi dovrai dimostrare che lo avevi da prima del giorno in cui io sono stato derubato, o qualcsoa di simile. Ma se io vengo da te e ti accuso di aver rubato genericamente qualcosa, come farai tu a dimostrarmi che in vita tua non hai mai rubato niente?

Ingroia è un semi analfabeta, paranoico e digiuno di diritto, disprezzato da molti dei suoi colleghi.

Ingroia è la versione brutta di Flavia Vento.

Ingroia sembra uscito da un giaciglio nella metropolitana.

Per tornare alle sette, Ingroia ha lo sguardo impacciato e spiritato di chi annuncia l’arrivo degli UFO. Ingroia è uno cui si dovrebbe solo chiedere come ha fatto a passare l’esame di magistratura, visto che fa così tanti errori di grammatica che, ogni volta che parla, una copia del Devoto-Oli prende fuoco.

Ingroia sta alla logica come il statanismo a Padre Pio.

Tuttavia persone che hanno avuto sfortuna, o hanno maturato una giustificata ostilità verso la classe dirigente italiana, pur di vedere i politici in galera, i ricchi puniti, le fiamme dell’inferno cadere su coloro che se la sono spassata chiudono gli occhi. Persone che in altri aspetti della vita hanno humor e buon senso si rifiutano di vedere che il programma di Ingroia prevede la creazione di un potere ancora più pervasivo e violento, in grado di osservare, intercettare, espropriare, punire senza rendere conto a nessuno.

Chiudono gli occhi sul fatto che una persona che non sa parlare né tantomeno argomentare di diritto sia finita a rappresentare la magistratura italiana in una sede ONU. Chiudono gli occhi sul fatto che questo semi sconosciuto privo di carisma, eloquenza o altre capacità percepibili, sia improvvisamente a capo di una fazione data al 5% dai sondaggi. Ma chi cavolo era Ingroia quattro mesi fa? Chi lo ha scelto? Chi gli ha dato potere e visibilità?

Per questo l’immagine della ragazza che si manda da sola i fiori con l’892424 è calzante. Ingroia, Berlusconi, Grillo, il PD – soprattutto con Fassina – continuano a fare sparate di questo genere. Sono cose campate in aria. Le risposte indignate che arrivano sono preventivate. Creano visibilità, riattivano il rapporto con gli elettori, spianano la strada alla difesa futura. “Avremmo risolto tutti i problemi economici dell’Italia dichiarando default, ma LORO non ce l’hanno permesso!” “Avremmo messo tutti i ricchi in galera, ma LORO ce l’hanno impedito!” “Avremmo reclutato un esercito di Batman, ma LORO non ce l’anno consentito!” In quest’ottica, sarà divertente ora vedere gli effetti della decisione del Papa. Ieri Berlusconi ha fatto tre sparate grosse, ma nessuno se lo è filato. Per qualche giorno sarà difficile far parlare di sé. Le prime pagine dei giornali e delle tv saranno catalizzate dai retroscena sul Papa, dalle previsoni sul prossimo Papa, dalle varie notizie dell’altro lato del Tevere. Anche sul web sono tutti impegnati a improvvisarsi vaticanisti. Cosa faranno i partiti? Le spareranno ancora più grosse? E il Papa, che è stato a capo della Chiesa per 8 anni, ha scelto per caso di dimettersi proprio ora, con le elezioni alle porte, anziché aspettare due settimane? La mia previsione è che questo avvantaggi sensibilmente la coalizione che è già in vantaggio, ovvero quella PD-Sel. In seconda battuta quella meno abile a gestire le sparate, ovvero la coalizione di Monti. Mentre ammazza tutte le liste che erano all’inseguimento. Se questo sia un caso non lo so. Ma per me l’alleanza Monti-PD dopo le elezioni non è nemmeno quotata dalla Snai. E forse Rosy Bindi, o chi per lei, si è appena guadagnata un posto al ministero. Possibilmente quello della Salute, da cui potrà dire la sua sui temi che più stanno a cuore alla Chiesa.

4 pensieri su “67. A caccia di polemiche

    1. zcavalla Autore articolo

      ma quella ormai non la prendono nemmeno più i bookmakers inglesi. Il giochino delle parti di Vendola e Casini che fanno finta di non sapere come finirà è roba da avanspettacolo.

      Rispondi
      1. loscalzo1979

        no sarà più divertente vedere le facce di chi sente giù al potere e si dichiara pronto a donarci anche la Vita Eterna oltre che l’IMU quando il martedì averà capito che il Gioco E’ FINITO….

  1. Pingback: 100. Chi ben comincia | Chi Non Muore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...