82. Lassù qualcuno ci sgama

beppe grillo kill billSi fa gran terrorismo sul Movimento 5 Stelle. In buona fede alcuni, in mala fede altri. Per esempio quelli che fanno il parallelo tra il discorso di Hitler e quello di Grillo tanto in buona fede non sono, visto che il testo del discorso di Hitler che gira è stato modificato per somigliare a quello del comico genovese. Più in buona fede quelli che commentano: “Non so se ce l’ha più lungo Grillo o Bersani, ma la mia azienda sta fallendo, potreste gentilmente trovare un accordo?”

Poi c’è chi non fa terrorismo, ma ironia. La presentazione dei neoeletti di Grillo ha scatenato l’ilarità del web, soprattutto della sinistra radical chic.

“Sono Diego, faccio il sommelier, dunque vorrei occuparmi delle politiche agricole.”

Questa frase l’hanno letta tutti, anche perché in un contesto che somigliava a una riunione degli alcolisti anonimi il sommelier non poteva che venire messo in croce.

Ce ne sono state di migliori, passate inosservate.

“Ciao, mi chiamo Adolf, faccio l’imbianchino, ho una leggera paresi alla mano destra. Vorrei occuparmi dell’Europa.”

“Ciao, mi chiamo Benedetto, sono pensionato da poco, mi piace vestire tutto di bianco. Vorrei occuparmi dei diritti dei gay.”

“Ciao, mi chiamo Silvio, faccio l’imprenditore, mi dicono tutti che sono molto giovanile. Vorrei occuparmi di riciclaggio della plastica.”

“Ciao, mi chiamo Ruby, parlo perfettamente l’arabo e mi depilo con il laser. Vorrei occuparmi di nuove tecnologie.”

“Ciao, mi chiamo Giulio, una volta sono stato baciato da un uomo e sono uno che non molla mai. Vorrei occuparmi dei problemi dei giovani.”

“Ciao, mi chiamo Logan, quando serve so tirare fuori gli artigli e credo di essere il migliore in quello che faccio. Vorrei occuparmi dei diritti degli animali.”

“Ciao, mi chiamo Bruce, mi prendono in giro perché a volte parlo come SVEGLIAAAAA e GRILLO SPACCA, ma mi succede solo quando mi arrabbio molto. Vorrei occuparmi di energia verde.”

In realtà nessuno sa bene che stia succedendo. Per ora la democrazia elettronica è ridicola come la sigaretta, ma siamo solo agli inizi, ci abitueremo.

Per me il problema non è affatto l’ignoranza dei neo eletti. Non so che idea vi foste fatti di chi è stato al governo fino ad oggi, ma chi ha sentito parlare Caruso, Scilipoti o la Gelmini e oggi ha paura del sommelier Diego o non è sincero, o ha passato troppo tempo a brindare col Barolo del ’72.

Ho guardato tutti i 35 minuti di presentazioni e, in mezzo a cialtroni patentati, ho visto anche avvocati, informatici, biologi. C’è di tutto. La sfida dovrebbe essere di creare delle regole fatte bene e tali per cui i migliori resteranno e i peggiori non verranno confermati. La riduzione del numero dei parlamentari e, auspicabilmente, un sistema di tipo maggioritario dovrebbero servire a questo. Vedi in faccia chi stai votando e riesci a seguire i suoi spostamenti dopo, senza che si possa imboscare tra i mille e più parlamentari, per saltare fuori solo quando un singolo voto è importante e qualcuno ha 3 milioni di euro che gli avanzano.

Quello che mi preoccupa è Grillo. Grillo ha fatto una cosa ottima per il Paese e una molto brutta. La cosa ottima è che ha convinto un sacco di gente a tornare a interessarsi di politica, a cercare di informarsi, a mettere pressione sugli eletti. La cosa brutta è che li ha convinti che ciò sia facile, che le informazioni vere e giuste tanto gliele passa lui e quando non lo fa lui c’è wikipedia. Se Grillo vorrà completare la sua rivoluzione culturale in maniera coerente, dovrà cominciare a permettere di criticarlo. Dovrà coinvolgere sempre più persone competenti più di lui, gente che possa permettere al partito di rispondere alle domande e sopravvivere anche se Grillo morisse. Dovrà scardinare quello che lui stesso ha creato, perché ora molte persone valide che conosco votano Grillo per “mandare tutti a casa”, ma sanno benissimo che il reddito di cittadinanza e la pensione a 60 anni per tutti sono semplicemente irrealizzabili. L’Italia non sarà una democrazia, né elettronica né cartacea, finché non potremo pretendere dai politici che facciano promesse realizzabili e poi le mantengano.

Può essere che l’idea di una forma di democrazia nuova che usi il web anziché gli apparati di partito non sia sbagliata in assoluto. Sono i contenuti del programma che contengono solo spese e assurdità e sono stati pensati da lui e Casaleggio per attirare l’attenzione e intrattenere, non per governare.

Ma lui lo dice che è un comico. Mescola la pigrizia alla modernità. E tutte e due assieme all’attitudine a lavarsene un po’ le mani delle conseguenze, all’occorrenza.

Grillo che vuole guidare il Governo da un blog è l’applicazione ai massimi livelli del telelavoro.

Quello che è divertente è che i vecchi partiti, non potendo seguirlo sulle assurdità economiche, cercano di copiarne alcuni cavalli di battaglia. Lo sta facendo il PD in maniera goffissima. Lo ha fatto in maniera addirittura esilarante Berlusconi.

Non tutti sanno infatti che Berlusconi ha fatto firmare a tutti i suoi parlamentari questo pezzo di carta igenica:

 berlusconi-patto-parlamentare

Berlusconi che prova a imitare Grillo sul piano dell’antipolitica mi pare come una bandona di duecento chili che si fa tatuare una farfalla sulla patonza per somigliare a Belen.

Berlusconi è irrecuperabile, e come lui metà della classe dirigente che si è tirato dietro. Ieri è successo che hanno chiesto dieci anni per De Caro, dirigente della biblioteca dei Girolamini a Napoli, che aveva trafugato 20 milioni di euro in libri, regalandone molti a Dell’Utri, che sostiene di avrene ignorato la provenienza. Ora. Io non dico. Ma a questi qui tutti gli regalano appartamenti, libri rari, vacanze in villaggi di lusso. E sempre senza chiedere niente. E loro mica si stupiscono! “Eh, che vuoi, ci ho la faccia simpatica. Pure ieri uno mi supera in Ferrari, poi inchioda, scende, mi da un buffetto e mi mette le chiavi in mano. Signor giudice, io sono uno di quelli così.”

Questi sono impresentabili, ma forse nel 30% che ha votato centrodestra ci sarebbe l’aspirazione ad una destra liberale di tipo europeo, se esistesse in Italia. Così come Bersani è un babbione circondato di residuati degli anni ’70 che vanno in giro con l’iPad di fronte alle telecamere, ma poi è grasso che cola se riescono a mandare sms con il Nokia 3210 senza chiedere aiuto ai nipotini. Un partito dalla struttura inefficiente e clientelare, pieno di magagne giuridiche: ma forse nel 30% che l’hanno vota ci sarebbe la voglia di un partito socialdemocratico come quello svedese, se esistesse.

Forse Grillo sarà l’occasione per le due forze tradizionali di riformarsi radicalmente, cambiando anche molte facce; forse sarà lo stesso Movimento 5 Stelle a operare al proprio interno i cambiamenti necessari a rendersi una guida credibile per il Paese.

Se vorrà farlo dovrà cominciare facendo quello che non hanno fatto in questi anni PD e PDL: dire la verità agli italiani, cacciare gli incompetenti, premiare il merito, ammettere gli errori.

Non c’è democrazia se non si ha modo di far fuori chi riceve regali da milioni, chi fa sparire miliardi di euro da una banca, il parlamentare grillino che ci spiega che in America controllano la gente con chip impiantati sotto la pelle, Bersani che ci dice del PD che “è stato danneggito dalla mancanza di avversari”, che è un modo per dire “era più facile vincere che perdere, ma non ammettiamo responsabilità”.

Bersani che propone 8 punti per l’azione di governo, ognuno dei quali è in realtà distino in altri 8 sotto punti, ognuno dei quali apre ad almeno 8 distinguo o incertezze. Elegantissima simmetria, pessima trasparenza.

PS: secondo Grillo alla fine si farà un governo Passera. Berlusconi chiederà di insediarsi all’Interno.

PPS: vi ricordo che potete segure la pagina Facebook di Chi Non Muore qui https://www.facebook.com/ChiNonMuore e che la cosa è un bell’incoraggiamento per chi scrive 🙂

2 pensieri su “82. Lassù qualcuno ci sgama

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