102. Il Re dei castelli in aria non fa piovere soldi

Castelli in aria 2Oggi bussa a casa vostra un distinto signore e vi dice che vorrebbe tanto comprare la vostra auto.

Voi proponete un prezzo e quegli, tutto entusiasta, dice di sì.

Siete molto contenti. Gli dite che ora dovreste andare dal notaio e firmare un assegno. Ma oggi il signore distinto dice che uh, no, molto carina la proposta, la prossima volta anche una birra, ma oggi dal notaio viene, ma quanto all’assegno non ha il libretto.

Voi gli chiedete se ha delle garanzie. Quanti soldi ha in banca.

Lui dice che non lo sa.

Come “Non lo sa”? È pazzo?, pensate.

Poi vi dice che siccome intanto ha preso le chiavi, ora monterà sulla vostra auto e se ne andrà e poi vedrete se trovarete un accordo.

Converrete che la vostra reazione sarà un pugno in faccia.

Ecco spiegata la rabbia dei piccoli imprenditori verso lo Stato. La situazione è talmente delirante che è difficile essere presi sul serio.

Se la vostra banca un giorno vi dicesse che non sa quanti soldi avete depositato, voi che fate? Impazzite? Andate all’assolto all’arma bianca? E se non potete fare niente, perché avreste bisogno di milioni di cittadini ormai anestetizzati e depressi?

Be’, sappiate che lo Stato italiano non conosce le dimensioni del proprio debito pubblico. Questi cialtroni mentecatti che ci governano stanno candidamente ammettendo che per quieto vivere e per mantenere certe alleanze trasversali hanno rinunciato a tenere i conti in ordine. Sicché il bilancio di diverse regioni è totalmente aleatorio, le partecipate pubbliche neanche parlarne, lo Stato centrale è un caos. Ogni ente redige poi il bilancio secondo criteri propri, per cui fare confronti richiede tempo e lavoro. Ma non basta. Sui debiti che la Pubblica Amministrazione ha con le imprese si socntrano due problemi parimenti demenziali.

Il primo è che alcuni debiti non sono stati messi a bilancio per non far apparire la situazione italiana più compromessa di quanto non sia. Quello che se lo fa un privato è un reato e se lo fa un amministratore pubblico a quanto pare si chiama saggezza. Il secondo è che la Ragioneria di Stato non sa, non riesce o non vuole tenere il conto di quanti dei debiti vantati nei confronti dello Stato esistono davvero oppure no. Sicché nel provvedimento messo a punto dal Governo per velocizzare i pagamenti alle imprese, tra le altre cose si prevede una complessissima certificazione a carico delle imprese per provare che il credito esisteva davvero e non è stato ancora pagato. Aggiungiamo questo: che alle imprese è vietato sospendere la somministrazione di beni allo Stato quando lo Stato non paga. Tu inizi a fornire gomme allo Stato, lo Stato non paga, tu devi continuare a portare camion di gomme in perdita o commetti un reato. Non solo: non si può fare compensazione coi crediti. In termini non tecnici: lo Stato ti deve un milione di euro per le gomme, tu devi  trecentomila euro di tasse, non puoi limitarti a dire allo Stato “me ne darai settecentomila”. Prima paghi e poi si vedrà.

In fondo siamo sempre allo stesso punto. Quando un Governo nuovo entra in carica, la prima cosa che fa è contestare che il Governo precedente ha lasciato i conti talmente in disordine che, se ora non si potranno mantenere le promesse fatta in campagna elettorale, la colpa va imputata a chi c’era prima. Con la conseguenza che le campagne elettorali sono sostanzialmente inutili e la democrazia non viene dichiarata morta solo perché ha un così bel nome.

Si possono fare tante cose per rendere questo Paese più serio, ma due non sono rimandabili.

  1. Riscrivere i regolamenti parlamentari in modo che non sia più possibile bloccare i lavori in aula con mero ostruzionismo.

  2. Scrivere regole di bilancio chiare che prevedano anche la responasibilità personale di chi non le rispetta.

Senza fare questo, resteremo comunque nel mondo dell’assurdo. Potete incontrare un pazzo che dice cose molto belle sull’arte e sulla dignità dell’uomo, ma non per questo dovrete credergli quando vi propone di moltiplicare i vostri soldi gettandoli nel frullatore.

Intanto il PD va in piazza e manifesta contro la povertà. Il Pdl va in tribunale e manifesta contro la persecuzione del suo leader. Il M5S va in Parlamento e manifesta contro la politica. Io guardo l’orologio e manifesto contro il tempo che passa.

2 pensieri su “102. Il Re dei castelli in aria non fa piovere soldi

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