Archivio mensile:maggio 2013

125. Il Femminicidio che c’è e quello che non c’è

keep calSANGUEIeri la Camera dei Deputati ha votato per ratificare la convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Questo significa essenzialmente due cose:

1) Che non cambia un cazzo, perché questa entra in vigore solo una volta ratificata da 10 stati;

2) Che non cambia un cazzo, perché il testo della convenzione non fa altro che rimandare a futuri accordi, cooperazioni e figuriamoci, il Governo Letta non si mette nemmeno d’accordo con sé stesso. Il primo Stato a non aver ratificato la convenzione firmata in Turchia è, pensate un po’, la Turchia.

Allora, siccome si sta parlando tanto di Femminicidio e siccome si tratta di proseguire IL DISCORSO INIZIATO IERI SULL’OMOFOBIA (che partiva, nemmeno a farlo apposta, da un fatto di cronaca avvenuto in Turchia), oggi sarà anche l’argomento qui su Chi Non Muore.

Bisogna dire che il Parlamento non perde tempo. Il tema è caldo. E alla Camera fanno leggere una bella relazione a Mara Carfagna.

Mara Carfagna legge un duro attaccco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. All’uscita dalla Camera, l’onorevole ha autografato calendari per i fan.

Mara Carfagna legge un duro attacco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. Ha sopportato per anni che Berlusconi le appoggiasse la birra sulla testa mentre guardava il calcio, ma adesso BASTA!

Brunetta: “Io come Balotelli.” Ma allora è vero quel che si dice intorno ai nani!

Vi chiedete cosa c’entri?

Mara Carfagna sta alle pari opportunità come Brunetta a Balotelli.

Sgomberiamo il campo dalle cose che dovremmo tutti dare per scontate. Chi scrive è contro la violenza sulle donne. Chi scrive è contro la violenza in generale, salvo ovvi casi estremi in cui la giustificava pure Ghandi. Probabilmente voi che mi leggete siete contro la violenza sulle donne. Quindi non intendo perdere tempo a fare il panegirico delle donne che non si toccano neanche con un fiore. Questo è l’obiettivo e lo do per scontato, ora stiamo solo discutendo di come ci si possa avvicinare. Se no è come se prima di ogni lezione di guida l’istruttore sentisse il bisogno di specificare che è contrario a investire i pedoni.

Inoltre spero che tutti sappiano che la violenza contro le donne è un reato. Non è che manca il reato di Femminicidio, è che uccidere una donna è omicidio. Punibile con reclusione non inferiore ad anni 21 e che può arrivare fino all’ergastolo, non con una pena simbolica. Che poi a volte scandalizzi la facilità con cui in Italia si evade, si ottengono arresti domiciliari, semilibertà e indulti è un altro discorso. Questo però riguarda la giustizia in generale e non il caso specifico del Femminicidio e comunque bisognerà decidere una buona volta se con la pena si punta alla rieducazione del reo (col rischio che agli occhi dei parenti delle vittime risulti “poco punito”) o alla sua punizione e a placare la sete di sangue del popolo. Se ci tenete a farvi venire il sangue cattivo, potete ad esempio leggere la storia del MASSACRO DEL CIRCEO.

E adesso parliamo di numeri. C’è una statistica importante sul Femminicidio. Ma prima vediamo una lunga serie di cose false che si dicono.

1) È in atto una mattanza delle donne che sono le vittime principali della violenza. Falso. Dati del ministero dell’Interno: in oltre il 70% degli omicidi la vittima è un maschio. Vero che tale percentuale sta calando: per tutti gli anni ’90 era sopra l’80%. Però ancora un maschietto corre un rischio di morire ammazzato molto più alto rispetto a una femminuccia

2) Più del 60% delle donne almeno una volta ha subito violenza fisica dal partner, allora 6 uomini su 10 picchiano la propria donna. Falso. Sarebbe come dire che, siccome tutti noi abbiamo visto almeno una volta un bel film, allora tutti i film sono belli.

3) Il 75% delle donne che viene uccisa, viene uccisa da persone che conosceva bene. Vero, ma anche falso: la percentuale è quasi uguale negli uomini. Come dicono i sociologi, l’omicidio è principalmente un reato intra-gruppo. Del resto, perché dovreste voler uccidere qualcuno che nemmeno conoscete? Di solito si uccide o per avere un vantaggio, o perché si sente di doversi vendicare di qualcosa. Chi uccide persone a caso non è un disturbato o un violento, è un pazzo completo tipo HENRY LEE LUCAS.

4) In Italia il fenomeno del Femminicidio è particolarmente diffuso, per colpa di una società maschilista, fallocentrica e del carattere implicitamente repressivo. Falso. Dati ONU: l’Italia ha il più basso rapporto donne uccise per abitante tra tutti i paesi occidentali eccetto la Norvegia. Se consideriamo solo l’Italia del Nord, pure la Norvegia ce la lasciamo alle spalle. In Inghilterra il numero di donne uccise per abitante è il doppio che da noi, Finlandia quasi il triploi, in Russia è sedici volte superiore.

Se mai è vero che oltre il 90% degli assassini (che in Italia sono comunque pochi e se leviamo quelli legati alal criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina, sempre dati ufficiali del Ministero, diventano pochissimi) sono uomini. Francamente questo credo che non stupisca nessuno. I bambini fanno a botte per un nonnulla. Bisogna educarli perché non si procurino ciò che vogliono con la violenza ed educarli ulteriormente perché non reagiscano con la violenza a quelli che percepiscono come torti. Come diceva Rita Levi Montalcini, metà del nostro cervello è ancora uguale a quello dei babbuini. Quando si parla di cibo, sesso e violenza o ci frena la metà razionale, o agiamo come le scimmie.

Questo è il materiale di cui è composta l’umanità, dobbiamo cercare di limitare i danni.

Vediamo che possiamo fare per procurare alle donne italiane delle scimmie che le scopino tanto e non le picchino mai.

Il primo baluardo contro la violenza è l’educazione, il secondo è un sistema di leggi efficace che ripari i torti prima che l’uomo, esasperato, perda il freno della civiltà e ricorra alla violenza – ovvero punisca subito chi ricorre alla violenza, dissuadendo altri dal provare ancora questa strada.

Tuttavia vi sono dei casi in qui questo non serve. Si tratta di tutti i generi di omicidio passionale. Della fidanzata, del marito, del figlio. Chi giunge ad atti del genere lo fa perché in preda alla follia, al dolore o alla rabbia, al punto di non pensare alle conseguenze. Relativamente spesso, infatti, tenta poi il suicidio.

Contro questo genere di violenze aumentare le pene non serve a un picchio. O mi dite che volete la sedia elettrica e rendere impossibile per sempre il reinserimento di chi ha compiuto un atto del genere, senza consentire al giudice di valutare le eventuali attenuanti, oppure dovete accontentarvi dei tanti anni di galera che possono essere comminati con l’omicidio. Aumentarle non serve a prevenire, serve solo a punire ancora più severamente chi ha compiuto l’atto. Ma ricordate che più severe dell’ergastolo ci sono solo pena di morte e tortura. Se volete tornare alle punizioni corporali, fatemelo sapere nei commenti che ne parliamo.

Avevo accennato al fatto che esiste una statistica importante sul Femminicidio. Ecco, è questa: l’omicidio di donne da parte dei fidanzati,compagni e mariti è l’unica categoria di omicidio in continuo aumento, dal 1990 al 2006, soprattutto nel meridione (ma anche, in misura minore, nel nord Italia).

Per inciso, una piccola curiosità: è molto più frequente che sia l’uomo ad ammazzare la fidanzata, ma è leggermente più frequente che sia la donna ad ammazzare l’amante. Secondo inciso: dal 2006 a oggi questo tipo di omicidi è rimasto pressoché stabile. Non c’è in atto oggi una emergenza senza precedenti. Sono statistiche stabili a livello italiano e molto sotto la media a livello europeo e le cifre, anziché stabili, sarebbero in flessione se escludessimo i delitti computi dagli immigrati (immagino perché talvolta provenienti da paesi in cui la punizione della donna è addirittura un dovere del padre o del marito, ma non mi soffermerò su questa statistica). Fermo (ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ mi annoierò a ripeterlo) che ogni singolo caso è grave e andrebbe se possibile prevenuto e se no punito.

Quindi se vogliamo parlare di Femminicidio, possiamo parlarne in due modi. O per indicare il generico omicidio di una donna, o per indicare l’omicidio di una donna per motivi passionali. Nel primo caso, la cosa ci fa giustamente orrore, ma in quanto omicidio. Se vogliamo batterci per una polizia più efficiente, ben venga. Nel secondo caso, trattandosi di omicidio passionale, l’unica cosa davvero assurda sarebbe aumentare le pene, che come abbiamo visto e come provato da tutti gli psicologi del mondo da sessant’anni a questa parte, non serve.

Vogliamo chiederci perché c’è stato un aumento degli omici passionali? Stiamo vivendo grandi trasformazioni sociali. Osservava Gibbons che le società democratiche devono ancora imparare a gestire la dissimmetria di potere tra chi è ancora innamorato e chi no. Gli uomini non sopportano di essere mollati, traditi o insultati per le loro prestazioni sessuali. A volte, poi, chi non è innamorato si comporta, del tutto legittimamente, in modo stronzo. Ieri una mia amica è stata lasciata per sms dopo sei anni di fidanzamento. Il suo commento è stato “se fossi un uomo gli spaccherei la faccia”. Be’, amica mia, non hai il diritto di farlo. Per fortuna lei non è un uomo e ha potuto parlare con me, ma la società di oggi crea anche gravi situazioni di isolamento, in cui una persona, magari già di suo incline alla violenza, resta a macerarsi nella solitudine e pone in essere atti deprecabili.

Non si tratta lo dico ancora una volta, di una situazione solo italiana. Nel nord europa, che qui rappresentano come un paradiso, la violenza domestica è più diffusa che da noi. Succede che gli uomini si comportino impeccabilmente 4 giorni su 7, poi nel weekend bevono, perdono il controllo e picchiano le mogli. In Danimarca c’è vero allarme sociale e nemmeno lì sanno bene come reagire. Stiamo cercando di costruire una società di rapporti fluidi in cui le coppie si mollano e si cercano in continuazione. Un processo inziziato da circa un secolo, che per la storia dell’umanità è come dire niente.

La verità è che si tratta a tutti gli effetti di una situazione nuova. Nessuno sa esattamente come gestirla. La prima cosa da fare è certamente, tanto per cambiare, investire in cultura e formazione. Tendenzialmente le persone più formate sono meno violente, più pronte a capire gli altri, più adattabili.

La seconda cosa sarebbe creare una rete di psicologi contro la depressione. Oltre il 40% degli uomini che uccide la moglie o la ex soffrono di gravi forme depressive. Quello è un bacino a rischio da monitorare, sia per il rischio di omicidi che per quello di suicidi. Si aiuterebbe molta gente che comunque non commetterebbe mai violenza e si preverrebbero diverse morti.

La terza cosa che mi viene in mente è rivedere la nostra ridicola legge sullo stalking e, ancora una volta, vedere se è possibile dare, o per meglio dire imporre, un supporto psicologico alle persone moleste, oltre che alle vittime. Non credo che quattro mesi di galera con la condizionale siano un deterrente per una persona affetta da una chiara forma ossessiva. Infine vorrei parlare del neologismo. I neologismi fanno paura. Il neologismo serve a creare allarme attorno a una situazione stabile. A distrarre. Per usare le parole prese da un LUNGO ARTICOLO (in buona parte, ma non in tutto, condivisibile) di @quitthedoner, “Quando un problema assurge a emergenza mediatica viene proposto in una versione emotivamente e moralmente connotata, che implica tacitamente che chiunque chieda maggiore complessità nell’analisi o insinui dubbi sulla ricostruzione ufficiale allora si stia schierando dalla parte del nemico.”

Il succo della questione è lo stesso di ieri. Primo: quando si crea un’emergenza attorno a una situazione stabile, è perché non si sanno affrontare altri problemi. Secondo: posto che il problema è comunque reale, va affrontato in maniera razionale: aumentare le pene non serve a niente. Investire in cultura, sì. Monitorare i casi a rischio, sì. Rendere più veloci i processi e fornire mezzi alle forze dell’ordine, sì. Ma per i politici non è conveniente studiare a lungo una legge, scriverla, stanziare i fondi, quando possono aumentare la pena e poi, al prossimo Femminicidio, dire “Tizio condannato all’ergastolo grazie al nuovo reato di Femminicidio, approvato con la c.d. Legge Boldrin (o Legge Alfano, per nominarne un altro che sta battendo su questo tema ultimamente).”

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124. Il diritto di darsi un bacio

Gay Turchia_4Oggi trattiamo un argomento spinoso. Uno di quegli argomenti che di solito, qualunque posizione si assuma, provocano defollow di massa, insulti, richieste di ban, denunce, minacce, assalti all’arma bianca, concerti di Gigi D’Alessio.

Le reazioni scomposte di solito arrivano in primo luogo da chi è contro i diritti dei gay, o meglio, per essere più precisi, contro l’ESISTENZA dei gay. Perché se parlo di diritti dei gay sto già in qualche modo anticipando una conclusione. Qui non stiamo parlando di gente che prova ad argomentare una posizione. Sono semplicemente persone a cui da fastidio che da qualche parte nel mondo due uomini o due donne si accoppino tra loro.

Apriamo una parentesi. In Turchia è successo che una grossa associazione, per protestare contro la serpeggiante islamizzazione delle istituzioni voluta da Erdogan, ha organizzato una protesta del bacio. Per pubblicizzare al cosa ha affisso dei manifesti rappresentanti una coppia che si bacia nella metropolitana, scatenando la reazione del Governo che ha dichiarato: “L’immoralità non è libertà”. La manifestazione si è tenuta lo stesso, è intervenuta la polizia, c’è stato un sacco di casino. Ma soprattutto alcuni civili, militanti del partito di Erdogan, sono scesi in piazze e hanno picchiato i manifestanti, accoltellandone uno mentre baciava la sua ragazza, senza che la polizia intervenisse. Così il fatto viene riportato dalle maggiori agenzie di stampa.

Io pubblico su Twitter questa frase:

“Turchia. Baciava la sua ragazza, accoltellato da un giovane islamico. La polizia resta a guardare. Baciamoci in Italia, finché possiamo.”

Questo scatena la reazione di un utente turco che vive in Italia. Il gentiluomo, dopo avermi invitato a non dire cazzate, si propone di spiegarmi come sono andate veramente le cose. Mi informa che “Della gente voleva protestare per non so cosa” (grazie per l’approfondita spiegazione) che “Si sono baciati per provocare” (che sfiga, da noi bruciano i cassonetti e le auto in sosta, facciamo a cambio?) e che “Tra loro c’erano anche coppie gay e hanno anche invitato a usare i preservativi.”

L’uomo ha un tono molto pacato, come se il fatto che la somma di queste circostanze spiegasse tutto e dovesse farmi dire “Ah, vabbe’, allora accoltellateli pure, scusami. Anzi, infilateli sul palo e fatene kebab, che almeno si rendono utili.”

Quando gli dico che non ho nulla contro i baci in pubblico, i gay o tantomeno l’uso del preservativo e gli chiedo se lui invece sì, scatta il delirio. Quattro o cinque tweet di insulti che finiscono nell’immancabile “Devi essere un frocio di merda anche tu.”

L’ho citato perché, assieme alla discussione con un amico, è stato lo stimolo a scrivere questo articolo.

L’altra categoria che rischia di avere reazioni inconsulte è…

…no, non quella degli omosessuali. Ma proprio no. Gli omosessuali sono abituati a vivere da omosessuali, a difendersi e a chiedere quello che ritengono sia dovuto loro a chi non glielo vuole concedere. Sono abituati a parlare. Almeno per quella che è la mia esperienza, i miei amici gay li ho visti sempre estremamente pazienti nella discussione con i peggiori reazionari, anche se magari nella loro testa li consideravano vetusti parrucconi teste di cazzo.

L’altra categoria che potrebbe avermi defollowato alla seconda riga è quella degli intellettuali organici di sinistra. Gente abituata a riconoscersi in un certo schema di pensiero e certe parole d’ordine che fanno molto intellettuale, senza in realtà ragionarci sopra minimamente. Perché sotto sotto quello che pensano è “Grrrr perché non la pensano tutti come me che sono così intelligente.”

Rispondono a parole d’ordne.

Un esempio è proprio dato dalla Turchia. Di solito le stesse persone vogliono la Turchia in Europa e i matrimoni gay in Europa e rifiutano di vedere che le due cose difficilmente si avranno allo stesso tempo. Vogliono la Turchia in Europa perché sono terzomondisti e anticattolici. Ma la Turchia sta prendendo una piega molto pericolosa.

Basta citare il caso diplomatico tra Turchia e Olanda, con Erdogan che si sta impegnando in prima battuta per ottenere il IL RIMPATRIO DEI BAMBINI TURCHI ADOTTATI DA COPPIE GAY O CRISTIANE.

Il fatto è che l’argomento genera reazioni di rabbia. Sempre. Qualunque cosa si dica. Addirittura gli articoli scientifici generano rabbia.

Se Tizio scrive che l’omosessualità potrebbe avere basi genetiche o ormonali, è nazista.

Se dice che deriva da ragioni psicologiche, è nazista.

Se dice che non deriva né da una cosa né dall’altra, quindi è una libera scelta, allora giustifica la Chiesa che dice che è una scelta e quindi può essere un peccato, ed è nazista.

Ovviamente le ragioni di queste reazioni sono dovute al timore di come queste teorie potrebbero essere usate. Ma qui sta il punto. Uno stato di diritto dovrebbe arrivare a essere radicale. Uno stato di diritto non ha teorie: ha diritti. Non mi interessa sapere come accade che, ad un certo punto dello sviluppo, a me piacciono le donne e al mio amico X piaccio io. Capisco che possa interessare alla comunità scientifica, e allora ne parlino. Ma a me importa che X non sia stigmatizzato per preferenze che attengono alla sua vita privata solamente.

Ma qual è il modo migliore per ottenere questo risultato?

Esce su Repubblica QUESTO ARTICOLO. E io mi incazzo. Si tratta di una lettera della Boldrini, in risposta a sua volta alla lettera di un ragazzo gay che esprime tutta la propria sofferenza per sentirsi discriminato.

L’articolo si intitola: “L’omofobia sarà presto reato.”

C’è questo fenomeno, noto e riconosciuto nella sociologia del diritto, per cui in tutte le democrazie si tende a fare un certo numero di leggi prescindendo dalla loro utilità, ma solo per far scrivere sui giornali che sono state fatte. In Italia, però, se ne abusa. Vuoi perché i regolamenti parlamentari permettono di fare ostruzionismo e bloccare qualunque riforma che disturbi davvero qualcuno, vuoi perché siamo in stato di elezioni permanenti, vuoi per distrarre dal continuo declino economico e dagli scandali all’ordine del giorno, le leggi inutili sono la norma.

E poi c’è l’informazione.

In primo luogo, caro cialtrone che scrivi su Repubblica, “L’omofobia sarà reato”, mi spiegherai presto come intendi leggere nella testa delle persone. Dico di più: l’espressione di qualunque opinione, finché non si spinge a proporre l’uso della violenza e non sconfini nell’insulto, dovrebbe essere consentita. Invece gli insulti sono già reato. La violenza è reato. L’incitazione alla violenza è reato. L’apologia di reato è reato. Che poi in determinati casi non siano perseguiti, ad esempio perché la nostra polizia postale ha pochi uomini e mezzi, è un altro discorso.

Mi si può dire che la Boldrini ha parlato di “legge contro l’omofobia” e non di “reato di omofobia”, e che quindi quello che si chiede è l’istituzione di una aggravante di reati già esistenti. Come già avviene per le aggravanti legate all’odio razziale.

Ebbene, sono contrario. Aspettate a defollowarmi. Le aggravanti legate all’odio razziale non sono servite e non servono. Non solo perché chi odia, odia anche se gli viene vietato. Chi picchia o uccide, spinto dall’odio e dall’ignoranza, non sa se rischia 15, 20 o 30 anni di reclusione. Probabilmente non lo sapete nemmeno voi che leggete questo articolo, a meno che non abbiate studiato legge. Semplicemente chi insulta su Facebook, chi picchia la gente, chi si da alla violenza, pensa di farla franca. Se migliori i mezzi a disposizione della polizia e velocizzi i processi, se costruisci nuove carceri in modo da non essere costretto a ricorrere continuamente all’indulto, fai un lavoro migliore per punire i coglioni che non aumentando pene che non verranno mai comminate e che, quando vengono comminate, sono invece fortemente dissuasive. Il fatto è che velocizzare i processi è difficile. I politici vogliono mascherarsi dicendo che hanno fatto qualcosa contro l’omofobia inventandosi l’aggravante dell’omofobia, invece avranno ancora una volta perso tempo senza far niente.

Se il giudice riconoscerà che il mio amico X è stato picchiato in quanto omosessuale, comminerà l’aggravante dei futili motivi. Succede già. Non possimo pretendere di istituzionalizzare ogni possibile aggravante, esistono espressioni come “futili motivi” apposta. Chi brucia un barbone prché barbone, o ammazza la figlia perché non è più vergine o aggredisce qualcuno per le sue idee politiche espresse pacificamente, minando le basi del vivere democratico, non è forse pericoloso come chi se la prende con un omosessuale o un nero?

Per combattere l’omofobia serve un enorme investimento in cultura. Serve tempo e serve un progetto di ampio respiro. Serve anche fiducia: fiducia che chi legge tanto e si interessa al dialogo diventa naturalmente meno propenso a risolvere le cose con la violenza e a mettere in discussione i propri pregiudizi. La proposta di “leggi contro questo e quest’altro” serve solo a nascondere la mancanza di un piano di lungo termine e il disagio di un paese ignorante e arrogante come il nostro. Recuperare fondi per le scuole e la ricerca è più utile che non creare nuovi, inutili reati.

Un mio amico ha poi provocato dicendomi che anche in Francia ci sono migliaia di persone che protestano contro il matrimonio gay. E che quindi la Francia è come la Turchia.

L’avrete sentito tutti.

Francia. Scrittore si spara in bocca per protestare contro i matrimoni gay. Piombo sì, sperma no.

Francia. Scrittore si spara per protestare contro i matrimoni gay. “Hai una pistola in bocca o sei solo infelice di vedermi?”

Il gesto ha avuto ampio risalto in tutto il mondo. Alfano è molto preoccupato di cosa potrebbe chiedergli Berlusconi alla prossima manifestazione.

A parte l’evidente disturbo mentale di uno che si suicida per qualcosa che non lo toccherà mai, perché se non vorrà sposare un gay certo nessuno potrà o vorrà costringerlo, i casi non sono simili. Parigi ha un sindaco omosessuale. I PACS sono una realtà. A creare casino a volte sono le parole. La gente si scanna su cosa vuol dire “matrimonio” esattamente come nel PD si scannano su cosa vuol dire “sinistra”, perché se dovessero parlare ci cosa concrete un sacco di gente sarebbe costretta a star zitta.

E dunque provo a dire la mia anche sul matrimonio gay. Io di per sé non ho niente contro, ma c’è un ma. Aspettate a chiudere e insultarmi e leggete, per favore. Una volta che si tocca l’istituto del matrimonio, mi piacerebbe che si facesse una cosa organica. Una volta tanto. Che cavolo vuol dire matrimonio?

Per i cattolici è un istituto volto ad avere figli. Period. Loro non vogliono che si faccia casino usando quel termine in un altro senso. Nel matrimonio cattolico l’amore c’entra poco o niente. Il matrimonio tra due che non si conoscono è validissimo, mentre quello di un impotente è nullo.

Il matrimonio civile è la derivazione di un istutito napoleonico che voleva sottrarre alla Chiesa il monopolio del registro delle coppie. Chi è cattolico continui a sposarsi in chiesa davanti a Dio, con gli effetti che la Chiesa Cattolica riconosce al sacramento. Ma chi non lo è? Che fare del matrimonio civile?

Oggi, che non vi è l’obbligo né civile né sociale di far durare un rapporto tra due persone qualunque cosa accada, non si può ripensare a tutto ciò?

Al matrimonio sono ricollegati diversi effetti. Come l’accesso alla pensione di reversibilità, come il diritto a decidere sull’espianto di organi o quello ad accedere all’ospedale in caso di malattia gravemente invalidante. Ebbene, io sarei per liberalizzare tutto questo. Con una semplice comunicazione alla Pubblica Amministrazione devo poter dire: “Se mi succede qualcosa, tizio conosce il mio pensiero sui temi eticamente sensibili, nei limiti in cui lo Stato mi concede di scegliere, lui parla a nome mio.” Non capisco perché lo Stato deve decidere che per me possa esprimersi mio padre o mia moglie, se invece io voglio che sia mio fratello o il mio prete o la mia amante. Idem per le tasse ereditarie, che sono diverse a seconda di chi vada a ricevere il mio patrimonio. Saranno stracazzi miei a chi voglio lasciare cosa ho guadagnato?

Aboliamo il matrimonio civile. Se volete dare una festa per annunciare che vivete assieme, potete farlo anche senza il sindaco. Se volete firmare un contratto che regoli i vostri rapporti patrimoniali, che possiate farlo senza dichiarare che vi accoppiate e con chi. A uno Stato laico non deve interessare che vi amiate e/o che facciate sesso. Sono cose intime, private, dovreste dirgli di farsi i cazzi propri. Che lo Stato pretenda da voi annunci ufficiali è quasi un ricatto. Che voi pretendiate un riconoscimento da parte di uno Stato distante e burocratico, è segno di condizionamento.

I pochi fondi a disposizione delle famiglia, lo Stato li dia a chi ha figli, perché possa garantire loro educazione e sostegno, perché possa farne altri senza che diventi economicamente troppo gravoso. Dia le case popolari a chi ha prole. Non le coppie sposate, ma i figli delle coppie che hanno figli pagheranno le nostre pensioni, se mai ne avremo, e forniranno a noi nuove idee quando le nostre saranno vecchie e superate, se mai ci libereremo delle idee vecchie e superate di chi ci ha preceduto.

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bacio turchia

123. Capaci, 21 anni e non mostrarli.

orrore falconeNotizia di un anno fa era che, secondo alcuni pentiti, la crisi economica è ormai fonte di grande preoccupazione per la malavita organizzata. La difficoltà di trovare imprese abbastanza grandi in cui nascondere gli attivi del traffico di droga e prostituzione sta mettendo in crisi una delle eccellenze del Paese, nota in tutto il mondo, fiore all’occhiello del made in Italy. Come se non bastasse, gli sconvolgimenti climatici in atto hanno reso onerosa la coltivazione di cocaina e il prezzo del tritolo, ormai alle stelle, renderebbe problematica l’eliminazione di eventuali politici onesti e avveduti, che per una fortunata congiuntura scarseggiano.

La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Alle ultime elezioni regionali siciliane gli astenuti sono stati il 53%. Più di un mafioso su due non ha saputo chi dirti di votare.

La Mafia, che come diceva Falcone “è l’organizzazione più agile, duttile e pragmatica che si possa immaginare rispetto alle istituzioni e alla società nel suo insieme”, ha provato a reagire con la tipica creatività italica sfruttando le risorse del territorio: i disoccupati e le commemorazioni per la morte di Falcone.

Grazie all’approvazione della Cassa Integrazione in Deroga da un miliardo di euro, provvedimento che consente agli amministratori locali di gestire il denaro pubblico per foraggiare i disoccupati in difficoltà a propria discrezione, senza dover preoccuparsi troppo di distingure tra imprese in difficoltà, imprese fallite e imprese di fatto mai esistite, sarà possibile mantenere in vita ancora un po’ l’antica tradizione degli uomini in coppola che si allenano a sparare dentro scantinati abusivi.

Quanto alle commemorazioni per Falcone, il giro d’affari è enorme e non accenna a diminuire. Il tipico mafioso oggi, in segno di fedeltà alla cosca, si fa tatuare “I love Giovanni” sulla chiappa destra e organizza tour e navi della legalità.

Constatato ormai che il massimo livello di protesta che raggiungono gli italiani consiste nel pubblicare foto di Falcone e Borsellino su Facebook, perché poi al momento del voto si fidano degli amici di Don Ciccio, la Mafia sta studiando di rimpolpare gli affari creando qualche nuovo martire. La difficoltà sta nel trovare qualcuno di fotogenico e credibile da far passare per vittima della Mafia. Si era pensato anche a Berlusconi, ma c’è il timore che poi la Sicilia puzzi di plastica bruciata per anni, con grave danno per il turismo. Si era pensato a Bersani, ma c’è il timore che nessuno si accorgerebbe della sua scomparsa. Si era pensato a Grillo, ma poi si è notato che i Funerali Fanculo confonderebbero l’hashtag #FF su twitter, che la Mafia alle nuove tecnologie sta attenta.

Per il momento si esita ad agire, limitandosi a rinfocolare le tradizioni esistenti. Eravate convinti di vivere sotto una cappa di inefficenza e immobilismo, e invece la Mafia sta pensando a voi. Per il momento ha piazzato Miccichè come sottosegretario, un uomo che conosce i bisogni del Sud. Un uomo che si è opposto con tutta la sua forza alle norme che avrebbero costretto gli amministratori locali siciliani a tenere i bilanci in modo comprensibile. Un’opposizione illuminata, che alla scuola economica di Corleone, che i suoi affari li sa fare meglio di quella di Chicago, è paragonata alla svalutazione competitiva e alle innovative manovre dell’Abenomics che tanto sta giovando al Giappone.

Oggi, anniversario della strage di Capaci, la bandiera di Falcone è tenuta alta da alcune persone di valore.

Ad esempio Leoluca Orlando, esponente storico della sinistra e poi di Italia dei Valori, oggi Sindaco di Palermo. “Capaci 21 anni dopo. A Palermo 20.000 studenti, ministri, rappresentanti dello Stato.”

Diceva allora: “Chi doveva combattere la Mafia in realtà l’ha aiutata.”

Totò Cuffaro, fu Presidente della Regione Sicilia in quota UDC, ora in carcere, impegnato a difendere la propria innocenza nel libro “Il candore delle cornacchie.”

Diceva allora: “Quelli di Falcone sono attacchi volgari alla migliore classe dirigente siciliana.” Casini e Berlusconi hanno sempre dichiarato di crederlo innocente.

Non pervenute dichiarazioni da parte di Pisanu, che concluse i lavori della Commissione antimafia dicendo che “Non ci fu una trattativa tra Stato e Mafia, solo un tacito accordo parziale.” E lui sta rispettosamente in silenzio. IL PEZZO CHE SCRISSI SULLA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELL’ANTIMAFIA.

Fermo e risoluto monito di Napolitano, le cui telefonate nell’ambito della trattativa Stato-Mafia non sono disponibili su youtube, visto che ha ottenuto che venissero distrutte.

Commosso ricordo di Grasso. Falcone fu ostracizzato dalla magistratura per aver sostenuto la separazione delle carriere e dei CSM. (“Un’indubbia anomalia estranea, non a caso, a tutti gli ordinamenti dei più importanti paesi occidentali”.)

Falcone sostenne sempre che l’idea che la Magistratura sia organizzata in correnti a seconda delle idee politiche è una follia antidemocratica.

Falcone fu accusato di essersi mandato da solo una bomba con l’innesco difettoso per farsi pubblicità.

Falcone fu accusato di essere colluso con la Mafia perchè: “Se fosse davvero di disturbo, non sarebbe vivo.”

Falcone fu accusato da coloro che oggi lo santificano ma, cosa più grave, accusò il sistema che oggi lo santifica.

PS: La Mafia è attenta alle nuove possibilità di fare affari, ma non finanzia questo blog.

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122. Volevano davvero eliminare Grillo?

 

Gioconda legoGrillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PDL. Che poi non trovi più il portafogli è un altro discorso.

 

Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PD. Il problema poi è estrarre il coltello dalla schiena.

 

Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli della Lega. Non quando ce l’hanno duro.

 

Grillo. “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Si chiama camicia di forza. (Microsatira)

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Ditelo con i fiori.

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Non potrà più fare le cose coi piedi.

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Per dimostrare che non porta rancore, ora la fioriera è un dirigente Atac.

 

L’uomo più ricco d’Italia è il proprietario della Nutella. Il paese è in depressione.

 

E consoliamoci. Non si evade solo in Italia. Apple è accusata di avere sottratto al fisco americano 74 miliardi di dollari. iRubato.

Il Pd Zanda insiste sulla ineleggibilità di Berlusconi e sulla legge che viterebbe l’ingresso in Parlamento ai Movimenti come il M5S. E coi soldi risparmiati si potrebbero comprare della ghigliottine nuove di zecca.

Ma…

…è proprio vero?

Di solito non sono tenero col PD, ma alcune cose del disegno di legge Zanda a me piacciono. Sulla ineleggibilità d Berlusconi mi pronuncerò in futuro, ora concentriamoci sulla c.d. legge antimovimenti. Cosa, esattamente, turba così tanto Grillo? Il fatto di diventare formalmente un partito? La personalità giuridica? Mi paiono cose francamente ininfluenti. Il fatto di dover depositare uno statuto? Sinceramente mi pare un onere da poco e una bella garanzia per i cittadini.

Che debbano essere indicati gli organi dirigenti, il modo in cui sono eletti, la durata degli incarichi, il fatto che debbano essere a tempo determinato? L’obbligo di specificare le procedure che produrranno atti in grado di impegnare il partito?

Qui c’è del veleno nei confronti di padri-padroni come Berlusconi, ma anche contro Grillo. Chiaro che non potrà, dall’esterno, limitarsi a togliere il simbolo a chi è persona non gradita, senza sottoporsi a procedure preventivamente indicate. Ma sono anche chiare due cose:

1) che attualmente il M5S senza Grillo muore. Ancora per lungo tempo lui avrà enorme influenza sul movimento, quale che sia lo statuto approvato, semplicemente perché se smette di andare a riempire le piazze addio 25%;

2) che in prospettiva per il M5S affrancarsi da Grillo sarebbe una benedizione. Bisognerà pur consentire a persone competenti di emergere, anche contraddicendo Grillo quando straparla in campi che non sono i suoi. O i grillini vogliono davvero che tutto il movimento scoppi in una bolla di sapone se appena domani Grillo fa un ictus? O è questo che intendono dicendo che Grillo è il cervello del movimento?

Poi, essendo Zanda e Finocchiaro due statalisti burocrati convinti, la legge è piena di rigidità e fesserie. Dall’obbligo di riservare una quota dei rimborsi alla formazione politica sul territorio (come dire: comprarsi il consenso dei giovani e assicurarsi la continuità) alle quote rosa negli incarichi sociali, ad alcune norme birichine sulle primarie che secondo i maliziosi vorrebbero sfavorire Renzi.

Tuttavia, nella sostanza, non è nemmeno un testo da buttare. Non verrà mai approvato: anzi, poche ore fa, è stato ufficialmente ritirato. Ma avrebbe potuto essere una buona bozza di partenza per specificare cosa vuol dire “democrazia interna ai partiti”, criterio a cui si dovrebbe sottostare per ricevere i finanziamenti pubblici, oggi formula vuota che consente all’apparato del PD e ai colonnelli del PDL di fare quel cavolo che vogliono, nominando coordinatori e candidati senza rendere conto a nessuno delle proprie scelte. Anzi, grazie al porcellum, senza renderne conto neppure agli elettori.

“La democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizia maggiori.” (Umberto Eco)

 

Per chi fosse interessato, il testo del ddl Zanda-Finocchiaro si può leggere QUI

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121. L’unto del Signore e l’adultera

vestito che colaUSA: Colonnello a capo della squadra antistupro arrestato per aver stuprato una donna. “Volevo imparare a pensare come loro.”

Giornata mondiale contro l’omofobia. Giovanardi si è barricato in casa con le provviste.

Giornata mondiale contro l’omofobia: quella volta all’anno che la Biancofiore bacia la MInetti per eccitare Berlusconi.

Giornata mondiale contro l’omofobia. Grasso dichiara: “Aiutiamo gli omofobi a vincere le loro paure.” E mezzo parlamento si è voltato di scatto.

Daniela Santanchè: “Mantengo due ragazze in difficoltà, vuol dire che sono lesbica?” Riparte alla grande la posta di Cioè. ( @NaiMav)

Daniela Santanchè: “Mantengo due ragazze in difficoltà, vuol dire che sono lesbica?” No, che quando vai da Berlusconi non ti presenti a mani vuote.

(Nessuno racconti alla Santanchè la storia di Lady Bathory che per restare giovane faceva il bagno nel sangue di vergine.)

(Mi fa paura. La Santanchè  è così imbottita di botulino che se all’ONU la scoprono ci accusano di stoccare armi chimiche.)

Tutto questo per dire che non si possono fare illazioni sulle feste ad Arcore. Berlusconi fa un sacco di beneficienza. Per esempio questo weekend ha adottato le tette di Angelina Jolie. Si chiameranno Pierangelina Berlusconi e Capezzolina Berlusconi. Non se ne parla molto, ma Berlusconi non ama la pubblicità.

Caso Tarantini-escort: Berlusconi sentito per tre ore dai PM. Che erano al piano di sotto e battevano sul soffitto con una scopa.

Cambiamo argomento. Secondo uno studio inglese, bestemmiare fa vivere più a lungo. Ora pensate a tutte le volte che Berlusconi ha detto “Sono l’unto del Signore” e mettetevela via.

Miuccia Prada compra un quadro di Barnett Newman per 34 milioni di euro. La nuova idea del Ministro Zanonato per frenare la disoccupazione è creare un milione di posti di lavoro come “Gente che dipinge una striscia bianca.”

Josefa Idem: “Inserire la parola sport nella Costituzione.” Ecco il nuovo art. 1: “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, e fare ironia su questa definizione è lo sport nazionale.”

Delrio: “Aboliremo le province.” A forza di annunciarlo, non doverbbero più esistere neanche i “culi che fanno.”

(Abolire i culi che fanno provincia. L’ennesimo tentativo di cancellare le prove del processo Ruby.)

Gasparri: “Non criticatemi per il dito medio, bisogna capire il contesto.” Il contesto era il parlamento italiano.

Ingroia arriva ad Aosta e come prima cosa chiede un mese di ferie. Andrà da Maometto a chiedergli di insegnargli il trucco.

Nuove regole WADA: gli sportivi potranno farsi spinelli. “Non è doping, è più voglia di qualcosa di buono.”

Intanto Ruby sta deponendo. Nessuna faceva sesso. Quasi tutte erano vestite da infermiere sexy. La Minetti da pornosuora. La Santanchè da aspirapolvere.

 

E il PIL è in recessione per il settimo trimestre consecutivo. Ma dobbiamo perdonare 70 volte 7.

 

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120. All’armi, siam bambini.

canettiIl premio Nobel per la Letteratura Elias Canetti, noto pacifista, racconta nella prima parte della sua autobiografia un episiodio agghiacciante. Quando era molto piccolo, dice, si arrabbiò tremendamente con un’altra bambina. Erano da soli in una vasta proprietà di campagna. Elias, vista un’ascia usata per far legna, la afferrò e si diede a inseguire la compagna con l’intenzione di farla a pezzi.

Canetti non si nasconde. Dice chiaro e tondo che voleva ucciderla e che senza l’intervento della madre l’avrebbe fatto. Eppure questo non vuol dire che avesse l’intenzione di uccidere come la intenderemmo in un adulto. Quasi è diventato uno stereotipo quello del bambino che sevizia un uccellino o una lucertola e solo dopo che la bestiola è morta capisce l’enormità di ciò che ha fatto, anche se fin da subito sapeva che la morte esiste.

Un bambino non vuole perdere i giocattoli, però li perde. Non vuole rompere i giocattoli, però li lancia in aria. Non vuole cadere e farsi male, ma cade perché non ha il controllo dei propri movimenti e a volte cade da posizioni pericolose, perché non capisce fino in fondo il concetto astratto di “immutabile”, “definitivo”, “irreparabile”.

Fucile per bimbi

Forse avete già visto questa immagine. Si tratta di un fucile in miniatura, leggero, calibrato apposta per essere usato dai bambini. “Il mio primo fucile”, dice la pubblicità. E il padre che lo regala al figlio già si vede camminare nella foresta con un piccolo sé al fianco, in giacca di tweed, a caccia di lepri e fagiani.

Qualche settimana fa un bambino di cinque anni ha usato questo fucile per ammazzare la sorellina di due.

Pensate che il fucile per bambini è fatto apposta senza elementi piccoli, che magari il piccolo ci si soffoca.

Pensate che il fucile per bambini è in commercio anche in color rosa shocking, per non discriminare le femminucce che sognano di diventare come Sarah Palin. Presto la join venture coi produttori di “Barbie sterminatrice di rari lemuri” e “Barbie torturatrice in Iraq.”

Pensate che il fucile per bambini è venduto separatamente dalle chiavi di sicurezza che potrebbero impedire a un colpo di partire accidentalmente. Che un bambino a cinque anni dovrebbe anche essere responsabilizzato, ma se i genitori sono frignoni, gli affari sono affari.

Pensate che in quasi tutti i paesi occidentali è vietato vendere una scala senza i gommini sotto la base, in modo che se per caso te la appoggi su un piede anziché sul pavimento, ti fa un livido anziché tagliarti un dito: però la Crickett ha prodotto nel 2008 la bellezza di 60mila fucili.

Sui bambini dovrebbero scrivere: “Tenere fuori dalla portata dei genitori idioti”.

Sui bambini dovrebbero scrivere: “Attenzione: potrebbero credere a ciò che dite”.

Riporta oggi l’Ansa che, sempre negli USA un bambino di quattro anni ha ucciso con una pistola un altro bambino di undici che cercava di disarmarlo, perché per gioco la stava puntando contro uno di due.

Tutto questo per dire cosa?

1) Calcolare le conseguenze delle proprie azioni non è naturale per l’uomo. Impara a farlo col tempo, nei limiti delle proprie capacità intellettuali e di quello che gli viene insegnato;

2) Desiderare fortemente qualcosa (es. Che tuo figlio venga con te a caccia) non è necessariamente una buona ragione per farlo – vedi punto 1);

3) Dare in mano alla gente qualcosa che non capisce porta necessariamente a conseguenze imprevedibili e forse indesiderabili (ecco perché, ad esempio, le norme in materia fiscale non possono essere oggetto di referendum: tutti voterebbero per l’abolizione delle tasse e addio Stato).

Siamo tutti bambini di fronte a ciò che non capiamo. Se vogliamo che la democrazia non sia meramente formale, e che quindi non vada verso il disastro totale solo perché una regia occulta la guida e la condiziona, bisogna investire enormi risorse sui cittadini, fin da giovani, perché possiedano più strumenti possibili per leggere la realtà. Anche per questo bisogna riformare la scuola, premiare il merito, e magari cominciare fin dalle medie a insegnare rudimenti di diritto ed economia.

Diversamente saremo comunque indottrinati secondo le circostanze e le esigenze storiche, come i nostri nonni quando ascoltavano questo:

Stessa posizione sostenuta anche, ad esempio, da Annamaria Lusardi in questa bella INTERVISTA

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119. Saviano, umano

saviano-muralesFortunatamente, non sono solo nella lotta contro la corruzione, l’inefficenza e la stupidità della classe dirigente italiana. È una storia risalente nel tempo. Per esempio, quando avevo 5 anni, Madre Teresa di Calcutta mi telefonò e mi disse: “Dillo, alla maestra, che Matteo ruba le caramelle ai bambini più piccoli.”

E l’ultimo premio Nobel per la Pace, l’Unione Europea, mi ha telefonato ieri. “Ciao, sono l’Unione Europea. Volevo dirti di stare attento, che l’Italia ha dato un sacco di problemi anche a noi. Il tuo sarcasmo riuscirà dove il sarcasmo di milioni di persone prima di te ha fallito.”

Forse ora state pensando tutti che sono impazzito, ma questo è perché siete persone malfidenti, avvelenate senza saperlo dalle considerazioni inattuali di Nietzsche e dalla banalizzazione dei rapporti umani fatta dalla TV. Se vi foste formati leggendo agiografie medievali e romanzi d’appendice, non la pensereste così. Gente come voi è disposta a gettare fango su Roberto Saviano, anzi, passa le giornate in garage a fabbricare apposta rudimentali catapulte.

Come dicevo: forse ora state pensando tutti che sono impazzito. Ma ecco i fatti. Nel suo libro “La bellezza e l’inferno”, il nostro eroe racconta un toccante episodio.

Inviavo a Felicia (la madre di Peppino Impastato, chiamata vezzosamente per nome, N.d.A.) gli articoli sulla camorra che scrivevo, così, come per una sorta di filo che sentivo da lontano legarmi alla battaglia di Peppino Impastato. Un pomeriggio, in pieno agosto mi arrivò una telefonata: “Robberto? Sono la signora Impastato!” A stento risposi ero imbarazzatissimo, ma lei continuò: “Non dobbiamo dirci niente, dico solo due cose, una da madre e una da donna. Quella da madre è stai attento, quella da donna stai attento e continua.

(Nota: gli errori di punteggiatura sono suoi.)

Ammazza che figo. Si è detto da solo che lui è quasi un martire, come Impastato; ma poi ci ha pensato la signora, la madre del martire, a investirlo del ruolo di virile eroe nazionale.

Dopo questa clamorosa presa di posizione, che ha fatto fare il giro della morte agli ormoni di Luciana Littizzetto e di tutte le giovani avvenenti pasionarie antimafia d’Italia, gli uomini di scorta di Saviano saranno stati più fuori dalla porta di qualche camera d’albergo che negli studi di Rai 3.

Perché se una donna non la dà a te, che sei il nuovo Peppino Impastato, allora è proprio stronza, diciamolo.

Che tu resterai un simbolo anche dopo la morte e quella è una vagina, che ce l’hanno pure le pecore. Levarsi il cappello, altro che.

Peccato che questa vicenda, per quanto nobile ed edificante, a qualcuno faccia girare i coglioni. E non sto parlando della Camorra. Sto parlando del fratello di Peppino Impastato, Giovanni, della moglie di lui, Felicia (omonima della madre di Peppino), di Umberto Santino, Presidente del centro siciliano di documentazione G. Impastato, e di tal Persichetti Paolo, giornalista di Liberazione, che scrive un paio di articoli chiedendo cortesemente al sig. Saviano di smetterla di raccontare balle, che la signora Felicia Impastato non gli ha mai telefonato in vita e nemmeno sapeva che esistesse, essendo morta due anni prima che uscisse Gomorra.

Saviano pensò bene di querelare Persichetti per diffamazione, sostenendo in processo che la signora Impastato non solo lo aveva chiamato direttamente dal Paradiso dicendogli che lì lo ammirano tutti moltissimo, ma anche ricordandogli che è bello bello bello con una certa somiglianza con San Sebastiano Martire, che i vivi non possono capire, ma è un fusto che levati.

Insomma, Saviano perde la causa, fa la figura del miserabile e ora avrà un bel dire che gli hanno dato addosso con la macchina del fango.

Saviano si è inventato la telefonata della madre di Peppino Impastato. Consigliato da Oscar Giannino.

Saviano non ha ricevuto la telefonata della madre di Peppino Impastato. Era solo una voce molto simile a quella di Margerita Hack.

Saviano non ha ricevuto la telefonata della madre di Peppino Impastato. Ma solo perché la signora continuava a fare lo zero zero zero del prefisso.

Saviano non ha ricevuto la telefonata della madre di Peppino Impastato. E ricordiamo che è sotto protezione per alcune telefonate che avrebbe ricevuto.

Saviano cita una frase di Oscar Wilde su twitter. Ora nessuno potrà più dire che non cita le fonti ( @zeropregi )

Saviano due giorni fa si schierò a favore della censura su twitter. Si stava portando avanti.

Ora, il punto è questo. Io ho sempre avuto qualche dubbio su Saviano. Questo perché tende a citare le fonti solo quando gli va. Per il resto cerca la frase ad effetto. E questo può portare a distorcere la verità. È così si costruiscono le bufale su internet: io cito dei dati. Alcuni veri. Questi mi rendono credibile. Poi quello che voglio lo invento. Ci aggiungo una certa dose di allarme e urgenza: “NON PENSARE! DIFFONDI SUBITO!” Calmi: non penso affatto che Saviano inventi tutto. Penso che a volte scriva di cose che ha sentito dire, di voci, che magari sono vere, ma le confonde con le prove. Credo che gli piaccia dare i pugni nello stomaco alla gente. Credo soprattutto che si piaccia molto. Se dovessi pensare con la mia testa, direi anche che rischia gran poco. Perché se, come dice lui, la camorra non vuole attenzioni, si guarderà bene dall’ammazzare uno che è in televisione un giorno sì e l’altro pure. Ma se lo hanno messo sotto protezione, vuol dire che qualche rischio c’è. Credo che si sia schierato contro la camorra anche quando non era nessuno ed era veramente pericoloso farlo. Credo che si sia bullato della telefonata della signora Impastato come un altro avrebbe potuto bullarsi di essersi scopato Megan Fox.

È umano. È stato ingenuo. È miserabile, ma come tutti sono miserabili una volta nella vita. Non scrivo questo pezzo contro Saviano. Sono contento che lui ci sia e che attiri l’attenzione su temi cruciali. Scrivo questo pezzo contro chi vive perennemente in attesa dell’uomo della provvidenza. Di chi pensa che un uomo debba essere tutto perfetto o tutto da buttare.

E soprattutto di chi lega la bontà di una idea alla perfezione d’animo di chi la difende.

Saviano su twitter cita Oscar Wilde: “Nessuno può essere libero se costretto a essere simile agli altri.”

Siate liberi di odiare la camorra senza idolatrarlo.

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