117. Chi condanna Berlusconi?

vialedeltramonto ritoccata(E IN OMAGGIO IN FONDO ALL’ARTICOLO UN GIOCO PER I PIÚ PICCINI! INSEGNA AI TUOI BAMBINI A VIVERE IL SOGNO!)

 

Berlusconi condannato in appello a 4 anni e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Gli toccherà dichiarare l’Italia proprietà privata.

(Ieri Berlusconi aveva dichiarato: “Io presidente della Commissione Riforme? Era una battuta.” L’avevamo capito che questo governo non è serio.)

(Berlusconi: “Io Presidente della Commissione Riforme? Era una battuta.” Ora vuole pure il monopolio della satira su se stesso.)

(Berlusconi: “Io Presidente della Commissione Riforme? Era una battuta.” Aspettate di sentire tutta la musica.)

In realtà aveva concluso dicendo che una Commissione Riforme è inutile, le riforme è meglio farle in Parlamento. E poi quell’uva è troppo aspra.

Comunque, Berlusconi è stato condannato in appello. E se volete leggere grida di esultanza e racconti di festeggiamenti a base di sesso e alcool, ne troverete in abbondanza su internet. Oppure nelle carte del processo Ruby.

Proviamo a dire qualcosa di diverso. Per esempio, proviamo a spiegare cosa successe nel marzo del 2010.  Berlusconi sollevò eccezione di legittimo impedimento, ovvero impossibilità a presenziare a un’udienza a causa di impegni di governo. La legge in questione, la 51/2010, fu una delle c.d. leggi ad personam del Cavaliere, ma in astratto risponde a un principio di diritto non da disprezzare. Se un parlamentare deve partecipare a una votazione o un ministro a un Consiglio dei Ministri, non è pensabile che la decisione di un giudice di interrogarlo quel giorno possa compromettere il funzionamento di organi costituzionali. Chiaro che Berlusconi, in quanto Presidente del Consiglio dei Ministri, aveva una tale mole di impegni (e la possibilità di riempirsi l’agenda anche all’ultimo con Consigli dei Ministri straordinari) tale da garantirgli, de facto, la sospensione dei processi. Del resto in alcuni paesi questo non creerebbe scandalo. In Francia tutti i processi nei confronti del Presidente sono sospesi fintanto che resta in carica. Però c’è un limite di due mandati.

Dunque, dicevamo, Berlusconi nel marzo 2010 eccepisce il legittimo impedimento. I giudici di primo grado rifiutano di riconoscere la legittimità dell’impedimento eccepito e proseguono il processo. A quel punto si apre un conflitto di attribuzione: in sostanza il Governo della Repubblica chiede alla Corte Costituzionale di dichiarare che non spetta al singolo giudice decidere quando e se l’impegno di governo costituisce legittimo impedimento.

I legali di Berlusconi chiedono di sospendere il processo in attesa della decisione della Corte Costituzionale. Il giudice di primo grado nega. Ecco, sappiate che questo, nella prassi, da che so io, non succede mai. MAI. Il giudice non ha un obbligo di sospendere il processo, ma si fa sempre. Se non altro perché abbiamo i tribunali intasati e non è il caso di perdere anni e spese in un processo che potrebbe essere totalmente inutile.

Comunque il giudice di primo grado ignora il legittimo impedimento, rifiuta di sospendere il processo e così si arriva alla sentenza di condanna di primo grado e noi tutti esultiamo. Il giudice di secondo grado, ovvero la Corte d’Appello che ieri lo ha condannato, richiesta nuovamente di sospendere il processo in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, rifiuta di farlo sostenendo che la pronuncia sarà irrilevante ai fini del procedimento.

Tale pronuncia è talmente irrilevante che se fosse accolta, e probabilmente lo sarà, travolgerà gli ultimi tre anni di processo, facendolo ricominciare da quell’udienza del marzo 2010 a cui Berlusconi aveva il diritto di essere presente. Dire che la pronuncia della Corte sarà irrilevante è come dire che al Rally di Montecarlo sono irrilevanti i freni. Come dire che nella carriera di Rocco Siffredi sono irrilevanti le dimensioni. Semplicemente è falso. Falso come dichiarare che si credeva davvero che Ruby è la nipote di Mubarack. I giudici di Milano si stanno comportando come la Biancofiore. Si stanno comportando come Capezzone e non è certo un complimento.

Ora, io posso parlare male di Berlusconi per ore ed ore raccontando ciò che di male ha fatto per il Paese. Ma siamo sicuri che questo comportamento dei giudici di Milano sia qualcosa da lodare? Ammesso che l’abbiano fatto solo per il bene della nazione, fino a che punto possiamo essere felici che i garanti della legge dichiarino in un’ordinanza qualcosa che sanno essere falso per poter arrivare sui giornali di tutto il mondo con una sentenza? Non è un comportamento simile a quello del poliziotto che, per incastrare colui che crede essere colpevole, si fabbrica da sé le prove?

Nel frattempo Grillo, gran sostenitore dell’inciucio perenne, così commenta: “Mah, che volete che vi dica, lo faranno Senatore a vita.” Chi mi segue sa che per certi aspetti io Grillo non lo disprezzo affatto. Tuttavia una cosa è arcicerta: Grillo di diritto ne capisce quanto io di fisica quantistica. Nulla, zero, disastro assoluto, vuoto pneumatico. Grillo sta al diritto come un diabetico al profitterol. Grillo sta al diritto come Platinette alla figa. Amici grillini, cercatevi un esperto di diritto. Chiedete a Rodotà.  Essere nominato Senatore a vita NON salverebbe Berlusconi dalla galera. L’immunità parlamentare vale fino alla sentenza passata in giudicato. Se la sentenza verrà confermata sia dalla Corte Costituzionale che dalla Cassazione, Berlusconi finirà in Russia a scopare modelle. Sì, lo so che avreste voluto leggere “in carcere”, ma siamo realisti, suvvia.

E comunque se del caso finirebbe ai domiciliari, vista l’età.

Secondo: non “lo faranno senatore a vita”. Lo può fare senatore a vita Napolitano. Solo lui. Nonostante tutto il suo spingere per le larghe intese, dubito che si esporrebbe mai a tal punto.

Vogliamo suggerire a Grillo una tesi inciucista? Il PD ha una notevole influenza all’interno della Corte Costituzionale. Così come ce l’ha Napolitano, che ha nominato 5 giudici su 15. Potrebbero forse sfruttare questi mesi per fare pressione su Berlusconi, minaccidando di condizionare l’esito della pronuncia sull’attribuzione di poteri se continuerà a fare le bizze?

Naturalmente questo presupporrebbe uno Stato allo sbando in cui il diritto non conta più niente.

Uno in cui i senatori si comprano e si vendono.

Ah, notizia di oggi: Berlusconi rinviato a giudizio per la corruzione del Senatore De Gregorio.

Se continua così, almeno avremo risolto il problema della disoccupazione. Gli esodati verranno tutti assunti come manifestanti dal Pdl.

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Berlusconi gioco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PS: ringrazio Ilaria Ruggeri per il fotomontaggio di viale del tramonto, come sempre splendido!

23 pensieri su “117. Chi condanna Berlusconi?

  1. M.Z.

    Interessante ricostruzione. Sul rifiuto del giudice di primo grado, si può argomentare sulla prassi di non attendere la Corte Costituzionale, ma chi altri dovrebbe giudicare legittimo l’impedimento se non il giudice stesso? Una domanda + seria riguardo alla richiesta di sospensione dell’appello: scrivi che la Corte “rifiuta di farlo sostenendo che la pronuncia sarà irrilevante ai fini del procedimento”. Sicuro che sia così o è una semplificazione/interpretazione? Parrebbe un po’ semplicistica come motivazione addotta.
    Saluti,
    M.Z.

    Rispondi
    1. zcavalla Autore articolo

      Chiaro che ho un po’ semplificato, ma il succo della risposta in appello è quella. Quanto al primo grado: a mio avviso non dovrebbe esserci margine di interpretazione, se non si vuole svuotare la legge di significato. Allegata l’attività parlamentare o di governo, l’udienza è rinviata. Ovviamente non è un sistema perfetto. Idealmente i processi dovrebbero essere sospesi, ma il numero di mandati dovrebbe essere limitato. Berlusconi è sceso in campo nel ’94, due mandati da 4 anni come in Francia, ce lo saremmo levati dalle palle nel 2002.

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      1. Fabiuz

        in quel caso però l’amico Putin gli avrebbe suggerito una leggera modifica al limite dei 2 mandati, da lui sperimentata con successo: aggiungere la parola “consecutivi” nel testo

  2. Camerlengoshoes

    In questa situazione storico-politica, l’aspetto che personalmente ritengo più raccapricciante è che sono evidentemente minate le capacità critiche e di giudizio del cosiddetto “elettorato”: tutti sbandierano un’opinione, ma sono pochi quelli che dimostrano capacità di esprimere un giudizio REALE nei confronti di quello che accade, scrutandolo e analizzandolo senza cedere a strumentalizzazioni, pretesti, e a sempre più frequenti proclami da “caccia alle streghe”.
    Credo che faccia sempre bene leggere post come questo che per lo meno a capire le cose, e a dirle come stanno, ci provano.

    Rispondi
    1. zcavalla Autore articolo

      Grazie davvero. Credo che sia uno dei complimenti più belli che mi abbiano mai fatto. Come una persona, che conosco anche di persona, che mi disse: “Sai che leggendo il tuo blog non riesco mica a capire cosa voti?” Ecco, siamo troppo abituati a vedere chi parla di politica come persone che cercando di spacciarti una ricettina preconfezionata. Mi hai dato un’idea, forse domani parlerò proprio di questo 🙂

      Rispondi
  3. Alberto Bellini

    chiedo venia, ma a stretta lettura delle norme la questione del legittimo impedimento è questione circa l’andamento del processo quindi il giudice decide sulla base degli elementi di fatto addotti dalle parte come in ogni questione interinale. resta la possibilità per l’imputato di ricorrere per cassazione laddove dimostri che il giudice non abbia in modo pregiudizievole per l’imputato tenuto adeguatamente conto dei fatti ed abbia illogicamente motivato sul punto. quindi non mi pare poi così probabile che la corte costituzionale statuisca, in netto contrasto con il tenore delle norme e dei principi del nuovo codice di procedura, che esistano condizioni di impedimento che agiscano sul processo indipendente dal pronunciamento del giudice. si tratterebbe di una pericolosa novità perchè annullerebbe ogni sindacato giurisdizionale sul supposto impedimento, meccanismo automatico di cui non vi è traccia alcuna nella norma sul legittimo impedimento. che poi i berluscones non siano in grado nemmeno di scriverle bene le cd leggi ad personam è fatto che merita un approfondimento

    Rispondi
    1. zcavalla Autore articolo

      Che i berluscones (ma, ahimé, tutto il parlamento) non sappiano scrivere le leggi è un fatto assodato. Dovrebbe essere d’obbligo inserire in ogni commissione parlamentare e in ogni sezione della Corte di Cassazione una maestra delle elementari, in grado di ridurre a italiano corrente le supercazzole che i nostri espertoni producono. Per rispondere alla tua domanda, non vorrei che avessi frainteso un punto. Il giudice aveva chiaramente il diritto di procedere in attesa del giudizio di cassazione/corte costituzionale. Il procedimento in corso in cassazione riguarda un conflitto di attribuzione di poteri, invece, e secondo me se la Corte Costituzionale dovesse dichiarare che spetta al giudice di merito decidere se il politico di turno doveva o non doveva partecipare a quella attività parlamentare o di governo, de facto svuoterà di senso la norma sul legittimo impedimento. Una interpretazione che potrà essere “secondo giustizia” ma non certo “secondo diritto”.

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      1. Alberto Bellini

        Sempre per puro amor di discussione. avevo compreso il punto di cui parla, avevo solo fatto una riflessione che essendo forse molto tecnica andava esplicitata. la legge ordinaria nr. 51 del 7 aprile 2010 stabilisce un caso particolare di legittimo impedimento che come istituto ovviamente già esisteva (cfr. 599 comma2 CPP). questo caso particolare riguarda Presidente del Consiglio e singoli ministri ed era assolutamente automatico. il PdC attestava l’impedimento ed il tribunale doveva sospendere il procedimento senza possibilità di discutere. contro questa norma il Tribunale di Milano impegnato nel caso MIlls sollevava questione di incostituzionalità e la Corte Costituzionale rispose il 13 gennaio 2011 con una sentenza assai particolare. in pratica la Corte Costituzionale dichiarava costituzionalmente legittimo il dettato normativo, ma lo interpretava ferocemente abrogandone due comma e cambiandone ex tunc l’applicabilità. ne consegue che la norma fin dalla sua nascita deve essere interpretata nel senso che l’impedimento va concretamente valutato dal giudice che appunto decide con ordinanza (provvedimento motivato proprio perchè l’apprezzamento del giudice non è automatico) e il legittimo impedimento può essere chiesto dal PdC ma non attestato. l’impegno che si suppone ostativo in altre parole deve essere valutato dal giudice sia nella sua parte fattuale (deve essere quindi vero e ciò significa che va provato) sia nella sua componente soggettiva (deve essere indipendente dalla volontà dell’imputato e non costituire condotta dilatoria soprattutto in presenza di coimputati). in seguito la legge sarà abrogata con referendum restando quindi inapplicabile a tutti i procedimenti iniziati dopo l’abrogazione. è chiaro quindi che nel dibattimento di cui si tratta si applica la versione interpretata del legittimo impedimento. il senso del conflitto di attribuzioni richiesto da B. e dai suoi legali riguarda proprio il fatto se spetti al giudice sindacare la veridicità e l’utilità del fatto ostativo attinente l’imputato e se questo sindacato non sia una illecita interferenza del potere giudiziario nelle attribuzioni del potere esecutivo. ora, posto che in diritto può succedere di tutto, appare impensabile che la Corte Costituzionale decida in senso difforme alla sentenza già resa il 13 gennaio del 2011, sentenza che come ho già detto statuiva proprio quello spazio di decisione del giudice che qui si contesta. proprio sulla base di quella sentenza il tribunale di Milano e successivamnte la corte d’appello considerando implicitamente già decisa la questione non hanno sospeso il processo. spero d’essere stato più chiaro

      2. zcavalla Autore articolo

        Se ricordo bene la sentenza della Corte da te citata (scusa se passo al tu, convenzione del mio blog è dare del tu a tutti), in essa si salvava il diritto del Giudice di merito di proseguire il processo (come infatti è accaduto), ma non certo di avere l’ultima parola in merito. In modo simile a come può avvenire in caso di conflitto tra giudici diversi.

  4. Luca Padovano (aka @asinomorto)

    Non sono un esperto di Legge e tantomeno di prassi, prendo quindi atto delle tecnicalità, percependo un tratto che mi sembra il vero punto dolente della questione.

    Ovvero la dialettica politica-giustizia. Teorema: quando si chiede di risolvere un problema politico a un giudice, il problema non viene risolto e, anzi, si creano problemi peggiori.

    Berlusconi non è un problema giudiziario. Berlusconi è un problema politico e lo è da un ventennio.

    Perché è entrano in affari in modo chiacchierato e in politica in modo ancora più chiacchierato e perché è sempre stato circondato da personaggi ancora più chiacchierati di lui. E perché ne ha fatte di cotte e di crude e si è anche regolarmente e spudoratamente fatto i cazzi suoi, mi scuso per il francese.

    Solo che è stato eletto, regolarmente. Solo che i suoi avversari politici non sono stati in grado di fronteggiarlo sul campo. E lo diceva Napoleone, non sono io che sono un genio, sono gli altri che sono imbecilli.

    E allora c’è il dito: una lotta cattiva tra due Poteri dello Stato. E nulla serve dire che necessariamente ci perderanno tutti. E nulla serve dire che comunque io sto sempre e comunque dalla parte della Magistratura, perché se cade questo, semplicemente è un liberi tutti, per quello che mi riguarda.

    E allora c’è la luna: ovvero che questo paese (e dai tempi di Umberto I, se posso dire) non è in grado di selezionare una classe dirigente sulla base di principi politici, non dico europei o anglosassoni, ma semplicemente di buon senso. La luna è un paese in cui le asticelle della docenze sono ad altezze siderali e si beve tutto e le passa tutte. Soprattutto al sempiterno geneticamente mutato “uomo della provvidenza”.

    E allora, in conclusione, cosa può interessarmi delle tecnicalità del latte versato e delle uova rotte, quando ormai il danno è stato commesso e in questo paese pensano tutti che si stia parlando di frittata ?

    Grazie dello spazio e delle riflessioni.

    Rispondi
    1. zcavalla Autore articolo

      Grazie Luca. Concordo pienamente col primo punto: un problema politico risolto con la magistratura non è risolto. Potremmo dire che si evidenzia anche un problema di magistratura. Ma stiamo parlando del dito. Parlando della Luna, il punto è che se le regole sono fatte male, il risultato finale è distorto. La nostra costituzione più bella del mondo è una ciofeca inadeguata. Inoltre se non si investe in formazione dei giovani e nella tanto decantata meritocrazia, avremo sempre gente ignorante incapace di selezionare una classe dirigente. Ma perché questa classe dirigente dovrebbe mirare ad essre riconosciuta come stupida e inadeguata? Ahimè, questo è il problema.

      Rispondi
      1. Luca Padovano (aka @asinomorto)

        E’ che io sono rimasto a Gobetti e alla deresponsabilizzazione della classe dirigente del Paese. Non è la politica a fare il paese, è il paese a fare la politica.

        Della serie, quelle leggi e quei politici siamo noi, più o meno, più nei difetti che nei pregi (che qualche pregio ci sarebbe anche).

        E la Costituzione, non so. E’ quello che volevamo essere, senza mai provarci seriamente… Che, tornando a Gobetti, siamo sempre quelli della zona grigia e di Umberto I… 😉

      2. zcavalla Autore articolo

        Gobetti secondo me sbagliava. In primo luogo, come diceva Popper, che cito sempre, “La democrazia non è rappresentativa di nulla: è solo il modo che abbiamo inventato per cambiare il re senza dovergli tagliare la testa”. Non è possibile costruire un sistema che selezioni i migliori (teorema di Arrow) ma può crearsi un sistema che escluda chi ha fatto male, spingendo chi è al potere a non essere il peggiore. Noi questo sistema non lo abbiamo costruito.
        In secondo luogo, si va verso il solito paradosso della democrazia, da Stuart Mill in poi: nessuno vorrebbe essere governato da analfabeti e imbecilli. Quindi se vuoi dare il potere al popolo, per evitare i problemi delle dittature, devi anche fornire al popolo l’educazione e le informazioni. Ma se sei già al potere, perché dovresti volere che il popolo sia in grado di capire quando lo stai turlupinando?

  5. bisby

    Complimenti Z. Davvero un gran bel pezzo. In generale, condivido quanto ti ha detto quello che ha vergato il post sopra, del quale copioeincollo il nick (Camerlengoshoes) perché è difficile.
    Saluti.
    Bisby

    Rispondi
  6. Alberto Bellini

    non riuscendo a postare una risposta al commento dell’autore posto nuovo commento:
    la sentenza citata dice: «…il legittimo impedimento a comparire ha già rilevanza nel processo penale e non sarebbe stata necessaria la norma denunciata per tutelare, sotto tale aspetto, la difesa dell’imputato impedito a comparire nel processo per ragioni inerenti all’alta carica da lui rivestita. Come questa Corte ha rilevato, la sospensione del processo per legittimo impedimento a comparire disposta ai sensi del codice di rito penale contempera il diritto di difesa con le esigenze dell’esercizio della giurisdizione, differenziando la posizione processuale del componente di un organo costituzionale solo per lo stretto necessario, senza alcun meccanismo automatico e generale»
    tradotto: la legge in esame non serviva in quanto le norme sul legittimo impedimento consentivano già un contemperamento tra le esigenze delle parti e della giurisdizione da un lato e tra leesigenze dei due poteri dall’altro. se non c’è alcun meccanismo automatico e generale allora la disciplina resta una esplicitazione di quella che c’è. la conseguenza è che il giudice decide nell’ambito del processo. se la parte non è daccordo ripropone l’eccezione anche in appello e se ancora non è daccordo può sempre impugnare la sentenza per cassazione laddove dimostri che la decisione dei giudici di meriti gli abbia arrecato un danno alle prerogative di difesa e/o sia stata presa sulla base di una errata considerazione dei fatti e/o sia stata motivata in modo illogico, falso o inadeguato. se tale vizio dovesse essere riscontrato dalla corte cassazione e se da ciò ne deriva un danno la sentenza di appello può essere annullata. il punto è che sul conflitto di attribuzione di poteri la corte costituzionale ha realmente già risposto con l’inciso “differenziando la posizione processuale di un organo costituzionale solo per lo stretto necessario” che significa che sono legittimi impedimenti solo le attribuzioni necessarie di un organo costituzionale, ma i fatti che costituiscono il legittimo impedimento restano quelli con le caratteristiche ordinarie e cioè indipendenti dalla volontà dell’imputato e non altrimenti superabili dall’imputato stesso come da antica giurisprudenza sia di legittimità che di merito. ovviamente tutto ciò non elimina l’anomalia di un comportamento di ciascuna delle parti e quindi anche del giudice, al limite della legittimità procedimentale. infine ricordo che il conflitto di attribuzione si solleva in astratto e non in concreto, nel senso che la Corte Cost. non può decidere se in quel preciso caso vi sia stata una violazione delle prerogative dell’esecutivo, ma deve decidere se sia legittimo che un giudice sovrapponga le proprie attribuzioni a quelle del governo. qualora la Corte costituzionale desse ragione a Berlusconi sostanzialmente reitrodurrebbe l’automatismo che nella sentenza citata sopra ha chiaramente escluso

    Rispondi
    1. zcavalla Autore articolo

      Grazie dei complimenti, che fanno sempre piacere e danno le energie per tirare avanti. Spero che i post successivi non ti abbiano deluso – e se lo hanno fatto sentiti libero di criticare.

      Rispondi
    1. zcavalla Autore articolo

      Grazie. Cerco di rendere fruibile in modo divertente quello che penso e so. E se poi si riesce anche a stimolare il dibattito, ancora meglio. Torna a trovarmi e metti il like su facebook, se puoi, che per un blog giovane come il mio è importante 🙂

      PS devo ancora rispondere ad Arturo, ma purtroppo il tempo è tiranno ultimamente.

      Rispondi
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