123. Capaci, 21 anni e non mostrarli.

orrore falconeNotizia di un anno fa era che, secondo alcuni pentiti, la crisi economica è ormai fonte di grande preoccupazione per la malavita organizzata. La difficoltà di trovare imprese abbastanza grandi in cui nascondere gli attivi del traffico di droga e prostituzione sta mettendo in crisi una delle eccellenze del Paese, nota in tutto il mondo, fiore all’occhiello del made in Italy. Come se non bastasse, gli sconvolgimenti climatici in atto hanno reso onerosa la coltivazione di cocaina e il prezzo del tritolo, ormai alle stelle, renderebbe problematica l’eliminazione di eventuali politici onesti e avveduti, che per una fortunata congiuntura scarseggiano.

La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Alle ultime elezioni regionali siciliane gli astenuti sono stati il 53%. Più di un mafioso su due non ha saputo chi dirti di votare.

La Mafia, che come diceva Falcone “è l’organizzazione più agile, duttile e pragmatica che si possa immaginare rispetto alle istituzioni e alla società nel suo insieme”, ha provato a reagire con la tipica creatività italica sfruttando le risorse del territorio: i disoccupati e le commemorazioni per la morte di Falcone.

Grazie all’approvazione della Cassa Integrazione in Deroga da un miliardo di euro, provvedimento che consente agli amministratori locali di gestire il denaro pubblico per foraggiare i disoccupati in difficoltà a propria discrezione, senza dover preoccuparsi troppo di distingure tra imprese in difficoltà, imprese fallite e imprese di fatto mai esistite, sarà possibile mantenere in vita ancora un po’ l’antica tradizione degli uomini in coppola che si allenano a sparare dentro scantinati abusivi.

Quanto alle commemorazioni per Falcone, il giro d’affari è enorme e non accenna a diminuire. Il tipico mafioso oggi, in segno di fedeltà alla cosca, si fa tatuare “I love Giovanni” sulla chiappa destra e organizza tour e navi della legalità.

Constatato ormai che il massimo livello di protesta che raggiungono gli italiani consiste nel pubblicare foto di Falcone e Borsellino su Facebook, perché poi al momento del voto si fidano degli amici di Don Ciccio, la Mafia sta studiando di rimpolpare gli affari creando qualche nuovo martire. La difficoltà sta nel trovare qualcuno di fotogenico e credibile da far passare per vittima della Mafia. Si era pensato anche a Berlusconi, ma c’è il timore che poi la Sicilia puzzi di plastica bruciata per anni, con grave danno per il turismo. Si era pensato a Bersani, ma c’è il timore che nessuno si accorgerebbe della sua scomparsa. Si era pensato a Grillo, ma poi si è notato che i Funerali Fanculo confonderebbero l’hashtag #FF su twitter, che la Mafia alle nuove tecnologie sta attenta.

Per il momento si esita ad agire, limitandosi a rinfocolare le tradizioni esistenti. Eravate convinti di vivere sotto una cappa di inefficenza e immobilismo, e invece la Mafia sta pensando a voi. Per il momento ha piazzato Miccichè come sottosegretario, un uomo che conosce i bisogni del Sud. Un uomo che si è opposto con tutta la sua forza alle norme che avrebbero costretto gli amministratori locali siciliani a tenere i bilanci in modo comprensibile. Un’opposizione illuminata, che alla scuola economica di Corleone, che i suoi affari li sa fare meglio di quella di Chicago, è paragonata alla svalutazione competitiva e alle innovative manovre dell’Abenomics che tanto sta giovando al Giappone.

Oggi, anniversario della strage di Capaci, la bandiera di Falcone è tenuta alta da alcune persone di valore.

Ad esempio Leoluca Orlando, esponente storico della sinistra e poi di Italia dei Valori, oggi Sindaco di Palermo. “Capaci 21 anni dopo. A Palermo 20.000 studenti, ministri, rappresentanti dello Stato.”

Diceva allora: “Chi doveva combattere la Mafia in realtà l’ha aiutata.”

Totò Cuffaro, fu Presidente della Regione Sicilia in quota UDC, ora in carcere, impegnato a difendere la propria innocenza nel libro “Il candore delle cornacchie.”

Diceva allora: “Quelli di Falcone sono attacchi volgari alla migliore classe dirigente siciliana.” Casini e Berlusconi hanno sempre dichiarato di crederlo innocente.

Non pervenute dichiarazioni da parte di Pisanu, che concluse i lavori della Commissione antimafia dicendo che “Non ci fu una trattativa tra Stato e Mafia, solo un tacito accordo parziale.” E lui sta rispettosamente in silenzio. IL PEZZO CHE SCRISSI SULLA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELL’ANTIMAFIA.

Fermo e risoluto monito di Napolitano, le cui telefonate nell’ambito della trattativa Stato-Mafia non sono disponibili su youtube, visto che ha ottenuto che venissero distrutte.

Commosso ricordo di Grasso. Falcone fu ostracizzato dalla magistratura per aver sostenuto la separazione delle carriere e dei CSM. (“Un’indubbia anomalia estranea, non a caso, a tutti gli ordinamenti dei più importanti paesi occidentali”.)

Falcone sostenne sempre che l’idea che la Magistratura sia organizzata in correnti a seconda delle idee politiche è una follia antidemocratica.

Falcone fu accusato di essersi mandato da solo una bomba con l’innesco difettoso per farsi pubblicità.

Falcone fu accusato di essere colluso con la Mafia perchè: “Se fosse davvero di disturbo, non sarebbe vivo.”

Falcone fu accusato da coloro che oggi lo santificano ma, cosa più grave, accusò il sistema che oggi lo santifica.

PS: La Mafia è attenta alle nuove possibilità di fare affari, ma non finanzia questo blog.

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2 pensieri su “123. Capaci, 21 anni e non mostrarli.

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