126. Le riforme che verranno

zanonato e i caniIn questi giorni sono successe davvero tante cose. La rivolta in Turchia, per esempio, prosecuzione anche della RIVOLTA DEI BACI, che sta scuotendo il mondo. Si tratta di un caso importante, perché evidenzia per la prima volta in modo netto il contrasto tra democrazia formale e sostanziale. Erdogan la maggioranza ce l’ha ed è netta. Ad esso si oppone una minoranza qualificata che non vuole che chi possiede il 50%+1 dei voti possa fare proprio quello che gli pare. Quello col 50%+1 dei voti accusa gli altri di essere antidemocratici e risponde con una dura repressione.

Erdogan, come suo costume, ha poi cercato di superare la grettezza del discorso giuridico e numerico mettendo nella questione un afflato mistico degno del sufismo tasawwuf: Twitter, essendo immateriale e onnipresente, è stato dichiarato da una commissione di teologi “impropria rappresentazione di Allah” e per questo è partita la Jihad. Ma noi dei media occidentali non riusciamo a cogliere il nocciolo della questione. Su twitter alcuni, convinti dalle parole del politico turco, si sono ora davvero convinti di essere Dio e ora ristabilire la verità sarà difficilissimo.

Del resto in Italia abbiamo visto lo stesso conflitto tra numeri e diritti a rapporti di forza invertiti: chi è maggioranza sembra riportare sempre vittorie dimezzate, monche, incerte. Tratta, cede a compromessi, viene tradito da correnti interne, si arresta davanti a uno sciopero e insomma, le grandi riforme non si fanno mai. La prima proposta di semipresidenzialismo giace nei sotterrani del Senato da tempo immemore, avanzata in origine dal console Incerto Tremolo detto “il coraggioso”.

Oggi per puntare a rifondare l’architettura costituzionale si è deciso di chiamare 35 saggi. Che sarebbe un altro modo per dire “i tecnici”, ma vista l’esperienza del Governo Monti si è preferito trovare un nomignolo simpatico. La scelta era caduta su “Trottolini amorosi duddù daddaddà”, ma poi Amedeo Minghi aveva cominciato chiedendo di trasferire Palazzo Chigi a Sanremo e non se n’è fatto niente.

Cominciamo con una buona notizia: alcuni nomi nell’elenco sono prestigiosi e indipendenti. Chiaramente i nomi alle dirette dipendenze dei partiti non mancano, ma non sono la totalità e questo è finalmente un buon segno. So che può sembrarlo, ma non è una battuta.

Se i partiti hanno mostrato profondo disprezzo per le istituzioni proponendo nomi come la Zanonato, Biancofiore, Miccichè e Fassina al governo, tra i 35 saggi, almeno per quelli che conosco, non c’è nessuno che sia un impresentabile imbecille.

La cattiva notizia è che per arrivare a qualche risultato serviranno 18 mesi e di questo passo dell’Italia non resterà pietra su pietra.

Non che il Governo Letta se ne stia con le mani in mano. Rinvio dello sconto fiscale sui lavori per case ecocompatibili, rinvio dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, sospensione dell’IMU, abolizione del finanziamento pubblico ai…

…no, aspettate. Questo no. Non entro nel merito perché QUESTO ARTICOLO spiega tutto.

Sospensione dei finanziamenti alla ricerca, creazione di commissioni e linee guida, eccetera.

Ecco un’anticipazione delle prossime misure che prenderà il Governo.

COMMISSARIAMENTI: ricevuti gli applausi per il commissariamento dell’ILVA per 3 anni e constatato dunque che la popolo sovrano del diritto di proprietà non importa granché, il Governo sta pensando ad altri interventi necessari per il bene comune. Per esempio, pare che gli italiani siani rimasti sordi ai ripetuti inviti dell’ex  MINISTRO DELL’AMBIENTE CLINI A CAMBIARSI LE MUTANDE SOLO OGNI 4 GIORNI per risparmiare acqua. La Lorenzin starebbe ora programmando di commissariare gli appartamenti degli italiani e piazzare un rappresentante delle forze dell’ordine presso le lavatrici onde porre termine a questi comportamenti egoistici e antisociali. Parallelamente partirà la campagna mediatica finanziata dal Ministero dell’Ambiente “Salva un tarzanello.” I grafici della Camera sono al lavoro per disegnare una simpatica mascotte.

LOTTA AI FANNULLONI: il Governo ha realizzato una sconvolgente verità. Siccome le tasse sugli stipendi pubblici non sono altro che soldi che lo Stato prende su soldi che ha già speso, la spesa pubblica non può che essere finanziata dalle tasse sul privato. Siccome si è visto che aumentare le tasse ha effetti recessivi, si è deciso di puntare il dito contro i fancazzisti nemici della patria. Ai privati e agli ancor più meschini liberi professionisti, rei di già di per sé non servire lo Stato, sarà momentaneamente sospesa l’assistenza sanitaria, il diritto all’abbonamento dei mezzi pubblici se over 65 e il rinnovo della patente, fino a che non torneranno a produrre abbastanza da mantenere tutti gli altri. Coloro che fossero scoperti a pianificare una fuga all’estero, in paesi più ospitali e meritocratici, verranno puniti con l’immersione nella plastica fusa, salvo poi essere sagomati e usati come troni per i tronisti di Uomini e Donne

SOSPENSIONI: il Governo non si da pace per i continui fallimenti di imprese. In questo momento di grave crisi nazionale, che decine di imprese al giorno si ostinino a chiudere, lasciando 50.000 nuovi disoccupati al mese, è decisamente un comportamento da irresponsabili. Per questo, saggiamente, ha provveduto a sospendere ancora i pagamenti dei debiti che la Pubblica Amministrazione deve alle imprese suddette, provvedimento che verrà protratto ad libitum, finché non la smetteranno di fallire e verranno a più miti consigli. Convinti che la linea dura porterà risultati, sono allo studio provvedimenti simili: i pagamenti dei dipendendi pubblici non verranno versati mese per mese, ma saranno condizionati ad un comportamento adeguato da parte del dipendente che dovrà mostrare di saper fare squadra. C’è dibattito. Alfano vorrebbe che lo stipendio andasse ritirato presso il Tribunale di Brescia, previa l’apposizione sulla fronte di un timbro “Berlusconi libero”. Fassina, che crede nella decrescita felice, propone di consegnare il denaro solo a chi si presenta regolarmente a lavoro in bicicletta, skateboard o monopattino, e poco importa se si tratta di un ultrasessantenne che fa il pendolare da Fiumicino, le vecchie generazioni hanno già mangiato abbastanza sulle spalle dei giovani. Berlusconi sta studiando con i suoi fedelissimi un progetto più complesso, che prevederebbe anche una revisione della legge Merlin. Deciderà, come sempre, un’ampia alleanza trasversale che mescolerà tutti i suddetti criteri in un unico, innovativo sistema, rispettoso tuttavia delle tradizioni, che prevede anche al comma 2 la reintroduizione dello storico contratto di “Servitù della gleba.”

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