131. Ma che iva’ in mona!

vivere_5_5_euro_giornoOggi vado in libreria. Vedo il libro “Vivere con 5 euro al giorno.” Lo giro, leggo il prezzo: 9 euro. Lezione imparata, mi viene voglia di scrivere un post.

Come disse il giudice Marshall: “Il potere di tassare è il potere di distruggere.” Il che non vuol dire che lo Stato non debba tassare, esattamente come non può abolire la polizia e l’esercito, ma dovrebbe usare questo potere con la cautela di chi sta impugnando un’arma.

Veniamo quindi alle grandi polemiche contro il governo per l’annunciato aumento del gettito IVA. IL MINISTRO ZANONATO dichiara che non può promettere che eviterà l’aumento e viene sommerso di fischi.

Ecco quattro cose che potrebbe essere interessante sapere:

1) Diverse proiezioni commissionate da associazioni di categoria prevedono, con l’aumento dell’IVA, una contrazione dei consumi. Quindi aumentare l’IVA, oltre a far fallire altri negozianti, dovrebbe portare a una riduzione del gettito di 5-10 miliardi di euro. Più IVA uguale danno per i cittadini e anche per i conti pubblici.

2) Secondo il premio Nobel per l’economia Stiglitz, l’IVA ha tra le varie caratteristiche spiacevoli quella di essere una tassa poco limpida. La maggior parte dei cittadini percepisce l’aumento delle tasse sul reddito, ma non percepisce gli aumenti dell’IVA e può darne la colpa ai commercianti o altro. L’IVA sottrae quindi l’operato dello Stato al controllo dei cittadini. Si tratta di un trucco usato in quasi tutti i Paesi, ma sempre di un trucco si tratta.

3) In Italia l’IVA è una delle tasse più evase (essendo basata sugli scontrini). Inoltre comporta una serie di spese occulte, che vanno dall’emissione degli scontrini medesimi alle spese necessarie per eseguire i controlli. Aumentando l’IVA aumenta il divario di competitività tra chi riesce ad evaderla e chi no e si fa quindi indirettamente un favore agli evasori. Avrebbe molto più senso tassare alla produzione o all’importazione, dove i controlli sono più facili, che al consumo.

4) Tassare il consumo in un momento in cui c’è crisi legata alla mancanza di domanda è stupido. Non ha senso finanziare nuovi macchinari e poi tassare le vendite perché il problema non è che in Italia non siamo in grado di produrre automobili, ma che la gente non le compra.

5) L’Italia spende 143 miliardi all’anno in contratti di fornitura. Molto più dello Stato tedesco, che conta 20 milioni di persone in più e servizi migliori. Per evitare l’aumento dell’IVA pare che basterebbe tagliarne 2. Visto che poi ALCUNE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI NON PAGANO questo crea altri effetti distorsivi, tra aziende che falliscono perché non vengono pagate e altre che vivono di rendita fornendo beni inutili e sovrapprezzati agli amici degli amici.

Visto che nessun governo vuole ridurre la spesa corrente, appare chiaro che il piano economico consiste nello sperare che scavando sotto la metro C di Roma si scopra il petrolio.

Ecco una serie di altre innovative idee del governo congiunto PD-PDL per rilanciare il Paese.

Abolire il denaro. Il denaro non è previsto in Costituzione, quindi si potrebbe approvare la riforma senza attendere i 35 saggi. La difficoltà di controllare i flussi di denaro che ogni giorno le banche spostano, attraverso i computer, in Lussemburgo o alle isole Cayman, avrebbe convinto molti che questa sarebbe la soluzione più praticabile, anche perché la maggior parte dei parlamentari italiani non sa usare il computer e tiene le mazzette di soldi sotto il cuscino, assieme alla foto di Berlinguer, Craxi o Mussolini, a seconda dell’estrazione politica. Il vantaggio di abolire il denaro consiste che, secondo quando certificato da una società di consulenza appositamente finanziata dal Ministero del Tesoro, le vacche non possono essere trasferite in file zippati e che quindi un ritorno all’agricoltura di sussitenza consentirebbe di istituire un valido disincentivo contro la finanza speculativa. Verranno meno anche le polemiche sui tagli degli stipendi dei parlamentari, i quali verranno immediatamente aboliti e sostituiti con l’assegnazione di terre e titoli nobiliari.

Abolire le tasse. Questo ambizioso progetto prevede l’immediata riduzione a zero di tutte le tasse e imposte. Naturalmente non si intende, con ciò, sforbiciare la spesa pubblica, necessaria per il funzionamento dell’apparato statale di cui tutti godiamo. L’intenzione sarebbe quella di risparmiare sui controlli anti evasione e sui contenziosi tributari, istituendo un’agile imposta chiamata “ASD”, ovvero “A Semplice Domanda”. Quando lo Stato vuole qualcosa, procede ad un rapido procedimento di esproriazione che, non chiamandosi tassa, dovrebbe essere più facilmente digerito dal cittadino, il quale peraltro potrà risparmiare le spese del commercialista e dell’avvocato. Piace alla sinistra, che lo trova in linea con la nobile tradizione politica sovietica. L’accordo si raggiungerà se verrà votato un emendamento del Pdl che prevede la reintroduzione dell’esproprio Ius Primae Noctis.

Vendita a uno sceicco. Visti gli ottimi risultati raggiunti dal Paris Saint-Germaine, perché non pensare alle possibilità che offre il mercato globalizzato e vendere tutto lo stivale a uno sceicco saudita? Il progetto raccoglierebbe larghi consensi tra gli italiani, desiderosi di vedere Ibrahimovic giocare i mondiali in maglia azzurra e chi se ne frega del resto. L’intero apparato del PD verrebbe assunto da MPS, che trasferirà la sua sede legale alla Mecca, Berlusconi con titolo potrà convertirsi all’islam e col titolo di emiro sposare tutte le olgettine e uscire pulito dai processi che lo riguardano e tutti sarebbero felici.
Unica voce fuori dal coro quella di Papa Francesco che avrebbe visionato il progetto del nuovo campo di tiro a volo dell’emiro, curiosamente piazzato  in via della conciliazione e coi fucili mirati verso la finestra del palazzo apostolico.

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