136. Game of Thrones vs La Seconda Repubblica

Bersani vs ned Stark 2La domanda che mi pongo oggi è: perché Game of Thrones è così dannatamente figo? E perché invece seguire la politica è italiana è uno strazio?

La sceneggiatura di GoT è stupenda per tutta una serie di caratteristiche. La pima è che è pieno di personaggi forti, ben caratterizzati, con un modo di reagire ai problemi e obiettivi chiari. Possono piacere, non piacere, ma un appassionato potrebbe cominciare a chidersi: “Che succederebbe se Stannis Baratheon diventasse Re? E Robb? E Tyrion?” Si aprirebbero chiaramente prospettive diverse e conseguenze per tutti gli abitanti dei sette regni.

Il secondo pregio fondamentale è che ci sono conflitti. Costanti. Conflitti con l’ambiente, con gli altri personaggi e interiori. I conflitti con gli altri personaggi sono fondamentali. C’è sempre chi vince e chi perde e così la situazione si evolve. Se invece nessuno fosse mai costretto ad ammettere una sconfitta, Ned Stark starebbe ancora a lanciarsi velate minacce con Cersei Lannister da tre serie.La gente vuole vedere che succederà, perché ogni vittoria o sconfitta ha conseguenze definitive. GoT è millemila volte più figo di Beutiful, perché in Beautiful anche se succede di tutto di fatto non succede mai un cazzo. I protagonisti sono sempre quelli, si accoppiano in ogni modo possibile, vengono dati per morti, resuscitano, si lasciano, tornano assieme e più o meno la situazione di base è ancora quella dopo trecento anni e sarà la stessa quando il clone di Ridge si sposerà per la terza volta con il cyborg che contiene il cervello di Taylor e l’utero di Brooke.

Il terzo punto fondamentale a favore di GoT è che i personaggi muoiono o cambiano radicalmente quando sono ancora interessanti. Non si arriva a trovare un carattere che appassiona il pubblico e a tirarlo per le lunghe fino alla nausea. Quando ha dato tutto ed è al suo apice, il personaggio o ottiene ciò che voleva, e vediamo che succede, o muore, o cambia drasticamente. Il pubblico piange, ma in realtà è quello che vuole. Si farà spazio per altri personaggi altrettanto forti.

E poi ci sono draghi e tette, che notoriamente sono quel quid in più che aiuta a superare la noia.

Ecco, la politica italiana di tutto questo ha solo le tette.

Grazie al combinato della nostra legge elettorale, del clientelarismo diffuso e della Costituzione più bella del mondo, nessuno perde mai. MAI. Nessun leader affronta una sconfitta definitiva, pronto ad essere sostituito. Nessuno ottiene una vittoria abbastanza netta da attuare un piando di governo che lo inchiodi alle sue responsabilità. Le differenze tra i colonnelli dei vari partiti sono nascoste nell’ombra. Che succederebbe se Gasparri diventasse ministro degli Interni? E se lo diventasse Fioroni? E Renzi? E Cicchitto? Nemmeno chi segue la politica abitualmente ha una risposta sensata a questa domanda. Anche Renzi, sicuramente il più carismatico dei nostri politici attuali, non ha in tempi recenti dato messaggi chiari al Paese e sta forse perdendo di appeal nel tentativo di districarsi in quel pantano che è il Partito Democratico.

La sceneggiatura della politica italiana non è fatta per appassionare. Per questo sono favorevole a un sistema maggioritario e a un Presidenzialismo col limite di mandati. Se vogliamo che gli italiani seguano la politica e non lascino carta bianca a chi sta a Roma, dovremmo cercare di render loro le cose appassionanti. Che lo scontro elettorale sia più simile al Gioco del Trono: o vinci, o muori. In senso politico, ovviamente. Ti ritiri, hai proposto delle idee, hai fatto il tuo ruolo, ora vada avanti qualcun altro che magari avrà idee migliori delle tue o saprà essere più convincente.

Negli ultimi giorni, mentre noi stavamo a parlare dei festini ad Arcore, Wall Street è crollata. Shangai è crollata per la prima volta. In Turchia ci sono rivolte. La UE ha approvato la riapertura dei negoziati con la Turchia. Il Brasile comincia ad essere un casino. In Siria soldati sciiti e sunniti si massacrano in un conflitto intraislamico che coinvolge segretamente tutto il medio oriente. Winter is coming.

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