Archivio mensile:luglio 2013

148. L’impunità del male

hitler santoPriebke compie 100 anni. Non è stata una bella festa. Con tutte quelle candeline gli sembrava di essere già all’inferno.

Priebke, autore del massacro delle Fosse Ardeatine, compie 100 anni. Se avete da lamentarvi, il numero verde è il 335.

Albano: “HO SCONFITTO IL DEMONIO”. Che c’è rimasto così male che non è venuto a prendersi Priebke.

Per fortuna in Italia è diverso. Ce l’ha fatto notare il Presidente del Consiglio, Enrico Letta. “Gli evasori devono capire che il clima è cambiato. Come per il doping nel ciclismo, non si può più fare impunemente”.

Peccato che quest’anno il Tour de France lo abbia vinto Froome, staccando gli avversari come se scoreggiasse i razzi di Iron Man.

Il sospetto non è che Froome possa essersi dopato, è che abbia scoperto il siero del supersoldato.

Altre ipotesi sull’inspiegabile miglioramento in salita di Froome:

calzini superman

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La faccia tosta di Letta poi diventa ancora più incredibile pensando che domani arriverà la sentenza che potrebbe condananre in via definitiva Berlusconi, promotore dell’attuale governo, proprio per evasione fiscale…

Il fatto è che non possiamo sperare che tutti i malvagi vengano puniti. Dobbiamo andare avanti e accettare che sarà così, per quanto ci ripugni. Il problema oggi è riuscire a impedire che tutto il sistema collassi sotto il peso di corrotti, nullafacenti e ignoranti.

E dobbiamo cercare di vivere la nostra vita senza farci guastare l’anima da chi difende l’indifendibile, perché ci sarà sempre. Ma proprio sempre.

29 luglio. Compleanno di Priebke. Foto scattata a Roma.

auguri priebke

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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147. La Kyenge nella Repubblica delle banane

Banana bombDurante un convegno, degli attivisti di Forza Nuova hanno dato scandalo lanciando banane contro il Ministro di colore Kyenge.

Prevedendo un’incriminazione, il loro avvocato ha studiato diverse possibili strategie difensive, come mi ha confidato in un colloquio riservato. Ecco le migliori.

1) Non sono razzisti. Volevano solo vedere se la Kyenge riusciva a sbucciarle coi piedi.

2) Non sono razzisti. Sono fan dei Velvet Underground.

3) Non sono razzisti. Avevano avuto la netta sensazione che la Kyenge fosse carente di potassio.

4) Non sono razzisti. La Kyenge è nera e le banane sono bianche. Era una manifestazione a favore delle unioni interraziali.

5) Non sono razzisti. L’ortolano aveva assicurato loro che le banane, essendo curve, sarebbero tornate indietro.

6) Non sono razzisti. Le banane sono bianche e col tempo diventano nere. Sono un simbolo della società multietnica.

7) Non sono razzisti. Le banane sono scappate a uno che le teneva tra le dita per imitare Wolverine.

banana wolverine

Tutto ciò fa seguito alle polemiche per il vice presidente del Senato, Calderoli, che ha paragonato l’aspetto della Kyenge a quello di una scimmia. Calderoli si è però difeso a spada tratta: “Figuriamoci se intendevo offendere l’oranghevole, volevo dire onorevole Kyenge”.

Ecco, prendendo spunto da questi fatti di cronaca, ci sono un paio di cose che mi piacerebbe tanto dire.

La prima è questa: che quando ho letto le dichiarazioni di Calderoli, mi sono incazzato. Sei un politico in una posizione importante. Dovresti criticare un avversario per le sue idee, non per il suo aspetto fisico. Per un momento ho fatto autocritica. Ho pensato di aver sfottuto Brunetta perché nano, la Bindi perché cessa, Berlusconi perché invecchiando somiglia a Gollum. Be’, mi sono assolto. Ho sempre usato la satira sul fisico per far emergere una larvale critica politica. Sull’acidità e mancanza di diplomazia di Brunetta, sulla mentalità da racchia repressa della Bindi, sui tentativi disperati di sembrare nuovo e giovane di Berlusconi. Gli insulti di Calderoli, al di là che lui fa politica e non satira, sono funzionali solo a far passare un messaggio razzista, peraltro in altre circostanze contraddetto dal suo stesso partito, visto che il primo sindaco nero d’Italia è stata una donna della Lega.

La seconda è che la Kyenge mi sta sulle balle. E devo poterlo dire. Perché credo non ci sia razzismo peggiore che non poter essere in disaccordo con una persona perché appartiene a una minoranza.

Il fatto che appartenga a una minoranza, tuttavia, ovvero in questo caso che sia nera, non è irrilevante. Trovo infatti che si stia passando un messaggio sbagliato: ovvero che la si sia messa lì come figura d’immagine proprio perché è nera, esattamente come la Idem messa a fare il ministro per dare al governo un’immagine di nuovo, vincente e pulito che difficilmente poteva passare per gente come Alfano, Zanonato o la Biancofiore. Ecco, io penso che se il Governo voleva dare un messaggio forte, doveva trovare un ministro nero per gli interni o per la sanità. Vuoi dire a tutti gli immigrati: “Fatevi il culo, diventate bravi e l’Italia non avrà paura a darvi ruoli di responsabilità”? Allora devi dare a uno di loro un ruolo di responsabilità. Invece prendere una donna nera per farle fare il “Ministro per l’integrazione” significa istituzionalizzare lo stereotipo del nero che urla al TG per chiedere più integrazione. È uno specchietto per le allodole.

Quindi in primo luogo la Kyenge non mi piace come simbolo. In secondo luogo non mi piace come politico. Non mi piace affatto come sta interpretando il suo ruolo. Io non sono razzista, cazzo. La mia coinquilina è nera. Ho avuto una ragazza di colore. Perché devo essere rappresentato da un ministro che cerca continuamente nei suoi proclami di far passare questo Paese per un covo di razzisti che cercano di schiacciare gli immigrati in ogni modo possibile? Chi può pensare che questa sia una buona politica di integrazione?

Infine trovo che l’argomento dell’integrazione sia da affrontare nel modo meno passionale possibile. Una buona e fruttuosa integrazione richiede politiche di educazione e inserimento nel lavoro. Che vanno studiate e hanno, ovviamente, costi. Per questo i flussi da una lato devono essere contenuti in limiti pianificati (e così fanno negli USA, in Australia, in Gran Bretagna) e dall’altro bisogna investire denaro, e bisogna che ce ne sia, in chi arriva perché diventi il prima possibile una risorsa produttiva e una persona grata all’Italia e non una persona frustrata e arrabbiata col mondo, quale i proclami della nostra Kyenge vorrebbero farla diventare.

Come sempre. facciamo una bella figura.

Banana michelangelo

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146. Un tennista italiano in top ten? E che c’entra con la politica?

tennis capitan americaQuesta sarebbe un sito di satira politica che, ogni tanto, cerca di fare anche un po’ di informazione. Ma siccome è anche il blog di una persona con degli interessi, si finisce inevitabilmente per parlare di passioni di chi scrive: cinema, economia, letteratura, fumetti, sport di combattimento.

Di solito “uso” le cose che amo e conosco per creare paragoni e paradossi. Talvolta, semplicemente, per ridere e stemperare la tensione.

E così oggi vorrei parlare di tennis.

Nelle ultime due settimane il tennista italiano Fabio Fognini ha vinto due tornei consecutivi, arrivando a classificarsi numero 19 del mondo. Stasera giocherà la terza semifinale consecutiva. E oggi in tanti scrivono articoli lodandolo e prevedendo un suo ingresso a breve nella Top Ten. Sarebbe il primo italiano da una trentina d’anni a questa parte.

Il conto è presto fatto. Per la classifica Atp bisogna contare i migliori 18 risultati. Tuttavia è obbligatorio inserire le 4 prove dello slam e 8 prove dei 9 Masters-1000. QUI potete vedere l’attuale classifica Atp e QUI gli attuali best-18 di Fabio Fognini. Risulterà chiaro come l’ingresso nei top 15 sia dietro l’angolo e, anzi, gli basterebbe vincere la finale di stasera per togliersi questa soddisfazione.

Al contrario, entrare in Top Ten è quasi impossibile. Fabio Fognini sul cemento è sempre stato bravo come Brunetta a basket e Zanonato nelle prove di intelligenza. I suoi risultati dello scorso anno (2o turno all’open del Canada, 3o turno allo US open) pur mediocri, sono stati i migliori della sua carriera. Quindi, a meno che il tennista ligure non sia mostruosamente migliorato sul cemento, è difficile che possa recuperare durante la stagione sul veloce i circa 1000 punti che lo separano dal numero dieci Wawrinka. Bisogna inoltre considerare che il numero 12, Haas, si gioca tra Canada, Cincinnati, US Open solo 235 punti, il numero 11 Nishikori solo 190 e Wawrinka se ne gioca sì 540, visto che ha fatto semifinale a Cincinnati lo scorso anni, ma un anno fa non giocò in Canada, quindi anche solo partecipando la sua classifica migliorerà.

Tutto questo per dire che la satira è una bella cosa, il tennis anche, la politica, quando è buona, è una grande  passione. Ma i numeri sono numeri. Se la Atp non fornisse i dati e le regole chiare che invece fornisce, questa pezzo non lo avrei potuto scrivere e parlare delle possibilità di Fognini di entrare in Top Ten o di stregoneria sarebbe la stessa cosa.

Quando il Governo rende i bilanci opachi, non pubblica i testi dei decreti e scrive norme confuse che attribuiscono poteri discrezionali agli amministratori locali, come la Cid, oppure come quelle citate in QUESTO PEZZO è difficile fare valutazioni serene, a parte questa: che la mancanza di trasparenza è di per sé un danno.

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PS: in questi giorni si sta svolgendo la missione di RAZZI IN COREA DEL NORD. Se dovesse scoppiare l’olocausto nucleare per colpa sua, sappiate che vi ho voluto bene.

145. Un’immagine vale più di mille trollate

repubblica assume i bravi

Un’immagina vale più di mille parole? Ecco che vediamo Repubblica pubblicare una didascalia con scritto “corruzzione” con due “z”. Alla fine un giornalista dovrebbe almeno e prima di tutto conoscere le basi della grammatica e dell’ortografia. E qui stiamo parlando del primo quotidiano nazionale. Il quale assume o dà comunque lavoro a qualche titolo, a qualcuno che fa errori da prima elementare.

In una sola immagine c’è la denuncia di una stampa che non si occupa di offrire un prodotto di qualità, perché investe in perdita. I veri guadagni li fa favorendo i politici, che poi daranno appalti ai proprietari dei giornali. Oppure manterranno i finanziamenti pubblici ai giornali, che in cambio continueranno a sostenerli.

In una sola immagine c’è anche un popolo in rivolta che sta assediando il Parlamento bulgaro, impedendo ai politici di uscire. Ieri il ministro Delrio ha candidamente ammesso che questo potrebbe essere anche il futuro dell’Italia. Non ci voleva molto per ipotizzarlo anni fa, solo che allora c’era ancora tempo per invertire la rotta.

In una sola immagine c’è il degrado di un sistema scolastico che definisce la nostra generazione come sovraistruita sulla carta, perché continua a produrre lauree spazzatura, ma intanto immette nel mercato una quantità ridicola di avvocati e giornalisti che non sanno nemmeno scrivere in italiano.

Una generazione che ha imparato che è più importante attirare l’attenzione trollando che sapere fare qualcosa.

Come Allevi che dichiara: “Beethoven non aveva il senso del ritmo”. Cazzata – PAUSA – Cazzata.

Beethoven non aveva il senso del ritmo di un Jovanotti. Se no avrebbe scritto la PaFtorale.

Come l’orda di melomani improvvisati che si sono subito gettati a difendere i virtuisismi ritmici di Beethoven e del suo principale capolavoro, We will rock you.

Come Sara Tommasi che si mette a sparare tweet volgari e deliranti sulle dimensioni dei peni dei rapper italiani. (Sara, se hai dovuto diventare una puttana per scoprire che non tutti quelli che si vantano di essere dai maghi a letto lo sono davvero, non te ne intendi molto di psicologia, vero?)

Come quello che, sapendo che Papa Francesco andava a Rio, gli ha chiesto su Twitter se quella di Maradona nell’86 era davvero la Mano di Dio.

Ah, no, quest’ultimo sono stato io.

144. Non c’è birra senza spina

superbirra“Succede sempre qualcosa di bello attorno alla birra.” (Freddy Heineken)

Spagna. Beve sette litri di birra in 20 minuti e muore. Non dovevano agitarlo.

Beve sette litri di birra in 20 minuti per una gara e muore. Le sue ultime parole sono state “Ho vintoooBEUUUUUUUUURRRRRKK!”

Beve sette litri di birra. Morto a 45 anni, ma li ha vissuti a tutta birra.

Beve sette litri di birra in 20 minuti e muore. E in obitorio l’anatomopatologo gli attacca all’alluce un cartellino con scritto “Yes, fresh is better”.

Vince una gara di bevuta di birra e muore. Ma poteva andargli peggio. Poteva morire e arrivare secondo.

(Il bello è che tutto ciò avviene nell’ambito di una festa per la Vergine del Carmine. Sto cercando di immaginarmi la faccia del prete che ha pensato “La Madonna sarà contentissima di essere festeggiata tracannando birra fino a morire”.)

Qui di seguito un’immagine di come bere sette litri di birra ti possa rendere un figo della Madonna.

pancia_gigante

Lo stesso giorno muore un giovane pilota di Supebike semi sconosciuto, tale Antonelli. E si fanno forti le polemiche nel PD perché nel PDL non si vogliono fare le leggi sulle unioni omosessuali e l’ineleggibilità di Berlusconi. E io mi chiedo: ma vogliamo smetterla con questa ipocrisia? Una gara di bevuta di birra serve a spingere l’organismo al limite e FA MALE. Mettersi in una moto e andare a 300 km/h è PERICOLOSO. Fare il governo con Berlusconi vuol dire che una legge per l’ineleggibilità di Berlusconi non si potrà fare. Su guarda la gara per questo e si fa il governo sapendo di governare assieme. Pretendere di apparire tutti i giorni sui giornali con una nuova proposta di legge che sarà chiaramente inabissata è ipocrita e vuol dire anche pigliare un po’ per il culo quella fascia di elettorato che la vorrebbe.

Certa gente ha comportamenti autodistruttivi. Tanta gente ha comportamenti autodistruttivi. Fondamentalmente non glielo si può impedire. Lo Stato spende sette miliardi di euro all’anno per la cura dei malati di diabete di tipo due, ovverosia il diabete che ci si piglia ingozzandosi di schifezze in modo innaturale, noto anche come “diabete degli obesi” e ci sarà pure una ragione. Ci starebbe dentro l’abolizione dell’IMU e la riduzione di un punto di IVA. Come a dire che non abbiamo soldi perché mangiamo troppo.

Da appassionato di cibi zozzi e grassi, comincio a pensare che una tassa sugli zuccheri, sul cioccolato e sulle bibite gassate non sarebbe sbagliata. Non si può impedire alla gente di avere comportamenti autodistruttivi, ma si può cercare di fare in modo che le conseguenze e i costi di tali comportamenti ricadano su chi li pone in essere.

E se non vi ho convinti, potrete sempre consolarvi di aver letto questo post per scoprire che in Austria esiste un posto dove si può fare il bagno in una piscina di birra e dimenticare quanto ho scritto.

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143. Razzi in Korea

antonio razziLa notizia è ufficiale: al senatore Antonio Razzi piacciono le prostitute orientali.

Per ragioni di opportunità politica, però, si è preferito diramarla in forma più smussata: il senatore Antonio Razzi, noto dislessico eletto prima in quota Italia Dei Valori e ora nel PdL, attualmente segretario della Commissione Esteri, farà una visita ufficiale in Korea del Nord.

Il nostro esimio rappresentante incontrerà KIM JONG-UN, dittatore obeso con il vezzo di minacciare il mondo CON RISIBILI INTIMIDAZIONI. Ci immaginiamo il disappunto dell’Oliver Hardy con gli occhi a mandorla a cui han detto “Ci inviano dei razzi dall’Italia” e lui, anziché armi nuove di zecca, si ritrova un senatore di Pescara che mangia a sbafo.

Per chi non sapesse chi è Antonio Razzi, si tratta di un senatore passato alle cronache per aver detto davanti a una telecamera nascosta: “Col cavolo che faccio cadere Berlusconi, non ho ancora maturato la pensione… faccio i miei interessi, io!” (VIRGOLETTATO NON LETTERALE, QUI SOTTO IL VIDEO)

Poi, dopo essere entrato nelle fila dei responsabili, viene eletto senatore del Pdl con una delirante campagna elettorale in cui chiedeva agli abruzzesi di votarlo perché aveva fatto costruire dei campi di calcetto.

Più recentemente, lo abbiamo sentito dichiarare “Io a Berlusconi darei mia moglie, un rene, la mia vita”. Certi che Berlusconi lo abbia preso in parola per la prima (che sentitamente ringrazia), seguiamo le gesta del fine diplomatico fino al momento in cui annuncia che grazie a lui si firmerà la pace tra la Korea del Nord e quella del Sud.

Ora: il primo pensiero va al povero traduttore che dovrà rendere in coreano gli sproloqui di Razzi. “Ehi, mi avevate detto che dovevo tradurre dall’italiano!”

Probabilmente è più facile tradurre a braccio Finnegan’s Wake di Joyce. Ma Kim Jong-Un sarà comprensivo con chi fallisce come lo è il mega capo della Spectre, quindi il traduttore verrà probabilmente lanciato in aria col prossimo test balistico coreano.

Il secondo va a chiedersi cosa dirà Razzi per spingere Kim Jong-Un a fare volere la pace. Ecco alcune delle ipotesi più accreditate dai maggiori analisti internazionali.

1) Se fai la pace con la Korea del Sud ti faccio conoscere Sara Tommasi.

2) Se fai la pace con la Korea del Sud l’Italia si fa eliminare da voi anche ai prossimi mondiali.

3) L’idea di fare tuo nonno Presidente Eterno della Korea, anche dopo morto, è così bella che vorrei importarla in Italia. La locuzione “Presidente Eterno” dovrebbe essere usata al posto di “Interdetto”.

4) Noi vorremmo tornare al nucleare in Italia, ma continuano a impedircelo con dei referendum. Tu che metodo usi con l’opposizione interna?

5) Se fai la pace con la Korea del Sud ti lasciamo mangiare Giuliano Ferrara.

Purtroppo, però, non è assolutamente credibile che uno come Razzi possa avere un ruolo in un processo di pace qualunque. Quindi è evidente che il prode senatore abruzzese andrà coi nostri soldi a copulare contronatura con prostitute asiatiche minorenni dotate di tipica astuzia orientale o a gestire altri affari di dubbia liceità, senza che noi possiamo farci nulla. E l’unica cosa buona che potrà venirne fuori, forse, è che qualcuno, leggendo questo pezzo, mi metterà un like alla PAGINA FACEBOOK.

142. Diritto di Asylum (ovvero, filosofia del film Sharknado)

sharknado1Questo sarà quello che si dice un pezzo breve. Breve e stupido. Breve come Brunetta, stupido come… come… eh, non mi viene proprio in mente un politico stupido, fate voi.

Non dite Zanonato che poi mi fa causa. L’ho già rischiata con QUESTO PEZZO.

Oggi voglio parlare di Sharknado. Sharknado è il nuovo capolavoro della Asylum, la casa di produzione americana specializzata in film trash. Sharknado è il massimo del massimo. Sharknado è il film con cui la Asylum vince tutto quello che si può vincere (cit.). Sharknado è… fate prima a guardare il trailer.

Un TORNADO che porta squali in volo al posto dei normali detriti. Inutile dire che uno squalo raccolto da un uragano e portato all’aria aperta, anziché morire di asfissia dopo aver vomitato l’anima come un povero Cristo qualunque, cercherà con le sue ultime forze di addentare il disgraziato che si troverà sulla sua strada, giusto un istante prima di spiaccicarsi al suolo rompendosi ogni minimo ossicino del corpo.

Un po’ è come se voi, precipitando da un palazzo, anziché urlare dalla disperazione invocando la mamma, cercaste di stare zitti zitti che magari riuscite a fare la mano morta sul sedere della biondina che sta ventisette piani più sotto.

(CHI ha pensato a BERLUSCONI? Ma allora siete ossessionati!)

Ecco. Certo, l’unione di un tornado e un’invasione di squali. Due cose orribili che non dovrebbero stare insieme. Tutto questo non può non far pensare al governo Letta, ma insomma, oggi non volevo parlare di questo.

Nemmeno per dire che il nuovo sistema di iscrizione online al PD si chiama “PDLive”.

(Il PD si difende: “Si tratta solo di un nome temporaneo. Da settembre si chiamerà PDforzaItalia”.)

No, quello che volevo dire è che su Twitter il perenne favorito al Nobel per la letteratura, Philip Roth, e l’attrice vincitrice di un Golden Globe e di un David, Mia Farrow, hanno pubblicato una loro foto mentre guardano Sharknado in TV.

Quindi, tanto per cominciare, se il prossimo racconto di Roth parlerà di un terremoto a San Francisco che libera i coccodrilli cresciuti nelle fogne, sapeta a cosa si è ispirato. In secondo luogo, be’, io a volte mi sento in colpa quando guardo qualcosa di stupido. E vedendo due persone che qualcosina hanno fatto in vita loro che ci tengono a farci sapere che si dedicano a cose stupide, lo prendo per un insegnamento.

In primo luogo che c’è una forma di stupidità voluta, ricercata, che non è affatto banale. Che denota la freschezza di fottersene delle convenzioni e dei pregiudizi della logica. Immaginare squali che volano in mezzo a un tornado ci fa in qualche modo tornare bambini.

In secondo luogo, se fate qualcosa con una persona di spessore, qualunque cosa, è come se steste seminando. Prima o poi l’intelligenza trasformerà l’input che è entrato e vi ridarà qualcosa indietro. Io, personalemente, pagherei per sentire la conversazione che hanno avuto Roth e la Farrow DOPO aver visto Sharknado.

In terzo luogo, quand’anche i primi due punti fossero gran cazzate, ogni tanto bisogna staccare il cervello e fare i cretini. Che, come dice Eco, sono i piccoli intellettuali, non i grandi, ad aver paura di ridere.

Potete clickare QUI per la mia recensione completa del film. Ma prima…

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141. Notizie dall’indifferenziata

raccolta indifferenziataFassina: “Recupereremo i fondi per investire sui giovani dalla lotta all’evasione fiscale”. “Recupereremo i fondi dalla lotta all’evasione fiscale” is the new “Non so come sia potuto accadere, non avevo mai fatto cilecca prima!”

Se avessimo recuperato dall’evasione fiscale tutti i soldi che i governi hanno promesso di recuperare negli ultimi 50 anni, ora staremmo nascondendo al fisco uno yatch a testa.

Captati segnali radio risalenti a 13 miliardi di anni fa. Dicono: “Non vi ho detto io di fondare RadioMaria”.

I segnali radio risalenti a 13 miliardi di anni fa potrebbero essere di origine extraterrestre. E dicono a Sara Tommasi di girare un porno.

Il Papa a Lampedusa. Nella sua enciclica consiglierà: “Non cercate di camminare sulle acque”.

Cicchitto bacchetta il Papa: “Una cosa è predicare, un’altra governare”. Come sa bene chi da anni promette di trasformare l’Italia in un paradiso.

Il Papa a Lampedusa viene accolto da uno striscione: “Benvenuto tra gli ultimi”. Del che deduco che sia arrivato con trenitalia.

Marino: il nuovo capo dei vigili di Roma sarà scelto in base al curriculum. Da una commissione di 2.000 zingari.

Lavezzi nei guai: si è portato via da Napoli una statua rubata a Pompei. Ehi, tu un lavoro ce l’hai già, lascia ai napoletani il loro!

(Lavezzi prova a giustificarsi: “Ho comprato un iPad e mi son trovato nella busta ‘sta robaccia!”)

Indonesia: uomo costretto su un albero per 5 giorni per non essere sbranato dalla tigri. La nuova proprietà fa capire ai giocatori dell’Inter che quest’anno è meglio che si impegnino.

Buone notizie dall’INAIL: in calo le morti sul lavoro. E quelle tra i costruttori di piramidi sono a zero da ventimila anni.

Anticipata la sentenza di Cassazione del processo Berlusconi per evitare la prescrizione. Lui si lamenta: “Resto interdetto!”.

Italia: paese in cui la giustizia è italiana per tutti e svizzera per uno (@microsatira)

Capezzone: è in gioco molto più del destino di una persona. Per esempio, lui potrebbe restare senza lavoro.

Berlusconi è colpevole, però il processo è una farsa. Il fatto che gli italiani pretendano che solo una di queste due frasi sia vera è uno dei problemi del Paese.

Capezzone non è l’unico caso umano di cui ci occupiamo oggi. Per esempio su real time ho visto di Lory, 31 anni, da quando ne ha otto dorme con un ascigacapelli sotto le lenzuola. E poi scrive al fidanzato: “amore, ti sto pensando e sono tutta asciugata”.

Uomo accoltella uno sconosciuto giustificandosi: “Non faccio sesso da 6 anni”. Guarda che non si usa il coltello, ma la sega.

Uomo accoltella uno sconosciuto giustificandosi: “Non faccio sesso da 6 anni”. Ora farebbe qualunque cosa per una fessura.

Uomo accoltella uno sconosciuto giustificandosi: “Non faccio sesso da 6 anni”. Sembra un caso di cronaca, in realtà è l’ultimo alibi inventato da Berlusconi.

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140. Zanonato. Dalla Russia con ignoranza.

fumo e donnaOggi parliamo di aspirapolveri e pompe. Ma stranamente non del PDL.

Lo Stato finanzia al 50% l’acquisto di nuovi elettrodomestici.

Traduco.

Aiutiamo chi vuole comprare l’aspirapolvere nuovo con le tasse di chi non riesce a pagarsi l’affitto.

Praticamente Zanonato fa finta di credere questo: che togliendo i soldi a chi non ha da mangiare per darli a chi vuole comprare un aspirapolvere, la fabbrica di aspirapolveri che ha delocalizzato in Cina darà lavoro a un italiano.

In realtà il disegno è diverso e più in mala fede. Si può dedurre il progetto comparando le interviste recentemente rilasciate da Saccomanni e Zanonato. Saccomanni, che ha fama di capire qualcosa di economia, è costretto ad arrampicarsi sugli specchi per non fare la figura del beota. Ammette che le riforme recenti sono pezze messe sul male, che bisognava intervenire d’urgenza mettendo d’accordo una maggioranza composita, promette interventi strutturali e taglio della spesa.

Zanonato invece dichiara: “Per non disperdere il patrimonio delle grandi imprese italiane, come ad esempio Alitalia e Telecom, mi chiedo se l’ipotesi di un intervento della Cassa depositi e prestiti non possa essere valutata”. E ancora: “Io mi batterò perché non si svendano aziende strategiche perdendo quote di mercato. Finmeccanica e Fincantieri sono leader mondiali in alcune attività, può capitare che abbiano bisogno di rafforzarsi, di stringere partnership industriali con altre imprese, ma con l’obiettivo di tutelare produzione di qualità e occupazione”.

Ora dovremmo chiederci perché mai vendere Alitalia e Telecom debba essere tradotto con “svendere” e, a maggior ragione, perché mai vendere dovrebbe portare a perdere quote di mercato.

Sul primo punto Zanonato ha ragione, ma ha anche torto. Le privatizzazioni in Italia sono sempre state fatte in maniera particolarmente conveniente per i privati. Si è venduto agli amici per poco e questo è ampiamente documentato nel rapporto OCSE sulle privatizzazioni italiane. Il quale con parole dolci e politicamente corrette dichiara che i nostri politici sono una manica di cialtroni corrotti e spregevoli e che partecipare alle privatizzazioni senza pagare tangenti era come voler correre in formula uno con la vostra bicicletta preferita. Quindi sì, privatizzare vuol dire svendere, se il Ministro dello Sviluppo Economico non vigila e/o si fa corrompere. Caro Zanonato, avresti l’occasione per dimostrare la tua onestà.

Se sul primo punto Zanonato ha ragione, ma ha anche torto, sul secondo ha torto e basta. Privatizzando, verosimilmente, si taglieranno sprechi e ci si libererà di dirigenti imposti dal politico di turno per averne in cambio favori. Difficilmente si perderanno quote di mercato. Di solito le controllate pubbliche guadagnano quote di mercato solo quando lo Stato garantisce loro monopoli, alterando al concorrenza e aumentando di fatto i costi per i cittadini che pagheranno di più per servizi peggiori, semplicemente perché non avranno altra scelta. Si tratta, di fatto, di tasse mascherate che i cittadini pagano per mantenere dirigenti con stipendi più alti di quelli che meritano e una quantità di occupati superiore a quella necessaria.

In determinati casi queste tasse nascoste hanno altre e leggermente più nobili ragioni. Ad esempio il monopolio dei treni di Fis prima e Trenitalia poi, oltre alle enormi inefficienze che tutti conosciamo, consentiva anche di tenere prezzi relativamente bassi su reti poco sfruttate. Un privato non servirebbe mai la cittadina di Buco del Culo o lo farebbe a costi molto alti, perché gli abitanti sono pochi e non coprono i costi. Ma se a farlo è un’azienda pubblica, quei costi sono coperti dalle tasse. Le tasse di chi vive a Milano o Palermo vanno a coprire parte del costo dei biglietti di chi preferisce vivere a Buco del Culo e fare il pendolare. Il che può essere bello, ma per me è giusto che vi sia trasparenza e che venga dichiarato che i soldi delle tasse siano spesi in questo modo e che si tratta di redistribuzione del reddito.

La seconda frase dell’intervista è ancora più inquietante: perché mai l’obiettivo di una azienda dovrebbe essere tutelare la qualità e l’occupazione? Se vendi a privati, vendi perché possano fare profitto. Manterranno i lavoratori che servono e libereranno i lavoratori che non servono perché facciano altri lavori, compatibilmente con le norme. Mantenere il reddito di chi non serve più all’impresa non è compito dell’impresa, ma dello stato sociale. Confondere le cose ha effetti nefasti, ma soprattutto ingiusti. Se lo stato finanzia a fondo perduto Finmeccanica perché mantenga lavoratori inutili, di fatto favorisce i lavoratori di finmeccanica rispetto a tutti gli altri lavoratori che dovranno rivolgersi a uno Stato più povero per ottenere la cassa integrazione.

Inoltre non spingerà Finmeccanica ad essere efficiente, perché tanto i dirigenti sapranno che lo Stato coprirà i loro errori.

Tutto questo lavoro che Zanonato sta facendo ai fianchi delle poche forze vitali dell’economia italiana è volto a stremarle e ad asservirle. In modo diretto o indiretto, tramite finanziamenti, norme stringenti e commissariamenti, il controllo statale pende come una spada di damocle su chiunque voglia fare impresa in Italia, costringendolo ad essere amico di qualcuno e ad impedire che quel qualcuno cada in disgrazia.

E non è finita qui. Si premia l’assunzione di giovani senza titoli di studio perché Zanonato preferisce procurare un reddito agli inutili e far fuggire dall’Italia chi pensa.

Si finanziano gli acquisti di pompe di calore da parte delle imprese. Si finanziano le pompe di calore, una tecnologia vecchia, non la ricerca e i brevetti, perché l’innovazione guarda più in là dell’aspettativa di vita di massimo due anni di questo governo.

Davvero le idee di Zanonato non hanno neanche un effetto positivo? Sì, uno potrebbero averlo. Non mi stupirei di scoprire che qualche azienda come Finmeccanica, Fincantieri o simili possa mettere presto a bilancio uno straordinario risultato: un aumento delle vendite del 200% delle pompe di calore. Con tanto di premio in denaro al manager che è riuscito in tale impresa in un momento di crisi globale generalizzata.

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139. Elogio dell’invettiva (ed elegia per una seppia morta)

banane!Ogni tanto l’invettiva serve. L’invettiva è uno sfogo che ci consente di non vedere i nostri fegati esplodere come palloncini al sole. Quando sento certi discorsi idioti devo davvero sfogarmi. Di solito prendo da parte qualche amico e uso le sue orecchie come il servo di Re Mida usò la buca nel terreno, per buttarci dentro tutto quello che non posso dire ad alta voce se voglio evitare la denuncia. Se non lo facessi ora probabilmente sarei impazzito e lancerei cacche di cane con la fionda addosso alle finestre di Palazzo Chigi.

Poi qualcuno ti anticipa e scrive un’invettiva così divertente e feroce che quasi ti placa. Ti senti esentato dal fare il tuo lavoro con le parole, perché puoi citare le sue. Questo è il caso del mio amico Tommaso Stoppa che ieri ha scritto su Facebook uno status che cito integralmente:

“Il decreto pomposamente battezzato “salvaItalia” dal farsesco governo dei bocconiani non vale più. Anzi, non valeva neanche prima. Era carta straccia fin dall’inizio, in quanto scritto illegalmente e alla cazzo di cane da un branco di dilettanti analfabeti del diritto. Le province non sono mai state abolite. Le città metropolitane non sono mai esistite. Un numero incalcolabile di ore sprecate dai consigli regionali, provinciali e comunali di tutto lo Stivale, incontri, riunioni, dibattiti, il tempo ovvero il denaro di migliaia di dirigenti strapagati, intere foreste abbattute per stampare milioni di pagine di giornale, generazioni di seppie defunte per produrre fiumi di inutile inchiostro, tonnellate di nastri magnetici registrati e ora inservibili. Cartine geografiche ridisegnate una, cento, mille volte, Chioggia in Provincia di Padova, anzi no tutta Padova in Provincia di Venezia però senza Noale che allora va con Treviso, ma a questo punto Annone Veneto comprensibilmente si indigna e chiede di passare in Friuli. Di cosa vi abbiamo parlato ogni benedetto giorno per un lunghissimo anno e mezzo? Ancora una volta di questo gigantesco NIENTE chiamato Italia.”

Cialtroni incompetenti che non sanno fare il loro lavoro, ma che, essendo nel pubblico, non pagano mai, mai, mai. E forse fin dal principio sapevano di scrivere una legge che non avrebbe mai passato il vaglio, esattamente come scrissero male la c.d. legge sulle pensioni d’oro, puntualmente dichiarata incostituzionale dalla Consulta pochi giorni fa.

E vogliamo andare oltre? E pure questo viene dalla bacheca di Tommaso, che oggi mi sono permesso di saccheggiare. Un settantunenne si sfoga per una multa e dice che l’L’ITALIA è un Paese di merda e viene condannato per vilipendio alla nazione italiana. Reato di cui a questo punto è colpevole il 50% dei cittadini, giusto per mettere il cuore in pace ai giustizialisti intransigenti. Siamo tutti colpevoli di qualcosa e prima o poi qualcuno potrà rendervene conto. Non potete nemmeno lanciare un’invettiva. Se avete qualcose che vi lega all’Italia e vi impedisce di andarvene, la vostra vita assomiglia a un film horror.

Non potete scappare.

Non potete esigere che lavorino.

Non potete reagire.

Non potete urlare.

IL PAESE DI MERDA. Il nuovo film della Parlamento productions. *

* Col finanziamento del fondo per il Cinema del Ministero dei Beni Culturali e i contributi di Raicinema, Istituto Luce e la partecipazione speciale del fondo per il Cinema della Regione Sicilia.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK. Quanto prima vi informerò di dove potrete portare le arance al futuro carcerato Stoppa.