145. Un’immagine vale più di mille trollate

repubblica assume i bravi

Un’immagina vale più di mille parole? Ecco che vediamo Repubblica pubblicare una didascalia con scritto “corruzzione” con due “z”. Alla fine un giornalista dovrebbe almeno e prima di tutto conoscere le basi della grammatica e dell’ortografia. E qui stiamo parlando del primo quotidiano nazionale. Il quale assume o dà comunque lavoro a qualche titolo, a qualcuno che fa errori da prima elementare.

In una sola immagine c’è la denuncia di una stampa che non si occupa di offrire un prodotto di qualità, perché investe in perdita. I veri guadagni li fa favorendo i politici, che poi daranno appalti ai proprietari dei giornali. Oppure manterranno i finanziamenti pubblici ai giornali, che in cambio continueranno a sostenerli.

In una sola immagine c’è anche un popolo in rivolta che sta assediando il Parlamento bulgaro, impedendo ai politici di uscire. Ieri il ministro Delrio ha candidamente ammesso che questo potrebbe essere anche il futuro dell’Italia. Non ci voleva molto per ipotizzarlo anni fa, solo che allora c’era ancora tempo per invertire la rotta.

In una sola immagine c’è il degrado di un sistema scolastico che definisce la nostra generazione come sovraistruita sulla carta, perché continua a produrre lauree spazzatura, ma intanto immette nel mercato una quantità ridicola di avvocati e giornalisti che non sanno nemmeno scrivere in italiano.

Una generazione che ha imparato che è più importante attirare l’attenzione trollando che sapere fare qualcosa.

Come Allevi che dichiara: “Beethoven non aveva il senso del ritmo”. Cazzata – PAUSA – Cazzata.

Beethoven non aveva il senso del ritmo di un Jovanotti. Se no avrebbe scritto la PaFtorale.

Come l’orda di melomani improvvisati che si sono subito gettati a difendere i virtuisismi ritmici di Beethoven e del suo principale capolavoro, We will rock you.

Come Sara Tommasi che si mette a sparare tweet volgari e deliranti sulle dimensioni dei peni dei rapper italiani. (Sara, se hai dovuto diventare una puttana per scoprire che non tutti quelli che si vantano di essere dai maghi a letto lo sono davvero, non te ne intendi molto di psicologia, vero?)

Come quello che, sapendo che Papa Francesco andava a Rio, gli ha chiesto su Twitter se quella di Maradona nell’86 era davvero la Mano di Dio.

Ah, no, quest’ultimo sono stato io.

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