Archivio mensile:agosto 2013

157. Poker di senatori

il pallone è mioSintesi della giornata politica di oggi.

Berlusconi: “Il pallone è mio e se non mi fate vincere non si gioca più”

Napolitano: “Silvietto, a letto senza cena. E se insisti, non ti facciamo più vedere le donnine nude.”

Ecco, perché questo è quel che è accaduto. Berlusconi minaccia di far cadere il governo, tirando ulteriormente la corda dopo il discutibile accordo di ieri. Una minaccia risicata, sul filo del singolo senatore e quindi del ricatto, della corruzione, del calcolo politico del singolo e dei poteri forti. Un gioco che secondo me Berlusconi avrebbe perso comunque perché il rischio di un accordo tra il PD e i dissidenti del M5S o il PD e l’area cattolica del PDL era elevatissimo.

Ma Napolitano ha deciso di tagliare la testa al toro, nominando in un giorno solo quattro senatori a vita (non mi risulta fosse mai successo) che, caso vuole, siano anche quattro oppositori di Berlusconi. Per la precisione tre sono dichiaratamente di sinistra (la Cattaneo è addirittura una bersaniana di ferro) mentre Rubbia ha criticato Berlusconi per i continui tagli alla ricerca (e grazie al cazzo, direi io).

Vabbe’, trovatemi qualcuno che non abbia mai criticato Berlusconi e che abbia una levatura intellettuale superiore a Iva Zanicchi.

No, non vale, il Gabibbo non può votare.

Dunque si spera che ora Berlusconi la smetta di gettare benzina sul fuoco. Poi ci inventeremo anche un modo per tacitare il “Berlusconi di sinistra” o forse meglio “il Brunetta di sinistra”, Stefano Fassina, che ogni giorno contraddice qualunque cosa detta da Letta riuscendo, al contempo, a dire più fesserie di lui.

L’amara verità è che dobbiamo sperare che questo Governo duri. Bisogna sperare che si mettano una mano sul cuore e combinino qualcosa di buono oltre a sospendere, promettere, rinviare, che è stata la precipua attività del governo fino ad oggi: ma andare alle urne ora, o anche solo ricominciare le trattative, sarebbe una jattura. Almeno si deve arrivare fino alla chiusura della procedura di deficit da cui dipendono finanziamenti per circa dieci miliardi di euro. Per non parlare della legge elettorale. Violante ha proposto, qualche giorno fa, un doppio turno semplice, senza ripescaggi. Non è la soluzione migliore, ma vi prego, adottatela subito, prima che arrivi qualcuno a dire di mescolare quel sistema con l’ottimo sistema australiano, con quota austriaca, con aumento delle circoscrizioni estere, con, con, con, con che poi finisce il tempo, non si trova l’accordo, si torna alle urne col porcellum, ma giurando che la prossima volta…

Una nota positiva: Napolitano, se da un lato sta chiaramente usando l’situto dei senatori a vita per uno scopo diverso da quello originariamente previsto (prima con Monti, oggi alterando gli equilibri del parlamento) che era quello di premiare cittadini insigni e nobilitare lo stesso parlamento con voci di nobilità super partes, dall’altro ha posto fine alla pratica disdicevole di premiare con la nomina a senatore a vita vergognosi intrallazzoni come Spadolini e Colombo. I senatori a vita devono avere altissimi meriti “sociali, scientifici, artistici o letterari”. I meriti sociali di Andreotti e Colombo li sa solo il diavolo che li sta ospitando.

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156. IMU opinion only

wile-coyote-gravitàVista la notizia ghiotta, mi sono sentito in obbligo di scrivere un pezzo, nonostante mi trovi un posto mefitico quanto a collegamento internet. Immaginatemi come nella scena del ciclone, con una padella in mano per fare da antenna e il computer appeso fuori dalla finesta, che digito con la lingua.

Questo per dire che il tempo è tiranno e il pezzo verrà giù come viene, perdonatemi. Mi impegnerò poco a farvi ridere e vi darò solo qualche parere alla spicciolata.

Dunque, tolto l’IMU. Ma qual è la vera notizia?

Le vere notizie sono altre.

1) Il governo ancora una volta annuncia il provvedimento prima di diffonderne il testo. Si dirà che prima o poi il testo dovrà essere discusso in Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma questa pratica non è innocente. Praticamente questo è un modo per far dire ai giornali quel che si vuole, perché i giornali non potranno che riprendere la conferenza stampa del Governo. Che altro possono dire, su un provvedimento che non hanno potuto leggere? In questo modo se un qualche volenteroso vorrà fare una lettura critica del provvedimento, potrà parlare solo quando la notizia non sarà più calda e non se lo filerà nessuno. Praticamente è come se annunciassero che non verrà trasmessa la finale di champions league, ma poi tre giorni dopo, magari… quanti se la guarderebbero in differita?

2) Il provvedimento si divide in 4 capitoli. Due sugli esodati ecc. ecc., inseriti per nascondere che questa è una vittoria per Berlusconi e per parare il colpo, dal punto di vista del PD, dicendo che l’alleanza col Pdl è necessaria per difendere i più deboli. Uno per rilancaire l’edilizia, e qui non mi se ne voglia, ma francamente di edilizia in Italia ne abbiamo avuta pure troppa, se si mettessero a riconvertire anziché riprendere a cementificare dovremmo esserne tutti felici. E pace se qualche azienda fallirà, perché ad un certo punto le aree verdi finiranno continuando così, e saranno cazzi. Il terzo parla di cancellazione della penultima rata dell’IMU, parzialmente coperta con tagli alla spesa non meglio specificati. Ora: i tagli alla spesa possono essere sprechi o possono essere servizi. Quindi dire se hai cancellato l’IMU facendo del bene o staccandomi la spina del respiratore quando ne avrò bisogno è abbastanza diverso.

3) Torna d’attualità la bufala che l’IMU sarebbe stato introdotto da Berlusconi. Non è esatto. Berlusconi lo ha votato, quando Monti era al governo. Ma la tassa che era stata preparata col nome di IMU sotto il governo Berlusconi, nell’ambito dell’attuazione del federalismo fiscale, era completamente diversa e non era una patrimoniale sugli immobili. Berlusconi ha mentito agli italiani milioni di volte, ma in questo caso mente (o è disinformato) Travaglio.

4) Si annuncia un accordo politico per la cancellazione dell’ultima rata dell’IMU e la sua sostituzione da Gennaio con una service tax. Ovviamente senza annunciare la copertura finanziaria del primo provvedimento e i contenuti della seconda siamo alla burla, al flatus voci, al niente virgola niente. La notizia, in questo caso, è solo che il governo non cadrà (come immodestamente avevo sempre previsto su queste pagine) almeno fino a Gennaio.

5) Ma in generale, dobbiamo essere contenti dell’abolizione dell’IMU? Sì e no. L’IMU è di fatto una tassa patrimoniale. In quanto tale è intrinsecamente ingiusta (si paga su denaro già tassato) e alla lunga disastrosa per l’economia, visto che si paga anche sui piccoli patrimoni e sui beni improduttivi. Ma le tasse patrimoniali sono tipiche soluzioni di emergenza e come tale è stata fatta passare l’IMU. Toglila se l’emergenza è finita. Ma quale emergenza è finita in Italia, se siamo ancora in piena fase recessiva? Quindi in prospettiva l’IMU dovrebbe assolutamente essere tolta, a parer mio, ma prima sarebbe stato doveroso usare il tesoretto per abbassare altre tasse assai più distorsive che impediscono la crescita, come le assurde tasse sul lavoro.  Avevo toccato l’argomento anche IN QUESTO PEZZO. Così tutto quello che potremo aspettarci è un piccolo aumeno dei consumi da parte dei prorietari di casa. Buon per loro, spero mi offrano una bottiglia di vino, sapete dove trovarmi.

 

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155. Per quest’anno non cambiare

einstein-simple-thingsI sostenitori del Principio Antropico osservano che, se una sola delle costanti fisiche dell’universo fosse diversa, anche di pochissimo, la vita come noi la conosciamo sarebbe impossibile. Da questo fatto deducono che vi sia una intelligenza superiore che ha preordinato tutto perché l’uomo potesse nascere, svilupparsi ed evolversi fino ad acquisire la conoscenza scientifica necessaria a devastare l’ambiente fino a smettere di esistere.

Allo stesso modo io mi sentirei di osservare che l’Italia è una specie di sistema chiuso con le sue costanti, senza le quali l’italiota non potrebbe prosperare fino all’autodistruzione. Ecco quindi l’elenco di tre cose che in Italia non cambiano mai.

Pisa_merda_Einstein

1) Il mio vicino è il mio nemico. Falchi e colombe del Pdl si azzannano l’un l’altro, la Santanchè insulta Gasparri, Gasparri insulta la Santanchè (succede: per una volta hanno ragione entrambi), il PD si spacca fino agli atomi, il Movimento 5 Stelle perde un senatore ogni due settimane. E poi D’Alema organizza una bella conferenza stampa per dire che vede Renzi premier e che Letta, invece, non ha futuro, scatenando un vespaio. E insomma, dopo 800 anni stiamo ancora a vedere se la spunta il pisano o il fiorentino.

kenny morto

2) Il Governo sta sempre per cadere. Non c’è mai stato un Governo che non fosse in bilico, minacciato da una maggioranza divisa, scissa, litigiosa e pronta a tornare alle urne. Tre mesi dopo aver unito l’Italia pure Cavour, al governo da 10 anni in Piemonte, capita la mala parata, decise saggiamente di morire. Vivere in Italia vuole anche dire abituarsi a quanto sia ingannevole il tramonto costante di tutte le cose. I governi cadono in continuazione, sono perennemente impossibilitati a decidere qualcosa, ma la loro morte politica assomiglia a quella di Kenny in South Park. Aspetta la prossima puntata e nessuno si ricorderà della sua ultima, atroce fine.

gesù imbarazzato

3) Il leader politico si paragona a Gesù. L’ultimo e il più assiduo in questa pratica è ovviamente Silvio Berlusconi, già definitosi in passato “un Cristo prestato alla politica” e “l’unto del Signore”. La scorsa settimana è stato Alfano a dire che “il processo a Berlusconi deve farci pensare a quello di Gesù”, così incautamente svelando il suo programma di approvare l’amnistia dopo soli tre giorni.

Già pronta anche la nuova difesa nel Processo Ruby: “Non erano orge, era un’elegante ultima cena con burlesque”.

Silvio di Nazareth intercettato mentre spezzava il pane dicendo “Si lavora e si fatica per il pane e per…”

Silvio di Nazareth fa spuntare le aureole. Dei capezzoli.

Per colpa di Silvio di Nazareth il governo cammina su acque agitate.

Anche qui comunque ci sono antecedenti. Un’attività sessuale sfrenata non impedisce di paragonarsi a Gesù. Alessandro VI Borgia diede scandalo partecipando a numerose orge, sia prima che dopo la sua ascesa alo soglio papale, in particolare nell’ottobre del 1501 pare si sia intrattenuto con 50 prostitute, suo figlio Cesare e sua figlia Lucrezia.

Anche se si paragonano a Gesù, dunque, non aspettiamoci miracoli dai nostri politici. L’Italia al momento è fatta così. Parafrasando Cavour: “Se vogliamo cambiare l’Italia, dobbiamo prima di tutto cambiare gli italiani”.

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154. Monopoly e libero mercato

Monopoli comunistaBisogna capire il momento. Il Parlamento è chiuso, immobilizzato da una crisi di Governo serissima e da ridicole norme che impediscono al Paese di legiferare per tutto il mese. Ma come possono dei deputati di cuore, tutta sinistra e amore per il popolo, a fronte della grave crisi che gli italiani attraversano, stare in panciolle sotto l’ombrellone a intascare lo stipendio? Non possono. Ecco dunque che erompe in loro l’esigenza di fare qualcosa di utile. Non studiarsi un po’ di economia, che sarebbe un atteggiamento un po’ piccolo borghese inviso al partito, ma scrivere una lettera all’ambasciatore USA per chiedere a Obama di prendere posizione sul gioco del Monopoly.

Ecco il testo della lettera che mi permetterò ora di commentare.

Gentile ambasciatore degli Stati Uniti (Cominciamo bene. Per convenzione internazionale ad un Ambasciatore ci si rivolge con “Eccellenza”. “Gentile” va bene per rispondere alla salumiera sotto casa che ci chiede la foto in perizoma di Rutelli), in queste ore è tornato d’attualità lo scandalo del mutui subprime che nel 2008 portò al crollo dei mercati azionari di tutto il mondo e avviò la grave crisi economica che ancora oggi colpisce l’Europa, gli Stati Uniti e non solo. Il governo americano ha puntato l’indice contro Bank of America e lo stesso Presidente Barack Obama ha dichiarato: «Tornare al sistema della bolla destinata a scoppiare che ha causato la crisi finanziaria è inaccettabile».

Ricordiamo ancora la filosofia del Presidente, come enunciata nel dicembre 2009, a soli pochi mesi dal crollo di Wall Street: «Sono necessarie nuove regole per la finanza, che correggano l’irresponsabilità sfrenata che ha generato la crisi economica… un disastro che si sarebbe potuto evitare se, non solo avessimo avuto nuove regole per Wall Street, ma avessimo avuto il coraggio di applicarle contro chi le viola. Gli speculatori stanno tornando in Borsa, i soliti squali, non lo permetteremo» (Mi immagino che, fino a questo punto, l’ambasciatore americano abbia letto attentamente e un po’ preoccupato, chiedendosi quale scandalo sia stato scoperto se l’Italia, che è stata zitta zitta mentre i suoi diplomatici venivano spiati dai Servizi Segreti statunitensi, stavolta arrivava ad alzare il capo). Ma in questi giorni, e contraddicendo la chiave etica del Presidente, l’azienda statunitense Hasbro starebbe per lanciare la nuova versione dello storico gioco da tavolo «Monopoly». Stavolta però le tradizionali proprietà immobiliari sono sostituite da pacchetti azionari di grandi multinazionali.

Si passa dall’acquisto di immobili alla speculazione in Borsa (Possedere azioni è speculazione? E da quando? Fare industria è una colpa e istituire il latifondo è un merito?) e inoltre, novità decisamente preoccupante, sarebbe stata abolita la casella della «prigione». Mentre la Casa Bianca, con realismo e saggezza, pone l’accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il «Monopoly», gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato (I deputati del PD che chiedono a un ambasciatore americano di intervenire sulle libere scelte di una azienda privata dovevano giocare di più a Monopoly), torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, , con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti (Questi non si sono mai ripresi quando hanno scoperto che i porno non sono uguali alla realtà). Contrariamente a quanto accade in realtà negli Usa dove l’illecito in Borsa è punito anche con il carcere (Da noi si diventa finanziatori del PD, invece).

Per noi gli Stati Uniti rappresentano il faro sulle tutele ai consumatori (Davvero? Dopo il caso PRISM di impostazione sovietica, quando liberalizzano gli OGM alla cazzo di cane o quando consentono di imbottire le carni con dosi di ormoni triple rispetto a quelle permesse in Italia? O quando sono riusciti a produrre quell’erba del vicino così verde che gliela invidiamo un sacco?) e spesso il nostro Paese ha seguito gli Usa su battaglie sociali a protezione dei cittadini. Perciò ci permettiamo di chiederle se non sia il caso di valutare eventuali provvedimenti delle autorità competenti (Ricordiamo quel passo sull’alfabetizzazione al libero mercato) o comunque una posizione critica sul nuovo «Monopoly», gioco distribuito in tutto il mondo e quindi anche in Italia.

Ecco fatto. Sei deputati con le palle quadrate che prevedono nei prossimi mesi di schierarsi contro Risiko che incita alla guerra, contro il gioco dell’oca che offende simula una crudele corsa tra palmipedi e di Dungeons and Dragons, portatore di una cultura razzista che insegna a sterminare le società diverse, rappresentate da Orchi e Goblin, anziché accoglierle in un clima di dialogo e apertura ai rapporti sessuali misti.

Sei fini conoscitori della cultura americana che pensano bene di chiedere la messa al bando di un gioco in scatola a un Paese che consente ben altro.

Ora, però, vediamo chi sono i sei mentecatti che ci hanno fatto fare questa figuraccia e che devono essere bollati come indegni del loro ruolo, a fianco di gente come Razzi, Zanonato, la Polverini e Diego il sommelier.

1) Michele Anzaldi. Professione: deputato delle Repubblica. Precedentemente: leccaculo di Rutelli. Dal 1996 al 2001 è capo dell’ufficio stampa del Comune di Roma, salvo poi diventare responsabile della campagna elettorale dell’Ulivo quando Rutelli si candida. Successivamente diviene portavoce di Rutelli fino al 2008. Rutelli affronta in questi anni un declino politico costante che lo porta alla sparizione dalla scena che conta. Ma questo dev’essere considerato un merito per il signor Anzaldi, che viene premiato dal partito con un posto da deputato. A curriculum può vantare di aver già battibeccato con l’ambascitore USA quando questi volle incontrare i giovani del M5S incitandoli a combattere la corruzione (che il PD vuole combattere inserendo la prigione anche nei gioche della scala quaranta, del flipper e di chi fa fare più rimbalzi a un sasso piatto sul lago).

2) Marina Berlinghieri. Insegnante, diplomata in scienze religiose, si è finora distinta per aver firmato ogni genere di appello risibile,. Non solo quello sul Monopoly, ma anche, ad esempio, quello a Francesco De Gregori (chiamato IL NOSTRO GENERALE) perché continui a credere nella politica e a votare sinistra.

3) Matteo Biffoni. Avvocato, secondo quanto si legge su wikipedia, Impiegato, secondo open polis, tra i fondatori del PD pratese, già agli onori delle cronache per aver sostenuto di fronte ai microfoni delle Iene che Bashar al Assad, il Presidente siriano che sto conducendo una cruentissima guerra civile sia in realtà il Presidente del Libano, fino al giorno del Monopoly si era evitato altre figuracce, ma diciamo che questa basta.

4) Luigi Bobba. Prodiano della prima ora, eletto prima in Puglia e poi in Piemonte, oppositore strenuo dell’abolizione delle province e… oh, e per me questo è sufficiente.

5) Lorenza Bonaccorsi. Coinvolta nella magnifica gestione Marrazzo del Lazio (che, ricordiamolo, non merita di essere ricordata solo per i festini a base di cocaina e travestiti: fu fatta di sprechi e scandali finanziari), potete qui ammirarla mentre si fa intervistare durante uno shampoo.

Intervista dal barbiere

6) Federico Gelli. Il nome non promette bene, ma parrebbe non essere parente del più noto Licio. Anzi, benché abbia lavorato nella commissione Sanità della Regione Toscana (e si sa che sanità in Italia fa rima con corruttibilità), su di lui non ho trovato nulla di compromettente. Anzi, ha coraggiosamente affermato che in Toscana sono presenti infiltrazioni della camorra (ma essendo una regione dominata dal centro sinistra, i casi non sono mai stati citati da Saviano che in quel piatto ci mangia).

7) Ernesto Magorno. Ex socialista, ex attivista dell’azione cattolica, ex DS. Un po’ un prezzemolino, ma meno di tanti altri. Segni particolari: una certa propensione per lo sciopero della fame. Pare che prima di diventare parlamentare si mantenesse facendo l’avvocato, quindi almeno per un po’ di anni non ha mangiato a nostre spese. Diamogli atto di questo e non infieriamo troppo. Probabilmente non ha capito che da sindaco di Diamante va benissimo fare dichiarazioni altisonanti sul successo del Festival del Cinema Piccante, mentre da parlamentare della Repubblica sarebbe meglio svettare per interventi più consoni.

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153. The burned identity

kamasutra delle ombreC’è una barzelletta che mi raccontavano quando ero bambino. In televisione comincia la diretta dell’incontro di pugilato dei pesi massimi e il telecronista comincia a caricare gli spettatori. “Un match attesissimo e incredibile” dice “Tra Jackson e Beckson”. “Il campione in carica, Jackson, è quello sulla destra, no aspettate, continuano a muoversi, ora è a sinistra, mi sa che non avete capito quale intendo. Allora, Jackson, il campione in carica, è quello coi capelli corti. Ma in effetti anche Beckson ha i capelli corti. Però Jackson è quello con la guardia mancina. Ma anche Beckson, ora che ci penso, è mancino. Ecco, Jackson è quello coi pantaloncini rossi. Come anche quelli di Beckson. Mi spiace, amici da casa, non so proprio come farvi capire qual è Jackson e qual è Beckson.”

Ovviamente, uno dei due è bianco e l’altro è nero.

Quella che allora era una barzelletta, sta oggi per diventare una verità in Germania. Da Novembre, infatti, sarà possibile per i genitori non dichiarare il sesso dei figli all’anagrafe. I moduli presenteranno le caselle “maschio” “femmina” e “fatti i cazzi tuoi”. Questo per i genitori che vogliano garantire inediti spazi di privacy per i figli o che non vogliano condizionarne lo sviluppo psicofisico facendo notare loro che hanno un pistolino. Mi immagino che passino i primi 18 anni della vita dei figli a dir loro “Non guardare in basso, tu!”

Non voglio nemmeno entrare nel merito della questione bioetica e giuridica in sé. Ma i documenti identificativi servono, pensate un po’, per identificare. Immaginate questa conversazione tra due poliziotti tedeschi.

“Stiamo cercando Andrea Knopl, altezza 170 cm, occhi azzurri, capelli neri fino alla nuca, peso approssimativo 60 kg, 28 anni.”

“Jawohl! Uomo o donna?”

“Eh, non sappiamo. Fermate tutti, senza distinzioni, che siamo un Paese moderno, noi.”

(La legge è stata fortemente voluta dalla Merkel dopo 50 anni in cui sui suoi documenti c’era scritto “donna” e nessuno ci credeva.)

Non vi dico se Andrea Knopl è la vittima. E magari ha la faccia tosta di morire in Italia. Immaginatevi il dramma dell’appuntato Capuozzo. “Che scrivo? È più politicamente corretto arrestare il sospettato per FEMMINICIDIO o rispettare la volontà dei signori Knopl e parlare di omicidio di essere asessuato con le tette?”

In Spagna c’è già una risibile legge che consente di cambiare sesso sui documenti con una perizia psichiatrica. Ti senti donna dentro? Allora scriviamo donna. Cambi idea e ti piace di nuovo la giangiacoma? E uomo sia. I casi di personalità multipla magari possono portarsi appresso due documenti e mostrare quello opportuno a seconda del caso. Inutile dire che si tratta di una delle milioni di leggi approvate da Zapatero per spacciarsi per un politico all’avanguardia mentre disastrava l’economia spagnola. Tuttavia queste leggi hanno anche degli effetti pratici molto pericolosi su cui si ragiona poco.

Se, infatti, rendo i documenti di identità tradizionali inaffidabili, creo i presupposti per procedere ad identificare i miei cittadini in altri modi più invasivi, come per esempio prelevando a tutti qualche campione di DNA. Se creo una banca dati col DNA di tutti i cittadini, cosa impedirà di usarlo per acquisire informazioni sul loro patrimonio genetico o, in casi estremi, di fabbricare prove fittizie per incolpare qualcuno di un delitto, facendo trovare campioni di DNA sul luogo dello stesso? E tutto sarà stato fatto coccolando il narcisismo dei tedeschi, degli spagnoli e a breve degli italiani, a cui si sarà data l’impressione che la pubblica amministrazione sia tutta al servizio dei loro impulsi emotivi.

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152. Questione di culo

faccia_da_culoAvevo scritto qualche giorno fa della missione diplomatica annunciata dal Senatore Antonio Razzi in Corea del Nord.

E di come essa fosse un chiaro segno della preferenza del suddetto Senatore per le prostitute dagli occhi a mandorla, per tutta una serie di ragioni che potrete leggere nell’articolo. Oggi mi sento in dovere di informarvi che il viaggio si è compiuto e che, nonostante quanto annunciato dal Senatore, pur con la sua mediazione non si è addivnuti alla firma di un trattato di pace tra le due coree.

Riformulo: Antonio Razzi è partito per la Corea annunciando che grazie a lui si sarebbe concluso un trattato di pace tra Corea del Nord e Corea del Sud e poi è tornato annunciando che il suo viaggio è stato un successo perché la Corea del Nord manderà 16 ragazzini ad allenarsi qualche mese col Milan. Come se Neville Chamberlain avesse annunciato “Convincerò Hitler a lasciare in pace la Polonia” e poi nel ’39 si fosse bullato che “Manderà da noi la sua cuoca per imparare a cucinare il Porridge”.

Ma il Senatore Razzi ha una tale faccia di culo da far sembrare un dabbenuomo il sindaco Quimby. Ha una tale faccia di culo da far sembrare calzante l’imitazione che Homer Simpson fa di Burns:

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Ha una tale faccia da culo che quando visita i siti porno poi gli arriva spam che gli propone un’operazione per sbiancare le labbra.

Ha una tale faccia da culo che è capace di rilasciare questa intervista:

Razzi torna dalla Corea

Vediamo i punti salienti.

1) “La Corea del Nord assomiglia molto alla Svizzera.” Solo che lì spariscono le persone e non i capitali.

2) “Le strade sono molto pulite”. Sono anni che fanno la raccolta differenziata della carestia.

3) “Consiglio a tutti di andare a vedere la parata del 27 luglio”, cioè a celebrare l’inizio della più sanguinaria dittatura attualmente esistente. Tutti disciplinati e perfettamente a tempo nonostante i 40 gradi. E nonostante la tensione che ti mette sapere che se sbagli qualcosa tu, la tua moglie e i tuoi figli finirete in un campo di concentramento. Davvero uno spettacolo delizioso.

4) “Da cosa deriva tutta questa perfezione? DAL RISPETTO PER LE ISTITUZIONI”. Aaaaaargh, qui mi devo fermare o muoio. Lui? Il rispetto per le istituzioni?

gandalf polverini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E perché si dovrebbe rispettare un dittatore sanguinario che ha spinto i suoi sudditi fino al cannibalismo come Kim Jong-Un? Insomma, guardatevi quei quattro minuti per ricordarvi chi è Antonio Razzi e perché merita tutto il male possibile.

Comunque, se Razzi è andato in Corea a gestire chissà quale losco affare, non ci è andato da solo. Con lui era presente, meno pubblicizzato, l’ex onorevole del Pdl ed ex Ministro del Governo Berlusconi IV, Paolo Romani, recentemente finito al centro di uno scandalo per un’intercettazione in cui il sindaco di Scalea, parlando con un boss della ‘ndrangheta, lo definisce “un nostro caro amico di cui ci si può fidare”.

Ora, io sono un fautore della realpolitik. Capisco bene che non ci si possa sempre permettere di fare gli intransigenti. Forse l’Italia può rifiutarsi di intrattenere rapporti con la Russia o il Kazakistan perché i loro leader non rispettano i diritti umani? No, almeno finché le associazioni moraliste non troveranno il modo di sintetizzare il petrolio dalle belle parole.

Possiamo permetterci di non pagare tangenti a politici esteri? Non siamo ridicoli. In Africa e in Asia centrale la distinzione tra pubblico e privato è quasi inesistente. Addirittura ad alcuni amici miei, che fanno gli imprenditori in nord africa, le tangenti pagate ai politici le hanno FATTURATE. Sarebbe come pensare di fare affari con la Francia del Re Sole senza rendere onore al Re. Non si può fare, punto. Si può pretendere che i NOSTRI non intaschino tangenti e, francamente, mi pare che siamo abbastanza indietro anche su questo obiettivo.

Allora dobbiamo ridurci a puntare su qualcosa di ancora più limitato e cioè cacciare i politici più chiaramente incapaci, volgari, approfittatori, disonesti, tracotanti. Costringerli almeno ad essere facce da culo di nascosto, perché quando vengano scoperti torni a sapere di scandalo e di infignazione.

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151. Papa Francesco e Balotelli. Apocalittici e integrati.

interracial softGrande entusiasmo a Roma per l’arrivo di Balotelli. L’attaccante, scelto come simbolo di integrazione riuscita dal Ministro Kyenge, laddove una persona di buon senso preferirebbe considerare teste calde come lui e Cassano come simboli di educazione fallita, si è detto entusiasta all’idea di incontrare il Papa.

Attento, come sempre, ad attirare l’attenzione su di sé, sono settimane che Balotelli pensa a cosa chiedere al Sommo Pontefice durante il colloquio. Ecco le cinque domande che ritiene più pressanti.

1) Non capisco bene sta cosa della prospettiva. Ai tempi di giotto avevano l’aureola davvero o si facevano i capelli a banana gialla come me?

2) Se mi fate vedere cosa c’è dentro la valgetta diplomatica, io vi mostro il video porno che ho fatto con Raffaella Fico.

3) Per forza che vi sparano a voi papi, girate con una papamobile bianca che è come invitare i proiettili a raccolta. Io ho una Bentley mimetica. Yo! Yo!

4) Vietare alla Ior di riciclare fondi neri è razzista.

5) Ma con tutti i soldi che vi tenete dell’IMU, non potreste comprare una borsa per sta Oprah Winfrey?

(Razzismo: Oprah Winfrey in Svizzera vuole comprare una borsa da 35.000 euro e la commessa le dice che è troppo cara pare lei. Da oggi è razzismo scambiarti per un povero)

(35.000 euro per una borsa. Sei di una razza inferiore se non ci arrivi da solo, che è troppo cara)

(Se Oprah Winfrey pensa che sia razzista la commessa che non voleva venderle una borsa da 35.000 euro, dovrebbe provare ad andare da Calderoli e chiedergli di venderle un Crodino).

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PS: Balotelli si è fatto tatuare “Sono la punizione di Dio”. Vediamo come risponderà Papa Francesco in questo appassionante derby.