152. Questione di culo

faccia_da_culoAvevo scritto qualche giorno fa della missione diplomatica annunciata dal Senatore Antonio Razzi in Corea del Nord.

E di come essa fosse un chiaro segno della preferenza del suddetto Senatore per le prostitute dagli occhi a mandorla, per tutta una serie di ragioni che potrete leggere nell’articolo. Oggi mi sento in dovere di informarvi che il viaggio si è compiuto e che, nonostante quanto annunciato dal Senatore, pur con la sua mediazione non si è addivnuti alla firma di un trattato di pace tra le due coree.

Riformulo: Antonio Razzi è partito per la Corea annunciando che grazie a lui si sarebbe concluso un trattato di pace tra Corea del Nord e Corea del Sud e poi è tornato annunciando che il suo viaggio è stato un successo perché la Corea del Nord manderà 16 ragazzini ad allenarsi qualche mese col Milan. Come se Neville Chamberlain avesse annunciato “Convincerò Hitler a lasciare in pace la Polonia” e poi nel ’39 si fosse bullato che “Manderà da noi la sua cuoca per imparare a cucinare il Porridge”.

Ma il Senatore Razzi ha una tale faccia di culo da far sembrare un dabbenuomo il sindaco Quimby. Ha una tale faccia di culo da far sembrare calzante l’imitazione che Homer Simpson fa di Burns:

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Ha una tale faccia da culo che quando visita i siti porno poi gli arriva spam che gli propone un’operazione per sbiancare le labbra.

Ha una tale faccia da culo che è capace di rilasciare questa intervista:

Razzi torna dalla Corea

Vediamo i punti salienti.

1) “La Corea del Nord assomiglia molto alla Svizzera.” Solo che lì spariscono le persone e non i capitali.

2) “Le strade sono molto pulite”. Sono anni che fanno la raccolta differenziata della carestia.

3) “Consiglio a tutti di andare a vedere la parata del 27 luglio”, cioè a celebrare l’inizio della più sanguinaria dittatura attualmente esistente. Tutti disciplinati e perfettamente a tempo nonostante i 40 gradi. E nonostante la tensione che ti mette sapere che se sbagli qualcosa tu, la tua moglie e i tuoi figli finirete in un campo di concentramento. Davvero uno spettacolo delizioso.

4) “Da cosa deriva tutta questa perfezione? DAL RISPETTO PER LE ISTITUZIONI”. Aaaaaargh, qui mi devo fermare o muoio. Lui? Il rispetto per le istituzioni?

gandalf polverini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E perché si dovrebbe rispettare un dittatore sanguinario che ha spinto i suoi sudditi fino al cannibalismo come Kim Jong-Un? Insomma, guardatevi quei quattro minuti per ricordarvi chi è Antonio Razzi e perché merita tutto il male possibile.

Comunque, se Razzi è andato in Corea a gestire chissà quale losco affare, non ci è andato da solo. Con lui era presente, meno pubblicizzato, l’ex onorevole del Pdl ed ex Ministro del Governo Berlusconi IV, Paolo Romani, recentemente finito al centro di uno scandalo per un’intercettazione in cui il sindaco di Scalea, parlando con un boss della ‘ndrangheta, lo definisce “un nostro caro amico di cui ci si può fidare”.

Ora, io sono un fautore della realpolitik. Capisco bene che non ci si possa sempre permettere di fare gli intransigenti. Forse l’Italia può rifiutarsi di intrattenere rapporti con la Russia o il Kazakistan perché i loro leader non rispettano i diritti umani? No, almeno finché le associazioni moraliste non troveranno il modo di sintetizzare il petrolio dalle belle parole.

Possiamo permetterci di non pagare tangenti a politici esteri? Non siamo ridicoli. In Africa e in Asia centrale la distinzione tra pubblico e privato è quasi inesistente. Addirittura ad alcuni amici miei, che fanno gli imprenditori in nord africa, le tangenti pagate ai politici le hanno FATTURATE. Sarebbe come pensare di fare affari con la Francia del Re Sole senza rendere onore al Re. Non si può fare, punto. Si può pretendere che i NOSTRI non intaschino tangenti e, francamente, mi pare che siamo abbastanza indietro anche su questo obiettivo.

Allora dobbiamo ridurci a puntare su qualcosa di ancora più limitato e cioè cacciare i politici più chiaramente incapaci, volgari, approfittatori, disonesti, tracotanti. Costringerli almeno ad essere facce da culo di nascosto, perché quando vengano scoperti torni a sapere di scandalo e di infignazione.

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