155. Per quest’anno non cambiare

einstein-simple-thingsI sostenitori del Principio Antropico osservano che, se una sola delle costanti fisiche dell’universo fosse diversa, anche di pochissimo, la vita come noi la conosciamo sarebbe impossibile. Da questo fatto deducono che vi sia una intelligenza superiore che ha preordinato tutto perché l’uomo potesse nascere, svilupparsi ed evolversi fino ad acquisire la conoscenza scientifica necessaria a devastare l’ambiente fino a smettere di esistere.

Allo stesso modo io mi sentirei di osservare che l’Italia è una specie di sistema chiuso con le sue costanti, senza le quali l’italiota non potrebbe prosperare fino all’autodistruzione. Ecco quindi l’elenco di tre cose che in Italia non cambiano mai.

Pisa_merda_Einstein

1) Il mio vicino è il mio nemico. Falchi e colombe del Pdl si azzannano l’un l’altro, la Santanchè insulta Gasparri, Gasparri insulta la Santanchè (succede: per una volta hanno ragione entrambi), il PD si spacca fino agli atomi, il Movimento 5 Stelle perde un senatore ogni due settimane. E poi D’Alema organizza una bella conferenza stampa per dire che vede Renzi premier e che Letta, invece, non ha futuro, scatenando un vespaio. E insomma, dopo 800 anni stiamo ancora a vedere se la spunta il pisano o il fiorentino.

kenny morto

2) Il Governo sta sempre per cadere. Non c’è mai stato un Governo che non fosse in bilico, minacciato da una maggioranza divisa, scissa, litigiosa e pronta a tornare alle urne. Tre mesi dopo aver unito l’Italia pure Cavour, al governo da 10 anni in Piemonte, capita la mala parata, decise saggiamente di morire. Vivere in Italia vuole anche dire abituarsi a quanto sia ingannevole il tramonto costante di tutte le cose. I governi cadono in continuazione, sono perennemente impossibilitati a decidere qualcosa, ma la loro morte politica assomiglia a quella di Kenny in South Park. Aspetta la prossima puntata e nessuno si ricorderà della sua ultima, atroce fine.

gesù imbarazzato

3) Il leader politico si paragona a Gesù. L’ultimo e il più assiduo in questa pratica è ovviamente Silvio Berlusconi, già definitosi in passato “un Cristo prestato alla politica” e “l’unto del Signore”. La scorsa settimana è stato Alfano a dire che “il processo a Berlusconi deve farci pensare a quello di Gesù”, così incautamente svelando il suo programma di approvare l’amnistia dopo soli tre giorni.

Già pronta anche la nuova difesa nel Processo Ruby: “Non erano orge, era un’elegante ultima cena con burlesque”.

Silvio di Nazareth intercettato mentre spezzava il pane dicendo “Si lavora e si fatica per il pane e per…”

Silvio di Nazareth fa spuntare le aureole. Dei capezzoli.

Per colpa di Silvio di Nazareth il governo cammina su acque agitate.

Anche qui comunque ci sono antecedenti. Un’attività sessuale sfrenata non impedisce di paragonarsi a Gesù. Alessandro VI Borgia diede scandalo partecipando a numerose orge, sia prima che dopo la sua ascesa alo soglio papale, in particolare nell’ottobre del 1501 pare si sia intrattenuto con 50 prostitute, suo figlio Cesare e sua figlia Lucrezia.

Anche se si paragonano a Gesù, dunque, non aspettiamoci miracoli dai nostri politici. L’Italia al momento è fatta così. Parafrasando Cavour: “Se vogliamo cambiare l’Italia, dobbiamo prima di tutto cambiare gli italiani”.

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