Archivio mensile:settembre 2013

163. Se per caso cadesse il mondo

giornale tasse lettaVisto che le battute le fa Il Giornale, io posso permettermi di essere serio, per un giorno. Non ne faccio un mistero, sono stupefatto. Avevo sempre scommesso sul fatto che il Governo non sarebbe caduto. Non mi stupisce, infatti, che Berlusconi abbia fatto l’ennesimo colpo di matto, confermando nel videomessaggio di pochi giorni fa l’appoggio al governo e togliendolo ora: mi lascia attonito che i suoi ministri lo abbiano seguito. Molti di loro, infatti, non sono esattamente dei signori nessuno messi lì dal nano scoppiato, sono punti di riferimento di agglomerati di voti con interessi ben specifici. Interessi che mi pare verrebbero lesi sia dalle elezioni anticipate che da un eventuale governo della sinistra col Movimento 5 Stelle.

 

Del resto, Berlusconi afferma di non dormire da 55 giorni. È bello sapere che le sorti del Paese sono affidate alle decisioni di un uomo perfettamente lucido. (@venividi_wc)

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni. L’ultimo lifting non gli consente di chiudere gli occhi.

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni. Sotto la sua finestra continuano a miagolare olgettine in calore.

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni e per questo fa cadere il governo. Se gli viene un attacco di stipsi è capace di rendere illegali i bidet.

 

Quindi alla fine i ministri pidiellini del governo, contro le mie previsioni, si sono dimessi. Non credo, tuttavia, che la mia analisi precedente fosse sbagliata in assoluto. Il punto è che, quando si parla di politica, i fattori sono molteplici. Parlare di politica assomiglia a parlare di fisica o di economia. I fisici e gli economisti costruiscono dei modelli perfetti in cui eliminano tutta una serie di fattori di disturbo. Questi modelli perfetti non esistono nella realtà, ma senza di essi non si potrebbero cominciare i ragionamenti che applicano il modello ideale alla realtà. Spero di essere stato chiaro, che oggi il tempo è tiranno. Ecco, quando si analizza la situazione politica bisogna mescolare l’analisi economica, l’intuizione sulla psicologia delle persone, la comprensione degli interessi in gioco, i rapporti di amicizia, di forza, di affari e di corruzione in atto, le pressioni esercitate da organizzazioni lecite e criminali, le reazioni dell’opinione pubblica eccetera eccetera. I fattori sono tali e tanti che nessuno può conoscerli e soppesarli tutti con esattezza.

Mi soffermo a dire questo per ribadire un pensiero: ci sono soggetti all’interno del Pdl che questa crisi non la digeriscono affatto e che, certamente, stanno ricevendo pressioni da gruppi di potere che li sostengono e che non ne vogliono sapere di tornare alle urne ora. Questo potrebbe condurre ad un appoggio esterno ad un Governo Letta 2 o Governo Grasso o chi per esso. Fare una previsione in questo senso non è facile. Questi eterogenei gruppi di potere sanno bene quanto conta l’impero mediatico di Berlusconi e non vogliono inimicarselo, ma del resto non vogliono sostenerlo se poi tanto Berlusconi se ne frega dei loro interessi. Si potrebbe obiettare: “Perché i ministri del Pdl dovrebbero dimettersi per poi appoggiare lo stesso il Governo? Per due ottime ragioni: la prima è che si sottrarrebbero alla critica di essere attaccati alla poltrona. La seconda è che godrebbero di maggiore agilità nel votare (o meno) la fiducia ai singoli provvedimenti. Diventerebbero l’ago della bilancia, come al tempo furono Casini e Mastella. Si tratta di prevedere le mosse da poker di troppi giocatori, quindi non dico né sì, né no, ma la ritengo la soluzione più probabile.

 

Un’altra chance è quella di un Governo del PD con i quattro senatori a vita, Sel, Scelta Civica e i dissidenti del Movimento 5 Stelle. Un governo risicato, voto su voto, costretto a mediare di volta in volta anche con le altre forze del parlamento, mirato essenzialmente a portare a termine almeno la riforma della legge elettorale. Avrebbe, questo Governo, la forza per fare qualcosa per il Paese? Verrebbe da dire di no, ma siamo pur sempre reduci da un Governo dei continui rinvii e sospensioni. Inoltre, superato grazie ai senatori a vita e ai dissidenti lo scoglio del voto di fiducia, che Grillo non vuole assolutamente dare, si aprirebbero ampi spazi di dialogo col Movimento 5 Stelle. Non ho nessuna simpatia per questo PD figlio delle lobby radical chic e della spesa senza crescita, ma forse, tutto sommato, un Governo del genere potrebbe dar vita ad un’azione più coerente, meno da un colpo al cerchio e uno alla botte.

 

La terza possibilità è quella che vede Napolitano dare l’incarico al Movimento 5 Stelle e il PD dare l’appoggio esterno. Sarebbe un salto nel vuoto totale e temo che Grillo farebbe di tutto per sabotare questa ipotesi, conscio che in questo momento di crisi i suoi sarebbero costretti a scelte ben dolorose e diverse dal reddito di cittadinanza tanto sbandierato. Tuttavia una mossa del genere potrebbe scompaginare non poco le carte in tavola. Anzi: non escluderei che una scelta del genere fosse seguita dalle dimissioni di Napolitano.

 

La quarta possibilità è che Napolitano si dimetta immediatamente, lasciando la patata bollente nelle mani del successore e costringendo il PDL a riallacciare nuovamente il dialogo o ritrovarsi un Presidente della Repubblica dichiaratamente ostile. Questa potrebbe anche essere la contromossa alle eventuali dimissioni in massa dei Parlamentari del PDL. Si dimette anche Napolitano e ciao, senza un nuovo Presidente che possa sciogliere le camere a elezioni non si va.

 

Certo che le dimissioni in massa dei parlamentari di un partito sarebbero uno strappo istituzionale fortissimo. Non è previsto che il potere di sciogliere le camere stia alla minoranza. Sta al Presidente della Repubblica. Se si consentisse alla minoranza di tornare alle elezioni ogni volta che gli fa comodo la governabilità sarebbe compromessa per sempre e questo un Paese non può accettarlo.

 

Tuttavia queste considerazioni non affrontano il punto fondamentale, quello che davvero interessa me e voi che mi leggete, suppongo. Perché noi mica dobbiamo scommettere su quale sarà il prossimo governo. Non ci guadagnamo soldi, non è il totocalcio. Quello che cerchiamo di fare è capire. Capire se c’è speranza, se ci conviene andare all’estero, se e chi dobbiamo votare, cosa dobbiamo pretendere da chi ci chiederà di lasciarlo governare.

 

Ecco un paio di cose che un eventuale Governo di emergenza dovrebbe affrontare per evitare di ritrovarsi in una nuova paralisi.

 

1) Legge elettorale. Osserva Christian Rocca che questa legge elettorale garantisce la governabilità più di qualunque altra, perché chi vince prende tantissimi seggi. Vera la seconda cosa, falsa la prima. Questa legge elettorale rende la Camera totalmente ininfluente. I deputati sono dei meri schiacciabottoni asserviti alla segreterie di Partito. Per quel che fanno potrebbero essere pagati 1000 euro al mese e reclutati in agenzie interinali. Se anche uno alza la testa, il partito lo sfancula in due secondi, perché non è certo in grado di alterare lo status quo. Si noti che avere un certo numero di parlamentari, così come il voto segreto, ha senso proprio per impedire che a decidere tutto siano dieci o venti capopopolo. Per consentire l’emergere della coscienza degli onorevoli di fronte a palesi sporcherie o stupiddaggini. Questa soluzione ha tutti gli svantaggi e nessun vantaggio: la Camera costa tantissimo e non conta niente, anzi, rallenta solo l’approvazione di leggi con passaggi scontati, ma comunque lentissimi e farraginosi. Si decide tutto al Senato, dove la legge non consente di raggiungere maggioranze nette, né spinge a selezionare i migliori. Al Senato il PD e il Pdl hanno gli elementi peggiori, i più asserviti alla direzione del partito, i più disinteressati al destino dell’Italia. La soluzione migliore resta sempre quella di un maggioritario a doppio turno, senza ripescaggi di sorta. Anzi, si dovrebbe ricorrere all’artifizio di consentire a ogni elettore di esprimere due voti. Prima si sommerebbero solo i voti numero 1: se un candidato avrà raggiunto il 50%+1 dei voti, sarà eletto al primo turno. In caso contrario, si sommeranno ai voti 1 i voti 2 e quello che avrà ricevuto più voti (1+2) sarà eletto. I risultati saranno molto simili a quelli di un maggioritario a doppio turno con due vantaggi: si risparmieranno circa 500-600 milioni di euro ad ogni elezione e non avremo l’indecoroso mercato del pesce tra i finti nemici al primo turno che poi trattano l’alleanza per il secondo. La Camera, per come è messa ora, potrebbe tranquillamente essere abolita. I Senatori, selezionati attraverso questo meccanismo, avranno un’autorità ben superiore a quella attuale e dovranno personalmente rispondere ai loro elettori delle scelte fatte, quindi un’azione di Governo meno sclerotica dovrebbe essere garantita.

2) Le riforme istituzionali. I tempi sono davvero brevi. Spero che il Governo a questo punto non si metta in testa di riscrivere tutta la costituzione. Ma se si passasse al monocameralismo e all’elezione diretta del Presidente della Repubblica (con riduzione della carica da 7 a 5 anni) si donerebbe già quel niente di rapidità al sistema di cui oramai si avverte il bisogno.

3) Lo spreco europeo. Chiamo lo spreco europeo il costo enorme a cui siamo sottoposti per il vizio che abbiamo di firmare regolamenti che ci costringono a rispettare certi parametri che poi non rispettiamo. Ogni governo cerca in questo modo di essere l’ultimo governo sprecone, di piazzare i propri amici e costringere poi quello successivo ad essere responsabile. Quello successivo però dice picche, fa pagare all’Italia centinaia di milioni di euro e firma altri regolamenti per costringere chi verrà poi a comportarsi meglio. E così via. Ora davvero alcune cose non sono più rimandabili. Non si può sforare ancora il 3% del Pil. Non si può non rivedere quell’articolo di DUE righe che rende sostanzialmente intoccabili i magistrati che sbagliano. Sono cose che vanno fatte ora, bastano due decreti legge e se non li si fanno ci piomberanno addosso altre stangate. E non sono gli unici casi, ma ad esempio la consueta reprimenda per i ritardi della giustizia richiede un’intervento più studiato che non si approva in quattro e quattro otto.

4) I De Gregorio. Quando Berlusconi morirà, avremo ancora da liberarci di qualche decina di migliaia di De Gregorio. Mestieranti e barattieri, ladruncoli di basso cabotaggio. Anche con la faccia presentabile. Parliamo di PD. Parliamo di Marino. Ignazio Marino, sindaco di Roma, che viene a dirmi che gli oltre 800 milioni di buco del comune non devono essere pagati con le tasse del comune, ma coperte dall’esecutivo. “L’esecutivo” vuol dire gli altri italiani. Che magari il buco non l’hanno fatto. Alemanno si è fatto coprire il buco lasciato da Veltroni, Marino quello lasciato da Alemanno. Fintanto che avere rapporti con la politica e drenare soldi da chi li guadagna a chi ha i contatti politici e mafiosi per appropriarsene sarà più facile che non fare impresa, questo Paese andrà sempre più allo sbando. Se il prossimo Governo dirà a Marino: CAZZI VOSTRI, il miliardo di euro, se lo troviamo, servirà per abbassare l’IVA e non per favorire Roma sulle altre città e non per favorire la FIAT e MPS e le aziende degli amici sulle altre aziende, avrà già fatto qualcosa. E bene faranno i romani a incazzarsi con Veltroni e Alemanno che hanno riempito il comune e le partecipate di fancazzisti pagati.

5) Le possibilità di manovra. Tra euro, fiscal compact, lavoratori pubblici inammovibili, magistratura intoccabile, diritti quesiti, lobby e via dicendo, non capisco nemmeno più che cosa potrebbe fare il Governo, anche se lo volesse. In una situazione così disperata bisognerebbe forse prima di tutto sfidare tutte queste rigidità, a favore del prossimo Governo, quale che sarà, che possa fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano, ma diverse da stare seduti su un treno che corre veloce contro un muro.

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162. Dove c’è polemica, c’è casa

Barilla naziE insomma, per tutta una giornata si è fatto un gran parlare di Guido Barilla che ha detto che nei suoi spot non si vedrà mai una famiglia omosessuale.

Tutto il resto passa in secondo piano, rispetto a un così palese attacco ai diritti civili. Che io me lo vedo il signor Barilla con una farfalla sotto il naso tipo baffetto di Hitler.

(Il giorno prima si piangeva il morto per tutte le aziende italiane svendute all’estero, il giorno dopo si cerca di far fallire la Barilla.)

Barilla: “Nei nostri spot mai una famiglia omosessuale”. Insorge Giovanardi: “Quella omosessuale NON è una famiglia”.

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(SOPRA, il vino con cui Giovanardi accompagna la sua pasta Barilla)

Tutto nasce comunque dalla sparata della Boldrini contro gli spot in cui le donne portano il cibo in tavola su cui mi sono già espresso.

Per evitare discriminazioni d’ora in poi sarà obbligatorio girare gli spot nei sushi bar con il nastro trasportatore.

La Boldrini è uno spot vivente a favore della misoginia (@utenteinstabile)

“Per capire chi comanda, basta guardare chi non vi è permesso criticare.” A occhio e croce non è la Barilla a contare in Italia. E bene così: è un’azienda e deve vendere, non comandare.

Anticipo la critica: “Stai dicendo che comandano i gay?” Non mi faccio fregare. La mia posizione contro l’omofobia l’ho già espressa QUI. L’omosessualità è certamente un argomento su cui si sono creati dei tabù a causa delle oppressioni di cui i gay sono stati vittime. Oggi una lobby gay esiste e credo che non sia un mistero per nessuno. Il fatto che esista una lobby gay non è una buona ragione per non riconoscere ai gay dignità e diritti, però.

Ma il fatto che un’azienda punti evidentemente su un altro target non è un attacco ai diritti di nessuno, lasciamoli vendere a chi vogliono e risparmiamoci acidità per cose che ci riguardano.

Io non so nemmeno se valga la pena dire qualcosa di serio su questa vicenda ridicola, ma lo faccio.

1) La Boldrini dovrebbe farsi un po’ meno i cazzi dei privati e pensare un po’ più all’immagine dello Stato italiano che non gode di buona salute;

2) Per me è inspiegabile come tutti i vip facciano a gara per andare da Cruciani a farsi massacrare. Le polemiche inventate che nascono in quel programma, anche grazie a siti di cosiddetta satira che isolano una frase dal contesto e la fanno diventare quel che non è, sono innumerevoli. Ma sono fatti di privati, quindi, coerentemente, affari loro.

3) Barilla ha solo detto che la loro azienda punta su una immagine moltro tradizionale. A qualcuno piace, altri la ignoreranno. Ma le pubblicità servono a VENDERE, non a cambiare il mondo. Quando un’azienda cerca di mostrare che non punta a guadagnare, ma a cambiare il mondo, c’è qualcosa sotto.

4) Mentre tutti parlavano di linguine e ditalini e di chi serve in tavola a casa Boldrini (il cameriere n.d.r.) passavano in sordina notizie come QUESTA. La UE sanziona ancora una volta l’Italia per le sue leggi che non prevedono la responsabilità civile dei magistrati che fanno cazzate. Sostanzialmente: non solo se un magistrato fa cazzate non paga di tasca sua; non solo questo rende il paese più inefficiente, con danno di tutti; ma anche la UE ci sanziona e noi paghiamo altri soldi per mantenere lo status quo. E smettiamola con la balla che questa cosa sia necessaria per mantenere l’indipendenza dei magistrati, visto che i processi in Germania e in Svezia funzionano molto meglio che da noi.

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161. Come telecom nessuno mai

italia merkelAlfano: “Nessuno fermerà l’alta velocità”. Nuovo capitolo dell’Odissea TAV.

Alfano: “Non fermeranno lo Stato con la delinquenza.” Nonostante quanto vadano di moda le cure omeopatiche.

Prima ai cantieri della Tav si presenta Erri de Luca. Ora Alfano. E poi faranno la tecnica della fusione come Goku e Vegeta.

Roma. Termini cambia nome in “Termini vodafone”. E non avete ancora visto i progetti di Quirinale Fininvest.

Roma. Domani Rosy Bindi e Matteo Orfini annunciano il programma: “Dalla Nostra Parte: Il Partito Democratico e il rilancio della sinistra”. E niente, fa già ridere così.

Rosy Bindi si è gasata per la vittoria della Merkel, notando quante cose hanno in comune.

(C’è mezza Italia che sogna di trasferirsi in Germania e commentatori italiani che si stupiscono che la Merkel abbia stravinto.)

(La culona inchiavabile prende l’iniziativa e ci fotte tutti.)

Cediamo Telecom agli spagnoli, Alitalia ai francesi, Pernigotti ai turchi, l’Inter agli indonesiani, il culo ai tedeschi.

Una tonnellata di cocaina su un volo Airfrance. Ecco come gli è venuta l’idea di impelagarsi in Alitalia.

Una tonnellata di cocaina su un volo Airfrance. Il progresso è portarsi la pista dietro.

L’esorcista Padre Amoth: “I gay sono suggeriti dal demonio”. Ora Le spiego quella vignetta, Padre: il gay è Robin e quello tutto nero che gli dice cosa fare è Batman.

San Pietro: Papa Francesco beve dalla lattina di un fedele. Che poi sarebbe la versione soft di “Non usate il preservativo”.

Medjugorie: una madonna si illumina. Aveva appena miracolato un esule di Fukushima.

La Boldrini si schiera contro gli spot in cui la mamma serve in tavola. Ci sono i camerieri uomini del ristorante della Camera.

La Boldrini era così incazzata che si è dimenticata di dire “genitore 1”.

Ecco le prossime battaglie della Boldrini:

– “La Madonna si illumina e piange e San Giuseppe non fa niente da secoli”.

– “Tutti questi spot sugli assorbenti e non c’è mai un uomo, cosa c’è dietro?”

– “Raffaella Fico dovrebbe mostrare il coraggio femminile di farsi chiamare Fica.”

Saviano condannato per plagio. Si discute se dovrebbe restituire la scorta agli autori originali, ma tanto saranno tutti morti.

Saviano condannato per plagio. Avrebbe copiato la pettinatura di Ronaldo.

Saviano, condannato per plagio, si difende: “è solo lo 0,6% del libro”. Che è un po’ come difendersi dicendo che hai evaso solo lo 0,6% dei tuoi guadagni. OOOOPS.

(A proposito: non si parla già più del videomessaggio di Berlusconi. Ne sta già preparando un altro un po’ più come quello di The Blair Witch Project.)

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160. Il videomessaggio, la magistratura italiana e le soluzioni all’italiana

Berlusconi the ringMa davvero qualcuno ha preferito guardare il videomessaggio di Berlusconi anziché una puntata di The Big Bang Theory?

Io non l’ho voluto vedere. Ci ho pensato e francamente mi è parsa la cosa migliore. Che poi se devo, preferisco sempre guardare il film originale.

(No, con “film originale” non mi riferisco ai video del ’94. Penso a Gremlins.)

Berlusconi è apparso provato, mi dicono. Aveva appena fatto in tempo a nascondere l’ascia con cui gira i filmini per Mistero.

Berlusconi dichiara che non ci saranno conseguenze per il Governo. Però ora che ha visto il videomessaggio, Letta attende la bambina di The Ring.

Comunque ci sono sempre i giudici dietro tutto. 17 settembre: un giudice svedese stabilisce che non è reato masturbarsi in pubblico. 18 settembre: Berlusconi diffonde il suo videomessaggio. Lo vedete il collegamento?

La MAGISTRATURA. Ok. Ragioniamoci un secondo. Esiste una magistratura corrotta? Certo. Sicuro come il pane. Sicuro come le tette in Game of Thrones. Non solo perché recentemente hanno scoperto diversi giudici con le mani in pasta, ma semplicemente perché, in un Paese con un altissimo tasso di corruzione come il nostro, non vedo come si possa ipotizzare che un gruppo di immenso potere come la magistratura possa essere esente dal problema. Sono selezionati con i nostri discutibili concorsi pubblici, non scelti uno a uno dal Santo Graal. Ci sarà gente onesta e gente meno, il problema è chi controlla i disonesti e come. Esiste una magistratura “politicizzata”? Probabile. Fino a qualche decennio fa il fatto era dato assolutamente per scontato, soprattutto nei film e nella cultura “di sinistra” che accusavano la magistratura di essere “di destra” e connivente con la DC. Passato il tempo, tale polemica si è smorzata. Conoscendo come venivano risolti questi problemi nella Prima Repubblica, è legittimo pensare a una qualche forma di lottizzazione. Quindi realisticamente una fetta più o meno ampia dei magistrati con almeno vent’anni di anzianità è riconducibile ai vecchi socialisti, al vecchio PCI o alla vecchia DC.

Ecco tre tipici magistrati con buona anzianità di carriera:

magistrato craxi

 

 

magistrato stalin 2magistrato andreottiSu ciò che è avvenuto negli ultimi 20 anni non mi esprimo, che non sono ancora emigrato. Del resto che esistano correnti delle magistratura identificate sostanzialmente in base alla fede politica è noto, benché io lo trovi aberrante. Ai tempi di mio nonno era considerato assolutamente inopportuno che un magistrato esprimesse pubblicamente posizioni politiche, non parliamo poi di candidarsi. Detto ciò, il fatto che magari esista una parte di magistratura corrotta e/o politicizzata è un buon motivo per ascoltare il messaggio di Berlusconi? Ma neanche per il cazz… ehm, volevo dire, non credo proprio. Qualunque cosa si pensi di Berlusconi, anche i suoi più fedeli accoliti non potranno negare che si è circondato di incompetenti e criminali per attingere a specifici bacini di voti. Non ha voluto certo creare un gruppo di competenti giuristi ed economisti liberali, preferendo circondarsi di commensali arrivisti e volgari. Ha trasformato i problemi della magistratura in problemi suoi personali, come ora sta trasformando il problema della sua decadenza in problema di tutto il Parlamento. Sembra uno di quei bambini ancora troppo piccoli per distinguere tra ciò che è suo e ciò che è degli altri. In un certo senso, se dovessimo prendere sul serio quanto detto da Berlusconi negli ultimi anni, la soluzione dovrebbe essere: “Sfanculiamo Berlusconi, mettiamo avanti nuovi leader che combattano questa battaglia un pochino meglio”.

Il fatto è che il problema della magistratura in Italia si pone tutto su un altro piano. Non è tanto il fatto che esistano alcuni magistrati corrotti o che le idee politiche dei magistrati possano influenzarne le decisioni o minarne la credibilità, quanto il fatto che tutta la divisione dei poteri è così lineare che sembra disegnata da Pollock.

Pollock

L’ex direttore di Liberazione, Pietro Sansonetti, non proprio uomo vicino alla destra, è arrivato ad ammettere che la magistratura ha preso il controllo dell’Italia e altera il senso delle leggi e blocca quelle che non le vanno a genio. O meglio, ogni giudice applica e disapplica quello che gli pare, rendendo molti processi, se il giudice non è coscienzioso, un terno al lotto. Ora col caso Ilva siamo arrivati a mosse talmente deliranti che possono davvero mettere in ginocchio una nazione. Gli interventi a spada tratta che pochi magistrati stanno facendo contro l’Ilva e la famiglia Riva stanno creando pericolosissimi precedenti. Tanto per cominciare: il sequestro Ilva era stato stimato in 950 milioni di euro. Ora: provate a pensare a un ministro che possa decidere con una firma di disporre di una cifra del genere e vi accorgerete che non c’è. Poi provate a pensare come si comporterà un investitore estero che legge che se potra un miliardo in Italia il giudice di turno potrebbe sequestrarglielo e poi si vedrà in futuro se glielo ridarà. Terzo: pensate alle ovvie ricadute che ci sono state sugli altri stabilimenti del Gruppo Riva e che porteranno alla cassa integrazione di 1.300 operai nel nord. Praticamente succede questo: i politici di Taranto prendevano mazzette per lasciare che l’Ilva inquinasse e la gente di Taranto si ammalava; per risolvere la cosa, la magistratura interviene con un provvedimento che fa perdere il lavoro agli operai del norditalia che non c’entrano un cazzo. Per pagare quelle 1.300 casse integrazione serviranno su per giù 26 milioni di euro della comunità. Il settore siderurgico italiano verrà penalizzato a favore di quello tedesco e francese. Pure un giornale non proprio di destra come Linkiesta è arrivato a titolare “la politica indistriale in Italia è fatta dalla magistratura”.

In sostanza, sarebbe necessario riscrivere le regole per evitare che qualcuno, per aver passato un concorso prima dei trent’anni, si trovi poi per passaggi automatici a prendere decisioni che influenzano tutta una città o una nazione. Il problema è che a riscrivere queste regole dovrebbe essere gente come Zanonato, gente come Razzi, gente come Alfano.

Alfano: “Dopo il videomessaggio di Berlusconi tornerà a splendere il sole”.

Ecco il cielo sopra Taranto.

Cielo sopra taranto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PS non causa il cancro.

PPS la magistratura non può sequestrarlo.

159. Thor & Miley make a porno

Thor e MileySi conclude il G20 ed è un Letta entusiasta quello che si presenta davanti ai giornalisti: “Per una volta possiamo dire che l’Italia non è stata trattata come la bambina da mettere in punizione dietro la lavagna”.

Dunque, chiedono i giornalisti, le vostre misure sono state approvate? Avete concluso proficue trattative? “A dire il vero non si è mai parlato di Italia, c’erano problemi più urgenti.”

Letta è come una di quelle ragazzine del liceo che si eccitano sessualmente per i ragazzi che non le cagano di pezza.

Capitelo. Berlusconi lo minaccia, Schifani giura che non durerà, Brunetta è così incattivito che tra un po’ prenderà ad andare in giro con l’ascia come lo gnomo di Mistero. Quando ha provato a parlare con Obama, si è sentito rispondere che ha più futuro Assad.

(Qualcuno deve spiegarmi la politica estera di Obama. In che modo è un successo che ora le armi chimiche della Siria le avrà la Russia?)

(Intanto è stato liberato il giornalista rapito dai siriani, Quirico. Le sue prime parole sono state per avvisarci che la rivoluzione non è laica e democratica, ma guidata da integralisti e tagliagole. Ora per zittirlo Obama bombarderà pure l’Italia)

(Quirico riferisce: “Non sono stato trattato bene”. Un altro choosy.)

(Notizie dai social network: c’è un certo Quiri51 che ha lasciato un commento negativo sulla Siria su tripadvisor, ma Assad gli ha proposto di tornare a sue spese.)

Intanto in Italia tiene banco ancora Berlusconi. Se decade dalla carica, minaccia di far cadere il governo. Se non decade, gli elettori del PD minacciano ritorsioni. Mi sa che stanno entrambi cercando un paio di senatori del PD disposti a fare la figura dello Scilipoti di turno.

(A proposito, Scilipoti fa causa a Grillo che usa “Scilipoti” come sinonimo di traditore. E gli va ancora bene: Vincenzo Monti passò tutta la vecchiaia a dire “Tommasei” per intendere “coglioni”.)

(Le leggi sulla tutela dell’onore non dovrebbero valere per gli onorevoli.)

A difesa di Scilipoti bisogna dire che sì, è andato con Berlusconi. Ma ha tradito Di Pietro!

Cioè, è un po’ come se scopriamo che quella stangona della moglie di Brunetta gli mette le corna.

Tutti parlano della possibile decadenza di Berlusconi da Senatore. Il piano di emettere la decisione il giorno che gioca la nazionale stavolta non ha funzionato.

(Ancora non mi capacito di Scilipoti che si sente leso nell’onore. Dev’essere come quel meccanismo per cui senti ancora male alla gamba dopo che te l’hanno tagliata.)

Insomma, se vi sembra che in questo post si sia detto poco, è perché volevo rendere questa sensazione appiccicosa di rinvii, sospensioni, paure, di equilibri instabili, di impossibilità o incapacità a prendere decisioni. Cambia più l’immagine di Miley Cyrus in una settimana che la politica italiana in venti anni.

(Per chi non lo sapesse: l’ex ragazza dolce della Disney ha appena girato un video in cui, nuda, lecca un martello. Dedicato a chi non batte chiodo.)

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158. Bomba o non bomba

follow your leaderIl Premier inglese, Camero, chiede alla Camera dei Comuni di approvare un eventuale intervento in Siria. La Camera dei Comuni, anche grazie all’appoggio di dieci ministri del Governo Cameron, risponde così:

con un pernacchio in perfatto stile Eduardo de Filippo. Non è cosa di tutti i giorni in terra d’Albione, dove l’ultima volta che la Camera dei Comuni aveva sconfessato il Governo era stato 250 anni fa. A tutti gli effetti questa idea di dichiarare guerra alla Siria pare incomprensibile agli occhi dell’opinione pubblica occidentale. Negli USA addirittura pare che sia contrario l’80% della popolazione, cioè praticamente tutti quelli che non hanno bisogno della parola “guerra” per raggiungere l’orgasmo.

Obama l’ha definita la “guerra dei due giorni”, facendo grattare scaramanticamente i coglioni a tutti coloro che ricordano il seguito di espressioni fortunate come “Guerra lampo” e simili. In Afghanistan e in Iraq si continua a morire come mosche, senza che la stabilità nella regione ne abbia giovato. Ma almeno, in Afghanistan c’era Al Quaeda e in Iraq c’era il petrolio. Con tutti i regimi spietati che ci sono al mondo, chi glielo fa fare agli USA di intervenire proprio in Siria, in una cosiddetta guerra civile in cui combattono più stranieri che siriani già adesso? Perché andare contro l’opinione pubblica e il buon senso in modo così smaccato?

Molti media, come ad esempio il Corriere, ipotizzano che Obama si sia scavato la fossa da solo. Per giustificare la propria neutralità, si era, mesi fa, appellato alla forma del diritto internazionale. “Quelli in Siria sono affari interni, ma se si useranno armi chimiche, vietate dalle convenzioni internazionali, interverremo”. Ora c’è la prova dell’uso di armi chimiche, e dunque per non passare per un quaqquaraquà Obama è costretto alla guerra. Lasciatemi commentare così:

In quale universo parallelo la coerenza è più importante dei sondaggi per un politico? Se non volesse intervenire non interverrebbe. E poi stanno emergendo prove che le armi chimiche sarebbero state usate pure dai ribelli. Non siamo ridicoli. Le prove dell’uso di armi chimiche sono saltate fuori quando si voleva spingere l’opinione pubblica verso l’intervento, e l’imbarazzo di Obama adesso è motivato dal fatto che l’opinone pubblica non si sta facendo convincere tanto facilmente, dopo le guerre CHOUGH CHOUGH non esattamente vinte cominciate da Bush.

In Siria combattono sciiti contro sunniti. I paesi del Golfo, fornitori di petrolio degli USA, premono per una vittoria dei ribelli. Russia e Iran per quella di Assad. Per questi paesi, dalla situazione in Siria dipendono molti assetti. Posso solo ipotizzare che l’Oman, aperto principale finanziatore dei ribelli, abbia promesso catervate di soldi ai paesi che interverranno, o qualcosa del genere.

Tutto questo per dire cosa? Che francamente troverei molto saggio starne fuori. Molto brutto scoprire che sono morti molti bambini in Siria, ma durante le guerre muoiono molti civili e tra questi pure dei bambini. L’esperienza in Iraq ci insegna che non smetteranno di morire dopo le bombe americane e quello che si sta cercando di fare è solo di obnubilare la mente razionale e generare una risposta del genere:

Provoco. Visto che il Premier Letta mostra il consueto coraggio da leone italiano nel prendere posizione (saremmo contrari, ma capiamo gli USA, sentiremo l’ONU, per l’uso delle nostre basi si vedrà), perché non instaurare una nuova strada che salvaguardi l’ignavia italica col bisogno di sparagnare dettato dalla crisi economica?

Ci sono paesi che hanno l’oro. Altri, hanno il petrolio. Li considerano risorse naturali preziose e li vendono a chi paga, senza porsi implicazioni etiche. Facciamo lo stesso con le risorse naturali che abbiamo noi: le basi necessarie a bombardare il nordafrica. Anziché rimetterci all’ONU, istituamo una bella asta tra Paesi del Golfo e Russia, chi offre di più può usare le nostre basi per bombardare o non bombardare nella prossiam guerra inutile. Base d’asta due miliardi, il necessario per non aumentare l’IVA.

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