Archivio mensile:ottobre 2013

171. Renzi, Destra e Sinistra

destra sinistraIn un libro di Milan Kundera, a un giovane viene chiesto di preparare alcuni cartelloni per una manifestazione del Partito Comunista Cecoslovacco. Questi ci si mette con entusiasmo, ma quando poi si arriva al vaglio del caposezione, le cose non vanno per il verso giusto.

Questi ne prende uno e lo legge. “Per un’Europa comunista, per una famiglia comunista”.

“Molto bene”, dice, “ma dobbiamo ancora decidere cosa intendiamo. La fedeltà comunista contro la promiscuità borghese, o la libertà sessuale comunista contro la repressione borghese? Finché non abbiamo deciso, meglio soprassedere”.

Ho l’impressione di assistere ancora a discussioni di questo genere quando si parla di “destra” e di “sinistra”. In particolare quando ci si chiede se Renzi è ancora, o meno, di sinistra. Fondamentalmente le parole destra e sinistra sono un convenzione. Le utilizziamo per indicare i due partiti di un sistema bipolare o i due estremi di un sistema multipartitico, dove per estremi non si intende che sono l’uno l’opposto dell’altro, ma che difficilmente troveranno un accordo per governare assieme.

Prendiamo ora quattro caratteristiche che possono essere utilizzate per individuare un partito.

1) Punti strategici. Corrispondono a pochi punti fermi, chiari, che puntano a un elettorato che in essi riconosce senza se e senza ma. Per contro perderò chi ha la posizione diametralmente opposta e diverrò anzi con questi inconciliabile. Facciamo rientrare in questo punto anche le istanze di carattere autonomista/indipendentista/territoriale.

2) Struttura interna al partito. In Italia la questione è stata messa in ombra fino a poco tempo fa, oggi invece è molto dibattuta. Il Pdl (Forza Italia?) diviso tra i fedeli al leader e i congressuali, la Lega rivoltata come un calzino, il Pd che fa delle primarie un punto di forza, Grillo che promette la democrazia elettronica partecipativa. Come le nuove idee emergeranno in un partito dipende dalla sua struttura interna.

3) Più Stato vs Meno Stato. In generale una tipica distinzione tra formazioni politiche consiste nella quantità di intervento statale che si ritiene auspicabile. Vi è chi prometterà di ridurre la spesa e i poteri del pubblico e chi vorrà aumentarli regolamentando. Spesso a questa distinzione corrisponde anche una posizione sul mercato del lavoro: chi è meno propenso all’intervento statale sarà anche favorevole a meno vincoli per le imprese e viceversa. Non è però detto, come si vede nei paesi nordici.

4) Più valori tradizionali vs più progressismo,  scientificità e laicità. “Piano col cambiare i valori dei miei nonni che hanno combattuto sul piave” vs “Ehi, lo fanno tutti, vuoi che rimaniamo indietro proprio noi?” Si spiega da sé, direi.

Ovviamente non solo le sfumature sono infinite, ma le combinazioni lo sono. I Radicali sono laici e liberali. La DC era statalista e tradizionalista. Il PC era statalista e progressista, ma molto poco statalista quando si trattava di reprimere la criminalità di cui andavano ricercate le cause sociali. Ecc. ecc. ecc.

In questo senso “destra” e “sinistra” sono parole vuote. Verranno utilizzate ancora a lungo coi contenuti che daremo loro domani.

Quello che è interessante del discorso di Renzi è che si sta spostando “a destra” perché per anni la “destra” ha fatto una politica di “sinistra”. La spesa pubblica è cresciuta, la burocrazia pure, non si è liberalizzato un bel niente. La polemica destra vs sinistra si è trasformata in una polemica interna al PD perché la destra ufficiale è sclerotizzata attorno a Berlusconi e al suo carisma personale.

Renzi sta andando a colmare un vuoto e, se non l’avesse fatto lui, lo avrebbe fatto qualcun altro. Ovviamente abbiamo ancora tantissimi legami emotivi con queste due parole e facilmente ci arrabbiamo con chi si appropria delle “nostre” parole per dire qualcosa che non corrisponde alle “nostre” idee. Ma potrebbe anche essere una buona occasione per concentrarsi finalmente sulle idee, costringendo i politici a metterle sul piatto, e non sulle parole.

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PS so che stavolta non vi ho fatto ridere. Ma perché dovrei farlo io, quando ci ha già pensato Gaber?

170. Niente muore, tutto si Transformer

Morto Lou Reed, leader dei Velvet Underground. Gesti di disperazione tra le fan più accanite.

banana impiccata

 

 

 

 

Potete trovare l’articolo scritto da Rolling Stone su Lou Reed QUI.

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169. AbBINDIlati

La giornata si apre con l’ex parlamentare Giuliano Cazzola.

Giuliano Cazzola: “Italia il paese meglio governato negli ultimi 20 anni”.

Finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo. Cazzola EROE!

Supercazzola.

(Qui in foto)

Supercazzola

Rosy Bindi eletta Presidente della Commissione Antimafia. Avrebbe preferito essere trombata.

Il Pdl in rivolta contro l’elezione di Rosy Bindi. “La Mafia esige rispetto.”

Prime parole di Rosy Bindi dopo l’elezione: “Ricucire lo strappo.” Aha, allora non è vergine!

In realtà questa mossa va vista in chiave politica. La nuova DC vuole dare un segno di discontinuità da quella vecchia -> “Non accetto lezioni di etica dalla Bindi: è brutta, cattiva e cretina.” (Francesco Cossiga)

Il Pdl che si lamenta della Bindi eletta a tradimento somiglia a Monti che accusa la Bignardi di avergli messo in braccio la cagnolina Empy.

Non ci posso credere. Casini è talmente viscido che è riuscito a farmi riuscire simpatico Monti.

Una volta a una gara di simpatia Casini vs Rosy Bindi ha vinto “vs”.

Alla fine come si può commentare una scelta del genere? Probabilmente è il classico promuoveatur ut amoveatur. Peccato che la Commissione Antimafia dovrebbe essere qualcosa di più di una poltrona per (in)utili idioti di turno. E avrei anche qualcosa da dire sull’onestà della signora Bindi, che usò i suoi uffici per ottenere per 400.000 euro una casa che valeva circa il doppio, come ricordato QUI.

In questi giorni in cui si fatica a trovare spazio per discutere di qualcosa che non sia la decadenza di Berlusconi non è male ricordare ancora una volta che, liberatici di lui, resteranno alcune decine di migliaia di Bindi, Zanonato e Razzi di cui liberarci. Non credete alle facili soluzioni.

Potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK. E per ottenere il vostro like non ho messo nessuna foto della Bindi.

Il Supercazzola è di Nicolò Maniero che ultimamente si è dato all’illustrazione per bimbi. Considerate il tasso di natalità in Italia e premiate il coraggio visitando il suo blog.

168. Un vaso di nutella col mio nome

fidatevi italianiLetta: “L’Italia è indietro con l’agenda digitallle.” Le due “L” in più sono un errore dello stenografo.

Letta: “L’Italia è indietro con l’agenda digitale.” Con ciò intendendo che Zanonato non riesce a scaricare l’antivirus.

Per Fassina le agendine della banca vanno bene lo stesso.

(Fassina crede nelle nuove tecnologie. Lui è uno che ha bisogno del correttore automatico anche quando pensa.)

Ma il fatto è che questo Governo ci è nato, in ritardo. Ho sostenuto fino a poco fa che far cadere il governo adesso fosse folle, ma l’ultima, annunciata legge di stabilità ha modificato i parametri. Le larghe intese dovrebbero avere come scopo di imprimere un’azione profonda nello stato, su pochi punti condivisi, confidando in una larga maggioranza parlamentare. Se devono condurre a una sostanziale paralisi non hanno senso. Non mi metto nemmeno a fare un’analisi dettagliata degli interventi annunciati, che verranno pure probabilmente annacquati e stravolti in parlamento. Tutti i commenti sono unanimemente negativi. Ne faccio proprio una questione di rapporto Stato-Cittadino. Anche in carenza di fondi alcune cose si possono fare. Eliminare la burocrazia, per esempio. Questo comporta una riduzione dei costi e libera risorse dei cittadini. Per esempio la vendita di immobili. Non attraverso Invimit, la nuova, ennesima costruzione dello Stato per vendere gli immobili inutilizzati, il cui Amministratore Delegato è il fu capo gabinetto di Tremonti, memore della bella esperienza di Patrimonio S.p.a. Bisognerebbe fare una gara tramite un fondo privato che venda al miglior offerente, invece se va bene venderemo tramite amici ad amici di amici. Si potrebbero nazionalizzare le droghe leggere. Liberi immediatamente risorse della polizia (che tanto questa battaglia la sta perdendo, visto che acquistare una canna è facile per chiunque), sottrai risorse alla mafia e alla camorra, guadagni miliardi in tasse.

Ma quello che sta accadendo è che ci stanno spezzando la schiena. Con le tasse, con le bugie, con il non cambiare nulla, col farci sentire rassegnati. Salviamo Alitalia. Diamo incentivi ai gestori di slot-machines. Sappiamo tutti che queste cose sono sbagliate, nessuno è così coglione da non capirlo. Ma non possiamo fare niente, organizzare un partito da zero è un casino. Sanno che la gente diventerà davvero violenta solo quando non avrà più da mangiare e sperano che ciò non accadrà per qualche favorevole congiuntura internazionale che farà un po’ ripartire l’economia. Intanto prendono i soldi dove ci sono. Dove non si può scappare. Io ho svolto un lavoro di tre anni per una pubblica amministrazione. Ora, per certificarmi il lavoro già svolto, mi chiedono 150 euro mai pattutiti. Ma che servizio ho avuto, io, in cambio di quei 150 euro? Che giustificazione hanno? Loro il lavoro lo hanno avuto, a me il certificato serve. Se lo fa un privato, si chiama estorsione.

Non siamo più alla politica spendacciona. Siamo più a livello del Valvassore medievale che, avendo contratto debiti col Vassallo, spreme i servi della gleba fintanto che può e intanto fa la vita da castello.

Grazie a Dio è una cifra che posso permettermi, ma mi ha fatto sentire frustrato. Avevo voglia di antidepressivi, di cioccolato, e per questo mi sono ordinato un vaso di nutella personalizzato col nome sopra. Ma siccome non voglio dimenticare con chi sono arrabbiato, perché sono arrabbiato, sul vaso di nutella ho fatto scrivere: SUDDITO.

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167. Nobel e Ignobel 2013 – PARTE SECONDA

una_vignetta_sulla_crisi_finanziaria_globale_a_opera_della_satira_in_diretta_a_cura_dello_studio_d_arte_andromeda_al_festival_dell_economia._-_29_05_2009_imagelargeTanto per cominciare, permettetemi di essere soddisfatto di me. Nell’ultimo pezzo avevo previsto il Premio Nobel alla Munro e ho indovinato. Non chiedetemi i numeri del lotto, però, che quelli sono monopolio dei fantasmi dei nonni.

In realtà la considerazione che mi ha fatto scommettere sulla Munro è essenzialmente di carattere politico, quindi sono un po’ triste per avere indovinato. Del resto non è una cosa nuova. François Mauriac, premio Nobel, diceva che il Nobel non lo vince mai il miglior scrittore, ma il miglior moralista. Diciamo che vincere il Nobel è come diventare Ministro per l’Economia: non vuol dire che sei il miglior economista, anzi, se succede è un po’ un caso.

(Nobel per la Letteratura a una canadese. Scrive freddure.)

Nobel per la Pace all’Opac, l’agenzia che si occupa dello smantellamento delle armi chimiche di chi non finanzia l’Opac.

In Svezia sono strani. Danno il Nobel per la Pace all’agenzia che lotta contro le armi chimiche, ma non aiutano l’Italia quando c’è da diffondere il bidet.

A proposito di armi chimiche: nessuno vuole accettare la salma di Priebke. Io, per pace e per contrappasso, lo cremerei.

Morto Priebke. È stato il dispiacere per non aver vinto il Nobel per la Pace.

Morto Priebke. Dopo la guerra si era convertito al cattolicesimo. Ma lui non è riuscito a diventare Papa.

Morto Priebke, in ottima salute fino a 100 anni. Perché mangiava i fagiolini da 80 euro al kg di Berlusconi.

(Per chi se lo fosse perso: la Pascale racconta che, prima che arrivasse lei a prendersi cura di Silvio, Berlusconi pagava i fagiolini 80 euro al kg. Praticamente si aspettava che voi viveste con 5 kg di fagiolini al mese)

Ma torniamo ai Nobel. Nobel per l’Economia a Fama, Shiller e Hansen. Ma lo meritava l’ortolano di Berlusconi.

Premio Nobel per l’Economia a Fama, Shiller e Hansen. Il secondo ha criticato il primo e il terzo si è limitato a fornire gli strumenti a tutti e due. Premiarli assieme è un po’ come dire che duemila anni fa dovevano vincere la causa Gesù, Caifa e Ponzio Pilato.

Nobel per l’Economia a Fama e Shiller, che sostengono tesi diametralmente opposte. AVETE ROTTO IL CAZZO CON STE GRANDI INTESE, CAPITO?

Ma per me il momento più atteso dell’anno è quello dei premi igNobel.

Proseguendo dal post precedente, per esempio: Premio igNobel per la Biologia e l’Astronomia a Eric Warrant per aver dimostrato che lo scarabeo stercorario si orienta guardando la via lattea. Così non deve abbassare il mento per guardarsi attorno.

Premio igNobel per la Psicologia a Laurent Bègue, Brad Bushman, Oulmann Zerhuni, Baptiste Subra e Medhi Oura per aver dimostrato che le persone ubriache sono convinte di essere attraenti. L’esperimento si è svolto osservando gli ubriachi che provavano a limonarsi uno specchio.

Premio igNobel per Ingegneria e Sicurezza al compianto Gustano Pizzo per un meccanismo che intrappola, impacchetta e catapulta fuori dall’aereo i dirottatori, attaccati a un paracadute. Il mirabolante sistema si compone di Steven Segal più un paracadute.

Premio igNobel per la chimica a Shinsuke Imai, Nobuaki Tsuge, Muneaki Tomotake, Yoshiaki Nagatome, Tsuyashi Nagata e Hideiko Kumgai per aver dimostrato che il meccanismo per cui tagliare le cipolle ci fa piangere è più complicato che trascrivere i nomi degli autori di questa ricerca senza refusi.

Premio igNobel per l’Archeologia a Brian Candrall e Peter Stahl per aver mangiato un toporagno morto e aver passato i giorni successivi a esaminare le proprie feci per capire quali ossa vengono digerite dagli umani e quali no. Buone notizie, pare che noi italiani ancora per un po’ non moriremo di fame.

Premio igNobel per la Salute Pubblica a Kasian Bhanganada, Tu Chayavatana, Anunt Tonmukayakul, Piyaskol Sakolsatayadron, Kirit Komoratal, e Henri Wild per la tecnica medica prescritta per un’epidemia di amputazioni del pene in Siam, tecnica che però non raccomandano nel caso che il pene amputato sia stato parzialmente mangiato da una papera. (No, questa non è una battuta)

(Un pene mangiato da una papera. Tutti i papaveri d’Italia si toccano.)

Premio igNobel per la Probabilità a Bert Tolkamp, Marie Haskell, Fritha Langford, David Roberts e Colin Morgan per aver mostrato che più una mucca è stata sdraiata a terra, più è probabile che si alzi (Mucca 1 – Italia 0) e che inoltre dopo che la mucca si è alzata, non è facile prevedere quando si sdraierà di nuovo (e poi il vero Nobel per l’economia è andato a chi ha dimostrato che non è facile prevedere l’andamento dei mercati. A sto punto lo avrei dato a quelli delle mucche).

Premio igNobel per la Pace all’amato dittatore bielorusso Lukashenko e ad un suo anonimo ufficiale. Il primo per aver reso illegale applaudire in pubblico, il secondo per avere arrestato un uomo con un braccio solo accusandolo di avere applaudito.

(C’è anche un detto buddista: “Che rumore fa una mano sola che applaude?” “CLANK CLANK di chiavi e di cella!”)

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166. Nobel e Ignobel 2013 – Parte prima

innovazione-socialePremio Nobel per la Medicina a Rothman, Shelkman e Sudhorf per aver spiegato perché il traffico di molecole tra le cellule non è come quello di Roma.

(Sostanzialmente hanno scoperto come fanno le cellule a guardare dove vanno. Anziché gridarsi “GUARDA DOVE VAI!”)

Premio Nobel per la Fisica a Englert e Higgs per la scoperta del famoso bosone. Oddifreddi soddisfatto perché non hanno premiato anche Dio.

(Dio ha commentato che, anche se non ha ricevuto l’assegno, gli resta la soddisfazione spirituale.)

(Esclusione giusta, comunque. Dopotutto Dio ha fatto solo una particella del lavoro.)

Premio Nobel per la Chimica a Karplus, Levitt e Warshell per aver progettato i programmi che riescono a seguire le rapidissime trasformazioni chimiche. Su Mastella non funzionano.

Ma come molti sanno, ogni anno si assegnano anche i premi Ignobel per le ricerche più improbabili. Premi divertenti e che fanno anche pensare, talvolta.

Premio Ignobel per la medicina a Masateru Uchiyama, Xiangyuan Jin, Qi Zhang, Toshihito Hirai, Atsushi Amano, Hisashi Bashuda e Masanori Niimi per aver mostrato che i topi che subiscono un trapianto di cuore sopravvivono in media 27 giorni se durante l’intervento ascoltano Verdi e solo 11 se ascoltano Enya. Se invece ascoltano Justin Bieber viene loro l’acne.

Per la fisica premiati Alberto Minetti, Yuri Ivanenko, Germana Cappellini, Nadia Dominici e Francesco Lacquaniti grazie alla scoperta che alcune persone potrebbero essere in grado di correre sulla superficie di uno stagno, se sia le persone sia lo stagno si trovassero sulla luna. Che è un po’ come dire che se l’Italia non corre è perché manca la stabilità.

Nei prossimi giorni completeremo l’elenco dei premi Nobel e Ignobel. Chiudo con un paio di considerazioni:

Domani dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, visto che spesso la giuria fatica a trovare un accordo in tempo) assegnarsi il Nobel per la letteratura. La mia previsione va per Alice Munro. Il mio tifo è tutto per Kundera, che non vincerà mai perché i giurati sono dei parrucconi. Tifo in subordine per Zagajewski che non vincerà perché se no pare che premino solo poeti polacchi, per Pynchon che non vincerà perché tanto non andrebbe a ritirare il premio e Murakami Haruki che non vincerà perché secondo me non premiano due asiatici di seguito, ma qui forse sbaglio. Tifo al contrario per Adonis. Non voglio vedere premiato ora un siriano, solo per vedermi sommerso di articoli politici che lo tirano per la giacchetta.

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165. Politica e poesia

rainbow immersionOggi voglio provare qualcosa di leggermente diverso. Un post che mancherà di vera unitarietà. Un post in cui cito alcuni brevi interventi o pezzi altrui commentandoli brevissimamente. Se tutto va bene avremo un ponte tra la settimana passata e quella futura che finirà spontaneamente per assumere coerenza.

PRIMO POST:

CAPITANI CORAGGIOSI

Con parole semplici e cifre esatte, abbiamo qui la dimostrazione di due fatti. 1) Berlusconi e il PD hanno attuato politiche molto simili con amici diversi; 2) Il danno che ci ha fatto questo “capitalismo di stato” è incalcolabile e continuiamo a pagarlo – e continuiamo a insistere su questa strada anche oggi ; 3) Berlusconi non deve essere rimpianto, visti gli evidenti errori che ha fatto alla guida del Paese. Non dalla destra liberista, che liberista non è stato, non da quella popolare, che certamente non ha favorito investimenti sulla “gioventù nazionale”.

SECONDO POST:

L’IRLANDA E IL MITO DI ENDIMONE

A Endimone Zeus chiede di esprimere un desiderio. E questi chiede di poter dormire per sempre, eternamente giovane. Ecco, questo paiono aver chiesto le camere alte di mezzo mondo o, in alcuni Paesi come il nostro, la camera bassa. Il sistema bicamerale perfetto si è dimostrato totalmente inadatto ai tempi, sicché i paesi meglio organizzati del mondo come Nuova Zelana, Svezia, Danimarca hanno abolito il Senato. Oggi si vota in Irlanda per fare altrettanto. Da noi sarebbe se mai da abolire la Camera, che vanta il doppio dei rappresentanti e, col sistema elettorale attuale, presenta per forza di cosa maggioranza bulgare e voti scontati. Il sogno di pigri, sfaticati, intellettuali mantenuti, amichetti da premiare coi soldi pubblici. Gente pagata praticamente per dormire e che, se lavora, lo fa perché le va. Forse potremmo svegliare questa gente anche noi. Proprio questi ultimi anni, in cui sostanzialmente la Camera non ha avuto da lavorare, ci hanno mostrato la sua inutilità.

TERZO POST:

“Ogni giorno nel mondo muoiono circa 150 mila persone. Alcune di queste morti, una percentuale minuscola, ci toccano nel profondo. Delle altre non ce ne frega comprensibilmente niente. Quali morti tolgano veramente il sonno o cambino sul serio la nostra giornata in peggio dipende dalla sensibilità di ognuno, e riguarda un aspetto piuttosto interiore della nostra coscienza. Questo bisogno di dire per forza qualcosa di retorico io non lo capisco. Passi per premier, papi e politicanti vari che sono obbligati a farlo, ma perché ogni singolo cittadino si senta in dovere di dire la sua cazzata è veramente un mistero. Forse pensate sia un modo per dimostrare al prossimo di essere delle belle persone. Beh, non è così.” (Ancora una volta del mio amico Tommaso)

Credo che tutti possano convenire che c’è qualcosa di strano. Muoiono milioni di persone. Ci sono tragedie infinite in ogni luogo del mondo. Quella che è avvenuta oggi è appena al largo delle nostre coste e per questo siamo costretti ad accorgercene. Eppure non mi sentirei di dire che tutti quelli che sono shockati se ne freghino e vogliano solo apparire belli. Per niente. Io personalmente sono rimasto molto shockato da alcune immagini riportate in passato dalla TV. Non da queste, che non ho visto, per ragioni di lavoro. Sono solo cosciente che sono morte delle persone e me ne dispiaccio umanamente. Qualcuno si comporterà simulando una partecipazione, qualcun altro la proverà davvero, qualcun altro ostenterà invece cinismo. Ma la mia riflessione è un’altra: ovvero che, se mai, il punto è la decisione presa da qualcuno, sui media, di quando dobbiamo essere shockati, di quando possiamo fregarcene, di quando è più importante il risultato della partita di calcio. Si tratta comunque e sempre di tentativi di causare nelle masse una risposta emotiva. Ecco, io vorrei lasciare l’emotivo ai miei rapporti privati. Alle mie amicizie, ai miei amori, ai miei lutti. Un fatto come quello di Lampedusa preferirei fosse affrontato con lucidità e senza retorica. Che piano abbiamo di accoglienza? Che alternative all’accoglienza? Se, come dice il Corriere, sono previsti due milioni di arrivi a seguito delle varie crisi in nordafrica, come pensiamo di gestire altri due milioni di disoccupati, oltre a quelli che già oggi non riusciamo a gestire? Non sono domande retoriche, sono domande. E non richiedono risposte retoriche, richiedono risposte. Forse non saranno due milioni, ma arriveranno e non possiamo far finta ogni volta di essere stupiti, come se proprio fosse impossibile aspettarselo.

QUARTO POST:

Lava

E se Eraclito e Parmenide
Avessero ragione contemporaneamente

E due mondi esistessero affiancati

Uno tranquillo, l’altro folle; una freccia

Scocca immemore, l’altra indulgente

La osserva; lo stesso flutto si frange e non si frange,

Gli animali nascono e muoiono allo stesso istante,

Le foglie di betulla giocano col vento e al contempo

Si struggono in una crudele fiamma rugginosa.

La lava uccide e serba, il cuore batte e viene colpito,

C’era la guerra, la guerra non c’era,

Gli ebrei sono morti, vivono gli ebrei, le città bruciarono,

Le città rimangono, l’amore avvizzisce, il bacio è eterno,

Le ali dello sparviero devono essere brune,

Tu sei sempre con me, anche se non ci siamo più,

Le navi affondano, la sabbia canta e le nuvole

Vagano come veli nuziali sfilacciati.

Tutto è perduto. Tutto incanto. I colli

Reggono cauti lunghi stendardi boscosi,

Il muschio sale sul campanile di pietra della chiesa

E con labbra minute timidamente loda il settentrione.

Al crepuscolo i gelsomini brillano come lampade

Folli stordite dalla propria luce.

Nel museo davanti a una tela scusa

Si stringono pupille feline. Tutto è finito.

I cavalieri galoppano su cavalli neri. Il tiranno scrive

Una sgrammaticata condanna a morte.

La giovinezza si dissolve nell’arco

Di un giorno, i volti delle fanciulle si fanno

Medaglioni, la disperazione volge in estasi

E i duri frutti delle stelle crescono nel cielo

Come grappoli d’uva e la bellezza dura, tremula, immota

E Dio c’è e muore, la notte torna a noi

Sul fare della sera, l’alba è brizzolata di rugiada.

(Zagakewski)

Perché una poesia? Presto detto. La settimana prossima verrà assegnato il Nobel per la letteratura. Il premio per antonomasia per la scrittura di nicchia, che spesso, ma non sempre, vende poco. Che comunque non viene affrontata pensando a lauti guadagni e quando questi arrivano è una sorpresa. Una scrittura faticosa che testimonia attenzione all’umano, perché altrimenti non si porrebbe tanta meticolosa cura in qualcosa di così strutturalmente inutile. La letteratura muove le opinioni meno della TV, meno della radio, meno della pubblicità e dei governi e soprattutto meno dei soldi. Trovo un gran peccato che la commissione che assegna il Nobel abbia finto per immischiarsi tanto nella politica, perché se c’è una cosa che la letteratura dovrebbe insegnarci, è proprio a non ridurre tutto a politica, a guadagno, a retorica pubblica. A salvaguardare la ricerca per sé stessa, il bello per sé stesso, l’inutile per sé stesso, perché senza di esso siamo macchine da produzione e non uomini.

Ogni tanto bisogna correre il rischio che le scimmie prendano il potere, se non si vuole diventare noi le scimmie.

LE SCIMMIE

Un giorno le scimmie presero il potere.

Si infilarono alle dita anelli d’oro,

Indossarono camicie bianche inamidate,

Fumando sigari avana profumati,

Costrinsero i piedi in scarpe nere di vernice.

Non lo notammo perché eravamo intenti

Ad altre occupazioni: chi leggeva Aristotele,

Chi proprio allora viveva un grande Amore.

I discorsi dei potenti si fecero caotici,

Persino farfugliani, comunque non li ascoltavamo

Mai attentamente, era meglio la musica.

Le guerre divennero ancora più selvagge, le carceri

Ancora più fetide di un tempo.

Le scimmie, a quanto pare, avevano preso il potere.

(ancora Zagajewski)

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