Archivio mensile:novembre 2013

180. Che due (decadi di) palle

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Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo.

Per chi dovesse leggere questo post in futuro, o per quelli appena scesi su questo blog dal pianeta Mercurio, oggi, 27 novembre 2013, Berlusconi è stato dichiarato decaduto.  Dopo quasi 20 anni non è più né parlamentare, né membro del governo.

Quindi. Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo. A parte le pubblicità dei succhi di frutta danesi, grazie al cielo.

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La cosa divertente è che i suoi l’han presa bene.

La Carfagna: “In senato l’odore malevolo della mandorle amare”. Cazzi, si dice cazzi amari. L’odore dovrebbe conoscerlo.

Bondi: “Dovrete vergognarvi davanti ai vostri figli”. Non ha colto la poesia del momento.

Casini: “Non possiamo liquidare la storia di 20 anni come un evento criminale”. Facciamo 150.

Giovanardi: “La pagina più brutta della storia di questo Paese”. Poi gli han spiegato che “inculare Berlusconi” era metaforico e si è tranquillizzato.

(Berlusconi decade, l’uranio decade e gli zigomi della Santanchè stanno ancora sù.)

E pure fuori. Gente che cerca di DARSI FUOCO. Un fedele che si spoglia nudo e chiede a Berlusconi di mantenerlo. Cartelloni rimossi dalla polizia che diventano un caso (qui bisogna essere onesti: in anni di manifestazioni in tv ho visto cartelloni ben più indegni di quello con scritto “colpo di stato” non venire toccati). Donne listate a lutto.

Il Giornale durante il pomeriggio titolava sobriamente “Caccia ai berlusconiani”, come se d’improvviso da Palazzo Madama avessero sguinzagliato i doberman sulla folla inerme.

Titolo dopo la decadenza: “è morta la libertà”, in diverse lingue, incluso il giapponese. I numerosi lettori giapponesi de Il Giornale ringraziano per la notizia. Poi chiedono chi sia sto Beluconi.

(Domani potete telefonare alla redazione de Il Giornale per chiedere loro che significano davvero i vostri tatuaggi.)

(Sì, la risposta vi spiegherà perché quella volta un giapponese vi ha infilato 50 euro tra le tette.)

Di segno opposto, ma altrettanto sobrio, il Fatto quotidiano: “Espulso il pregiudicato”. (Espulso? Sono stati i cartellini rossi comunisti?)

Anche Berlusconi era affranto. Si sarebbe tirato su se avesse realizzato quante donne si sono masturbate guardandolo decadere.

Ma se guardiamo ai fatti, trovo che tutta la vicenda sia grandemente fraintesa.

Ci sono diverse ragioni per cui non è che ci sia molto da gioire e, in un certo senso, nemmeno da parte grillina.

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1) Berlusconi decade. Bene, ma era più un simbolo che altro. Proprio Grillo ha mostrato a tutti che per certi versi fare politica fuori del Parlamento può essere pure conveniente.

2) Berlusconi è stato l’espressione di una certa classe dirigente. Finché quella classe dirigente c’è, esprimerà anche un leader, magari meno pirotecnico di Berlusconi, ma non certo migliore.

3) Berlusconi è stato sicuramente un pessimo Presidente del Consiglio e una persona poco limpida, ma i processi contro di lui sono stati tutti gestiti in modo discutibile. Una delle tante mosse compiute dai giudici per condannare Berlusconi forzando la legge potete leggerla QUI, ma non è certo l’unica. Possiamo essere contenti di essercelo tolto di torno, forse, ma ora vorrei anche la testa di chi ha fatto cadere la sua, giusto per essere sicuro che prima o poi il Presidente del Consiglio ce lo potremo scegliere.

Personalmente sono contento della decadenza di Berlusconi solo perché il contrario sarebbe stato intollerabile. Per quanto sospetti siano i processi che gli hanno fatto, non si può pretendere che i cittadini sottostiano alle leggi se non vi sottostanno i senatori. Quindi che se ne vada a pedate nel culo.

Quando ho iniziato a scrivere questo post, pensavo di fare un’analisi molto più dettagliata della situazione politica e degli effetti che avrà la decadenza di Berlusconi. Ci ho ripensato strada facendo perché credo che ripeterei cose già dette diverse volte. Le cose che bisogna ricostruire ora sono le stesse che bisognava ricostruire ieri: partiti non sclerotizzati, aperti a dinamiche interne, leader che cambino senza che ciò diventi una dramma sanguinolento, cittadini disposti a cambiare voto a seconda delle facce e dei programmi e non fidelizzati a vita perché tutti gli altri sono il demonio. Smantellamento dell’abnorme pubblica amministrazione, riforma della giustizia civile e penale, abolizione del bicameralismo. Direi anche presidenzialismo, se non altro per avere i limiti di mandato e impedire che le stesse due-tre persone si alternino al governo per vent’anni.

Ma poi penso anche che c’è tanta gente che esulta. Gente felice che stappa lo spumante. E per fare tutte queste cose l’Italia ha bisogno di entusiasmo e voglia di crederci. Se la decadenza di Berlusconi vi motiva, che siate di destra law and order (laddove Berlusconi è stato senza legge e disordine), di sinistra, grillini o liberali, siate felici e motivati.

E intanto che ascoltate, se volete, mettete un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore, che è un bel modo per supportare chi scrive.

179. Il bilancio dello Stato spiegato a Duke Nukem

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Questa è la sensazione che volevo trasmettere alla fine del pezzo scorso, che potete trovare QUI. Non è necessario leggerlo prima di questo. Ma almeno dovreste sapere che stavo cercando di spiegare a Duke Nukem perché l’Italia deve recuperare ogni anno, fino al 2028, una quarantina di miliardi di euro all’anno.

Non male, pensando che ultimamente facciamo finanziarie da 4-5 miliardi. Ma ce la possiamo fare? La risposta da vero duro dei film anni 80 è “Ce la dobbiamo fare”. Poi il vero duro spegne il sigaro e carica il mitragliatore, le donne sudano e svengono travolte dall’ormone, i ragazzetti lo invidiano e cominciano a fare palestra, i nemici capiscono che se la passeranno brutta. Tutti noi siamo come Duke Nukem. Siamo stupidi e duri. Non vogliamo mollare, perché abbiamo una vita sola. Ma non vogliamo passare la vita a studiare tutto quello che potrebbe andare male. Vogliamo gettarci in avanti e goderci quella sparatoria che è la vita, se possiamo. Mi spiegherò in parole semplici, sarò lieto di essere smentito, e poi mi butterò tutto questo dietro le spalle e tornerò a scrivere post più allegri.

Ricordate. Già abbiamo 40 miliardi di euro all’anno da buttare a riduzione del debito pubblico, e DOBBIAMO tirarli fuori. E fin qui va bene. I soldi presi a prestito dovremo restituirli, prima o poi. Ma sarà finita?

Il bilancio dello Stato italiano è strutturato più come un preventivo che come un consuntivo.

Fase 1. Alla voce “entrate” vengono iscritte le somme che si prevede di acquisire e a quelle “uscite” quelle che si prevedono di spendere.

Fase 2. Si individuano i soggetti creditori e debitori, le somme in entrata vengono dette “acquisite” e quelle in uscita “impegnate”, indipendentemente dalla riscossione.

Fase 3. L’eventuale deficit di bilancio deriva dalla sommatoria algebrica delle entrate accertate e delle spese impegnate.

In Italia le cifre sono più o meno queste: lo Stato (più enti locali e enti di previdenza) ha circa 800 miliardi di spese impegnate finanziate con circa 800 miliardi di entrate accertate. A questo si sommano altri 50 miliardi circa di spese coperte dall’emissione di debito pubblico.

Già se notate che che dobbiamo ridurre di 40 miliardi all’anno il debito pubblico e ci indebitiamo di 50 la cosa comincia ad assumere un carattere surreale, ma per questo un spiegazione c’è, anche se per oggi ve la risparmio.

Il problema è: cosa succede se quegli 800 miliardi di entrate accertate non vengono mai riscossi? Per Duke Nukem è brutto avere davanti 850 nemici e solo 800 pallottole, ma è ancora più brutto se di quelle 800 diverse decine le hanno dei suoi amici che non vede da decenni.

Limitandoci allo Stato centrale, di 463 miliardi di entrate tributarie accertate per il 2012 ne sono stati riscossi 404. Ancora peggio per le entrate non tributarie. Il totale delle entrate accertate e non riscosse è 243 miliardi. Di questi non è dato sapere quanti verranno mai recuperati o sono di riscossione incerta. Ma siccome la cifra continua ad aumentare, anziché restare costante, è legittimo temere brutte notizie. In sostanza ci stiamo massacrando per recuperare 40 miliardi all’anno per il sixpack, salvo poi scoprire tra un po’ di anni che i nostri bilanci sono fatti col culo e che bisogna ricominciare tutto da capo.

Io non sono un economista. Prendete con le pinze quello che dico. Ma secondo me è impossibile risolvere questa situazione senza mettere mano ai diritti quesiti, penso in particolare alle pensioni retributive e alle promozioni garantite nel pubblico.

L’indice ha premuto il grilletto, il proiettile è partito, qualche testa dovrà saltare. Chi vi dice che potrà essere indolore, mente.

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Per una analisi molto più tecnica della questione, vi rimando a QUESTO articolo.

178. Il Sixpack spiegato a Duke Nukem

AY4VVS1384726059Ci sono momenti in cui ci credo, al futuro dell’Italia* e altri momenti in cui ci credo un po’ meno.

Quando ci credo, vado a dire in giro a tutti di darsi da fare. Li prego di studiare sodo e mantenersi informati, perché ci aspettano tempi duri. Dovremo riparare tutti i danni fatti da una classe politica cialtrona, disonesta e incompetente che a quel punto mangerà omogeneizzati al tartufo in pensionati pagati da noi.

Quando non ci credo penso che i grafici di economia sono chiari e utili, che una norma giuridica sintetica ed efficace produce un piacevole senso di affidabilità, che fare corpo nei momenti di crisi è un istinto naturale dell’uomo. Che tutte queste cose sono belle, ma che immaginando il futuro dell’Italia mi vedo sudato, con la barba sfatta, il viso impiastricciato di fango e grasso da motore, un mitra a tracolla. Mi vedo ad assalire all’arma bianca una bufala allo stato brado, da qualche parte della Campania. Lordarmi di sangue dopo averla fatta a pezzi a col mio coltellaccio da venticinque centimetri per poi urlare selvaggio il mio diritto, in quanto procacciatore di cibo, ad accoppiarmi con la femmina migliore. Vedo tatuarmi “CHI NON MUORE” con ferri roventi sulla coscia. Ora indosso giacca e cravatta e faccio un lavoro che implica di saper parlare almeno tre lingue, ma tutto questo in futuro potrebbe non servire a molto.

Siamo in uno di quei momenti in cui bisognerebbe lanciare una monetina per decidere se studiare tanto o imparare a usare un fucile a pompa.

Intanto vi racconto cos’è il sixpack. Usando le parole semplici semplici che userei per non fare incazzare Duke Nukem. Sputate a terra il vostro sigaro e leggete. Contate 250 parole da ora, prima di sparare.

Come qualcuno saprà, i Paesi aderenti all’Euro hanno firmato il cosiddetto sixpack. Il concetto è che è molto difficile creare strutture comuni, soprattutto finanziarie, tra paesi con economie molto diverse. Soprattutto tra paesi con un debito assurdo e altri senza questo problema. Si tratta di un’osservazione che fecero tutti gli europei quando l’Europa si allargò a 27, ma gli europei non sono l’Europa e a ste cose ci arrivano prima.

Per creare i presupposti delle suddette strutture comuni, tutti i paesi indebitati fino al collo si sono impegnati a ridurre il deficit e il debito. Facendola breve: devono accumulare surplus finanziario, ovvero mettere in cassa più soldi di quelli che poi daranno ai cittadini in termini di servizi. Fino al 2028. Per l’Italia è previsto un surplus finanziario del 5%, e non vado a calcolarmi a quanto corrisponde perché mi sto allenando a scrivere mentre pulisco il caricatore del mio fucile Remington 870. Leggo di stime di 40 miliardi all’anno. Molto più di quello che tutti assieme potremo razziare con arco e frecce quando tutto sarà crollato. Inutile dire che sono previste tante brutte cose per i Paesi che non operano secondo i patti.

Alla fine del gioco Duke Nukem caga nella testa del mostro, ma noi, se avremo questa soddisfazione, l’avremo tra quindici anni, col tasso di crescita attuale. Forse ci conviene comprare un cesso altrove.

E questa, che può sembrare una cattiva notizia, in un certo senso non lo è. Vuole anche dire che l’Europa ci crede ancora. Draghi, per consentire ai paesi più sfigati (come l’Italia) di raggiungere l’obiettivo anche in presenza di una crescita orribile, ha tagliato i tassi. Ci stanno provando davvero, nonostante tutti i segni nefasti. Sono convinti che la storia finirà come per l’unificazione delle due Germanie. Che finiranno con le economie che lentamente si faranno simili. Tutto quello che ho detto non è un segreto, né una notizia. C’è chi ci crede. La cattiva notizia è un’altra e me la tengo per il prossimo numero. Tenete a mente, per allora, quella cifra di 40 miliardi all’anno.

In esclusiva, intanto, una foto del Presidente del Consiglio dell’Italia nel 2028, secondo le più avvedute proiezioni.

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* O dei territori che compongono l’Italia, se le spinte autonomiste di Alto Adige, Veneto, Val d’Aosta, Sicilia e Sardegna dovessero mai condurre a qualcosa.

177. Cristicchi canta gratis

Simone Cristicchi

Eugenio Scalfari mi ha giocato un tiro mancino. Stamattina è uscito su Repubblica con un articolo in cui paragona Fabio Volo a Balzac. “Volo non fa nulla di particolare per piacere, fa soltanto con grande impegno il suo lavoro. Ricorda Balzac quando esordì scrivendo feuilleton sui giornali popolari dell’epoca. Poi entrò in forza nella letteratura e ne fu uno dei massimi esponenti. Auguro a Volo di fare altrettanto.” Ora, io per oggi avevo intenzione di scrivere un pezzo sul bel concerto di Cristicchi che ho visto ieri, ma per avere lo stesso impatto che devo fare, paragonare Cristicchi a Mozart?

(Fabio Volo potrebbe diventare come Balzac, ha detto Scalfari, il nuovo Montanelli.)

(Paragonare Fabio Volo a Balzac è praticamente un endorsement all’esperienza della Gelmini come Ministro dell’Istruzione.)

Tengo in sospeso il paragone e parlo lo stesso dello spettacolo di Cristicchi. Si è svolto in una piccola libreria italiana di Bruxelles. Un posticino traboccante di libri (inclusa una pila dell’ultimo di Fabio Volo, che campare devono campare tutti) e qualche velato segno di avversione per Berlusconi.

Berlusconi appeso

(Sopra, Berlusconi appeso per i piedi come Mussolini. Mi scuso per la qualità delle foto ma il posto era così pieno che il vostro affezionato Chi Non Muore ha rischiato seriamente di non tener fede al suo nickname.)

Il solo fatto che Cristicchi sia venuto a tenere un concerto gratuito in una libreria contribuisce a mettermi di buon umore. Siamo abituati che qualunque lobotomizzato a cui sia data una scusa per tirarsela, lo farà. Abbiamo tutti conosciuto qualche ventinovenne quasi laureato in scienza della tosatura delle pecore che però suona una volta al mese in uno scantinato. Di solito è il tipo di persona che si sente autorizzata a trattarti come il figurante della sua vita da grande artista. Ecco, vedere qualcuno che ha davvero un nome e che si muove perché chiaramente ama quello che fa, già è un piacere. Mi ha ricordato Philip Roth che guarda Sharknado. Si è mosso per un centinaio di persone, molte meno di quelle che leggono ogni giorno il mio blog. Lo ha fatto perché voleva comunicare qualcosa a quelle persone, perché se no se ne sarebbe stato a casa. Che questo concerto non credo abbia aggiunto nulla né al suo patrimonio, né alla sua popolarità.

Ecco dunque che scrivo per dirvi quello che ha comunicato a me. La prima cosa è la voglia di spingere la gente a informarsi. Col sorriso. C’era tutto in questa canzone:

ma la versione che ha fatto live è stata molto più sorridente, nonostante le cose vadano certamente peggio oggi che nel 2010. Il concetto di questa canzone l’ho sempre fatto mio. Non si può pretendere che le persone siano diverse da come sono. Si vive meglio se si è tutti informati e impegnati, ma bisogna trovare il modo di trasmettere la voglia di informarsi con ironia e leggerezza, perché è un lavoro che pesa. Diversamente la gente si stanca. La cosa migliore che si può fare è cercare di dire quel che si ha da dire intrattenendo. Altrimenti finisce come nella canzone, che ce la prendiamo nel culo.

In secondo luogo ieri ho imparato una cosa come intrattenitore. Ho visto uno spettacolo completo. La comicità, l’ironia, la passione politica, le emozioni trasmesse nei pezzi recitati, la tristezza di Ti regalerò una rosa (la ragazza di fianco a me si è messa a piangere). Si sono alternate tutte queste cose, eppure il prodotto finale è risultato denso, coeso. Quando vedi un film come Gran Torino, capisci di avere assistito a un grande spettacolo perché in due ore sorridi, ti incazzi, ti commuovi, ti appassioni a personaggi diversi, cogli qualche sfumatura della società in cui vivi, e tutto ciò senza mai perdere la sensazione di unità di ciò che stai vedendo. La vita è così. È una sola, ma volte ti senti solo, a volte parte di una società. A volte sei triste, a volte incazzato, a volte esaltato e senza pensieri. Se riesci a mescolare insieme tutte queste cose, mantenendo un filo conduttore, il risultato artistico sarà sempre buono. Lo spettatore andrà sempre via con un senso di completezza. A me la serata di ieri ha lasciato in bocca lo stesso sapore di quando ho visto Gran Torino. Quindi se vogliamo tornare a Scalfari, Cristicchi ha fatto qualcosa che posso paragonare a Clint Eastwood.

Infine, una nota umana che ricorderò a lungo. Al termine del concerto Cristicchi è andato al bancone del bar a bersi un bicchiere. Naturalmente è stato assillato dai fan che hanno voluto farsi una foto con lui. Abbiamo parlato un po’. Avrei voluto chiedergli un sacco di cose, ma stavo col freno a mano tirato di chi pensa “Porello, magari vuole solo farsi un po’ i cazzi propri”. Ma lui devo dire che è stato gentilissimo con tutti. Poi, dopo aver soddisfatto i desideri di qualche decina di fan che volevano foto, autografi, un capello per ricordo eccetera eccetera, Biagio Antonacci Simone Cristicchi ha sentito il bisogno di una boccata d’aria. Arriva alla porta spingendo un po’. Alla porta c’è appoggiato un energumeno in giacca e cravatta che non fa il gesto di notarlo. Cristicchi prova ad aprire senza riuscirci, perchè il tizio non si sposta e non lo guarda. Cristicchi ha forse un momento di timidezza che gli impedisce di dirgli “Si levi dal cazzo per favore” e resta un paio di secondi a tirare la maniglia senza successo. Io sono lì di fianco e di fronte a questo gesto così umano scoppio a ridere. Sic Transit Gloria Mundi, in quel momento la stella della serata mi è stata simpatica come non mai, avrei voluto abbracciarlo.

E ora dovrei avviarmi verso una conclusione, Ma perché sforzarmi di farlo, se il finale più bello che ci sia si trova alla fine di questa canzone?

(Prima di ascoltarla mettete un like ALLA MIA PAGINA FACEBOOK che è il finale più bello per me.)

176. Letta ha le palle d’acciaio

Letta Palle d'Acciaio

Letta si bulla: “In Europa mi dicono che ho le palle d’acciaio”. Un flipper. (@elmorisco)

Letta lo chiamano “Palle d’acciaio”. “Culone inchiavabile” era già preso.

Letta: “Pensano di me che ho gli attributi”. Dice palle.

Letta: “Dicono di me che ho le palle d’acciaio”. Non ha capito che gli hanno dato del coglione inossidabile. (@marcosalvati)

Superletta

 

 

Prende a esempio Berlusconi che non faceva altro che dirsi da solo quanto fosse stimato in Europa, credibile, amico di Bush e di Putin, eccetera, eccetera, eccetera. Di Berlusconi non ci libereremo mai, fintanto che sarà visto come il modello di carisma da seguire da chiunque.

(L’immagine è tutto. Nel tentativo di risollevare la propria popolarità, la Cancellieri ha dichiarato di essere stata lei a urlare “LIBERATE IL KRAKEN!”)

Ma forse abbiamo frainteso e chiamano Letta “Palle d’acciaio” si riferendosi al suo modello politico.

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E insomma, rispetto agli ultimi pezzi so che questo sembra un po’ vuoto. Ma la vera notizia di questi giorni è che, pensa un po’, le previsioni di crescita del Governo è risultato fossero troppo ottimistiche (e non è che lo fossero molto), che la copertura per sospendere il pagamento della seconda rata dell’IMU non c’è (e non è che l’IMU dovesse essere il nostro primo pensiero) e che quindi si stanno verificando tutte cose che avevo previsto ad agosto perché semplicemente erano ovvie, e coloro che avevano sostenuto il contrario mentivano sapendo di mentire o erano utili idioti.

Nel bene e nel male, tutta l’attenzione pubblica viene catalizzata dalla frase surreale e fuori luogo di turno, i fatti si perdono. Come se Cesare fosse passato alla storia per aver detto “Veni, vidi, vici” senza aver prima conquistato la Gallia.

E quindi insomma Letta ha le palle d’acciaio e noi siamo i birilli.

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PS: Il Jeeg Robot è di @giulysua, Superletta è di @morenomari. Le battute di @elmorisco e @marcosalvati sono, pensate un po’, di @elmorisco e @marcosalvati. Followateli se avete twitter!

175. Mi si è annodata la lingua

supereroi lavavetri di talento

Ieri qualcuno di voi avrà potuto sentire la mia voce in radio. Per pochi secondi. C’è questo programma di Radio2 che seleziona su twitter le migliori battute del giorno su un determinato argomento, dopodiché ti chiama, ti chiede di leggere il tuo tweet, ti registra e ti manda in onda.

L’argomento di ieri era il discorso della Cancellieri in Senato.

La cancellieri: “Sono intervenuta in altri 100 casi”. E forse dovrebbe scegliersi meglio gli amici.

Oggi mi hanno richiamato.

Berlusconi: “I miei figli si sentono come Ebrei sotto Hitler”. La sottile differenza tra una doccia a gas e una jacuzi con le bolle.

Ecco, in entrambi i casi ho parlato come un subnormale. Sono abituato a sentirmi dire che parlo troppo rapido e quindi ho cominciato a sillabare lentamente come se stessi cercando di farmi leggere le labbra da uno dall’altro lato della strada. Ci vuole dell’abitudine per stare su un mezzo nuovo. Mi è successo sul palco, a teatro, mi è successo sul blog. Succede a tutti quando cambiamo ambiente, se non siamo troppo stupidi per capire che le cose vanno fatte in modo diverso a seconda delle circostanze, o almeno POSSONO essere fatte in modo diverso.

Anche in politica la gente si adagia. Su “Ha ragione Silvio e se non sei d’accordo sei un comunista”. Su “Ha ragione Grillo e se non sei d’accordo sei un servo della kasta”. Su “Ah, ci fosse la buonanima li farebbe rigare tutti dritti”. Su “Ah, perché non ci sono più i comunisti di una volta e se non sei d’accordo sei un fascista/servo della trojka”. Anche solo sul “Va tutto male perché l’Italia fa schifo”.

Va tutto male perché vengono quotidianamente fatte cose sbagliate. Per esempio mesi fa sottolineai come fosse da pagliacci annunciare roboantemente la sospensione dell’IMU senza spiegare quali fossero le coperture e oggi Saccomanni dichiara sgomento che la copertura non c’è, come fosse un incidente imprevedibile.

Potremmo dire che il realista è un pessimista che cita le fonti.

Ma sto andando fuori strada, proprio perché le cose possono essere fatti in mille modi e lo stesso inizio può avere mille sviluppi. Quello che volevo dire è che a me piace sperimentare. Cerco di fare in modo che questo blog non sia sempre uguale e di lasciare ampi spazi all’improvvisazione, anche a costo di toppare e, qualche volta, di deludere i miei lettori abituali.

Ma a me piacciono le persone che discutono chi ha idee diverse, che ascoltano quando non sanno, che provano quando se la sentono. Che si incuriosiscono di tutto e che finito un libro pensano che avrebbe anche potuto essere completamente diverso.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK se volte potervi imbattere in qualcosa diverso da ciò che avete appena letto.

174. Le sirene, la deputata e i troll

Sirena grillina

Rientro a casa dopo una passeggiata in centro a Bruxelles. Una di quelle cose che un uomo va a fare spinto dallo stesso istinto che secoli orsono lo spronava a cacciare orsi anziché starsene a casa sua a coltivare fagiolini. Il tempo di Bruxelles è leggermente inclemente. Alla Commissione Europea stanno seriamente valutando la possibilità di sostituire la tenuta in giacca e cravatta con un più appropriato look “mantello di caribù e martello di Thor”. I miai vestiti sono impregnati di acqua, le mutande sono impregnate di acqua, i calzini non ne parliamo. È incredibile che la mia pelle non si sia sfilacciata sotto la pioggia torrenziale.

E ecco, nemmeno a farlo apposta, apro Facebook e leggo: “La deputata grillina che crede all’esistenza delle sirene”. Lo prendo come un segno del destino. Scrivo questo pezzo per ringraziare le considerevoli doti idrorepellenti mostrate dalla mia cute e per scoprire se davvero discendiamo tutti dalle sirene. Mi metto a guardare il documentario addotto dalla deputata grillina Tatiana Basilio. E questo è il mio commento in presa diretta.

Questo Sacro Graal dei cacciatori di verità si apre con un tizio in giacca e cravatta che ci ricorda l’immenso successo mediatico ottenuto da un primo e più lungo documentario sulle sirene: “Sirene, il mistero svelato”.

“Un successo tale che Kim Kardashian ha poi deciso di vestirsi da sirena per Halloween”.

La serietà di un documentario che per dimostrare la proprie serietà afferma di avere incuriosito Kim Kardashian.

Anzi: “Per ora è solo un’ipotesi, ma potrebbe essere stato il documentario a ispirare a Kim Kardashian questo costume”. Pure Giacobbo sentendo questa frase ha sputato la minestra e si è sentito preso per il culo. Praticamente è come dire che la crisi delle vocazioni non esiste perché la Minetti una volta si è vestita da pornosuora. Manca totalmente di logica, mi dico. Ma vabbe’, è solo l’introduzione, mica sta parlando lo scienziato.

Proseguiamo.

“I produttori di Hollywood si sono assicurati i diritti di sfruttamento del documentario in questione e dello scienziato che ha effettuato la scoperta, il dottor Paul Robertson”. Ah, ok. Ecco la risposta alla domanda: “Se non fosse vero, perché uno scienziato dovrebbe andare a rendersi ridicolo davanti al mondo?”

Continuano le prove: “Due agenzie USA hanno pubblicamente smentito l’esistenza delle sirene e delle prove prodotte nel documentario”. Come dire “Se ti preoccupi di smentire una cazzata grande come la mia, forse sei un po’ coglione anche tu”.

Proseguiamo. Lo scienziato Paul Robertson, finalmente. Finalmente un freddo uomo di scienza, che, se tanto mi dà tanto, si presenta con un tic all’occhio destro che fa ben sperare. Il presentatore ci ricorda di aver “Riscontrato una certa diffidenza negli altri scienziati, nei confronti di Robertson”. Come a dire che è l’equivalente tra gli oceanografi del professore che ha proposto per il Nobel per la Letteratura Roberto Vecchioni.

Oltre al tic agli occhi, Robertson somiglia considerevolmente ad Alan di Una notte da leoni. Sa va tutto bene la trasmissione finisce in un topless party a base di mescalina.

Robertson ci spiega che col documentario si proponevano di fermare degli esperimenti col sonar della marina americana che stavano decimando le balene. Abbiamo il secondo movente. Dovremmo suggerire ai No-Tav di sostenere che l’opera porterebbe all’estinzione degli gnomi con l’ascia di Mistero.

Robertson spiega che i resti che sarebbero stati sequestrati dalla polizia sudafricana e di cui ancora non sappiamo niente sarebbero la prova che l’uomo discende da animali acquatici. Mah, dopo che autorevoli paleontologi hanno sostenuto che gli uccelli discendono da Tirannosaurus Rex, non mi pronuncio.

Man mano che proseguiamo, le prove si fanno più schiaccianti.

ISRAELE: due turisti americani filmano un puntino indistinguibile tra le rocce, parlano di una foca, ma poi sostengono invece che doveva trattarsi di una sirena. Le autorità cittadine di Kyriat Yan offrono a quel punto un milione di dollari a chiunque fornisca la prova dell’esistenza di una sirena nel loro tratto di mare. Guardate un po’, il turismo aumenta e una persona su due afferma di aver visto una sirena, ma nessuno incassa il milione. Spirito del Mostro di Loch Ness, mi senti?

“Non è una trovata pubblicitaria: una volta un cittadino russo è venuto nel mio ufficio giurandomi di aver visto una sirena”. In esclusiva per il Lollington post, una foto del distinto signore poco dopo la deposizione.

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EGITTO: pitture murali di 30.000 anni fa dipingono uomini stilizzati che cacciano e uomini stilizzati che si tuffano. Quelli che si tuffano, avendo le gambe unite, potrebbero anche essere sirene. Un caso? Il presentatore crede proprio di no. E cambia argomento prima che gli si parli di pitture che raffigurano centinaia di altri esseri fantastici.

GRAN BRETAGNA: “Si passa da un governo disposto a credere all’esistenza delle sirene (NO, un sindaco che porta turismo e denaro alla sua città) a uno che la nega vigorosamente”. Video in notturna. Si vede qualcosa in acqua. Un tenente della marina inglese sostiene trattarsi di una foca. Robertson osserva che le foche non hanno la cresta sagittale. PAUSA.

Immagino tutti gli spettatori a casa urlare “VERO! UNA CRESTA SAGITTALE! UNA SIRENA!”

Io mi mantengo neutrale. Io davvero non lo so se le sirene esistono. La mia massima esplorazione marittima è stata andare in pedalò al largo di Ancona. Ma a casa mia una foca con una cresta sagittale non diventa una sirena più di quanto un uomo con un pene grosso non sia un elefante.

Il filmato prosegue con roboanti dichiarazioni degne di stargate e contraddizioni ridicole che stanno causando attacchi di epilessia agli aristotelici di mezzo mondo. “Per la prima volta mostreremo il filmato che ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo sul problema delle sirene”… ma non hai detto che lo mostrate per la prima volta? O lo ha già visto tutto il mondo? Il video non ci dà la risposta. Ma forse è colpa della Cia che la insabbia.

Si parla di un certo Barnum che cuciva scheletri di scimmie a code di pesce per fottere la credulità popolare. È incredibile quanto siamo fortunati. Finora tutti quelli che hanno parlato di sirene sono dei ciarlatani tranne il presentatore che si rivolge a noi ora.

Poi pare che Barnum abbia comprato da un tale un’altra sirena. Robertson guarda un disegno del tempo e, simulando sorpresa, nota come sia uguale ai resti da lui trovati. Poco prima sapeva vita, morte e miracoli dello schetro di scimmia cucito al pesce e invece questo disegno glielo avevano tenuto nascosto per fargli una sorpresa.

Per dare credibilità al dottor Robertson (chiamato indifferentemente dottore o professore per tutto il video, giusto per specificare che i curatori sono persone attente ai dettagli) gli viene mostrato il video di un pezzo di plastica con una parrucca sopra, descritto su youtube come “corpo di una sirena”. Robertson si sente di dire che è un falso e con questo il presentatore da per smentita la sua fama di ballonaro e boccalone.

Altri tre video.

1) Era pre youtube. Dei pescatori tirano su una rete. Dentro di essa qualcosa si agita, simile forse a un braccio. Mi sento di escludere che sia una coda? Eh, no. Francamente no. Ricordo che sto scrivendo in diretta, quindi datemi il permesso di dubitare. Come prova è un po’ poco, però la scena fa una certa impressione. Chiaramente potrebbe essere simulata con effetti speciali da ridere, ma il video è in circolazione da molti anni e il braccio effettivamente somiglia a quello della c.d. sirena Barnum.

2) Un bambino stuzzica qualcosa che pare una coda. Questa si anima e gli grida in faccia. La somiglianza coi trucchi dell’orrore gore, però, è tale che francamente in questo caso penso al falso.

3) Da un sottomarino si vede un pesce venire trafitto da una lancia a basse profondità. Per un sub la pressione sarebbe atroce, sostiene Robertson. Ok, ma siccome la telecamera si muove per seguire l’azione, ti pare che non cerchi di inquadrare chi ha scagliato la lancia? Tra avere il video di un pesce trafitto e di una sirena che lo trafigge, chi non sceglierebbe il secondo?

Si arriva ora a qualcosa di più concreto. Una squadra danese, ispezionando il fondale per cercare petrolio, si imbatte in dei suoni sconosciuti. In seguito alla pubblicazione del documentario di Robertson sulle sirene, riconoscono tale suono e decidono di indagare. Vagano quindi per sette mesi al largo della Groenlandia diffondendo il suono come un richiamo ed ecco che, a quanto pare, una sirena tira una bella manata contro il vetro del sommergibile.

A rallentatore la sirena (che in realtà è un uomo-pesce piuttosto schifoso) si vede bene. Il dubbio che mi viene è proprio la qualità, quasi il ritmo del video. Pare una cosa da regista provetto. L’unico contatto con la sirena avviene mentre la squadra sta guardando da un’altra parte, arriva il colpo che li fa sobbalzare, si voltano e quella sparisce nel nulla. E, mi chiedo io, il loro sommergibile non era in grado di inseguirla?

La storia è piena di scienziati che hanno cercato di crearsi le false prove di una grande scoperta. Falsi ritrovamenti di fossili, false cure, false invenzioni. Eppure qui sono costretto a trattenere il sarcasmo, perché non ho alcun modo per provare che il video è stato fatto con la computer grafica. Certo, per dei ricercatori ci vuole una bella dose di faccia tosta per esporsi in questo modo col rischio di passare per coglioni. Forse esiste una specie di mammifero marino dotato di arti superiori. Chiamarli “sirene” nuove alla credibilità dell’ipotesi. Certo, prima di affermare che esistono e ci sono le prove, come fa la deputata grillina, prenderei in considerazione l’altissimo realismo dei video di orchi ne Il Signore degli Anelli.

Fine? NO. Perché la somiglianza tra il dottor Robertson e Alan di Una notte da leoni non si ferma alal barba e all’aria da pazzo. Hanno anche la PROFESSIONE in comune. Sono infatti attori entrambi. “Sirene: le nuove prove”, così come “Sirene: il mistero svelato” sono infatti due casi di docufiction, film di fantasia che riproducono la forma del documentario. Peccato che la cosa sia nota solo agli appassionati del genere o a coloro che si leggono anche i titoli di coda, che di solito su youtube vengono tagliati. Quindi non solo è una bufala, ma è una bufala dichiarata. E anche per cercarsi le cose in rete e informarsi, bisogna saperlo fare.

Un sito abbastanza affidabile per spernacchiare le varie bufale è QUESTO

Ecco il famigerato video postato dalla Basilio

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Finiamola in musica.