179. Il bilancio dello Stato spiegato a Duke Nukem

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Questa è la sensazione che volevo trasmettere alla fine del pezzo scorso, che potete trovare QUI. Non è necessario leggerlo prima di questo. Ma almeno dovreste sapere che stavo cercando di spiegare a Duke Nukem perché l’Italia deve recuperare ogni anno, fino al 2028, una quarantina di miliardi di euro all’anno.

Non male, pensando che ultimamente facciamo finanziarie da 4-5 miliardi. Ma ce la possiamo fare? La risposta da vero duro dei film anni 80 è “Ce la dobbiamo fare”. Poi il vero duro spegne il sigaro e carica il mitragliatore, le donne sudano e svengono travolte dall’ormone, i ragazzetti lo invidiano e cominciano a fare palestra, i nemici capiscono che se la passeranno brutta. Tutti noi siamo come Duke Nukem. Siamo stupidi e duri. Non vogliamo mollare, perché abbiamo una vita sola. Ma non vogliamo passare la vita a studiare tutto quello che potrebbe andare male. Vogliamo gettarci in avanti e goderci quella sparatoria che è la vita, se possiamo. Mi spiegherò in parole semplici, sarò lieto di essere smentito, e poi mi butterò tutto questo dietro le spalle e tornerò a scrivere post più allegri.

Ricordate. Già abbiamo 40 miliardi di euro all’anno da buttare a riduzione del debito pubblico, e DOBBIAMO tirarli fuori. E fin qui va bene. I soldi presi a prestito dovremo restituirli, prima o poi. Ma sarà finita?

Il bilancio dello Stato italiano è strutturato più come un preventivo che come un consuntivo.

Fase 1. Alla voce “entrate” vengono iscritte le somme che si prevede di acquisire e a quelle “uscite” quelle che si prevedono di spendere.

Fase 2. Si individuano i soggetti creditori e debitori, le somme in entrata vengono dette “acquisite” e quelle in uscita “impegnate”, indipendentemente dalla riscossione.

Fase 3. L’eventuale deficit di bilancio deriva dalla sommatoria algebrica delle entrate accertate e delle spese impegnate.

In Italia le cifre sono più o meno queste: lo Stato (più enti locali e enti di previdenza) ha circa 800 miliardi di spese impegnate finanziate con circa 800 miliardi di entrate accertate. A questo si sommano altri 50 miliardi circa di spese coperte dall’emissione di debito pubblico.

Già se notate che che dobbiamo ridurre di 40 miliardi all’anno il debito pubblico e ci indebitiamo di 50 la cosa comincia ad assumere un carattere surreale, ma per questo un spiegazione c’è, anche se per oggi ve la risparmio.

Il problema è: cosa succede se quegli 800 miliardi di entrate accertate non vengono mai riscossi? Per Duke Nukem è brutto avere davanti 850 nemici e solo 800 pallottole, ma è ancora più brutto se di quelle 800 diverse decine le hanno dei suoi amici che non vede da decenni.

Limitandoci allo Stato centrale, di 463 miliardi di entrate tributarie accertate per il 2012 ne sono stati riscossi 404. Ancora peggio per le entrate non tributarie. Il totale delle entrate accertate e non riscosse è 243 miliardi. Di questi non è dato sapere quanti verranno mai recuperati o sono di riscossione incerta. Ma siccome la cifra continua ad aumentare, anziché restare costante, è legittimo temere brutte notizie. In sostanza ci stiamo massacrando per recuperare 40 miliardi all’anno per il sixpack, salvo poi scoprire tra un po’ di anni che i nostri bilanci sono fatti col culo e che bisogna ricominciare tutto da capo.

Io non sono un economista. Prendete con le pinze quello che dico. Ma secondo me è impossibile risolvere questa situazione senza mettere mano ai diritti quesiti, penso in particolare alle pensioni retributive e alle promozioni garantite nel pubblico.

L’indice ha premuto il grilletto, il proiettile è partito, qualche testa dovrà saltare. Chi vi dice che potrà essere indolore, mente.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK.

 

Per una analisi molto più tecnica della questione, vi rimando a QUESTO articolo.

Un pensiero su “179. Il bilancio dello Stato spiegato a Duke Nukem

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