Archivio mensile:dicembre 2013

188. I due tipi di festa di capodanno

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Napolitano terrà ancora una volta il discorso di Capodanno. Dovremmo avere tutti l’ottimismo del nostro Presidente, che continua ad assumere impegni istituzionali dando per scontato di non morire prima. E questo è un post sull’ottimismo, la gioia e, soprattutto, le feste.
Esistono essenzialmente due tipi di festa: quella etilico-pagano-bacchico-orgiastica e quella di merda.

La prima prevede alcool a fiumi, carcasse di animali che bruciano su griglie improvvisate il cui fuoco è alimentato a reggiseni, vestiti ovunque come carta da parati, tatuaggi tribali dipinti sulla pelle nuda con grassi animali raccolti a ditate dai piatti e promesse di promiscuità sessuale in grado di imbarazzare un toro da monta.

La seconda è scandita da tappe obbligate e prevede un dress code, un prezzo, frasi fatte, la cena a una certa ora, il vino diverso da bere a diversi orari, azioni da fare a un’ora specifica anche se non vi va di farlo, di bere, che so io, prosecco quando magari vi va in whiskey perché così vuole una convenzione sociale non opzionale, l’ansia che se non trombi quella sera poi non trombi tutto l’anno e se per caso quella sera non hai neanche troppa voglia per te è la fine della vita degna di essere vissuta.

Inutile dire che il capodanno medio appartiene alla categoria delle feste di merda.

La festa etilico-pagano-bacchico-orgiastica risponde alla necessità di rompere le regole, abbracciare il lato dionisiaco per non dire animale della vita ed evitare che la pressione della civiltà ci porti al punto di esplosione (imbracciare un fucile e far fuori nostri simili a caso) o implosione (antidepressivi, psicofarmaci, acquisto compulsivo di videogiochi/scarpe e borsette). I greci, che proprio scemi non erano, avevano riconosciuto questo bisogno al punto che Dioniso era stato divinizzato e, nella leggenda, il re che aveva rifiutato di riconoscerlo come divinità veniva punito con la pazzia. Se non riconosci che abbiamo bisogno di impazzire, il pazzo sei tu.

La festa di merda risponde al bisogno di pubblicare foto su Facebook in competizione con gli amici. Far finta di aver fatto una festa etilico-pagano-bacchico-orgiastica, ma senza mollare il freno davvero. Nella festa di merda divertirsi è un obbligo, non una conseguenza naturale. Il numero di caduti in missione, che con lo sguardo spento stanno seduti negli angoli pregando di non essere taggati in nessuna foto e rimpiangendo di non essere stati a casa a guardare Scary Movie 1,2,3 e 4 è la prova. Non c’è pietà per chi fallisce.

Mettete da parte il moralismo. Lavorare è lavorare e va fatto seriamente. Ragionare, scrivere di politica, informarsi, sono cose che vanno fatte seriamente. Rispondono a bisogni sociali. Anche divertirsi va fatto seriamente per le stesse ragioni.

187. Buon Nat…COSA?

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Recentemente ho fatto un viaggio in Lussemburgo e ne ho tratto alcune informazioni fondamentali per la mia crescita personale. Per esempio ho scoperto che  lì, a fianco del Babbo Natale che tutti conosciamo, esiste la versione di cui alla foto di copertina. Praticamente una via di mezzo tra Santa Klaus e Albus Silente.

Anche in Repubblica Ceca pare ci siano state enormi proteste di piazza contro il Babbo Natale rosso e bianco. “Basta! Rivogliamo il nosro Gesù Bambino! Babbo Natale è un’americanata!” E niente, sono riusciti a far saltare il lancio della nuova eucaristia McBimbo.

Tutto per dire che trovare un’icona, un messaggio, un prodotto che vada bene a tutti è impossibile. È un ideale superato. Oggi Facebook, Twitter, Google si dannano ad acquisire informazioni in grado di spararci in faccia pubblicità personalizzata.

Questa è la direzione in cui va il mondo. Con una sola eccezione: i messaggi di auguri. Quando gli sms costavano ancora 20 centesimi pensavi a chi volevi mandarli e li scrivevi personalizzati. Quando sono arrivate le Christmas Card hai iniziato a raggrupparli in piccoli gruppi omogenei. “Familiari” “Amici” “Amiche” “Tipe che ti sei fatto” “Tipe che ti devi ancora fare”. Oggi abbiamo infiniti messaggi gratis, abbiamo Facebook e Twitter e vorremmo scrivere un messaggio per un pubblico indefinito.
“Che il Santo Natale…” No, troppo cristiano.
“Auguri a te e alla tua famiglia” No, poi le persone sole si suicidano.
“Che il Natale ti porti gioia, serenità,  pace interiore e tanta, tanta, tanta promiscuità sessuale” No, troppi bigotti.
Alla fine si ripiega verso un “Tanti auguri di felicità a te e a tutte le persone a cui vuoi bene” che farà particolarmente piacere ai cinici che si vantano di non voler bene a nessuno e che potranno sorridere di malvagio autocompiacimento. Ma voi passerete per smelensi sfigati e le vostre possibilità di sedurre una che ha ricevuto un messaggio del genere si ridurranno a zero.
E quindi Buon Natale e tanti auguri di trovare un messaggio di auguri che vada bene a tutti.

186. Battute acide

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S&P taglia la tripla A all’Unione Europea: “Sono troppo divisi”. Immediate le prese di posizione. Junker: “Grossolano errore”. Letta: “Vanno presi sul serio”.

Ieri approvato un documento sull’Unione Bancaria. Vorreste sapere cos’è? Esistono i parlamentari europei per questo. Chiedete alla nostra Iva Zanicchi.

Letta comunque si fa sentire in Europa. “Per i conti pubblici serve un bravo padre di famiglia, non Babbo Natale”. Che non mi sentano i miei nipotini, ma SONO LA STESSA PERSONA PRESIDENTE.

Letta: “Non si possono far gestire i conti pubblici a Babbo Natale”. E niente, anche se si mette il cappello rosso, Grillo al Governo non lo vogliono.

Berlusconi ricattato da Lavitola, che possiede un filmato dell’ex premier mentre fa sesso con due prostitute panamensi. Be’, se Lavitola è ancora vivo almeno possiamo dedurne che Berlusconi non è un mafioso.

Berlusconi fa sesso con due prostitute a Panama. “Me ne dia solo due, sto cercando di smettere.”

Il Corriere titola: “Video di Berlusconi che fa sesso con due prostitute a Panama”. Razzismo è chiamare le due ragazze panamensi pagate per fare sesso con Berlusconi “prostitute” e quelle italiane “escort”.

SCENA REALMENTE ACCADUTA. Mi trovo a Bruxelles uno dei tizi che vengono citati sui giornali come capo dei Forconi. Ci vado a parlare. “Ma quindi come è diventato Presidente?” “Mi ha scelto il popolo.” “Ah, allora è stato eletto?” “VUOI DA BERE? OFFRO IO!”

Cota si faceva comprare le mutande coi rimborsi pubblici e finisce sotto processo. Un genio. Si fa comprare le mutande per finire nella merda.

(Sicilia e Campania da sole possiedono un terzo delle auto blu d’Italia. A conferma che Cota è scemo a farsi comprare le mutande.)

Killer evaso durante un permesso premio. Che devo fare per avere del tempo libero, devo ammazzare qualcuno?

Questi serial killer italiani sono così educati che non ti ammazzerebbero senza aver prima il permesso.

L’assassino aveva ricevuto un permesso perché era gentile ed educato e rispettava le guardie. Giusto per ricordare l’unica virtù che premia in Italia: non rompere il cazzo a chi sta in alto.

(Tutti a scandalizzarsi perché evade uno che era già evaso, ma quando c’è da rieleggere chi ha già rubato la chiamiamo democrazia.)

(Due giorni di social network in delirio con donnette agitate ovunque. Ma che vi agitate, state serene, che il killer di Genova ammazzava solo puttane. Ah, ops.)

(Perdonate la battutaccia maschilista. Posso farmi perdonare offrendovi da bere? Sì? Ah, ops.)

(Comunque l’assassino è stato ricatturato in Francia. Pare che fosse alla finestra di un hotel mentre urlava “DATEMI UN BIDET!”)

E concludiamo con una notizia che ha fatto il giro del mondo. Lampedusa: diffuse foto di immigrati nudi in mezzo al gelo. Chi non muore si rivede.

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185. Incostituzionale a chi?

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La Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum. Un evento gravido di conseguenze, la più immediata delle quali è stata il proliferare di giuristi improvvisati in tutto il Paese.

Gente convinta che la parola “incostituzionale” sia l’equivalente di un bomba da usare per la guerriglia. La parola si è diffusa come un virus. La usano tutti. Nessuno sa cosa significa, solo che, vagamente, indica qualcosa di ripugnante. Non proprio “pedofilo”, ma quasi.

“Dimettetevi!”

“Tutti a casa!”

“Siete tutti pedofili!”

“No, siete incostituzionali!”

“È la stessa cosa!”

“A morte i pedocostituzionali!”

 

Poi c’è chi si arrischia in ragionamenti aristotelici. “La Costituzione è alla base del nostro ordinamento giuridico, ogni singola legge inclusa; il Parlamento è stato eletto sulla base di una legge constraria alla Costituzione; dunque il Parlamento è illegittimo”. Il fatto è che non funziona così. Trascurando che poi si dovrebbe proseguire: “Questa Corte Costituzionale è stata eletta per 1/3 dal Parlamento e per 1/3 dal Presidente della Repubblica eletto da questo Parlamento, dunque la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità del porcellum è incostituzionale, dunque la dichiarazione di incostituzionalità del porcellum è incostituzionale, dunque BUM TI ESPLODE LA TESTA.”

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(Teste che esplodono. In effetti è il programma elettorale di Forza Nuova.)

Solo che le cose non stanno così. Il diritto ha tutto un suo modo di funzionare e c’è una ragione per cui è considerata una facoltà difficile, che richiede molti anni di studio al termine dei quali la maggior parte di quelli che escono sono comunque degli avvocati cani.

Ecco spiegato in pochi punti perché, dal punto di vista giuridico, il Parlamento è perfettamente legittimato a lavorare.

1) Il diritto non è matematica pura. Il diritto regola comportamenti sociali. Se si scopre che un’equazione era sbagliata, tutte le conclusioni prese in passato sulla base di quella equazione sono sbagliate. Se una legge viene dichiarata incostituzionale questo non avviene per ovvie ragioni di ordine sociale. O c’è qualcuno che vorrebbe vedere tutti i processi e gli appalti degli ultimi anni sommersi di ricorsi e paralizzati? Vogliamo trovarci a risolvere le controversie con fucili e bombe a mano? Comunque, vi piaccia o no la ragione, fatto sta ed è che i procedimenti conclusi NON VENGONO TRAVOLTI. Non si può applicare in un processo una legge dichiarata incostituzionale, ma, se è già stata applicata, tutti i provvedimenti che seguono sono perfettamente validi. Gli eletti sono validamente eletti.

2) Qualcuno ha notato che per molti parlamentari non c’è ancora stata la convalida. Allora loro devono decadere? IMPEDIAMO AGLI ABUSIVI DI ENTRARE! No, non decadono nemmeno loro. La convalida è un mero atto di verifica che non vi siano cause di incompatibilità (per esempio una interdizione ai pubblici uffici come quella comminata a Berlusconi). Non fa parte del processo elettorale, quindi anche la loro elezione è valida.

3) Ma il giurista Capotosti ha detto il contrario. Calma, ora entriamo nel difficile. Bisogna capire cos’è il diritto e cos’è la dottrina sul diritto. I giuristi, nel senso di professori, cercano di costruire dei modelli coerenti del diritto che siano il più possibile lineari e coerenti. Con COSA devono essere coerenti è tutto un altro affare: di solito partono da qualche convinzione ideologica non chiaramente espressa. Chi ha conoscenza del nostro belpaese, potrà prevedere da solo che il risultato è talvolta delirante. Fatto sta che spesso nel costruire la propria teoria un professore si mette contro tutti gli altri professori, giudici e avvocati. Esprime una posizione quasi estetica, come quando Schopenhauer diceva che il mondo non esiste. Non per questo avrebbe rinunciato a schivare l’autobus che gli correva incontro, solo per coerenza filosofica. Il mio professore di Diritto Penale sosteneva che non fosse legittima difesa uccidere qualcuno per evitare uno stupro perché il bene vita è di ordine superiore al bene libertà sessuale: tuttavia lui per primo, in Tribunale, non sosterrebbe questa linea e prendrebbe a pernacchie chi lo facesse.

4) Altra cosa che ho spesso sentito dire: ora si crea un vuoto legislativo. La Corte ha dichiarato incostituzionale la legge, ma non può farne una nuova o almeno non può specificare il funzionamento delle preferenze. Falso, ma il tasto è dolente. La Corte Costituzionale in teoria può solo dichiarare l’incostituzionalità delle leggi, ma in passato si è arrogata più volte il diritto di dichiarare l’incostituzionalità di una legge nella parte in cui “non prevede che…” riscrivendo e modificando la legge esistente. Si tratta di una evidente forzatura, ma ormai è entrata nella prassi. La politica ha lasciato fare, anche perché spesso questi interventi, come nel caso di cui stiamo parlando, erano necessari per supplire al fancazzismo di chi sta al Governo.

Certo è che suona un po’ come: “La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale la legge elettorale nella parte in cui prevede che per legiferare non sia necessario essere giudici della Corte Costituzionale.”

Realisticamente quando verranno depositate le motivazioni avremo una legge elettorale funzionante, anche se presumibilmente schifosa. Del resto lasciarci senza la possibilità di andare alle elezioni sarebbe davvero da colpo di stato e incriminazione per Alto Tradimento.

Chiaramente queste sono considerazioni giuridiche e non politiche. Questa sentenza non rende illegittimo l’operare del Parlamento, ma certo lo rende politicamente discutibile. Non serviva nessuna sentenza per mostrare che il Porcellum era una legge di merda odiata da tutti e che è scandaloso che la si sia tenuta in piedi tutti questi anni. Fatta la legge elettorale e l’abolizione del Senato ci vorrebbe il minimo di pudore di restituire ai cittadini la parola. Credo che Letta, Alfano e compagnia ne siano consapevoli e cercheranno di sfruttare l’anno a loro disposizione per intitolarsi qualche merito da sfruttare alle elezioni 2015. Tanto la gente non ha memoria. Si dice che non ricordi perché deve essere grata a qualcuno, ma non ricorda nemmeno le malefatte. E se non mi credete, guardate questo.

Quattro italiani su cinque sono beoti. Il quinto è Carlo Conti.

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184. Dialoghi stralunati – Parte SECONDA

non so cosa ti sto dicendo

“Ciao sono la vita” “Non ho tempo per te” “Volevo solo dirti che me ne sto andando…”

“Ciao sono un politico e credo che non si debba mai oltrepassare la linea della buona educazione.” “Sono d’accordo, ma Lei non mi ascolta!” “Pensavo fossi il cameriere, se no non ti avrei nemmeno parlato.”

“Ciao sono la saggezza. Guardati dalle persone…” “… Dalle persone che?…” “Che niente. Guardati dalle persone. Punto.”

“Ciao sono un politologo.” “Ma politologo è il maschile di fashion blogger o il politically correct di prezzolato?” “Non credo che scriverò un articolo contro la nuova tassa sul sarcasmo.”

“Ciao sono una donna inacidita che parla solo con altre donne. La fidanzata del mio ex ve la metterei sul comodino per farvi essere tutte felici quando vi svegliate la mattina.” “È brutta?” “No, assomiglia a George Clooney.”

“Ciao sono il guru che ti insegnerà come vincere sempre in amore.” “Secondo me in amore vince chi non lo vede come una gara…”  “Ok, ora immagina di innamorarti di una figa, però.”

“Ciao sono un Abbraccio” “E dov’eri l’altra volta che avevo bisogno di te?” “è per risposte così che non mi vedi da un po’.”

“Ciao sono una persona divertente.” “Se senti la necessità di dirlo, hai bisogno di qualcuno che ti faccia sorridere.” “Ora che me lo hai fatto notare, non sono più divertente.”

“Ciao sono lo stronzetto che si vanta di raccontare balle alle donne per sedurle e poi sparisce nel nulla.” “Mi sembra una cosa da senza palle. Perché ti vanti?” (SPARISCE NEL NULLA.)

“Ciao sono il sonno. Tu non puoi vivere senza di me.” “Scommettiamo 100 euro?” “Sì.” “Ho comprato la PS4.” “Eccoti i 100 euro.”

“Ciao sono la noia.” “Ti prego, non ti sopporto più, vattene!” “Guarda che sei tu che stai qui a parlare con me…”

“Ciao siamo quelli che vogliono cambiare il Paese da internet.” “Ma non si può!” “Dai ragazzi. Andiamo su wikipedia e sostituiamo quel che c’è scritto alla voce <<Italy>> con <<Hahhahahhahahhahahaha!>>”

“Ciao sono una bugia.” “Non dovresti dire che sei una bugia o nessuno ti crederà!” “Sono la bugia che esistono risposte semplici.” “Ok, vengo con te.”

Potete trovare la prima parte dei Dialoghi Stralunati a QUESTO LINK.

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Le vignette sono del mitico Cavezzali, che mi ha ispirato l’idea dei dialoghi. La battuta sulla saggezza è ispirata a una della mia amica Annalisa Arione su Twitter.

perché mi ascolti quando parlo

183. Analisi del Forcone

Chinonmuore prosciutto “Capisci di essere davvero famoso il giorno in cui scopri di essere diventato un personaggio dei fumetti”. (Nelson Mandela)

Be’, quello sopra sono io.

Ringrazio @Lybreria che me lo ha fatto. E ora ne immagino un altro in cui io, con la stessa faccia da cazzone disinteressato che ho nelle vignetta sopra, dico questa frase:

A Catania son comparsi volantini con scritto: “VIVA LA MAFIA! VIVA I FORCONI” Evvai che alle prossime elezioni in Sicilia vince il cambiamento!

Eppure sarebbe sbagliato liquidare il movimento con una battuta amara. E quindi, ecco questo post. In questi giorni in Italia pare che ci sia un casino per colpa della manifestazione dei Forconi. Dico pare perché alcuni sembrano imprecare ogni tre secondi per i disagi (il cosiddetto movimento dei Porconi), laddove altri minimizzano, paiono non accorgersene o addirittura additano la manifestazione a esempio di civiltà. La situazione non è facile da analizzare, ma proviamoci.

1) La protesta, prima che legittima o illegittima, fascista o non fascista, di destra o di sinistra, era prevedibile. Sono anni che diciamo che prima o poi la gente si incazzerà e ora si sta incazzando sul serio. La gente incazzata, soprattutto se ha paura di perdere la casa, il lavoro o il cibo, se la prende con chi ha il potere e non ragiona troppo per il sottile. Rifiutare questo è come rifiutare la legge di gravità.

2) Come si può evincere dal punto 1), la rabbia e la necessità di scendere in piazza precedono l’analisi politica del momento e la formulazione delle richieste. Si trovano fianco a fianco, in Veneto: grillini, estremisti di sinistra, ultranazionalisti di forza nuova, indipendentisti veneti, camionisti siciliani con possibili agganci mafiosi, allevatori disperati e un ex spogliarellista dei Centocelle Dream Men. (Tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma pure un depilato che muove molti camion a quanto pare dice la sua.)

Situazione simile a Torino e Roma, addirittura con gli ultras delle squadre nemiche che, anziché menarsi tra di loro, organizzano le sassaiole assieme.

3) In questi casi, storicamente, si cerca di buttare giù un potere ostile o almeno di metterlo in condizioni di inferiorità per costringerlo poi a trattare. Alle trattative cercano in seguito di sedersi quante più persone possibili sperando di grattar via qualcosa. Se dovessero accordarsi prima, si dividerebbero e ciao ciao lotta al potere.

4) Essendo la composizione così eterogenea, è ovvio che si possano trovare immagini in grado di indignare una parte e commuoverne un’altra, generando confusione. Lo stesso Beppe Grillo è stato duramente contestato dai manifestanti in alcuni video, nonostante la componente grillina sia certamente consistente.

5) Liquidare una manifestazione di migliaia di persone perché quattro stronzetti hanno minacciato una libreria dicendo “bruciamo i libri” è francamente sciocco. Anzi, è figlio di quella stessa voglia di rifiutare la complessità delle situazioni che porta la gente a bruciare i libri.

6) Gravissimo comunque che si siano minacciati i commercianti. Purtroppo veniamo da 50 anni in cui i calci in culo ai crumiri erano tolleratissimi e i picchetti e i blocchi stradali all’ordine del giorno. Sono certo che agli occhi di molti che gridano allo scandalo per i treni bloccati, se a manifestare ci fosse anche la CGiL tutto ciò apparirebbe normale e giusto o, se non giusto, almeno già visto.

7) Personalmente trovo che le proteste dovrebbero sempre essere consentite, ma blocchi al traffico e picchetti mai. Gli scioperi dovrebbero servire a contarsi, non a scassare il cazzo a chi non si è unito a te. Men che meno i blocchi di strade coi camion. Che lasciano pure intendere che il voto di chi possiede un camion conti più del mio, visto che è in grado di causare un danno maggiore. Allora se autorizziamo che si costituisca questo potere nelle mani della lobby di chi possiede un camion, perché non nelle mani della lobby di chi possiede una pistola?

(La lobby dei camionisti illuminati. Praticamente dei faretti.)

8) A questo proposito, si affannano tutti a dimostrare che i poliziotti, togliendosi il casco, hanno o non hanno di fatto aderito alla manifestazione. Certamente un momento emozionante…

 

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ma non capisco come possa preludere a qualcosa di buono, a meno che non sia stato un modo da parte dei poliziotti per calmare gli animi agitati. Altrimenti, che deve voler dire? Su twitter ho visto diverse persone inneggiare a un colpo di stato militare. Tranquilli che poi avrete la perfetta trasparenza modello Ustica. Altro che conferenze in streaming. (L’astronauta Parmitano in visita da Napolitano. E dopo dovrà spiegare ai Forconi perché, mentre era nello spazio, non si è tolto il casco.)

9) Grillo che scrive la lettera ai poliziotti incitandoli ad abbandonare le scorte dei politici e la difesa dei palazzi governativi ha fatto una mossa incendiaria. Non tanto perché davvero creda che i poliziotti possano seguirlo (e se del caso, Grillo pensa davvero che una rivolta della polizia e dell’esercito poi lascerebbe lo Stato in mano a lui e ai suoi neodeputati? Chi lo crede può smettere di leggere con la prossima immagine)

ma perché ha commesso un plateale reato, o almeno un gesto che certamente qualche solerte PM potrebbe perseguire accendendo ancor di più gli animi. Non so che augurarmi, tra un ulteriore strappo alla legalità e l’ulteriore benzina sul fuoco che potrebbe arrivare da una condanna.

10) Dunque la protesta è uguale nei mezzi a mille altre. E quindi ci si può lamentare dei mezzi, sassaiole e blocchi inclusi, solo se si dirà che d’ora in poi quei mezzi non saranno più tollerati. E capisco che i Forconi non vogliano accettare lezioni di protesta civile da chi ha dedicato un’aula al Parlamento a Carlo Giuliani, visto che in questi giorni non ho visto nessuno assalire i poliziotti con degli estintori. Sono mezzi sbagliati, ma che sono sempre stati giustificati. Mi irrito con i doppiopesisti scandalizzati, ma ben venga che si vada oltre. Mi piace mettere in luce le ambiguità umane.

11) Mi trovo, come spesso accade, a sembrare favorevole ai Forconi con chi li addita come una massa di pericolosi fascisti, come se io non conoscessi tanta brava gente che è lì a manifestare, e critico spietato dei Forconi a quelli che mi scrivono TUTTI A CASA !1!1! NOI SIAMO IL POPOLO !1!1!!! come se queste espressioni significassero qualcosa (e anzi, “noi siamo il popolo è un’espressione storicamente propria del nazismo”. Se noi siamo il popolo, voi che non la pensate come noi non siete popolo e non avete diritto di cittadinanza politica).

12) Concludo. Due anni fa, con Monti, i nostri politici e le lobby che li sorreggono ebbero la possibilità di smantellare alcuni privilegi per diminuire la crescente indignazione popolare. Bloccarono ogni riforma e il M5S prese oltre il 20%. Nacque un governo di larghe intese con lo stesso scopo e non ha ancora fatto niente e siamo ai forconi in piazza. Scrissi un anno fa che l’unico investimento sicuro in Italia sarebbe stato aprire una fabbrica di forconi. La sensazione è che i tempi si facciano sempre più stretti. Renzi furbamente lo ha capito e preme per una rapida legge elettorale, anche perché consapevole che per le riforme costituzionali ci vuole tempo e che qualcosa alla gente bisogna darlo in fretta. Un po’ meno sul pezzo, per una volta, Berlusconi. Ha lanciato il sito ForzaDudù. (Ma bisogna capirlo, ora che è interdetto gli serve un candidato premier.) (No, ha lanciato veramente ForzaDudù, non è una battuta.)

Ma consoliamoci pensando a chi sta peggio di noi.

Corea del Nord: per consolidarsi al potere e mostrare al mondo che non è una tigre di carta, Kim Jong-Un ha fucilato lo zio. Sono servite bombe atomiche piccolissime.

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182. La morte alle primarie

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L’inquietante somiglianza di Cuperlo con LA MORTE.

(Tutto ciò è molto coerente visto che alle ultime primarie risultano aver votato persone morte da anni.)

Personalmente apprezzo molto questa virata del PD verso la forma del partito leggero, all’inglese, in cui le linee guida vengono decise dagli elettori anziché stabilite una volta e per sempre da un apparato che attualizza malamente un’eredità culturale che va dai Gracchi a Marx agli anni ’60 per arrivare a Ligabue, George Clooney e D’Alema.

Il PD sta mettendo sul piatto l’esigenza di un confronto, per non dire conflitto interno ai partiti. Si sta esponendo anche a figuracce, perché sono emersi diversi casi di brogli e addirittura il partito è stato costretto a sospendere le iscrizioni, ma siamo in Italia, siamo uno Stato in cui la corruzione esiste e quando i casi emergono, anziché venire insabbiati, è già grasso che cola.

Il PD potrebbe sfaldarsi completamente. Anzi, la previsione della Geloni: “questa è solo l’elezione del Segretario, tra quattro anni ce ne sarà una nuova” suona vagamente portasfiga. Però potrebbe uscire anche rigenerato, soprattutto se con l’insistere sulle competizioni interne si arriverà prima o poi ad affrontare i temi veramente scottanti, come ad esempio la gestione vergognosa di MPS

La mia speranza, da osservatore esterno, è che Cuperlo faccia una figuraccia e che la torta se la spartiscano Renzi e Civati. Non ci credo, ma ci spero. Bisogna sbattere in faccia la porta alla vecchia classe dirigente. Dio solo sa quanto anche la destra avrebbe bisogno di fare altrettanto e quanto dentro il M5S ci sarebbe bisogno di volti carismatici in grado di zittire Grillo di quando in quando.

Andare alle Primarie per votare Cuperlo sarebbe come andare a vedere il Gran Premio di Formula Uno e tifare per i freni.

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