183. Analisi del Forcone

Chinonmuore prosciutto “Capisci di essere davvero famoso il giorno in cui scopri di essere diventato un personaggio dei fumetti”. (Nelson Mandela)

Be’, quello sopra sono io.

Ringrazio @Lybreria che me lo ha fatto. E ora ne immagino un altro in cui io, con la stessa faccia da cazzone disinteressato che ho nelle vignetta sopra, dico questa frase:

A Catania son comparsi volantini con scritto: “VIVA LA MAFIA! VIVA I FORCONI” Evvai che alle prossime elezioni in Sicilia vince il cambiamento!

Eppure sarebbe sbagliato liquidare il movimento con una battuta amara. E quindi, ecco questo post. In questi giorni in Italia pare che ci sia un casino per colpa della manifestazione dei Forconi. Dico pare perché alcuni sembrano imprecare ogni tre secondi per i disagi (il cosiddetto movimento dei Porconi), laddove altri minimizzano, paiono non accorgersene o addirittura additano la manifestazione a esempio di civiltà. La situazione non è facile da analizzare, ma proviamoci.

1) La protesta, prima che legittima o illegittima, fascista o non fascista, di destra o di sinistra, era prevedibile. Sono anni che diciamo che prima o poi la gente si incazzerà e ora si sta incazzando sul serio. La gente incazzata, soprattutto se ha paura di perdere la casa, il lavoro o il cibo, se la prende con chi ha il potere e non ragiona troppo per il sottile. Rifiutare questo è come rifiutare la legge di gravità.

2) Come si può evincere dal punto 1), la rabbia e la necessità di scendere in piazza precedono l’analisi politica del momento e la formulazione delle richieste. Si trovano fianco a fianco, in Veneto: grillini, estremisti di sinistra, ultranazionalisti di forza nuova, indipendentisti veneti, camionisti siciliani con possibili agganci mafiosi, allevatori disperati e un ex spogliarellista dei Centocelle Dream Men. (Tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma pure un depilato che muove molti camion a quanto pare dice la sua.)

Situazione simile a Torino e Roma, addirittura con gli ultras delle squadre nemiche che, anziché menarsi tra di loro, organizzano le sassaiole assieme.

3) In questi casi, storicamente, si cerca di buttare giù un potere ostile o almeno di metterlo in condizioni di inferiorità per costringerlo poi a trattare. Alle trattative cercano in seguito di sedersi quante più persone possibili sperando di grattar via qualcosa. Se dovessero accordarsi prima, si dividerebbero e ciao ciao lotta al potere.

4) Essendo la composizione così eterogenea, è ovvio che si possano trovare immagini in grado di indignare una parte e commuoverne un’altra, generando confusione. Lo stesso Beppe Grillo è stato duramente contestato dai manifestanti in alcuni video, nonostante la componente grillina sia certamente consistente.

5) Liquidare una manifestazione di migliaia di persone perché quattro stronzetti hanno minacciato una libreria dicendo “bruciamo i libri” è francamente sciocco. Anzi, è figlio di quella stessa voglia di rifiutare la complessità delle situazioni che porta la gente a bruciare i libri.

6) Gravissimo comunque che si siano minacciati i commercianti. Purtroppo veniamo da 50 anni in cui i calci in culo ai crumiri erano tolleratissimi e i picchetti e i blocchi stradali all’ordine del giorno. Sono certo che agli occhi di molti che gridano allo scandalo per i treni bloccati, se a manifestare ci fosse anche la CGiL tutto ciò apparirebbe normale e giusto o, se non giusto, almeno già visto.

7) Personalmente trovo che le proteste dovrebbero sempre essere consentite, ma blocchi al traffico e picchetti mai. Gli scioperi dovrebbero servire a contarsi, non a scassare il cazzo a chi non si è unito a te. Men che meno i blocchi di strade coi camion. Che lasciano pure intendere che il voto di chi possiede un camion conti più del mio, visto che è in grado di causare un danno maggiore. Allora se autorizziamo che si costituisca questo potere nelle mani della lobby di chi possiede un camion, perché non nelle mani della lobby di chi possiede una pistola?

(La lobby dei camionisti illuminati. Praticamente dei faretti.)

8) A questo proposito, si affannano tutti a dimostrare che i poliziotti, togliendosi il casco, hanno o non hanno di fatto aderito alla manifestazione. Certamente un momento emozionante…

 

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ma non capisco come possa preludere a qualcosa di buono, a meno che non sia stato un modo da parte dei poliziotti per calmare gli animi agitati. Altrimenti, che deve voler dire? Su twitter ho visto diverse persone inneggiare a un colpo di stato militare. Tranquilli che poi avrete la perfetta trasparenza modello Ustica. Altro che conferenze in streaming. (L’astronauta Parmitano in visita da Napolitano. E dopo dovrà spiegare ai Forconi perché, mentre era nello spazio, non si è tolto il casco.)

9) Grillo che scrive la lettera ai poliziotti incitandoli ad abbandonare le scorte dei politici e la difesa dei palazzi governativi ha fatto una mossa incendiaria. Non tanto perché davvero creda che i poliziotti possano seguirlo (e se del caso, Grillo pensa davvero che una rivolta della polizia e dell’esercito poi lascerebbe lo Stato in mano a lui e ai suoi neodeputati? Chi lo crede può smettere di leggere con la prossima immagine)

ma perché ha commesso un plateale reato, o almeno un gesto che certamente qualche solerte PM potrebbe perseguire accendendo ancor di più gli animi. Non so che augurarmi, tra un ulteriore strappo alla legalità e l’ulteriore benzina sul fuoco che potrebbe arrivare da una condanna.

10) Dunque la protesta è uguale nei mezzi a mille altre. E quindi ci si può lamentare dei mezzi, sassaiole e blocchi inclusi, solo se si dirà che d’ora in poi quei mezzi non saranno più tollerati. E capisco che i Forconi non vogliano accettare lezioni di protesta civile da chi ha dedicato un’aula al Parlamento a Carlo Giuliani, visto che in questi giorni non ho visto nessuno assalire i poliziotti con degli estintori. Sono mezzi sbagliati, ma che sono sempre stati giustificati. Mi irrito con i doppiopesisti scandalizzati, ma ben venga che si vada oltre. Mi piace mettere in luce le ambiguità umane.

11) Mi trovo, come spesso accade, a sembrare favorevole ai Forconi con chi li addita come una massa di pericolosi fascisti, come se io non conoscessi tanta brava gente che è lì a manifestare, e critico spietato dei Forconi a quelli che mi scrivono TUTTI A CASA !1!1! NOI SIAMO IL POPOLO !1!1!!! come se queste espressioni significassero qualcosa (e anzi, “noi siamo il popolo è un’espressione storicamente propria del nazismo”. Se noi siamo il popolo, voi che non la pensate come noi non siete popolo e non avete diritto di cittadinanza politica).

12) Concludo. Due anni fa, con Monti, i nostri politici e le lobby che li sorreggono ebbero la possibilità di smantellare alcuni privilegi per diminuire la crescente indignazione popolare. Bloccarono ogni riforma e il M5S prese oltre il 20%. Nacque un governo di larghe intese con lo stesso scopo e non ha ancora fatto niente e siamo ai forconi in piazza. Scrissi un anno fa che l’unico investimento sicuro in Italia sarebbe stato aprire una fabbrica di forconi. La sensazione è che i tempi si facciano sempre più stretti. Renzi furbamente lo ha capito e preme per una rapida legge elettorale, anche perché consapevole che per le riforme costituzionali ci vuole tempo e che qualcosa alla gente bisogna darlo in fretta. Un po’ meno sul pezzo, per una volta, Berlusconi. Ha lanciato il sito ForzaDudù. (Ma bisogna capirlo, ora che è interdetto gli serve un candidato premier.) (No, ha lanciato veramente ForzaDudù, non è una battuta.)

Ma consoliamoci pensando a chi sta peggio di noi.

Corea del Nord: per consolidarsi al potere e mostrare al mondo che non è una tigre di carta, Kim Jong-Un ha fucilato lo zio. Sono servite bombe atomiche piccolissime.

Ricordo che sulla destra c’è il plug in per mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore e che è un bel modo per supportare chi scrive.

3 pensieri su “183. Analisi del Forcone

  1. loscalzo1979

    Rimango dell’idea che tutta questa caciara non porterà a niente, non siamo la Grecia ne la Spagna ne questi bifolchi sono Occupy WallStreet o gli Indignados (e fra parentesi neanche questi hanno portato chissà a che cosa nei loro paesi).

    E tendo a dire che anche Grillo ha rotto i cabazizi e alle europee prevedo una bella batosta

    Rispondi
  2. Pingback: Chi Non Muore

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