196. I Ministri del governo ggggiovane

L3LIUt1393071742Dopo molte ore di colloquio, Renzi presenta la nuova squadra di Governo. Napolitano ha sperato fino all’ultimo di morire prima della firma.

(“Questo Governo durerà quattro anni”, ha dichiarato il Presidente della Repubblica che secondo le statistiche dovrebbe essere già schiattato da cinque.)

Il bello è che mentre noi piazzavamo i giornalisti fuori dalla porta di Napolitano per sapere come sarebbe stato composto il Governo, l’Ocse annunciava che il nostro prossimo Ministro per l’Economia sarebbe stato Padoan. Che è più o meno come se la Fifa annunciasse il prossimo allenatore dell’Inter.

Metà dei Ministri ammettono candidamente di non sapere cosa faranno. “Ma abbiamo voglia di fare! E ci sono tanti giovani e tante donne!”

Ci sono tanti giovani e tante donne anche in discoteca, ma non per questo spostiamo lì il Governo.

“Ci sono giovani e figa, prenota anche tu una vacanza a Palazzo Chigi”.

Ecco la lista dei Ministri. Saranno divisi tra “Professionisti” e “Nuove Proposte”.

Ministro per l’Economia Giancarlo Padoan. Prima della nomina aveva già avanzato proposte innovative, coraggiose e fantasiose: fare una patrimoniale. Chiunque possieda più di 100.000 euro e non li sposti immediatamente in Lichtestein è un cretino.

Tra i Ministri, MInistro della Semplificazione, anche Marianna Madia. A occhio e croce il mio curriculum non dev’essere arrivato.

Marianna Madia ha saputo che sarebbe stata Ministro mentre guardava Peppa Pig. Che poi è il suo curriculum per quel che riguarda la semplificazione.

Ministro della Cultura, dopo il buon Bray, Dario Franceschini. Uno dei primi vecchi convertiti al renzismo, giustifica la sua nomina spiegando a tutti di aver scritto ben due romanzi. Da bravo intellettuale radical chic rivendica con orgoglio che hanno venduto pochissimo.

Ministro degli Interni rimane Alfano. Sospiro di sollievo della classe dirigente del PD che potrà continuare a dire che quelli che picchiano i NoTav sono berlusconiani e fascisti.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio, già Ministro degli Affari Regionali. A Dicembre suo figlio aveva scritto su Facebook “Il Governo non ha fatto nulla” e lui, per non adottare provvedimenti ad personam, ha mandato gli italiani a letto senza cena.

Ministro per la Salute confermata Beatrice Lorenzin. Di lei si è detto tutto e il contrario di tutto fino al momento della sua nomina a Ministro nel Governo Letta quando, come di tutti i suoi colleghi, si sono perse le tracce. Visto che il Governo non faceva niente, ha passato l’ultimo anno a imbruttirsi il più possibile per non sembrare più una donna di Forza Italia.

Ministro per i Rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi. Fortemente voluta da Berlusconi per la sua gnoccaggine, oltre a essere giovane ha anche un curriculum non disprezzabile, cosa che ha gettato nello sconcerto molti colleghi. Potrebbe essere una spia straniera.

Boccia e il carabiniere

 

 

 

(Nella foto, un carabiniere si chiede perché la Boschi non l’hanno fatta Ministro della DIfesa.)

Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando. A prescindere dalla sua preparazione, di lui si ricorda un’intervista in cui sostenne alcune cose condivisibili: limitare l’eleggibilità dei giudici a cariche politiche (piaccia o no, hanno un obiettivo potere di ricatto e, inoltre, la distinzione dei poteri sarebbe maggiormente garantita), cambiare il metodo di elezione del Csm in modo da non richiedere la formazione di correnti (ovvero i giudici non dovrebbero organizzarsi sulla base di idee riconducibili a un partito politico), sezione disciplinare distinta dal Csm (ovvero evitare il meccanismo cane non mangia cane). Un po’ meno bello che si sia schierato contro le norme sul carcere duro. Non mi perdo in facili battute sul suo livello scolastico, spero si faccia scrivere le leggi dallo stesso avvocato che gli ha scritto quell’intervista.

Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, confermato Maurizio Lupi. Giornalista, ciellino, santo protettore dei dipendenti di Alitalia. “Va salvaguardata l’occupazione dei lavoratori Alitalia”, dichiarò facendola comprare da Poste Italiane. Riesce a scontentare i liberali che non vorrebbero gli aiuti di Stato, i comunisti che vorrebbero un laico, i Berlusconiani che lo vedono come un traditore. Pare sia ancora più simpatico di Gordon Ramsey, ma di poco.

Ministro del Lavoro Maurizio Poletti. Oscar Giannino, che certo non è un conservatore, si è espresso dicendo che poteva andarci peggio e che Poletti ha tutto sommato idee liberali sul Lavoro. Sospendiamo il giudizio, ma da Presidente di Legacoop è quantomeno in forte conflitto di interessi. E lo stesso si potrebbe dire della Guidi.

Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Sinceramente a me la Carrozza non era dispiaciuta. Scelta molto politica: serviva qualcuno dell’ala liberale di Scelta Civica, essendo ormai Mauro chiaramente più identificabile con Alfano e Lupi che col partito fondato da Monti. Scusate se non faccio battute, ma non la conosco abbastanza per esprimermi.

Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, già sottosegretario allo stesso ministero sotto il Governo Letta. Il fatto che le sue bio mettano tra le prime 5 righe “tifoso dell’Atalanta” la dice lunga sul suo curriculum.

(Le bio dei principali giornali ricordano che è tifoso dell’Atalanta e non che è laureato all’Università di Macerata, il che la dice lunga pure sull’Università di Macerata.)

Ministro degli Esteri Federica Mogherini. L’altro ieri twittava “Con il pensiero, e il cuore, a Kiev. Che tu sia poliziotto o manifestante, non si può morire così, in Europa”. Ha fama di persona combattiva e competente, ora che sarà Ministro potrà magari permettersi qualcuno che le corregga gli errori di punteggiatura, siamo a cavallo.

(“Che tu sia poliziotto o manifestante non si può morire così”. E per la crisi in Repubblica Centrafricana ha già pronto il tweet “Che tu sia leone o gazzella”.)

Ministro della Difesta Roberta Pinotti. Laureata in lettere, ex Partito Comunista, ci si potebbe aspettare di trovarla alla Nato a declamare poesie contro la guerra di Bertold Brecht. Invece passerà il prossimo anno a rilasciare interviste sul fatto che è la prima donna Ministro della Difesa della storia. Comincia il primo giorno dichiarando che ha i marò nel cuore, preoccupando tutti i nazionalisti perché vuol dire che ha il cuore in India.

(A proposito: a Sanremo ci sono state le mogli dei due marò. Non ho seguito, ma credo si siano schierate contro la musica sperimentale, contro i gruppi indy.)

Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. A parte l’assurdo di separare Ambiente e politiche Agricole, questo è il capolavoro di Casini: Casini passa ufficialmente a destra e si allea con Berlusconi, ma in Parlamento il suo gruppo sostiene Renzi e mette al Governo Galletti.

Non ho indagato se il Ministro dell’Ambiente ha qualche conflitto d’interessi coi Galletti del Mulino Bianco.

Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, una fama di sindaco antimafia, ha ricevuto ripetute minacce di morte. Le ultime dal Ministro Alfano, poco prima del giuramento.

Questa è la squadra di Renzi, figlia non solo delle sue decisioni, ma anche della necessità di ottenere la fiducia da un Parlamento diviso. Il primo nodo da affrontare sarà la sonora bocciatura che la Corte dei Conti ha dato alla finanziaria: “Mancano 14 miliardi di Euro”. Whattsapp?

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