Archivio mensile:aprile 2014

200. The Ultimate Warrior vs Renzi vs Grillo

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Quello di oggi è il duecentesimo numero di Chi Non Muore. Un bel traguardo, raggiunto grazie a tutti quelli che mi leggono e che mi spronano a continuare. Ogni successo, piccolo o grande, che richieda l’approvazione di un pubblico deve essere diviso col pubblico stesso. Chi si rifiuta di farlo e non lo capisce è pericolosamente egocentrico.
Lo disse Bud Spencer, al secolo Mario Pedersoli: “Ho ottenuto due forme di successo in vita mia: quello come nuotatore, che devo solo a me stesso, e quello come attore, per il quale devo ringraziare milioni di fan in tutto il mondo e che potrebbe essermi tolto in qualunque momento”.
Un discorso simile è stato fatto, pochi giorni fa, da una delle icone di quando ero bambino, il wrestler The Ultimate Warrior. “Voi avete creato The Ultimate Warrior e ogni altra leggenda di questo business.”
Disse anche: “Ogni cuore umano batte il suo ultimo battito. Ogni uomo esala l’ultimo respiro.” Ironicamente, il suo cuore ha smesso di battere due giorni dopo. Per oltre 24 ore, “The Ultimate Warrior” è stato tra i trending topic di Twitter, sia a livello italiano che a livello mondiale. E così mi sono trovato a chiedermi perché. Perché ha lasciato tanti ricordi?
The Ultimate Warrior era una zappa. C’è poco da fare: tecnicamente era uno dei lottatori più scarsi della sua epoca. Sapeva fare il pugno finto, la spallata goffa e il lanciarsi di pancia sull’avversario facendosi più male lui dell’altro. Fine. Al microfono diceva spesso cose senza senso. Eppure. Eppure era adorato. Nessuno come lui, in così poco tempo dal debutto, è mai riuscito a scatenare le folle.
Siccome nulla accade senza una ragione, la ragione c’è.
The Ultimate Warrior era gasante. Veniva annunciato da una musica elettrizzante. Arrivava correndo verso il ring, spesso si faceva di slancio il giro della parte esterna del quadrato come se non potesse fermarsi, si buttava a braccia larghe contro le corde mostrando un fisico così statuario da apparire inverosimile, poi entrava e le scuoteva con energia mentre la folla urlava in delirio.
Laddove molti atleti hanno ottenuto il successo con la psicologia, rallentando i tempi e cercando l’appoggio del pubblico nei momenti chiave, costruendo a poco a poco il momento in cui l’arena aveva voglia di esplodere e solo allora dandogli l’occasione di farlo, The Ultimate Warrior era ipercinetico. Si batteva il petto, sbuffava, correva, si rialzava di scatto subito dopo essere stato steso. Tutto questo era molto coerente col suo personaggio. Se l’altra grande stella del tempo, Hulk Hogan, si ergeva a paladino del bene e della correttezza, The Ultimate Warrior no. The Ultimate Warrior non faceva la morale a nessuno. Veniva presentato come un concentrato di energia e forza bruta che dominava perché POTEVA. Che voleva bruciare le tappe. Che non accettava di essere frenato dai suoi mediocri avversari. Voleva affermare sé stesso perché era il migliore, il guerriero perfetto, e non era capace di star fermo.

La gente tifava per lui perché liberava il desiderio.

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E il pubblico lo amava per questo. I dettagli cominciavano a non importare più. Ci mettessero gli altri la tecnica, lui doveva correre, volere tutto subito e non fermarsi mai.

“Ci mettessero gli altri” è la chiave di tutto. A ognuno il suo lavoro. Il successo in termini di popolarità di Renzi e Grillo è simile a quello di The Ultimate Warrior. Spesso sono approssimativi nelle loro spiegazioni. Ma il loro ruolo è correre verso il ring e non fermarsi mai. Dare carica, ottimismo e fiducia, perché ottimismo e fiducia in politica e in economia sono risorse limitate. Se si mettessero a fare giochi tattici o noiose spiegazioni tecniche, a mostrare dubbi, incertezze, ponderazione, forse il loro successo verrebbe meno. Sono due animali da voti, trasformarli in qualcos’altro sarebbe suicida.
Per ora Renzi sta andando rapidissimo. Nuova legge elettorale PUM, testo pronto. Riforma del Senato PUM, testo pronto.
Qualcuno si mette per traverso e PUM, bollato come vecchio coglione.
Renzi non si perde in tecnicismi.
Ma qualcuno deve farlo. Per ottenere un successo di lungo periodo bisogna ottenere dei risultati o controllare i media così tanto che la gente si convinca che li hai ottenuti. Per ottenere i risultati bisogna che qualcuno si occupi di tutti i noiosi dettagli che servono poco per gasare i cittadini, ma molto per ottenere risultati. E alla fine il pubblico se ne accorge, se non ce la fa a pagare le bollette. Dobbiamo pregare che Renzi non confidi solo nel proprio ipercinetismo e sappia affidarsi a chi sa quello che fa. Qualunque successo è il successo di una squadra.
Anche i successi piccoli, come quello di Chi Non Muore. Avrei finito per scrivere per me e basta senza l’aiuto di chi mi ha consigliato come impostare il blog, come migliorare i miei pezzi, come ottenere condivisioni. Senza coloro che dopo avermi letto mi hanno consigliato agli amici o condiviso su Facebook o Twitter. Senza coloro che hanno fatto per me i fotomontaggi perché hanno creduto che stessi costruendo qualcosa di bello.
Quindi grazie a tutti voi che siete tra coloro che non mollano, che siete della truppa di Chi Non Muore. Grazie a voi che sarete con me quando vi ringrazierò nel numero 300.

Vi lascio con una veloce rassegna di quanto fatto e scritto negli ultimi 100 numeri. Una battuta, un riassunto dell’argomento, qualcosa.

 

199. Cosa ci insegna davvero la scuola italiana – Cosa succederebbe se mettessimo la gente al Governo?

198. Manager Moretti: viva la sincerità – Io i dirigenti pubblici li pagherei sulla base dei risultati ottenuti. Ma l’Italia potrebbe affrontare questa ondata di nuovi poveri?

197. Aggiornamenti flash – Si candida alla Presidenza dell’Ukraina Klitschko, ex campione mondiale di boxe. Fonderà un partito di destro-sinistro.

196. I Ministri del Governo ggggiovane – Renzi presenta la lista dei Ministri. “Ci sono tanti giovani e donne”. Ci sono tanti giovani e donne pure in discoteca, ma non per questo spostiamo lì il Governo.

195. Ei fu. L’Italia cambia verso – le 4 ragioni per cui Renzi ha fatto cadere Letta e ne ha preso il posto.

194. Politica e wrestling – Perché la politica è come il wrestling, nel bene e nel male.

193. I dittatori esilaranti: Turkmenistan – La vera storia di due dittatori divertentissimi che hanno ammazzato un sacco di gente.

192. Aggiornamenti flash – Ex comandante delle guardie svizzere: “C’è in Vaticano una lobby gay pericolosa per la sicurezza di Papa Francesco”. Un complotto dei servizietti segreti.

191. Legge elettorale vecchia fa buon brodo – La storia vera di come mangiai i tortellini in brodo senza avere un cucchiaio e ciò mi insegnò qualcosa sulla politica.

190. Aggiornamenti flash– Trovati messaggi inviati da Riina ai compari. Sono scritte in alfabeto fenicio. Ci credete? Riina e compagnia si mandano lettere in alfabeto fenicio. Fanno più loro per gli studi classici dello Stato.

189. L’Italia si divide – Non siamo mai d’accordo su niente. Possiamo riderci sopra? Questo dovrebbe anche suggerirci qualcosa?

188. I due tipi di festa di capodanno – Esistono essenzialmente due tipi di festa: quella etilico-pagano-bacchico-orgiastica e quella di merda.

187. Buon Nat… COSA? – Perché nel 2014 è impossibile fare gli auguri di Buon Natale.

186. Battute acide – Il Corriere titola: “Video di Berlusconi che fa sesso con due prostitute a Panama”. Razzismo è chiamare le due ragazze panamensi pagate per fare sesso con Berlusconi “prostitute” e quelle italiane “escort”.

185. Incostituzionale a chi? – La Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum. Un evento gravido di conseguenze, la più immediata delle quali è stata il proliferare di giuristi improvvisati in tutto il Paese.

184. Dialoghi stralunati, PARTE SECONDA – “Ciao sono un Abbraccio” “E dov’eri l’altra volta che avevo bisogno di te?” “è per risposte così che non mi vedi da un po’.”

183. Analisi del forcone – Da quando ho letto Bukowski, ogni volta che chiedo un panino al prosciutto mi sento in obbligo di aggiungere “cit.” – (Oltre alle battute, una analisi di quello che fu il movimento dei forconi.)

182. La morte alle primarie – Andare alle Primarie del PD per votare Cuperlo sarebbe come andare a vedere il Gran Premio di Formula Uno e tifare per i freni.

181. Mandela reloaded – Uno dei pezzi di che sento più mio. Cosa dovrebbe ispirarci la morte di Mandela?

180. Che due (decadi di) palle – Berlusconi decade da senatore. La Carfagna: “In senato l’odore malevolo della mandorle amare”. Cazzi, si dice cazzi amari. L’odore dovrebbe conoscerlo.

179. Il bilancio dello Stato spiegato a Duke Nukem – C’è una bomba nel bilancio dello Stato e non si può disinnescarla senza fare una guerra.

178. Il sixpack spiegato a Duke Nukem – Due scelte sono sensate: studiare molto o comperare un Uzi. Spieghiamo perché a uno che propenderebbe per l’uzi.

177. Cristicchi canta gratis – La storia di come ho conosciuto Simone Cristicchi in quel di Bruxelles. Una bella storia, una volta tanto.

176. Letta ha le palle d’acciaio – Letta in Europa lo chiamano “Palle d’acciaio”. “Culone inchiavabile” era già preso.

175. Mi si è annodata la lingua – Berlusconi: “I miei figli si sentono come Ebrei sotto Hitler”. La sottile differenza tra una doccia a gas e una jacuzi con le bolle. (A margine, la storia strappalacrime di come ho debuttato in radio.)

174. Le sirene, la deputata e i troll – Esiste un documentario che proverebbe che le sirene esistono. L’ho scoperto grazie a una deputata. Io l’ho visto e l’ho commentato in diretta. Si giunge a una chiara conclusione…

173. So cos’hai detto – Scoppia lo scandalo NSA. Intercettavano anche il cellulare di Bersani. Dev’essere emozionante, per lui, sapere che c’era qualcuno che lo ascoltava.

172. Il giorno di tutti – Pensiero filosofico di Halloween: Berlusconi decade, l’uranio decade, le labbra della Santanchè stanno ancora su.

171. Renzi, destra e sinistra – Alcuni accusano Renzi di non essere di sinistra. Hanno ragione? Ce lo spiega Milan Kundera.

170. Niente muore, tutto si transformer – Muore Lou Reed. Un’immagine di disperazione.

169. AbBINDIlati – Rosy Bindi eletta Presidente della Commissione Antimafia. Avrebbe preferito essere trombata.

168. Un vaso di Nutella col mio nome – Non siamo più alla politica spendacciona. Siamo più a livello del Valvassore medievale che, avendo contratto debiti col Vassallo, spreme i servi della gleba fintanto che può e intanto fa la vita da castello.

167. Nobel e Ignobel 2013, PARTE SECONDA – Morto Priebke. È stato il dispiacere per non aver vinto il Nobel per la Pace.

166. Nobel e Ignobel 2013, PARTE PRIMA – Premio Nobel per la Fisica a Englert e Higgs per la scoperta del famoso bosone. Oddifreddi soddisfatto perché non hanno premiato anche Dio.

165. Politica e Poesia – elogio, nello stesso post, della poesia e delle reazioni non emotive. Non è un post da ridere.

164. Questa non è una scissione – momento storico: il PDL si spacca. Chi vuol fare il danno con Berlusconi da una parte, chi non ha fatto niente con Letta dall’altra.

163. Se per caso cadesse il mondo – Tra una battuta e l’altra, previdi la spaccatura del PDL e la nascita di NCD. Dico anche la mia su quella che sarebbe la legge elettorale ideale.

162. Dove c’è polemica, c’è casa – Si è fatto un gran parlare di Guido Barilla che ha detto che nei suoi spot non si vedrà mai una famiglia omosessuale. Tutto il resto passa in secondo piano, rispetto a un così palese attacco ai diritti civili. Che io me lo vedo il signor Barilla con una farfalla sotto il naso tipo baffetto di Hitler.

161. Come Telecom nessuno mai – Cediamo Telecom agli spagnoli, Alitalia ai francesi, Pernigotti ai turchi, l’Inter agli indonesiani, il culo ai tedeschi.

160. Il videomessaggio, la magistratura italiana e le soluzioni all’italiana – Ma davvero qualcuno ha preferito guardare il videomessaggio di Berlusconi anziché una puntata di The Big Bang Theory? Io non l’ho voluto vedere. Ci ho pensato e francamente mi è parsa la cosa migliore. Che poi se devo, preferisco sempre guardare il film originale.

(No, con “film originale” non mi riferisco ai video del ’94. Penso a Gremlins.)

Nel post anche la prova che la magistratura italiana è davvero corrotta.

159. Thor e Miley make a porno – Si conclude il G20 ed è un Letta entusiasta quello che si presenta davanti ai giornalisti: “Per una volta possiamo dire che l’Italia non è stata trattata come la bambina da mettere in punizione dietro la lavagna”. Dunque, chiedono i giornalisti, le vostre misure sono state approvate? Avete concluso proficue trattative? “A dire il vero non si è mai parlato di Italia, c’erano problemi più urgenti.” Letta è come una di quelle ragazzine del liceo che si eccitano sessualmente per i ragazzi che non le cagano di pezza.

158. Bomba o non bomba – Analisi della ridicola analisi del Corriere sul possibile intervento di Obama contro la Siria. In quale universo parallelo la coerenza è più importante dei sondaggi per un politico?

157. Poker di Senatori – Napolitano nomina 4 nuovi senatori a vita in chiave politica.

156. IMU opinion only – Il governo Letta toglie l’IMU eppure non lo toglie. Eh?

155. Per quest’anno non cambiare – Tre cose che in Italia non cambieranno mai e che non dovrete credere che cambieranno qualunque cosa vi promettano.

154. Monopoly e libero mercato – Sette parlamentari scrivono all’ambasciatore americano, preoccupati per la piega che sta prendendo la NUOVA EDIZIONE DEL MONOPOLY. Andiamo a vedere chi sono e, per favore, non votiamoli mai più.

153. The burned identity – In Germania si potrà scrivere sui documenti uomo, donna o neutro. Perché la cosa ha delle conseguenze per nulla ovvie.

152. Questione di culo – Il senatore Razzi dice che in Corea ci sono le strade pulite e il rispetto per le istituzioni. Gli risponde Gandalf.

151. Papa Francesco e Balotelli. Apocalittici e integrati – Le 5 domande che farà Balotelli a Papa Francesco

150. Un Governo di sfigati – Il Governo si sta dando da fare per promuovere un’azione coordinata, coerente e consapevole sul Paese. Per dimostrarlo, ieri Letta ha dichiarato: “Il Governo è molto più solido di quanto si pensi”. Contemporaneamente, in un’altra aula, il Ministro Bonino dichiarava: “Governare in questa situazione è virtualmente impossibile“. Ecco quindi stabilita la linea: il governo durerà, ma senza governare.

149. Berlusconi condannato sesso vinci un milione di euro – Il perfetto meccanismo virale. Come diffondere una notizia sul niente. E 7 cose di cui dovresti preoccuparti davvero.

148. L’impunità del male – Priebke compie 100 anni. Non è stata una bella festa. Con tutte quelle candeline gli sembrava di essere già all’inferno.

147. La Kyenge nella Repubblica delle banane – Perché la Kyenge potrebbe veicolare un messaggio razzista. Uno dei post più visti di Chi Non Muore.

146. Un tennista italiano in top ten? E che c’entra con la politica? Si inizia a parlare di Fognini come di un possibile top ten. E se ne parla come se si parlasse di politica, cioè dicendo cazzate.

145. Un’immagine vale più di mille trollate – Una foto di Repubblica presa ad esempio: perché la qualità dell’informazione non interessa più a nessuno.

144. Non c’è birra senza spina – Vince una gara di bevuta di birra e muore. Ma poteva andargli peggio. Poteva morire e arrivare secondo.

143. Razzi in Corea – La notizia è ufficiale: al senatore Antonio Razzi piacciono le prostitute orientali.

142. Diritto di Asylum (Ovvero, filosofia del film Sharknado) – Se Philip Roth guarda cose stupide, potete farlo anche voi.

141. Notizie dall’indifferenziata – Fassina: “Recupereremo i fondi per investire sui giovani dalla lotta all’evasione fiscale”. “Recupereremo i fondi dalla lotta all’evasione fiscale” is the new “Non so come sia potuto accadere, non avevo mai fatto cilecca prima!”

140. Zanonato: dalla Russia con ignoranza – Oggi parliamo di aspirapolveri e pompe. Ma stranamente non del PDL.

139. Elogio dell’invettiva (ed elegia per una seppia morta) – IL PAESE DI MERDA. Il nuovo film della Parlamento productions

138. Certo che puoi votare chi vuoi – L’analisi della situazione in Egitto, ovvero perché la democrazia formale non serve a un cazzo.

137. Altro che Ius Soli – La Croazia entra nell’Unione Europea senza che neppure i cittadini italiani lo sapessero.

136. Game of Thrones vs La seconda Repubblica – Il successo di Game of Thrones spiegato a Bersani.

135. E se il reddito di cittadinanza si potesse veramente fare? – Un articolo che oggi scriverei diverso. Comunque ho voluto confrontarmi coi numeri.

134. Praticamente non è cambiato un cazzo – Morto il Senatore a vita Colombo, cocainomane e sospetto pedofilo. Fu chiamato “padre costituente” perché il nomignolo “Papi” era già preso.

133. Politicamente scorretto – Gambizzato il capo degli ultras della Lazio a due passi da casa mia. Ops, scusate, non volevo dire “passi”. (Il capo degli ultras della Lazio, Toffolo, era già stato gambizzato sei anni fa, ma ora la sentenza è stata confermata in appello.)

132. Senza passare dal via – Gasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” Ma nemmeno la storia del fascismo e dei deputati sull’Aventino conosce?

131. Ma che IVA in mona! – Cosa succederebbe se vendessimo l’Italia al PSG? (Inculsa una breve spiegazione di perché l’IVA è una tassa particolarmente stronza.)

130. Milano, Illinois – Raduno neonazista a Milano. Io non sono potuto andare, ero impegnato a non dimenticare.

129. L’IMU e il pendolo – L’IMU può essere il classico male a fin di bene. Che come insegnano i film, finisce per corrompere.

128. Gli astenuti sono persone come noi – Più del 50% dei cittadini non ha votato alle amministrative. E ci sono partiti che hanno il coraggio di gridare vittoria.

127. Credevo fosse amore, invece era interesse – Nicole Minetti dichiara in tribunale di aver provato per Berlusconi “Un sentimento di amore vero”. E mi vengono in mente tre storie d’amore simili a quella tra lei e il Cavaliere.

126. Le riforme che verranno – WOW abbiamo 35 saggi! E che proporranno mai? Surreali proposte che potrebbero emergere.

125. Il femminicidio che c’è e quello che non c’è – L’Italia è uno dei Paesi al mondo con MENO donne uccise dal partner. Allora perché leggendo i giornali pare che sia vero il contrario?

124. Il diritto a darsi un bacio – La protesta del bacio in Turchia, un pazzo che mi scrive su twitter e una posizione non convenzionale sui matrimoni tra omosessuali. Ho detto tra omosessuali? No, sui matrimoni e basta.

123. Capaci, 21 anni e non mostrarli – Se non ci pensasse la mafia a organizzare le fiaccolate in favore di Falcone…

122. Volevano davvero eliminare Grillo? – Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PDL. Che poi non trovi più il portafogli è un altro discorso. (E un’analisi del disegno Zanda sulla riforma del finanziamento pubblico ai partiti.)

121. L’unto del signore e l’adultera – USA: Colonnello a capo della squadra antistupro arrestato per aver stuprato una donna. “Volevo imparare a pensare come loro.”

120. All’armi siam bambini – Perché i bambini uccidono? E gli elettori? A mio avviso, da leggere.

119. Saviano, umano – La storia di come Saviano venne scoperto a sparare cazzate.

118. Battute che non potrei dire in TV – Roma. Migliaia di multe cancellate a politici e alti funzionari. Però i vigili urbani hanno ridotto del 99% la spesa di carta igienica.

117. Chi condanna Berlusconi? – Alcune cose sul processo a Berlusconi che non leggerete facilmente sui giornali. E dette da un feroce antiberlusconiano.

116. Chi Non Muore è morto – Andreotti non è morto, è solo andato all’inferno a baciare Belzebù. (Interrogato, non conferma né smentisce.)

115. Il 5 Maggio 2013 – E se quella poesia l’avesse scritta Bruce Lee?

114. Canta che ti passa – C’è un target per qualsiasi cosa vi possiate immaginare. Non sapete dov’è, magari non è facile trovarlo, ma c’è. Per esempio, per la Biancofiore che fa in radio a cantare l’inno del PDL con la sua cagnetta.

113. L’Italia ha i complessi – Perché l’Italia ce la può fare, ma non ce la sta facendo. Articolo ancora attualissimo.

112. Gran dottori – Il post più visto di sempre di Chi Non Muore. La vera storia del fu Ministro Zanonato e in senso lato di tutta l’Italia.

111. Il sonno della politica genera mostri – Uomo spara contro Palazzo Chigi ferendo gravemente due carabinieri. L’identikit dell’attentatore: italiano, incensurato, vestito bene e con lo stesso livello scolare del nostro Ministri per lo Sviluppo Economico.

110. Fate spazio – Berlusconi in Texas per festeggiare Bush. Ed è molto frustrato perché la moglie di Obama non capisce la battuta: “Dallas non è una città, è un consiglio.”

109. Dialoghi stralunati, PARTE PRIMA – “Ciao, sono un orgasmo” “Piacere!” “Allora ci conoscevamo già.”

108. Chi ha paura di Robin Hood – Vendola: “Forze potenti impediscono al Paese la svolta a sinistra.” Per esempio, la sinistra.

O l’infida matita degli elettori, arcinemica del popolo sovrano.

107. Hokuto Republic – Che io non voglio dire che Napolitano sia vecchio. Ma ha gli stessi anni che aveva la Thatcher due settimane fa.

106. A modest proposal – Che succederebbe se facessimo Presidente della Repubblica Berlusconi?

105. Cui Prodi – A tutti quelli che credono che la maggioranza abbia tendenzialmente ragione, vorrei solo ricordare che nel 1915 Charlie Chaplin si presentò sotto falso nome ad un concorso per sosia di Charlie Chaplin. Arrivò terzo.

104. Rodo Tànto – Franco Marini candidato ufficiale del PD alla Presidenza della Repubblica. Se bastava un anziano cattolico con problemi con la giustizia, allora andava bene anche Michele Misseri.

103. Batman e i rotolini di ciccia – Le immagini dei supereroi italiani. Li trovo un po’ ridicoli, ma tifo per loro.

102. Il re dei castelli in aria non fa piovere soldi – Vi racconto la storia di uno che vuol comprare la vostra casa, ma non vi dice se ha i soldi per farlo.

101. Fasciche? – Si può criticare il Movimento 5 Stelle, ma definirlo fascista mi pare una cazzata. Scritto al tempo delle elezioni del Presidente della Repubblica.

100. Chi ben comincia – I miei primi 100 numeri. E nel numero la grande segreto di Bersani, il pena di Hulk e i profilattici al gusto di pancetta.

 

 

 

199. Cosa ci insegna davvero la scuola italiana

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Di cosa è fatta la cosiddetta antipolitica? Principalmente del dualismo noi vs loro. “Tutti a casa!” significa che i politici sono ontologicamente diversi da noi, come un cane non è un gatto e infatti i cani sono buoni e i gatti stronzi.

(Nel video sopra, un cane e un gatto ci spiegano il concetto)

“La gente”, “Il popolo”, “I giovani” sono categorie create dal linguaggio politico per identificare dei “noi” opposti ai “loro” su cui scaricare le colpe.
Per una volta parlerò della mia esperienza personale. Mi sono diplomato in un liceo classico del Nord Italia. Un liceo di grande reputazione frequentato da giovani benestanti, figli di professionisti, industriali, politici. Tutti con una minima cultura di base, tendenzialmente senza problemi con la legge. Il liceo in cui tutti i professori della città desideravano insegnare e quindi, in teoria, in un mercato funzionante, dove sarebbero dovuti approdare i migliori.
Tutta gente onesta e perbene, tutti incensurati, secondo un termine che piace molto usare oggi.
Vediamo che accadde. Io non ero uno studente facile. Andavo bene in quasi tutte le materie, però, a parte Condotta. Succede che alla maturità alcuni miei compagni di classe telefonarono al professore di Geografia Astronomica per chiedergli in anticipo le domande che avrebbero trovato alla prova di maturità. Dopo averle ricevute le comunicarono a tutta la classe che, come conseguenza, se le imparò a memoria e non aprì il libro. Il giorno del compito, però, il presidente della commissione sospettò qualcosa e invertì le nostre domande con quelle dell’altra sezione. La salvezza di buona parte della classe fu che i banchi erano disposti a scacchiera: un alunno della nostra sezione vicino a uno dell’altra. Quasi tutti si scambiarono le risposte, tranne due persone che erano sedute prativamente in braccio alla commissione. Una ovviamente ero io; l’altra una sempre composta e sorridente leccapiedi. Una che sapeva calibrare sapientemente la lunghezza della gonna al grado di perbenismo o pedofilia di ogni professore.

Flap.

Flap.

Flap.

Le sento distintamente. Le ciglia sbattono con un rumore felpato abbastanza forte da farmi voltare. La bocca si socchiude, lo sguardo è amorevole. Naturalmente non si rivolge a me: la leccapiedi sta guardando fisso il professore. Questi si avvicina e lei gli chiede, senza girarci troppo attorno, le risposte. Il prof aspetta che il presidente della commissione si allontani e poi le bisbiglia all’orecchio quel che c’è da sapere. Esame svolto sotto dettatura. Poi il prof fa per allontanarsi e incrocia il mio sguardo: “Eh”, provo io, “potrebbe dire anche a me le stesse cose?”
“No, Chinonmuore, a te no.” Fine. Non una virgola di più di spiegazione.
Qui abbiamo che tutta una classe (di giovani, ma comunque ultradiciottenni con diritto di voto e potenzialmente eleggibili) ha chiesto a un professore di commettere una scorrettezza che sarebbe pure un reato, senza alcuno scrupolo di coscienza. Un professore che lo ha commesso a cuor leggero. Un presidente della commissione che trova la cosa talmente prevedibile da prendere le contromisure. Il professore di prima che sfacciatamente decide di aiutare una persona sfavorendone un’altra.
Questo è un caso. Possiamo parlare di Storia e Geografia? Il professore per comodità interrogava un solo giorno la settimana. Ebbene, troviamo genitori che tenevano a casa continuamente il giorno dell’interrogazione i figli per alzarne surrettiziamente i voti. L’assenza strategica aveva dimensioni patologiche. Molto spesso più del 50% della classe era assente. A volte ci siamo trovati in aula in sette. Mi è capitato di essere interrogato 10 volte in un quadrimestre quando altri si sono presentati una sola volta in tutto l’anno e, guardacaso, quel giorno erano anche preparati. Connivenza di genitori che “tengo famiglia”, figli cresciuti nel culto della scorciatoia, professore che nel migliore dei casi chiudeva un occhio per non avere rogne.
Ancora una volta l’unica, grave colpa era la condotta non irreprensibile. Essere scherzoso e irriverente mi ha creato una serie di fastidi che rendeva quasi irrilevante la mia preparazione. E si ripete la dinamica statale: intanto obbedisci e loda il leader, se obbedisci prontamente al leader poi il posto te lo troviamo.
Ci cresciamo con queste cose dentro.
Latino e Greco? Professore coltissimo, una specie di mostro che sapeva ogni lingua morta e viva, inclusi i geroglifici egizi e l’antico etiope. E no, non esagero. Per via del sistema sballato che vige nell’Università italiana è rimasto trombato e si è trovato in mezzo a degli studenti imbottiti di ormoni con cui non riusciva a comunicare. Risultato: durante i compiti in classe lasciava che chi voleva copiasse. Tanto il mondo fa schifo, non c’è nulla per cui valga la pena di lottare e non è certo studiando e imparando che ci si fa strada nella vita, per dire le perle con cui allietava l’animo degli studenti. Un professore a cui nell’anima voglio bene, ma anche tirare a campare e non curarsi del proprio lavoro è rubare il proprio stipendio.
Il professore di Educazione fisica era volgare, arrogante e aggressivo e con metodi da sergente Hartman si divertiva a umiliare i ragazzi più deboli e scoordinati. Con lui arrivai ad un pesante faccia a faccia in cui minacciai di andare in procura se avesse ancora dato dell’handiccappato a qualcuno. Mi rispose: “In questa classe comando io”, però smise. Ah, pensate un po’? Anche apostrofare la gente con “handiccappato” “fallito” o “quelli come te a Sparta li avrebbero buttati giù da una rupe e avrebbero fatto bene” è reato.
E di tutti gli altri posso dire che l’assenza era la costante, la svogliatezza pure, le preferenze così evidenti che neppure coloro che venivano favoriti cercavano di negarlo.
E il modo migliore per risultare tra i favoriti era sempre lo stesso: stare zitti in un angolo, non parlare, magari meglio ancora stare assenti. Gente che non ha mai studiato un singolo giorno finiva tutti gli anni col 6 in tutte le materie, imparando che la più nobile virtù è non rompere il cazzo a chi sta in alto.
Taccio della crassa ignoranza di una professoressa d’arte che, ad esempio, disse: “Canaletto non lo studiamo perché era solo un copista” e “Paolo Uccello qui ritrae la battaglia di Re Artù a Roncisvalle”, perché se l’ignoranza fosse un reato le patrie galere si riempirebbero fino a scoppiare che neanche Chernobyl.
Si potrebbe obiettare che prendere una classe ad esempio non è un buon modo di fare una statistica. Ma si consideri che ho preso un gruppo a caso di persone di buona cultura in un ambiente non violento e nella regione coi migliori risultati scolastici d’Italia secondo l’OCSE. Di una quarantina tra studenti e professori forse a cinque non ho mai visto commettere nemmeno un reato minore. Mi pare difficile credere che le cose vadano meglio prendendo campioni diversi. E il dato è confermato anche da questo: che quando feci l’esame di avvocato trovai lo stesso identico clima, con commissari che passavano il compito ai figli degli amici e crocicchi di candidati che si trovavano a scambiarsi idee sotto lo sguardo annoiato di chi in teoria era deputato a impedirlo.
Per questo sono molto restio ad aderire all’ideologia dei duri e puri, del noi e loro, del “mettiamo la gente al governo e sarà tutto diverso”. È facile essere incensurati quando non si è nella posizione di accaparrarsi milioni. È un’illusione sperare di trovarsi da un giorno all’altro con una classe dirigente virtuosa, perché non siamo una società virtuosa. A fare da contraltare ai furbetti che se ne stavano tranquilli in un angolo, ci sono gli arroganti che ostentano ignoranza perché fa figo, perché non si è mai vista una rockstar china sui libri.
Trovo ridicolo sperare in santi e salvatori, molto più concreto chiedere uno Stato il meno invadente possibile, in modo che gli sconosciuti dalla sconosciuta moralità a Roma abbiano la minore influenza possibile sulla tua vita.
Per dirla con le parole del mio amico Giovanni Scrofani: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te. Chiedi quello che tu puoi pagare di meno per il tuo Paese. O qualcosa del genere.”

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