Archivio mensile:maggio 2014

201. In culo alla balena (bianca)

h9fEnr1401115067

Renzi stravince le Europee e rafforza la sua dittatura leadership all’interno del PD e del Governo.

Il risultato è stato così clamoroso che verso mezzanotte, quando le proiezioni davano il PD tra il 41 e il 41%, Bersani stava per azzardare un “Non abbiamo non vinto”.

Soddisfatta anche l’ala più radicale del partito che ci tiene a sottolineare: “Il risultato del PD è merito delle grintose astensioni di Civati“.

(Secondo me c’è Renzi che lontano dalle telecamere bestemmia in toscano “Vittoria del PD? Ma che cazzo hanno fatto, LORO?”)

Comunque, sento dire alcune cose, dai commentatori, che mi fanno pensare che abbiano operato per il voto disgiunto. Dalla realtà, intendo.

Partiamo da una prima evidenza: è stata un vittoria di Renzi. Renzi ha innestato il suo carisma e i suoi elementi di novità in una pianta moribonda che però contava su una struttura molto organizzata e un patrimonio considerevole. Avere sedi del partito in ogni buco del culo del Paese ti da un vantaggio competitivo che altri si sognano. Inoltre per i vecchi dinosauri sarebbe stato molto pesante uscire e riorganizzarsi da zero: molto meno candidarsi alle europee sapendo di poter contare su un numero considerevole di preferenze.

Ecco una delle prime contraddizioni del risultato di ieri. Non ha vinto il PD, ha vinto Renzi. Renzi ha vinto in controtendenza rispetto a tutti i partiti socialisti europei, ma ha vinto grazie a un miscuglio di simpatia, blando cattolicesimo e promesse di abbassare le tasse. Che non è la ricetta del PD, ma quella di Berlusconi del 94, che poi però non ha mai abbassato nulla se non i pantaloni. Questo ha spinto molti a dire che il PD è la nuova DC o che il PD è un partito che ha virato a destra. Il che forse è vero, ma solo parzialmente. Il paradosso è che la vittoria di ieri è stata di Renzi, ma gli effetti immediati sono a favore di vecchie carampane stataliste come Zanonato, la Kyenge e Cofferati. Gente che se potesse tornerebbe indietro nel tempo e strozzerebbe Renzi nella culla. Quindi Renzi ha vinto dicendo cose più di destra della nostra sinistra, ma ha mandato al Parlamento Europeo gente che avrebbe potuto candidarsi con la Lista Tsipras. La squadra di Renzi ha mostrato le proprie debolezze e in qualche caso, vedi Picierno, pure la propria grave inconsistenza.

Il M5S ha perso voti rispetto alle elezioni, ma si è confermato una forza con cui fare i conti. Prima o poi sarà costretto a mediare per ottenere qualcosa, altrimenti si ritroverà permanentemente all’opposizione. Tuttavia un confronto con la situazione in Francia e Inghilterra è curiosa: lì i risultati attorno al 25% degli euroscettici sono stati considerati incredibili vittorie. E qui, se vogliamo, ci troviamo con 20% di Grillo + 6,5% di Lega. L’euroscetticismo aggressivo ha prodotto lo stesso risultato in Italia che ha prodotto in Inghilterra e Francia, non mi sentirei di parlare di una clamorosa debacle. A fare la differenza è stato 1) lo sfaldamento del centro destra che ha di fatto regalato voti a Renzi 2) il fatto che i liberali, che in questi paesi costituiscono un nocciolo autonomo che viaggia attorno al 10%, in Italia hanno deciso di compattarsi con Renzi nella speranza di “poche riforme liberali, ma maledette e subito”.

Quello che mi ha stupito è la reazione composta di Grillo da cui mi aspettavo qualcosa come: “Io sono contro il sistema, chi non ha votato è contro il sistema, sommando ai miei voti quelli di chi non ha votato sono molto sopra Renzi, dunque abbiamo vinto noi, dunque RENZI DIMETTITI!”

(Immagino la gioia degli appassionati di serie televisive: alla fine #VinciamoNoi non era spoiler.)

C’è da sperare che ora Renzi si approfitti del momento in cui tutti cercheranno di saltare nel carro del vincitore. Per un anno potrà aspettarsi cieca fedeltà soprattutto dai traditori più viscidi, secondo il principio per cui nessuno sarà più renziano della prima ora di quelli che lo sono diventati oggi.

Spero che non solo non si illuda, ma che nemmeno tenti di mantenere queste percentuali. Ora come ora, per l’appunto, sta tenendo assieme vecchi statalisti incalliti e semi liberali. Non è pensabile che queste anime vadano d’accordo molto a lungo.

In generale, l’esperienza ci dice questo: le elezioni europee non hanno mai un vero vincitore. L’Italia conta solo per un certo numero di seggi, poi i rappresentanti dei partiti devono relazionarsi con mille partiti lontani e vicini in un gioco complessissimo in cui il lavoro di mediazione delle lobby conta più che non qualche punto percentuale di differenza. Il voto ha invece un grosso riflesso sulla politica nazionale, non tanto in termini di vittoria-sconfitta, ma come di un gigantesco assist a cui i diversi attori del gioco politico reagiscono differentemente. Questo risultato potrebbe portare molti a voler salire sul carro di Renzi e molti altri a volersi compattare per arginarlo. Renzi potrà fare bene o male, lo dirà il tempo: di sicuro questo risultato ha rotto degli equilibri e ha dato una salutare sferzata al Paese. Chi vorrà inseguire il Premier dovrà farlo mostrando lo stesso dinamismo e la stessa voglia di fare. Inoltre Renzi si presenta in Europa con tutto un altro spessore rispetto a qualche mese fa. Sarà certo più facile risultare credibile per lui che per un Hollande, per dirne uno a caso.

Per inciso, se considerassimo la coalizione di Governo nel suo complesso (PD+NCD+Scelta Europea) avremmo qualcosa come 46%. Quanto più vicino a un Premier eletto direttamente dal popolo si possa vedere in una Repubblica in cui il Premier viene eletto dal Parlamento e non dal popolo.

In tutto ciò, qualche altro rapido commento:

1) Secondo me se Grillo non avesse fatto tutte le epurazioni che ha fatto, un 2% in più lo avrebbe preso;

2) Forza Italia è crollata e no, non si rialzerà con le sue sole forze. Peraltro complimenti all’uomo più votato di tutti, Fitto. Quasi 300.000 preferenze! E se il voto non fosse segreto, potremmo arrestarli tutti e assestare un duro colpo alla Sacra Corona Unita.

3) Scelta Europea prende lo 0,8%. Se gli consentono di votare tutti a Cipro, lì sarebbero il primo secondo partito. (0,8%. Ricordatelo ai prossimi che vi diranno che il problema in Italia è che c’è troppo libbbbberismo.)

4) Incredibilmente la lista Tsipras supera lo sbarramento. Questo nonostante l’endorsement di due giorni fa di Sara Tommasi. (Sara Tommasi, una donna che è riuscita a rendere noioso il porno. Figuriamoci cosa potrebbe fare in politica.) (Tsipras è talmente contro l’Europa che è l’unico ingegnere che non sa l’inglese.)

5) Fratelli d’Italia non raggiunge il 4%. Gli elettori non si sono fidati a mettere la x su un simbolo elettorale di cui non riuscivano a leggere le clausole in piccolo.

Infine un pensiero positivo per tutti coloro che sono scontenti del risultato delle elezioni: arrestato l’ex Ministro dell’Ambiente Clini, quello che dichiarava di cambiarsi le mutande ogni quattro giorni per risparmiare acqua. Pensate di star male voi? IMMAGINATE I SUOI COMPAGNI DI CELLA.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK e che è un bel modo per supportare chi scrive.