204. Riporsa in pace

11 settembre DenizaL’11 settembre è stata una grande giornata per i polemisti italiani. E non solo per le consuete diatribe sulle torri gemelle e/o sul colpo di stato in Cile, condite di teorie complottiste tutte rigorosamente contraddittorie tra di loro. Un solerte dipendente della Provincia di Trento ha  infatti rinnovato l’antica tradizione italica della strage di Stato insabbiata dai servizi segreti, inoculando una dose letale di anestetico all’orsa Deniza (che in realtà si scriverebbe Denica, ma continuerò a chiamarla Deniza perché se no il pezzo non mi appare nei motori di ricerca).

(Polemizzare sull’11 settembre è troppo mainstream, l’ISIS lo sta diventando, ho sentito imam lamentarsi di come l’estremismo islamico sia ormai noisa routine, mentre ci sono religioni indie che commettono degli omicidi da urlo.)

La vicenda di Deniza è da schizofrenia acuta. In sostanza, si piglia sto povero plantigrado e lo si molla in Trentino perché gli orsi stanno rischiando di sparire. E noi non vogliamo che gli orsi spariscano, anche se non vogliamo trovarcene uno davanti. Con qualche difficoltà Deniza trova un partner e partorisce dei cuccioli, quando la Provincia era già pronta ad approvare la fecondazione eterologa e a farla figliare con Bud Spencer. A quel punto un cercatore di funghi la incontra e pensa che sia una buona idea avvicinarsi per fotografare gli orsacchiotti. Il mammifero lo percepisce come un pericolo e lo aggredisce con i possenti artigli che madre natura le ha conferito a questo scopo. A quel punto l’orsa, prima importata appositamente, viene considerata pericolosa e abbattuta. Vedremo se i cuccioli passeranno l’inverno o se si dovrà comprare un’altra orsa da chissà dove, ma questa che aderisca ad una filosofia strettamente pacifista.

In questo delirio tipicamente italico di fare e disfare continuamente la stessa cosa con costi crescenti, trovano terreno fertile una serie di altre cazzate. Perché a noi non ne basta mai una. Noi vogliamo l’Unico Anello della vaccata. L’Excalibur che indichi il re dei coglioni. Vogliamo una coorte di premi Nobel che scenda dal cielo e ci proclami il Paese più idiota di sempre.

Una delle cose che più mi fa incazzare è il frastuono sollevato da proprietari di gattini che si sono affrettati a scrivere che “GLI ANIMALI SONO BUONI!!1!1! VOLEVA SOLO BENE AI SUOI BAMBINI SIAMO NOI CHE SIAMO CATTIVI, GLI UOMINI SONO IL MALE!” No, amici belli, gli animali non sono buoni. Gli animali sono cazzo di animali. Pigliamoli per quello che sono. Non hanno etica né sensi di colpa e se l’orsa avesse ucciso il cacciatore di funghi non sarebbe certo andata dal prete a confessarsi. Ci sono animali feroci e se volete che vadano preservati, vanno preservati per quello che sono. Se intendiamo uccidere tutti gli animali che si incazzano quando ti avvicini ai loro piccoli, tanto vale che scateniamo un olocausto nucleare e non ne parliamo più. Andiamo a uccidere tutti i coccodrilli preventivamente, se no. Perché, pensate un po’, potrebbero mangiare un uomo se gli finisse tra le balle in ora di pranzo. E comunque potrebbero mangiare altri animali. L’orsetto Knut ha meno afflato etico di Hannibal the Cannibal. La natura è fatta così: sta all’uomo fare le sue scelte e se fa una scelta del cazzo, come avvicinarsi a un’orsa con due orsacchiotti, ne paga le conseguenze. La filosofia, l’etica, la religione, il diritto sono tutte prerogative umane.

Io vedo in tutta questa vicenda esternarsi due delle assurde tendenze del mondo di oggi: quella di pretendere costantemente che la natura sia diversa da quello che è e di volerla ridisegnare con leggi, decreti, proclami, manifestazioni, fiaccolate e così via, e quella a deresponsabilizzare l’uomo che, se fa una cazzata, non viene mai additato dalle autorità come povero coglione che non avrebbe dovuto esserlo, ma come povero coglione a cui deve essere impedito di subire ancora le conseguenze delle sue azioni.

Vogliamo che lo Stato rispetti la volontà popolare, ma poi anche che lo Stato ci protegga da noi stessi perché siamo degli irrecuperabili mentecatti. (

OK, ammazzare un animale è male. Ma condannarne uno all’astinenza sessuale secondo voi lo è? No? Allora chiamatemi.)

In tutto ciò, naturalmente, ognuno ha sentito il bisogno di dire la sua.

Salvini: “In Italia si può UCCIDERE un orso, ma non si possono toccare spacciatori, rapinatori, clandestini, delinquenti.” Bel tentativo, ma la proposta di uccidere anche i clandestini è stata bocciata.

(Secondo Salvini, dovremmo prendere esempio dalla Svizzera: “In Svizzera le orse sono registrate, non si trovano solo nelle case chiuse e pagano le tasse”.)

lega orso Gasparri: “Interrogazione parlamentare sull’assassinio di Daniza. I capi della Provincia di Trento devono pagare.” I CAPI?

Comunque Gasparri trova subito sponda con Di Battista secondo il quale bisogna cercare il dialogo con gli orsi.

Di Battista: “Se domani un orso si fa esplodere in metropolitana non ci possiamo lamentare.”

Mi risparmio il nervoso di andare a leggere le dichiarazioni degli ineffabili di sinistra. Mi limito a ricordare ai miei lettori che nei paesi più progrediti del nostro gli orsi godono dei diritti civili e possono anche sposarsi.

Polemiche per una sentenza della magistratura che, andando contro il parere del governo, ha concesso a una coppia di orse di adottare una bambina.

Addio, Deniza. Insegna agli angeli a rispettare gli animali per quello che sono e non perché sembrano la versione in pelliccia e ossa dei personaggi della Disney che abbiamo amato da piccoli.

PS: la battuta dell’orsa che si fa esplodere in metropolitana è di Tommaso Stoppa.

PPS: una importante precisazione: non è affatto provato che le autorità trentine avessero intenzione di uccidere Deniza. Si doveva fare, poi visto il clamore suscitato ci si stava pensando sopra, l’opzione era sul tavolo, ma insomma. Mi sono avvalso in corpo di testo di una lieve distorsione dei fatti per rendere agevole l’esposizione. Il fatto è che quello sarebbe stato comunque il decorso della storia se non si fosse sollevato il polverone che si è invece sollevato.

Ricordo che potete supportare chi scrive diffondendo il pezzo e mettendo un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK.

2 pensieri su “204. Riporsa in pace

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