Archivio mensile:febbraio 2015

208. Come diventare una Twitstar e perché

Twitter logo

Che cos’è Twitter?

Essenzialmente, da qualche tempo in qua, è un organo della Repubblica Italiana di rango costituzionale, visto che i TG parlano solo delle riforme che vengono annunciate su Twitter ignorando completamente cosa viene realizzato davvero o no.

Tuttavia, siccome i nostri giuristi sono una kasta di ottuagenari che digitano su dei commodore 64 usando solo gli indici, questa definizione subisce ancora ingiustificate opposizioni.

Volendo darne una concezione più limitata, Twitter è un social network in cui si possono condividere solo frasi di 140 caratteri o meno, oppure link o immagini. La particolarità di Twitter rispetto a Facebook è l’asimmetria: tu decidi di seguire un utente, ovvero leggere quello che scrive, che non è obbligato a fare lo stesso con te. Questo comporta che i vip sono spesso presenti direttamente e personalmente sul social, talvolta dialogando tra loro o coi fan o rivelando lati della loro personalità che in video non emergono. Possiamo citare gli aforismi di Marco Salvati, le battute di Rudy Zerbi, la cinica satira politica di Luca Bizzarri e le gaffe da internamento immediato di Maurizio Gasparri.

Ovviamente i vip seguono di solito pochissime persone, per proteggersi dall’invadenza dei fan o dall’aggressività dei maleducati, mentre sono seguiti da tantissimi. E questo ci porta a un fenomeno tipici di Twitter: le twitstar. Cosa sono le twitstar? Le twitstar sono persone arcinote a chi frequenta il social, che spesso seguono poche persone e sono seguite da tantissime come se fossero vip e le cui frasi vengono condivise da centinaia di utenti, ma che tuttavia non verrebbero riconosciute per strada neanche dalla propria madre. Tra questi c’è il vostro adorato Chi Non Muore. C’è gente a Sassari che viene a leggermi tutti i giorni e a dirmi che sono un genio mentre mia madre mi dice che sono cretino perché non ho ancora imparato a stirare.

Di per sé per diventare twitstar bisogna saper scrivere bene. Tuttavia le regole di un social sono come le regole di un gioco o le leggi di uno stato. In tutti i casi vale lo stesso principio: fatta la legge, trovato l’inganno. Ecco quindi che ho scritto una breve guida per spiegare come diventare twitstar senza possedere alcun talento o cosa interessante da comunicare.

Fase 1: decidete se volete essere un battutista o un poeta/filosofo di Twitter. Più difficile essere riconosciuti come politologi. Non mescolate stili diversi. O puntate a far ridere, o a commuovere le ragazzine in calore e le cinquantenni divorziate.

Fase 2: inizia a seguire gente che retwitta quel tipo di tweet. Meglio se retwitta anche robaccia. Sceglili tra quelli che fanno followback, ovvero che seguono tutti coloro che li seguono. In genere quelli che fanno così leggono poco, vogliono solo illudersi di avere migliaia di persone che leggono loro. Ma in questo momento vi interessano i numeri. Operando così, oltretutto, avrete solo profili attivi, eviterete i fake. Scrivete quel che volete in questa fase, tanto è irrilevante.

Fase 3: ogni giorno seguite tutti quelli che potete (circa 1000) e defollowate quanti non vi hanno seguito. Dovete fare massa.

Fase 3-bis: retwittate spesso tweet dello stesso genere di quelli che aspirereste a scrivere. Roba buona, così da non disturbare i follower. La gente vi leggerà con piacere anche se non sapete scrivere e non vi defollowerà.

Fase 4: in circa 2 mesi, arriverete a 10.000 follower. Siete pronti per cercare il followback di twitstar ingolosite dai vostri retweet.

Fase 5: fate uno studio delle twitstar che si retwittano sempre tra di loro e magari non scrivono troppo bene. Provate a retwittarle spesso. Sono come voi. Sono i vostri fratelli di sangue, gente che ha percorso i vostri stessi passi. Riconoscetevi e abbracciatevi. Evitate quelli che non retwittano o che retwittano solo roba molto buona: il presupposto è che voi non avete talento, non fanno per voi.

Fase 6: se siete perfezionisti, una notte fate un bel lavoraccio e defollowate 9.000 persone o giù di lì.

Fase 7: avete l’apparenza di una twitstar, ma ancora non lo siete: ora dovete scrivere. Sembra difficile, ma non lo è. L’importante è scrivere solo uno, massimo due tweet/giorno. Ora spiego perché.

Fase 7/A: Se siete battutisti, scegliete un argomento di moda. Le donne che hanno sempre ragione o gli uomini eterni bambini, per esempio.

Possibilmente presentatevi come sfigati, imparanoiati e disagiati, così farete più ridere. Ma questo non vi sarà difficile.

– All’occorrenza prendete qualche tweet di altri e modificatelo, se proprio le idee non vi vengono. Su certe materie i tweet son tutti simili.

Fase 7/B: se siete poeti, cercate le locuzioni che amate in altri tweet e mescolatele liberamente. Se non si capisce niente, poco male. Oppure cercate citazioni su wikiquote e aforismario e modificatele leggermente.

Oppure, battutisti o poeti che siate, traducete tweet dall’inglese, dallo spagnolo o da altre lingue. Anche se vi beccano non succede nulla.

(Anche io una volta l’ho fatto. Ho tradotto un tweet in arabo che aveva 100.000 retweet per vedere come sarebbe andato in Italia. Diceva: “Che Allah vi stermini tutti, cani infedeli”. Ma niente, è venuto solo Angelino Alfano a controllare.)

La ragione per cui dovete scrivere un solo tweet al giorno è che ora retwitterete tutte le twitstar simili a voi e queste ricambieranno.  Avendo un solo tweet su cui ricambiare, se voi retwitterete 20 twitstar, ogni vostro tweet avrà minimo 20 retweet. E inoltre tra voi e gli altri avrete 100.000 follower tra cui farlo girare. Per male che scriviate, non potrete far meno di 60 Rt.

Ricordate: nessuno è mai fallito per aver sottovalutato l’intelligenza umana. La massa è cretina e se vede che avete tanti retweet, penserà che scrivete bene. Un effetto simile a quello per chi la gente retwitta Chiara Biasi o Francesco Sole.

Fase 8: a questo punto tutti penseranno che voi sappiate scrivere e, nella massa di adulatori, troverete pure un po’ di figa/pene (forse). Nella mia personale esperienza no, ma circolano voci di cinquantenni che fanno il giro delle milf d’Italia.

Fase 9: avrete migliaia di follower, vi sarete bruciati molte ore di vita e non sarete neanche liberi di retwittare chi vi va. Se questo vi aiuterà a rendervi conto che qualcosa nella vostra vita va seriamente male, ne sarà valsa la pena.

Twitter può essere molto divertente, ma se giocate solo per i follow, vi siete persi tutto il divertimento. Godetevi il vostro spazio di libertà in cui nessuno vi dice cosa fare. Cercate di conoscere chi vi diverte o interessa, non chi vi è “utile” a ottenere retweet, perché sono i retweet a non essere utili.

AH, DIMENTICAVO LA FASE 10: defollowate quello stronzo di Chi Non Muore che ha rivelato i vostri trucchetti al volgo.

In sostanza la gente che non sa scrivere e vuole lo stesso diventare twitstar è come chi vuole diventare famoso andando al Grande Fratello o che cercava la celebrità a La Corrida.

 

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207. Tutti pazzi per Mattarella

tutti pazzi per Mattarella

Giorni duri, nella sede segreta della Kasta, che solo questo blog è riuscito a identificare. Coi potenti mezzi a disposizione delle eminenze oscure del pianete, hanno scoperto che sul blog noto come “Chi Non Muore” sarebbe apparso un pezzo dirompente, un capolavoro della satira in cui si elencavano dieci possibili candidati alla Presidenza della Repubblica, nomi mai usciti sui giornali, da Gasparri a Wolverine passando per il cyborg di Rita Levi Montalcini. Nomi che avrebbero mostrato l’insignificanza di quelli proposti da tutti gli altri, incluso il poi vincente Mattarella. Così è stato deciso per la soluzione drastica: bloccare wordpress, censurare tutto. Piuttosto lasciar passare qualcosa sulle scie chimiche.

Ecco come sono andate le cose, signori miei. Avevo il pezzo già scritto. E invece niente, eccomi qui a commentare le cose a frittata già fatta.

Frittata, c’è da dire, venuta molto bene. Renzi ha compiuto un vero capolavoro di spregiudicatezza politica. E questo lo dicono tutti, ma pochi lo spiegano bene. Proviamo a fare il punto della situazione in poche righe.

Torniamo a qualche mese fa. Renzi al momento è Presidente del Consiglio. Alla Camera ha anche una maggioranza molto larga. Al Senato, al contrario, deve ogni volta fare equilibrismi che neanche i trapezisti di Moira Orfei. Non solo la maggior parte dei suoi senatori lo vorrebbero morto, ma deve tener buoni Ncd e quel che resta di Scelta Civica. Per contro attualmente nel Paese avrebbe il 37-40% dei voti. Tuttavia non può andare a votare per due ragioni:

1) Se facesse trapelare questa elezione, c’è il rischio che in Parlamento si accordino per un Governo tecnico alla Monti in modo da non andare alle urne, cosa che in questo momento sarebbe un disastro per Ncd, Forza Italia, Scelta Civica e per l’ala sinistra del PD che aspetta le meditazioni sul water di Civati.

2) Senza legge elettorale, si andrebbe a elezioni con un proporzionale puro, Renzi incasserebbe il suo 37, ma facciamo pure il 40% e non avrebbe la maggioranza lo stesso. Dovrebbe accordarsi con Grillo, Berlusconi o la Lega, tre clienti difficili.

Ecco allora il piano.

Primo: il patto del Nazareno. Includendo Berlusconi nelle trattative, Renzi ha indebolito i diktat sia della propria minoranza che di Ncd e, in definitiva, pure dello stesso Berlusconi, che si trovava a trattare pur sempre da una posizione di minoranza. Per un semplice principio di teoria dei giochi, è finito che nessuno si è mai azzardato a votare contro Renzi, perché avrebbero dovuto farlo o tutti o nessuno (votare contro quando è ininfluente è una stupidaggine politica, no? Non accoltelli se non per uccidere).

Secondo: mantenere il patto del Nazareno. Renzi avrebbe potuto forzare molto la mano, ma si è guardato dal farlo. Ha voluto sembrare accondiscendente con Berlusconi. Molto furbo.

Terzo: probabilmente in accordo con Napolitano, è riuscito a incastrare la votazione della legge elettorale al Senato PRIMA delle votazioni del nuovo Presidente della Repubblica. A quel punto, fermo che alla Camera ha una larghissima maggioranza, ha potuto imporre un nome che andasse bene al proprio Partito e probabilmente ad alcuni suoi grandi elettori di matrice cattolica.

Ora la situazione è interamente rovesciata. Con un Capo dello Stato sostanzialmente favorevole e una legge elettorale che, se si andasse al voto, gli consentirebbe di avere probabilmente la maggioranza assoluta in entrambe le cariche, tiene tutti per i coglioni. Può fare quel che vuole, perché se si giunge alla rottura e lo si manda al voto gli si fa solo che un piacere.

In questa macroscopica vittoria vedo solo due falle, due nei, due puntini d’imperfezione.

Il primo è che Mattarella non è esattamente uno yes man. Credo che Renzi abbai provato a tutelarsi in questo senso e, guardacaso, il figlio di Mattarella è consulente della Madia e il nipote è deputato della Regione Sicilia. Ma pensate che bello scherzetto se il neo Presidente, che da membro della Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, rimandasse alle camere l’Italicum? Si renderebbe necessario un secondo passaggio al Senato, e stavolta i nemici di Renzi glielo farebbero sudare il triplo.

Il secondo è che Renzi non ha il 37-40% di consensi per diritto divino. E nemmeno per aver fatto riforme miracolose. Più che altro ha avuto stampa e televisioni scandalosamente a favore, praticamente mai una domanda aggressiva o scomoda. Sia Rai che Mediaset assolutamente prone, direi quasi in calore di fronte al premier ggggiovane e toscano. Ora che Renzi ha fatto il torto a Berlusconi, Mediaset cambierà atteggiamento? Appoggerà Salvini, Passera o chi altri? Resisterà la popolarità di Renzi ad un eventuale attacco frontale?

O forse questo attacco non ci sarà? Berlusconi, contrariamente a come lo hanno sempre dipinto i media di parte avversa, non è il classico tipo di orgoglioso. Lo si è visto ingoiare rospi e fare buon viso a cattivo gioco mille volte. Abbracciare i traditori e fingere di non ricordare. Forse, se a 77 anni avrà deciso che il futuro è comunque di Renzi, si accontenterà di non averlo come nemico e continuerà a sostenerlo.

A proposito della aggressivissima stampa italiana, un po’ di note di colore.

Negli ultimi giorni abbiamo avuto:

– servizi sul fatto che a Mattarella piacciono i gattini

– servizi sul fatto che Mattarella ama i cannoli alla siciliana

– servizio al TG su “le Panda più famose della storia”

– il parroco che dice che Mattarella è un buon cattolico (peraltro questo a mio avviso viola il segreto della confessione e il parroco sarebbe da scomunicare)

– intervista al barbiere di Mattarella

– Olimpiadi del buonismo tra Mattarella e Papa Francesco, primo premio un miliardo in gattini pucciosi.

Il programma AMATE IL VOSTRO PRESIDENTE è cominciato. Sulla Rai. A 113,50 euro all’anno, che pagate perché vi dicano cosa pensare.

 

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