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196. I Ministri del governo ggggiovane

L3LIUt1393071742Dopo molte ore di colloquio, Renzi presenta la nuova squadra di Governo. Napolitano ha sperato fino all’ultimo di morire prima della firma.

(“Questo Governo durerà quattro anni”, ha dichiarato il Presidente della Repubblica che secondo le statistiche dovrebbe essere già schiattato da cinque.)

Il bello è che mentre noi piazzavamo i giornalisti fuori dalla porta di Napolitano per sapere come sarebbe stato composto il Governo, l’Ocse annunciava che il nostro prossimo Ministro per l’Economia sarebbe stato Padoan. Che è più o meno come se la Fifa annunciasse il prossimo allenatore dell’Inter.

Metà dei Ministri ammettono candidamente di non sapere cosa faranno. “Ma abbiamo voglia di fare! E ci sono tanti giovani e tante donne!”

Ci sono tanti giovani e tante donne anche in discoteca, ma non per questo spostiamo lì il Governo.

“Ci sono giovani e figa, prenota anche tu una vacanza a Palazzo Chigi”.

Ecco la lista dei Ministri. Saranno divisi tra “Professionisti” e “Nuove Proposte”.

Ministro per l’Economia Giancarlo Padoan. Prima della nomina aveva già avanzato proposte innovative, coraggiose e fantasiose: fare una patrimoniale. Chiunque possieda più di 100.000 euro e non li sposti immediatamente in Lichtestein è un cretino.

Tra i Ministri, MInistro della Semplificazione, anche Marianna Madia. A occhio e croce il mio curriculum non dev’essere arrivato.

Marianna Madia ha saputo che sarebbe stata Ministro mentre guardava Peppa Pig. Che poi è il suo curriculum per quel che riguarda la semplificazione.

Ministro della Cultura, dopo il buon Bray, Dario Franceschini. Uno dei primi vecchi convertiti al renzismo, giustifica la sua nomina spiegando a tutti di aver scritto ben due romanzi. Da bravo intellettuale radical chic rivendica con orgoglio che hanno venduto pochissimo.

Ministro degli Interni rimane Alfano. Sospiro di sollievo della classe dirigente del PD che potrà continuare a dire che quelli che picchiano i NoTav sono berlusconiani e fascisti.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio, già Ministro degli Affari Regionali. A Dicembre suo figlio aveva scritto su Facebook “Il Governo non ha fatto nulla” e lui, per non adottare provvedimenti ad personam, ha mandato gli italiani a letto senza cena.

Ministro per la Salute confermata Beatrice Lorenzin. Di lei si è detto tutto e il contrario di tutto fino al momento della sua nomina a Ministro nel Governo Letta quando, come di tutti i suoi colleghi, si sono perse le tracce. Visto che il Governo non faceva niente, ha passato l’ultimo anno a imbruttirsi il più possibile per non sembrare più una donna di Forza Italia.

Ministro per i Rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi. Fortemente voluta da Berlusconi per la sua gnoccaggine, oltre a essere giovane ha anche un curriculum non disprezzabile, cosa che ha gettato nello sconcerto molti colleghi. Potrebbe essere una spia straniera.

Boccia e il carabiniere

 

 

 

(Nella foto, un carabiniere si chiede perché la Boschi non l’hanno fatta Ministro della DIfesa.)

Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando. A prescindere dalla sua preparazione, di lui si ricorda un’intervista in cui sostenne alcune cose condivisibili: limitare l’eleggibilità dei giudici a cariche politiche (piaccia o no, hanno un obiettivo potere di ricatto e, inoltre, la distinzione dei poteri sarebbe maggiormente garantita), cambiare il metodo di elezione del Csm in modo da non richiedere la formazione di correnti (ovvero i giudici non dovrebbero organizzarsi sulla base di idee riconducibili a un partito politico), sezione disciplinare distinta dal Csm (ovvero evitare il meccanismo cane non mangia cane). Un po’ meno bello che si sia schierato contro le norme sul carcere duro. Non mi perdo in facili battute sul suo livello scolastico, spero si faccia scrivere le leggi dallo stesso avvocato che gli ha scritto quell’intervista.

Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, confermato Maurizio Lupi. Giornalista, ciellino, santo protettore dei dipendenti di Alitalia. “Va salvaguardata l’occupazione dei lavoratori Alitalia”, dichiarò facendola comprare da Poste Italiane. Riesce a scontentare i liberali che non vorrebbero gli aiuti di Stato, i comunisti che vorrebbero un laico, i Berlusconiani che lo vedono come un traditore. Pare sia ancora più simpatico di Gordon Ramsey, ma di poco.

Ministro del Lavoro Maurizio Poletti. Oscar Giannino, che certo non è un conservatore, si è espresso dicendo che poteva andarci peggio e che Poletti ha tutto sommato idee liberali sul Lavoro. Sospendiamo il giudizio, ma da Presidente di Legacoop è quantomeno in forte conflitto di interessi. E lo stesso si potrebbe dire della Guidi.

Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Sinceramente a me la Carrozza non era dispiaciuta. Scelta molto politica: serviva qualcuno dell’ala liberale di Scelta Civica, essendo ormai Mauro chiaramente più identificabile con Alfano e Lupi che col partito fondato da Monti. Scusate se non faccio battute, ma non la conosco abbastanza per esprimermi.

Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, già sottosegretario allo stesso ministero sotto il Governo Letta. Il fatto che le sue bio mettano tra le prime 5 righe “tifoso dell’Atalanta” la dice lunga sul suo curriculum.

(Le bio dei principali giornali ricordano che è tifoso dell’Atalanta e non che è laureato all’Università di Macerata, il che la dice lunga pure sull’Università di Macerata.)

Ministro degli Esteri Federica Mogherini. L’altro ieri twittava “Con il pensiero, e il cuore, a Kiev. Che tu sia poliziotto o manifestante, non si può morire così, in Europa”. Ha fama di persona combattiva e competente, ora che sarà Ministro potrà magari permettersi qualcuno che le corregga gli errori di punteggiatura, siamo a cavallo.

(“Che tu sia poliziotto o manifestante non si può morire così”. E per la crisi in Repubblica Centrafricana ha già pronto il tweet “Che tu sia leone o gazzella”.)

Ministro della Difesta Roberta Pinotti. Laureata in lettere, ex Partito Comunista, ci si potebbe aspettare di trovarla alla Nato a declamare poesie contro la guerra di Bertold Brecht. Invece passerà il prossimo anno a rilasciare interviste sul fatto che è la prima donna Ministro della Difesa della storia. Comincia il primo giorno dichiarando che ha i marò nel cuore, preoccupando tutti i nazionalisti perché vuol dire che ha il cuore in India.

(A proposito: a Sanremo ci sono state le mogli dei due marò. Non ho seguito, ma credo si siano schierate contro la musica sperimentale, contro i gruppi indy.)

Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. A parte l’assurdo di separare Ambiente e politiche Agricole, questo è il capolavoro di Casini: Casini passa ufficialmente a destra e si allea con Berlusconi, ma in Parlamento il suo gruppo sostiene Renzi e mette al Governo Galletti.

Non ho indagato se il Ministro dell’Ambiente ha qualche conflitto d’interessi coi Galletti del Mulino Bianco.

Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, una fama di sindaco antimafia, ha ricevuto ripetute minacce di morte. Le ultime dal Ministro Alfano, poco prima del giuramento.

Questa è la squadra di Renzi, figlia non solo delle sue decisioni, ma anche della necessità di ottenere la fiducia da un Parlamento diviso. Il primo nodo da affrontare sarà la sonora bocciatura che la Corte dei Conti ha dato alla finanziaria: “Mancano 14 miliardi di Euro”. Whattsapp?

164. Questa non è una scissione

questa non è una sfiduciaMomento storico: il PDL si spacca. Chi vuol fare il danno con Berlusconi da una parte, chi non ha fatto niente con Letta dall’altra.

Il PDL si spacca. Per una volta è la destra a copiare il PD.

IL PDL si spacca in due come un cracker. Il PD come le briciole.

La Santanchè durissima con le colombe: “Pronta a dare la testa”. Lo ha detto in inglese.

La Santanchè: “Pronta a dare la testa”. Duemila anni dopo Salomè, finalmente sarà la puttana a pagare.

La Santanchè: “Pronta a dare la testa”. Vien via con poco perché è plastica riciclata.

(Certo che siamo un Paese di sfaccendati. 40,1% di disoccupazione giovanile e nessuno con le competenze per prendere il posto della Santanchè.)

E tutto sto casino e poi Berlusconi vota la fiducia. Costringendo il Devoto-Oli a cambiarne la definizione.

Che poi tutto sto piagnisteo ha un po’ rotto il cazzo. Berlusconi ha il travaglio interiore, Letta si angoscia per il Paese, Napolitano vibra e si commuove. Vogliamo più donne in politica, non più donnette.

Berlusconi non ha dormito cinquantanove giorni, Letta non dorme da due, e chi piglia i pesci in faccia siamo noi.

Letta: “Stanotte non ho dormito”. Fino a ieri sì, però. @giggidelirio

(Che poi lo sanno tutti che rimandare senza affrontare i problemi toglie il sonno.)

Letta comunque si è elogiato da solo per interminabili minuti. Ci mancava solo la risata finale da cattivo dei fumetti.

Letta si è elogiato così tanto che sembrava un venditore della Folletto.

Adesso tutti i politologi stanno a discutere se Berlusconi l’ha tirato nel culo o preso nel culo. Anche se “Travaglio interiore” potrebbe essere un indizio.

Berlusconi è ancora lì, non è ancora decaduto, col colpo di coda finale cerca di restare nei giochi del governo. La prossima mossa dei suoi avversari sarà organizzargli un bunga bunga con Amanda Knox.

(Ma Berlusconi si è portato avanti anche per questo: “Non muoio neanche se mi ammazzano”, ha detto ieri. Creando il panico tra i suoi finanziatori della Mafia.)

Non vi dico che casino non ha fatto il M5S. “O ci date il Governo o niente!” E niente sia.

 

Che succederà ora?

Intanto una premessa. Cosa sarebbe successo se fosse caduto il governo? Come detto nell’ultimo post, ero quasi certo che i deputati Pdl più legati a Cl e che già un anno fa avevano fatto il diavolo a quattro per avere le primarie del centrodestra avrebbero sostenuto Letta. Magari è stato pure tutto in gioco delle parti, anche se non credo. In ogni caso si sarebbe trovata un’altra maggioranza molto più orientata a sinistra. Se non si fosse trovata, l’Italia sarebbe stata praticamente commissariata, almeno nei limiti della legge di stabilità. Sarebbe stato meglio? Chi lo sa, dubito. Certo, non illudiamoci che il primo interesse degli europei non sarebbe stato di ridurre l’esposizione tedesca e francese sui nostri titoli di Stato, dopo una così incredibile prova di masochismo e coglionaggine.

Queste regole che chiudono le scappatoie ai governi inefficienti si stanno abbattendo costantemente sull’Italia che se le autoimpone. Come l’aumento dell’IVA, per parlare di fatti recenti.

Che poi l’Italia è quel Paese in cui il commerciante, dopo essersi lagnato con voi dell’aumento dell’IVA, non vi fa lo scontrino. @Umb80

(Grandi notizie per il mondo dell’impresa: IVA al 22%. Aumenta il vantaggio competitivo di chi evade le tasse su chi le paga.)

In termini più ampi, succede lo stesso con la politica. Si lamentano delle sanzioni UE che sono le stesse da dieci anni, della spesa corrente, del bicameralismo perfetto, della corruzione, ma sempre lì siamo.

Se non si riesce a eliminare il bicameralismo, a questo punto suggerirei almeno questo: separiamo la camera che vota sulle questioni finanziarie e le tasse da quella che controlla l’esercito e la polizia. Che il potere di tassare e quello di reprimere il dissenso siano separati. E chi tassa troppo vada in galera.

PS: visto lo spazio che do sempre alle battute sui supereroi, cito una suggestiva espressione del mio amico Tommaso: “Berlusconi è sempre stato un genio del male, un supercriminale da fumetto come Lex Luthor o il Dottor Destino. E vedere il Dottor Destino soccombere alle trame di un misero figurante opportunista e traditore come Alfano, francamente, mi mette tristezza.” Ecco. Però vorrei rispondere a lui e a tutti coloro che accusano Alfano di aver preso i voti grazie a Berlusconi per poi tradirlo, che il Parlamento esiste apposta per tradire. Il senso di avere un Parlamento con centinaia di persone anziché una sola è per consentire che lo scrupolo di coscienza, la visione sfaccettata degli interessi del Paese e il contatto col territorio possano portare a mettere in discussione le decisioni prese dal leader carismatico.

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161. Come telecom nessuno mai

italia merkelAlfano: “Nessuno fermerà l’alta velocità”. Nuovo capitolo dell’Odissea TAV.

Alfano: “Non fermeranno lo Stato con la delinquenza.” Nonostante quanto vadano di moda le cure omeopatiche.

Prima ai cantieri della Tav si presenta Erri de Luca. Ora Alfano. E poi faranno la tecnica della fusione come Goku e Vegeta.

Roma. Termini cambia nome in “Termini vodafone”. E non avete ancora visto i progetti di Quirinale Fininvest.

Roma. Domani Rosy Bindi e Matteo Orfini annunciano il programma: “Dalla Nostra Parte: Il Partito Democratico e il rilancio della sinistra”. E niente, fa già ridere così.

Rosy Bindi si è gasata per la vittoria della Merkel, notando quante cose hanno in comune.

(C’è mezza Italia che sogna di trasferirsi in Germania e commentatori italiani che si stupiscono che la Merkel abbia stravinto.)

(La culona inchiavabile prende l’iniziativa e ci fotte tutti.)

Cediamo Telecom agli spagnoli, Alitalia ai francesi, Pernigotti ai turchi, l’Inter agli indonesiani, il culo ai tedeschi.

Una tonnellata di cocaina su un volo Airfrance. Ecco come gli è venuta l’idea di impelagarsi in Alitalia.

Una tonnellata di cocaina su un volo Airfrance. Il progresso è portarsi la pista dietro.

L’esorcista Padre Amoth: “I gay sono suggeriti dal demonio”. Ora Le spiego quella vignetta, Padre: il gay è Robin e quello tutto nero che gli dice cosa fare è Batman.

San Pietro: Papa Francesco beve dalla lattina di un fedele. Che poi sarebbe la versione soft di “Non usate il preservativo”.

Medjugorie: una madonna si illumina. Aveva appena miracolato un esule di Fukushima.

La Boldrini si schiera contro gli spot in cui la mamma serve in tavola. Ci sono i camerieri uomini del ristorante della Camera.

La Boldrini era così incazzata che si è dimenticata di dire “genitore 1”.

Ecco le prossime battaglie della Boldrini:

– “La Madonna si illumina e piange e San Giuseppe non fa niente da secoli”.

– “Tutti questi spot sugli assorbenti e non c’è mai un uomo, cosa c’è dietro?”

– “Raffaella Fico dovrebbe mostrare il coraggio femminile di farsi chiamare Fica.”

Saviano condannato per plagio. Si discute se dovrebbe restituire la scorta agli autori originali, ma tanto saranno tutti morti.

Saviano condannato per plagio. Avrebbe copiato la pettinatura di Ronaldo.

Saviano, condannato per plagio, si difende: “è solo lo 0,6% del libro”. Che è un po’ come difendersi dicendo che hai evaso solo lo 0,6% dei tuoi guadagni. OOOOPS.

(A proposito: non si parla già più del videomessaggio di Berlusconi. Ne sta già preparando un altro un po’ più come quello di The Blair Witch Project.)

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160. Il videomessaggio, la magistratura italiana e le soluzioni all’italiana

Berlusconi the ringMa davvero qualcuno ha preferito guardare il videomessaggio di Berlusconi anziché una puntata di The Big Bang Theory?

Io non l’ho voluto vedere. Ci ho pensato e francamente mi è parsa la cosa migliore. Che poi se devo, preferisco sempre guardare il film originale.

(No, con “film originale” non mi riferisco ai video del ’94. Penso a Gremlins.)

Berlusconi è apparso provato, mi dicono. Aveva appena fatto in tempo a nascondere l’ascia con cui gira i filmini per Mistero.

Berlusconi dichiara che non ci saranno conseguenze per il Governo. Però ora che ha visto il videomessaggio, Letta attende la bambina di The Ring.

Comunque ci sono sempre i giudici dietro tutto. 17 settembre: un giudice svedese stabilisce che non è reato masturbarsi in pubblico. 18 settembre: Berlusconi diffonde il suo videomessaggio. Lo vedete il collegamento?

La MAGISTRATURA. Ok. Ragioniamoci un secondo. Esiste una magistratura corrotta? Certo. Sicuro come il pane. Sicuro come le tette in Game of Thrones. Non solo perché recentemente hanno scoperto diversi giudici con le mani in pasta, ma semplicemente perché, in un Paese con un altissimo tasso di corruzione come il nostro, non vedo come si possa ipotizzare che un gruppo di immenso potere come la magistratura possa essere esente dal problema. Sono selezionati con i nostri discutibili concorsi pubblici, non scelti uno a uno dal Santo Graal. Ci sarà gente onesta e gente meno, il problema è chi controlla i disonesti e come. Esiste una magistratura “politicizzata”? Probabile. Fino a qualche decennio fa il fatto era dato assolutamente per scontato, soprattutto nei film e nella cultura “di sinistra” che accusavano la magistratura di essere “di destra” e connivente con la DC. Passato il tempo, tale polemica si è smorzata. Conoscendo come venivano risolti questi problemi nella Prima Repubblica, è legittimo pensare a una qualche forma di lottizzazione. Quindi realisticamente una fetta più o meno ampia dei magistrati con almeno vent’anni di anzianità è riconducibile ai vecchi socialisti, al vecchio PCI o alla vecchia DC.

Ecco tre tipici magistrati con buona anzianità di carriera:

magistrato craxi

 

 

magistrato stalin 2magistrato andreottiSu ciò che è avvenuto negli ultimi 20 anni non mi esprimo, che non sono ancora emigrato. Del resto che esistano correnti delle magistratura identificate sostanzialmente in base alla fede politica è noto, benché io lo trovi aberrante. Ai tempi di mio nonno era considerato assolutamente inopportuno che un magistrato esprimesse pubblicamente posizioni politiche, non parliamo poi di candidarsi. Detto ciò, il fatto che magari esista una parte di magistratura corrotta e/o politicizzata è un buon motivo per ascoltare il messaggio di Berlusconi? Ma neanche per il cazz… ehm, volevo dire, non credo proprio. Qualunque cosa si pensi di Berlusconi, anche i suoi più fedeli accoliti non potranno negare che si è circondato di incompetenti e criminali per attingere a specifici bacini di voti. Non ha voluto certo creare un gruppo di competenti giuristi ed economisti liberali, preferendo circondarsi di commensali arrivisti e volgari. Ha trasformato i problemi della magistratura in problemi suoi personali, come ora sta trasformando il problema della sua decadenza in problema di tutto il Parlamento. Sembra uno di quei bambini ancora troppo piccoli per distinguere tra ciò che è suo e ciò che è degli altri. In un certo senso, se dovessimo prendere sul serio quanto detto da Berlusconi negli ultimi anni, la soluzione dovrebbe essere: “Sfanculiamo Berlusconi, mettiamo avanti nuovi leader che combattano questa battaglia un pochino meglio”.

Il fatto è che il problema della magistratura in Italia si pone tutto su un altro piano. Non è tanto il fatto che esistano alcuni magistrati corrotti o che le idee politiche dei magistrati possano influenzarne le decisioni o minarne la credibilità, quanto il fatto che tutta la divisione dei poteri è così lineare che sembra disegnata da Pollock.

Pollock

L’ex direttore di Liberazione, Pietro Sansonetti, non proprio uomo vicino alla destra, è arrivato ad ammettere che la magistratura ha preso il controllo dell’Italia e altera il senso delle leggi e blocca quelle che non le vanno a genio. O meglio, ogni giudice applica e disapplica quello che gli pare, rendendo molti processi, se il giudice non è coscienzioso, un terno al lotto. Ora col caso Ilva siamo arrivati a mosse talmente deliranti che possono davvero mettere in ginocchio una nazione. Gli interventi a spada tratta che pochi magistrati stanno facendo contro l’Ilva e la famiglia Riva stanno creando pericolosissimi precedenti. Tanto per cominciare: il sequestro Ilva era stato stimato in 950 milioni di euro. Ora: provate a pensare a un ministro che possa decidere con una firma di disporre di una cifra del genere e vi accorgerete che non c’è. Poi provate a pensare come si comporterà un investitore estero che legge che se potra un miliardo in Italia il giudice di turno potrebbe sequestrarglielo e poi si vedrà in futuro se glielo ridarà. Terzo: pensate alle ovvie ricadute che ci sono state sugli altri stabilimenti del Gruppo Riva e che porteranno alla cassa integrazione di 1.300 operai nel nord. Praticamente succede questo: i politici di Taranto prendevano mazzette per lasciare che l’Ilva inquinasse e la gente di Taranto si ammalava; per risolvere la cosa, la magistratura interviene con un provvedimento che fa perdere il lavoro agli operai del norditalia che non c’entrano un cazzo. Per pagare quelle 1.300 casse integrazione serviranno su per giù 26 milioni di euro della comunità. Il settore siderurgico italiano verrà penalizzato a favore di quello tedesco e francese. Pure un giornale non proprio di destra come Linkiesta è arrivato a titolare “la politica indistriale in Italia è fatta dalla magistratura”.

In sostanza, sarebbe necessario riscrivere le regole per evitare che qualcuno, per aver passato un concorso prima dei trent’anni, si trovi poi per passaggi automatici a prendere decisioni che influenzano tutta una città o una nazione. Il problema è che a riscrivere queste regole dovrebbe essere gente come Zanonato, gente come Razzi, gente come Alfano.

Alfano: “Dopo il videomessaggio di Berlusconi tornerà a splendere il sole”.

Ecco il cielo sopra Taranto.

Cielo sopra taranto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PS non causa il cancro.

PPS la magistratura non può sequestrarlo.

127. Credevo fosse amore, invece era interesse

vero_amore_001Hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Nicole Minetti al processo Ruby in cui l’ex consigliere regionale della Lombardia rivendica con orgoglio di avere avuto  con Silvio Berlusconi. “Un sentimento d’amore vero” afferma Nicole, pensando sognante al figlio che non hanno mai avuto e che erano già d’accordo di chiamare Piercontoinbanca Berlusconi.

La storia romantica di una giovane donna che parla dei suoi sogni con un uomo virile e capace. Come quando confessa a lui, Presidente del Consiglio e fondatore del primo partito del Paese, che le sarebbe tanto piaciuto fare politica e “quasi per caso si presenta un’opportunità”. Grazie a Don Verzè. I maligni sostengono che dire che lei è entrata in politica grazie alla stima di Don Verzè e non perché si portava a letto l’uomo più potente d’Italia è come dire che gli ordini di Stalin non venivano eseguiti perché era un dittatore sanguinario e inflessibile, ma perché nessuno poteva resistere ai suoi baffoni pucciosi alla Whisky di Lilli e il vagabondo.

stalin sorridente

whisky lilli

Ma si sa, le malelingue sono una piaga sociale. Per fortuna il Pdl non intende tergiversare. Contro il mondo materialista della sinistra, che ironizza con frasi come “era il culo flaccido della sua vita”, mostrando così la propria meschina incapacità di dare il giusto peso ad aspetti come l’integrità, l’intelligenza e il carisma personale, Angelino Alfano intende organizzare davanti al Tribunale di Milano una manifestazione di solidarietà di badanti ukraine e moldave, rigorosamente accompagnate dai loro mariti ottuagenari. Per evitare polemiche, non saranno date alle partecipanti i 10 euro che furono pagati ai manifestanti di Brescia. Per contro, le badanti più piacenti saranno invitate ad Arcore per una cena esclusiva.

Il caso della Minetti, peraltro, non è isolato. Da sempre amori tenerissimi sono stati screditati perché non rispondevano ai canoni più comuni. Ecco alcuni esempi.

lucia mondella

1) Lucia Mondella e Don Rodrigo. Il moralismo cattocomunista di Manzoni lo spinse a travisare apertamente una storia onesta e attuale. Don Rodrigo, uomo colto ma rude, incapace di esprimere i suoi sentimenti senza mascherarli da machismo e prevaricazione, e tuttavia rispettoso dell’istituto del matrimonio. Tanto da vedere, nel matromonio stesso, un ostacolo alla sua passione. Lucia Mondella, una ragazza in fuga dal paesino natale, cerca inutilmente un posto dove nessuno la conosca per potersi divertire un po’ senza essere additata come zoccola. L’amore che avrebbe potuto essere tra due persone che si opponevano alle convenzioni del tempo. Poi Manzoni ha ricamato sulla storia per poter vendere in edizione economica alle parrocchiane.

Ramirez e Lioy

2) Richard Ramirez e Doreen Lioy. Qui a travisare non furono i giornali di sinistra, ma, al contrario, la stampa retrograda repubblicana. Quando Richard Ramirez cominciò a stuprare e uccidere persone a Los Angeles inneggiando a Satana, i mass media conservatori non persero occasione per bollarlo con l’etichetta di Serial Killer. Non vi dico, poi, quando emerse che era di etnia ispanica. Eppure, come non commuoversi di fronte al disperato bisogno di affetto e sicurezze di un uomo che risparmiò volentieri una sua vittima, dopo averla sodomizzata puntandole una pistola alla testa, quando questa lodò le sue prestazioni sessuali? A capire il complesso e delicato animo umano che si celava dietro l’apparente aggressività fu la giornalista freelance Doreen Lioy, che scrisse quasi 80 lettere in carcere al reo confesso Ramirez, finché questi non le chiese teneramente per posta di sposarlo. Secondo alcuni, Ramirez era madrelingua spagnola e anziché “sposami” intendeva “buzzicona infame portami una lima”. Ma tant’è, si unirono in eterno amore nel carcere di San Quintino. La Lioy costruì su questo fatto una carriera, ereditò tutti i diritti d’autore sulle opere basate su Ramirez e annunciò più volte che si sarebbe suicidata il giorno in cui Ramirez fosse morto. Ramirez è scomparso all’affetto dei suoi cari tre giorni fa, ma Doreen Lioy quel giorno non ha potuto suicidarsi perché era impegnata a rifarsi il seno. Di qui numerosi attacchi che la accusarono di aver strumentalizzato la vicenda. Del resto Ramirez dichiarò sempre che dopo la morte “Ci rivedremo a Disneyland” ed è con sincero amore muliebre la Lioy ha deciso di restare viva in attesa di quel momento.

Prodi e d'alema

3) Massimo D’Alema e Romano Prodi. Numerose volte accusati di odiarsi, in realtà intrattengono una storia d’amore sin dal 1992, quando stipularono un accordo segreto per cacciare Rodotà dalla Presidenza del Partito Democratico della Sinistra. Il fatto è stato recentemente scoperto da alcuni grillini, fondatori del sito “Rodotà Presidente di tutti”, poi dichiarati eretici in seguito alle critiche di Rodotà a Grillo e attualmente impegnati ad espiare le loro colpe nel deserto del Gobi. I due padri del Partito Democratico non solo si amano da anni, ma si sono anche sposati segretamente in Olanda e le intercettazioni che hanno messo nei guai Giovanni Consorte sarebbero un gigantesco errore giudiziario. D’Alema aveva chiamato il suo consorte, i giudici non capirono, in una discussione su quanto stava bene Prodi nudo col grembiule da cucina si vollero vedere segreti significati massonici.

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PS Sul tema di oggi consiglio anche la visione di che oltre a mostrare un diverso volto di Berlusconi da anche, a parer mio, un’idea diversa di cosa vuol dire intercettare e diffondere le telefonate. Volutamente non commento e lascio lo spazio a voi, se credete.

126. Le riforme che verranno

zanonato e i caniIn questi giorni sono successe davvero tante cose. La rivolta in Turchia, per esempio, prosecuzione anche della RIVOLTA DEI BACI, che sta scuotendo il mondo. Si tratta di un caso importante, perché evidenzia per la prima volta in modo netto il contrasto tra democrazia formale e sostanziale. Erdogan la maggioranza ce l’ha ed è netta. Ad esso si oppone una minoranza qualificata che non vuole che chi possiede il 50%+1 dei voti possa fare proprio quello che gli pare. Quello col 50%+1 dei voti accusa gli altri di essere antidemocratici e risponde con una dura repressione.

Erdogan, come suo costume, ha poi cercato di superare la grettezza del discorso giuridico e numerico mettendo nella questione un afflato mistico degno del sufismo tasawwuf: Twitter, essendo immateriale e onnipresente, è stato dichiarato da una commissione di teologi “impropria rappresentazione di Allah” e per questo è partita la Jihad. Ma noi dei media occidentali non riusciamo a cogliere il nocciolo della questione. Su twitter alcuni, convinti dalle parole del politico turco, si sono ora davvero convinti di essere Dio e ora ristabilire la verità sarà difficilissimo.

Del resto in Italia abbiamo visto lo stesso conflitto tra numeri e diritti a rapporti di forza invertiti: chi è maggioranza sembra riportare sempre vittorie dimezzate, monche, incerte. Tratta, cede a compromessi, viene tradito da correnti interne, si arresta davanti a uno sciopero e insomma, le grandi riforme non si fanno mai. La prima proposta di semipresidenzialismo giace nei sotterrani del Senato da tempo immemore, avanzata in origine dal console Incerto Tremolo detto “il coraggioso”.

Oggi per puntare a rifondare l’architettura costituzionale si è deciso di chiamare 35 saggi. Che sarebbe un altro modo per dire “i tecnici”, ma vista l’esperienza del Governo Monti si è preferito trovare un nomignolo simpatico. La scelta era caduta su “Trottolini amorosi duddù daddaddà”, ma poi Amedeo Minghi aveva cominciato chiedendo di trasferire Palazzo Chigi a Sanremo e non se n’è fatto niente.

Cominciamo con una buona notizia: alcuni nomi nell’elenco sono prestigiosi e indipendenti. Chiaramente i nomi alle dirette dipendenze dei partiti non mancano, ma non sono la totalità e questo è finalmente un buon segno. So che può sembrarlo, ma non è una battuta.

Se i partiti hanno mostrato profondo disprezzo per le istituzioni proponendo nomi come la Zanonato, Biancofiore, Miccichè e Fassina al governo, tra i 35 saggi, almeno per quelli che conosco, non c’è nessuno che sia un impresentabile imbecille.

La cattiva notizia è che per arrivare a qualche risultato serviranno 18 mesi e di questo passo dell’Italia non resterà pietra su pietra.

Non che il Governo Letta se ne stia con le mani in mano. Rinvio dello sconto fiscale sui lavori per case ecocompatibili, rinvio dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, sospensione dell’IMU, abolizione del finanziamento pubblico ai…

…no, aspettate. Questo no. Non entro nel merito perché QUESTO ARTICOLO spiega tutto.

Sospensione dei finanziamenti alla ricerca, creazione di commissioni e linee guida, eccetera.

Ecco un’anticipazione delle prossime misure che prenderà il Governo.

COMMISSARIAMENTI: ricevuti gli applausi per il commissariamento dell’ILVA per 3 anni e constatato dunque che la popolo sovrano del diritto di proprietà non importa granché, il Governo sta pensando ad altri interventi necessari per il bene comune. Per esempio, pare che gli italiani siani rimasti sordi ai ripetuti inviti dell’ex  MINISTRO DELL’AMBIENTE CLINI A CAMBIARSI LE MUTANDE SOLO OGNI 4 GIORNI per risparmiare acqua. La Lorenzin starebbe ora programmando di commissariare gli appartamenti degli italiani e piazzare un rappresentante delle forze dell’ordine presso le lavatrici onde porre termine a questi comportamenti egoistici e antisociali. Parallelamente partirà la campagna mediatica finanziata dal Ministero dell’Ambiente “Salva un tarzanello.” I grafici della Camera sono al lavoro per disegnare una simpatica mascotte.

LOTTA AI FANNULLONI: il Governo ha realizzato una sconvolgente verità. Siccome le tasse sugli stipendi pubblici non sono altro che soldi che lo Stato prende su soldi che ha già speso, la spesa pubblica non può che essere finanziata dalle tasse sul privato. Siccome si è visto che aumentare le tasse ha effetti recessivi, si è deciso di puntare il dito contro i fancazzisti nemici della patria. Ai privati e agli ancor più meschini liberi professionisti, rei di già di per sé non servire lo Stato, sarà momentaneamente sospesa l’assistenza sanitaria, il diritto all’abbonamento dei mezzi pubblici se over 65 e il rinnovo della patente, fino a che non torneranno a produrre abbastanza da mantenere tutti gli altri. Coloro che fossero scoperti a pianificare una fuga all’estero, in paesi più ospitali e meritocratici, verranno puniti con l’immersione nella plastica fusa, salvo poi essere sagomati e usati come troni per i tronisti di Uomini e Donne

SOSPENSIONI: il Governo non si da pace per i continui fallimenti di imprese. In questo momento di grave crisi nazionale, che decine di imprese al giorno si ostinino a chiudere, lasciando 50.000 nuovi disoccupati al mese, è decisamente un comportamento da irresponsabili. Per questo, saggiamente, ha provveduto a sospendere ancora i pagamenti dei debiti che la Pubblica Amministrazione deve alle imprese suddette, provvedimento che verrà protratto ad libitum, finché non la smetteranno di fallire e verranno a più miti consigli. Convinti che la linea dura porterà risultati, sono allo studio provvedimenti simili: i pagamenti dei dipendendi pubblici non verranno versati mese per mese, ma saranno condizionati ad un comportamento adeguato da parte del dipendente che dovrà mostrare di saper fare squadra. C’è dibattito. Alfano vorrebbe che lo stipendio andasse ritirato presso il Tribunale di Brescia, previa l’apposizione sulla fronte di un timbro “Berlusconi libero”. Fassina, che crede nella decrescita felice, propone di consegnare il denaro solo a chi si presenta regolarmente a lavoro in bicicletta, skateboard o monopattino, e poco importa se si tratta di un ultrasessantenne che fa il pendolare da Fiumicino, le vecchie generazioni hanno già mangiato abbastanza sulle spalle dei giovani. Berlusconi sta studiando con i suoi fedelissimi un progetto più complesso, che prevederebbe anche una revisione della legge Merlin. Deciderà, come sempre, un’ampia alleanza trasversale che mescolerà tutti i suddetti criteri in un unico, innovativo sistema, rispettoso tuttavia delle tradizioni, che prevede anche al comma 2 la reintroduizione dello storico contratto di “Servitù della gleba.”

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125. Il Femminicidio che c’è e quello che non c’è

keep calSANGUEIeri la Camera dei Deputati ha votato per ratificare la convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Questo significa essenzialmente due cose:

1) Che non cambia un cazzo, perché questa entra in vigore solo una volta ratificata da 10 stati;

2) Che non cambia un cazzo, perché il testo della convenzione non fa altro che rimandare a futuri accordi, cooperazioni e figuriamoci, il Governo Letta non si mette nemmeno d’accordo con sé stesso. Il primo Stato a non aver ratificato la convenzione firmata in Turchia è, pensate un po’, la Turchia.

Allora, siccome si sta parlando tanto di Femminicidio e siccome si tratta di proseguire IL DISCORSO INIZIATO IERI SULL’OMOFOBIA (che partiva, nemmeno a farlo apposta, da un fatto di cronaca avvenuto in Turchia), oggi sarà anche l’argomento qui su Chi Non Muore.

Bisogna dire che il Parlamento non perde tempo. Il tema è caldo. E alla Camera fanno leggere una bella relazione a Mara Carfagna.

Mara Carfagna legge un duro attaccco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. All’uscita dalla Camera, l’onorevole ha autografato calendari per i fan.

Mara Carfagna legge un duro attacco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. Ha sopportato per anni che Berlusconi le appoggiasse la birra sulla testa mentre guardava il calcio, ma adesso BASTA!

Brunetta: “Io come Balotelli.” Ma allora è vero quel che si dice intorno ai nani!

Vi chiedete cosa c’entri?

Mara Carfagna sta alle pari opportunità come Brunetta a Balotelli.

Sgomberiamo il campo dalle cose che dovremmo tutti dare per scontate. Chi scrive è contro la violenza sulle donne. Chi scrive è contro la violenza in generale, salvo ovvi casi estremi in cui la giustificava pure Ghandi. Probabilmente voi che mi leggete siete contro la violenza sulle donne. Quindi non intendo perdere tempo a fare il panegirico delle donne che non si toccano neanche con un fiore. Questo è l’obiettivo e lo do per scontato, ora stiamo solo discutendo di come ci si possa avvicinare. Se no è come se prima di ogni lezione di guida l’istruttore sentisse il bisogno di specificare che è contrario a investire i pedoni.

Inoltre spero che tutti sappiano che la violenza contro le donne è un reato. Non è che manca il reato di Femminicidio, è che uccidere una donna è omicidio. Punibile con reclusione non inferiore ad anni 21 e che può arrivare fino all’ergastolo, non con una pena simbolica. Che poi a volte scandalizzi la facilità con cui in Italia si evade, si ottengono arresti domiciliari, semilibertà e indulti è un altro discorso. Questo però riguarda la giustizia in generale e non il caso specifico del Femminicidio e comunque bisognerà decidere una buona volta se con la pena si punta alla rieducazione del reo (col rischio che agli occhi dei parenti delle vittime risulti “poco punito”) o alla sua punizione e a placare la sete di sangue del popolo. Se ci tenete a farvi venire il sangue cattivo, potete ad esempio leggere la storia del MASSACRO DEL CIRCEO.

E adesso parliamo di numeri. C’è una statistica importante sul Femminicidio. Ma prima vediamo una lunga serie di cose false che si dicono.

1) È in atto una mattanza delle donne che sono le vittime principali della violenza. Falso. Dati del ministero dell’Interno: in oltre il 70% degli omicidi la vittima è un maschio. Vero che tale percentuale sta calando: per tutti gli anni ’90 era sopra l’80%. Però ancora un maschietto corre un rischio di morire ammazzato molto più alto rispetto a una femminuccia

2) Più del 60% delle donne almeno una volta ha subito violenza fisica dal partner, allora 6 uomini su 10 picchiano la propria donna. Falso. Sarebbe come dire che, siccome tutti noi abbiamo visto almeno una volta un bel film, allora tutti i film sono belli.

3) Il 75% delle donne che viene uccisa, viene uccisa da persone che conosceva bene. Vero, ma anche falso: la percentuale è quasi uguale negli uomini. Come dicono i sociologi, l’omicidio è principalmente un reato intra-gruppo. Del resto, perché dovreste voler uccidere qualcuno che nemmeno conoscete? Di solito si uccide o per avere un vantaggio, o perché si sente di doversi vendicare di qualcosa. Chi uccide persone a caso non è un disturbato o un violento, è un pazzo completo tipo HENRY LEE LUCAS.

4) In Italia il fenomeno del Femminicidio è particolarmente diffuso, per colpa di una società maschilista, fallocentrica e del carattere implicitamente repressivo. Falso. Dati ONU: l’Italia ha il più basso rapporto donne uccise per abitante tra tutti i paesi occidentali eccetto la Norvegia. Se consideriamo solo l’Italia del Nord, pure la Norvegia ce la lasciamo alle spalle. In Inghilterra il numero di donne uccise per abitante è il doppio che da noi, Finlandia quasi il triploi, in Russia è sedici volte superiore.

Se mai è vero che oltre il 90% degli assassini (che in Italia sono comunque pochi e se leviamo quelli legati alal criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina, sempre dati ufficiali del Ministero, diventano pochissimi) sono uomini. Francamente questo credo che non stupisca nessuno. I bambini fanno a botte per un nonnulla. Bisogna educarli perché non si procurino ciò che vogliono con la violenza ed educarli ulteriormente perché non reagiscano con la violenza a quelli che percepiscono come torti. Come diceva Rita Levi Montalcini, metà del nostro cervello è ancora uguale a quello dei babbuini. Quando si parla di cibo, sesso e violenza o ci frena la metà razionale, o agiamo come le scimmie.

Questo è il materiale di cui è composta l’umanità, dobbiamo cercare di limitare i danni.

Vediamo che possiamo fare per procurare alle donne italiane delle scimmie che le scopino tanto e non le picchino mai.

Il primo baluardo contro la violenza è l’educazione, il secondo è un sistema di leggi efficace che ripari i torti prima che l’uomo, esasperato, perda il freno della civiltà e ricorra alla violenza – ovvero punisca subito chi ricorre alla violenza, dissuadendo altri dal provare ancora questa strada.

Tuttavia vi sono dei casi in qui questo non serve. Si tratta di tutti i generi di omicidio passionale. Della fidanzata, del marito, del figlio. Chi giunge ad atti del genere lo fa perché in preda alla follia, al dolore o alla rabbia, al punto di non pensare alle conseguenze. Relativamente spesso, infatti, tenta poi il suicidio.

Contro questo genere di violenze aumentare le pene non serve a un picchio. O mi dite che volete la sedia elettrica e rendere impossibile per sempre il reinserimento di chi ha compiuto un atto del genere, senza consentire al giudice di valutare le eventuali attenuanti, oppure dovete accontentarvi dei tanti anni di galera che possono essere comminati con l’omicidio. Aumentarle non serve a prevenire, serve solo a punire ancora più severamente chi ha compiuto l’atto. Ma ricordate che più severe dell’ergastolo ci sono solo pena di morte e tortura. Se volete tornare alle punizioni corporali, fatemelo sapere nei commenti che ne parliamo.

Avevo accennato al fatto che esiste una statistica importante sul Femminicidio. Ecco, è questa: l’omicidio di donne da parte dei fidanzati,compagni e mariti è l’unica categoria di omicidio in continuo aumento, dal 1990 al 2006, soprattutto nel meridione (ma anche, in misura minore, nel nord Italia).

Per inciso, una piccola curiosità: è molto più frequente che sia l’uomo ad ammazzare la fidanzata, ma è leggermente più frequente che sia la donna ad ammazzare l’amante. Secondo inciso: dal 2006 a oggi questo tipo di omicidi è rimasto pressoché stabile. Non c’è in atto oggi una emergenza senza precedenti. Sono statistiche stabili a livello italiano e molto sotto la media a livello europeo e le cifre, anziché stabili, sarebbero in flessione se escludessimo i delitti computi dagli immigrati (immagino perché talvolta provenienti da paesi in cui la punizione della donna è addirittura un dovere del padre o del marito, ma non mi soffermerò su questa statistica). Fermo (ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ mi annoierò a ripeterlo) che ogni singolo caso è grave e andrebbe se possibile prevenuto e se no punito.

Quindi se vogliamo parlare di Femminicidio, possiamo parlarne in due modi. O per indicare il generico omicidio di una donna, o per indicare l’omicidio di una donna per motivi passionali. Nel primo caso, la cosa ci fa giustamente orrore, ma in quanto omicidio. Se vogliamo batterci per una polizia più efficiente, ben venga. Nel secondo caso, trattandosi di omicidio passionale, l’unica cosa davvero assurda sarebbe aumentare le pene, che come abbiamo visto e come provato da tutti gli psicologi del mondo da sessant’anni a questa parte, non serve.

Vogliamo chiederci perché c’è stato un aumento degli omici passionali? Stiamo vivendo grandi trasformazioni sociali. Osservava Gibbons che le società democratiche devono ancora imparare a gestire la dissimmetria di potere tra chi è ancora innamorato e chi no. Gli uomini non sopportano di essere mollati, traditi o insultati per le loro prestazioni sessuali. A volte, poi, chi non è innamorato si comporta, del tutto legittimamente, in modo stronzo. Ieri una mia amica è stata lasciata per sms dopo sei anni di fidanzamento. Il suo commento è stato “se fossi un uomo gli spaccherei la faccia”. Be’, amica mia, non hai il diritto di farlo. Per fortuna lei non è un uomo e ha potuto parlare con me, ma la società di oggi crea anche gravi situazioni di isolamento, in cui una persona, magari già di suo incline alla violenza, resta a macerarsi nella solitudine e pone in essere atti deprecabili.

Non si tratta lo dico ancora una volta, di una situazione solo italiana. Nel nord europa, che qui rappresentano come un paradiso, la violenza domestica è più diffusa che da noi. Succede che gli uomini si comportino impeccabilmente 4 giorni su 7, poi nel weekend bevono, perdono il controllo e picchiano le mogli. In Danimarca c’è vero allarme sociale e nemmeno lì sanno bene come reagire. Stiamo cercando di costruire una società di rapporti fluidi in cui le coppie si mollano e si cercano in continuazione. Un processo inziziato da circa un secolo, che per la storia dell’umanità è come dire niente.

La verità è che si tratta a tutti gli effetti di una situazione nuova. Nessuno sa esattamente come gestirla. La prima cosa da fare è certamente, tanto per cambiare, investire in cultura e formazione. Tendenzialmente le persone più formate sono meno violente, più pronte a capire gli altri, più adattabili.

La seconda cosa sarebbe creare una rete di psicologi contro la depressione. Oltre il 40% degli uomini che uccide la moglie o la ex soffrono di gravi forme depressive. Quello è un bacino a rischio da monitorare, sia per il rischio di omicidi che per quello di suicidi. Si aiuterebbe molta gente che comunque non commetterebbe mai violenza e si preverrebbero diverse morti.

La terza cosa che mi viene in mente è rivedere la nostra ridicola legge sullo stalking e, ancora una volta, vedere se è possibile dare, o per meglio dire imporre, un supporto psicologico alle persone moleste, oltre che alle vittime. Non credo che quattro mesi di galera con la condizionale siano un deterrente per una persona affetta da una chiara forma ossessiva. Infine vorrei parlare del neologismo. I neologismi fanno paura. Il neologismo serve a creare allarme attorno a una situazione stabile. A distrarre. Per usare le parole prese da un LUNGO ARTICOLO (in buona parte, ma non in tutto, condivisibile) di @quitthedoner, “Quando un problema assurge a emergenza mediatica viene proposto in una versione emotivamente e moralmente connotata, che implica tacitamente che chiunque chieda maggiore complessità nell’analisi o insinui dubbi sulla ricostruzione ufficiale allora si stia schierando dalla parte del nemico.”

Il succo della questione è lo stesso di ieri. Primo: quando si crea un’emergenza attorno a una situazione stabile, è perché non si sanno affrontare altri problemi. Secondo: posto che il problema è comunque reale, va affrontato in maniera razionale: aumentare le pene non serve a niente. Investire in cultura, sì. Monitorare i casi a rischio, sì. Rendere più veloci i processi e fornire mezzi alle forze dell’ordine, sì. Ma per i politici non è conveniente studiare a lungo una legge, scriverla, stanziare i fondi, quando possono aumentare la pena e poi, al prossimo Femminicidio, dire “Tizio condannato all’ergastolo grazie al nuovo reato di Femminicidio, approvato con la c.d. Legge Boldrin (o Legge Alfano, per nominarne un altro che sta battendo su questo tema ultimamente).”

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124. Il diritto di darsi un bacio

Gay Turchia_4Oggi trattiamo un argomento spinoso. Uno di quegli argomenti che di solito, qualunque posizione si assuma, provocano defollow di massa, insulti, richieste di ban, denunce, minacce, assalti all’arma bianca, concerti di Gigi D’Alessio.

Le reazioni scomposte di solito arrivano in primo luogo da chi è contro i diritti dei gay, o meglio, per essere più precisi, contro l’ESISTENZA dei gay. Perché se parlo di diritti dei gay sto già in qualche modo anticipando una conclusione. Qui non stiamo parlando di gente che prova ad argomentare una posizione. Sono semplicemente persone a cui da fastidio che da qualche parte nel mondo due uomini o due donne si accoppino tra loro.

Apriamo una parentesi. In Turchia è successo che una grossa associazione, per protestare contro la serpeggiante islamizzazione delle istituzioni voluta da Erdogan, ha organizzato una protesta del bacio. Per pubblicizzare al cosa ha affisso dei manifesti rappresentanti una coppia che si bacia nella metropolitana, scatenando la reazione del Governo che ha dichiarato: “L’immoralità non è libertà”. La manifestazione si è tenuta lo stesso, è intervenuta la polizia, c’è stato un sacco di casino. Ma soprattutto alcuni civili, militanti del partito di Erdogan, sono scesi in piazze e hanno picchiato i manifestanti, accoltellandone uno mentre baciava la sua ragazza, senza che la polizia intervenisse. Così il fatto viene riportato dalle maggiori agenzie di stampa.

Io pubblico su Twitter questa frase:

“Turchia. Baciava la sua ragazza, accoltellato da un giovane islamico. La polizia resta a guardare. Baciamoci in Italia, finché possiamo.”

Questo scatena la reazione di un utente turco che vive in Italia. Il gentiluomo, dopo avermi invitato a non dire cazzate, si propone di spiegarmi come sono andate veramente le cose. Mi informa che “Della gente voleva protestare per non so cosa” (grazie per l’approfondita spiegazione) che “Si sono baciati per provocare” (che sfiga, da noi bruciano i cassonetti e le auto in sosta, facciamo a cambio?) e che “Tra loro c’erano anche coppie gay e hanno anche invitato a usare i preservativi.”

L’uomo ha un tono molto pacato, come se il fatto che la somma di queste circostanze spiegasse tutto e dovesse farmi dire “Ah, vabbe’, allora accoltellateli pure, scusami. Anzi, infilateli sul palo e fatene kebab, che almeno si rendono utili.”

Quando gli dico che non ho nulla contro i baci in pubblico, i gay o tantomeno l’uso del preservativo e gli chiedo se lui invece sì, scatta il delirio. Quattro o cinque tweet di insulti che finiscono nell’immancabile “Devi essere un frocio di merda anche tu.”

L’ho citato perché, assieme alla discussione con un amico, è stato lo stimolo a scrivere questo articolo.

L’altra categoria che rischia di avere reazioni inconsulte è…

…no, non quella degli omosessuali. Ma proprio no. Gli omosessuali sono abituati a vivere da omosessuali, a difendersi e a chiedere quello che ritengono sia dovuto loro a chi non glielo vuole concedere. Sono abituati a parlare. Almeno per quella che è la mia esperienza, i miei amici gay li ho visti sempre estremamente pazienti nella discussione con i peggiori reazionari, anche se magari nella loro testa li consideravano vetusti parrucconi teste di cazzo.

L’altra categoria che potrebbe avermi defollowato alla seconda riga è quella degli intellettuali organici di sinistra. Gente abituata a riconoscersi in un certo schema di pensiero e certe parole d’ordine che fanno molto intellettuale, senza in realtà ragionarci sopra minimamente. Perché sotto sotto quello che pensano è “Grrrr perché non la pensano tutti come me che sono così intelligente.”

Rispondono a parole d’ordne.

Un esempio è proprio dato dalla Turchia. Di solito le stesse persone vogliono la Turchia in Europa e i matrimoni gay in Europa e rifiutano di vedere che le due cose difficilmente si avranno allo stesso tempo. Vogliono la Turchia in Europa perché sono terzomondisti e anticattolici. Ma la Turchia sta prendendo una piega molto pericolosa.

Basta citare il caso diplomatico tra Turchia e Olanda, con Erdogan che si sta impegnando in prima battuta per ottenere il IL RIMPATRIO DEI BAMBINI TURCHI ADOTTATI DA COPPIE GAY O CRISTIANE.

Il fatto è che l’argomento genera reazioni di rabbia. Sempre. Qualunque cosa si dica. Addirittura gli articoli scientifici generano rabbia.

Se Tizio scrive che l’omosessualità potrebbe avere basi genetiche o ormonali, è nazista.

Se dice che deriva da ragioni psicologiche, è nazista.

Se dice che non deriva né da una cosa né dall’altra, quindi è una libera scelta, allora giustifica la Chiesa che dice che è una scelta e quindi può essere un peccato, ed è nazista.

Ovviamente le ragioni di queste reazioni sono dovute al timore di come queste teorie potrebbero essere usate. Ma qui sta il punto. Uno stato di diritto dovrebbe arrivare a essere radicale. Uno stato di diritto non ha teorie: ha diritti. Non mi interessa sapere come accade che, ad un certo punto dello sviluppo, a me piacciono le donne e al mio amico X piaccio io. Capisco che possa interessare alla comunità scientifica, e allora ne parlino. Ma a me importa che X non sia stigmatizzato per preferenze che attengono alla sua vita privata solamente.

Ma qual è il modo migliore per ottenere questo risultato?

Esce su Repubblica QUESTO ARTICOLO. E io mi incazzo. Si tratta di una lettera della Boldrini, in risposta a sua volta alla lettera di un ragazzo gay che esprime tutta la propria sofferenza per sentirsi discriminato.

L’articolo si intitola: “L’omofobia sarà presto reato.”

C’è questo fenomeno, noto e riconosciuto nella sociologia del diritto, per cui in tutte le democrazie si tende a fare un certo numero di leggi prescindendo dalla loro utilità, ma solo per far scrivere sui giornali che sono state fatte. In Italia, però, se ne abusa. Vuoi perché i regolamenti parlamentari permettono di fare ostruzionismo e bloccare qualunque riforma che disturbi davvero qualcuno, vuoi perché siamo in stato di elezioni permanenti, vuoi per distrarre dal continuo declino economico e dagli scandali all’ordine del giorno, le leggi inutili sono la norma.

E poi c’è l’informazione.

In primo luogo, caro cialtrone che scrivi su Repubblica, “L’omofobia sarà reato”, mi spiegherai presto come intendi leggere nella testa delle persone. Dico di più: l’espressione di qualunque opinione, finché non si spinge a proporre l’uso della violenza e non sconfini nell’insulto, dovrebbe essere consentita. Invece gli insulti sono già reato. La violenza è reato. L’incitazione alla violenza è reato. L’apologia di reato è reato. Che poi in determinati casi non siano perseguiti, ad esempio perché la nostra polizia postale ha pochi uomini e mezzi, è un altro discorso.

Mi si può dire che la Boldrini ha parlato di “legge contro l’omofobia” e non di “reato di omofobia”, e che quindi quello che si chiede è l’istituzione di una aggravante di reati già esistenti. Come già avviene per le aggravanti legate all’odio razziale.

Ebbene, sono contrario. Aspettate a defollowarmi. Le aggravanti legate all’odio razziale non sono servite e non servono. Non solo perché chi odia, odia anche se gli viene vietato. Chi picchia o uccide, spinto dall’odio e dall’ignoranza, non sa se rischia 15, 20 o 30 anni di reclusione. Probabilmente non lo sapete nemmeno voi che leggete questo articolo, a meno che non abbiate studiato legge. Semplicemente chi insulta su Facebook, chi picchia la gente, chi si da alla violenza, pensa di farla franca. Se migliori i mezzi a disposizione della polizia e velocizzi i processi, se costruisci nuove carceri in modo da non essere costretto a ricorrere continuamente all’indulto, fai un lavoro migliore per punire i coglioni che non aumentando pene che non verranno mai comminate e che, quando vengono comminate, sono invece fortemente dissuasive. Il fatto è che velocizzare i processi è difficile. I politici vogliono mascherarsi dicendo che hanno fatto qualcosa contro l’omofobia inventandosi l’aggravante dell’omofobia, invece avranno ancora una volta perso tempo senza far niente.

Se il giudice riconoscerà che il mio amico X è stato picchiato in quanto omosessuale, comminerà l’aggravante dei futili motivi. Succede già. Non possimo pretendere di istituzionalizzare ogni possibile aggravante, esistono espressioni come “futili motivi” apposta. Chi brucia un barbone prché barbone, o ammazza la figlia perché non è più vergine o aggredisce qualcuno per le sue idee politiche espresse pacificamente, minando le basi del vivere democratico, non è forse pericoloso come chi se la prende con un omosessuale o un nero?

Per combattere l’omofobia serve un enorme investimento in cultura. Serve tempo e serve un progetto di ampio respiro. Serve anche fiducia: fiducia che chi legge tanto e si interessa al dialogo diventa naturalmente meno propenso a risolvere le cose con la violenza e a mettere in discussione i propri pregiudizi. La proposta di “leggi contro questo e quest’altro” serve solo a nascondere la mancanza di un piano di lungo termine e il disagio di un paese ignorante e arrogante come il nostro. Recuperare fondi per le scuole e la ricerca è più utile che non creare nuovi, inutili reati.

Un mio amico ha poi provocato dicendomi che anche in Francia ci sono migliaia di persone che protestano contro il matrimonio gay. E che quindi la Francia è come la Turchia.

L’avrete sentito tutti.

Francia. Scrittore si spara in bocca per protestare contro i matrimoni gay. Piombo sì, sperma no.

Francia. Scrittore si spara per protestare contro i matrimoni gay. “Hai una pistola in bocca o sei solo infelice di vedermi?”

Il gesto ha avuto ampio risalto in tutto il mondo. Alfano è molto preoccupato di cosa potrebbe chiedergli Berlusconi alla prossima manifestazione.

A parte l’evidente disturbo mentale di uno che si suicida per qualcosa che non lo toccherà mai, perché se non vorrà sposare un gay certo nessuno potrà o vorrà costringerlo, i casi non sono simili. Parigi ha un sindaco omosessuale. I PACS sono una realtà. A creare casino a volte sono le parole. La gente si scanna su cosa vuol dire “matrimonio” esattamente come nel PD si scannano su cosa vuol dire “sinistra”, perché se dovessero parlare ci cosa concrete un sacco di gente sarebbe costretta a star zitta.

E dunque provo a dire la mia anche sul matrimonio gay. Io di per sé non ho niente contro, ma c’è un ma. Aspettate a chiudere e insultarmi e leggete, per favore. Una volta che si tocca l’istituto del matrimonio, mi piacerebbe che si facesse una cosa organica. Una volta tanto. Che cavolo vuol dire matrimonio?

Per i cattolici è un istituto volto ad avere figli. Period. Loro non vogliono che si faccia casino usando quel termine in un altro senso. Nel matrimonio cattolico l’amore c’entra poco o niente. Il matrimonio tra due che non si conoscono è validissimo, mentre quello di un impotente è nullo.

Il matrimonio civile è la derivazione di un istutito napoleonico che voleva sottrarre alla Chiesa il monopolio del registro delle coppie. Chi è cattolico continui a sposarsi in chiesa davanti a Dio, con gli effetti che la Chiesa Cattolica riconosce al sacramento. Ma chi non lo è? Che fare del matrimonio civile?

Oggi, che non vi è l’obbligo né civile né sociale di far durare un rapporto tra due persone qualunque cosa accada, non si può ripensare a tutto ciò?

Al matrimonio sono ricollegati diversi effetti. Come l’accesso alla pensione di reversibilità, come il diritto a decidere sull’espianto di organi o quello ad accedere all’ospedale in caso di malattia gravemente invalidante. Ebbene, io sarei per liberalizzare tutto questo. Con una semplice comunicazione alla Pubblica Amministrazione devo poter dire: “Se mi succede qualcosa, tizio conosce il mio pensiero sui temi eticamente sensibili, nei limiti in cui lo Stato mi concede di scegliere, lui parla a nome mio.” Non capisco perché lo Stato deve decidere che per me possa esprimersi mio padre o mia moglie, se invece io voglio che sia mio fratello o il mio prete o la mia amante. Idem per le tasse ereditarie, che sono diverse a seconda di chi vada a ricevere il mio patrimonio. Saranno stracazzi miei a chi voglio lasciare cosa ho guadagnato?

Aboliamo il matrimonio civile. Se volete dare una festa per annunciare che vivete assieme, potete farlo anche senza il sindaco. Se volete firmare un contratto che regoli i vostri rapporti patrimoniali, che possiate farlo senza dichiarare che vi accoppiate e con chi. A uno Stato laico non deve interessare che vi amiate e/o che facciate sesso. Sono cose intime, private, dovreste dirgli di farsi i cazzi propri. Che lo Stato pretenda da voi annunci ufficiali è quasi un ricatto. Che voi pretendiate un riconoscimento da parte di uno Stato distante e burocratico, è segno di condizionamento.

I pochi fondi a disposizione delle famiglia, lo Stato li dia a chi ha figli, perché possa garantire loro educazione e sostegno, perché possa farne altri senza che diventi economicamente troppo gravoso. Dia le case popolari a chi ha prole. Non le coppie sposate, ma i figli delle coppie che hanno figli pagheranno le nostre pensioni, se mai ne avremo, e forniranno a noi nuove idee quando le nostre saranno vecchie e superate, se mai ci libereremo delle idee vecchie e superate di chi ci ha preceduto.

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bacio turchia