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207. Tutti pazzi per Mattarella

tutti pazzi per Mattarella

Giorni duri, nella sede segreta della Kasta, che solo questo blog è riuscito a identificare. Coi potenti mezzi a disposizione delle eminenze oscure del pianete, hanno scoperto che sul blog noto come “Chi Non Muore” sarebbe apparso un pezzo dirompente, un capolavoro della satira in cui si elencavano dieci possibili candidati alla Presidenza della Repubblica, nomi mai usciti sui giornali, da Gasparri a Wolverine passando per il cyborg di Rita Levi Montalcini. Nomi che avrebbero mostrato l’insignificanza di quelli proposti da tutti gli altri, incluso il poi vincente Mattarella. Così è stato deciso per la soluzione drastica: bloccare wordpress, censurare tutto. Piuttosto lasciar passare qualcosa sulle scie chimiche.

Ecco come sono andate le cose, signori miei. Avevo il pezzo già scritto. E invece niente, eccomi qui a commentare le cose a frittata già fatta.

Frittata, c’è da dire, venuta molto bene. Renzi ha compiuto un vero capolavoro di spregiudicatezza politica. E questo lo dicono tutti, ma pochi lo spiegano bene. Proviamo a fare il punto della situazione in poche righe.

Torniamo a qualche mese fa. Renzi al momento è Presidente del Consiglio. Alla Camera ha anche una maggioranza molto larga. Al Senato, al contrario, deve ogni volta fare equilibrismi che neanche i trapezisti di Moira Orfei. Non solo la maggior parte dei suoi senatori lo vorrebbero morto, ma deve tener buoni Ncd e quel che resta di Scelta Civica. Per contro attualmente nel Paese avrebbe il 37-40% dei voti. Tuttavia non può andare a votare per due ragioni:

1) Se facesse trapelare questa elezione, c’è il rischio che in Parlamento si accordino per un Governo tecnico alla Monti in modo da non andare alle urne, cosa che in questo momento sarebbe un disastro per Ncd, Forza Italia, Scelta Civica e per l’ala sinistra del PD che aspetta le meditazioni sul water di Civati.

2) Senza legge elettorale, si andrebbe a elezioni con un proporzionale puro, Renzi incasserebbe il suo 37, ma facciamo pure il 40% e non avrebbe la maggioranza lo stesso. Dovrebbe accordarsi con Grillo, Berlusconi o la Lega, tre clienti difficili.

Ecco allora il piano.

Primo: il patto del Nazareno. Includendo Berlusconi nelle trattative, Renzi ha indebolito i diktat sia della propria minoranza che di Ncd e, in definitiva, pure dello stesso Berlusconi, che si trovava a trattare pur sempre da una posizione di minoranza. Per un semplice principio di teoria dei giochi, è finito che nessuno si è mai azzardato a votare contro Renzi, perché avrebbero dovuto farlo o tutti o nessuno (votare contro quando è ininfluente è una stupidaggine politica, no? Non accoltelli se non per uccidere).

Secondo: mantenere il patto del Nazareno. Renzi avrebbe potuto forzare molto la mano, ma si è guardato dal farlo. Ha voluto sembrare accondiscendente con Berlusconi. Molto furbo.

Terzo: probabilmente in accordo con Napolitano, è riuscito a incastrare la votazione della legge elettorale al Senato PRIMA delle votazioni del nuovo Presidente della Repubblica. A quel punto, fermo che alla Camera ha una larghissima maggioranza, ha potuto imporre un nome che andasse bene al proprio Partito e probabilmente ad alcuni suoi grandi elettori di matrice cattolica.

Ora la situazione è interamente rovesciata. Con un Capo dello Stato sostanzialmente favorevole e una legge elettorale che, se si andasse al voto, gli consentirebbe di avere probabilmente la maggioranza assoluta in entrambe le cariche, tiene tutti per i coglioni. Può fare quel che vuole, perché se si giunge alla rottura e lo si manda al voto gli si fa solo che un piacere.

In questa macroscopica vittoria vedo solo due falle, due nei, due puntini d’imperfezione.

Il primo è che Mattarella non è esattamente uno yes man. Credo che Renzi abbai provato a tutelarsi in questo senso e, guardacaso, il figlio di Mattarella è consulente della Madia e il nipote è deputato della Regione Sicilia. Ma pensate che bello scherzetto se il neo Presidente, che da membro della Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, rimandasse alle camere l’Italicum? Si renderebbe necessario un secondo passaggio al Senato, e stavolta i nemici di Renzi glielo farebbero sudare il triplo.

Il secondo è che Renzi non ha il 37-40% di consensi per diritto divino. E nemmeno per aver fatto riforme miracolose. Più che altro ha avuto stampa e televisioni scandalosamente a favore, praticamente mai una domanda aggressiva o scomoda. Sia Rai che Mediaset assolutamente prone, direi quasi in calore di fronte al premier ggggiovane e toscano. Ora che Renzi ha fatto il torto a Berlusconi, Mediaset cambierà atteggiamento? Appoggerà Salvini, Passera o chi altri? Resisterà la popolarità di Renzi ad un eventuale attacco frontale?

O forse questo attacco non ci sarà? Berlusconi, contrariamente a come lo hanno sempre dipinto i media di parte avversa, non è il classico tipo di orgoglioso. Lo si è visto ingoiare rospi e fare buon viso a cattivo gioco mille volte. Abbracciare i traditori e fingere di non ricordare. Forse, se a 77 anni avrà deciso che il futuro è comunque di Renzi, si accontenterà di non averlo come nemico e continuerà a sostenerlo.

A proposito della aggressivissima stampa italiana, un po’ di note di colore.

Negli ultimi giorni abbiamo avuto:

– servizi sul fatto che a Mattarella piacciono i gattini

– servizi sul fatto che Mattarella ama i cannoli alla siciliana

– servizio al TG su “le Panda più famose della storia”

– il parroco che dice che Mattarella è un buon cattolico (peraltro questo a mio avviso viola il segreto della confessione e il parroco sarebbe da scomunicare)

– intervista al barbiere di Mattarella

– Olimpiadi del buonismo tra Mattarella e Papa Francesco, primo premio un miliardo in gattini pucciosi.

Il programma AMATE IL VOSTRO PRESIDENTE è cominciato. Sulla Rai. A 113,50 euro all’anno, che pagate perché vi dicano cosa pensare.

 

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192. Aggiornamenti flash

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Cuperlo si dimette in polemica con Renzi. Vorrei dire che ha fatto una triste fine, ma non è che l’inizio…

(Povero Cuperlo. Costretto ad essere “chi?” perché non aveva abbastanza carisma per essere il Che.)

Qualcuno osserva, intanto, che se Berlusconi è andato a incontrare Renzi, vuol dire che non è né ai domiciliari, né ai lavori sociali. Sta a vedere che Renzi gli ha fatto un dispetto.

(Questa nuova legge elettorale è praticamente un altro Porcellum. Il fatto è che dell Porcellum non te ne sbarazzi così. Per distruggerlo bisogna gettarlo nel Monte Fato mentre Berlusconi si contorce e sibila “Il mio tessssssoroo”.)

Trovati milioni di euro in un campo nomadi. I rom protestano vivamente: “Non vale che Marino ci paghi per votarlo e poi si riprenda i soldi”.

Ex comandante delle guardie svizzere: “C’è in Vaticano una lobby gay pericolosa per la sicurezza di Papa Francesco”. C’è un complotto dei servizietti segreti.

Papa Francesco: “Internet è un dono di Dio”. “File sharing” is the new “Comunione”.

Noterete che scarseggiano notizie dal Governo, come da quando si è entrato in carica a questa parte. Tale sublime, intellettuale e quasi aristocratica inattività mi ha suggerito dei versi:

“Solo Cuperlo si è dimesso

Non si è dimesso Letta

Questo governo è un cesso

Italia poveretta.”

Tutto questo mentre, dati forniti dal Sole 24 Ore, ogni mezz’ora in Italia chiude un’attività commerciale. Praticamente l’unica impresa che cresce è Zerocalcare.

Morto il direttore d’orchestra e Senatore a vita Claudio Abbado. Il modo migliore per ricordarlo è forse ascoltare le direzioni del nipote Roberto, meno famoso e altrettanto bravo.

Scusate, non fa ridere. Ma visto che ci sono quelli che hanno esultato “uno stipendio da Senatore in meno!” e mi son morti tre polli dal ridere, ho soprasseduto.

Morto anche il regista Carlo Mazzacurati. Mi ha fatto ridere con La Passione.

Ed è stato l’anniversario di morte di Heath Ledger. E anche su di lui non mi viene alcuna battuta. WHY SO SERIOUS?

E infine, per la serie “il mondo di oggi in pillole”…

A New York donne in topless contro lo sfruttamento del corpo. La realtà si avvicina al famoso “è come fottere per la verginità”.

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191. Legge elettorale vecchia fa buon brodo.

UovoNessuno è perfetto. Ma proprio nessuno. Per esempio, io mi ritengo una persona intelligente: tuttavia mi mancano alcune qualità come l’attenzione ai dettagli in uno spazio di tre dimensioni e la pianificazione logistica, qualità che sarebbero essenziali a un ingegnere. Se le avessi, non mi sarebbe capitato di comprare dado e tortellini senza realizzare che nella nuova casa non possiedo ancora né mestolo né cucchiaio.

Mentre pazientemente raccoglievo un tortellino alla volta col cucchiaino da tè, pensavo a come è possibile che uno come Renzi, attentissimo alla sua immagine pubblica e contornato di esperti e supporti di ogni genere, abbia fatto l’errore di incontrare pubblicamente Berlusconi.

Delle due l’una, mi son detto: o per qualche ragione inconfessabile era assolutamente necessario un incontro a quattr’occhi tra i due (e farlo di nascosto era ancora più pericoloso), oppure Renzi ha peccato di superbia e ha pensato di poter gestire i media meglio dell’ex Cavaliere. In questo caso ha fatto male i suoi conti: Berlusconi non ha perso tempo a fargli i complimenti, ovvero giocandogli il peggior tiro possibile.

Veniamo però all’accordo che pare abbiano raggiunto, cominciando dalla legge elettorale. Si tratterebbe di un sistema proporzionale (voti il partito e, a seconda dei risultati ottenuti, questo manda deputati in Parlamento), con liste bloccate (non puoi esprimere preferenze: a Roma sono candidati Tizio, Caio e Sempronio per il PD, se il PD ottiene molti voti vanno su tutti e tre, se no i primi due, o solo il primo o nessuno) e un premio di maggioranza alla coalizione che superi il 35%. In caso nessuna delle due coalizioni raggiunga tale soglia, la maggioranza verrebbe comunque assegnata tramite un ballottaggio tra le prime due coalizioni.

In sostanza il premio di maggioranza, seppure dato con un ballottaggio, potrebbe andare a un partito che aveva inizialmente preso meno del 30%. Un po’ strano, visto che la Corte Costituzionale ha appena dichiarato l’incostituzionalità del Porcellum perché poteva portare a premi di maggioranza eccessivi.

Lo scopo della norma, ovviamente, è impedire il ripetersi della grande coalizione. In un Paese attualmente spaccato in tre si è deciso di operare un taglio drastico e scrivere una legge che dia tutto in mano a un partito solo evitando il logoramento di una convivenza forzata. Praticamente si cerca di fare un presidenzialismo senza elezione diretta del Presidente, perché questo richiederebbe una riforma costituzionale. Tuttavia nel presidenzialismo vi è il Parlamento a fare da contrappeso, se il Presidente si spinge troppo oltre. In questo sistema, chi si opporrà a una eventuale larghissima maggioranza di cheerleeder di Berlusconi/Renzi/Grillo?

Ecco, Grillo. Quella che non capisco è la rabbia del M5S. Con un proporzionale puro non avrebbe mai potuto vincere. Non accetta alleanze per principio e non sarebbe mai arrivato al 50%. Mentre potrebbe benissimo arrivare al ballottaggio – e allora chissà che potrebbe succedere.

Per quel che riguarda la soglia di sbarramento (5% per i partiti in coalizione, 8% per quelli che corrono autonomi), trovo che sia sbagliatissima. Di fronte a un premio di maggioranza così alto, sarebbe giusto allora consentire all’opposizione di essere tanto variegata quanto la società civile (che vota) vuole. Non vi è più la ratio di impedire il ricatto dei piccoli partiti ai grandi, visto che a governare sarà comunque la coalizione vincente. Se allora gli italiani, esprimendosi col voto, mostreranno di volere in Parlamento un liberale, un verde e magari una cicciolina che esprima la loro voce dissenziente, trovo che non vi siano ragioni per impedirlo se non in malafede. L’opposizione serve a dare visibilità a idee differenti e in Italia ce n’è un gran bisogno.

La critica maggiore che si può fare a questa legge sta però nello spirito: a fronte della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità del porcellum, è veramente frustrante vedere gli sforzi che si stanno facendo per costruire una nuova legge il più possibile simile ad esso. Se ne avrà l’occasione, non ho dubbi che la consulta boccerà anche questa e per gli stessi motivi. Potrebbero però volerci otto anni.

Considerazione finale: con tutto questo parlare di legge elettorale, non si è prestata particolare attenzione alla proposta di Renzi di abrogare il bicameralismo perfetto e riformare il Titolo V della Costituzione. Si tratta di una cosa quasi ovvia da fare. Non ha nemmeno osato troppo: io sarei per il monocameralismo puro e semplice e, tra le due camere, avrei tenuto solo il Senato che costa meno. I malumori interni al PD, però, credo che forniranno presto il pretesto per rallentare prima e bloccare poi questa riforma, consentendo ai nostri vecchi senatori di ricandidarsi ancora e ancora promettendo che la prossima volta il Senato verrà abolito.

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186. Battute acide

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S&P taglia la tripla A all’Unione Europea: “Sono troppo divisi”. Immediate le prese di posizione. Junker: “Grossolano errore”. Letta: “Vanno presi sul serio”.

Ieri approvato un documento sull’Unione Bancaria. Vorreste sapere cos’è? Esistono i parlamentari europei per questo. Chiedete alla nostra Iva Zanicchi.

Letta comunque si fa sentire in Europa. “Per i conti pubblici serve un bravo padre di famiglia, non Babbo Natale”. Che non mi sentano i miei nipotini, ma SONO LA STESSA PERSONA PRESIDENTE.

Letta: “Non si possono far gestire i conti pubblici a Babbo Natale”. E niente, anche se si mette il cappello rosso, Grillo al Governo non lo vogliono.

Berlusconi ricattato da Lavitola, che possiede un filmato dell’ex premier mentre fa sesso con due prostitute panamensi. Be’, se Lavitola è ancora vivo almeno possiamo dedurne che Berlusconi non è un mafioso.

Berlusconi fa sesso con due prostitute a Panama. “Me ne dia solo due, sto cercando di smettere.”

Il Corriere titola: “Video di Berlusconi che fa sesso con due prostitute a Panama”. Razzismo è chiamare le due ragazze panamensi pagate per fare sesso con Berlusconi “prostitute” e quelle italiane “escort”.

SCENA REALMENTE ACCADUTA. Mi trovo a Bruxelles uno dei tizi che vengono citati sui giornali come capo dei Forconi. Ci vado a parlare. “Ma quindi come è diventato Presidente?” “Mi ha scelto il popolo.” “Ah, allora è stato eletto?” “VUOI DA BERE? OFFRO IO!”

Cota si faceva comprare le mutande coi rimborsi pubblici e finisce sotto processo. Un genio. Si fa comprare le mutande per finire nella merda.

(Sicilia e Campania da sole possiedono un terzo delle auto blu d’Italia. A conferma che Cota è scemo a farsi comprare le mutande.)

Killer evaso durante un permesso premio. Che devo fare per avere del tempo libero, devo ammazzare qualcuno?

Questi serial killer italiani sono così educati che non ti ammazzerebbero senza aver prima il permesso.

L’assassino aveva ricevuto un permesso perché era gentile ed educato e rispettava le guardie. Giusto per ricordare l’unica virtù che premia in Italia: non rompere il cazzo a chi sta in alto.

(Tutti a scandalizzarsi perché evade uno che era già evaso, ma quando c’è da rieleggere chi ha già rubato la chiamiamo democrazia.)

(Due giorni di social network in delirio con donnette agitate ovunque. Ma che vi agitate, state serene, che il killer di Genova ammazzava solo puttane. Ah, ops.)

(Perdonate la battutaccia maschilista. Posso farmi perdonare offrendovi da bere? Sì? Ah, ops.)

(Comunque l’assassino è stato ricatturato in Francia. Pare che fosse alla finestra di un hotel mentre urlava “DATEMI UN BIDET!”)

E concludiamo con una notizia che ha fatto il giro del mondo. Lampedusa: diffuse foto di immigrati nudi in mezzo al gelo. Chi non muore si rivede.

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183. Analisi del Forcone

Chinonmuore prosciutto “Capisci di essere davvero famoso il giorno in cui scopri di essere diventato un personaggio dei fumetti”. (Nelson Mandela)

Be’, quello sopra sono io.

Ringrazio @Lybreria che me lo ha fatto. E ora ne immagino un altro in cui io, con la stessa faccia da cazzone disinteressato che ho nelle vignetta sopra, dico questa frase:

A Catania son comparsi volantini con scritto: “VIVA LA MAFIA! VIVA I FORCONI” Evvai che alle prossime elezioni in Sicilia vince il cambiamento!

Eppure sarebbe sbagliato liquidare il movimento con una battuta amara. E quindi, ecco questo post. In questi giorni in Italia pare che ci sia un casino per colpa della manifestazione dei Forconi. Dico pare perché alcuni sembrano imprecare ogni tre secondi per i disagi (il cosiddetto movimento dei Porconi), laddove altri minimizzano, paiono non accorgersene o addirittura additano la manifestazione a esempio di civiltà. La situazione non è facile da analizzare, ma proviamoci.

1) La protesta, prima che legittima o illegittima, fascista o non fascista, di destra o di sinistra, era prevedibile. Sono anni che diciamo che prima o poi la gente si incazzerà e ora si sta incazzando sul serio. La gente incazzata, soprattutto se ha paura di perdere la casa, il lavoro o il cibo, se la prende con chi ha il potere e non ragiona troppo per il sottile. Rifiutare questo è come rifiutare la legge di gravità.

2) Come si può evincere dal punto 1), la rabbia e la necessità di scendere in piazza precedono l’analisi politica del momento e la formulazione delle richieste. Si trovano fianco a fianco, in Veneto: grillini, estremisti di sinistra, ultranazionalisti di forza nuova, indipendentisti veneti, camionisti siciliani con possibili agganci mafiosi, allevatori disperati e un ex spogliarellista dei Centocelle Dream Men. (Tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma pure un depilato che muove molti camion a quanto pare dice la sua.)

Situazione simile a Torino e Roma, addirittura con gli ultras delle squadre nemiche che, anziché menarsi tra di loro, organizzano le sassaiole assieme.

3) In questi casi, storicamente, si cerca di buttare giù un potere ostile o almeno di metterlo in condizioni di inferiorità per costringerlo poi a trattare. Alle trattative cercano in seguito di sedersi quante più persone possibili sperando di grattar via qualcosa. Se dovessero accordarsi prima, si dividerebbero e ciao ciao lotta al potere.

4) Essendo la composizione così eterogenea, è ovvio che si possano trovare immagini in grado di indignare una parte e commuoverne un’altra, generando confusione. Lo stesso Beppe Grillo è stato duramente contestato dai manifestanti in alcuni video, nonostante la componente grillina sia certamente consistente.

5) Liquidare una manifestazione di migliaia di persone perché quattro stronzetti hanno minacciato una libreria dicendo “bruciamo i libri” è francamente sciocco. Anzi, è figlio di quella stessa voglia di rifiutare la complessità delle situazioni che porta la gente a bruciare i libri.

6) Gravissimo comunque che si siano minacciati i commercianti. Purtroppo veniamo da 50 anni in cui i calci in culo ai crumiri erano tolleratissimi e i picchetti e i blocchi stradali all’ordine del giorno. Sono certo che agli occhi di molti che gridano allo scandalo per i treni bloccati, se a manifestare ci fosse anche la CGiL tutto ciò apparirebbe normale e giusto o, se non giusto, almeno già visto.

7) Personalmente trovo che le proteste dovrebbero sempre essere consentite, ma blocchi al traffico e picchetti mai. Gli scioperi dovrebbero servire a contarsi, non a scassare il cazzo a chi non si è unito a te. Men che meno i blocchi di strade coi camion. Che lasciano pure intendere che il voto di chi possiede un camion conti più del mio, visto che è in grado di causare un danno maggiore. Allora se autorizziamo che si costituisca questo potere nelle mani della lobby di chi possiede un camion, perché non nelle mani della lobby di chi possiede una pistola?

(La lobby dei camionisti illuminati. Praticamente dei faretti.)

8) A questo proposito, si affannano tutti a dimostrare che i poliziotti, togliendosi il casco, hanno o non hanno di fatto aderito alla manifestazione. Certamente un momento emozionante…

 

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ma non capisco come possa preludere a qualcosa di buono, a meno che non sia stato un modo da parte dei poliziotti per calmare gli animi agitati. Altrimenti, che deve voler dire? Su twitter ho visto diverse persone inneggiare a un colpo di stato militare. Tranquilli che poi avrete la perfetta trasparenza modello Ustica. Altro che conferenze in streaming. (L’astronauta Parmitano in visita da Napolitano. E dopo dovrà spiegare ai Forconi perché, mentre era nello spazio, non si è tolto il casco.)

9) Grillo che scrive la lettera ai poliziotti incitandoli ad abbandonare le scorte dei politici e la difesa dei palazzi governativi ha fatto una mossa incendiaria. Non tanto perché davvero creda che i poliziotti possano seguirlo (e se del caso, Grillo pensa davvero che una rivolta della polizia e dell’esercito poi lascerebbe lo Stato in mano a lui e ai suoi neodeputati? Chi lo crede può smettere di leggere con la prossima immagine)

ma perché ha commesso un plateale reato, o almeno un gesto che certamente qualche solerte PM potrebbe perseguire accendendo ancor di più gli animi. Non so che augurarmi, tra un ulteriore strappo alla legalità e l’ulteriore benzina sul fuoco che potrebbe arrivare da una condanna.

10) Dunque la protesta è uguale nei mezzi a mille altre. E quindi ci si può lamentare dei mezzi, sassaiole e blocchi inclusi, solo se si dirà che d’ora in poi quei mezzi non saranno più tollerati. E capisco che i Forconi non vogliano accettare lezioni di protesta civile da chi ha dedicato un’aula al Parlamento a Carlo Giuliani, visto che in questi giorni non ho visto nessuno assalire i poliziotti con degli estintori. Sono mezzi sbagliati, ma che sono sempre stati giustificati. Mi irrito con i doppiopesisti scandalizzati, ma ben venga che si vada oltre. Mi piace mettere in luce le ambiguità umane.

11) Mi trovo, come spesso accade, a sembrare favorevole ai Forconi con chi li addita come una massa di pericolosi fascisti, come se io non conoscessi tanta brava gente che è lì a manifestare, e critico spietato dei Forconi a quelli che mi scrivono TUTTI A CASA !1!1! NOI SIAMO IL POPOLO !1!1!!! come se queste espressioni significassero qualcosa (e anzi, “noi siamo il popolo è un’espressione storicamente propria del nazismo”. Se noi siamo il popolo, voi che non la pensate come noi non siete popolo e non avete diritto di cittadinanza politica).

12) Concludo. Due anni fa, con Monti, i nostri politici e le lobby che li sorreggono ebbero la possibilità di smantellare alcuni privilegi per diminuire la crescente indignazione popolare. Bloccarono ogni riforma e il M5S prese oltre il 20%. Nacque un governo di larghe intese con lo stesso scopo e non ha ancora fatto niente e siamo ai forconi in piazza. Scrissi un anno fa che l’unico investimento sicuro in Italia sarebbe stato aprire una fabbrica di forconi. La sensazione è che i tempi si facciano sempre più stretti. Renzi furbamente lo ha capito e preme per una rapida legge elettorale, anche perché consapevole che per le riforme costituzionali ci vuole tempo e che qualcosa alla gente bisogna darlo in fretta. Un po’ meno sul pezzo, per una volta, Berlusconi. Ha lanciato il sito ForzaDudù. (Ma bisogna capirlo, ora che è interdetto gli serve un candidato premier.) (No, ha lanciato veramente ForzaDudù, non è una battuta.)

Ma consoliamoci pensando a chi sta peggio di noi.

Corea del Nord: per consolidarsi al potere e mostrare al mondo che non è una tigre di carta, Kim Jong-Un ha fucilato lo zio. Sono servite bombe atomiche piccolissime.

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180. Che due (decadi di) palle

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Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo.

Per chi dovesse leggere questo post in futuro, o per quelli appena scesi su questo blog dal pianeta Mercurio, oggi, 27 novembre 2013, Berlusconi è stato dichiarato decaduto.  Dopo quasi 20 anni non è più né parlamentare, né membro del governo.

Quindi. Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo. A parte le pubblicità dei succhi di frutta danesi, grazie al cielo.

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La cosa divertente è che i suoi l’han presa bene.

La Carfagna: “In senato l’odore malevolo della mandorle amare”. Cazzi, si dice cazzi amari. L’odore dovrebbe conoscerlo.

Bondi: “Dovrete vergognarvi davanti ai vostri figli”. Non ha colto la poesia del momento.

Casini: “Non possiamo liquidare la storia di 20 anni come un evento criminale”. Facciamo 150.

Giovanardi: “La pagina più brutta della storia di questo Paese”. Poi gli han spiegato che “inculare Berlusconi” era metaforico e si è tranquillizzato.

(Berlusconi decade, l’uranio decade e gli zigomi della Santanchè stanno ancora sù.)

E pure fuori. Gente che cerca di DARSI FUOCO. Un fedele che si spoglia nudo e chiede a Berlusconi di mantenerlo. Cartelloni rimossi dalla polizia che diventano un caso (qui bisogna essere onesti: in anni di manifestazioni in tv ho visto cartelloni ben più indegni di quello con scritto “colpo di stato” non venire toccati). Donne listate a lutto.

Il Giornale durante il pomeriggio titolava sobriamente “Caccia ai berlusconiani”, come se d’improvviso da Palazzo Madama avessero sguinzagliato i doberman sulla folla inerme.

Titolo dopo la decadenza: “è morta la libertà”, in diverse lingue, incluso il giapponese. I numerosi lettori giapponesi de Il Giornale ringraziano per la notizia. Poi chiedono chi sia sto Beluconi.

(Domani potete telefonare alla redazione de Il Giornale per chiedere loro che significano davvero i vostri tatuaggi.)

(Sì, la risposta vi spiegherà perché quella volta un giapponese vi ha infilato 50 euro tra le tette.)

Di segno opposto, ma altrettanto sobrio, il Fatto quotidiano: “Espulso il pregiudicato”. (Espulso? Sono stati i cartellini rossi comunisti?)

Anche Berlusconi era affranto. Si sarebbe tirato su se avesse realizzato quante donne si sono masturbate guardandolo decadere.

Ma se guardiamo ai fatti, trovo che tutta la vicenda sia grandemente fraintesa.

Ci sono diverse ragioni per cui non è che ci sia molto da gioire e, in un certo senso, nemmeno da parte grillina.

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1) Berlusconi decade. Bene, ma era più un simbolo che altro. Proprio Grillo ha mostrato a tutti che per certi versi fare politica fuori del Parlamento può essere pure conveniente.

2) Berlusconi è stato l’espressione di una certa classe dirigente. Finché quella classe dirigente c’è, esprimerà anche un leader, magari meno pirotecnico di Berlusconi, ma non certo migliore.

3) Berlusconi è stato sicuramente un pessimo Presidente del Consiglio e una persona poco limpida, ma i processi contro di lui sono stati tutti gestiti in modo discutibile. Una delle tante mosse compiute dai giudici per condannare Berlusconi forzando la legge potete leggerla QUI, ma non è certo l’unica. Possiamo essere contenti di essercelo tolto di torno, forse, ma ora vorrei anche la testa di chi ha fatto cadere la sua, giusto per essere sicuro che prima o poi il Presidente del Consiglio ce lo potremo scegliere.

Personalmente sono contento della decadenza di Berlusconi solo perché il contrario sarebbe stato intollerabile. Per quanto sospetti siano i processi che gli hanno fatto, non si può pretendere che i cittadini sottostiano alle leggi se non vi sottostanno i senatori. Quindi che se ne vada a pedate nel culo.

Quando ho iniziato a scrivere questo post, pensavo di fare un’analisi molto più dettagliata della situazione politica e degli effetti che avrà la decadenza di Berlusconi. Ci ho ripensato strada facendo perché credo che ripeterei cose già dette diverse volte. Le cose che bisogna ricostruire ora sono le stesse che bisognava ricostruire ieri: partiti non sclerotizzati, aperti a dinamiche interne, leader che cambino senza che ciò diventi una dramma sanguinolento, cittadini disposti a cambiare voto a seconda delle facce e dei programmi e non fidelizzati a vita perché tutti gli altri sono il demonio. Smantellamento dell’abnorme pubblica amministrazione, riforma della giustizia civile e penale, abolizione del bicameralismo. Direi anche presidenzialismo, se non altro per avere i limiti di mandato e impedire che le stesse due-tre persone si alternino al governo per vent’anni.

Ma poi penso anche che c’è tanta gente che esulta. Gente felice che stappa lo spumante. E per fare tutte queste cose l’Italia ha bisogno di entusiasmo e voglia di crederci. Se la decadenza di Berlusconi vi motiva, che siate di destra law and order (laddove Berlusconi è stato senza legge e disordine), di sinistra, grillini o liberali, siate felici e motivati.

E intanto che ascoltate, se volete, mettete un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore, che è un bel modo per supportare chi scrive.

177. Cristicchi canta gratis

Simone Cristicchi

Eugenio Scalfari mi ha giocato un tiro mancino. Stamattina è uscito su Repubblica con un articolo in cui paragona Fabio Volo a Balzac. “Volo non fa nulla di particolare per piacere, fa soltanto con grande impegno il suo lavoro. Ricorda Balzac quando esordì scrivendo feuilleton sui giornali popolari dell’epoca. Poi entrò in forza nella letteratura e ne fu uno dei massimi esponenti. Auguro a Volo di fare altrettanto.” Ora, io per oggi avevo intenzione di scrivere un pezzo sul bel concerto di Cristicchi che ho visto ieri, ma per avere lo stesso impatto che devo fare, paragonare Cristicchi a Mozart?

(Fabio Volo potrebbe diventare come Balzac, ha detto Scalfari, il nuovo Montanelli.)

(Paragonare Fabio Volo a Balzac è praticamente un endorsement all’esperienza della Gelmini come Ministro dell’Istruzione.)

Tengo in sospeso il paragone e parlo lo stesso dello spettacolo di Cristicchi. Si è svolto in una piccola libreria italiana di Bruxelles. Un posticino traboccante di libri (inclusa una pila dell’ultimo di Fabio Volo, che campare devono campare tutti) e qualche velato segno di avversione per Berlusconi.

Berlusconi appeso

(Sopra, Berlusconi appeso per i piedi come Mussolini. Mi scuso per la qualità delle foto ma il posto era così pieno che il vostro affezionato Chi Non Muore ha rischiato seriamente di non tener fede al suo nickname.)

Il solo fatto che Cristicchi sia venuto a tenere un concerto gratuito in una libreria contribuisce a mettermi di buon umore. Siamo abituati che qualunque lobotomizzato a cui sia data una scusa per tirarsela, lo farà. Abbiamo tutti conosciuto qualche ventinovenne quasi laureato in scienza della tosatura delle pecore che però suona una volta al mese in uno scantinato. Di solito è il tipo di persona che si sente autorizzata a trattarti come il figurante della sua vita da grande artista. Ecco, vedere qualcuno che ha davvero un nome e che si muove perché chiaramente ama quello che fa, già è un piacere. Mi ha ricordato Philip Roth che guarda Sharknado. Si è mosso per un centinaio di persone, molte meno di quelle che leggono ogni giorno il mio blog. Lo ha fatto perché voleva comunicare qualcosa a quelle persone, perché se no se ne sarebbe stato a casa. Che questo concerto non credo abbia aggiunto nulla né al suo patrimonio, né alla sua popolarità.

Ecco dunque che scrivo per dirvi quello che ha comunicato a me. La prima cosa è la voglia di spingere la gente a informarsi. Col sorriso. C’era tutto in questa canzone:

ma la versione che ha fatto live è stata molto più sorridente, nonostante le cose vadano certamente peggio oggi che nel 2010. Il concetto di questa canzone l’ho sempre fatto mio. Non si può pretendere che le persone siano diverse da come sono. Si vive meglio se si è tutti informati e impegnati, ma bisogna trovare il modo di trasmettere la voglia di informarsi con ironia e leggerezza, perché è un lavoro che pesa. Diversamente la gente si stanca. La cosa migliore che si può fare è cercare di dire quel che si ha da dire intrattenendo. Altrimenti finisce come nella canzone, che ce la prendiamo nel culo.

In secondo luogo ieri ho imparato una cosa come intrattenitore. Ho visto uno spettacolo completo. La comicità, l’ironia, la passione politica, le emozioni trasmesse nei pezzi recitati, la tristezza di Ti regalerò una rosa (la ragazza di fianco a me si è messa a piangere). Si sono alternate tutte queste cose, eppure il prodotto finale è risultato denso, coeso. Quando vedi un film come Gran Torino, capisci di avere assistito a un grande spettacolo perché in due ore sorridi, ti incazzi, ti commuovi, ti appassioni a personaggi diversi, cogli qualche sfumatura della società in cui vivi, e tutto ciò senza mai perdere la sensazione di unità di ciò che stai vedendo. La vita è così. È una sola, ma volte ti senti solo, a volte parte di una società. A volte sei triste, a volte incazzato, a volte esaltato e senza pensieri. Se riesci a mescolare insieme tutte queste cose, mantenendo un filo conduttore, il risultato artistico sarà sempre buono. Lo spettatore andrà sempre via con un senso di completezza. A me la serata di ieri ha lasciato in bocca lo stesso sapore di quando ho visto Gran Torino. Quindi se vogliamo tornare a Scalfari, Cristicchi ha fatto qualcosa che posso paragonare a Clint Eastwood.

Infine, una nota umana che ricorderò a lungo. Al termine del concerto Cristicchi è andato al bancone del bar a bersi un bicchiere. Naturalmente è stato assillato dai fan che hanno voluto farsi una foto con lui. Abbiamo parlato un po’. Avrei voluto chiedergli un sacco di cose, ma stavo col freno a mano tirato di chi pensa “Porello, magari vuole solo farsi un po’ i cazzi propri”. Ma lui devo dire che è stato gentilissimo con tutti. Poi, dopo aver soddisfatto i desideri di qualche decina di fan che volevano foto, autografi, un capello per ricordo eccetera eccetera, Biagio Antonacci Simone Cristicchi ha sentito il bisogno di una boccata d’aria. Arriva alla porta spingendo un po’. Alla porta c’è appoggiato un energumeno in giacca e cravatta che non fa il gesto di notarlo. Cristicchi prova ad aprire senza riuscirci, perchè il tizio non si sposta e non lo guarda. Cristicchi ha forse un momento di timidezza che gli impedisce di dirgli “Si levi dal cazzo per favore” e resta un paio di secondi a tirare la maniglia senza successo. Io sono lì di fianco e di fronte a questo gesto così umano scoppio a ridere. Sic Transit Gloria Mundi, in quel momento la stella della serata mi è stata simpatica come non mai, avrei voluto abbracciarlo.

E ora dovrei avviarmi verso una conclusione, Ma perché sforzarmi di farlo, se il finale più bello che ci sia si trova alla fine di questa canzone?

(Prima di ascoltarla mettete un like ALLA MIA PAGINA FACEBOOK che è il finale più bello per me.)