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205. Nobel e IgNobel 2015

gasparro

(Nella foto: di M. Gasparri, un uomo che se facesse un concorso pubblico sbaglierebbe la risposta alla domanda “Nome e cognome”.)

Boldrini Gasparri

(Per par condicio: L. Boldrini, una donna che riesce a far fare bella figura a Gasparri. A GASPARRI. Era più facile far vincere l’oscar a Massimo Boldi.)

Sì, questo numero è dedicato alle persone più intelligenti del pianeta.

Nobel per la Medicina ai coniugi che han scoperto come si orienta il cervello. E tutto cominciò con un “Perché non chiedi indicazioni?”

M’immagino l’amore tra due neurologi premi Nobel:
– “Mi ami ancora?”
+ “Dunque, produco ancora tanta serotonina, ma poca dopamina, dunque…”

In realtà oltre ai due coniugi c’è anche un altro uomo. Oh, che sorpresa.

Il Nobel per la Medicina a John O’Keefe, May-Britt Moser ed Edvard Moser per aver scoperto come funziona il GPS del cervello. Ho provato a capire meglio, ma mi sono perso.

Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver spiegato l’effetto ottico per cui i giapponesi nei manga hanno gli occhi tondi.

No scherzavo. Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver una rivoluzionaria scoperta che ha consentito di risparmiare moltissima energia. La traduzione in giapponese di “Ma chi ti caga”.

In realtà hanno inventato i led a luce blu. Non solo consentono di risparmiare moltissima energia, ma sono un’ottima scusa per le ragazze per scopare uno stronzo e poi dire che lo credevano il principe azzurro.

Nobel per la Chimica a Betzig, Hell e Moerner, inventori del microscopio che vedo l’infinitamente piccolo. Come la differenza tra uno che vuole farsi i cazzi tuoi e uno che “Non voglio farmi i cazzi tuoi, ma…”

(Nobel per la Chimica per il microscopio che vede l’infinitamente piccolo. Come certi peni, certi cervelli, l’originalità di certe battute.)

(E comunque io il Nobel per la Chimica l’avrei dato alle cotolette fritte con doppia impanatura.)

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per aver introdotto nel mondo delle lettere l’innovativo argomento della Seconda Guerra Mondiale. Tra i suoi argomenti il nazismo, la storia, la memoria, l’aver scritto sempre lo stesso libro, l’aver scritto sempre lo stesso libro di altri.

Il prossimo libro di Murakami Haruki: “Ok, Hitler era cattivo, ora datemi sto cazzo di Nobel.”

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per la sua ricerca sociologica sui tipi umani, da lui classificati in:
– Quelli che fanno la battuta Modiano+Carte da gioco
– Quelli che cercano Modiano su Wikipedia
– Quelli che Modiano va letto solo in lingua originale, altrimenti si perde tutto.

(Il mio obiettivo nella vita è diventare abbastanza sconosciuto da vincere il Nobel.)

Nobel per la Pace a Malala Yousafzai, la diciassettenne che si batte per il diritto allo studio delle ragazze in Pakistan, e Kailash Satyarthi, l’indiano che combatte perché i bambini non siano sfruttati nelle fabbriche. Un premio che andrebbe idealmente condiviso col Signor Bepi da Casalserugo, che ogni giorno urla ai 15enni del bar “Andate a combinare qualcosa, coglioni”.

Malala, 17 anni, pakistana, vince il Nobel per la Pace. Ora finalmente potrà conoscere gli One Direction.

– “Ma è vero che il Nobel per la pace è andato a tua madre?”
+ “Malala era scritto, non maiala!”
– “Ah, scusa.” (Questa è di @m4gny)

Ma come noto, due settimane prima dell’assegnazione dei Premi Nobel si celebra la ben più importante cerimonia di consegna dei Premi IgNobel, coi quali si immortalano le ricerche più assurde, stupide, ridicole o, talvolta, beffardamente utili. Quest’anno a farla da padrone è stata l’Italia, quindi mettete su l’inno nazionale, levatevi sull’attenti, mano sul cuore e proseguite a leggere.

Premio IgNobel per la Fisica ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la buccia di banana e l’asfalto, quando ne calpestiamo una. Gli scienziati hanno scoperto che si scivola quando l’angolo della scarpa è superiore a 3,8 gradi, ma il risultato potrebbe essere stato influenzato dalle botte in testa prese mentre svolgevano gli esperimenti.

Premio IgNobel per le Neuroscienze al team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, i quali hanno studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate. L’effetto cambia notevolmente a seconda che prima Gesù le abbia moltiplicate o no.

Premio IgNobel per la Psicologia a Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons per aver dimostrato che chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Vi dico solo che questa battuta l’ho scritta alle tre del mattino.

Premio IgNobel per la Salute Pubblica a Premio a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone. Praticamente Instagram è un’arma di distruzione di massa.

(Chi possiede un gatto ha più possibilità di diventare sociopatico. Si chiama “buon esempio”.)

Premio IgNobel per la Biologia a un gruppo di ricercatori capitanato da Vlastimil Hart ha dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, preferiscono allineare il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Arredate la cuccia del vostro cane col Feng Shit.

IgNobel per l’Arte al team di Bari che descrive il dolore che si prova guardando una brutta opera d’arte: “è Kome se avrebbi letto qst merda”.

IgNobel per l’Economia all’ISTAT per aver iniziato a contare nel Pil tangenti, prostituzione e spaccio. E che non sanno COME fanno i conti!

Premio IgNobel per la Medicina a a Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky e James Dworkin per essere riusciti a fermare le emorragie “incontrollabili” di chi soffre di epitassi con il metodo del “nasal-packing-with-strips-of-cured-pork”, letteralmente: impacco-nasale-con-fettine-di-carne-di-maiale-stagionata. E hanno anche aperto un ristorantino in cui fanno un eccellente sanguinaccio, se volete vi do il numero.

Premio IgNobel per le Scienze Artiche a A Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, che hanno studiato le reazioni delle renne nel vedere uomini travestiti da orsi polari. Nessuna notizia da settimane del loro collega che doveva studiare le reazioni dei cercatori di funghi sugli orsi bruni. (Clicka QUI per il mio pezzo sul caso Deniza.)

Premio IgNobel per la Nutrizione a Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, e Margarita Garriga per aver utilizzato dei batteri delle feci dei bambini per produrre salsicce probiotiche. Devo dirlo a mio fratello che ha avuto una bambina.

(“Greg? Ho una buona e una cattiva notizia. La cattiva è che a cena da te non ci vengo più. La buona è che se vuoi abbattere i costi ho un’idea geniale.”)

Ricordo a tutti che se volete potete mettere un like alla Pagina Facebook di Chi Non Muore a https://www.facebook.com/ChiNonMuore e che è un bel modo per supportare chi scrive.

Inoltre il vostro amatissimo Chi Non Muore è in finale ai Tweet Awards come battutista rivelazione dell’anno. Se volete venire a vederlo sul palco a Bologna domani, potete. Se no potete seguirmi su Twitter all’account @chinonmuore1 e insomma, c’è qualcuno che si è preso la briga di votare per me, quindi forse ne vale la pena.

Puoi leggere di seguito i commenti ai Nobel e IgNobel del 2013:

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/09/166-nobel-e-ignobel-2013-parte-prima/

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/14/167-nobel-e-ignobel-2013-parte-seconda/

162. Dove c’è polemica, c’è casa

Barilla naziE insomma, per tutta una giornata si è fatto un gran parlare di Guido Barilla che ha detto che nei suoi spot non si vedrà mai una famiglia omosessuale.

Tutto il resto passa in secondo piano, rispetto a un così palese attacco ai diritti civili. Che io me lo vedo il signor Barilla con una farfalla sotto il naso tipo baffetto di Hitler.

(Il giorno prima si piangeva il morto per tutte le aziende italiane svendute all’estero, il giorno dopo si cerca di far fallire la Barilla.)

Barilla: “Nei nostri spot mai una famiglia omosessuale”. Insorge Giovanardi: “Quella omosessuale NON è una famiglia”.

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(SOPRA, il vino con cui Giovanardi accompagna la sua pasta Barilla)

Tutto nasce comunque dalla sparata della Boldrini contro gli spot in cui le donne portano il cibo in tavola su cui mi sono già espresso.

Per evitare discriminazioni d’ora in poi sarà obbligatorio girare gli spot nei sushi bar con il nastro trasportatore.

La Boldrini è uno spot vivente a favore della misoginia (@utenteinstabile)

“Per capire chi comanda, basta guardare chi non vi è permesso criticare.” A occhio e croce non è la Barilla a contare in Italia. E bene così: è un’azienda e deve vendere, non comandare.

Anticipo la critica: “Stai dicendo che comandano i gay?” Non mi faccio fregare. La mia posizione contro l’omofobia l’ho già espressa QUI. L’omosessualità è certamente un argomento su cui si sono creati dei tabù a causa delle oppressioni di cui i gay sono stati vittime. Oggi una lobby gay esiste e credo che non sia un mistero per nessuno. Il fatto che esista una lobby gay non è una buona ragione per non riconoscere ai gay dignità e diritti, però.

Ma il fatto che un’azienda punti evidentemente su un altro target non è un attacco ai diritti di nessuno, lasciamoli vendere a chi vogliono e risparmiamoci acidità per cose che ci riguardano.

Io non so nemmeno se valga la pena dire qualcosa di serio su questa vicenda ridicola, ma lo faccio.

1) La Boldrini dovrebbe farsi un po’ meno i cazzi dei privati e pensare un po’ più all’immagine dello Stato italiano che non gode di buona salute;

2) Per me è inspiegabile come tutti i vip facciano a gara per andare da Cruciani a farsi massacrare. Le polemiche inventate che nascono in quel programma, anche grazie a siti di cosiddetta satira che isolano una frase dal contesto e la fanno diventare quel che non è, sono innumerevoli. Ma sono fatti di privati, quindi, coerentemente, affari loro.

3) Barilla ha solo detto che la loro azienda punta su una immagine moltro tradizionale. A qualcuno piace, altri la ignoreranno. Ma le pubblicità servono a VENDERE, non a cambiare il mondo. Quando un’azienda cerca di mostrare che non punta a guadagnare, ma a cambiare il mondo, c’è qualcosa sotto.

4) Mentre tutti parlavano di linguine e ditalini e di chi serve in tavola a casa Boldrini (il cameriere n.d.r.) passavano in sordina notizie come QUESTA. La UE sanziona ancora una volta l’Italia per le sue leggi che non prevedono la responsabilità civile dei magistrati che fanno cazzate. Sostanzialmente: non solo se un magistrato fa cazzate non paga di tasca sua; non solo questo rende il paese più inefficiente, con danno di tutti; ma anche la UE ci sanziona e noi paghiamo altri soldi per mantenere lo status quo. E smettiamola con la balla che questa cosa sia necessaria per mantenere l’indipendenza dei magistrati, visto che i processi in Germania e in Svezia funzionano molto meglio che da noi.

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161. Come telecom nessuno mai

italia merkelAlfano: “Nessuno fermerà l’alta velocità”. Nuovo capitolo dell’Odissea TAV.

Alfano: “Non fermeranno lo Stato con la delinquenza.” Nonostante quanto vadano di moda le cure omeopatiche.

Prima ai cantieri della Tav si presenta Erri de Luca. Ora Alfano. E poi faranno la tecnica della fusione come Goku e Vegeta.

Roma. Termini cambia nome in “Termini vodafone”. E non avete ancora visto i progetti di Quirinale Fininvest.

Roma. Domani Rosy Bindi e Matteo Orfini annunciano il programma: “Dalla Nostra Parte: Il Partito Democratico e il rilancio della sinistra”. E niente, fa già ridere così.

Rosy Bindi si è gasata per la vittoria della Merkel, notando quante cose hanno in comune.

(C’è mezza Italia che sogna di trasferirsi in Germania e commentatori italiani che si stupiscono che la Merkel abbia stravinto.)

(La culona inchiavabile prende l’iniziativa e ci fotte tutti.)

Cediamo Telecom agli spagnoli, Alitalia ai francesi, Pernigotti ai turchi, l’Inter agli indonesiani, il culo ai tedeschi.

Una tonnellata di cocaina su un volo Airfrance. Ecco come gli è venuta l’idea di impelagarsi in Alitalia.

Una tonnellata di cocaina su un volo Airfrance. Il progresso è portarsi la pista dietro.

L’esorcista Padre Amoth: “I gay sono suggeriti dal demonio”. Ora Le spiego quella vignetta, Padre: il gay è Robin e quello tutto nero che gli dice cosa fare è Batman.

San Pietro: Papa Francesco beve dalla lattina di un fedele. Che poi sarebbe la versione soft di “Non usate il preservativo”.

Medjugorie: una madonna si illumina. Aveva appena miracolato un esule di Fukushima.

La Boldrini si schiera contro gli spot in cui la mamma serve in tavola. Ci sono i camerieri uomini del ristorante della Camera.

La Boldrini era così incazzata che si è dimenticata di dire “genitore 1”.

Ecco le prossime battaglie della Boldrini:

– “La Madonna si illumina e piange e San Giuseppe non fa niente da secoli”.

– “Tutti questi spot sugli assorbenti e non c’è mai un uomo, cosa c’è dietro?”

– “Raffaella Fico dovrebbe mostrare il coraggio femminile di farsi chiamare Fica.”

Saviano condannato per plagio. Si discute se dovrebbe restituire la scorta agli autori originali, ma tanto saranno tutti morti.

Saviano condannato per plagio. Avrebbe copiato la pettinatura di Ronaldo.

Saviano, condannato per plagio, si difende: “è solo lo 0,6% del libro”. Che è un po’ come difendersi dicendo che hai evaso solo lo 0,6% dei tuoi guadagni. OOOOPS.

(A proposito: non si parla già più del videomessaggio di Berlusconi. Ne sta già preparando un altro un po’ più come quello di The Blair Witch Project.)

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125. Il Femminicidio che c’è e quello che non c’è

keep calSANGUEIeri la Camera dei Deputati ha votato per ratificare la convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Questo significa essenzialmente due cose:

1) Che non cambia un cazzo, perché questa entra in vigore solo una volta ratificata da 10 stati;

2) Che non cambia un cazzo, perché il testo della convenzione non fa altro che rimandare a futuri accordi, cooperazioni e figuriamoci, il Governo Letta non si mette nemmeno d’accordo con sé stesso. Il primo Stato a non aver ratificato la convenzione firmata in Turchia è, pensate un po’, la Turchia.

Allora, siccome si sta parlando tanto di Femminicidio e siccome si tratta di proseguire IL DISCORSO INIZIATO IERI SULL’OMOFOBIA (che partiva, nemmeno a farlo apposta, da un fatto di cronaca avvenuto in Turchia), oggi sarà anche l’argomento qui su Chi Non Muore.

Bisogna dire che il Parlamento non perde tempo. Il tema è caldo. E alla Camera fanno leggere una bella relazione a Mara Carfagna.

Mara Carfagna legge un duro attaccco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. All’uscita dalla Camera, l’onorevole ha autografato calendari per i fan.

Mara Carfagna legge un duro attacco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. Ha sopportato per anni che Berlusconi le appoggiasse la birra sulla testa mentre guardava il calcio, ma adesso BASTA!

Brunetta: “Io come Balotelli.” Ma allora è vero quel che si dice intorno ai nani!

Vi chiedete cosa c’entri?

Mara Carfagna sta alle pari opportunità come Brunetta a Balotelli.

Sgomberiamo il campo dalle cose che dovremmo tutti dare per scontate. Chi scrive è contro la violenza sulle donne. Chi scrive è contro la violenza in generale, salvo ovvi casi estremi in cui la giustificava pure Ghandi. Probabilmente voi che mi leggete siete contro la violenza sulle donne. Quindi non intendo perdere tempo a fare il panegirico delle donne che non si toccano neanche con un fiore. Questo è l’obiettivo e lo do per scontato, ora stiamo solo discutendo di come ci si possa avvicinare. Se no è come se prima di ogni lezione di guida l’istruttore sentisse il bisogno di specificare che è contrario a investire i pedoni.

Inoltre spero che tutti sappiano che la violenza contro le donne è un reato. Non è che manca il reato di Femminicidio, è che uccidere una donna è omicidio. Punibile con reclusione non inferiore ad anni 21 e che può arrivare fino all’ergastolo, non con una pena simbolica. Che poi a volte scandalizzi la facilità con cui in Italia si evade, si ottengono arresti domiciliari, semilibertà e indulti è un altro discorso. Questo però riguarda la giustizia in generale e non il caso specifico del Femminicidio e comunque bisognerà decidere una buona volta se con la pena si punta alla rieducazione del reo (col rischio che agli occhi dei parenti delle vittime risulti “poco punito”) o alla sua punizione e a placare la sete di sangue del popolo. Se ci tenete a farvi venire il sangue cattivo, potete ad esempio leggere la storia del MASSACRO DEL CIRCEO.

E adesso parliamo di numeri. C’è una statistica importante sul Femminicidio. Ma prima vediamo una lunga serie di cose false che si dicono.

1) È in atto una mattanza delle donne che sono le vittime principali della violenza. Falso. Dati del ministero dell’Interno: in oltre il 70% degli omicidi la vittima è un maschio. Vero che tale percentuale sta calando: per tutti gli anni ’90 era sopra l’80%. Però ancora un maschietto corre un rischio di morire ammazzato molto più alto rispetto a una femminuccia

2) Più del 60% delle donne almeno una volta ha subito violenza fisica dal partner, allora 6 uomini su 10 picchiano la propria donna. Falso. Sarebbe come dire che, siccome tutti noi abbiamo visto almeno una volta un bel film, allora tutti i film sono belli.

3) Il 75% delle donne che viene uccisa, viene uccisa da persone che conosceva bene. Vero, ma anche falso: la percentuale è quasi uguale negli uomini. Come dicono i sociologi, l’omicidio è principalmente un reato intra-gruppo. Del resto, perché dovreste voler uccidere qualcuno che nemmeno conoscete? Di solito si uccide o per avere un vantaggio, o perché si sente di doversi vendicare di qualcosa. Chi uccide persone a caso non è un disturbato o un violento, è un pazzo completo tipo HENRY LEE LUCAS.

4) In Italia il fenomeno del Femminicidio è particolarmente diffuso, per colpa di una società maschilista, fallocentrica e del carattere implicitamente repressivo. Falso. Dati ONU: l’Italia ha il più basso rapporto donne uccise per abitante tra tutti i paesi occidentali eccetto la Norvegia. Se consideriamo solo l’Italia del Nord, pure la Norvegia ce la lasciamo alle spalle. In Inghilterra il numero di donne uccise per abitante è il doppio che da noi, Finlandia quasi il triploi, in Russia è sedici volte superiore.

Se mai è vero che oltre il 90% degli assassini (che in Italia sono comunque pochi e se leviamo quelli legati alal criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina, sempre dati ufficiali del Ministero, diventano pochissimi) sono uomini. Francamente questo credo che non stupisca nessuno. I bambini fanno a botte per un nonnulla. Bisogna educarli perché non si procurino ciò che vogliono con la violenza ed educarli ulteriormente perché non reagiscano con la violenza a quelli che percepiscono come torti. Come diceva Rita Levi Montalcini, metà del nostro cervello è ancora uguale a quello dei babbuini. Quando si parla di cibo, sesso e violenza o ci frena la metà razionale, o agiamo come le scimmie.

Questo è il materiale di cui è composta l’umanità, dobbiamo cercare di limitare i danni.

Vediamo che possiamo fare per procurare alle donne italiane delle scimmie che le scopino tanto e non le picchino mai.

Il primo baluardo contro la violenza è l’educazione, il secondo è un sistema di leggi efficace che ripari i torti prima che l’uomo, esasperato, perda il freno della civiltà e ricorra alla violenza – ovvero punisca subito chi ricorre alla violenza, dissuadendo altri dal provare ancora questa strada.

Tuttavia vi sono dei casi in qui questo non serve. Si tratta di tutti i generi di omicidio passionale. Della fidanzata, del marito, del figlio. Chi giunge ad atti del genere lo fa perché in preda alla follia, al dolore o alla rabbia, al punto di non pensare alle conseguenze. Relativamente spesso, infatti, tenta poi il suicidio.

Contro questo genere di violenze aumentare le pene non serve a un picchio. O mi dite che volete la sedia elettrica e rendere impossibile per sempre il reinserimento di chi ha compiuto un atto del genere, senza consentire al giudice di valutare le eventuali attenuanti, oppure dovete accontentarvi dei tanti anni di galera che possono essere comminati con l’omicidio. Aumentarle non serve a prevenire, serve solo a punire ancora più severamente chi ha compiuto l’atto. Ma ricordate che più severe dell’ergastolo ci sono solo pena di morte e tortura. Se volete tornare alle punizioni corporali, fatemelo sapere nei commenti che ne parliamo.

Avevo accennato al fatto che esiste una statistica importante sul Femminicidio. Ecco, è questa: l’omicidio di donne da parte dei fidanzati,compagni e mariti è l’unica categoria di omicidio in continuo aumento, dal 1990 al 2006, soprattutto nel meridione (ma anche, in misura minore, nel nord Italia).

Per inciso, una piccola curiosità: è molto più frequente che sia l’uomo ad ammazzare la fidanzata, ma è leggermente più frequente che sia la donna ad ammazzare l’amante. Secondo inciso: dal 2006 a oggi questo tipo di omicidi è rimasto pressoché stabile. Non c’è in atto oggi una emergenza senza precedenti. Sono statistiche stabili a livello italiano e molto sotto la media a livello europeo e le cifre, anziché stabili, sarebbero in flessione se escludessimo i delitti computi dagli immigrati (immagino perché talvolta provenienti da paesi in cui la punizione della donna è addirittura un dovere del padre o del marito, ma non mi soffermerò su questa statistica). Fermo (ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ mi annoierò a ripeterlo) che ogni singolo caso è grave e andrebbe se possibile prevenuto e se no punito.

Quindi se vogliamo parlare di Femminicidio, possiamo parlarne in due modi. O per indicare il generico omicidio di una donna, o per indicare l’omicidio di una donna per motivi passionali. Nel primo caso, la cosa ci fa giustamente orrore, ma in quanto omicidio. Se vogliamo batterci per una polizia più efficiente, ben venga. Nel secondo caso, trattandosi di omicidio passionale, l’unica cosa davvero assurda sarebbe aumentare le pene, che come abbiamo visto e come provato da tutti gli psicologi del mondo da sessant’anni a questa parte, non serve.

Vogliamo chiederci perché c’è stato un aumento degli omici passionali? Stiamo vivendo grandi trasformazioni sociali. Osservava Gibbons che le società democratiche devono ancora imparare a gestire la dissimmetria di potere tra chi è ancora innamorato e chi no. Gli uomini non sopportano di essere mollati, traditi o insultati per le loro prestazioni sessuali. A volte, poi, chi non è innamorato si comporta, del tutto legittimamente, in modo stronzo. Ieri una mia amica è stata lasciata per sms dopo sei anni di fidanzamento. Il suo commento è stato “se fossi un uomo gli spaccherei la faccia”. Be’, amica mia, non hai il diritto di farlo. Per fortuna lei non è un uomo e ha potuto parlare con me, ma la società di oggi crea anche gravi situazioni di isolamento, in cui una persona, magari già di suo incline alla violenza, resta a macerarsi nella solitudine e pone in essere atti deprecabili.

Non si tratta lo dico ancora una volta, di una situazione solo italiana. Nel nord europa, che qui rappresentano come un paradiso, la violenza domestica è più diffusa che da noi. Succede che gli uomini si comportino impeccabilmente 4 giorni su 7, poi nel weekend bevono, perdono il controllo e picchiano le mogli. In Danimarca c’è vero allarme sociale e nemmeno lì sanno bene come reagire. Stiamo cercando di costruire una società di rapporti fluidi in cui le coppie si mollano e si cercano in continuazione. Un processo inziziato da circa un secolo, che per la storia dell’umanità è come dire niente.

La verità è che si tratta a tutti gli effetti di una situazione nuova. Nessuno sa esattamente come gestirla. La prima cosa da fare è certamente, tanto per cambiare, investire in cultura e formazione. Tendenzialmente le persone più formate sono meno violente, più pronte a capire gli altri, più adattabili.

La seconda cosa sarebbe creare una rete di psicologi contro la depressione. Oltre il 40% degli uomini che uccide la moglie o la ex soffrono di gravi forme depressive. Quello è un bacino a rischio da monitorare, sia per il rischio di omicidi che per quello di suicidi. Si aiuterebbe molta gente che comunque non commetterebbe mai violenza e si preverrebbero diverse morti.

La terza cosa che mi viene in mente è rivedere la nostra ridicola legge sullo stalking e, ancora una volta, vedere se è possibile dare, o per meglio dire imporre, un supporto psicologico alle persone moleste, oltre che alle vittime. Non credo che quattro mesi di galera con la condizionale siano un deterrente per una persona affetta da una chiara forma ossessiva. Infine vorrei parlare del neologismo. I neologismi fanno paura. Il neologismo serve a creare allarme attorno a una situazione stabile. A distrarre. Per usare le parole prese da un LUNGO ARTICOLO (in buona parte, ma non in tutto, condivisibile) di @quitthedoner, “Quando un problema assurge a emergenza mediatica viene proposto in una versione emotivamente e moralmente connotata, che implica tacitamente che chiunque chieda maggiore complessità nell’analisi o insinui dubbi sulla ricostruzione ufficiale allora si stia schierando dalla parte del nemico.”

Il succo della questione è lo stesso di ieri. Primo: quando si crea un’emergenza attorno a una situazione stabile, è perché non si sanno affrontare altri problemi. Secondo: posto che il problema è comunque reale, va affrontato in maniera razionale: aumentare le pene non serve a niente. Investire in cultura, sì. Monitorare i casi a rischio, sì. Rendere più veloci i processi e fornire mezzi alle forze dell’ordine, sì. Ma per i politici non è conveniente studiare a lungo una legge, scriverla, stanziare i fondi, quando possono aumentare la pena e poi, al prossimo Femminicidio, dire “Tizio condannato all’ergastolo grazie al nuovo reato di Femminicidio, approvato con la c.d. Legge Boldrin (o Legge Alfano, per nominarne un altro che sta battendo su questo tema ultimamente).”

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124. Il diritto di darsi un bacio

Gay Turchia_4Oggi trattiamo un argomento spinoso. Uno di quegli argomenti che di solito, qualunque posizione si assuma, provocano defollow di massa, insulti, richieste di ban, denunce, minacce, assalti all’arma bianca, concerti di Gigi D’Alessio.

Le reazioni scomposte di solito arrivano in primo luogo da chi è contro i diritti dei gay, o meglio, per essere più precisi, contro l’ESISTENZA dei gay. Perché se parlo di diritti dei gay sto già in qualche modo anticipando una conclusione. Qui non stiamo parlando di gente che prova ad argomentare una posizione. Sono semplicemente persone a cui da fastidio che da qualche parte nel mondo due uomini o due donne si accoppino tra loro.

Apriamo una parentesi. In Turchia è successo che una grossa associazione, per protestare contro la serpeggiante islamizzazione delle istituzioni voluta da Erdogan, ha organizzato una protesta del bacio. Per pubblicizzare al cosa ha affisso dei manifesti rappresentanti una coppia che si bacia nella metropolitana, scatenando la reazione del Governo che ha dichiarato: “L’immoralità non è libertà”. La manifestazione si è tenuta lo stesso, è intervenuta la polizia, c’è stato un sacco di casino. Ma soprattutto alcuni civili, militanti del partito di Erdogan, sono scesi in piazze e hanno picchiato i manifestanti, accoltellandone uno mentre baciava la sua ragazza, senza che la polizia intervenisse. Così il fatto viene riportato dalle maggiori agenzie di stampa.

Io pubblico su Twitter questa frase:

“Turchia. Baciava la sua ragazza, accoltellato da un giovane islamico. La polizia resta a guardare. Baciamoci in Italia, finché possiamo.”

Questo scatena la reazione di un utente turco che vive in Italia. Il gentiluomo, dopo avermi invitato a non dire cazzate, si propone di spiegarmi come sono andate veramente le cose. Mi informa che “Della gente voleva protestare per non so cosa” (grazie per l’approfondita spiegazione) che “Si sono baciati per provocare” (che sfiga, da noi bruciano i cassonetti e le auto in sosta, facciamo a cambio?) e che “Tra loro c’erano anche coppie gay e hanno anche invitato a usare i preservativi.”

L’uomo ha un tono molto pacato, come se il fatto che la somma di queste circostanze spiegasse tutto e dovesse farmi dire “Ah, vabbe’, allora accoltellateli pure, scusami. Anzi, infilateli sul palo e fatene kebab, che almeno si rendono utili.”

Quando gli dico che non ho nulla contro i baci in pubblico, i gay o tantomeno l’uso del preservativo e gli chiedo se lui invece sì, scatta il delirio. Quattro o cinque tweet di insulti che finiscono nell’immancabile “Devi essere un frocio di merda anche tu.”

L’ho citato perché, assieme alla discussione con un amico, è stato lo stimolo a scrivere questo articolo.

L’altra categoria che rischia di avere reazioni inconsulte è…

…no, non quella degli omosessuali. Ma proprio no. Gli omosessuali sono abituati a vivere da omosessuali, a difendersi e a chiedere quello che ritengono sia dovuto loro a chi non glielo vuole concedere. Sono abituati a parlare. Almeno per quella che è la mia esperienza, i miei amici gay li ho visti sempre estremamente pazienti nella discussione con i peggiori reazionari, anche se magari nella loro testa li consideravano vetusti parrucconi teste di cazzo.

L’altra categoria che potrebbe avermi defollowato alla seconda riga è quella degli intellettuali organici di sinistra. Gente abituata a riconoscersi in un certo schema di pensiero e certe parole d’ordine che fanno molto intellettuale, senza in realtà ragionarci sopra minimamente. Perché sotto sotto quello che pensano è “Grrrr perché non la pensano tutti come me che sono così intelligente.”

Rispondono a parole d’ordne.

Un esempio è proprio dato dalla Turchia. Di solito le stesse persone vogliono la Turchia in Europa e i matrimoni gay in Europa e rifiutano di vedere che le due cose difficilmente si avranno allo stesso tempo. Vogliono la Turchia in Europa perché sono terzomondisti e anticattolici. Ma la Turchia sta prendendo una piega molto pericolosa.

Basta citare il caso diplomatico tra Turchia e Olanda, con Erdogan che si sta impegnando in prima battuta per ottenere il IL RIMPATRIO DEI BAMBINI TURCHI ADOTTATI DA COPPIE GAY O CRISTIANE.

Il fatto è che l’argomento genera reazioni di rabbia. Sempre. Qualunque cosa si dica. Addirittura gli articoli scientifici generano rabbia.

Se Tizio scrive che l’omosessualità potrebbe avere basi genetiche o ormonali, è nazista.

Se dice che deriva da ragioni psicologiche, è nazista.

Se dice che non deriva né da una cosa né dall’altra, quindi è una libera scelta, allora giustifica la Chiesa che dice che è una scelta e quindi può essere un peccato, ed è nazista.

Ovviamente le ragioni di queste reazioni sono dovute al timore di come queste teorie potrebbero essere usate. Ma qui sta il punto. Uno stato di diritto dovrebbe arrivare a essere radicale. Uno stato di diritto non ha teorie: ha diritti. Non mi interessa sapere come accade che, ad un certo punto dello sviluppo, a me piacciono le donne e al mio amico X piaccio io. Capisco che possa interessare alla comunità scientifica, e allora ne parlino. Ma a me importa che X non sia stigmatizzato per preferenze che attengono alla sua vita privata solamente.

Ma qual è il modo migliore per ottenere questo risultato?

Esce su Repubblica QUESTO ARTICOLO. E io mi incazzo. Si tratta di una lettera della Boldrini, in risposta a sua volta alla lettera di un ragazzo gay che esprime tutta la propria sofferenza per sentirsi discriminato.

L’articolo si intitola: “L’omofobia sarà presto reato.”

C’è questo fenomeno, noto e riconosciuto nella sociologia del diritto, per cui in tutte le democrazie si tende a fare un certo numero di leggi prescindendo dalla loro utilità, ma solo per far scrivere sui giornali che sono state fatte. In Italia, però, se ne abusa. Vuoi perché i regolamenti parlamentari permettono di fare ostruzionismo e bloccare qualunque riforma che disturbi davvero qualcuno, vuoi perché siamo in stato di elezioni permanenti, vuoi per distrarre dal continuo declino economico e dagli scandali all’ordine del giorno, le leggi inutili sono la norma.

E poi c’è l’informazione.

In primo luogo, caro cialtrone che scrivi su Repubblica, “L’omofobia sarà reato”, mi spiegherai presto come intendi leggere nella testa delle persone. Dico di più: l’espressione di qualunque opinione, finché non si spinge a proporre l’uso della violenza e non sconfini nell’insulto, dovrebbe essere consentita. Invece gli insulti sono già reato. La violenza è reato. L’incitazione alla violenza è reato. L’apologia di reato è reato. Che poi in determinati casi non siano perseguiti, ad esempio perché la nostra polizia postale ha pochi uomini e mezzi, è un altro discorso.

Mi si può dire che la Boldrini ha parlato di “legge contro l’omofobia” e non di “reato di omofobia”, e che quindi quello che si chiede è l’istituzione di una aggravante di reati già esistenti. Come già avviene per le aggravanti legate all’odio razziale.

Ebbene, sono contrario. Aspettate a defollowarmi. Le aggravanti legate all’odio razziale non sono servite e non servono. Non solo perché chi odia, odia anche se gli viene vietato. Chi picchia o uccide, spinto dall’odio e dall’ignoranza, non sa se rischia 15, 20 o 30 anni di reclusione. Probabilmente non lo sapete nemmeno voi che leggete questo articolo, a meno che non abbiate studiato legge. Semplicemente chi insulta su Facebook, chi picchia la gente, chi si da alla violenza, pensa di farla franca. Se migliori i mezzi a disposizione della polizia e velocizzi i processi, se costruisci nuove carceri in modo da non essere costretto a ricorrere continuamente all’indulto, fai un lavoro migliore per punire i coglioni che non aumentando pene che non verranno mai comminate e che, quando vengono comminate, sono invece fortemente dissuasive. Il fatto è che velocizzare i processi è difficile. I politici vogliono mascherarsi dicendo che hanno fatto qualcosa contro l’omofobia inventandosi l’aggravante dell’omofobia, invece avranno ancora una volta perso tempo senza far niente.

Se il giudice riconoscerà che il mio amico X è stato picchiato in quanto omosessuale, comminerà l’aggravante dei futili motivi. Succede già. Non possimo pretendere di istituzionalizzare ogni possibile aggravante, esistono espressioni come “futili motivi” apposta. Chi brucia un barbone prché barbone, o ammazza la figlia perché non è più vergine o aggredisce qualcuno per le sue idee politiche espresse pacificamente, minando le basi del vivere democratico, non è forse pericoloso come chi se la prende con un omosessuale o un nero?

Per combattere l’omofobia serve un enorme investimento in cultura. Serve tempo e serve un progetto di ampio respiro. Serve anche fiducia: fiducia che chi legge tanto e si interessa al dialogo diventa naturalmente meno propenso a risolvere le cose con la violenza e a mettere in discussione i propri pregiudizi. La proposta di “leggi contro questo e quest’altro” serve solo a nascondere la mancanza di un piano di lungo termine e il disagio di un paese ignorante e arrogante come il nostro. Recuperare fondi per le scuole e la ricerca è più utile che non creare nuovi, inutili reati.

Un mio amico ha poi provocato dicendomi che anche in Francia ci sono migliaia di persone che protestano contro il matrimonio gay. E che quindi la Francia è come la Turchia.

L’avrete sentito tutti.

Francia. Scrittore si spara in bocca per protestare contro i matrimoni gay. Piombo sì, sperma no.

Francia. Scrittore si spara per protestare contro i matrimoni gay. “Hai una pistola in bocca o sei solo infelice di vedermi?”

Il gesto ha avuto ampio risalto in tutto il mondo. Alfano è molto preoccupato di cosa potrebbe chiedergli Berlusconi alla prossima manifestazione.

A parte l’evidente disturbo mentale di uno che si suicida per qualcosa che non lo toccherà mai, perché se non vorrà sposare un gay certo nessuno potrà o vorrà costringerlo, i casi non sono simili. Parigi ha un sindaco omosessuale. I PACS sono una realtà. A creare casino a volte sono le parole. La gente si scanna su cosa vuol dire “matrimonio” esattamente come nel PD si scannano su cosa vuol dire “sinistra”, perché se dovessero parlare ci cosa concrete un sacco di gente sarebbe costretta a star zitta.

E dunque provo a dire la mia anche sul matrimonio gay. Io di per sé non ho niente contro, ma c’è un ma. Aspettate a chiudere e insultarmi e leggete, per favore. Una volta che si tocca l’istituto del matrimonio, mi piacerebbe che si facesse una cosa organica. Una volta tanto. Che cavolo vuol dire matrimonio?

Per i cattolici è un istituto volto ad avere figli. Period. Loro non vogliono che si faccia casino usando quel termine in un altro senso. Nel matrimonio cattolico l’amore c’entra poco o niente. Il matrimonio tra due che non si conoscono è validissimo, mentre quello di un impotente è nullo.

Il matrimonio civile è la derivazione di un istutito napoleonico che voleva sottrarre alla Chiesa il monopolio del registro delle coppie. Chi è cattolico continui a sposarsi in chiesa davanti a Dio, con gli effetti che la Chiesa Cattolica riconosce al sacramento. Ma chi non lo è? Che fare del matrimonio civile?

Oggi, che non vi è l’obbligo né civile né sociale di far durare un rapporto tra due persone qualunque cosa accada, non si può ripensare a tutto ciò?

Al matrimonio sono ricollegati diversi effetti. Come l’accesso alla pensione di reversibilità, come il diritto a decidere sull’espianto di organi o quello ad accedere all’ospedale in caso di malattia gravemente invalidante. Ebbene, io sarei per liberalizzare tutto questo. Con una semplice comunicazione alla Pubblica Amministrazione devo poter dire: “Se mi succede qualcosa, tizio conosce il mio pensiero sui temi eticamente sensibili, nei limiti in cui lo Stato mi concede di scegliere, lui parla a nome mio.” Non capisco perché lo Stato deve decidere che per me possa esprimersi mio padre o mia moglie, se invece io voglio che sia mio fratello o il mio prete o la mia amante. Idem per le tasse ereditarie, che sono diverse a seconda di chi vada a ricevere il mio patrimonio. Saranno stracazzi miei a chi voglio lasciare cosa ho guadagnato?

Aboliamo il matrimonio civile. Se volete dare una festa per annunciare che vivete assieme, potete farlo anche senza il sindaco. Se volete firmare un contratto che regoli i vostri rapporti patrimoniali, che possiate farlo senza dichiarare che vi accoppiate e con chi. A uno Stato laico non deve interessare che vi amiate e/o che facciate sesso. Sono cose intime, private, dovreste dirgli di farsi i cazzi propri. Che lo Stato pretenda da voi annunci ufficiali è quasi un ricatto. Che voi pretendiate un riconoscimento da parte di uno Stato distante e burocratico, è segno di condizionamento.

I pochi fondi a disposizione delle famiglia, lo Stato li dia a chi ha figli, perché possa garantire loro educazione e sostegno, perché possa farne altri senza che diventi economicamente troppo gravoso. Dia le case popolari a chi ha prole. Non le coppie sposate, ma i figli delle coppie che hanno figli pagheranno le nostre pensioni, se mai ne avremo, e forniranno a noi nuove idee quando le nostre saranno vecchie e superate, se mai ci libereremo delle idee vecchie e superate di chi ci ha preceduto.

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bacio turchia

105. Cui Prodi?

democrazia e testicoliA tutti quelli che credono che la maggioranza abbia tendenzialmente ragione, vorrei solo ricordare che nel 1915 Charlie Chaplin si presentò sotto falso nome ad un concorso per sosia di Charlie Chaplin. Arrivò terzo.

(Ipotizzo io che i primi due si siano fiondati a casa di Joan Barry, fidanzata di Chaplin, nel 1942. Il che spiegherebbe come mai la figlia Ann Carol Chaplin abbia un gruppo sanguigno incompatibile col padre legale.)

L’episodio si preseterebbe a molte battute sulle somiglianze tra Prodi e Marini e sulle ragioni per cui il PD ha salutato Prodi come un salvatore e coperto di fischi Marini, ma francamente ne ho fin sopra le orecchie di questi giochetti per il Quirinale. Dico solo che Prodi non è giovane, non è privo di ombre sulla sua onestà, non è super partes, non agevola allenze con nessuno, non è fuori dagli schemi della vecchia politica, è stato ministro con Andreotti, è stato accusato dall’ex agente del Kgb fuggito in Inghilterra e morto avvelenato dal polonio di essere stato sotanzialmente al soldo del Kgb negli anni ’70-80, ha compiuto un vero furto nelle tasche dei cittadini chiamandolo “eurotassa” e promettendo solennemente che quei soldi sarebbero stati restituiti l’anno dopo in contanti, esattamente come Berlusconi con l’IMU. Il suo unico merito è di ricordare la PD la sua sola vittoria netta contro Berlusconi. Ma dovrebber ricordare anche che fu lo stesso PD a giostrare per farlo cadere e sostituire Prodi con D’Alema. Sicché le rese dei conti interne non sono affatto da escludere. Personalmente sono molto deluso da Renzi, se questo è il massimo che è riuscito a pensare.

(A proposito di Andreotti: per la prima volta non partecipa all’elezione di un Presidente della Repubblica. Mi sa che tra poco leggeremo il coccodrillo come fa.)

(Dal 1946 non aveva mai saltato una votazione per un Presidente. Mi sento quasi in colpa per essermi già stancato di seguire la diretta.)

(Andreotti comunque non morirà mai. Tornerà tra le pagine di Notre Dame de Paris.)

(Non so se avete presente la tomba di Oscar Wilde a Parigi, che è sempre coperta di impronte di baci col rossetto. No, per dire che se ad Andreotti fanno un monumento funebre in Sicilia, potrebbe diventare un’attrazione turistica.)

Non ho resistito e sto guardando lo spoglio delle schede. Su una scheda qualcuno ha scritto qualcosa di così divertente che ha riso pure quella figliuola di legno della Boldrini. Forse Andreotti è andato a votare, dopotutto.

(Il potere logora chi non ce l’ha, disse Andreotti. Vedendo Bersani direi che pure l’intelligenza non scherza.)

Ma tutti questi che votano per Mussolini fanno il tifo per quello che ha fatto anche cose buone o per quella che si è accapigliata con Vladimir Luxuria?

I due voti a Pollari sono due schiaffi in faccia a Napolitano che ha graziato il generale americano coinvolto nel rapimento di Abu Omar. E magari tra le schede nulle c’era pure un voto per “Carroarmato Sovietico”.

I voti a De Caprio sono le zoccolette di Berlusconi che avevano 13 anni quando uscì Titanic.

Nel frattempo che questi votano scheda bianca, scoppia l’ennesimo scandalo per i rimborsi alla cazzo di cane. Dopo i consiglieri regionali calabresi del PD che si facevano rimborsare i gratta e vinci, ecco un consigliere della Lega che si è fatto rimborsare un giogo da bue.

(Pisapia gli aveva detto: “Ignorante, va ad arare i campi!”)

Il consigliere del PD che si era fatto rimborsare dalla Regione Calabria i soldi dei gratta e vinci ha appena trovato la sua linea difensiva: “Volevo imparare a vincere facile.”

Su una scheda qualcuno ha scritto qualcosa di così divertente che ha riso pure quella figliuola di legno della Boldrini. Pagherei per sapere come ha fatto Leo Ortolani a infiltrarsi in Parlamento.

E sapete perché la Boldrini ha riso? Perché le ha suggerito uno scherzone da giocare a Berlusconi.

ratman divina commedia

90. Come si chiama?

gioconda felicitàVolevo scrivere un post sulle coincidenze. Sarebbe dovuto cominciare così:

Come si chiama il capo della polizia italiana? Manganelli

Come si chiama l’ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede? Figa

Come si chiama la telecronista chiamata a commentare l’elezione del nuovo pontefice? Baldracca

Come si chiama il capogruppo del PD alla camera, almeno finché non si indicono nuove elezioni? Speranza

Come si chiama il presidente della Banca Centrale di Cipro? Panicos

Per poi proseguire con battute, giochi di parole e infine col mostrare che si tratta di casi isolati, ovviamente, ma che come si può portare il lettore a sorprendere l’incredulità nella satira lo si può fare anche nei discorsi seri. Che selezionando un insieme di informazioni è possibile creare l’illusione che vi sia fra di esse un legame e giustificare qualunque teoria complottista. Però proprio mentre mi accingevo a scriverlo, Manganelli è morto. Che, se vogliamo, è proprio una bella coincidenza.

Ora le battute su Manganelli fioccheranno e saranno, per lo più, di pessima qualità e ancor peggior gusto. Insomma, semplicemente il post che avevo intenzione di scrivere non mi garba più.

Ed ecco che potremmo dire due parole sui cambi di programma. A volte succede qualcosa di talmente imprevisto che costringe a rivedere all’ultimo progetti messi da tempo in cantiere. Come quando la star di un telefilm si fa arrestare e lo sceneggiatore deve riscrivere tutte le puntate successive senza fare apparire il suo personaggio. Come quando un falso dossier su un cardinale e il rifiuto di un altro spinse il conclave a eleggere Papa Wojtyla.

A volte vengono rovinate cose grandiose. A volte l’improvvisazione ti costringe a dare il meglio. Per esempio il PD riesce a mettere Grasso alla Presidenza del Senato. Il che è dare il meglio, visto che il rischio era di trovarcelo Presidente della Commissione Giustizia. E la Boldrini presidente della Camera. Il che è dare il meglio, visto che il rischio era di trovarci ancora Casini.

Però capiamoci. E tutti questi entusiasmi, e tutti questi discorsi, ma qualcuno degli entusiasti mi sa dire che cosa fanno i Presidenti delle Camere? Che io sono molto contento che la Boldrini sia contro la violenza sulle donne, ma se c’è un ruolo in cui non potrà scrivere il testo di una legge sulla violenza sulle donne, questo è quello di Presidente della Camera. Grasso e la Boldrini hanno per ora interpretato il loro ruolo come uno scranno da cui fare proclami, come se fossero dei Presidenti della Repubblica Minor. Non sono i ruoli di facciata che contano, ma i movimenti dietro le quinte.

Il PD ha implicitamente ammesso che se vuole fare bella figura deve presentare della gente che non viene fuori dai propri apparati istituzionali.

Il PD è in crisi perché vuole mostrare che si sta rinnovando senza ammettere di aver bisogno di rinnovarsi, perché se no tutto l’apparato che ha spinto Bersani contro Renzi risulterebbe squalificato.

Il Pdl, più coerentemente, insiste sulla linea “Berlusconi santo subito”.

La Biancofiore: “Berlusconi Presidende della Repubblica sarebbe al di sopra delle parti”. Voleva dire “Al di sopra della Legge”.

“Berlusconi Presidente della Repubblica sarebbe al di sopra delle parti”. Intime.

“Berlusconi Presidente della Repubblica sarebbe al di sopra delle parti”. E poi è già abituato ai discorsi a reti unificate.

A confondere le acque Grillo che si paragona a San Francesco.

E intanto, avendo capito di non essere pronto per governare e che si voterà presto, mette alla prova i suoi con condizioni durissime.

Per esempio se due grilline vanno al bagno assieme, conta come riunione e devono fare la diretta streaming.

Per esempio se la moglie di un grillino gli dice “Dimmi qualcosa di porco” loro devono star zitti e farla parlare col capogruppo.

Per esempio se un grillino fa cadere il caffè, allora ha votato per la legge di gravità senza sentire gli altri e viene espulso. A volte gli eventi imprevisti ti costringono a tirare fuori il meglio di te, a prendere strade inconsuete e inaspettate, a innovare a dispetto di tutto.

“Desidera?”

“L’insolito, grazie.”

PS “Desidera?” “L’insoltio, grazie” è un tweet di @mesmeri. Seguitela!

padrino cipro