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174. Le sirene, la deputata e i troll

Sirena grillina

Rientro a casa dopo una passeggiata in centro a Bruxelles. Una di quelle cose che un uomo va a fare spinto dallo stesso istinto che secoli orsono lo spronava a cacciare orsi anziché starsene a casa sua a coltivare fagiolini. Il tempo di Bruxelles è leggermente inclemente. Alla Commissione Europea stanno seriamente valutando la possibilità di sostituire la tenuta in giacca e cravatta con un più appropriato look “mantello di caribù e martello di Thor”. I miai vestiti sono impregnati di acqua, le mutande sono impregnate di acqua, i calzini non ne parliamo. È incredibile che la mia pelle non si sia sfilacciata sotto la pioggia torrenziale.

E ecco, nemmeno a farlo apposta, apro Facebook e leggo: “La deputata grillina che crede all’esistenza delle sirene”. Lo prendo come un segno del destino. Scrivo questo pezzo per ringraziare le considerevoli doti idrorepellenti mostrate dalla mia cute e per scoprire se davvero discendiamo tutti dalle sirene. Mi metto a guardare il documentario addotto dalla deputata grillina Tatiana Basilio. E questo è il mio commento in presa diretta.

Questo Sacro Graal dei cacciatori di verità si apre con un tizio in giacca e cravatta che ci ricorda l’immenso successo mediatico ottenuto da un primo e più lungo documentario sulle sirene: “Sirene, il mistero svelato”.

“Un successo tale che Kim Kardashian ha poi deciso di vestirsi da sirena per Halloween”.

La serietà di un documentario che per dimostrare la proprie serietà afferma di avere incuriosito Kim Kardashian.

Anzi: “Per ora è solo un’ipotesi, ma potrebbe essere stato il documentario a ispirare a Kim Kardashian questo costume”. Pure Giacobbo sentendo questa frase ha sputato la minestra e si è sentito preso per il culo. Praticamente è come dire che la crisi delle vocazioni non esiste perché la Minetti una volta si è vestita da pornosuora. Manca totalmente di logica, mi dico. Ma vabbe’, è solo l’introduzione, mica sta parlando lo scienziato.

Proseguiamo.

“I produttori di Hollywood si sono assicurati i diritti di sfruttamento del documentario in questione e dello scienziato che ha effettuato la scoperta, il dottor Paul Robertson”. Ah, ok. Ecco la risposta alla domanda: “Se non fosse vero, perché uno scienziato dovrebbe andare a rendersi ridicolo davanti al mondo?”

Continuano le prove: “Due agenzie USA hanno pubblicamente smentito l’esistenza delle sirene e delle prove prodotte nel documentario”. Come dire “Se ti preoccupi di smentire una cazzata grande come la mia, forse sei un po’ coglione anche tu”.

Proseguiamo. Lo scienziato Paul Robertson, finalmente. Finalmente un freddo uomo di scienza, che, se tanto mi dà tanto, si presenta con un tic all’occhio destro che fa ben sperare. Il presentatore ci ricorda di aver “Riscontrato una certa diffidenza negli altri scienziati, nei confronti di Robertson”. Come a dire che è l’equivalente tra gli oceanografi del professore che ha proposto per il Nobel per la Letteratura Roberto Vecchioni.

Oltre al tic agli occhi, Robertson somiglia considerevolmente ad Alan di Una notte da leoni. Sa va tutto bene la trasmissione finisce in un topless party a base di mescalina.

Robertson ci spiega che col documentario si proponevano di fermare degli esperimenti col sonar della marina americana che stavano decimando le balene. Abbiamo il secondo movente. Dovremmo suggerire ai No-Tav di sostenere che l’opera porterebbe all’estinzione degli gnomi con l’ascia di Mistero.

Robertson spiega che i resti che sarebbero stati sequestrati dalla polizia sudafricana e di cui ancora non sappiamo niente sarebbero la prova che l’uomo discende da animali acquatici. Mah, dopo che autorevoli paleontologi hanno sostenuto che gli uccelli discendono da Tirannosaurus Rex, non mi pronuncio.

Man mano che proseguiamo, le prove si fanno più schiaccianti.

ISRAELE: due turisti americani filmano un puntino indistinguibile tra le rocce, parlano di una foca, ma poi sostengono invece che doveva trattarsi di una sirena. Le autorità cittadine di Kyriat Yan offrono a quel punto un milione di dollari a chiunque fornisca la prova dell’esistenza di una sirena nel loro tratto di mare. Guardate un po’, il turismo aumenta e una persona su due afferma di aver visto una sirena, ma nessuno incassa il milione. Spirito del Mostro di Loch Ness, mi senti?

“Non è una trovata pubblicitaria: una volta un cittadino russo è venuto nel mio ufficio giurandomi di aver visto una sirena”. In esclusiva per il Lollington post, una foto del distinto signore poco dopo la deposizione.

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EGITTO: pitture murali di 30.000 anni fa dipingono uomini stilizzati che cacciano e uomini stilizzati che si tuffano. Quelli che si tuffano, avendo le gambe unite, potrebbero anche essere sirene. Un caso? Il presentatore crede proprio di no. E cambia argomento prima che gli si parli di pitture che raffigurano centinaia di altri esseri fantastici.

GRAN BRETAGNA: “Si passa da un governo disposto a credere all’esistenza delle sirene (NO, un sindaco che porta turismo e denaro alla sua città) a uno che la nega vigorosamente”. Video in notturna. Si vede qualcosa in acqua. Un tenente della marina inglese sostiene trattarsi di una foca. Robertson osserva che le foche non hanno la cresta sagittale. PAUSA.

Immagino tutti gli spettatori a casa urlare “VERO! UNA CRESTA SAGITTALE! UNA SIRENA!”

Io mi mantengo neutrale. Io davvero non lo so se le sirene esistono. La mia massima esplorazione marittima è stata andare in pedalò al largo di Ancona. Ma a casa mia una foca con una cresta sagittale non diventa una sirena più di quanto un uomo con un pene grosso non sia un elefante.

Il filmato prosegue con roboanti dichiarazioni degne di stargate e contraddizioni ridicole che stanno causando attacchi di epilessia agli aristotelici di mezzo mondo. “Per la prima volta mostreremo il filmato che ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo sul problema delle sirene”… ma non hai detto che lo mostrate per la prima volta? O lo ha già visto tutto il mondo? Il video non ci dà la risposta. Ma forse è colpa della Cia che la insabbia.

Si parla di un certo Barnum che cuciva scheletri di scimmie a code di pesce per fottere la credulità popolare. È incredibile quanto siamo fortunati. Finora tutti quelli che hanno parlato di sirene sono dei ciarlatani tranne il presentatore che si rivolge a noi ora.

Poi pare che Barnum abbia comprato da un tale un’altra sirena. Robertson guarda un disegno del tempo e, simulando sorpresa, nota come sia uguale ai resti da lui trovati. Poco prima sapeva vita, morte e miracoli dello schetro di scimmia cucito al pesce e invece questo disegno glielo avevano tenuto nascosto per fargli una sorpresa.

Per dare credibilità al dottor Robertson (chiamato indifferentemente dottore o professore per tutto il video, giusto per specificare che i curatori sono persone attente ai dettagli) gli viene mostrato il video di un pezzo di plastica con una parrucca sopra, descritto su youtube come “corpo di una sirena”. Robertson si sente di dire che è un falso e con questo il presentatore da per smentita la sua fama di ballonaro e boccalone.

Altri tre video.

1) Era pre youtube. Dei pescatori tirano su una rete. Dentro di essa qualcosa si agita, simile forse a un braccio. Mi sento di escludere che sia una coda? Eh, no. Francamente no. Ricordo che sto scrivendo in diretta, quindi datemi il permesso di dubitare. Come prova è un po’ poco, però la scena fa una certa impressione. Chiaramente potrebbe essere simulata con effetti speciali da ridere, ma il video è in circolazione da molti anni e il braccio effettivamente somiglia a quello della c.d. sirena Barnum.

2) Un bambino stuzzica qualcosa che pare una coda. Questa si anima e gli grida in faccia. La somiglianza coi trucchi dell’orrore gore, però, è tale che francamente in questo caso penso al falso.

3) Da un sottomarino si vede un pesce venire trafitto da una lancia a basse profondità. Per un sub la pressione sarebbe atroce, sostiene Robertson. Ok, ma siccome la telecamera si muove per seguire l’azione, ti pare che non cerchi di inquadrare chi ha scagliato la lancia? Tra avere il video di un pesce trafitto e di una sirena che lo trafigge, chi non sceglierebbe il secondo?

Si arriva ora a qualcosa di più concreto. Una squadra danese, ispezionando il fondale per cercare petrolio, si imbatte in dei suoni sconosciuti. In seguito alla pubblicazione del documentario di Robertson sulle sirene, riconoscono tale suono e decidono di indagare. Vagano quindi per sette mesi al largo della Groenlandia diffondendo il suono come un richiamo ed ecco che, a quanto pare, una sirena tira una bella manata contro il vetro del sommergibile.

A rallentatore la sirena (che in realtà è un uomo-pesce piuttosto schifoso) si vede bene. Il dubbio che mi viene è proprio la qualità, quasi il ritmo del video. Pare una cosa da regista provetto. L’unico contatto con la sirena avviene mentre la squadra sta guardando da un’altra parte, arriva il colpo che li fa sobbalzare, si voltano e quella sparisce nel nulla. E, mi chiedo io, il loro sommergibile non era in grado di inseguirla?

La storia è piena di scienziati che hanno cercato di crearsi le false prove di una grande scoperta. Falsi ritrovamenti di fossili, false cure, false invenzioni. Eppure qui sono costretto a trattenere il sarcasmo, perché non ho alcun modo per provare che il video è stato fatto con la computer grafica. Certo, per dei ricercatori ci vuole una bella dose di faccia tosta per esporsi in questo modo col rischio di passare per coglioni. Forse esiste una specie di mammifero marino dotato di arti superiori. Chiamarli “sirene” nuove alla credibilità dell’ipotesi. Certo, prima di affermare che esistono e ci sono le prove, come fa la deputata grillina, prenderei in considerazione l’altissimo realismo dei video di orchi ne Il Signore degli Anelli.

Fine? NO. Perché la somiglianza tra il dottor Robertson e Alan di Una notte da leoni non si ferma alal barba e all’aria da pazzo. Hanno anche la PROFESSIONE in comune. Sono infatti attori entrambi. “Sirene: le nuove prove”, così come “Sirene: il mistero svelato” sono infatti due casi di docufiction, film di fantasia che riproducono la forma del documentario. Peccato che la cosa sia nota solo agli appassionati del genere o a coloro che si leggono anche i titoli di coda, che di solito su youtube vengono tagliati. Quindi non solo è una bufala, ma è una bufala dichiarata. E anche per cercarsi le cose in rete e informarsi, bisogna saperlo fare.

Un sito abbastanza affidabile per spernacchiare le varie bufale è QUESTO

Ecco il famigerato video postato dalla Basilio

Questo è quanto. Potete mostrare il vostro apprezzamento mettendo un like alla pagina Facebook a QUESTO LINK o condividendola per far conoscere Chi Non Muore ai vostri amici. Oppure potete insultarmi nei commenti se avete una sirena che vi nuota nel lavello della cucina.

Finiamola in musica.

110. Fate spazio

curiosity pene“Gli italiani hanno perso la guerra, poi hanno perso la pace.” (Totò)

Berlusconi in Texas per festeggiare Bush. Ed è molto frustrato perché la moglie di Obama non capisce la battuta: “Dallas non è una città, è un consiglio.”

A Berlusconi spiace tantissimo mancare le celebrazioni del 25 Aprile. Pensate che il giorno della liberazione aveva poco meno di 18 anni e ancora è rimasto affezionato alle ragazze che gli ricordano quella data.

Berlusconi a Dallas per festeggiare Bush. Ok, ha un alibi, non è stato lui a disegnare un pene gigante su Marte.

La sonda Curiosity disegna su Marte un cazzo gigante. E ha comunque usato il suo tempo meglio di chi ha guardato Letta e Crimi in streaming.

La sonda Curiosity disegna su Marte un cazzo gigante. Ora datele il tempo di aggiungere il numero della Minetti.

Avete presente quando Cristoforo Colombo piantò la bandiera di Isabella di Castiglia per prendere possesso delle americhe a nome di lei? No, perché ora Rocco Siffredi possiede Marte.

Ora Berlusconi è dispiaciuto, vorrebbe ridisegnare la forma dello stivale per rendere il Paese un po’ più simile a lui.

Curiosity ha disegnato un pene su Marte. E già Hugh Hefner si è proposto di finanziare una missione su Venere.

(Vi ricordate quando avevano accusato la sonda Curiosity di aver corrotto alcuni file? Era bieco moralismo.)

In finlandese “Guarda!” si dice “Cazzo!”. Dialogo tra un finlandese e un italiano guardando la foto di Marte:

“CAZZO!”

“CAZZO!”

Un grande insegnamento sulla vita. Facciamo studiare i nostri figli, li mandiamo ad Harvard, li mandiamo su marte, ma poi dategli qualcosa per scrivere e un cesso gigantesco e disegnano un pene.

Secondo grande insegnamento: la notizia che avete letto su ANSA e Corriere è falsa. Le due più affidabili fonti di informazione italiane spacciano per nuova una notizia di nove anni fa, la riferiscono alla sonda sbagliata e parlano di un imbarazzo inesistente. ECCO LA SPIEGAZIONE .

Al massiomo se la sonda Spirit ha disegnato un cazzone gigante possiamo dire Smells like teen spirit.

Come sempre potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore clickando qui https://www.facebook.com/ChiNonMuore

84. Ditelo con i fiori. Ma che siano quelli.

Gioconda mimosa8 Marzo, festa delle donne, Berlusconi viene ricoverato in ospedale. Scegliete voi come interpretarla.

Berlusconi ricoverato per congiuntivite. È stato troppo a guardare la pagliuzza nell’occhio di Giannino.

Berlusconi ricoverato per congiuntivite. Non vede più come sfuggire alla galera.

Berlusconi ricoverato per una grave congiuntivite. Proprio mentre non ci restano più gli occhi per piangere.

Berlusconi, ricoverato per una grave congiuntivite, salta l’udienza del processo Ruby. La congiuntivite se l’è procurata con una macchina per la depilazione laser.

Ma torniamo alla notizia del giorno. Oggi è l’8 marzo. I telegiornali ce lo ricordano continuamente.

8 Marzo, festa della donna. E tutti sono vegetariani e rispettano le donne, ma a quei fiori non ci pensa nessuno? SALVA UNA MIMOSA, MANDA SUORA UNA DONNA.

Basterebbe farlo tutti un anno e la giornata cambierebbe nome. Da “Festa della donna” a “Ma che mimose, sbattimi al muro”.

8 Marzo, festa della donna. Almeno finché non inventeranno carri di buoi più potenti.

Ma anche se è l’8 Marzo si possono fare battute su Rosy Bindi?

Vabbe’. 8 Marzo. Festa dell’uomo. Oggi potete fare complimenti e offrire da bere alle donne senza passare per provaccioni.

8 Marzo. Perché non la chiamiamo “Festa di metà dell’umanità”?

8 Marzo. Festa della costola di Adamo. Regalate una mimosa alle vostre donne, quando avranno finito di cucinarvi le costicine di maiale.

8 Marzo. Giornata della donna. La chiameremo festa quando sarà un’occasione più lieta per le donne che per i fiorai.

8 Marzo. Giornata della donna. Decenni di lotte e di conquiste e ora finelmente l’altra metà del cielo ce l’ha fatta. Andare a comprare scarpe con una amica è ufficialmente un atto più intimo che andare a letto con un uomo.

8 Marzo. Il Vaticano regala una mimosa alle traduttrici del conclave. Si punta al papa americano, Vaticano va mainstream.

E comunque secondo sesso un corno. Nelle prime sei settimane di vita embrionale siamo tutti femmine, per questo abbiamo tutti i capezzoli. Poi ad alcuni la figa si sposta in testa.

Insomma, diciamo la banalità. Rispettate le donne 365 giorni all’anno. Nel concetto di rispetto per la donna, è incluso dare loro il diritto di essere mandate a fanculo, come ci mandereste un uomo.

Non comprate le mimose oggi, che è una presa in giro. Non diffondete la notizia che la festa di oggi nasce da una tragedia, è falso. La giornata della donna nasce per vendere mimose, come san Valentino per vendere orsacchiotti e cioccolatini. http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=4699&Itemid=62

Vi lascio con un pezzo scritto qualche tempo fa e con una notizia di oggi che mi ha commosso.

Commozione: http://www.gazzettino.it/nordest/padova/la_storia_prostituta_a_60_anni_per_pagare_le_cure_al_compagno_colpito_da_un_ictus/notizie/256882.shtml

Riflessione: https://chinonmuore.wordpress.com/2012/12/31/28-senatrice-a-miglior-vita/

PS: la battuta sul carro di buoi è ispirata, non proprio rubata, da Giulio Vecchia. La battuta “Ma che mimose, sbattimi al muro” è invece presa pari pari da Gabriella Carbone.

74. Il fenomeno del niente

Dadi fumettoUna delle cose più ridicole di questa campagna elettorale è il rapporto che si sta creando tra giornalisti e fact checking. Si continua a parlare della verifica delle esternazioni del politico come di una curiosa novità, un segno dei tempi, un fenomeno di costume che forse rivelerà il suo senso in futiro. Una cosa come gli hashtag di Twitter. Come i Sanremo vinti dalla stelletta venuta dai reality show. Qualcosa che i giornali riportano a titolo di curiosità, lasciandolo comunque a blogger e cittadini voleterosi, insomma, mica ai valorosi reporter. Robe da Popolo della Rete.

Mi immagino il direttore del Corriere di Megalopoli che sbuffa divertito: “Dai, vabbe’, pubblicatemi un trafiletto sulla moda del fact checking. Datelo da fare a quello nuovo.”

Queste robe da Popolo Della Rete.

Qualche giorno fa, verso l’una di notte, su RAITRE, durante il programma di distruzione della credibilità nazionale chiamato Tribune Politiche, l’intervistatore si rivolge a Ingroia pressapoco con queste parole: “Oggi è circolata su twitter la voce che a Mira a un assessore del Movimento 5 Stelle sono state ritirate le deleghe perché rimasta incinta”.

Pausa. Davvero ha citato come fonte che è circolata la voce su Twitter? Davvero davvero?

SARESTI UN GIORNALISTA, RAZZA DI PATETICO TANGHERO, VAI A VERIFICARE! MISERABILE NULLITÀ CHE TI SPACCI PER UN PROFESSIONISTA! SCIACALLO, VERGOGNA DELLA RAZZA UMANA, LARVA SUCCHIATRICE DI SOLDI PUBBLICI! RADIATELO DALL’ORDINE! Si sente gridare a casa mia, improvvisamente simile alla curva dell’Olimpico durante il derby.

Controfigure di giornalisti. Controfigure di controfigure di giornalisti. Esseri umani che potrebbero essere sostituiti da manichini per crash test.

Pensavo poi che Ingroia, da magistrato qual è, avrebbe subito detto di non poter rispondere a una mera diceria. E invece nemmeno una piega di labbro, un tic dell’occhio, un qualunque cenno di dubbio. Un assalto frontale a Grillo il fascista che nemmeno Stallone nei suoi film più truci, senza mai perdere l’aria da addormentato che fa molto chic.

E io imbufalito che preparavo le molotov e mi facevo tatuaggi tribali sulla pancia. Perché le bufale clamorose non sono limitate a internet. Non sono solo cose da Popolo della Rete.

Pubblicando la cosa su Facebook osservo anche l’interessante reazione di una mia amica, giornalista veneta, che scrive: “Di che ti stupisci? Sono TG nazionali, qui siamo ai confini dell’impero, anche per i colleghi: abbiamo fatto a malapena notizia quando siamo finiti sott’acqua…”.

Non credo proprio che sia il punto. Dobbiamo cominciare a chiederci da cosa è mossa l’informazione. Quante notizie leggiamo, su importanti quotidiani, che come fonte citano altri giornali, che citano siti internet, che citano articoli che alla fine non citano le fonti? Quanti articoli abbiamo letto, di recente, che raccontano per filo e per segno come si è svolto l’ultimo conclave, quando è fatto noto che tutto ciò che avviene nel conclave è segreto e non può essere rivelato senza incorrere nella scomunica? Ho addirittura visto citare inesistenti memorandum dei cardinali.

Che è come se mi dicessero di aver letto la vera storia della morte di Kennedy sul diario di Kennedy. Insomma, porco cazzo, se uno usa la logica capisce che non può essere vero! E non ne serve neanche tanta!

Anche qui siamo al livello del pettegolezzo e pure sotto. Dopo aver cominciato a fare il fact checking, dovremmo pure cominciare a fare il news checking. Magari Repubblica e il Corriere comincerebbero pure a darci spazio. “Un sito di ragazzi preparati che verificano se stiamo pubblicando panzane.” Questo non li riguarda, perché i giornali non fanno più giornalismo.

Quelle cose da Popolo della Rete. Quelle altre cose da Mondo dell’Informazione. Dobbiamo vendere giornali. Allora per vendere i giornali le bufale vanno benissimo. Funzionano su internet, perché il meccanismo dovrebbe essere diverso?

Dobbiamo proteggere chi compra le pubblicità sui nostri giornali e i partiti che ci finanziano. Coccolare il nostro lettore tipo, mescolando sapientemente ciò che vuole sentirsi dire a ciò che i nostri referenti vogliono che gli diciamo.

Stiamo parlando di un meccanismo che non è più aderente alla realtà. Notizie che non esistono, notizie gonfiate, notizie che sono tali solo perché sono state dette da qualcuno, notizie che semplicemente non sono notizie. Quello che i politici dicono e che non riguarda i programmi nemmeno dovrebbe essere pubblicato. Non è una notizia. Non sono niente. Questi giornali che si occupano continuamente di non-notizie non sono informazione, sono addetti stampa. Sono casse di risonanza. Si urlano addosso l’uno all’altro e alla base non c’è niente. Non so come dirlo facendo ridere perché il niente è niente. Chiedetemi di far ridere su una cazzo di stanza vuota, non è mica facile. “Ehi! Guarda lì è come un.. un… un NIENTE, CAZZO!”

Si contraddicono da soli. Libero titola che secondo l’università di Oxford il programma migliore è quello del Pdl. Confida che il 90% delle persone legga solo il titolo. Se si leggono i dati, Oxford considera il programma del Pdl il peggiore, migliore solo di quello del Pd. Il Pd viene ridicolizzato. Al primo posto in quasi tutti i criteri considerati c’è FARE, poi Monti. La falsità generalizzata. La spudoratezza. Queste cose da Popolo Italiano.

Non possiamo cambiare il mondo in cui viviamo da un giorno all’altro. Ma iniziamo a pretendere che quando qualcuno viene scoperto in evidente, indifendibile fallo, vada a fare un lavoro diverso. Abbiamo cominciato con Giannino, ora vediamocela con quelli potenti.

Perché io posso anche andare in curva a incazzarmi, ma poi voglio vedere gente che gioca e non che si vende le partite. Se no di che stiamo a parlare?

68. Feta sugli occhi

carta di credito suicidioLa notizia del giorno è che la Grecia è crollata definitivamente. Siamo allo stato brado, roba che Mad Max al confronto era una gavettonata tra amici. Roba che gli scontri tra bande di Ken il Guerriero erano un futuro roseo promesso da Berlusconi. I politici sono barricati dentro il Parlamento come George Clooney in “Dal tramonto all’alba”. La gente è talmente incazzata che i para-nazisti di Alba Dorata hanno paura ad uscire di casa. I supermercati non vi dico, la gente si getta su frutta e verduda come gli zombie in 28 giorni dopo. È una strage di pomodori e zucchine e nessuno vi dice niente, perché un potente gruppo complotta contro di voi.

L’altra notizia del giorno è che la prima notizia è falsa. Acorgersene è facile. Gli indizi sono sempre gli stessi. “La notizia che tutti vogliono nascondere” senza che sia chiaro perché. Le fonti che non vengono citate. Le contraddizioni interne. I toni allarmistici che spingono a condividere in fretta senza riflettere.

Pensavo di smazzarmi a ricostruire tutto, ma visto che qualcun altro lo ha fatto per me, non vedo perché dovrei. Qui vi posto un link http://www.valigiablu.it/ci-dispiace-internet-la-grecia-non-e-crollata-definitivamente/ e ringrazio il mio amico Mist per avermelo segnalato.

Che poi perché la massoneria dovrebbe nascondere una cosa del genere, proprio mentre Monti dichiara che Grillo ridurrà l’Italia come la Grecia?

Comunque non è che la situazione in Grecia sia rosea. Gli indicatori di una crisi profonda ci sono tutti.

Ma concentriamoci su uno. Il mercato del porno va a gonfie vele.

Pare che sia una costante. Se non gira l’economia, ci si butta sui video hard e sulle rapine a mano armata. E adesso non faciamo facili battute.

Tipo che l’arma è solo un giocattolo a spruzzo.

Tipo che c’è molta offerta di manodopera.

Tipo che ora i greci metteranno i loro soldi in una banca del seme.

L’idea geniale però è stata quella di inventarsi il porno politico. Che non è il programma elettorale di Berlusconi o della lista Bunga Bunga (per la lista bunga bunga vedi: https://chinonmuore.wordpress.com/2013/01/13/37-simbolo-di-decadenza/ )

Insomma, sta spopolando in tutto il mondo un pornazzo in cui la gente, incazzata, si intrufola nella casa dei politici e gli scopa le mogli.

O stuprano le politiche. Che Rosy Bindi spera ancora.

Che la Minetti ha commentato: “Basta che non mi svegliate”.

Che molte deputate del Pdl prenderebbero gli attivisti in contropiede: “Se vi diamo il video che abbiamo già fatto, ci lasciate stare?”

Comunque il porno esiste davvero e sta facendo davvero fortuna. Figa la scena del Ministro che torna a casa e chiede alla moglie: “Chi c’è stato qui?” “Nessuno!”

Il porno comunque si intitola “C’eravamo solamente io Giovanna e i pescatori…”

O forse: “Troia, ti prenderemo!”

“Lo stallone di Achille”.

Mi fermo qua per non cominciare a fare battute sulla tipica salsa greca allo yogurt.

La Grecia non è crollata, ma non vuol dire che non crollerà. Le crisi economiche degenerano così. Prima voti i fascisti o i comunisti. Poi, siccome le riforme economica fascio-comuniste non funzionano, aumentano le rapine e le violenze. Poi siccome non c’è neanche molto da rapinare, le tue figlie si fanno scopare per denaro dagli stranieri. Nel frattempo il governo fascista o comunista chiede più poteri per moralizzare il paese. Quindi, se ci tenete alla verginità anale delle vostre figlie, o almeno non volete trovarvele davanti su youporn, votate qualcuno di sensato alle prossime elezioni. E speriamo che la grecia non finisca in tragedia.

Domani parlerò di San Valentino. Fate un regalo alla vostra bella, domani. Condividete sul suo profilo il link di Chi Non Muore.