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201. In culo alla balena (bianca)

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Renzi stravince le Europee e rafforza la sua dittatura leadership all’interno del PD e del Governo.

Il risultato è stato così clamoroso che verso mezzanotte, quando le proiezioni davano il PD tra il 41 e il 41%, Bersani stava per azzardare un “Non abbiamo non vinto”.

Soddisfatta anche l’ala più radicale del partito che ci tiene a sottolineare: “Il risultato del PD è merito delle grintose astensioni di Civati“.

(Secondo me c’è Renzi che lontano dalle telecamere bestemmia in toscano “Vittoria del PD? Ma che cazzo hanno fatto, LORO?”)

Comunque, sento dire alcune cose, dai commentatori, che mi fanno pensare che abbiano operato per il voto disgiunto. Dalla realtà, intendo.

Partiamo da una prima evidenza: è stata un vittoria di Renzi. Renzi ha innestato il suo carisma e i suoi elementi di novità in una pianta moribonda che però contava su una struttura molto organizzata e un patrimonio considerevole. Avere sedi del partito in ogni buco del culo del Paese ti da un vantaggio competitivo che altri si sognano. Inoltre per i vecchi dinosauri sarebbe stato molto pesante uscire e riorganizzarsi da zero: molto meno candidarsi alle europee sapendo di poter contare su un numero considerevole di preferenze.

Ecco una delle prime contraddizioni del risultato di ieri. Non ha vinto il PD, ha vinto Renzi. Renzi ha vinto in controtendenza rispetto a tutti i partiti socialisti europei, ma ha vinto grazie a un miscuglio di simpatia, blando cattolicesimo e promesse di abbassare le tasse. Che non è la ricetta del PD, ma quella di Berlusconi del 94, che poi però non ha mai abbassato nulla se non i pantaloni. Questo ha spinto molti a dire che il PD è la nuova DC o che il PD è un partito che ha virato a destra. Il che forse è vero, ma solo parzialmente. Il paradosso è che la vittoria di ieri è stata di Renzi, ma gli effetti immediati sono a favore di vecchie carampane stataliste come Zanonato, la Kyenge e Cofferati. Gente che se potesse tornerebbe indietro nel tempo e strozzerebbe Renzi nella culla. Quindi Renzi ha vinto dicendo cose più di destra della nostra sinistra, ma ha mandato al Parlamento Europeo gente che avrebbe potuto candidarsi con la Lista Tsipras. La squadra di Renzi ha mostrato le proprie debolezze e in qualche caso, vedi Picierno, pure la propria grave inconsistenza.

Il M5S ha perso voti rispetto alle elezioni, ma si è confermato una forza con cui fare i conti. Prima o poi sarà costretto a mediare per ottenere qualcosa, altrimenti si ritroverà permanentemente all’opposizione. Tuttavia un confronto con la situazione in Francia e Inghilterra è curiosa: lì i risultati attorno al 25% degli euroscettici sono stati considerati incredibili vittorie. E qui, se vogliamo, ci troviamo con 20% di Grillo + 6,5% di Lega. L’euroscetticismo aggressivo ha prodotto lo stesso risultato in Italia che ha prodotto in Inghilterra e Francia, non mi sentirei di parlare di una clamorosa debacle. A fare la differenza è stato 1) lo sfaldamento del centro destra che ha di fatto regalato voti a Renzi 2) il fatto che i liberali, che in questi paesi costituiscono un nocciolo autonomo che viaggia attorno al 10%, in Italia hanno deciso di compattarsi con Renzi nella speranza di “poche riforme liberali, ma maledette e subito”.

Quello che mi ha stupito è la reazione composta di Grillo da cui mi aspettavo qualcosa come: “Io sono contro il sistema, chi non ha votato è contro il sistema, sommando ai miei voti quelli di chi non ha votato sono molto sopra Renzi, dunque abbiamo vinto noi, dunque RENZI DIMETTITI!”

(Immagino la gioia degli appassionati di serie televisive: alla fine #VinciamoNoi non era spoiler.)

C’è da sperare che ora Renzi si approfitti del momento in cui tutti cercheranno di saltare nel carro del vincitore. Per un anno potrà aspettarsi cieca fedeltà soprattutto dai traditori più viscidi, secondo il principio per cui nessuno sarà più renziano della prima ora di quelli che lo sono diventati oggi.

Spero che non solo non si illuda, ma che nemmeno tenti di mantenere queste percentuali. Ora come ora, per l’appunto, sta tenendo assieme vecchi statalisti incalliti e semi liberali. Non è pensabile che queste anime vadano d’accordo molto a lungo.

In generale, l’esperienza ci dice questo: le elezioni europee non hanno mai un vero vincitore. L’Italia conta solo per un certo numero di seggi, poi i rappresentanti dei partiti devono relazionarsi con mille partiti lontani e vicini in un gioco complessissimo in cui il lavoro di mediazione delle lobby conta più che non qualche punto percentuale di differenza. Il voto ha invece un grosso riflesso sulla politica nazionale, non tanto in termini di vittoria-sconfitta, ma come di un gigantesco assist a cui i diversi attori del gioco politico reagiscono differentemente. Questo risultato potrebbe portare molti a voler salire sul carro di Renzi e molti altri a volersi compattare per arginarlo. Renzi potrà fare bene o male, lo dirà il tempo: di sicuro questo risultato ha rotto degli equilibri e ha dato una salutare sferzata al Paese. Chi vorrà inseguire il Premier dovrà farlo mostrando lo stesso dinamismo e la stessa voglia di fare. Inoltre Renzi si presenta in Europa con tutto un altro spessore rispetto a qualche mese fa. Sarà certo più facile risultare credibile per lui che per un Hollande, per dirne uno a caso.

Per inciso, se considerassimo la coalizione di Governo nel suo complesso (PD+NCD+Scelta Europea) avremmo qualcosa come 46%. Quanto più vicino a un Premier eletto direttamente dal popolo si possa vedere in una Repubblica in cui il Premier viene eletto dal Parlamento e non dal popolo.

In tutto ciò, qualche altro rapido commento:

1) Secondo me se Grillo non avesse fatto tutte le epurazioni che ha fatto, un 2% in più lo avrebbe preso;

2) Forza Italia è crollata e no, non si rialzerà con le sue sole forze. Peraltro complimenti all’uomo più votato di tutti, Fitto. Quasi 300.000 preferenze! E se il voto non fosse segreto, potremmo arrestarli tutti e assestare un duro colpo alla Sacra Corona Unita.

3) Scelta Europea prende lo 0,8%. Se gli consentono di votare tutti a Cipro, lì sarebbero il primo secondo partito. (0,8%. Ricordatelo ai prossimi che vi diranno che il problema in Italia è che c’è troppo libbbbberismo.)

4) Incredibilmente la lista Tsipras supera lo sbarramento. Questo nonostante l’endorsement di due giorni fa di Sara Tommasi. (Sara Tommasi, una donna che è riuscita a rendere noioso il porno. Figuriamoci cosa potrebbe fare in politica.) (Tsipras è talmente contro l’Europa che è l’unico ingegnere che non sa l’inglese.)

5) Fratelli d’Italia non raggiunge il 4%. Gli elettori non si sono fidati a mettere la x su un simbolo elettorale di cui non riuscivano a leggere le clausole in piccolo.

Infine un pensiero positivo per tutti coloro che sono scontenti del risultato delle elezioni: arrestato l’ex Ministro dell’Ambiente Clini, quello che dichiarava di cambiarsi le mutande ogni quattro giorni per risparmiare acqua. Pensate di star male voi? IMMAGINATE I SUOI COMPAGNI DI CELLA.

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128. Gli astenuti sono persone come noi

DUE PALLEE dunque accade l’imprevisto: il PD stravince le elezioni amministrative. I sostenitori della sinistra, che due mesi fa bruciavano le tessere e si strappavano i capelli piangendo la morte del partito, ora girano con le bottiglie di spumante e il vestito da matrimonio e fanno la pipiì sulle colonne come i cuccioli quando sono troppo eccitati.

Epifani ha anche provato a ingropparsi la gamba di Renzi.

Berlusconi, che recenti sondaggi davano prossimo al 40%, tamburella con le dita sul ginocchio, come se stesse guardando in loop da settimane la puntata numero nove di Game of Thrones.

Grillo lancia strali dal suo blog sperano che prima o poi uno incenerisca qualcuno. Chiaramente ha capito di aver sbagliato qualcosa, ma, mancando di un vero direttivo con cui confrontarsi, è lasciato da solo alla sua autocritica. Che uno, a criticarsi da solo, o si da le pacche sulle spalle o finisce in depressione o finisce per sembrare matto.

Ecco. Ci sono degli sconfitti e ci sono dei vincitori. E fondamentalmente nessuno ha da essere contento, a parer mio.

Se c’è una cosa che ha fatto il male dell’Italia è la scarsa tenuta dei governi. Per colpa di tradimenti, insubordinazioni, alleanze, reimpasti, volubilità dell’elettorato o che altro, in Italia non si è mai verificato un evento salutare e shockante al tempo stesso: che un partito, sconfitto su tutta la linea, sia costretto a prendersi quattro anni o meglio ancora otto per ripensarsi da zero e presentarsi con una nuova classe dirigente e un nuovo progetto per il paese. Invece, continuando a cadere un governo dopo l’altro, la colpa del mancato adempimento delle promesse elettorali è sempre colpa di chi ha tradito, di chi ha abbandonato, delle straordinarie circostante esterne.

Questa volta stava per morire il PD come lo conoscevamo. E invece ecco che la dirigenza può gongolare, vantarsi che le sue scelte sono state capite, e scordiamoci cambiamenti epocali. Addio collasso, benvenuta respirazione artificiale!

Quindi il primo risultato di queste elezioni è: il PD è salvo. Il centro di interessi che si era compattato nella sinistra più antiquata d’Europa tira un sospiro di sollievo, con buona pace di chi sperava di vedere dei labour inglesi o uno Schroder anche da noi.

Secondo risultato: il PDL conferma quello che aveva mostrato fino a poco prima delle elezioni nazionali, ovvero che la propria classe dirigente locale è un completo disastro. Sono anni che i sindaci sono lottizzati, scelti per la fedeltà a questo o quel colonnello di partito. Ognuno ha anche una clientela fedelissima, che però in termini numerici conta relativamente poco. Sevirebbe una selezione della classe dirigente, che però non si capisce da chi dovrebbe essere fatta, se si rifiutano a priori le primarie. Non è possibile in alcun modo aprirsi al nuovo e contemporaneamente tranquillizzare tutta la vecchia guardia che sta in Parlamento. Ora Berlusconi sa che il PDL sul piano nazionale dipende esclusivamente dal suo carisma. Se sbaglia la campagna elettorale è finito e con lui metà dei suoi senatori. Una scarsa preoccupazione per un uomo in delirio di onnipotenza, ma i suoi consiglieri tradiscono un certo nervosismo.

Per inciso: questo probabilmente garantisce una tenuta maggiore del previsto a questo governo, ma al contempo è una mazzata per quelli, come il sottoscritto, che auspicano un ritorno al sistema maggioritario.

La terza notizia è che il M5S tracolla. La gente si è accorta che Grillo non è affatto un guru infallibile. Dipingerlo come tale vuol dire volere il male del movimento, il quale ora ha lo stesso problema del PD e del PDL: inventarsi un meccanismo di selezione della classe dirigente snello ed efficace, che porti ad emergere volti nuovi e preparati. Personalemente sono molto triste che Grillo abbia ottenuto così pochi voti. Non gli ho mai risparmiato critiche, ma era un forte elemento di pressione sui due partiti tradizionali, che invece ora saranno tentati di adagiarsi nuovamente sugli allori, certi che nel peggiore dei casi il secondo posto è loro. Fondamentalmente, però sta fallendo in un obiettivo che era la vera ragion d’essere del Movimanto: ovvero nel creare un dibattito interno aperto e coinvolgente. Grillo dovrebbe pubblicizzare molto di più le realtà dei meet up e molto meno le sue opinioni personali.

A quanto pare, peraltro, questa opinione comincia a farsi strada anche tra alcuni esponenti del M5S in Parlamento: http://www.beppegrillo.it/2013/06/il_problema_e_b.html.

La quarta notizia è la quasi morte politica della Lega Nord. Le istanze che mossero la Lega agli inizi, dagli sprechi dello Stato centrale alle tasse che mettono in ginocchio le poche regioni che producono gettito, sono ben vive, ma la Lega non appare più in grado di catalizzarle anche perché, fondamentalmente, in anni di governo ha ottenuto pochi risultati.

E qui siamo al nocciolo della questione. Più del 50% dei cittadini non è andato a votare. Non accetto paragoni con quanto accade negli USA, dove percentuali del genere ci sono state in passato. In Italia il crollo dei votanti non è dovuto a un generico disinteresse o alla presenza di minoranze etniche che non si sentono rappresentate. Chi in Veneto e Lombardia voleva l’indipendenza, o almeno l’indipendenza fiscale, la vuole ancora. E anche chi voleva un freno all’immigrazione incontrollata. Può piacere o non piacere, ma quelle persone esistono. Se non vengono più catalizzate dalla Lega, vuole solo dire che ci sono ora x milioni di persone che hanno dei desideri chiari e si sentono ignorati, possibili prede di veri movimenti eversivi.

Lo stesso dicasi dei liberali delusi del PDL e del PD, propensi a fuggire all’estero. Si tratta spesso delle persone meglio formate del Paese, almeno in materie economiche. Gente che dovrebbe essere la classe dirigente di domani e invece sarà la classe dirigente di domani in Germania o in Australia.

Gli infuriati con la politica che hanno votato M5S alle nazionali, che vogliono più trasparenza e partecipazione e una agenda digitale seria (anche se magari non sanno in cosa dovrebbe consistere) non sono meno arrabbiati adesso.

Quel 50% di astenuti resta lì e non è meno italiano del 50% che ha votato.

Col 50% di astenuti non consento a nessuno di esultare. I politici sono stati a litigarsi le briciole, ma se questo fosse stato un referendum avrebbe vinto il “tutti a casa”.

Secondo alcuni analisti, nel 2014 ci sarà una ripresa globale dell’economia. Mi sa che il Governo Letta punta a resistere fino a quel momento e a prendersi i meriti delle briciole che, dal tavolo dei grandi, cadranno anche sull’Italia.

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82. Lassù qualcuno ci sgama

beppe grillo kill billSi fa gran terrorismo sul Movimento 5 Stelle. In buona fede alcuni, in mala fede altri. Per esempio quelli che fanno il parallelo tra il discorso di Hitler e quello di Grillo tanto in buona fede non sono, visto che il testo del discorso di Hitler che gira è stato modificato per somigliare a quello del comico genovese. Più in buona fede quelli che commentano: “Non so se ce l’ha più lungo Grillo o Bersani, ma la mia azienda sta fallendo, potreste gentilmente trovare un accordo?”

Poi c’è chi non fa terrorismo, ma ironia. La presentazione dei neoeletti di Grillo ha scatenato l’ilarità del web, soprattutto della sinistra radical chic.

“Sono Diego, faccio il sommelier, dunque vorrei occuparmi delle politiche agricole.”

Questa frase l’hanno letta tutti, anche perché in un contesto che somigliava a una riunione degli alcolisti anonimi il sommelier non poteva che venire messo in croce.

Ce ne sono state di migliori, passate inosservate.

“Ciao, mi chiamo Adolf, faccio l’imbianchino, ho una leggera paresi alla mano destra. Vorrei occuparmi dell’Europa.”

“Ciao, mi chiamo Benedetto, sono pensionato da poco, mi piace vestire tutto di bianco. Vorrei occuparmi dei diritti dei gay.”

“Ciao, mi chiamo Silvio, faccio l’imprenditore, mi dicono tutti che sono molto giovanile. Vorrei occuparmi di riciclaggio della plastica.”

“Ciao, mi chiamo Ruby, parlo perfettamente l’arabo e mi depilo con il laser. Vorrei occuparmi di nuove tecnologie.”

“Ciao, mi chiamo Giulio, una volta sono stato baciato da un uomo e sono uno che non molla mai. Vorrei occuparmi dei problemi dei giovani.”

“Ciao, mi chiamo Logan, quando serve so tirare fuori gli artigli e credo di essere il migliore in quello che faccio. Vorrei occuparmi dei diritti degli animali.”

“Ciao, mi chiamo Bruce, mi prendono in giro perché a volte parlo come SVEGLIAAAAA e GRILLO SPACCA, ma mi succede solo quando mi arrabbio molto. Vorrei occuparmi di energia verde.”

In realtà nessuno sa bene che stia succedendo. Per ora la democrazia elettronica è ridicola come la sigaretta, ma siamo solo agli inizi, ci abitueremo.

Per me il problema non è affatto l’ignoranza dei neo eletti. Non so che idea vi foste fatti di chi è stato al governo fino ad oggi, ma chi ha sentito parlare Caruso, Scilipoti o la Gelmini e oggi ha paura del sommelier Diego o non è sincero, o ha passato troppo tempo a brindare col Barolo del ’72.

Ho guardato tutti i 35 minuti di presentazioni e, in mezzo a cialtroni patentati, ho visto anche avvocati, informatici, biologi. C’è di tutto. La sfida dovrebbe essere di creare delle regole fatte bene e tali per cui i migliori resteranno e i peggiori non verranno confermati. La riduzione del numero dei parlamentari e, auspicabilmente, un sistema di tipo maggioritario dovrebbero servire a questo. Vedi in faccia chi stai votando e riesci a seguire i suoi spostamenti dopo, senza che si possa imboscare tra i mille e più parlamentari, per saltare fuori solo quando un singolo voto è importante e qualcuno ha 3 milioni di euro che gli avanzano.

Quello che mi preoccupa è Grillo. Grillo ha fatto una cosa ottima per il Paese e una molto brutta. La cosa ottima è che ha convinto un sacco di gente a tornare a interessarsi di politica, a cercare di informarsi, a mettere pressione sugli eletti. La cosa brutta è che li ha convinti che ciò sia facile, che le informazioni vere e giuste tanto gliele passa lui e quando non lo fa lui c’è wikipedia. Se Grillo vorrà completare la sua rivoluzione culturale in maniera coerente, dovrà cominciare a permettere di criticarlo. Dovrà coinvolgere sempre più persone competenti più di lui, gente che possa permettere al partito di rispondere alle domande e sopravvivere anche se Grillo morisse. Dovrà scardinare quello che lui stesso ha creato, perché ora molte persone valide che conosco votano Grillo per “mandare tutti a casa”, ma sanno benissimo che il reddito di cittadinanza e la pensione a 60 anni per tutti sono semplicemente irrealizzabili. L’Italia non sarà una democrazia, né elettronica né cartacea, finché non potremo pretendere dai politici che facciano promesse realizzabili e poi le mantengano.

Può essere che l’idea di una forma di democrazia nuova che usi il web anziché gli apparati di partito non sia sbagliata in assoluto. Sono i contenuti del programma che contengono solo spese e assurdità e sono stati pensati da lui e Casaleggio per attirare l’attenzione e intrattenere, non per governare.

Ma lui lo dice che è un comico. Mescola la pigrizia alla modernità. E tutte e due assieme all’attitudine a lavarsene un po’ le mani delle conseguenze, all’occorrenza.

Grillo che vuole guidare il Governo da un blog è l’applicazione ai massimi livelli del telelavoro.

Quello che è divertente è che i vecchi partiti, non potendo seguirlo sulle assurdità economiche, cercano di copiarne alcuni cavalli di battaglia. Lo sta facendo il PD in maniera goffissima. Lo ha fatto in maniera addirittura esilarante Berlusconi.

Non tutti sanno infatti che Berlusconi ha fatto firmare a tutti i suoi parlamentari questo pezzo di carta igenica:

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Berlusconi che prova a imitare Grillo sul piano dell’antipolitica mi pare come una bandona di duecento chili che si fa tatuare una farfalla sulla patonza per somigliare a Belen.

Berlusconi è irrecuperabile, e come lui metà della classe dirigente che si è tirato dietro. Ieri è successo che hanno chiesto dieci anni per De Caro, dirigente della biblioteca dei Girolamini a Napoli, che aveva trafugato 20 milioni di euro in libri, regalandone molti a Dell’Utri, che sostiene di avrene ignorato la provenienza. Ora. Io non dico. Ma a questi qui tutti gli regalano appartamenti, libri rari, vacanze in villaggi di lusso. E sempre senza chiedere niente. E loro mica si stupiscono! “Eh, che vuoi, ci ho la faccia simpatica. Pure ieri uno mi supera in Ferrari, poi inchioda, scende, mi da un buffetto e mi mette le chiavi in mano. Signor giudice, io sono uno di quelli così.”

Questi sono impresentabili, ma forse nel 30% che ha votato centrodestra ci sarebbe l’aspirazione ad una destra liberale di tipo europeo, se esistesse in Italia. Così come Bersani è un babbione circondato di residuati degli anni ’70 che vanno in giro con l’iPad di fronte alle telecamere, ma poi è grasso che cola se riescono a mandare sms con il Nokia 3210 senza chiedere aiuto ai nipotini. Un partito dalla struttura inefficiente e clientelare, pieno di magagne giuridiche: ma forse nel 30% che l’hanno vota ci sarebbe la voglia di un partito socialdemocratico come quello svedese, se esistesse.

Forse Grillo sarà l’occasione per le due forze tradizionali di riformarsi radicalmente, cambiando anche molte facce; forse sarà lo stesso Movimento 5 Stelle a operare al proprio interno i cambiamenti necessari a rendersi una guida credibile per il Paese.

Se vorrà farlo dovrà cominciare facendo quello che non hanno fatto in questi anni PD e PDL: dire la verità agli italiani, cacciare gli incompetenti, premiare il merito, ammettere gli errori.

Non c’è democrazia se non si ha modo di far fuori chi riceve regali da milioni, chi fa sparire miliardi di euro da una banca, il parlamentare grillino che ci spiega che in America controllano la gente con chip impiantati sotto la pelle, Bersani che ci dice del PD che “è stato danneggito dalla mancanza di avversari”, che è un modo per dire “era più facile vincere che perdere, ma non ammettiamo responsabilità”.

Bersani che propone 8 punti per l’azione di governo, ognuno dei quali è in realtà distino in altri 8 sotto punti, ognuno dei quali apre ad almeno 8 distinguo o incertezze. Elegantissima simmetria, pessima trasparenza.

PS: secondo Grillo alla fine si farà un governo Passera. Berlusconi chiederà di insediarsi all’Interno.

PPS: vi ricordo che potete segure la pagina Facebook di Chi Non Muore qui https://www.facebook.com/ChiNonMuore e che la cosa è un bell’incoraggiamento per chi scrive 🙂

78. Viva laggente, la trovi ovunque vai!

Io sono LaggentePd e Pdl hanno spaccato il Paese in due per così tanto tempo che ora si è spaccato in tre. Il primo effetto registrato è che le borse si inabissano e lo spread si impenna.

Naturalmente questo non è un probelma per Berlusconi, che sostiene da mesi che lo spread è un’invenzione. Se gli investitori internazionali vogliono tassi del 3.000% per finanziarci lui non si preoccupa, perché in Sicilia conosce degli strozzini che fanno delle condizioni migliori. È il libero mercato, baby.

E poi lui sa come reperire 80 miliardi all’anno senza ridurre i servizi. Lo ha detto da Floris. E se non lo ha fatto prima è perché era impegnato con la versione Beta di Ruzzle.

Non è un problema nemmeno per Grillo, perché tanto lui ha dichiarato che intende portare l’Italia al default e non pagare il debito pubblico. Dice che l’Ecuador lo ha fatto e ora riceve il petrolio gratis da quel simpatico sostenitore dei diritti umani che è Chavez.

“Riceve petrolio gratis” è una locuzione economica che purtroppo i non esperti non capiscono. Più o meno significa che sei tenuto per i coglioni da uno che, se smetti di fare quello che ti dice, trascina il tuo Paese in una guerra civile.

Da noi possiamo stare tranquilli, perché questo ruolo verrebbe interpretato da gente piena di empatia umana come Putin e da governi stabili come quello libico.

Non importa neppure al PD, perché è talmente chiaro che tutta l’attuale dirigenza dovrà essere spazzata via, che ormai stanno solo guardando sul catalogo della Francorosso in quale isola tropicale esiliarsi, spendendo il vitalizio da parlamentari in mojito e procaci giovanotte.

L’Italia corre verso il baratro, spinta da una classe politica ignorante e irresponsabile. Nessuno degli italiani voleva questo, eppure la somma delle volontà degli italiani ha prodotto quello che nessuno voleva. E ora stanno tutti a guardarsi in faccia gli uni gli altri, dicendosi: “Ehi, tu dovevi votare come me!”.

Comunque, timidamente, si cerca di capire che sarà di noi.

Napolitano, da bravo Presidente, interpreta il desiderio di tutti gli italiani. Il giorno dopo le elezioni prende l’aereo e va in Germania.

No, non è uno scherzo. Secondo me si è pure portato dietro l’argenteria del Quirinale.

Berlusconi questa volta non vuole passare per bugiardo. Farà di tutto per restituire davvero l’IMU. La sostituirà con una tassa chiamata LOL.

Intanto stamattina ha detto a Confalonieri di andare su Amazon e comprargli un po’ di grillini.

Bersani aveva detto: “Siamo in politica. O vinceremo noi, o vinceranno loro”. Non è riuscito a vincere neanche questa scommessa, e ancora qualcuno vorrebbe che facesse il Premier.

Grillo dice che non stringerà alleanze con nessuno. Romperà il cazzo finché non farà un governo da solo. E noi non lo sapremo mai, perché impedirà al suo Premier di andare in televisione.

Il Vaticano cerca di riportare l’attenzione su problemi seri. È stato chiesto a Padre Lombardi di prendere ufficialmente posizione: che titolo avrà Ratzinger da dopodomani?

L’ex Papa Benedetto XVI verrà chiamato “Pontefice Emerito”. L’ex onorevole Ginfranco Fini, “Emerito Coglione”.

Insomma, la situazione è questa: per qualche promessa del cazzo, ce la siamo fatto mettere in culo. Il voto è la vaselina d’Italia.

Come mi è capitato di dire ieri:

Il popolo è sovrano. Ma abbiamo inventato la Repubblica proprio perché accade che i sovrano non capiscano una sega.

PS: la prima frase del post di ieri mi è stata suggerita dal mio caro amico Simone, che mi sono dimenticato di ringraziare. La prima del post di oggi, invece, è la leggera modifica di un tweet di Tommaso Labate http://tommasolabate.com/info/ . Spero di non aver dimenticato niente. La foto l’ho trovata su google in vari siti, non ho chiesto il permesso a nessuno perché non capisco chi l’abbia creata.

Ah, sì. Ovviamente dopo lo tsunami e la morte politica di tutto il parlamento, ne resterà soltanto uno.

leggenda

Borse e compagnie aeree

Dunque pare che esistano tre Italie: quella vera dove il PDL è al 28, quella delle proiezioni al 38 e quella di internet dove sta a zero.

Berlusconi voleva rilasciare una dichiarazione, ma ha visto i risultati di Monti e si tava ubriacando con l’ouzo.

Il piano di Berlusconi per allontanare la crisi è ritornare alla dracma.

“Non finiremo come la Grecia”, tuonano i colonnelli del Pdl.

Tutti gli elettori del PD che hanno sostenuto Bersani contro Renzi stanno dando la colpa a Grillo. E questa non è una battuta.

Stando alle proiezioni elettorali, Bersani ora smacchierà la camicia di Flavia Fratello

Flavia Fratello

In realtà le ultime proiezioni danno il PD vincente. Se non fosse un ossimoro.

Non che ci sia da star sereni. Le misure per la crescita ideate dal PD ammazzerebbero l’economia così rapidamente che Tarantino ha già opzionato i diritti per un film.

Grillo: “L’onestà tornerà di moda”. Per ora è terza, come i Modà.

Berlusconi: “I want mas Europe, non less Europe”.  Ecco spiegate tutte le volte che gli danno del coglione in Europa e lui spiega che ci sono state incomprensioni.

76. Appello al voto. Un post interattivo.

confuso ma votaLa domanda che mi sono fatto stamattina è: se uno scrive “Vaffanculo” sulla scheda, conta come voto per Grillo? Perché se sì, fa il 70%.

Se scrivete “Schiavi delle banche” il Partito Democratico pretenderà che conti per lui.

Se scrivete “W la figa”, Berlusconi farà altrettanto.

Se mettete una fetta di prosciutto nella scheda, diranno che la crisi non è così forte se gli italiani hanno cibo da sprecare.

Al di là delle battute, è tutto per dire di andare a votare. Non state a casa, che aiuta solo i partiti con più soldi e non è una protesta contro un cazzo. Non votate scheda bianca, che il rischio che poi vi mettano una X sopra e la contino per quelli che piacciono ai presidenti di seggio è considerevole. Non votate scheda nulla, che non siamo a fare una goliardata. Votate chi in coscienza ritenete sia più adatto a guidare il Paese. Se avete qualche dubbio, avete tempo fino a domani per informarvi. Potete anche ricorrere alla analisi di tutti i simboli elettorali per ispirarvi.

Detto questo, in spregio al silenzio elettorale che impedirebbe di fare sondaggi, apro le consultazioni: chi avreste votato tra i dieci presentabili illustrati ieri?

Vi ricordo che è ancora possibile partecipare al mitico sondaggione “ma Berlusconi ha mai scopato gratis?

 

 

 

75. I presentabili

C’è stata una gran polemica sui candidati impresentabili delle varie liste, sulle responsabilità dei partiti vecchi e le lacune di quelli nuovi. Molti non sanno per chi votare. E la colpa di chi è? Ovviamente di chi non si presenta. Ecco a voi la Top Ten dei candidati che NON si presentano alle elezioni e che tuttavia noi avremmo votato volentieri.

rocco siffredi - democrazia erotica

1) Rocco Siffredi. Perché votarlo: è un personaggio noto, che si è fatto da sé. Un vero duro, dotato di spessore internazionale. Possiede le caratteristiche giuste per ammorbidire la culona inchiavabile. Perché non votarlo: nei primi anni della sua carriera ha dichiarato di avere un pene di 25 cm, poi si è scoperto che sono solo 22. Questo scandalo alla Giannino potrebbe minarne la credibilità.

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2) Cthulhu. Perché votarlo: “Basta accontentarsi del male minore!” è uno slogan efficace, ironico, di sicuro impatto. Mostra un diverso volto del Dio del male e degli abissi, più vicino alla gente comune o, come li chiama lui, cibo. Interpreta bene la voglia di cambiamenti profondi e provenienti dal basso. Perché non votarlo: Cthulhu ha qualche milione di anni, in un paese stanco della gerontocrazia potrebbe pesargli. Inoltre potrebbe pagare gli attacchi della satira anticlericale. Alcuni elettori potrebbero essere allontanati da alcune sue dichiarazioni sugli esodati usati come vittime per sacrifici umani.

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3) Tyrion Lannister. Perché votarlo: è giovane, è ironico, ha quel tanto di sessuomane che agli italiani piace; però è anche biondo, preparato, affidabile e paga sempre i propri debiti, quindi ispira fiducia ai tedeschi e tranquillizza i mercati. Perché non votarlo: ha un passato di festini etilici e orge, sai mai che spunta la minorenne e bisogna ricominciare da capo? Inoltre la sua parentela con Jeoffrey non depone a suo favore, sai mai che poi te lo trovi ministro degli interni.

Vota Ratzinger Nicolò

4) Joseph Ratzinger. Perché votarlo: per candidarsi ha rinunciato ad un posto sicuro e di prestigio. La sua buona fede non può essere messa in dubbio. Piace ai tedeschi, riempie le piazze, ha ampio seguito sui social network, è abituato alle pressioni e a trattare coi poteri invisibili. Ha mostrato coi fatti che non pagare l’IMU si può. Perché non votarlo: intanto appoggia Monti. In secondo luogo ha le sue stravaganze, come ad esempio la mania di non voler mettere la cravatta o voler fare le supercazzole in latino anche se nessuno ride mai. Insomma, forse per l’italia di oggi serve qualcuno più posato. Non dico tradizionalista, ma almeno coi piedi ben ancorati a terra.

Vota Serj Tankian

5) Serj Tankian. Perché votarlo: il cantante dei System of a Down è carismatico e abituati a mescolare influenze diverse nelle sue musiche, cosa fondamentale in un Paese pieno di micropartiti e lobby come l’Italia. Crede nel multietnico, nella creazione artistica ed è un convinto ambientalista, o almeno così supponiamo visto che in metà dei suoi testi non si capisce un cazzo. Veste strano come Giannino, parla in modo incomprensibile come Di Pietro, usa le parolacce come Bossi, apprezza l’opera lirica come Vendola, incita a disprezzare la proprietà intellettuale come Grillo, cita il vangelo coma Magdi Allam. Può essere l’uomo che unisce diverse anime dell’Italia. Perché non votarlo: unisce tante cose e poi non riesce a tenere in piedi il suo gruppo. E poi quale parte di “ogni tanto non si capisce un cazzo di cosa sta dicendo” non vi è chiara?

vota kenshiro

6) Kenshiro. Perché votarlo: ha alle sue spalle studi molto seri che nessuno osa discutere. Il popolo lo attende come un salvatore. Incanala la rabbia come nessun altro, ma non spara bufale: i suoi colpi vanno sempre a segno. Quando Grillo dice: “Siete morti, solo che ancora non lo sapete” fa un effetto, ma quando lo dice Kenshiro è tutto un altro affare. Perché non votarlo: in primo luogo la sua posizione sulle proprietà intellettuali e i brevetti è contraddittoria. Da un lato continua ad affermare che c’è una sola scuola di Hokuto, cosa poi smentita dai fatti, dall’altra lo vediamo rubare in modo plateale slogan altrui:

vota ken

 

 

 

 

 

 

 

Come se non bastasse, l’elettorato di riferimento è andato in confusione vedendo due simboli diversi. Oltre a quello storico, con le sette stelle sul petto, circola anche questo:

movimento 7 stelle

E di nuovo è polemica sulle somiglianze con Grillo. Il comico genovese accusato di essere fascista ribatte: sarete voi picchiatori! E Kenshiro risponde “sì e ce ne vantiamo”, scatendando un’onda che spacca la montagna di polemiche.

vota Rei

 

 

 

Infine, e non è cosa da poco, non è ancora chiaro chi tiene veramente in mano le redini del partito. A molti piace più Rei di Kenshiro, anche se si dice che non abbia molto potere.

Poi conta l’aspetto mediatico: gli amici di Kenshiro tendono a morire tutti in modi orribili. E si sa, l’Italia è il paese dei dietrologisti.

Vota_dexter

7) Dexter Morgan. Perché votarlo. L’elettorato di riferimento di Dexter Morgan ritiene i tagli di Rei poco realistici. Bisogna investire sulla sicurezza, bisogna non avere paura di sporcarsi le mani, bisogna non farsi trascinare dall’emotività. Bisogna avere una propria etica, trovare i colpevoli delle stragi di Stato e punirli in modo esemplare. Perché non votarlo: certe parole d’ordine sembrano belle, ma possono essere usate per giustificare qualunque cosa. Dexter Morgan non piace ai moderati. Inoltre c’è il rischio che la sua mania di far fuori la vecchia classe dirigente lasci il paese privo di guide esperte.

vota_thorin

 

 

8) Thorin Scudodiquercia. Perché votarlo:  Scudodiquercia punta tutto sull’essere una alternativa a Berlusconi. Fin dallo slogan. Lui ha i capelli, lui è virile, lui sta in mezzo alla gente. Sicuramente è carismatico e non ha paura di fare proposte coraggiose e se dovesse davvero recuperare il tesoro sotto la montagna per i conti dello stato sarebbe una manna. Perché non votarlo: e se il tesoro si rivelasse irraggiungibile? Inoltre per essere uno che punta tutto sul “Io non sono Berlusconi” perde troppo tempo in canzonette e storielle su cosa ha fatto per campare quando non faveva il capo.

vota Dorian

9) John Michael dorian. Perché votarlo: Dorian piace a tutti. Piace ai giovani, piace ai vecchi, piace alle donne, piace all’elettorato gay (nota la sua campagna: chiamatemi con un nome di donna, non mi offendo!), è noto per essere favorevole all’integrazione razziale. Sogna un’Italia diversa e la vive concretamente. Conosce a fondo i problemi della sanità. Perché non votarlo: il profilo psicologico di Dorian è quello tipico di chi vuole ciò che non può avere. Come si comporterebbe al governo? Inoltre sviene ogni volta che fa una cagata, il che causerebbe non pochi problemi vista la qualità delle leggi che vengono scritte in Italia.

Vota scelta automatizzata - definitivo

10) Windows 8. Perché votarlo: non ha figli, nipoti, amanti da piazzare. Non gli interessano i soldi. Al massimo cercherà di installare qualche application da 0,79 centesimi, che è sempre meglio che paraculare banche con 2,7 miliardi. Ma perché dovrei metterci la faccia io, quando potete chiedere a lui? Clickate generatore di discorsi politici oppure se preferite lo stile Vendola qui o quello di Bossi quiPerché non votarlo: intanto se siete utenti Apple potreste perdere i diritti civili. Interfacciarsi con chi non la pensa come lui è un problema serio. Tende a non essere creativo e noi veniamo da venti anni di Berlusconi, il rischio di annoiarsi e tornare all’età della pietra è serio. A meno che non ci sia qualcuno dietro di lui a fare il lavoro e allora il problema è: chi? Infine ricordiamoci che l’Italia è un paese di vecchi, non è detto che Windows 8 abbia le soluzioni per chi oggi sta facendo la coda alle poste chiedendo il rimborso dell’IMU usando la carta igenica di Berlusconi.

Ricordatevi di loro questo weekend quando sarete in cabina elettorale, ma soprattutto ricordatevene ora quando vi chiederò di entrare in questa pagine Facebook e mettere “mi piace”, per favore!

Facebook-ChiNonMuore

PS per questo post devo ringraziare alcune persone. In primo luogo alcuni anonimi della rete che hanno realizzato le immagini di Dexter, Kenshiro, Cthulhu, Tyrion Lannister e Thorin e che io ho reperito su google. In secondo luogo tre amici che hanno realizzato su mia indicazione le altre immagini. Serj Tankian, Rocco Siffredi e Dorian sono opera di Ilaria Ruggeri, il cui sito è questo . Ratzinger è stato realizzato da Nicolò Maniero, che spero apra presto il suo sito anche perché è uno dei più grandi talenti comici che io conosca. Windows 8 è stato realizzato da Patrizio Cossa, che non fa il grafico anche perché è impegnato ad essere un ottimo attore. Foste a Roma che volete imparare come si recita, la scuola in cui insegna è questa http://www.assettoteatro.it/