Archivi tag: Falcone

133. Politicamente scorretto

Gesù razzoPubblicato il carteggio porno tra Nilde Iotti e Palmiro Togliatti. Da cui viene l’espressione “a luci rosse”.

Ops, scusate, non volevo dire “viene”.

Gambizzato il capo degli ultras della Lazio a due passi da casa mia. Ops, scusate, non volevo dire “passi”.

Il capo degli ultras della Lazio, Toffolo, era già stato gambizzato sei anni fa, ma ora la sentenza è stata confermata in appello.

(Ingroia ha letto questa battuta e gli è venuta in mente una nuova idea per la riforma delal giustizia.)

Caterina Marini, membro della segreteria fiorentina del PD, pubblica su Facebook: “Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”. Il PD reagisce con l’espulsione immediata. Inutile il tentativo di giustificarsi con l’apparato: “Ops, scusate, non volevo insultare i ladri.”

Brunetta contro l’aumento dell’IVA. La Zanicchi ha disdetto la mastoplastica.

Brunetta contro l’aumento dell’IVA: “Se diventa più alta di me, faccio cadere il governo.”

(Brunetta contro l’aumento dell’IVA. Per una volta sono d’accordo con Brunetta, che a sua volta è d’accordo con Fassina, del che deduco di essere nel torto. Scusate.)

Prima o poi capiremo come fa Brunetta a parlare senza che il ventriloquo gli infili il braccio su per il culo.

La Gambaro espulsa dal M5S per aver criticato Grillo. Accuse generiche, nessuna specificazione di che regola è stata violata, scarso rispetto del diritto di manifestare la propria opinione. Ma, si difende Grillo, “Noi siamo democratici perché l’espulsione è stata deliberata da migliaia di cittadini”. Si torna così ad un antico istituto di garanzia: gettare l’accusato in mezzo a una folla inferocita.

Secondo il parlamentare grillino Battista, l’espulsione della Gambaro è un enorme danno d’immagine per il Movimento. Grillo si è reso così antipatico che ha ricevuto i complimenti di D’Alema.

D’Alema: “Grillo punta al potere assoluto”. Sì, per D’Alema è un complimento.

Il giocatore del Palermo, Miccoli, telefona al figlio di un boss mafioso, gli chiede di estorcere con la violenza dei soldi ai suoi debitori e poi definisce Falcone “fango”. E non è stato espulso dal M5S.

Miccoli fa parte di quella nicchia di mafiosi nostalgici che ancora insulta Falcone (per capire questa dovete aver letto QUESTO PEZZO )

Il bello è che, se non fosse per l’insulto a Falcone, di questa notizia non parlerebbe nessuno. Però, nel frattempo, e per stare sul politicamente scorretto: perché questa intercettazione è stata pubblicata? E da chi? Non dovrebbe essere soggetta a segreto? Sarà sempre troppo tardi quando si chiederà ai tutori della legge di rispettare la legge. Miccoli che definisce Falcone “fango” è una notizia succosa per i giornali, ma non è una buona ragione per magistrati e carabinieri per passare le frasi alla stampa. L’unica notizia che doveva essere pubblicata è che Miccoli è indagato per diversi reati, fra cui estorsione e, probabilmente, associazione mafiosa. Nemmeno per screditare un infame come Miccoli può essere consentito ai magistrati di infischiarsene della legge.

Ops, non volevo dire “infame”.

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123. Capaci, 21 anni e non mostrarli.

orrore falconeNotizia di un anno fa era che, secondo alcuni pentiti, la crisi economica è ormai fonte di grande preoccupazione per la malavita organizzata. La difficoltà di trovare imprese abbastanza grandi in cui nascondere gli attivi del traffico di droga e prostituzione sta mettendo in crisi una delle eccellenze del Paese, nota in tutto il mondo, fiore all’occhiello del made in Italy. Come se non bastasse, gli sconvolgimenti climatici in atto hanno reso onerosa la coltivazione di cocaina e il prezzo del tritolo, ormai alle stelle, renderebbe problematica l’eliminazione di eventuali politici onesti e avveduti, che per una fortunata congiuntura scarseggiano.

La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Alle ultime elezioni regionali siciliane gli astenuti sono stati il 53%. Più di un mafioso su due non ha saputo chi dirti di votare.

La Mafia, che come diceva Falcone “è l’organizzazione più agile, duttile e pragmatica che si possa immaginare rispetto alle istituzioni e alla società nel suo insieme”, ha provato a reagire con la tipica creatività italica sfruttando le risorse del territorio: i disoccupati e le commemorazioni per la morte di Falcone.

Grazie all’approvazione della Cassa Integrazione in Deroga da un miliardo di euro, provvedimento che consente agli amministratori locali di gestire il denaro pubblico per foraggiare i disoccupati in difficoltà a propria discrezione, senza dover preoccuparsi troppo di distingure tra imprese in difficoltà, imprese fallite e imprese di fatto mai esistite, sarà possibile mantenere in vita ancora un po’ l’antica tradizione degli uomini in coppola che si allenano a sparare dentro scantinati abusivi.

Quanto alle commemorazioni per Falcone, il giro d’affari è enorme e non accenna a diminuire. Il tipico mafioso oggi, in segno di fedeltà alla cosca, si fa tatuare “I love Giovanni” sulla chiappa destra e organizza tour e navi della legalità.

Constatato ormai che il massimo livello di protesta che raggiungono gli italiani consiste nel pubblicare foto di Falcone e Borsellino su Facebook, perché poi al momento del voto si fidano degli amici di Don Ciccio, la Mafia sta studiando di rimpolpare gli affari creando qualche nuovo martire. La difficoltà sta nel trovare qualcuno di fotogenico e credibile da far passare per vittima della Mafia. Si era pensato anche a Berlusconi, ma c’è il timore che poi la Sicilia puzzi di plastica bruciata per anni, con grave danno per il turismo. Si era pensato a Bersani, ma c’è il timore che nessuno si accorgerebbe della sua scomparsa. Si era pensato a Grillo, ma poi si è notato che i Funerali Fanculo confonderebbero l’hashtag #FF su twitter, che la Mafia alle nuove tecnologie sta attenta.

Per il momento si esita ad agire, limitandosi a rinfocolare le tradizioni esistenti. Eravate convinti di vivere sotto una cappa di inefficenza e immobilismo, e invece la Mafia sta pensando a voi. Per il momento ha piazzato Miccichè come sottosegretario, un uomo che conosce i bisogni del Sud. Un uomo che si è opposto con tutta la sua forza alle norme che avrebbero costretto gli amministratori locali siciliani a tenere i bilanci in modo comprensibile. Un’opposizione illuminata, che alla scuola economica di Corleone, che i suoi affari li sa fare meglio di quella di Chicago, è paragonata alla svalutazione competitiva e alle innovative manovre dell’Abenomics che tanto sta giovando al Giappone.

Oggi, anniversario della strage di Capaci, la bandiera di Falcone è tenuta alta da alcune persone di valore.

Ad esempio Leoluca Orlando, esponente storico della sinistra e poi di Italia dei Valori, oggi Sindaco di Palermo. “Capaci 21 anni dopo. A Palermo 20.000 studenti, ministri, rappresentanti dello Stato.”

Diceva allora: “Chi doveva combattere la Mafia in realtà l’ha aiutata.”

Totò Cuffaro, fu Presidente della Regione Sicilia in quota UDC, ora in carcere, impegnato a difendere la propria innocenza nel libro “Il candore delle cornacchie.”

Diceva allora: “Quelli di Falcone sono attacchi volgari alla migliore classe dirigente siciliana.” Casini e Berlusconi hanno sempre dichiarato di crederlo innocente.

Non pervenute dichiarazioni da parte di Pisanu, che concluse i lavori della Commissione antimafia dicendo che “Non ci fu una trattativa tra Stato e Mafia, solo un tacito accordo parziale.” E lui sta rispettosamente in silenzio. IL PEZZO CHE SCRISSI SULLA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELL’ANTIMAFIA.

Fermo e risoluto monito di Napolitano, le cui telefonate nell’ambito della trattativa Stato-Mafia non sono disponibili su youtube, visto che ha ottenuto che venissero distrutte.

Commosso ricordo di Grasso. Falcone fu ostracizzato dalla magistratura per aver sostenuto la separazione delle carriere e dei CSM. (“Un’indubbia anomalia estranea, non a caso, a tutti gli ordinamenti dei più importanti paesi occidentali”.)

Falcone sostenne sempre che l’idea che la Magistratura sia organizzata in correnti a seconda delle idee politiche è una follia antidemocratica.

Falcone fu accusato di essersi mandato da solo una bomba con l’innesco difettoso per farsi pubblicità.

Falcone fu accusato di essere colluso con la Mafia perchè: “Se fosse davvero di disturbo, non sarebbe vivo.”

Falcone fu accusato da coloro che oggi lo santificano ma, cosa più grave, accusò il sistema che oggi lo santifica.

PS: La Mafia è attenta alle nuove possibilità di fare affari, ma non finanzia questo blog.

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54. La D è muta

Djannino unchainedInsulti, botte e risposte tra Ingroia e la Boccasini per stabilire chi era il preferito di Borsellino. Il vizietto italiano di far votare i morti.

Giannino si presenta da Vespa coi polsi in catene, a simboleggiare le tasse. Purtroppo vestito com’era non si è neanche notata.

L’idea era venuta anche a Berlusconi, ma gli seccava fare avere un orgasmo alla Boccasini.

Wall Street Journal e FMI si espongono: “Giannino è l’unico candidato ad avere un programma serio”. A parte che se diventa lui l’immagine dello stile italiano, addio Made in Italy.

Brasile. Donna tenta di uccidere il marito con un cunnilinguus letale e si cosparge di veleno la vagina. Una vendetta che si voleva godere.

Conosco amiche che farebbero prima a morire loro.

Donna uccide il fidanzato soffocandolo tra le tette. Prima di morire l’uomo ha detto “BRRRBRBBRBRRBRBRLLLRBR!”

 Imprenditore bolzanino assume donne come imbianchine, in realtà fanno le prostitute. A insospettire gli agenti tutte quelle pubblicità nei cessi degli autogrill.

 Le imbianchine erano in realtà prostitute. “Brava Giovanna”, 346…

 Berlusconi vuole costruire una copia della Casa Bianca.

 Arriva “Condom Size”, l’applicazione che ti misura il pene. Se sta nel telefono, è troppo piccolo.