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202. Il post più cattivo di sempre

unicorno in scatolaMorto suicida l’attore Robin Williams. Tutto il mondo si unisce allo sciacallaggio al cordoglio. Per curiosità: qualcuno l’ha poi letta la poesia di Whitman? Robin Williams vi ha ispirato abbastanza da prendere in mano un libro, o solo abbastanza da ricordare che “o capitano mio capitano” è quella cosa che si dice salendo in piedi su un banco, come “ti fidi di me?” è quello che si dice abbracciando una ragazza da dietro sulla prua di una barca?

(Momento di dissidio interiore. Sono veramente dispiaciuto per Robin Williams. Ma ho una battuta ignobilmente cinica su Robin Williams e non so se pubblicarla.)

(Ok. L’ho scritta su Twitter, il dado è tratto, la scrivo anche qui.)

Robin Williams era depresso perché sua moglie non lo capiva. “Mi sento giù.” “Mangi?”

Parliamo ora di qualcuno che ha 10 anni in più di Robin Williams e a mollare non ci pensa proprio: Tavecchio, l’uomo che ha sostanzialmente dato ai giocatori neri dei mangiabanane, eletto Presidente della FIGC. Subito getta acqua sul fuoco. “Io razzista? Sono fantasie! Quei negri dovrebbero restare con le quattro mani per terra.”

(Già mi vedo Berlusconi, tra qualche anno: “i miei figli si sentono perseguitati come giocatori di colore sotto la presidenza Tavecchio.”)

L’elezione di Tavecchio a Presidente della FIGC dimostra che, in fondo in fondo, il rosso a Marchisio contro l’Uruguay ce lo meritavamo. (@isiophotos)

A proposito di calcio, volevo proporre un piccolo quiz.:

“Antonio Conte nuovo allenatore della nazionale di calcio per circa 4 milioni di euro all’anno. Considerando il basilare principio economico per cui aumentando l’offerta diminuisce il prezzo, calcolare quanto guadagnerebbe Conte se in Italia non ci fossero 60 milioni di allenatori di calcio.”

La politica interna non è molto interessante in questo periodo. Per il momento il Governo Renzi non riesce a garantire la crescita e non ha fatto approvare alcuna riforma. Però poteva andare peggio, potrebbe piovere. AH OPS.

Renzi visita a sorpresa gli scout. Per farci capire che imparare a vivere in tenda e a procacciarci cibo nelle foreste potrebbe essere un investimento.

Fa il giro del mondo la foto del Ministro Boschi in due pezzi. Si dice che uno dei due verrà abolito prima del Senato.

(Ancora non è definitiva la riforma costituzionale. Secondo una delle ultime proposte, il Senato potrebbe non essere elettivo ed essere composto direttamente dai 101 che hanno silurato Prodi.)

Ma del resto, non possiamo che unirci a Renzi nelle sue ostentazioni di ottimismo. Diciamo NO al declino dell’Italia e dell’Europa! È il momento di sputare sangue! – E INFATTI ARRIVA L’EBOILA.

Imteressanti dichiarazioni di alcuni parlamentari, che ci ricordano che il movimento del Califfato Islamico dell’Iraq va rispettato perché molto radicato nella cultura popolare. Per esempio, ecco una famosa barzelletta irachena: “Ci sono un sunnita, uno sciita e un cristiano. Poi il cristiano non c’è più.” Hahaha, tutti ridono.

Barzelletta irachena: “Un cristiano entra in un bar. Non esce.” Hahaha, tutti ridono.

Barzelletta irachena: “Sai qual è il colmo per un cristiano? Se lo fai esplodere in mille pezzi, poi non sa più qual è l’altra guancia.” Hahaha, tutti ridono.

Barzelletta irachena: “Sai perché i cristiani non vanno in Paradiso?” “No.” “Allora sei un infedele, MUORI!” Hahaha, tutti ridono.

Lo so, la cultura irachena è un po’ difficile da capire, per noi. Ma andate voi a spiegare a un iracheno, ora che l’ex conduttrice Rai De Nardis ha accoltellato il compagno, tutte quelle che commentano la notizia con “avrà avuto le sue ragioni.”

(Ricordo che potete supportare chi scrive mettendo un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore al seguente LINK.)

Maschicidio

197. Aggiornamenti flash

beppe_highlander_Renzi ottiene la fiducia alla Camera e al Senato dopo un monologo di ore.

Questa cosa di parlare parlare parlare finché non ti dicono di sì la fa pure mia madre.

(Che poi Renzi si dà un mese per fare le prime riforme e passa due giorni a parlare.)

(I 70 minuti di discorso di Renzi sono stati riassunti da Grillo in un solo dito – @enzofilia)

Renzi non la smetteva più di parlare. Ora capisco perché Mike Bongiorno gli faceva pagare le vocali un milione l’una.

Grillo, costretto dal voto della rete a incontrare Renzi, coglie l’occasione per insultarlo in diretta nazionale. Tutto per lanciare il nuovo servizio della Casaleggio & Associati: “Vota perché Grillo incontri il tuo ex!”

Renzi invia a De Maio un bigliettino chiedendogli se ci sono spazi per un accordo sulle riforme, il parlamentare del M5S lo pubblica sul web.

Praticamente De Maio era uno di quelli che riceveva il bigliettino “Ti vuoi mettere con me?” e lo consegnava alla maestra.

(Il tono del messaggio era così innocente che Renzi deve aver pregato tutto il tempo che De Maio lo pubblicasse.)

Civati alla fine vota la fiducia. “Una fiducia sfiduciata”, precisa. Mia nipote ieri ha ricevuto anche lei un bigliettino a scuola:

“Ti vuoi mettere con me?

– Sì

– No

– Civati”

(Per questa battuta ringrazio @articolisti)

Civati vuole la moglie ubriaca e la botte di Renzi vuota.

Renzi nel suo discorso alle camere propone di dare battaglia contro la burocrazia e per la mobilità dei dirigenti delle P.A. E io già vedo esponenti della destra liberale sostenere che i dirigenti delle P.A. devono essere innammovibili a vita per raggranellare i voti romani.

E quindi alla fine le posizioni si scambiano e la politica non va mai avanti.

La vita è un film, la politica è buffering.

In Ukraina si scopre che il Presidente deposto aveva uno zoo personale, arazzi, e addirittura 30 milioni di euro in lampadari. Curiosità: l’uomo più ricco del Paese fa l’elettricista.

Si candida alla Presidenza dell’Ukraina Klitschko, ex campione mondiale di boxe. I suoi modelli: Reagan, la Thatcher, Dambruoso.

(Si candida alla Presidenza dell’Ukraina Klitschko, ex campione mondiale di boxe. Fonderà un partito di destro-sinistro.)

Uganda, primo paese a prevedere l’ergastolo per i gay. L’America minaccia sanzioni. Mentre non le impone ai molti paesi che per l’omosessualità prevedono la condanna a morte. Che a questo punto l’Uganda ci sta pensando.

(Uganda durissima contro i gay: non solo li metterà all’ergastolo, ma toglierà dai carceri tutte le saponette.)

Sconvolgenti statistiche dal rapporto 2013 sul femminicidio: il 30% dei casi è legato all’immigrazione islamica. Immediati provvedimenti sono stati presi dal Governo: arrestati due statistici.

Espulsi quattro senatori del M5S che avevano disapprovato il modo in cui Grillo aveva gestito la trattativa con Renzi.

Grillo si difende: faceva politica anche quando era uno spermatozoo e allora rimanere uno solo si rivelò una buona tattica.

I fuoriusciti del M5S potrebbero formare un nuovo gruppo politico. Già pronto il motto:

“Ci sedemmo dalla parte del torto perché da quella della ragione c’è posto solo per Grillo”.

153. The burned identity

kamasutra delle ombreC’è una barzelletta che mi raccontavano quando ero bambino. In televisione comincia la diretta dell’incontro di pugilato dei pesi massimi e il telecronista comincia a caricare gli spettatori. “Un match attesissimo e incredibile” dice “Tra Jackson e Beckson”. “Il campione in carica, Jackson, è quello sulla destra, no aspettate, continuano a muoversi, ora è a sinistra, mi sa che non avete capito quale intendo. Allora, Jackson, il campione in carica, è quello coi capelli corti. Ma in effetti anche Beckson ha i capelli corti. Però Jackson è quello con la guardia mancina. Ma anche Beckson, ora che ci penso, è mancino. Ecco, Jackson è quello coi pantaloncini rossi. Come anche quelli di Beckson. Mi spiace, amici da casa, non so proprio come farvi capire qual è Jackson e qual è Beckson.”

Ovviamente, uno dei due è bianco e l’altro è nero.

Quella che allora era una barzelletta, sta oggi per diventare una verità in Germania. Da Novembre, infatti, sarà possibile per i genitori non dichiarare il sesso dei figli all’anagrafe. I moduli presenteranno le caselle “maschio” “femmina” e “fatti i cazzi tuoi”. Questo per i genitori che vogliano garantire inediti spazi di privacy per i figli o che non vogliano condizionarne lo sviluppo psicofisico facendo notare loro che hanno un pistolino. Mi immagino che passino i primi 18 anni della vita dei figli a dir loro “Non guardare in basso, tu!”

Non voglio nemmeno entrare nel merito della questione bioetica e giuridica in sé. Ma i documenti identificativi servono, pensate un po’, per identificare. Immaginate questa conversazione tra due poliziotti tedeschi.

“Stiamo cercando Andrea Knopl, altezza 170 cm, occhi azzurri, capelli neri fino alla nuca, peso approssimativo 60 kg, 28 anni.”

“Jawohl! Uomo o donna?”

“Eh, non sappiamo. Fermate tutti, senza distinzioni, che siamo un Paese moderno, noi.”

(La legge è stata fortemente voluta dalla Merkel dopo 50 anni in cui sui suoi documenti c’era scritto “donna” e nessuno ci credeva.)

Non vi dico se Andrea Knopl è la vittima. E magari ha la faccia tosta di morire in Italia. Immaginatevi il dramma dell’appuntato Capuozzo. “Che scrivo? È più politicamente corretto arrestare il sospettato per FEMMINICIDIO o rispettare la volontà dei signori Knopl e parlare di omicidio di essere asessuato con le tette?”

In Spagna c’è già una risibile legge che consente di cambiare sesso sui documenti con una perizia psichiatrica. Ti senti donna dentro? Allora scriviamo donna. Cambi idea e ti piace di nuovo la giangiacoma? E uomo sia. I casi di personalità multipla magari possono portarsi appresso due documenti e mostrare quello opportuno a seconda del caso. Inutile dire che si tratta di una delle milioni di leggi approvate da Zapatero per spacciarsi per un politico all’avanguardia mentre disastrava l’economia spagnola. Tuttavia queste leggi hanno anche degli effetti pratici molto pericolosi su cui si ragiona poco.

Se, infatti, rendo i documenti di identità tradizionali inaffidabili, creo i presupposti per procedere ad identificare i miei cittadini in altri modi più invasivi, come per esempio prelevando a tutti qualche campione di DNA. Se creo una banca dati col DNA di tutti i cittadini, cosa impedirà di usarlo per acquisire informazioni sul loro patrimonio genetico o, in casi estremi, di fabbricare prove fittizie per incolpare qualcuno di un delitto, facendo trovare campioni di DNA sul luogo dello stesso? E tutto sarà stato fatto coccolando il narcisismo dei tedeschi, degli spagnoli e a breve degli italiani, a cui si sarà data l’impressione che la pubblica amministrazione sia tutta al servizio dei loro impulsi emotivi.

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150. Un governo di sfigati

gandalf polveriniIl Governo si sta dando da fare per promuovere un’azione coordinata, coerente e consapevole sul Paese. Per dimostrarlo, ieri Letta ha dichiarato: “Il Governo è molto più solido di quanto si pensi”. Contemporaneamente, in un’altra aula, il Ministro Bonino dichiarava: “Governare in questa situazione è virtualmente impossibile“.

Ecco quindi stabilita la linea: il governo durerà, ma senza governare.

Il premier si è dato traguardi ambiziosi. Per esempio, diventare uno dei paesi col più basso tasso di femminicidi al mondo. Cosa che del resto siamo già, come ampiamente dimostrato in QUESTO POST,, per cui per una volta l’obiettivo potrebbe anche essere raggiunto.

Per sabotare il governo però, i falchi del Pdl sono disposti a tutto. Per esempio, l’amabile Renata Polverini si è messa a dichiarare che “I disoccupati sono degli sfigati che stanno a casa ad aspettare i soldi”, col chiaro intento di farsi ammazzare da un disoccupato e alzare così il tasso di femminicidi.

Lo spirito di sacrificio e la mancanza di buon gusto della Polverini sono stati apprezzati all’interno del partito, in particolare dalla Santanché che l’ha nominata sua erede spirituale e materiale. “Se dovesse accedermi qualcosa” – le avrebbe detto in una riunione riservata – “Voglio che sia tu a prenderti cura del mio botulino”.

Renata Polverini: “I disoccupati sono sfigati che stanno a casa ad aspettare i soldi”. Nel senso di “Aspetta e spera”.

Renata Polverini: “I disoccupati sono sfigati che stanno a casa ad aspettare i soldi”. Anziché farseli spedire nei luoghi di villeggiatura.

Ecco la breve storia comica di Renata Polverini, colei che anziché stare a casa ad aspettare i soldi se li è andata a prendere mandando in malora il Lazio.

“I disoccupati sono sfigati che stanno a casa ad aspettare i soldi” sarebbe stato detto dalla Polverini durante la discussione del decreto lavoro – suscitando lo sdegno dei deputati M5S che hanno denunciato la cosa sul web.

“Mi hanno frainteso, li querelo”, ha poi dichiarato la Polverini. “Ho detto sfigati solo nel senso di sfortunati”. E poi ancora si è difesa dicendo CHI CAZZO SE NE FREGA DI COSA HA DETTO LA POLVERINI, CAZZO. Questa è così sfacciata che al confronto Capezzone è un fine maestro di pensiero. La Polverini è quella che ha messo Fiorito, Er Batman, nella posizione in cui era, e quando poi l’hanno scoperto a rubare vagonate di soldi ha cercato di farsene quasi un merito pubblicando cartelloni con scritto “Questa gente la mando a casa io”.

Renata Polverini, la tua esistenza è un insulto ai disoccupati. Il fatto che tu percepisca uno stipendio lautissimo anziché marcire in galera è un insulto ai disoccupati. Il fatto che tu ti definisca liberale è un insulto ai liberali, che tu ti definisca un politico è un insulto alla politica.

Vi prego di leggere QUESTO PEZZO che scrissi tempo fa su di lei per capire, perché davvero è incredibile che una persona del genere sia lì e parli da una posizione privilegiata anziché essere mandata a fare la controfigura di Theon Greyjoy per le scene dolorose.

theon

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125. Il Femminicidio che c’è e quello che non c’è

keep calSANGUEIeri la Camera dei Deputati ha votato per ratificare la convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Questo significa essenzialmente due cose:

1) Che non cambia un cazzo, perché questa entra in vigore solo una volta ratificata da 10 stati;

2) Che non cambia un cazzo, perché il testo della convenzione non fa altro che rimandare a futuri accordi, cooperazioni e figuriamoci, il Governo Letta non si mette nemmeno d’accordo con sé stesso. Il primo Stato a non aver ratificato la convenzione firmata in Turchia è, pensate un po’, la Turchia.

Allora, siccome si sta parlando tanto di Femminicidio e siccome si tratta di proseguire IL DISCORSO INIZIATO IERI SULL’OMOFOBIA (che partiva, nemmeno a farlo apposta, da un fatto di cronaca avvenuto in Turchia), oggi sarà anche l’argomento qui su Chi Non Muore.

Bisogna dire che il Parlamento non perde tempo. Il tema è caldo. E alla Camera fanno leggere una bella relazione a Mara Carfagna.

Mara Carfagna legge un duro attaccco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. All’uscita dalla Camera, l’onorevole ha autografato calendari per i fan.

Mara Carfagna legge un duro attacco contro la TV che strumentalizza il corpo delle donne. Ha sopportato per anni che Berlusconi le appoggiasse la birra sulla testa mentre guardava il calcio, ma adesso BASTA!

Brunetta: “Io come Balotelli.” Ma allora è vero quel che si dice intorno ai nani!

Vi chiedete cosa c’entri?

Mara Carfagna sta alle pari opportunità come Brunetta a Balotelli.

Sgomberiamo il campo dalle cose che dovremmo tutti dare per scontate. Chi scrive è contro la violenza sulle donne. Chi scrive è contro la violenza in generale, salvo ovvi casi estremi in cui la giustificava pure Ghandi. Probabilmente voi che mi leggete siete contro la violenza sulle donne. Quindi non intendo perdere tempo a fare il panegirico delle donne che non si toccano neanche con un fiore. Questo è l’obiettivo e lo do per scontato, ora stiamo solo discutendo di come ci si possa avvicinare. Se no è come se prima di ogni lezione di guida l’istruttore sentisse il bisogno di specificare che è contrario a investire i pedoni.

Inoltre spero che tutti sappiano che la violenza contro le donne è un reato. Non è che manca il reato di Femminicidio, è che uccidere una donna è omicidio. Punibile con reclusione non inferiore ad anni 21 e che può arrivare fino all’ergastolo, non con una pena simbolica. Che poi a volte scandalizzi la facilità con cui in Italia si evade, si ottengono arresti domiciliari, semilibertà e indulti è un altro discorso. Questo però riguarda la giustizia in generale e non il caso specifico del Femminicidio e comunque bisognerà decidere una buona volta se con la pena si punta alla rieducazione del reo (col rischio che agli occhi dei parenti delle vittime risulti “poco punito”) o alla sua punizione e a placare la sete di sangue del popolo. Se ci tenete a farvi venire il sangue cattivo, potete ad esempio leggere la storia del MASSACRO DEL CIRCEO.

E adesso parliamo di numeri. C’è una statistica importante sul Femminicidio. Ma prima vediamo una lunga serie di cose false che si dicono.

1) È in atto una mattanza delle donne che sono le vittime principali della violenza. Falso. Dati del ministero dell’Interno: in oltre il 70% degli omicidi la vittima è un maschio. Vero che tale percentuale sta calando: per tutti gli anni ’90 era sopra l’80%. Però ancora un maschietto corre un rischio di morire ammazzato molto più alto rispetto a una femminuccia

2) Più del 60% delle donne almeno una volta ha subito violenza fisica dal partner, allora 6 uomini su 10 picchiano la propria donna. Falso. Sarebbe come dire che, siccome tutti noi abbiamo visto almeno una volta un bel film, allora tutti i film sono belli.

3) Il 75% delle donne che viene uccisa, viene uccisa da persone che conosceva bene. Vero, ma anche falso: la percentuale è quasi uguale negli uomini. Come dicono i sociologi, l’omicidio è principalmente un reato intra-gruppo. Del resto, perché dovreste voler uccidere qualcuno che nemmeno conoscete? Di solito si uccide o per avere un vantaggio, o perché si sente di doversi vendicare di qualcosa. Chi uccide persone a caso non è un disturbato o un violento, è un pazzo completo tipo HENRY LEE LUCAS.

4) In Italia il fenomeno del Femminicidio è particolarmente diffuso, per colpa di una società maschilista, fallocentrica e del carattere implicitamente repressivo. Falso. Dati ONU: l’Italia ha il più basso rapporto donne uccise per abitante tra tutti i paesi occidentali eccetto la Norvegia. Se consideriamo solo l’Italia del Nord, pure la Norvegia ce la lasciamo alle spalle. In Inghilterra il numero di donne uccise per abitante è il doppio che da noi, Finlandia quasi il triploi, in Russia è sedici volte superiore.

Se mai è vero che oltre il 90% degli assassini (che in Italia sono comunque pochi e se leviamo quelli legati alal criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina, sempre dati ufficiali del Ministero, diventano pochissimi) sono uomini. Francamente questo credo che non stupisca nessuno. I bambini fanno a botte per un nonnulla. Bisogna educarli perché non si procurino ciò che vogliono con la violenza ed educarli ulteriormente perché non reagiscano con la violenza a quelli che percepiscono come torti. Come diceva Rita Levi Montalcini, metà del nostro cervello è ancora uguale a quello dei babbuini. Quando si parla di cibo, sesso e violenza o ci frena la metà razionale, o agiamo come le scimmie.

Questo è il materiale di cui è composta l’umanità, dobbiamo cercare di limitare i danni.

Vediamo che possiamo fare per procurare alle donne italiane delle scimmie che le scopino tanto e non le picchino mai.

Il primo baluardo contro la violenza è l’educazione, il secondo è un sistema di leggi efficace che ripari i torti prima che l’uomo, esasperato, perda il freno della civiltà e ricorra alla violenza – ovvero punisca subito chi ricorre alla violenza, dissuadendo altri dal provare ancora questa strada.

Tuttavia vi sono dei casi in qui questo non serve. Si tratta di tutti i generi di omicidio passionale. Della fidanzata, del marito, del figlio. Chi giunge ad atti del genere lo fa perché in preda alla follia, al dolore o alla rabbia, al punto di non pensare alle conseguenze. Relativamente spesso, infatti, tenta poi il suicidio.

Contro questo genere di violenze aumentare le pene non serve a un picchio. O mi dite che volete la sedia elettrica e rendere impossibile per sempre il reinserimento di chi ha compiuto un atto del genere, senza consentire al giudice di valutare le eventuali attenuanti, oppure dovete accontentarvi dei tanti anni di galera che possono essere comminati con l’omicidio. Aumentarle non serve a prevenire, serve solo a punire ancora più severamente chi ha compiuto l’atto. Ma ricordate che più severe dell’ergastolo ci sono solo pena di morte e tortura. Se volete tornare alle punizioni corporali, fatemelo sapere nei commenti che ne parliamo.

Avevo accennato al fatto che esiste una statistica importante sul Femminicidio. Ecco, è questa: l’omicidio di donne da parte dei fidanzati,compagni e mariti è l’unica categoria di omicidio in continuo aumento, dal 1990 al 2006, soprattutto nel meridione (ma anche, in misura minore, nel nord Italia).

Per inciso, una piccola curiosità: è molto più frequente che sia l’uomo ad ammazzare la fidanzata, ma è leggermente più frequente che sia la donna ad ammazzare l’amante. Secondo inciso: dal 2006 a oggi questo tipo di omicidi è rimasto pressoché stabile. Non c’è in atto oggi una emergenza senza precedenti. Sono statistiche stabili a livello italiano e molto sotto la media a livello europeo e le cifre, anziché stabili, sarebbero in flessione se escludessimo i delitti computi dagli immigrati (immagino perché talvolta provenienti da paesi in cui la punizione della donna è addirittura un dovere del padre o del marito, ma non mi soffermerò su questa statistica). Fermo (ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ mi annoierò a ripeterlo) che ogni singolo caso è grave e andrebbe se possibile prevenuto e se no punito.

Quindi se vogliamo parlare di Femminicidio, possiamo parlarne in due modi. O per indicare il generico omicidio di una donna, o per indicare l’omicidio di una donna per motivi passionali. Nel primo caso, la cosa ci fa giustamente orrore, ma in quanto omicidio. Se vogliamo batterci per una polizia più efficiente, ben venga. Nel secondo caso, trattandosi di omicidio passionale, l’unica cosa davvero assurda sarebbe aumentare le pene, che come abbiamo visto e come provato da tutti gli psicologi del mondo da sessant’anni a questa parte, non serve.

Vogliamo chiederci perché c’è stato un aumento degli omici passionali? Stiamo vivendo grandi trasformazioni sociali. Osservava Gibbons che le società democratiche devono ancora imparare a gestire la dissimmetria di potere tra chi è ancora innamorato e chi no. Gli uomini non sopportano di essere mollati, traditi o insultati per le loro prestazioni sessuali. A volte, poi, chi non è innamorato si comporta, del tutto legittimamente, in modo stronzo. Ieri una mia amica è stata lasciata per sms dopo sei anni di fidanzamento. Il suo commento è stato “se fossi un uomo gli spaccherei la faccia”. Be’, amica mia, non hai il diritto di farlo. Per fortuna lei non è un uomo e ha potuto parlare con me, ma la società di oggi crea anche gravi situazioni di isolamento, in cui una persona, magari già di suo incline alla violenza, resta a macerarsi nella solitudine e pone in essere atti deprecabili.

Non si tratta lo dico ancora una volta, di una situazione solo italiana. Nel nord europa, che qui rappresentano come un paradiso, la violenza domestica è più diffusa che da noi. Succede che gli uomini si comportino impeccabilmente 4 giorni su 7, poi nel weekend bevono, perdono il controllo e picchiano le mogli. In Danimarca c’è vero allarme sociale e nemmeno lì sanno bene come reagire. Stiamo cercando di costruire una società di rapporti fluidi in cui le coppie si mollano e si cercano in continuazione. Un processo inziziato da circa un secolo, che per la storia dell’umanità è come dire niente.

La verità è che si tratta a tutti gli effetti di una situazione nuova. Nessuno sa esattamente come gestirla. La prima cosa da fare è certamente, tanto per cambiare, investire in cultura e formazione. Tendenzialmente le persone più formate sono meno violente, più pronte a capire gli altri, più adattabili.

La seconda cosa sarebbe creare una rete di psicologi contro la depressione. Oltre il 40% degli uomini che uccide la moglie o la ex soffrono di gravi forme depressive. Quello è un bacino a rischio da monitorare, sia per il rischio di omicidi che per quello di suicidi. Si aiuterebbe molta gente che comunque non commetterebbe mai violenza e si preverrebbero diverse morti.

La terza cosa che mi viene in mente è rivedere la nostra ridicola legge sullo stalking e, ancora una volta, vedere se è possibile dare, o per meglio dire imporre, un supporto psicologico alle persone moleste, oltre che alle vittime. Non credo che quattro mesi di galera con la condizionale siano un deterrente per una persona affetta da una chiara forma ossessiva. Infine vorrei parlare del neologismo. I neologismi fanno paura. Il neologismo serve a creare allarme attorno a una situazione stabile. A distrarre. Per usare le parole prese da un LUNGO ARTICOLO (in buona parte, ma non in tutto, condivisibile) di @quitthedoner, “Quando un problema assurge a emergenza mediatica viene proposto in una versione emotivamente e moralmente connotata, che implica tacitamente che chiunque chieda maggiore complessità nell’analisi o insinui dubbi sulla ricostruzione ufficiale allora si stia schierando dalla parte del nemico.”

Il succo della questione è lo stesso di ieri. Primo: quando si crea un’emergenza attorno a una situazione stabile, è perché non si sanno affrontare altri problemi. Secondo: posto che il problema è comunque reale, va affrontato in maniera razionale: aumentare le pene non serve a niente. Investire in cultura, sì. Monitorare i casi a rischio, sì. Rendere più veloci i processi e fornire mezzi alle forze dell’ordine, sì. Ma per i politici non è conveniente studiare a lungo una legge, scriverla, stanziare i fondi, quando possono aumentare la pena e poi, al prossimo Femminicidio, dire “Tizio condannato all’ergastolo grazie al nuovo reato di Femminicidio, approvato con la c.d. Legge Boldrin (o Legge Alfano, per nominarne un altro che sta battendo su questo tema ultimamente).”

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