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208. Come diventare una Twitstar e perché

Twitter logo

Che cos’è Twitter?

Essenzialmente, da qualche tempo in qua, è un organo della Repubblica Italiana di rango costituzionale, visto che i TG parlano solo delle riforme che vengono annunciate su Twitter ignorando completamente cosa viene realizzato davvero o no.

Tuttavia, siccome i nostri giuristi sono una kasta di ottuagenari che digitano su dei commodore 64 usando solo gli indici, questa definizione subisce ancora ingiustificate opposizioni.

Volendo darne una concezione più limitata, Twitter è un social network in cui si possono condividere solo frasi di 140 caratteri o meno, oppure link o immagini. La particolarità di Twitter rispetto a Facebook è l’asimmetria: tu decidi di seguire un utente, ovvero leggere quello che scrive, che non è obbligato a fare lo stesso con te. Questo comporta che i vip sono spesso presenti direttamente e personalmente sul social, talvolta dialogando tra loro o coi fan o rivelando lati della loro personalità che in video non emergono. Possiamo citare gli aforismi di Marco Salvati, le battute di Rudy Zerbi, la cinica satira politica di Luca Bizzarri e le gaffe da internamento immediato di Maurizio Gasparri.

Ovviamente i vip seguono di solito pochissime persone, per proteggersi dall’invadenza dei fan o dall’aggressività dei maleducati, mentre sono seguiti da tantissimi. E questo ci porta a un fenomeno tipici di Twitter: le twitstar. Cosa sono le twitstar? Le twitstar sono persone arcinote a chi frequenta il social, che spesso seguono poche persone e sono seguite da tantissime come se fossero vip e le cui frasi vengono condivise da centinaia di utenti, ma che tuttavia non verrebbero riconosciute per strada neanche dalla propria madre. Tra questi c’è il vostro adorato Chi Non Muore. C’è gente a Sassari che viene a leggermi tutti i giorni e a dirmi che sono un genio mentre mia madre mi dice che sono cretino perché non ho ancora imparato a stirare.

Di per sé per diventare twitstar bisogna saper scrivere bene. Tuttavia le regole di un social sono come le regole di un gioco o le leggi di uno stato. In tutti i casi vale lo stesso principio: fatta la legge, trovato l’inganno. Ecco quindi che ho scritto una breve guida per spiegare come diventare twitstar senza possedere alcun talento o cosa interessante da comunicare.

Fase 1: decidete se volete essere un battutista o un poeta/filosofo di Twitter. Più difficile essere riconosciuti come politologi. Non mescolate stili diversi. O puntate a far ridere, o a commuovere le ragazzine in calore e le cinquantenni divorziate.

Fase 2: inizia a seguire gente che retwitta quel tipo di tweet. Meglio se retwitta anche robaccia. Sceglili tra quelli che fanno followback, ovvero che seguono tutti coloro che li seguono. In genere quelli che fanno così leggono poco, vogliono solo illudersi di avere migliaia di persone che leggono loro. Ma in questo momento vi interessano i numeri. Operando così, oltretutto, avrete solo profili attivi, eviterete i fake. Scrivete quel che volete in questa fase, tanto è irrilevante.

Fase 3: ogni giorno seguite tutti quelli che potete (circa 1000) e defollowate quanti non vi hanno seguito. Dovete fare massa.

Fase 3-bis: retwittate spesso tweet dello stesso genere di quelli che aspirereste a scrivere. Roba buona, così da non disturbare i follower. La gente vi leggerà con piacere anche se non sapete scrivere e non vi defollowerà.

Fase 4: in circa 2 mesi, arriverete a 10.000 follower. Siete pronti per cercare il followback di twitstar ingolosite dai vostri retweet.

Fase 5: fate uno studio delle twitstar che si retwittano sempre tra di loro e magari non scrivono troppo bene. Provate a retwittarle spesso. Sono come voi. Sono i vostri fratelli di sangue, gente che ha percorso i vostri stessi passi. Riconoscetevi e abbracciatevi. Evitate quelli che non retwittano o che retwittano solo roba molto buona: il presupposto è che voi non avete talento, non fanno per voi.

Fase 6: se siete perfezionisti, una notte fate un bel lavoraccio e defollowate 9.000 persone o giù di lì.

Fase 7: avete l’apparenza di una twitstar, ma ancora non lo siete: ora dovete scrivere. Sembra difficile, ma non lo è. L’importante è scrivere solo uno, massimo due tweet/giorno. Ora spiego perché.

Fase 7/A: Se siete battutisti, scegliete un argomento di moda. Le donne che hanno sempre ragione o gli uomini eterni bambini, per esempio.

Possibilmente presentatevi come sfigati, imparanoiati e disagiati, così farete più ridere. Ma questo non vi sarà difficile.

– All’occorrenza prendete qualche tweet di altri e modificatelo, se proprio le idee non vi vengono. Su certe materie i tweet son tutti simili.

Fase 7/B: se siete poeti, cercate le locuzioni che amate in altri tweet e mescolatele liberamente. Se non si capisce niente, poco male. Oppure cercate citazioni su wikiquote e aforismario e modificatele leggermente.

Oppure, battutisti o poeti che siate, traducete tweet dall’inglese, dallo spagnolo o da altre lingue. Anche se vi beccano non succede nulla.

(Anche io una volta l’ho fatto. Ho tradotto un tweet in arabo che aveva 100.000 retweet per vedere come sarebbe andato in Italia. Diceva: “Che Allah vi stermini tutti, cani infedeli”. Ma niente, è venuto solo Angelino Alfano a controllare.)

La ragione per cui dovete scrivere un solo tweet al giorno è che ora retwitterete tutte le twitstar simili a voi e queste ricambieranno.  Avendo un solo tweet su cui ricambiare, se voi retwitterete 20 twitstar, ogni vostro tweet avrà minimo 20 retweet. E inoltre tra voi e gli altri avrete 100.000 follower tra cui farlo girare. Per male che scriviate, non potrete far meno di 60 Rt.

Ricordate: nessuno è mai fallito per aver sottovalutato l’intelligenza umana. La massa è cretina e se vede che avete tanti retweet, penserà che scrivete bene. Un effetto simile a quello per chi la gente retwitta Chiara Biasi o Francesco Sole.

Fase 8: a questo punto tutti penseranno che voi sappiate scrivere e, nella massa di adulatori, troverete pure un po’ di figa/pene (forse). Nella mia personale esperienza no, ma circolano voci di cinquantenni che fanno il giro delle milf d’Italia.

Fase 9: avrete migliaia di follower, vi sarete bruciati molte ore di vita e non sarete neanche liberi di retwittare chi vi va. Se questo vi aiuterà a rendervi conto che qualcosa nella vostra vita va seriamente male, ne sarà valsa la pena.

Twitter può essere molto divertente, ma se giocate solo per i follow, vi siete persi tutto il divertimento. Godetevi il vostro spazio di libertà in cui nessuno vi dice cosa fare. Cercate di conoscere chi vi diverte o interessa, non chi vi è “utile” a ottenere retweet, perché sono i retweet a non essere utili.

AH, DIMENTICAVO LA FASE 10: defollowate quello stronzo di Chi Non Muore che ha rivelato i vostri trucchetti al volgo.

In sostanza la gente che non sa scrivere e vuole lo stesso diventare twitstar è come chi vuole diventare famoso andando al Grande Fratello o che cercava la celebrità a La Corrida.

 

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207. Tutti pazzi per Mattarella

tutti pazzi per Mattarella

Giorni duri, nella sede segreta della Kasta, che solo questo blog è riuscito a identificare. Coi potenti mezzi a disposizione delle eminenze oscure del pianete, hanno scoperto che sul blog noto come “Chi Non Muore” sarebbe apparso un pezzo dirompente, un capolavoro della satira in cui si elencavano dieci possibili candidati alla Presidenza della Repubblica, nomi mai usciti sui giornali, da Gasparri a Wolverine passando per il cyborg di Rita Levi Montalcini. Nomi che avrebbero mostrato l’insignificanza di quelli proposti da tutti gli altri, incluso il poi vincente Mattarella. Così è stato deciso per la soluzione drastica: bloccare wordpress, censurare tutto. Piuttosto lasciar passare qualcosa sulle scie chimiche.

Ecco come sono andate le cose, signori miei. Avevo il pezzo già scritto. E invece niente, eccomi qui a commentare le cose a frittata già fatta.

Frittata, c’è da dire, venuta molto bene. Renzi ha compiuto un vero capolavoro di spregiudicatezza politica. E questo lo dicono tutti, ma pochi lo spiegano bene. Proviamo a fare il punto della situazione in poche righe.

Torniamo a qualche mese fa. Renzi al momento è Presidente del Consiglio. Alla Camera ha anche una maggioranza molto larga. Al Senato, al contrario, deve ogni volta fare equilibrismi che neanche i trapezisti di Moira Orfei. Non solo la maggior parte dei suoi senatori lo vorrebbero morto, ma deve tener buoni Ncd e quel che resta di Scelta Civica. Per contro attualmente nel Paese avrebbe il 37-40% dei voti. Tuttavia non può andare a votare per due ragioni:

1) Se facesse trapelare questa elezione, c’è il rischio che in Parlamento si accordino per un Governo tecnico alla Monti in modo da non andare alle urne, cosa che in questo momento sarebbe un disastro per Ncd, Forza Italia, Scelta Civica e per l’ala sinistra del PD che aspetta le meditazioni sul water di Civati.

2) Senza legge elettorale, si andrebbe a elezioni con un proporzionale puro, Renzi incasserebbe il suo 37, ma facciamo pure il 40% e non avrebbe la maggioranza lo stesso. Dovrebbe accordarsi con Grillo, Berlusconi o la Lega, tre clienti difficili.

Ecco allora il piano.

Primo: il patto del Nazareno. Includendo Berlusconi nelle trattative, Renzi ha indebolito i diktat sia della propria minoranza che di Ncd e, in definitiva, pure dello stesso Berlusconi, che si trovava a trattare pur sempre da una posizione di minoranza. Per un semplice principio di teoria dei giochi, è finito che nessuno si è mai azzardato a votare contro Renzi, perché avrebbero dovuto farlo o tutti o nessuno (votare contro quando è ininfluente è una stupidaggine politica, no? Non accoltelli se non per uccidere).

Secondo: mantenere il patto del Nazareno. Renzi avrebbe potuto forzare molto la mano, ma si è guardato dal farlo. Ha voluto sembrare accondiscendente con Berlusconi. Molto furbo.

Terzo: probabilmente in accordo con Napolitano, è riuscito a incastrare la votazione della legge elettorale al Senato PRIMA delle votazioni del nuovo Presidente della Repubblica. A quel punto, fermo che alla Camera ha una larghissima maggioranza, ha potuto imporre un nome che andasse bene al proprio Partito e probabilmente ad alcuni suoi grandi elettori di matrice cattolica.

Ora la situazione è interamente rovesciata. Con un Capo dello Stato sostanzialmente favorevole e una legge elettorale che, se si andasse al voto, gli consentirebbe di avere probabilmente la maggioranza assoluta in entrambe le cariche, tiene tutti per i coglioni. Può fare quel che vuole, perché se si giunge alla rottura e lo si manda al voto gli si fa solo che un piacere.

In questa macroscopica vittoria vedo solo due falle, due nei, due puntini d’imperfezione.

Il primo è che Mattarella non è esattamente uno yes man. Credo che Renzi abbai provato a tutelarsi in questo senso e, guardacaso, il figlio di Mattarella è consulente della Madia e il nipote è deputato della Regione Sicilia. Ma pensate che bello scherzetto se il neo Presidente, che da membro della Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, rimandasse alle camere l’Italicum? Si renderebbe necessario un secondo passaggio al Senato, e stavolta i nemici di Renzi glielo farebbero sudare il triplo.

Il secondo è che Renzi non ha il 37-40% di consensi per diritto divino. E nemmeno per aver fatto riforme miracolose. Più che altro ha avuto stampa e televisioni scandalosamente a favore, praticamente mai una domanda aggressiva o scomoda. Sia Rai che Mediaset assolutamente prone, direi quasi in calore di fronte al premier ggggiovane e toscano. Ora che Renzi ha fatto il torto a Berlusconi, Mediaset cambierà atteggiamento? Appoggerà Salvini, Passera o chi altri? Resisterà la popolarità di Renzi ad un eventuale attacco frontale?

O forse questo attacco non ci sarà? Berlusconi, contrariamente a come lo hanno sempre dipinto i media di parte avversa, non è il classico tipo di orgoglioso. Lo si è visto ingoiare rospi e fare buon viso a cattivo gioco mille volte. Abbracciare i traditori e fingere di non ricordare. Forse, se a 77 anni avrà deciso che il futuro è comunque di Renzi, si accontenterà di non averlo come nemico e continuerà a sostenerlo.

A proposito della aggressivissima stampa italiana, un po’ di note di colore.

Negli ultimi giorni abbiamo avuto:

– servizi sul fatto che a Mattarella piacciono i gattini

– servizi sul fatto che Mattarella ama i cannoli alla siciliana

– servizio al TG su “le Panda più famose della storia”

– il parroco che dice che Mattarella è un buon cattolico (peraltro questo a mio avviso viola il segreto della confessione e il parroco sarebbe da scomunicare)

– intervista al barbiere di Mattarella

– Olimpiadi del buonismo tra Mattarella e Papa Francesco, primo premio un miliardo in gattini pucciosi.

Il programma AMATE IL VOSTRO PRESIDENTE è cominciato. Sulla Rai. A 113,50 euro all’anno, che pagate perché vi dicano cosa pensare.

 

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205. Nobel e IgNobel 2015

gasparro

(Nella foto: di M. Gasparri, un uomo che se facesse un concorso pubblico sbaglierebbe la risposta alla domanda “Nome e cognome”.)

Boldrini Gasparri

(Per par condicio: L. Boldrini, una donna che riesce a far fare bella figura a Gasparri. A GASPARRI. Era più facile far vincere l’oscar a Massimo Boldi.)

Sì, questo numero è dedicato alle persone più intelligenti del pianeta.

Nobel per la Medicina ai coniugi che han scoperto come si orienta il cervello. E tutto cominciò con un “Perché non chiedi indicazioni?”

M’immagino l’amore tra due neurologi premi Nobel:
– “Mi ami ancora?”
+ “Dunque, produco ancora tanta serotonina, ma poca dopamina, dunque…”

In realtà oltre ai due coniugi c’è anche un altro uomo. Oh, che sorpresa.

Il Nobel per la Medicina a John O’Keefe, May-Britt Moser ed Edvard Moser per aver scoperto come funziona il GPS del cervello. Ho provato a capire meglio, ma mi sono perso.

Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver spiegato l’effetto ottico per cui i giapponesi nei manga hanno gli occhi tondi.

No scherzavo. Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver una rivoluzionaria scoperta che ha consentito di risparmiare moltissima energia. La traduzione in giapponese di “Ma chi ti caga”.

In realtà hanno inventato i led a luce blu. Non solo consentono di risparmiare moltissima energia, ma sono un’ottima scusa per le ragazze per scopare uno stronzo e poi dire che lo credevano il principe azzurro.

Nobel per la Chimica a Betzig, Hell e Moerner, inventori del microscopio che vedo l’infinitamente piccolo. Come la differenza tra uno che vuole farsi i cazzi tuoi e uno che “Non voglio farmi i cazzi tuoi, ma…”

(Nobel per la Chimica per il microscopio che vede l’infinitamente piccolo. Come certi peni, certi cervelli, l’originalità di certe battute.)

(E comunque io il Nobel per la Chimica l’avrei dato alle cotolette fritte con doppia impanatura.)

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per aver introdotto nel mondo delle lettere l’innovativo argomento della Seconda Guerra Mondiale. Tra i suoi argomenti il nazismo, la storia, la memoria, l’aver scritto sempre lo stesso libro, l’aver scritto sempre lo stesso libro di altri.

Il prossimo libro di Murakami Haruki: “Ok, Hitler era cattivo, ora datemi sto cazzo di Nobel.”

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per la sua ricerca sociologica sui tipi umani, da lui classificati in:
– Quelli che fanno la battuta Modiano+Carte da gioco
– Quelli che cercano Modiano su Wikipedia
– Quelli che Modiano va letto solo in lingua originale, altrimenti si perde tutto.

(Il mio obiettivo nella vita è diventare abbastanza sconosciuto da vincere il Nobel.)

Nobel per la Pace a Malala Yousafzai, la diciassettenne che si batte per il diritto allo studio delle ragazze in Pakistan, e Kailash Satyarthi, l’indiano che combatte perché i bambini non siano sfruttati nelle fabbriche. Un premio che andrebbe idealmente condiviso col Signor Bepi da Casalserugo, che ogni giorno urla ai 15enni del bar “Andate a combinare qualcosa, coglioni”.

Malala, 17 anni, pakistana, vince il Nobel per la Pace. Ora finalmente potrà conoscere gli One Direction.

– “Ma è vero che il Nobel per la pace è andato a tua madre?”
+ “Malala era scritto, non maiala!”
– “Ah, scusa.” (Questa è di @m4gny)

Ma come noto, due settimane prima dell’assegnazione dei Premi Nobel si celebra la ben più importante cerimonia di consegna dei Premi IgNobel, coi quali si immortalano le ricerche più assurde, stupide, ridicole o, talvolta, beffardamente utili. Quest’anno a farla da padrone è stata l’Italia, quindi mettete su l’inno nazionale, levatevi sull’attenti, mano sul cuore e proseguite a leggere.

Premio IgNobel per la Fisica ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la buccia di banana e l’asfalto, quando ne calpestiamo una. Gli scienziati hanno scoperto che si scivola quando l’angolo della scarpa è superiore a 3,8 gradi, ma il risultato potrebbe essere stato influenzato dalle botte in testa prese mentre svolgevano gli esperimenti.

Premio IgNobel per le Neuroscienze al team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, i quali hanno studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate. L’effetto cambia notevolmente a seconda che prima Gesù le abbia moltiplicate o no.

Premio IgNobel per la Psicologia a Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons per aver dimostrato che chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Vi dico solo che questa battuta l’ho scritta alle tre del mattino.

Premio IgNobel per la Salute Pubblica a Premio a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone. Praticamente Instagram è un’arma di distruzione di massa.

(Chi possiede un gatto ha più possibilità di diventare sociopatico. Si chiama “buon esempio”.)

Premio IgNobel per la Biologia a un gruppo di ricercatori capitanato da Vlastimil Hart ha dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, preferiscono allineare il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Arredate la cuccia del vostro cane col Feng Shit.

IgNobel per l’Arte al team di Bari che descrive il dolore che si prova guardando una brutta opera d’arte: “è Kome se avrebbi letto qst merda”.

IgNobel per l’Economia all’ISTAT per aver iniziato a contare nel Pil tangenti, prostituzione e spaccio. E che non sanno COME fanno i conti!

Premio IgNobel per la Medicina a a Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky e James Dworkin per essere riusciti a fermare le emorragie “incontrollabili” di chi soffre di epitassi con il metodo del “nasal-packing-with-strips-of-cured-pork”, letteralmente: impacco-nasale-con-fettine-di-carne-di-maiale-stagionata. E hanno anche aperto un ristorantino in cui fanno un eccellente sanguinaccio, se volete vi do il numero.

Premio IgNobel per le Scienze Artiche a A Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, che hanno studiato le reazioni delle renne nel vedere uomini travestiti da orsi polari. Nessuna notizia da settimane del loro collega che doveva studiare le reazioni dei cercatori di funghi sugli orsi bruni. (Clicka QUI per il mio pezzo sul caso Deniza.)

Premio IgNobel per la Nutrizione a Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, e Margarita Garriga per aver utilizzato dei batteri delle feci dei bambini per produrre salsicce probiotiche. Devo dirlo a mio fratello che ha avuto una bambina.

(“Greg? Ho una buona e una cattiva notizia. La cattiva è che a cena da te non ci vengo più. La buona è che se vuoi abbattere i costi ho un’idea geniale.”)

Ricordo a tutti che se volete potete mettere un like alla Pagina Facebook di Chi Non Muore a https://www.facebook.com/ChiNonMuore e che è un bel modo per supportare chi scrive.

Inoltre il vostro amatissimo Chi Non Muore è in finale ai Tweet Awards come battutista rivelazione dell’anno. Se volete venire a vederlo sul palco a Bologna domani, potete. Se no potete seguirmi su Twitter all’account @chinonmuore1 e insomma, c’è qualcuno che si è preso la briga di votare per me, quindi forse ne vale la pena.

Puoi leggere di seguito i commenti ai Nobel e IgNobel del 2013:

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/09/166-nobel-e-ignobel-2013-parte-prima/

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/14/167-nobel-e-ignobel-2013-parte-seconda/

204. Riporsa in pace

11 settembre DenizaL’11 settembre è stata una grande giornata per i polemisti italiani. E non solo per le consuete diatribe sulle torri gemelle e/o sul colpo di stato in Cile, condite di teorie complottiste tutte rigorosamente contraddittorie tra di loro. Un solerte dipendente della Provincia di Trento ha  infatti rinnovato l’antica tradizione italica della strage di Stato insabbiata dai servizi segreti, inoculando una dose letale di anestetico all’orsa Deniza (che in realtà si scriverebbe Denica, ma continuerò a chiamarla Deniza perché se no il pezzo non mi appare nei motori di ricerca).

(Polemizzare sull’11 settembre è troppo mainstream, l’ISIS lo sta diventando, ho sentito imam lamentarsi di come l’estremismo islamico sia ormai noisa routine, mentre ci sono religioni indie che commettono degli omicidi da urlo.)

La vicenda di Deniza è da schizofrenia acuta. In sostanza, si piglia sto povero plantigrado e lo si molla in Trentino perché gli orsi stanno rischiando di sparire. E noi non vogliamo che gli orsi spariscano, anche se non vogliamo trovarcene uno davanti. Con qualche difficoltà Deniza trova un partner e partorisce dei cuccioli, quando la Provincia era già pronta ad approvare la fecondazione eterologa e a farla figliare con Bud Spencer. A quel punto un cercatore di funghi la incontra e pensa che sia una buona idea avvicinarsi per fotografare gli orsacchiotti. Il mammifero lo percepisce come un pericolo e lo aggredisce con i possenti artigli che madre natura le ha conferito a questo scopo. A quel punto l’orsa, prima importata appositamente, viene considerata pericolosa e abbattuta. Vedremo se i cuccioli passeranno l’inverno o se si dovrà comprare un’altra orsa da chissà dove, ma questa che aderisca ad una filosofia strettamente pacifista.

In questo delirio tipicamente italico di fare e disfare continuamente la stessa cosa con costi crescenti, trovano terreno fertile una serie di altre cazzate. Perché a noi non ne basta mai una. Noi vogliamo l’Unico Anello della vaccata. L’Excalibur che indichi il re dei coglioni. Vogliamo una coorte di premi Nobel che scenda dal cielo e ci proclami il Paese più idiota di sempre.

Una delle cose che più mi fa incazzare è il frastuono sollevato da proprietari di gattini che si sono affrettati a scrivere che “GLI ANIMALI SONO BUONI!!1!1! VOLEVA SOLO BENE AI SUOI BAMBINI SIAMO NOI CHE SIAMO CATTIVI, GLI UOMINI SONO IL MALE!” No, amici belli, gli animali non sono buoni. Gli animali sono cazzo di animali. Pigliamoli per quello che sono. Non hanno etica né sensi di colpa e se l’orsa avesse ucciso il cacciatore di funghi non sarebbe certo andata dal prete a confessarsi. Ci sono animali feroci e se volete che vadano preservati, vanno preservati per quello che sono. Se intendiamo uccidere tutti gli animali che si incazzano quando ti avvicini ai loro piccoli, tanto vale che scateniamo un olocausto nucleare e non ne parliamo più. Andiamo a uccidere tutti i coccodrilli preventivamente, se no. Perché, pensate un po’, potrebbero mangiare un uomo se gli finisse tra le balle in ora di pranzo. E comunque potrebbero mangiare altri animali. L’orsetto Knut ha meno afflato etico di Hannibal the Cannibal. La natura è fatta così: sta all’uomo fare le sue scelte e se fa una scelta del cazzo, come avvicinarsi a un’orsa con due orsacchiotti, ne paga le conseguenze. La filosofia, l’etica, la religione, il diritto sono tutte prerogative umane.

Io vedo in tutta questa vicenda esternarsi due delle assurde tendenze del mondo di oggi: quella di pretendere costantemente che la natura sia diversa da quello che è e di volerla ridisegnare con leggi, decreti, proclami, manifestazioni, fiaccolate e così via, e quella a deresponsabilizzare l’uomo che, se fa una cazzata, non viene mai additato dalle autorità come povero coglione che non avrebbe dovuto esserlo, ma come povero coglione a cui deve essere impedito di subire ancora le conseguenze delle sue azioni.

Vogliamo che lo Stato rispetti la volontà popolare, ma poi anche che lo Stato ci protegga da noi stessi perché siamo degli irrecuperabili mentecatti. (

OK, ammazzare un animale è male. Ma condannarne uno all’astinenza sessuale secondo voi lo è? No? Allora chiamatemi.)

In tutto ciò, naturalmente, ognuno ha sentito il bisogno di dire la sua.

Salvini: “In Italia si può UCCIDERE un orso, ma non si possono toccare spacciatori, rapinatori, clandestini, delinquenti.” Bel tentativo, ma la proposta di uccidere anche i clandestini è stata bocciata.

(Secondo Salvini, dovremmo prendere esempio dalla Svizzera: “In Svizzera le orse sono registrate, non si trovano solo nelle case chiuse e pagano le tasse”.)

lega orso Gasparri: “Interrogazione parlamentare sull’assassinio di Daniza. I capi della Provincia di Trento devono pagare.” I CAPI?

Comunque Gasparri trova subito sponda con Di Battista secondo il quale bisogna cercare il dialogo con gli orsi.

Di Battista: “Se domani un orso si fa esplodere in metropolitana non ci possiamo lamentare.”

Mi risparmio il nervoso di andare a leggere le dichiarazioni degli ineffabili di sinistra. Mi limito a ricordare ai miei lettori che nei paesi più progrediti del nostro gli orsi godono dei diritti civili e possono anche sposarsi.

Polemiche per una sentenza della magistratura che, andando contro il parere del governo, ha concesso a una coppia di orse di adottare una bambina.

Addio, Deniza. Insegna agli angeli a rispettare gli animali per quello che sono e non perché sembrano la versione in pelliccia e ossa dei personaggi della Disney che abbiamo amato da piccoli.

PS: la battuta dell’orsa che si fa esplodere in metropolitana è di Tommaso Stoppa.

PPS: una importante precisazione: non è affatto provato che le autorità trentine avessero intenzione di uccidere Deniza. Si doveva fare, poi visto il clamore suscitato ci si stava pensando sopra, l’opzione era sul tavolo, ma insomma. Mi sono avvalso in corpo di testo di una lieve distorsione dei fatti per rendere agevole l’esposizione. Il fatto è che quello sarebbe stato comunque il decorso della storia se non si fosse sollevato il polverone che si è invece sollevato.

Ricordo che potete supportare chi scrive diffondendo il pezzo e mettendo un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK.

203. Chi vincerà lo scudetto della politica italiana?

renzi ragazziPossiamo dire che, visto che il Parlamento si prende delle belle vacanze in Agosto, Settembre sia come l’inizio di una nuova stagione della politica. Come per il campionato di calcio. Si ricomincia a giocare e si ricomincia a governare. Con la differenza che nel calcio almeno si gioca tutte le domeniche all’ora prevista, mentre in politica non si capisce nemmeno se la partita si è giocata davvero oppure no, e men che meno chi ha vinto.

La situazione di qualche tempo fa era questa: “Renzi annuncia una riforma al mese. Poi diventa il programma dei 1000 giorni. Poi va a Bagad per le 1001 notte. Dona armi di dieci anni fa ai ribelli e si versa un secchio d’acqua in testa. Sembra uno di quei film in cui devi aspettare il finale per capire il senso di tutto”.

Parrebbe una politica confusa, ma provate a mettervi nei panni degli americani che si alleano con Assad per sconfiggere l’Isis che combatte con le armi che gli americani gli avevano dato per sconfiggere Assad, tutto mentre l’Iran, l’arcinemico degli USA, entra in Iraq grazie al vuoto di potere creato dagli USA quando hanno abbattuto Saddam, il dittatore che avevano sostenuto in funzione anti-Iran. Obama ha la fortuna di essere nero, perché se non fosse protetto dal politically correct paragoneremmo la sua coerenza a quella di una donna in premestruo. AH OPS.

Comunque, ormai la stagione politica volge al termine, un’altra settimana decisiva per l’abolizione delle province un’altra settimana decisiva per l’abolizione del Senato altri cento giorni con una riforma al mese comincia il periodo dei 1000 giorni di riforme promessi da Renzi e così ho deciso di rivolgermi a voi per chiedervi: cosa qual è stata la notizia più importante dell’ultimo anno di politica? Perché se no si può avere l’impressione che non sia cambiato un cazzo. Via al sondaggio.

155. Per quest’anno non cambiare

einstein-simple-thingsI sostenitori del Principio Antropico osservano che, se una sola delle costanti fisiche dell’universo fosse diversa, anche di pochissimo, la vita come noi la conosciamo sarebbe impossibile. Da questo fatto deducono che vi sia una intelligenza superiore che ha preordinato tutto perché l’uomo potesse nascere, svilupparsi ed evolversi fino ad acquisire la conoscenza scientifica necessaria a devastare l’ambiente fino a smettere di esistere.

Allo stesso modo io mi sentirei di osservare che l’Italia è una specie di sistema chiuso con le sue costanti, senza le quali l’italiota non potrebbe prosperare fino all’autodistruzione. Ecco quindi l’elenco di tre cose che in Italia non cambiano mai.

Pisa_merda_Einstein

1) Il mio vicino è il mio nemico. Falchi e colombe del Pdl si azzannano l’un l’altro, la Santanchè insulta Gasparri, Gasparri insulta la Santanchè (succede: per una volta hanno ragione entrambi), il PD si spacca fino agli atomi, il Movimento 5 Stelle perde un senatore ogni due settimane. E poi D’Alema organizza una bella conferenza stampa per dire che vede Renzi premier e che Letta, invece, non ha futuro, scatenando un vespaio. E insomma, dopo 800 anni stiamo ancora a vedere se la spunta il pisano o il fiorentino.

kenny morto

2) Il Governo sta sempre per cadere. Non c’è mai stato un Governo che non fosse in bilico, minacciato da una maggioranza divisa, scissa, litigiosa e pronta a tornare alle urne. Tre mesi dopo aver unito l’Italia pure Cavour, al governo da 10 anni in Piemonte, capita la mala parata, decise saggiamente di morire. Vivere in Italia vuole anche dire abituarsi a quanto sia ingannevole il tramonto costante di tutte le cose. I governi cadono in continuazione, sono perennemente impossibilitati a decidere qualcosa, ma la loro morte politica assomiglia a quella di Kenny in South Park. Aspetta la prossima puntata e nessuno si ricorderà della sua ultima, atroce fine.

gesù imbarazzato

3) Il leader politico si paragona a Gesù. L’ultimo e il più assiduo in questa pratica è ovviamente Silvio Berlusconi, già definitosi in passato “un Cristo prestato alla politica” e “l’unto del Signore”. La scorsa settimana è stato Alfano a dire che “il processo a Berlusconi deve farci pensare a quello di Gesù”, così incautamente svelando il suo programma di approvare l’amnistia dopo soli tre giorni.

Già pronta anche la nuova difesa nel Processo Ruby: “Non erano orge, era un’elegante ultima cena con burlesque”.

Silvio di Nazareth intercettato mentre spezzava il pane dicendo “Si lavora e si fatica per il pane e per…”

Silvio di Nazareth fa spuntare le aureole. Dei capezzoli.

Per colpa di Silvio di Nazareth il governo cammina su acque agitate.

Anche qui comunque ci sono antecedenti. Un’attività sessuale sfrenata non impedisce di paragonarsi a Gesù. Alessandro VI Borgia diede scandalo partecipando a numerose orge, sia prima che dopo la sua ascesa alo soglio papale, in particolare nell’ottobre del 1501 pare si sia intrattenuto con 50 prostitute, suo figlio Cesare e sua figlia Lucrezia.

Anche se si paragonano a Gesù, dunque, non aspettiamoci miracoli dai nostri politici. L’Italia al momento è fatta così. Parafrasando Cavour: “Se vogliamo cambiare l’Italia, dobbiamo prima di tutto cambiare gli italiani”.

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132. Senza passare dal via

Giudice-PinocchioGasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” Ma nemmeno la storia del fascismo e dei deputati sull’Aventino conosce?

Gasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” Poi si è accorto che quasi nessuno di loro lavora.

Gasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” E costituiranno un gigantesco Gruppo Misto.

“Ci dimettiamo in blocco” is the new “Un milione di posti di lavoro.”

Mara Carfagna confonde Cassazione e Corte Costituzionale. Ed è laureata in Giurisprudenza. Ma può succedere a tutti, quando l’hanno fatta Ministro hanno confuso il culo con il cervello.

Mara Carfagna commenta così: “Eh sì mi sono distratta..capita anche a me.” Dai Mara, ora metti pure i 3 punti di sospensione anziché 2. Prima al grammatica, poi il diritto, verso i 60 anni avrai le competenze della tua segretaria.

E così la Corte Costituzionale non ha annullato la sentenza di condanna a Berlusconi. La cosa mi ha lasciato perplesso da qualunque punto di vista. Dal punto di vista giuridico, non starò ad annoiarvi, ma la trovo un abominio. Qualcosa sul punto l’avevo scritto IN QUESTO PEZZO Solo con una evidente forzatura ideologica si poteva giungere a questa conclusione. E non parlo di forzatura ideologica nel senso dell’odio a Berlusconi, ma di forzatura ideologica nel senso della difesa di una immagine del giudice come di un potere espansivo, discrezionale e paternalista che deve avere piena libertà di valutare e interpretare le leggi secondo ciò che ritiene meglio. Personalmente trovo questa visione della magistratura pericolosamente autoritaria, e questo indipendentemente dal fatto che Berlusconi sia colpevole o meno (e sì, almeno di alcune cose è colpevole).

Dal punto di vista politico sono stupito perché, essendo de facto la Corte Costituzionale sottoposta a una grande influenza da parte del Parlamento (5 membri nominati) e del Presidente della Repubblica (5 membri nominati) ed essendoci in questo momento una convergenza tra centrodestra e centrosinistra, sospettavo che le pressioni per una decisione favorevole al Cavaliere fossero enormi. In realtà, probabilmente, le nomine compiute negli anni scorsi dal centrosinistra e da Napolitano erano state selezionate nell’ambito di una strategia di alleanza con i fautori dello strapotere della magistratura non facilmente controllabili.

Mi pare anche evidente che, sul piano politico, un settore del PD sta manovrando per far cadere il Governo e costituire un’alleanza con Monti e i grillini provenienti da esperienze politiche di sinistra.

Per inciso: se la Corte di Cassazione dovesse confermare la condanna, Berlusconi assumerà il ruolo di “Grillo del Pdl” e credo che sarà tutt’altro che fatto fuori. Tanto ormai è chiaro che non raggiungerà mai più i fasti di 5 anni fa, ma con il 25-35% punta a restare una delle forze condizionanti del Paese.

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