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175. Mi si è annodata la lingua

supereroi lavavetri di talento

Ieri qualcuno di voi avrà potuto sentire la mia voce in radio. Per pochi secondi. C’è questo programma di Radio2 che seleziona su twitter le migliori battute del giorno su un determinato argomento, dopodiché ti chiama, ti chiede di leggere il tuo tweet, ti registra e ti manda in onda.

L’argomento di ieri era il discorso della Cancellieri in Senato.

La cancellieri: “Sono intervenuta in altri 100 casi”. E forse dovrebbe scegliersi meglio gli amici.

Oggi mi hanno richiamato.

Berlusconi: “I miei figli si sentono come Ebrei sotto Hitler”. La sottile differenza tra una doccia a gas e una jacuzi con le bolle.

Ecco, in entrambi i casi ho parlato come un subnormale. Sono abituato a sentirmi dire che parlo troppo rapido e quindi ho cominciato a sillabare lentamente come se stessi cercando di farmi leggere le labbra da uno dall’altro lato della strada. Ci vuole dell’abitudine per stare su un mezzo nuovo. Mi è successo sul palco, a teatro, mi è successo sul blog. Succede a tutti quando cambiamo ambiente, se non siamo troppo stupidi per capire che le cose vanno fatte in modo diverso a seconda delle circostanze, o almeno POSSONO essere fatte in modo diverso.

Anche in politica la gente si adagia. Su “Ha ragione Silvio e se non sei d’accordo sei un comunista”. Su “Ha ragione Grillo e se non sei d’accordo sei un servo della kasta”. Su “Ah, ci fosse la buonanima li farebbe rigare tutti dritti”. Su “Ah, perché non ci sono più i comunisti di una volta e se non sei d’accordo sei un fascista/servo della trojka”. Anche solo sul “Va tutto male perché l’Italia fa schifo”.

Va tutto male perché vengono quotidianamente fatte cose sbagliate. Per esempio mesi fa sottolineai come fosse da pagliacci annunciare roboantemente la sospensione dell’IMU senza spiegare quali fossero le coperture e oggi Saccomanni dichiara sgomento che la copertura non c’è, come fosse un incidente imprevedibile.

Potremmo dire che il realista è un pessimista che cita le fonti.

Ma sto andando fuori strada, proprio perché le cose possono essere fatti in mille modi e lo stesso inizio può avere mille sviluppi. Quello che volevo dire è che a me piace sperimentare. Cerco di fare in modo che questo blog non sia sempre uguale e di lasciare ampi spazi all’improvvisazione, anche a costo di toppare e, qualche volta, di deludere i miei lettori abituali.

Ma a me piacciono le persone che discutono chi ha idee diverse, che ascoltano quando non sanno, che provano quando se la sentono. Che si incuriosiscono di tutto e che finito un libro pensano che avrebbe anche potuto essere completamente diverso.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK se volte potervi imbattere in qualcosa diverso da ciò che avete appena letto.

90. Come si chiama?

gioconda felicitàVolevo scrivere un post sulle coincidenze. Sarebbe dovuto cominciare così:

Come si chiama il capo della polizia italiana? Manganelli

Come si chiama l’ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede? Figa

Come si chiama la telecronista chiamata a commentare l’elezione del nuovo pontefice? Baldracca

Come si chiama il capogruppo del PD alla camera, almeno finché non si indicono nuove elezioni? Speranza

Come si chiama il presidente della Banca Centrale di Cipro? Panicos

Per poi proseguire con battute, giochi di parole e infine col mostrare che si tratta di casi isolati, ovviamente, ma che come si può portare il lettore a sorprendere l’incredulità nella satira lo si può fare anche nei discorsi seri. Che selezionando un insieme di informazioni è possibile creare l’illusione che vi sia fra di esse un legame e giustificare qualunque teoria complottista. Però proprio mentre mi accingevo a scriverlo, Manganelli è morto. Che, se vogliamo, è proprio una bella coincidenza.

Ora le battute su Manganelli fioccheranno e saranno, per lo più, di pessima qualità e ancor peggior gusto. Insomma, semplicemente il post che avevo intenzione di scrivere non mi garba più.

Ed ecco che potremmo dire due parole sui cambi di programma. A volte succede qualcosa di talmente imprevisto che costringe a rivedere all’ultimo progetti messi da tempo in cantiere. Come quando la star di un telefilm si fa arrestare e lo sceneggiatore deve riscrivere tutte le puntate successive senza fare apparire il suo personaggio. Come quando un falso dossier su un cardinale e il rifiuto di un altro spinse il conclave a eleggere Papa Wojtyla.

A volte vengono rovinate cose grandiose. A volte l’improvvisazione ti costringe a dare il meglio. Per esempio il PD riesce a mettere Grasso alla Presidenza del Senato. Il che è dare il meglio, visto che il rischio era di trovarcelo Presidente della Commissione Giustizia. E la Boldrini presidente della Camera. Il che è dare il meglio, visto che il rischio era di trovarci ancora Casini.

Però capiamoci. E tutti questi entusiasmi, e tutti questi discorsi, ma qualcuno degli entusiasti mi sa dire che cosa fanno i Presidenti delle Camere? Che io sono molto contento che la Boldrini sia contro la violenza sulle donne, ma se c’è un ruolo in cui non potrà scrivere il testo di una legge sulla violenza sulle donne, questo è quello di Presidente della Camera. Grasso e la Boldrini hanno per ora interpretato il loro ruolo come uno scranno da cui fare proclami, come se fossero dei Presidenti della Repubblica Minor. Non sono i ruoli di facciata che contano, ma i movimenti dietro le quinte.

Il PD ha implicitamente ammesso che se vuole fare bella figura deve presentare della gente che non viene fuori dai propri apparati istituzionali.

Il PD è in crisi perché vuole mostrare che si sta rinnovando senza ammettere di aver bisogno di rinnovarsi, perché se no tutto l’apparato che ha spinto Bersani contro Renzi risulterebbe squalificato.

Il Pdl, più coerentemente, insiste sulla linea “Berlusconi santo subito”.

La Biancofiore: “Berlusconi Presidende della Repubblica sarebbe al di sopra delle parti”. Voleva dire “Al di sopra della Legge”.

“Berlusconi Presidente della Repubblica sarebbe al di sopra delle parti”. Intime.

“Berlusconi Presidente della Repubblica sarebbe al di sopra delle parti”. E poi è già abituato ai discorsi a reti unificate.

A confondere le acque Grillo che si paragona a San Francesco.

E intanto, avendo capito di non essere pronto per governare e che si voterà presto, mette alla prova i suoi con condizioni durissime.

Per esempio se due grilline vanno al bagno assieme, conta come riunione e devono fare la diretta streaming.

Per esempio se la moglie di un grillino gli dice “Dimmi qualcosa di porco” loro devono star zitti e farla parlare col capogruppo.

Per esempio se un grillino fa cadere il caffè, allora ha votato per la legge di gravità senza sentire gli altri e viene espulso. A volte gli eventi imprevisti ti costringono a tirare fuori il meglio di te, a prendere strade inconsuete e inaspettate, a innovare a dispetto di tutto.

“Desidera?”

“L’insolito, grazie.”

PS “Desidera?” “L’insoltio, grazie” è un tweet di @mesmeri. Seguitela!

padrino cipro