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192. Aggiornamenti flash

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Cuperlo si dimette in polemica con Renzi. Vorrei dire che ha fatto una triste fine, ma non è che l’inizio…

(Povero Cuperlo. Costretto ad essere “chi?” perché non aveva abbastanza carisma per essere il Che.)

Qualcuno osserva, intanto, che se Berlusconi è andato a incontrare Renzi, vuol dire che non è né ai domiciliari, né ai lavori sociali. Sta a vedere che Renzi gli ha fatto un dispetto.

(Questa nuova legge elettorale è praticamente un altro Porcellum. Il fatto è che dell Porcellum non te ne sbarazzi così. Per distruggerlo bisogna gettarlo nel Monte Fato mentre Berlusconi si contorce e sibila “Il mio tessssssoroo”.)

Trovati milioni di euro in un campo nomadi. I rom protestano vivamente: “Non vale che Marino ci paghi per votarlo e poi si riprenda i soldi”.

Ex comandante delle guardie svizzere: “C’è in Vaticano una lobby gay pericolosa per la sicurezza di Papa Francesco”. C’è un complotto dei servizietti segreti.

Papa Francesco: “Internet è un dono di Dio”. “File sharing” is the new “Comunione”.

Noterete che scarseggiano notizie dal Governo, come da quando si è entrato in carica a questa parte. Tale sublime, intellettuale e quasi aristocratica inattività mi ha suggerito dei versi:

“Solo Cuperlo si è dimesso

Non si è dimesso Letta

Questo governo è un cesso

Italia poveretta.”

Tutto questo mentre, dati forniti dal Sole 24 Ore, ogni mezz’ora in Italia chiude un’attività commerciale. Praticamente l’unica impresa che cresce è Zerocalcare.

Morto il direttore d’orchestra e Senatore a vita Claudio Abbado. Il modo migliore per ricordarlo è forse ascoltare le direzioni del nipote Roberto, meno famoso e altrettanto bravo.

Scusate, non fa ridere. Ma visto che ci sono quelli che hanno esultato “uno stipendio da Senatore in meno!” e mi son morti tre polli dal ridere, ho soprasseduto.

Morto anche il regista Carlo Mazzacurati. Mi ha fatto ridere con La Passione.

Ed è stato l’anniversario di morte di Heath Ledger. E anche su di lui non mi viene alcuna battuta. WHY SO SERIOUS?

E infine, per la serie “il mondo di oggi in pillole”…

A New York donne in topless contro lo sfruttamento del corpo. La realtà si avvicina al famoso “è come fottere per la verginità”.

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162. Dove c’è polemica, c’è casa

Barilla naziE insomma, per tutta una giornata si è fatto un gran parlare di Guido Barilla che ha detto che nei suoi spot non si vedrà mai una famiglia omosessuale.

Tutto il resto passa in secondo piano, rispetto a un così palese attacco ai diritti civili. Che io me lo vedo il signor Barilla con una farfalla sotto il naso tipo baffetto di Hitler.

(Il giorno prima si piangeva il morto per tutte le aziende italiane svendute all’estero, il giorno dopo si cerca di far fallire la Barilla.)

Barilla: “Nei nostri spot mai una famiglia omosessuale”. Insorge Giovanardi: “Quella omosessuale NON è una famiglia”.

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(SOPRA, il vino con cui Giovanardi accompagna la sua pasta Barilla)

Tutto nasce comunque dalla sparata della Boldrini contro gli spot in cui le donne portano il cibo in tavola su cui mi sono già espresso.

Per evitare discriminazioni d’ora in poi sarà obbligatorio girare gli spot nei sushi bar con il nastro trasportatore.

La Boldrini è uno spot vivente a favore della misoginia (@utenteinstabile)

“Per capire chi comanda, basta guardare chi non vi è permesso criticare.” A occhio e croce non è la Barilla a contare in Italia. E bene così: è un’azienda e deve vendere, non comandare.

Anticipo la critica: “Stai dicendo che comandano i gay?” Non mi faccio fregare. La mia posizione contro l’omofobia l’ho già espressa QUI. L’omosessualità è certamente un argomento su cui si sono creati dei tabù a causa delle oppressioni di cui i gay sono stati vittime. Oggi una lobby gay esiste e credo che non sia un mistero per nessuno. Il fatto che esista una lobby gay non è una buona ragione per non riconoscere ai gay dignità e diritti, però.

Ma il fatto che un’azienda punti evidentemente su un altro target non è un attacco ai diritti di nessuno, lasciamoli vendere a chi vogliono e risparmiamoci acidità per cose che ci riguardano.

Io non so nemmeno se valga la pena dire qualcosa di serio su questa vicenda ridicola, ma lo faccio.

1) La Boldrini dovrebbe farsi un po’ meno i cazzi dei privati e pensare un po’ più all’immagine dello Stato italiano che non gode di buona salute;

2) Per me è inspiegabile come tutti i vip facciano a gara per andare da Cruciani a farsi massacrare. Le polemiche inventate che nascono in quel programma, anche grazie a siti di cosiddetta satira che isolano una frase dal contesto e la fanno diventare quel che non è, sono innumerevoli. Ma sono fatti di privati, quindi, coerentemente, affari loro.

3) Barilla ha solo detto che la loro azienda punta su una immagine moltro tradizionale. A qualcuno piace, altri la ignoreranno. Ma le pubblicità servono a VENDERE, non a cambiare il mondo. Quando un’azienda cerca di mostrare che non punta a guadagnare, ma a cambiare il mondo, c’è qualcosa sotto.

4) Mentre tutti parlavano di linguine e ditalini e di chi serve in tavola a casa Boldrini (il cameriere n.d.r.) passavano in sordina notizie come QUESTA. La UE sanziona ancora una volta l’Italia per le sue leggi che non prevedono la responsabilità civile dei magistrati che fanno cazzate. Sostanzialmente: non solo se un magistrato fa cazzate non paga di tasca sua; non solo questo rende il paese più inefficiente, con danno di tutti; ma anche la UE ci sanziona e noi paghiamo altri soldi per mantenere lo status quo. E smettiamola con la balla che questa cosa sia necessaria per mantenere l’indipendenza dei magistrati, visto che i processi in Germania e in Svezia funzionano molto meglio che da noi.

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130. Milano, Illinois.

paperino mein kampfRaduno neonazista a Milano. Io non sono potuto andare, ero impegnato a non dimenticare.

Raduno neonazista a Milano. Antisemitismo, statalismo, inni a Hitler. Un concentramento di idiozia.

Raduno neonazista a Milano. Nell’ambito dei festeggiamenti per il gemellaggio con l’Illinois.

Raduno neonazista a Milano per festeggiare il compleanno di Hitler. E in Turchia i poliziotti sparano con l’idrante a un disabile in carrozzina. Protesta Erdogan: “Per contare come candelina dovevate prima accenderlo.”

Ok, questa protesta in Turchia deve finire. Date ai poliziotti turchi il permesso di venire anche loro a Milano, basta che la smettano.

Mi viene il voltastomaco a parlarne. Prima o poi riusciremo a sdrammatizzare con delle barzellette, come abbiamo fatto con le barzellette sui nazisti. Ne sta già studiando qualcuna il testimone di nozze della figlia di Erdogan, Silvio Berlusconi.

IL PAPA AMMETTE: “Esiste una lobby gay in Vaticano.” E trama all’ombra dell’osteria numero uno.

(Una lobby gay in Vaticano! Sconvolgente! E chissà quanti preti nascosti nel mondo della moda.)

‘Sta storia della lobby gay in Vaticano è tutto un casino montato sul niente. Il Papa aveva detto “HOBBY”.

Il Papa vuole mettere in riga la lobby gay presente in Vaticano, ma non ci riesce perché loro vogliono fare il trenino.

Il Papa: “San Pietro non aveva un conto in banca.” Non aveva un lobby gay a garantire per lui.

Dio ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza e ora il mondo è pieno di gente che ti dice come vivere la tua vita.

Marino non va al #GayPride. Per spegnere le polemiche toglierà il sellino alla bicicletta.

Italiani incontentabili. Marino assalito dalle polemiche perché, in un momento difficile per la nazione e la città che amministra, non va a ballare in perizoma di pelle con gente vestita da pornosuora. E il povero Berlusconi è stato oggetto di polemiche per averlo fatto.

(A proposito di Berlusconi: secondo inquietanti indiscrezioni, chiese ai servizi segreti di eliminare il Rais. Ci andarono così vicino che da un po’ in TV non si vede Platinette.)

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Machismo. Il rapper Gunplay esalta la sua virilità tatuandosi la cintura di campione del mondo di wrestling. Una disciplina in cui vinci stando sopra per 3 secondi.

3 secondi di durata! Il rapper Gunplay dev’essere del Movimento 5 Stelle!

Sport. L’allenatore francese Rudi Garcìa firma con la Roma e la fidanzata subito lo lascia. Proprio potente questa lobby gay in Vaticano.

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