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128. Gli astenuti sono persone come noi

DUE PALLEE dunque accade l’imprevisto: il PD stravince le elezioni amministrative. I sostenitori della sinistra, che due mesi fa bruciavano le tessere e si strappavano i capelli piangendo la morte del partito, ora girano con le bottiglie di spumante e il vestito da matrimonio e fanno la pipiì sulle colonne come i cuccioli quando sono troppo eccitati.

Epifani ha anche provato a ingropparsi la gamba di Renzi.

Berlusconi, che recenti sondaggi davano prossimo al 40%, tamburella con le dita sul ginocchio, come se stesse guardando in loop da settimane la puntata numero nove di Game of Thrones.

Grillo lancia strali dal suo blog sperano che prima o poi uno incenerisca qualcuno. Chiaramente ha capito di aver sbagliato qualcosa, ma, mancando di un vero direttivo con cui confrontarsi, è lasciato da solo alla sua autocritica. Che uno, a criticarsi da solo, o si da le pacche sulle spalle o finisce in depressione o finisce per sembrare matto.

Ecco. Ci sono degli sconfitti e ci sono dei vincitori. E fondamentalmente nessuno ha da essere contento, a parer mio.

Se c’è una cosa che ha fatto il male dell’Italia è la scarsa tenuta dei governi. Per colpa di tradimenti, insubordinazioni, alleanze, reimpasti, volubilità dell’elettorato o che altro, in Italia non si è mai verificato un evento salutare e shockante al tempo stesso: che un partito, sconfitto su tutta la linea, sia costretto a prendersi quattro anni o meglio ancora otto per ripensarsi da zero e presentarsi con una nuova classe dirigente e un nuovo progetto per il paese. Invece, continuando a cadere un governo dopo l’altro, la colpa del mancato adempimento delle promesse elettorali è sempre colpa di chi ha tradito, di chi ha abbandonato, delle straordinarie circostante esterne.

Questa volta stava per morire il PD come lo conoscevamo. E invece ecco che la dirigenza può gongolare, vantarsi che le sue scelte sono state capite, e scordiamoci cambiamenti epocali. Addio collasso, benvenuta respirazione artificiale!

Quindi il primo risultato di queste elezioni è: il PD è salvo. Il centro di interessi che si era compattato nella sinistra più antiquata d’Europa tira un sospiro di sollievo, con buona pace di chi sperava di vedere dei labour inglesi o uno Schroder anche da noi.

Secondo risultato: il PDL conferma quello che aveva mostrato fino a poco prima delle elezioni nazionali, ovvero che la propria classe dirigente locale è un completo disastro. Sono anni che i sindaci sono lottizzati, scelti per la fedeltà a questo o quel colonnello di partito. Ognuno ha anche una clientela fedelissima, che però in termini numerici conta relativamente poco. Sevirebbe una selezione della classe dirigente, che però non si capisce da chi dovrebbe essere fatta, se si rifiutano a priori le primarie. Non è possibile in alcun modo aprirsi al nuovo e contemporaneamente tranquillizzare tutta la vecchia guardia che sta in Parlamento. Ora Berlusconi sa che il PDL sul piano nazionale dipende esclusivamente dal suo carisma. Se sbaglia la campagna elettorale è finito e con lui metà dei suoi senatori. Una scarsa preoccupazione per un uomo in delirio di onnipotenza, ma i suoi consiglieri tradiscono un certo nervosismo.

Per inciso: questo probabilmente garantisce una tenuta maggiore del previsto a questo governo, ma al contempo è una mazzata per quelli, come il sottoscritto, che auspicano un ritorno al sistema maggioritario.

La terza notizia è che il M5S tracolla. La gente si è accorta che Grillo non è affatto un guru infallibile. Dipingerlo come tale vuol dire volere il male del movimento, il quale ora ha lo stesso problema del PD e del PDL: inventarsi un meccanismo di selezione della classe dirigente snello ed efficace, che porti ad emergere volti nuovi e preparati. Personalemente sono molto triste che Grillo abbia ottenuto così pochi voti. Non gli ho mai risparmiato critiche, ma era un forte elemento di pressione sui due partiti tradizionali, che invece ora saranno tentati di adagiarsi nuovamente sugli allori, certi che nel peggiore dei casi il secondo posto è loro. Fondamentalmente, però sta fallendo in un obiettivo che era la vera ragion d’essere del Movimanto: ovvero nel creare un dibattito interno aperto e coinvolgente. Grillo dovrebbe pubblicizzare molto di più le realtà dei meet up e molto meno le sue opinioni personali.

A quanto pare, peraltro, questa opinione comincia a farsi strada anche tra alcuni esponenti del M5S in Parlamento: http://www.beppegrillo.it/2013/06/il_problema_e_b.html.

La quarta notizia è la quasi morte politica della Lega Nord. Le istanze che mossero la Lega agli inizi, dagli sprechi dello Stato centrale alle tasse che mettono in ginocchio le poche regioni che producono gettito, sono ben vive, ma la Lega non appare più in grado di catalizzarle anche perché, fondamentalmente, in anni di governo ha ottenuto pochi risultati.

E qui siamo al nocciolo della questione. Più del 50% dei cittadini non è andato a votare. Non accetto paragoni con quanto accade negli USA, dove percentuali del genere ci sono state in passato. In Italia il crollo dei votanti non è dovuto a un generico disinteresse o alla presenza di minoranze etniche che non si sentono rappresentate. Chi in Veneto e Lombardia voleva l’indipendenza, o almeno l’indipendenza fiscale, la vuole ancora. E anche chi voleva un freno all’immigrazione incontrollata. Può piacere o non piacere, ma quelle persone esistono. Se non vengono più catalizzate dalla Lega, vuole solo dire che ci sono ora x milioni di persone che hanno dei desideri chiari e si sentono ignorati, possibili prede di veri movimenti eversivi.

Lo stesso dicasi dei liberali delusi del PDL e del PD, propensi a fuggire all’estero. Si tratta spesso delle persone meglio formate del Paese, almeno in materie economiche. Gente che dovrebbe essere la classe dirigente di domani e invece sarà la classe dirigente di domani in Germania o in Australia.

Gli infuriati con la politica che hanno votato M5S alle nazionali, che vogliono più trasparenza e partecipazione e una agenda digitale seria (anche se magari non sanno in cosa dovrebbe consistere) non sono meno arrabbiati adesso.

Quel 50% di astenuti resta lì e non è meno italiano del 50% che ha votato.

Col 50% di astenuti non consento a nessuno di esultare. I politici sono stati a litigarsi le briciole, ma se questo fosse stato un referendum avrebbe vinto il “tutti a casa”.

Secondo alcuni analisti, nel 2014 ci sarà una ripresa globale dell’economia. Mi sa che il Governo Letta punta a resistere fino a quel momento e a prendersi i meriti delle briciole che, dal tavolo dei grandi, cadranno anche sull’Italia.

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122. Volevano davvero eliminare Grillo?

 

Gioconda legoGrillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PDL. Che poi non trovi più il portafogli è un altro discorso.

 

Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PD. Il problema poi è estrarre il coltello dalla schiena.

 

Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli della Lega. Non quando ce l’hanno duro.

 

Grillo. “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Si chiama camicia di forza. (Microsatira)

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Ditelo con i fiori.

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Non potrà più fare le cose coi piedi.

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Per dimostrare che non porta rancore, ora la fioriera è un dirigente Atac.

 

L’uomo più ricco d’Italia è il proprietario della Nutella. Il paese è in depressione.

 

E consoliamoci. Non si evade solo in Italia. Apple è accusata di avere sottratto al fisco americano 74 miliardi di dollari. iRubato.

Il Pd Zanda insiste sulla ineleggibilità di Berlusconi e sulla legge che viterebbe l’ingresso in Parlamento ai Movimenti come il M5S. E coi soldi risparmiati si potrebbero comprare della ghigliottine nuove di zecca.

Ma…

…è proprio vero?

Di solito non sono tenero col PD, ma alcune cose del disegno di legge Zanda a me piacciono. Sulla ineleggibilità d Berlusconi mi pronuncerò in futuro, ora concentriamoci sulla c.d. legge antimovimenti. Cosa, esattamente, turba così tanto Grillo? Il fatto di diventare formalmente un partito? La personalità giuridica? Mi paiono cose francamente ininfluenti. Il fatto di dover depositare uno statuto? Sinceramente mi pare un onere da poco e una bella garanzia per i cittadini.

Che debbano essere indicati gli organi dirigenti, il modo in cui sono eletti, la durata degli incarichi, il fatto che debbano essere a tempo determinato? L’obbligo di specificare le procedure che produrranno atti in grado di impegnare il partito?

Qui c’è del veleno nei confronti di padri-padroni come Berlusconi, ma anche contro Grillo. Chiaro che non potrà, dall’esterno, limitarsi a togliere il simbolo a chi è persona non gradita, senza sottoporsi a procedure preventivamente indicate. Ma sono anche chiare due cose:

1) che attualmente il M5S senza Grillo muore. Ancora per lungo tempo lui avrà enorme influenza sul movimento, quale che sia lo statuto approvato, semplicemente perché se smette di andare a riempire le piazze addio 25%;

2) che in prospettiva per il M5S affrancarsi da Grillo sarebbe una benedizione. Bisognerà pur consentire a persone competenti di emergere, anche contraddicendo Grillo quando straparla in campi che non sono i suoi. O i grillini vogliono davvero che tutto il movimento scoppi in una bolla di sapone se appena domani Grillo fa un ictus? O è questo che intendono dicendo che Grillo è il cervello del movimento?

Poi, essendo Zanda e Finocchiaro due statalisti burocrati convinti, la legge è piena di rigidità e fesserie. Dall’obbligo di riservare una quota dei rimborsi alla formazione politica sul territorio (come dire: comprarsi il consenso dei giovani e assicurarsi la continuità) alle quote rosa negli incarichi sociali, ad alcune norme birichine sulle primarie che secondo i maliziosi vorrebbero sfavorire Renzi.

Tuttavia, nella sostanza, non è nemmeno un testo da buttare. Non verrà mai approvato: anzi, poche ore fa, è stato ufficialmente ritirato. Ma avrebbe potuto essere una buona bozza di partenza per specificare cosa vuol dire “democrazia interna ai partiti”, criterio a cui si dovrebbe sottostare per ricevere i finanziamenti pubblici, oggi formula vuota che consente all’apparato del PD e ai colonnelli del PDL di fare quel cavolo che vogliono, nominando coordinatori e candidati senza rendere conto a nessuno delle proprie scelte. Anzi, grazie al porcellum, senza renderne conto neppure agli elettori.

“La democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizia maggiori.” (Umberto Eco)

 

Per chi fosse interessato, il testo del ddl Zanda-Finocchiaro si può leggere QUI

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94. Mi chiamo Movimento 5 Stelle, risolvo problemi

Wolf e il governoLa diretta streaming dell’incontro PD-M5S è stata un altro modo per dire Vaffanculo. Ma a chi?

Il M5S dice che non farà alcun accordo col PD, poi gli chiede di incontrare Bersani in diretta streaming per discutere e lì dice che non farà alcun accordo col PD. Coerenti sono coerenti, ma se un cliente mi chiede di incontrarmi di persona e lì mi dice che voleva solo dirmi che non gli interessa parlare con me, è chiaro che si tratta sostanzialmente di un insulto.

E forse uno che se ne è uscito poco tempo fa con frasi come “Non osino dirci che abbiamo responsabilità per Monte Dei Paschi di Siena, che li sbraniamo”, (per il mio pezzo su MPS, clicka QUI )  gli insulti se li merita pure.

 Il fatto è che promettere l’appoggio su determinate riforme e negare la fiducia solo perché la parola fiducia fa troppo marito e moglie è ridicolo e vuol dire non prendere sul serio le istituzioni. Se il M5S vuole mostrarsi meglio del Pd non è questo il modo.

Però al momento la posizione è questa. Quindi siamo impallati. Ma torniamo alla diretta streaming.

Che dire, mancava solo che gli affreschi si staccassero dal muro e andassero a nascondersi in bagno per l’imbarazzo.

Nella mia testa campeggiava questa immagine: io che mi sfrangiavo i maroni con la diretta in streaming dell’incontro tra Bersani e Crimi, e intanto Napolitano si guardava le repliche dell’ispettore Derrick.

 O stava in mutandoni davanti alla xbox a farsi insegnare da un corazziere come si gioca a Mortal Kombat.

O prende in mano un libro di Fabio Volo e dice ad alta voce “A Clio piace, magari non è così male”.

Perché se una cosa era ovvia, è che non ci si potevano attendere sorprese. Avete mai visto qualcuno cambiare idea in diretta nazionale? Un politico chiedere che ci siano le telecamere solo per poter ammettere che l’altro ha argomenti migliori dei suoi? No, mai. Per questo chi aveva interesse al risultato di questa consultazione non l’ha guardata, mentre chi si diletta di satira sì.

 E… ecco, c’è poca satira da fare. Bersani remissivo, Crimi impacciato che un po’ lo insultava e un po’ si scusava di farlo. Sembrava il poliziotto buono che mena il criminale, ma dentro di sé pensa che è la società che l’ha ridotto così.

Chi non l’ha vista non può capire.

La diretta streaming è stata la cosa più imbarazzante dai tempi di “Meno male che Silvio c’è”.

 

A un certo punto Bersani ha anche cominciato una frase con “Non è che siamo qui a…” e non l’ha mai finitia, che stava per dire “Smacchiare il giaguaro”, ma sotto il tavolo c’era D’Alema che gli ha tirato una schicchera sulle palle appena in tempo.

Crimi dice che vogliono governare loro, Bersani gli propone di parlarne e subito la Lombardi cambia argomento, come se le avesse detto “posso palparti le tette?”

 Che io mi sono chiesto se questi pensano di fare la stessa cosa con la Merkel o con Cameron.

Io mi sento serenamente neutrale, visto che non ho simpatie né per i vecchi partiti, né per la tattica di guerriglia grillina. Mi limito a dire che spacciare questa per trasparenza è un inganno.

 Un pensiero simile è stato espresso QUI da Stefania Carini e QUI da Fabrizio Napoli, due articoli brevi che consiglio caldamente di leggere.

Che vi posso dire? Oggi è la giornata mondiale del teatro. Il teatrino della politica ha dato il suo modesto contributo.

 Oggi è anche il cinquantesimo compleanno di Quentin Tarantino. Per lui il modesto contributo è mio.

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85. Notizie bomba

Movimento 5 chip sottolapelleIl Movimento 5 Stelle annulla la marcia a Roma per evitare che si facciano similitudini con la marcia su Roma dei fascisti. La decisione presa dopo che tutti avevano cominciato a fare similitudini con la marcia su Roma dei fascisti.

Che poi a me sti paragoni col fascismo paiono esagerati. Una scampagnata dal Colosseo al Parlamento col pranzo al sacco. Grillo più che il Duce mi pare un capo scout.

Però forse un chip sottopelle qualcuno me l’ha impiantato davvero. È da dopo le elezioni che ogni volta che apro un giornale mi sento male.

Il Movimento 5 Stelle sta mandando tutti in subbuglio. Ora annuncia che vuole gli venga affidato il governo, ma rifiutano di indicare un nome come Presidente del Consiglio. “Napolitano deve dare l’incarico sulla base di un programma, non di un nome!”

E allora riscrivetevi la Costituzione come cazzo pare a voi! – Questa è stata la risposta di Fassino, ma per fortuna l’hanno messo subito a tacere.

“Mi scusi, Presidente Obama, si ricorda che ha un incontro col Presidente del Consiglio italiano domani?” “Si certo. Chi è?” “Non lo sappiamo, dicono che ce lo comunicheranno prima di cena.”

Camera dei Deputati, anno 2014: “Il Presidente del Consiglio numero 10.114 della Repubblica Italiana è Gianni Rossi. Accoglietelo con un caloroso applauso, che alle 16 va a casa ad aprire la porta all’idraulico e cederà la carica al Presidente del Consiglio numero 10.115, ancora da nominare.”

 o non sono un anti Grillo, ma questa proposta è ridicola. Come se un governo poi dovesse realizzare solo un programma e non avere continuamente a che fare con trattative, nomine, imprevisti e amministrazione. “Presidente, ha eruttato il Vesuvio! Che facciamo?” “Ah, guardi, non era nei venti punti del programma, non posso assumere questo tipo di decisioni, prendetevela con il magma.”

“Mi scusi, Presidente Hollande. Io questo trattato lo firmerei, ma dobbiamo aspettare che finiscano le votazioni sul blog. Sa, i cittadini sono i miei superiori. In questo momento siamo 5 milioni per il sì e 5 milioni per il no” “Ma l’hanno letto tutti? Tutti hanno letto e capito le 150 pagine in inglese del trattato?” “No, a dire il vero più della metà crede che si tratti di scie chimiche. Abbiamo smentito, ma si è perso il post nei commenti. E bo, quelli che hanno letto tutto sono per lo più disoccupati che hanno usato google translate. Ma ehi, è la democrazia” “Ma le scie chimiche nemmeno esistono!” “Questo lo deve decidere il popolo.”

Parliamo di Partito Democratico. Il PD propone al M5S: “Troviamo un programma comune istituendo un blog comune”. Visto che ci odiamo, perché non ci sposiamo?

Ma ve la vedete Rosy Bindi che gestisce un blog assieme a Grillo? Quale sarebbe la parola d’ordine, VAFFANVERGINE?

No davvero. Davvero il PD ha fatto questa dichiarazione pensando di non essere spernacchiato? Ma il loro esperto di comunicazione è il fratello senza internet di Flavia Vento?

La situazione è difficile. L’Europa ci chiede misure drastiche. Vuole che tagliamo le pensioni, bandiamo la Nutella, affidiamo di nuovo il governo a Monti e ora intende pure tagliare il porno online. Ci tiene proprio a risultare simpatica.

Unione Europea, premio Nobel per la pace. Dei sensi.

L’Unione Europea si interessa ai problemi urgenti. Mica a quelle cose di cui non ci importa una sega.

Comunque oggi è il secondo anniversario della tragedia di Fukushima. Il Vaticano non ha cominciato il Conclave oggi per non spaventare nessuno con la fumata bianca.

Il dittatore della Corea del Nord festeggia minacciando la Corea del Sud di una guerra nucleare. Corea: un bel posto per vivere, se sei un protone.

Nel secondo anniversario di Fukushima la Corea del Nord minaccia il mondo di bombardamenti nucleari. In Corea pensano che funzioni come per le cure omeopatiche.

E se mettono la cosa online, presto lo penseranno pure metà dei parlamentari grillini.

ECCO QUELLO CHE TUTTI I MEDIA E I MEDICI PAGATI DALLE MULTINAZIONALI NASCONDONO! CON TANTE RADIAZIONI ATOMICHE NEL CORPO DIVENTI UN SUPEREROE COME FLASH E POI NON AVRAI BISOGNO DI PETROLIO! DIFFONDETE!

PS Ringrazio il mio amico Fabio per il bellissimo logo. Un altro partito che tutti voteremmo volentieri!

PPS Se volete farmi due risate sui grassi e paranoici dittatori coreani, clickate QUI