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180. Che due (decadi di) palle

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Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo.

Per chi dovesse leggere questo post in futuro, o per quelli appena scesi su questo blog dal pianeta Mercurio, oggi, 27 novembre 2013, Berlusconi è stato dichiarato decaduto.  Dopo quasi 20 anni non è più né parlamentare, né membro del governo.

Quindi. Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo. A parte le pubblicità dei succhi di frutta danesi, grazie al cielo.

succo danese

 

 

 

 

 

 

 

 

La cosa divertente è che i suoi l’han presa bene.

La Carfagna: “In senato l’odore malevolo della mandorle amare”. Cazzi, si dice cazzi amari. L’odore dovrebbe conoscerlo.

Bondi: “Dovrete vergognarvi davanti ai vostri figli”. Non ha colto la poesia del momento.

Casini: “Non possiamo liquidare la storia di 20 anni come un evento criminale”. Facciamo 150.

Giovanardi: “La pagina più brutta della storia di questo Paese”. Poi gli han spiegato che “inculare Berlusconi” era metaforico e si è tranquillizzato.

(Berlusconi decade, l’uranio decade e gli zigomi della Santanchè stanno ancora sù.)

E pure fuori. Gente che cerca di DARSI FUOCO. Un fedele che si spoglia nudo e chiede a Berlusconi di mantenerlo. Cartelloni rimossi dalla polizia che diventano un caso (qui bisogna essere onesti: in anni di manifestazioni in tv ho visto cartelloni ben più indegni di quello con scritto “colpo di stato” non venire toccati). Donne listate a lutto.

Il Giornale durante il pomeriggio titolava sobriamente “Caccia ai berlusconiani”, come se d’improvviso da Palazzo Madama avessero sguinzagliato i doberman sulla folla inerme.

Titolo dopo la decadenza: “è morta la libertà”, in diverse lingue, incluso il giapponese. I numerosi lettori giapponesi de Il Giornale ringraziano per la notizia. Poi chiedono chi sia sto Beluconi.

(Domani potete telefonare alla redazione de Il Giornale per chiedere loro che significano davvero i vostri tatuaggi.)

(Sì, la risposta vi spiegherà perché quella volta un giapponese vi ha infilato 50 euro tra le tette.)

Di segno opposto, ma altrettanto sobrio, il Fatto quotidiano: “Espulso il pregiudicato”. (Espulso? Sono stati i cartellini rossi comunisti?)

Anche Berlusconi era affranto. Si sarebbe tirato su se avesse realizzato quante donne si sono masturbate guardandolo decadere.

Ma se guardiamo ai fatti, trovo che tutta la vicenda sia grandemente fraintesa.

Ci sono diverse ragioni per cui non è che ci sia molto da gioire e, in un certo senso, nemmeno da parte grillina.

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1) Berlusconi decade. Bene, ma era più un simbolo che altro. Proprio Grillo ha mostrato a tutti che per certi versi fare politica fuori del Parlamento può essere pure conveniente.

2) Berlusconi è stato l’espressione di una certa classe dirigente. Finché quella classe dirigente c’è, esprimerà anche un leader, magari meno pirotecnico di Berlusconi, ma non certo migliore.

3) Berlusconi è stato sicuramente un pessimo Presidente del Consiglio e una persona poco limpida, ma i processi contro di lui sono stati tutti gestiti in modo discutibile. Una delle tante mosse compiute dai giudici per condannare Berlusconi forzando la legge potete leggerla QUI, ma non è certo l’unica. Possiamo essere contenti di essercelo tolto di torno, forse, ma ora vorrei anche la testa di chi ha fatto cadere la sua, giusto per essere sicuro che prima o poi il Presidente del Consiglio ce lo potremo scegliere.

Personalmente sono contento della decadenza di Berlusconi solo perché il contrario sarebbe stato intollerabile. Per quanto sospetti siano i processi che gli hanno fatto, non si può pretendere che i cittadini sottostiano alle leggi se non vi sottostanno i senatori. Quindi che se ne vada a pedate nel culo.

Quando ho iniziato a scrivere questo post, pensavo di fare un’analisi molto più dettagliata della situazione politica e degli effetti che avrà la decadenza di Berlusconi. Ci ho ripensato strada facendo perché credo che ripeterei cose già dette diverse volte. Le cose che bisogna ricostruire ora sono le stesse che bisognava ricostruire ieri: partiti non sclerotizzati, aperti a dinamiche interne, leader che cambino senza che ciò diventi una dramma sanguinolento, cittadini disposti a cambiare voto a seconda delle facce e dei programmi e non fidelizzati a vita perché tutti gli altri sono il demonio. Smantellamento dell’abnorme pubblica amministrazione, riforma della giustizia civile e penale, abolizione del bicameralismo. Direi anche presidenzialismo, se non altro per avere i limiti di mandato e impedire che le stesse due-tre persone si alternino al governo per vent’anni.

Ma poi penso anche che c’è tanta gente che esulta. Gente felice che stappa lo spumante. E per fare tutte queste cose l’Italia ha bisogno di entusiasmo e voglia di crederci. Se la decadenza di Berlusconi vi motiva, che siate di destra law and order (laddove Berlusconi è stato senza legge e disordine), di sinistra, grillini o liberali, siate felici e motivati.

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163. Se per caso cadesse il mondo

giornale tasse lettaVisto che le battute le fa Il Giornale, io posso permettermi di essere serio, per un giorno. Non ne faccio un mistero, sono stupefatto. Avevo sempre scommesso sul fatto che il Governo non sarebbe caduto. Non mi stupisce, infatti, che Berlusconi abbia fatto l’ennesimo colpo di matto, confermando nel videomessaggio di pochi giorni fa l’appoggio al governo e togliendolo ora: mi lascia attonito che i suoi ministri lo abbiano seguito. Molti di loro, infatti, non sono esattamente dei signori nessuno messi lì dal nano scoppiato, sono punti di riferimento di agglomerati di voti con interessi ben specifici. Interessi che mi pare verrebbero lesi sia dalle elezioni anticipate che da un eventuale governo della sinistra col Movimento 5 Stelle.

 

Del resto, Berlusconi afferma di non dormire da 55 giorni. È bello sapere che le sorti del Paese sono affidate alle decisioni di un uomo perfettamente lucido. (@venividi_wc)

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni. L’ultimo lifting non gli consente di chiudere gli occhi.

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni. Sotto la sua finestra continuano a miagolare olgettine in calore.

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni e per questo fa cadere il governo. Se gli viene un attacco di stipsi è capace di rendere illegali i bidet.

 

Quindi alla fine i ministri pidiellini del governo, contro le mie previsioni, si sono dimessi. Non credo, tuttavia, che la mia analisi precedente fosse sbagliata in assoluto. Il punto è che, quando si parla di politica, i fattori sono molteplici. Parlare di politica assomiglia a parlare di fisica o di economia. I fisici e gli economisti costruiscono dei modelli perfetti in cui eliminano tutta una serie di fattori di disturbo. Questi modelli perfetti non esistono nella realtà, ma senza di essi non si potrebbero cominciare i ragionamenti che applicano il modello ideale alla realtà. Spero di essere stato chiaro, che oggi il tempo è tiranno. Ecco, quando si analizza la situazione politica bisogna mescolare l’analisi economica, l’intuizione sulla psicologia delle persone, la comprensione degli interessi in gioco, i rapporti di amicizia, di forza, di affari e di corruzione in atto, le pressioni esercitate da organizzazioni lecite e criminali, le reazioni dell’opinione pubblica eccetera eccetera. I fattori sono tali e tanti che nessuno può conoscerli e soppesarli tutti con esattezza.

Mi soffermo a dire questo per ribadire un pensiero: ci sono soggetti all’interno del Pdl che questa crisi non la digeriscono affatto e che, certamente, stanno ricevendo pressioni da gruppi di potere che li sostengono e che non ne vogliono sapere di tornare alle urne ora. Questo potrebbe condurre ad un appoggio esterno ad un Governo Letta 2 o Governo Grasso o chi per esso. Fare una previsione in questo senso non è facile. Questi eterogenei gruppi di potere sanno bene quanto conta l’impero mediatico di Berlusconi e non vogliono inimicarselo, ma del resto non vogliono sostenerlo se poi tanto Berlusconi se ne frega dei loro interessi. Si potrebbe obiettare: “Perché i ministri del Pdl dovrebbero dimettersi per poi appoggiare lo stesso il Governo? Per due ottime ragioni: la prima è che si sottrarrebbero alla critica di essere attaccati alla poltrona. La seconda è che godrebbero di maggiore agilità nel votare (o meno) la fiducia ai singoli provvedimenti. Diventerebbero l’ago della bilancia, come al tempo furono Casini e Mastella. Si tratta di prevedere le mosse da poker di troppi giocatori, quindi non dico né sì, né no, ma la ritengo la soluzione più probabile.

 

Un’altra chance è quella di un Governo del PD con i quattro senatori a vita, Sel, Scelta Civica e i dissidenti del Movimento 5 Stelle. Un governo risicato, voto su voto, costretto a mediare di volta in volta anche con le altre forze del parlamento, mirato essenzialmente a portare a termine almeno la riforma della legge elettorale. Avrebbe, questo Governo, la forza per fare qualcosa per il Paese? Verrebbe da dire di no, ma siamo pur sempre reduci da un Governo dei continui rinvii e sospensioni. Inoltre, superato grazie ai senatori a vita e ai dissidenti lo scoglio del voto di fiducia, che Grillo non vuole assolutamente dare, si aprirebbero ampi spazi di dialogo col Movimento 5 Stelle. Non ho nessuna simpatia per questo PD figlio delle lobby radical chic e della spesa senza crescita, ma forse, tutto sommato, un Governo del genere potrebbe dar vita ad un’azione più coerente, meno da un colpo al cerchio e uno alla botte.

 

La terza possibilità è quella che vede Napolitano dare l’incarico al Movimento 5 Stelle e il PD dare l’appoggio esterno. Sarebbe un salto nel vuoto totale e temo che Grillo farebbe di tutto per sabotare questa ipotesi, conscio che in questo momento di crisi i suoi sarebbero costretti a scelte ben dolorose e diverse dal reddito di cittadinanza tanto sbandierato. Tuttavia una mossa del genere potrebbe scompaginare non poco le carte in tavola. Anzi: non escluderei che una scelta del genere fosse seguita dalle dimissioni di Napolitano.

 

La quarta possibilità è che Napolitano si dimetta immediatamente, lasciando la patata bollente nelle mani del successore e costringendo il PDL a riallacciare nuovamente il dialogo o ritrovarsi un Presidente della Repubblica dichiaratamente ostile. Questa potrebbe anche essere la contromossa alle eventuali dimissioni in massa dei Parlamentari del PDL. Si dimette anche Napolitano e ciao, senza un nuovo Presidente che possa sciogliere le camere a elezioni non si va.

 

Certo che le dimissioni in massa dei parlamentari di un partito sarebbero uno strappo istituzionale fortissimo. Non è previsto che il potere di sciogliere le camere stia alla minoranza. Sta al Presidente della Repubblica. Se si consentisse alla minoranza di tornare alle elezioni ogni volta che gli fa comodo la governabilità sarebbe compromessa per sempre e questo un Paese non può accettarlo.

 

Tuttavia queste considerazioni non affrontano il punto fondamentale, quello che davvero interessa me e voi che mi leggete, suppongo. Perché noi mica dobbiamo scommettere su quale sarà il prossimo governo. Non ci guadagnamo soldi, non è il totocalcio. Quello che cerchiamo di fare è capire. Capire se c’è speranza, se ci conviene andare all’estero, se e chi dobbiamo votare, cosa dobbiamo pretendere da chi ci chiederà di lasciarlo governare.

 

Ecco un paio di cose che un eventuale Governo di emergenza dovrebbe affrontare per evitare di ritrovarsi in una nuova paralisi.

 

1) Legge elettorale. Osserva Christian Rocca che questa legge elettorale garantisce la governabilità più di qualunque altra, perché chi vince prende tantissimi seggi. Vera la seconda cosa, falsa la prima. Questa legge elettorale rende la Camera totalmente ininfluente. I deputati sono dei meri schiacciabottoni asserviti alla segreterie di Partito. Per quel che fanno potrebbero essere pagati 1000 euro al mese e reclutati in agenzie interinali. Se anche uno alza la testa, il partito lo sfancula in due secondi, perché non è certo in grado di alterare lo status quo. Si noti che avere un certo numero di parlamentari, così come il voto segreto, ha senso proprio per impedire che a decidere tutto siano dieci o venti capopopolo. Per consentire l’emergere della coscienza degli onorevoli di fronte a palesi sporcherie o stupiddaggini. Questa soluzione ha tutti gli svantaggi e nessun vantaggio: la Camera costa tantissimo e non conta niente, anzi, rallenta solo l’approvazione di leggi con passaggi scontati, ma comunque lentissimi e farraginosi. Si decide tutto al Senato, dove la legge non consente di raggiungere maggioranze nette, né spinge a selezionare i migliori. Al Senato il PD e il Pdl hanno gli elementi peggiori, i più asserviti alla direzione del partito, i più disinteressati al destino dell’Italia. La soluzione migliore resta sempre quella di un maggioritario a doppio turno, senza ripescaggi di sorta. Anzi, si dovrebbe ricorrere all’artifizio di consentire a ogni elettore di esprimere due voti. Prima si sommerebbero solo i voti numero 1: se un candidato avrà raggiunto il 50%+1 dei voti, sarà eletto al primo turno. In caso contrario, si sommeranno ai voti 1 i voti 2 e quello che avrà ricevuto più voti (1+2) sarà eletto. I risultati saranno molto simili a quelli di un maggioritario a doppio turno con due vantaggi: si risparmieranno circa 500-600 milioni di euro ad ogni elezione e non avremo l’indecoroso mercato del pesce tra i finti nemici al primo turno che poi trattano l’alleanza per il secondo. La Camera, per come è messa ora, potrebbe tranquillamente essere abolita. I Senatori, selezionati attraverso questo meccanismo, avranno un’autorità ben superiore a quella attuale e dovranno personalmente rispondere ai loro elettori delle scelte fatte, quindi un’azione di Governo meno sclerotica dovrebbe essere garantita.

2) Le riforme istituzionali. I tempi sono davvero brevi. Spero che il Governo a questo punto non si metta in testa di riscrivere tutta la costituzione. Ma se si passasse al monocameralismo e all’elezione diretta del Presidente della Repubblica (con riduzione della carica da 7 a 5 anni) si donerebbe già quel niente di rapidità al sistema di cui oramai si avverte il bisogno.

3) Lo spreco europeo. Chiamo lo spreco europeo il costo enorme a cui siamo sottoposti per il vizio che abbiamo di firmare regolamenti che ci costringono a rispettare certi parametri che poi non rispettiamo. Ogni governo cerca in questo modo di essere l’ultimo governo sprecone, di piazzare i propri amici e costringere poi quello successivo ad essere responsabile. Quello successivo però dice picche, fa pagare all’Italia centinaia di milioni di euro e firma altri regolamenti per costringere chi verrà poi a comportarsi meglio. E così via. Ora davvero alcune cose non sono più rimandabili. Non si può sforare ancora il 3% del Pil. Non si può non rivedere quell’articolo di DUE righe che rende sostanzialmente intoccabili i magistrati che sbagliano. Sono cose che vanno fatte ora, bastano due decreti legge e se non li si fanno ci piomberanno addosso altre stangate. E non sono gli unici casi, ma ad esempio la consueta reprimenda per i ritardi della giustizia richiede un’intervento più studiato che non si approva in quattro e quattro otto.

4) I De Gregorio. Quando Berlusconi morirà, avremo ancora da liberarci di qualche decina di migliaia di De Gregorio. Mestieranti e barattieri, ladruncoli di basso cabotaggio. Anche con la faccia presentabile. Parliamo di PD. Parliamo di Marino. Ignazio Marino, sindaco di Roma, che viene a dirmi che gli oltre 800 milioni di buco del comune non devono essere pagati con le tasse del comune, ma coperte dall’esecutivo. “L’esecutivo” vuol dire gli altri italiani. Che magari il buco non l’hanno fatto. Alemanno si è fatto coprire il buco lasciato da Veltroni, Marino quello lasciato da Alemanno. Fintanto che avere rapporti con la politica e drenare soldi da chi li guadagna a chi ha i contatti politici e mafiosi per appropriarsene sarà più facile che non fare impresa, questo Paese andrà sempre più allo sbando. Se il prossimo Governo dirà a Marino: CAZZI VOSTRI, il miliardo di euro, se lo troviamo, servirà per abbassare l’IVA e non per favorire Roma sulle altre città e non per favorire la FIAT e MPS e le aziende degli amici sulle altre aziende, avrà già fatto qualcosa. E bene faranno i romani a incazzarsi con Veltroni e Alemanno che hanno riempito il comune e le partecipate di fancazzisti pagati.

5) Le possibilità di manovra. Tra euro, fiscal compact, lavoratori pubblici inammovibili, magistratura intoccabile, diritti quesiti, lobby e via dicendo, non capisco nemmeno più che cosa potrebbe fare il Governo, anche se lo volesse. In una situazione così disperata bisognerebbe forse prima di tutto sfidare tutte queste rigidità, a favore del prossimo Governo, quale che sarà, che possa fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano, ma diverse da stare seduti su un treno che corre veloce contro un muro.

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160. Il videomessaggio, la magistratura italiana e le soluzioni all’italiana

Berlusconi the ringMa davvero qualcuno ha preferito guardare il videomessaggio di Berlusconi anziché una puntata di The Big Bang Theory?

Io non l’ho voluto vedere. Ci ho pensato e francamente mi è parsa la cosa migliore. Che poi se devo, preferisco sempre guardare il film originale.

(No, con “film originale” non mi riferisco ai video del ’94. Penso a Gremlins.)

Berlusconi è apparso provato, mi dicono. Aveva appena fatto in tempo a nascondere l’ascia con cui gira i filmini per Mistero.

Berlusconi dichiara che non ci saranno conseguenze per il Governo. Però ora che ha visto il videomessaggio, Letta attende la bambina di The Ring.

Comunque ci sono sempre i giudici dietro tutto. 17 settembre: un giudice svedese stabilisce che non è reato masturbarsi in pubblico. 18 settembre: Berlusconi diffonde il suo videomessaggio. Lo vedete il collegamento?

La MAGISTRATURA. Ok. Ragioniamoci un secondo. Esiste una magistratura corrotta? Certo. Sicuro come il pane. Sicuro come le tette in Game of Thrones. Non solo perché recentemente hanno scoperto diversi giudici con le mani in pasta, ma semplicemente perché, in un Paese con un altissimo tasso di corruzione come il nostro, non vedo come si possa ipotizzare che un gruppo di immenso potere come la magistratura possa essere esente dal problema. Sono selezionati con i nostri discutibili concorsi pubblici, non scelti uno a uno dal Santo Graal. Ci sarà gente onesta e gente meno, il problema è chi controlla i disonesti e come. Esiste una magistratura “politicizzata”? Probabile. Fino a qualche decennio fa il fatto era dato assolutamente per scontato, soprattutto nei film e nella cultura “di sinistra” che accusavano la magistratura di essere “di destra” e connivente con la DC. Passato il tempo, tale polemica si è smorzata. Conoscendo come venivano risolti questi problemi nella Prima Repubblica, è legittimo pensare a una qualche forma di lottizzazione. Quindi realisticamente una fetta più o meno ampia dei magistrati con almeno vent’anni di anzianità è riconducibile ai vecchi socialisti, al vecchio PCI o alla vecchia DC.

Ecco tre tipici magistrati con buona anzianità di carriera:

magistrato craxi

 

 

magistrato stalin 2magistrato andreottiSu ciò che è avvenuto negli ultimi 20 anni non mi esprimo, che non sono ancora emigrato. Del resto che esistano correnti delle magistratura identificate sostanzialmente in base alla fede politica è noto, benché io lo trovi aberrante. Ai tempi di mio nonno era considerato assolutamente inopportuno che un magistrato esprimesse pubblicamente posizioni politiche, non parliamo poi di candidarsi. Detto ciò, il fatto che magari esista una parte di magistratura corrotta e/o politicizzata è un buon motivo per ascoltare il messaggio di Berlusconi? Ma neanche per il cazz… ehm, volevo dire, non credo proprio. Qualunque cosa si pensi di Berlusconi, anche i suoi più fedeli accoliti non potranno negare che si è circondato di incompetenti e criminali per attingere a specifici bacini di voti. Non ha voluto certo creare un gruppo di competenti giuristi ed economisti liberali, preferendo circondarsi di commensali arrivisti e volgari. Ha trasformato i problemi della magistratura in problemi suoi personali, come ora sta trasformando il problema della sua decadenza in problema di tutto il Parlamento. Sembra uno di quei bambini ancora troppo piccoli per distinguere tra ciò che è suo e ciò che è degli altri. In un certo senso, se dovessimo prendere sul serio quanto detto da Berlusconi negli ultimi anni, la soluzione dovrebbe essere: “Sfanculiamo Berlusconi, mettiamo avanti nuovi leader che combattano questa battaglia un pochino meglio”.

Il fatto è che il problema della magistratura in Italia si pone tutto su un altro piano. Non è tanto il fatto che esistano alcuni magistrati corrotti o che le idee politiche dei magistrati possano influenzarne le decisioni o minarne la credibilità, quanto il fatto che tutta la divisione dei poteri è così lineare che sembra disegnata da Pollock.

Pollock

L’ex direttore di Liberazione, Pietro Sansonetti, non proprio uomo vicino alla destra, è arrivato ad ammettere che la magistratura ha preso il controllo dell’Italia e altera il senso delle leggi e blocca quelle che non le vanno a genio. O meglio, ogni giudice applica e disapplica quello che gli pare, rendendo molti processi, se il giudice non è coscienzioso, un terno al lotto. Ora col caso Ilva siamo arrivati a mosse talmente deliranti che possono davvero mettere in ginocchio una nazione. Gli interventi a spada tratta che pochi magistrati stanno facendo contro l’Ilva e la famiglia Riva stanno creando pericolosissimi precedenti. Tanto per cominciare: il sequestro Ilva era stato stimato in 950 milioni di euro. Ora: provate a pensare a un ministro che possa decidere con una firma di disporre di una cifra del genere e vi accorgerete che non c’è. Poi provate a pensare come si comporterà un investitore estero che legge che se potra un miliardo in Italia il giudice di turno potrebbe sequestrarglielo e poi si vedrà in futuro se glielo ridarà. Terzo: pensate alle ovvie ricadute che ci sono state sugli altri stabilimenti del Gruppo Riva e che porteranno alla cassa integrazione di 1.300 operai nel nord. Praticamente succede questo: i politici di Taranto prendevano mazzette per lasciare che l’Ilva inquinasse e la gente di Taranto si ammalava; per risolvere la cosa, la magistratura interviene con un provvedimento che fa perdere il lavoro agli operai del norditalia che non c’entrano un cazzo. Per pagare quelle 1.300 casse integrazione serviranno su per giù 26 milioni di euro della comunità. Il settore siderurgico italiano verrà penalizzato a favore di quello tedesco e francese. Pure un giornale non proprio di destra come Linkiesta è arrivato a titolare “la politica indistriale in Italia è fatta dalla magistratura”.

In sostanza, sarebbe necessario riscrivere le regole per evitare che qualcuno, per aver passato un concorso prima dei trent’anni, si trovi poi per passaggi automatici a prendere decisioni che influenzano tutta una città o una nazione. Il problema è che a riscrivere queste regole dovrebbe essere gente come Zanonato, gente come Razzi, gente come Alfano.

Alfano: “Dopo il videomessaggio di Berlusconi tornerà a splendere il sole”.

Ecco il cielo sopra Taranto.

Cielo sopra taranto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PS non causa il cancro.

PPS la magistratura non può sequestrarlo.

134. Praticamente non è cambiato un cazzo

berlusconi-vegetaMorto il Senatore a vita Colombo, cocainomane e sospetto pedofilo. Fu chiamato “padre costituente” perché il nomignolo “Papi” era già preso.

E a proposito di Papi, arriva un’altra condanna per Berlusconi. Tuttavia non intendo dilungarmi a parlarne. Proverò solo a dire un paio di cose, che chi conosce il diritto sa benissimo, mentre per altri sono meno ovvie.

1) La condanna a Berlusconi è in primo grado. Ghedini ha già annunciato che proporrà appello. Quindi allo stato attuale potevano condannarlo anche ad un zilione di anni, non sarebbe cambiato nulla. Praticamente è come quando la vostra squadra del cuore vince 6-0 l’amichevole estiva.

2) I tempi del processo Ruby non sono stati quelli apocalittici della nostra giustizia perché si è ricorsi al rito immediato, oltre che per la particolare attenzione profusa dai magistrati nel processo. La cosa buffa è che il rito è stato accelerato anche perché la parte offesa è minorenne, quando la stessa Ruby ha sempre rifiutato di considerarsi parte offesa. Praticamente la Boccassini le ha ordinato di soffrire.

3) In ogni caso, stante la rapidità con cui si procede, la sentenza di appello potrebbe anche arrivare entro fine anno, secondo alcuni. Poi bisognerà attendere anche la Cassazione. Molto più imminente la sentenza definitiva nel processo per i fondi Mediaset, dove si è già al giudizio di Cassazione. Ecco una rapida scheda riassuntiva dei processi a Berlusconi dei quali si è concluso almeno un grado. Praticamente una storia di morti e resurrezioni che neanche Dragonball.PROCESSI A BERLUSCONI

4) È categoricamente escluso che Berlusconi si faccia anche un solo giorno di galera, a meno che non venga modificata la cosiddetta legge ex Cirielli che, tra le altre cose, prevede che la pena detentiva per gli ultrasettantenni possa essere scontata nella propria abitazione o in case di cura, salvo alcuni casi peculiari che non riguardano il Cavaliere. È vero che sono state proposte delle modifiche alla legge suddetta, ma chiaramente fintanto che il governo starà in piedi coi voti del Pdl è improbabile che passino. Praticamente, sarebbe come dire che Berlusconi potrebbe morire se si suicidasse.

5) Fino alla condanna in Cassazione, Berlusconi potrà esercitare il suo ruolo di parlamentare e anche candidarsi alle elezioni. Di qui il rischio di una caduta del governo, se i sondaggi suggerissero a Berlusconi qualche possibilità di vittoria. La mossa sarebbe tuttavia rischiosissima: un accordo tra il PD e i dissidenti del M5S impedirebbe infatti nuove elezioni con conseguenze imprevedibili. Praticamente, Berlusconi dovrebbe non solo staccare la spina al Governo, rinunciando alla sua attuale influenza sull’esecutivo, ma anche sperare che non si formi alcuna altra combinazione, nonostante la tendenza al dimorfismo sessuale dei politici italiani.

6) Per questa ragione credo che, dal lato Pdl, questo governo sia ora solido come non mai. Forse si sta operando qualche trattativa sottobanco per rallentare il processo, anche se per il PD rendere conto di ciò ai propri elettori sarebbe difficile. Checché se ne dica, poi, il Pdl non è solo Berlusconi. Molti dei suoi colonnelli non sono affatto pronti a morire politicamente con lui e stanno pensando alle strategie per il dopo Silvio. Per questa ragione, forse, anche ordinare la caduta del Governo potrebbe riservare spiacevoli sorprese all’ex Presidente del Consiglio.

Tutto questo per dire che la parabola strettamente Berlusconiana è già probabilmente al termine e che sarebbe il caso di pensare al dopo.

Chi pensa al dopo già c’è: Enrico Letta. Che dichiara: “Spero che quanto accaduto in Turchia non pregiudichi l’ingresso del Paese della mezzaluna in Europa.” Praticamente non gli basta mettercela costantemente in culo, ci vogliono kebabbare.

 

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