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202. Il post più cattivo di sempre

unicorno in scatolaMorto suicida l’attore Robin Williams. Tutto il mondo si unisce allo sciacallaggio al cordoglio. Per curiosità: qualcuno l’ha poi letta la poesia di Whitman? Robin Williams vi ha ispirato abbastanza da prendere in mano un libro, o solo abbastanza da ricordare che “o capitano mio capitano” è quella cosa che si dice salendo in piedi su un banco, come “ti fidi di me?” è quello che si dice abbracciando una ragazza da dietro sulla prua di una barca?

(Momento di dissidio interiore. Sono veramente dispiaciuto per Robin Williams. Ma ho una battuta ignobilmente cinica su Robin Williams e non so se pubblicarla.)

(Ok. L’ho scritta su Twitter, il dado è tratto, la scrivo anche qui.)

Robin Williams era depresso perché sua moglie non lo capiva. “Mi sento giù.” “Mangi?”

Parliamo ora di qualcuno che ha 10 anni in più di Robin Williams e a mollare non ci pensa proprio: Tavecchio, l’uomo che ha sostanzialmente dato ai giocatori neri dei mangiabanane, eletto Presidente della FIGC. Subito getta acqua sul fuoco. “Io razzista? Sono fantasie! Quei negri dovrebbero restare con le quattro mani per terra.”

(Già mi vedo Berlusconi, tra qualche anno: “i miei figli si sentono perseguitati come giocatori di colore sotto la presidenza Tavecchio.”)

L’elezione di Tavecchio a Presidente della FIGC dimostra che, in fondo in fondo, il rosso a Marchisio contro l’Uruguay ce lo meritavamo. (@isiophotos)

A proposito di calcio, volevo proporre un piccolo quiz.:

“Antonio Conte nuovo allenatore della nazionale di calcio per circa 4 milioni di euro all’anno. Considerando il basilare principio economico per cui aumentando l’offerta diminuisce il prezzo, calcolare quanto guadagnerebbe Conte se in Italia non ci fossero 60 milioni di allenatori di calcio.”

La politica interna non è molto interessante in questo periodo. Per il momento il Governo Renzi non riesce a garantire la crescita e non ha fatto approvare alcuna riforma. Però poteva andare peggio, potrebbe piovere. AH OPS.

Renzi visita a sorpresa gli scout. Per farci capire che imparare a vivere in tenda e a procacciarci cibo nelle foreste potrebbe essere un investimento.

Fa il giro del mondo la foto del Ministro Boschi in due pezzi. Si dice che uno dei due verrà abolito prima del Senato.

(Ancora non è definitiva la riforma costituzionale. Secondo una delle ultime proposte, il Senato potrebbe non essere elettivo ed essere composto direttamente dai 101 che hanno silurato Prodi.)

Ma del resto, non possiamo che unirci a Renzi nelle sue ostentazioni di ottimismo. Diciamo NO al declino dell’Italia e dell’Europa! È il momento di sputare sangue! – E INFATTI ARRIVA L’EBOILA.

Imteressanti dichiarazioni di alcuni parlamentari, che ci ricordano che il movimento del Califfato Islamico dell’Iraq va rispettato perché molto radicato nella cultura popolare. Per esempio, ecco una famosa barzelletta irachena: “Ci sono un sunnita, uno sciita e un cristiano. Poi il cristiano non c’è più.” Hahaha, tutti ridono.

Barzelletta irachena: “Un cristiano entra in un bar. Non esce.” Hahaha, tutti ridono.

Barzelletta irachena: “Sai qual è il colmo per un cristiano? Se lo fai esplodere in mille pezzi, poi non sa più qual è l’altra guancia.” Hahaha, tutti ridono.

Barzelletta irachena: “Sai perché i cristiani non vanno in Paradiso?” “No.” “Allora sei un infedele, MUORI!” Hahaha, tutti ridono.

Lo so, la cultura irachena è un po’ difficile da capire, per noi. Ma andate voi a spiegare a un iracheno, ora che l’ex conduttrice Rai De Nardis ha accoltellato il compagno, tutte quelle che commentano la notizia con “avrà avuto le sue ragioni.”

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Maschicidio

181. Mandela reloaded

mandela pills

Il 5 dicembre 2013 è morto Mandela. Questa per i giornali è l’occasione buona per sfornare articoli preparati da tempo, i famosi coccodrilli. Pezzi dunque studiati, rifiniti, pregiati, specie quando si parla di personalità di livello mondiale come Mandela.

giornale_mandela

Il bello è che in un primo momento aveva concluso “Muore a 94 anni”. Poi hanno fatto notare che c’era un errore e han corretto l’età.

Quindi Mandela è il padre dell’apartheid. E la madre è sempre incinta.

Il Giornale chiama Mandela padre dell’apartheid. “Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto”.

Poi sono partite le frasi di cordoglio di politici e celebrità. Per lo più si sono limitati a citare una frase del Premio Nobel per la Pace, ma qualche volta sono stati più creativi.

“Peccato che sia morto, a fine 2014 si sarebbe ripreso” (Letta)

“Un uomo a cui ho voluto bene, anche se in 27 anni di carcere non mi ha mai telefonato” (Cancellieri)

“Macchè morto, ho visto un documentario che prova che Mandela è Dio e può dare i suoi poteri a Jim Carrey” (Tatiana Basilio)

“Chi era quel baluba?” (Borghezio)

“Morto Manddela. Una D è muta” (Tarantino)

“Non ho mai riso delle battute sulla morte di Mandela” (Vendola)

E insomma, tutti amavano Mandela a parte Id.

Di sue biografie ne troverete a bizzeffe. La retorica abbonderà per giorni e giorni. I vasetti di nutella col nome Mandela andranno a ruba.

Io, dopo aver parlato per tutta una sera di lui con un mio amico sudafricano, ho smesso di credere nei santi. Specialmente nei santi in politica. Mi ha raccontato la storia di un uomo che si è fatto 27 anni di carcere, che non ha consentito ai suoi seguaci di lasciarsi andare alla stupida vendetta, ma anche che, una volta salito al potere, si è arricchito a dismisura, ha intestato beni pubblici ai figli, ha portato il Sudafrica a livelli di corruzione prima sconosciuti.

Lo scrittore premio Nobel per la letteratura J. M. Coetzee lo ha ricordato dopo la sua morte come “l’ultimo dei grandi uomini”, pur avendone in passato riconosciuto alcuni errori, errori di cui si fa carico egli stesso. Coetzee, infatti, per anni appassionatamente in lotta contro l’apartheid, riconobbe che per la fretta di porre fine a un’ingiustizia si era operato un passaggio troppo rapido che stava portando ampie zone del Paese all’anarchia. Coetzee decise di emigrare in Australia e ci regalò capolavori disperati come “Vergogna”.

Non dico queste cose per gettare discredito su Mandela e nemmeno per improvvisarmi suo biografo. Dico queste storie perché a me piace ricordarlo così. Come un uomo che, come dice Coetzee “doveva la sua autorità morale al fatto di aver ripudiato la violenza e aver sofferto in prima persona” e che ha potuto fare da ponte tra due culture “grazie alla sua educazione vittoriana vecchio stampo e alla sua comprensione della cultura bianca, oltre che nera”. Come un uomo che, anche per chi volesse criticarlo, si ergerà sempre come un gigante rispetto ai suoi wannabe epigoni come il dittatore dello Zimbawe, Mugabe, che, preso il potere in una nazione ricchissima, non ha saputo far altro che espropriare le famiglie degli ex coloni, depredare e ridurre uno stato a un deserto in cui tutti si azzannano gli uni con gli altri. Un uomo che però non è esente da errori e tentazioni. Gli uomini possono combattere una battaglia giusta nel modo sbagliato, possono combattere cento battaglie giuste e una no, possono essere tentati dalle donne, dal denaro o dalla vanità. Questo è normale, anche per gli uomini più grandi che ci siano. Ognuno di noi fa questa esperienza nel proprio animo e sa cosa può indurlo in errore. Per questo trovo che, alle tante belle lezioni che Mandela ci ha lasciato, si possa aggiungere questa: che nessun uomo deve mai essere lasciato solo al potere, che dobbiamo essere in grado di distaccarci anche dal personaggio che amiamo di più per esprimere critiche e farci le nostre opinioni.

Che poi è anche quel che diceva Mandela. “L’educazione è la forza che cambia il mondo. Grazie all’educazione la figlia di un contadino può diventare un medico”. E chi segue può correggere chi guida.

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Il bellissimo fotomontaggio è dell’ottima Ilaria Ruggeri. Bentornata su queste pagine 🙂

172. Il giorno di tutti

Gioconda scheletroUna settimana che non si fa che discutere di voto palese o voto segreto sulla decadenza di Berlusconi. Tutti danno per accettato che non si deciderà su come ritene di debba applicare il diritto, ma sul calcolo elettorale.

L’Italia, il Belpalese.

(Pensiero filosofico: Berlusconi decade, l’uranio decade, le labbra della Santanchè stanno ancora su)

Dunque, due novembre. La festa della Repubblica, giusto?

La fila al cimitero era così lunga che pensavo fosse uscito l’ottavo libro di Harry Potter.

Comunque, se volete portarvi avanti con gli auguri, tra un anno sarà la festa di quelli che avranno creduto a Saccomanni quando ha detto che la crisi è finita.

(A proposito di auguri: il bambino de Il sesto senso è da mezzanotte che si è messo a mandare gli auguri a tutti i suoi amici e non ha ancora finito.)

Per il giorno dei morti dedichiamo un minuto di silenzio a un grande uomo che ci ha lasciato pochi giorni fa. Un uomo a cui tutti dobbiamo molto. Kadir Nurman, l’inventore del kebab.

Roast in peace. (@Zziagenio78)

Roast in peace. Come sta scritto sulla sua lapide girevole.

Grillo invece è da un anno che grida a tutti “SIETE MORTI!” però non ha fatto ancora gli auguri a nessuno, non si fa.

Sono egocentrico. Stamattina ho pensato: “Oggi è la festa di quelli come me prima del caffè”.

Sono stato così preso in questi giorni che non ho nemmeno scritto un pezzo sul Datagate. Obama dice che dovrei, ho scritto un sacco di messaggi divertenti su whatsapp sull’argomento. Nei prossimi giorni provvedo.

In realtà ero troppo concentrato sulla letteratura. Volevo scrivere una poesia dedicata ai costumi di Halloween. Ho già l’inizio: “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.

Ho anche la fine: “Ed è subito strega”.

In tutto ciò, l’argomento del giorno parrebbe essere quello delle intercettazioni alla Cancellieri. In sostanza il ministro della Giustizia telefonò alla compagna di Ligresti (già tangentaro ai tempi di Mani Pulite e ora agli arresti domiciliari per aggiotaggio – ECCO IL TESTO DELL’INTERCETTAZIONE) per garantire il suo pieno appoggio morale e per affermare che avrebbe sollecitato chi di dovere per la scarcerazione della figlia. In sé non vi sono chiare tracce di reato (bisognerebbe sapere chi ha sollecitato e come, ma siccome c’è il rischio che abbia sollecitato un giudice, non lo sapremo mai). Fatto sta ed è che quando sei in una certa posizione certe promesse sarebbe meglio non farle. Più interessante l’intercettazione fatta alla figlia di Ligresti che spiega che il figlio della Cancellieri nel ruolo di amministratore delegato aveva fatto danni enormi, ma non poteva essere cacciato perché troppo protetto. Segno ennesimo di un intreccio di finanzia, industria e politica dove le competenze contano poco e sono forse addirittura dannose. Ma vorrei anche sapere chi ha diffuso queste intercettazioni, visto che NON INTEGRANO ALCUN CAZZO DI REATO. Allora, o sono stati i giudici, o sono stati i carabinieri. Lo hanno fatto violando esplicite norme penali e io vorrei che si cominciasse un’indagine su questi delinquenti e che si arrivasse alle loro dimissioni. Almeno da chi pretende di essere il custode della legge pretendiamo il rispetto della legge, no?

Almeno abbiamo scoperto come risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Basta schiacciare Ctrl+Alt+Cancellieri. (Leggermente modificata da @linopetrosino)

La Cancellieri comunque si è difesa. “Senza il mio intervento la Ligresti poteva morire”. Era stata affidata ai medici di Cucchi.

Ma la cosa più brutta che è emersa da queste intercettazioni è un pensiero che vi regalo per Halloween, in ritardo. Da incubo.

zucca cancellieri

 

 

 

 

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170. Niente muore, tutto si Transformer

Morto Lou Reed, leader dei Velvet Underground. Gesti di disperazione tra le fan più accanite.

banana impiccata

 

 

 

 

Potete trovare l’articolo scritto da Rolling Stone su Lou Reed QUI.

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144. Non c’è birra senza spina

superbirra“Succede sempre qualcosa di bello attorno alla birra.” (Freddy Heineken)

Spagna. Beve sette litri di birra in 20 minuti e muore. Non dovevano agitarlo.

Beve sette litri di birra in 20 minuti per una gara e muore. Le sue ultime parole sono state “Ho vintoooBEUUUUUUUUURRRRRKK!”

Beve sette litri di birra. Morto a 45 anni, ma li ha vissuti a tutta birra.

Beve sette litri di birra in 20 minuti e muore. E in obitorio l’anatomopatologo gli attacca all’alluce un cartellino con scritto “Yes, fresh is better”.

Vince una gara di bevuta di birra e muore. Ma poteva andargli peggio. Poteva morire e arrivare secondo.

(Il bello è che tutto ciò avviene nell’ambito di una festa per la Vergine del Carmine. Sto cercando di immaginarmi la faccia del prete che ha pensato “La Madonna sarà contentissima di essere festeggiata tracannando birra fino a morire”.)

Qui di seguito un’immagine di come bere sette litri di birra ti possa rendere un figo della Madonna.

pancia_gigante

Lo stesso giorno muore un giovane pilota di Supebike semi sconosciuto, tale Antonelli. E si fanno forti le polemiche nel PD perché nel PDL non si vogliono fare le leggi sulle unioni omosessuali e l’ineleggibilità di Berlusconi. E io mi chiedo: ma vogliamo smetterla con questa ipocrisia? Una gara di bevuta di birra serve a spingere l’organismo al limite e FA MALE. Mettersi in una moto e andare a 300 km/h è PERICOLOSO. Fare il governo con Berlusconi vuol dire che una legge per l’ineleggibilità di Berlusconi non si potrà fare. Su guarda la gara per questo e si fa il governo sapendo di governare assieme. Pretendere di apparire tutti i giorni sui giornali con una nuova proposta di legge che sarà chiaramente inabissata è ipocrita e vuol dire anche pigliare un po’ per il culo quella fascia di elettorato che la vorrebbe.

Certa gente ha comportamenti autodistruttivi. Tanta gente ha comportamenti autodistruttivi. Fondamentalmente non glielo si può impedire. Lo Stato spende sette miliardi di euro all’anno per la cura dei malati di diabete di tipo due, ovverosia il diabete che ci si piglia ingozzandosi di schifezze in modo innaturale, noto anche come “diabete degli obesi” e ci sarà pure una ragione. Ci starebbe dentro l’abolizione dell’IMU e la riduzione di un punto di IVA. Come a dire che non abbiamo soldi perché mangiamo troppo.

Da appassionato di cibi zozzi e grassi, comincio a pensare che una tassa sugli zuccheri, sul cioccolato e sulle bibite gassate non sarebbe sbagliata. Non si può impedire alla gente di avere comportamenti autodistruttivi, ma si può cercare di fare in modo che le conseguenze e i costi di tali comportamenti ricadano su chi li pone in essere.

E se non vi ho convinti, potrete sempre consolarvi di aver letto questo post per scoprire che in Austria esiste un posto dove si può fare il bagno in una piscina di birra e dimenticare quanto ho scritto.

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134. Praticamente non è cambiato un cazzo

berlusconi-vegetaMorto il Senatore a vita Colombo, cocainomane e sospetto pedofilo. Fu chiamato “padre costituente” perché il nomignolo “Papi” era già preso.

E a proposito di Papi, arriva un’altra condanna per Berlusconi. Tuttavia non intendo dilungarmi a parlarne. Proverò solo a dire un paio di cose, che chi conosce il diritto sa benissimo, mentre per altri sono meno ovvie.

1) La condanna a Berlusconi è in primo grado. Ghedini ha già annunciato che proporrà appello. Quindi allo stato attuale potevano condannarlo anche ad un zilione di anni, non sarebbe cambiato nulla. Praticamente è come quando la vostra squadra del cuore vince 6-0 l’amichevole estiva.

2) I tempi del processo Ruby non sono stati quelli apocalittici della nostra giustizia perché si è ricorsi al rito immediato, oltre che per la particolare attenzione profusa dai magistrati nel processo. La cosa buffa è che il rito è stato accelerato anche perché la parte offesa è minorenne, quando la stessa Ruby ha sempre rifiutato di considerarsi parte offesa. Praticamente la Boccassini le ha ordinato di soffrire.

3) In ogni caso, stante la rapidità con cui si procede, la sentenza di appello potrebbe anche arrivare entro fine anno, secondo alcuni. Poi bisognerà attendere anche la Cassazione. Molto più imminente la sentenza definitiva nel processo per i fondi Mediaset, dove si è già al giudizio di Cassazione. Ecco una rapida scheda riassuntiva dei processi a Berlusconi dei quali si è concluso almeno un grado. Praticamente una storia di morti e resurrezioni che neanche Dragonball.PROCESSI A BERLUSCONI

4) È categoricamente escluso che Berlusconi si faccia anche un solo giorno di galera, a meno che non venga modificata la cosiddetta legge ex Cirielli che, tra le altre cose, prevede che la pena detentiva per gli ultrasettantenni possa essere scontata nella propria abitazione o in case di cura, salvo alcuni casi peculiari che non riguardano il Cavaliere. È vero che sono state proposte delle modifiche alla legge suddetta, ma chiaramente fintanto che il governo starà in piedi coi voti del Pdl è improbabile che passino. Praticamente, sarebbe come dire che Berlusconi potrebbe morire se si suicidasse.

5) Fino alla condanna in Cassazione, Berlusconi potrà esercitare il suo ruolo di parlamentare e anche candidarsi alle elezioni. Di qui il rischio di una caduta del governo, se i sondaggi suggerissero a Berlusconi qualche possibilità di vittoria. La mossa sarebbe tuttavia rischiosissima: un accordo tra il PD e i dissidenti del M5S impedirebbe infatti nuove elezioni con conseguenze imprevedibili. Praticamente, Berlusconi dovrebbe non solo staccare la spina al Governo, rinunciando alla sua attuale influenza sull’esecutivo, ma anche sperare che non si formi alcuna altra combinazione, nonostante la tendenza al dimorfismo sessuale dei politici italiani.

6) Per questa ragione credo che, dal lato Pdl, questo governo sia ora solido come non mai. Forse si sta operando qualche trattativa sottobanco per rallentare il processo, anche se per il PD rendere conto di ciò ai propri elettori sarebbe difficile. Checché se ne dica, poi, il Pdl non è solo Berlusconi. Molti dei suoi colonnelli non sono affatto pronti a morire politicamente con lui e stanno pensando alle strategie per il dopo Silvio. Per questa ragione, forse, anche ordinare la caduta del Governo potrebbe riservare spiacevoli sorprese all’ex Presidente del Consiglio.

Tutto questo per dire che la parabola strettamente Berlusconiana è già probabilmente al termine e che sarebbe il caso di pensare al dopo.

Chi pensa al dopo già c’è: Enrico Letta. Che dichiara: “Spero che quanto accaduto in Turchia non pregiudichi l’ingresso del Paese della mezzaluna in Europa.” Praticamente non gli basta mettercela costantemente in culo, ci vogliono kebabbare.

 

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120. All’armi, siam bambini.

canettiIl premio Nobel per la Letteratura Elias Canetti, noto pacifista, racconta nella prima parte della sua autobiografia un episiodio agghiacciante. Quando era molto piccolo, dice, si arrabbiò tremendamente con un’altra bambina. Erano da soli in una vasta proprietà di campagna. Elias, vista un’ascia usata per far legna, la afferrò e si diede a inseguire la compagna con l’intenzione di farla a pezzi.

Canetti non si nasconde. Dice chiaro e tondo che voleva ucciderla e che senza l’intervento della madre l’avrebbe fatto. Eppure questo non vuol dire che avesse l’intenzione di uccidere come la intenderemmo in un adulto. Quasi è diventato uno stereotipo quello del bambino che sevizia un uccellino o una lucertola e solo dopo che la bestiola è morta capisce l’enormità di ciò che ha fatto, anche se fin da subito sapeva che la morte esiste.

Un bambino non vuole perdere i giocattoli, però li perde. Non vuole rompere i giocattoli, però li lancia in aria. Non vuole cadere e farsi male, ma cade perché non ha il controllo dei propri movimenti e a volte cade da posizioni pericolose, perché non capisce fino in fondo il concetto astratto di “immutabile”, “definitivo”, “irreparabile”.

Fucile per bimbi

Forse avete già visto questa immagine. Si tratta di un fucile in miniatura, leggero, calibrato apposta per essere usato dai bambini. “Il mio primo fucile”, dice la pubblicità. E il padre che lo regala al figlio già si vede camminare nella foresta con un piccolo sé al fianco, in giacca di tweed, a caccia di lepri e fagiani.

Qualche settimana fa un bambino di cinque anni ha usato questo fucile per ammazzare la sorellina di due.

Pensate che il fucile per bambini è fatto apposta senza elementi piccoli, che magari il piccolo ci si soffoca.

Pensate che il fucile per bambini è in commercio anche in color rosa shocking, per non discriminare le femminucce che sognano di diventare come Sarah Palin. Presto la join venture coi produttori di “Barbie sterminatrice di rari lemuri” e “Barbie torturatrice in Iraq.”

Pensate che il fucile per bambini è venduto separatamente dalle chiavi di sicurezza che potrebbero impedire a un colpo di partire accidentalmente. Che un bambino a cinque anni dovrebbe anche essere responsabilizzato, ma se i genitori sono frignoni, gli affari sono affari.

Pensate che in quasi tutti i paesi occidentali è vietato vendere una scala senza i gommini sotto la base, in modo che se per caso te la appoggi su un piede anziché sul pavimento, ti fa un livido anziché tagliarti un dito: però la Crickett ha prodotto nel 2008 la bellezza di 60mila fucili.

Sui bambini dovrebbero scrivere: “Tenere fuori dalla portata dei genitori idioti”.

Sui bambini dovrebbero scrivere: “Attenzione: potrebbero credere a ciò che dite”.

Riporta oggi l’Ansa che, sempre negli USA un bambino di quattro anni ha ucciso con una pistola un altro bambino di undici che cercava di disarmarlo, perché per gioco la stava puntando contro uno di due.

Tutto questo per dire cosa?

1) Calcolare le conseguenze delle proprie azioni non è naturale per l’uomo. Impara a farlo col tempo, nei limiti delle proprie capacità intellettuali e di quello che gli viene insegnato;

2) Desiderare fortemente qualcosa (es. Che tuo figlio venga con te a caccia) non è necessariamente una buona ragione per farlo – vedi punto 1);

3) Dare in mano alla gente qualcosa che non capisce porta necessariamente a conseguenze imprevedibili e forse indesiderabili (ecco perché, ad esempio, le norme in materia fiscale non possono essere oggetto di referendum: tutti voterebbero per l’abolizione delle tasse e addio Stato).

Siamo tutti bambini di fronte a ciò che non capiamo. Se vogliamo che la democrazia non sia meramente formale, e che quindi non vada verso il disastro totale solo perché una regia occulta la guida e la condiziona, bisogna investire enormi risorse sui cittadini, fin da giovani, perché possiedano più strumenti possibili per leggere la realtà. Anche per questo bisogna riformare la scuola, premiare il merito, e magari cominciare fin dalle medie a insegnare rudimenti di diritto ed economia.

Diversamente saremo comunque indottrinati secondo le circostanze e le esigenze storiche, come i nostri nonni quando ascoltavano questo:

Stessa posizione sostenuta anche, ad esempio, da Annamaria Lusardi in questa bella INTERVISTA

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