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163. Se per caso cadesse il mondo

giornale tasse lettaVisto che le battute le fa Il Giornale, io posso permettermi di essere serio, per un giorno. Non ne faccio un mistero, sono stupefatto. Avevo sempre scommesso sul fatto che il Governo non sarebbe caduto. Non mi stupisce, infatti, che Berlusconi abbia fatto l’ennesimo colpo di matto, confermando nel videomessaggio di pochi giorni fa l’appoggio al governo e togliendolo ora: mi lascia attonito che i suoi ministri lo abbiano seguito. Molti di loro, infatti, non sono esattamente dei signori nessuno messi lì dal nano scoppiato, sono punti di riferimento di agglomerati di voti con interessi ben specifici. Interessi che mi pare verrebbero lesi sia dalle elezioni anticipate che da un eventuale governo della sinistra col Movimento 5 Stelle.

 

Del resto, Berlusconi afferma di non dormire da 55 giorni. È bello sapere che le sorti del Paese sono affidate alle decisioni di un uomo perfettamente lucido. (@venividi_wc)

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni. L’ultimo lifting non gli consente di chiudere gli occhi.

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni. Sotto la sua finestra continuano a miagolare olgettine in calore.

 

Berlusconi non dorme da 55 giorni e per questo fa cadere il governo. Se gli viene un attacco di stipsi è capace di rendere illegali i bidet.

 

Quindi alla fine i ministri pidiellini del governo, contro le mie previsioni, si sono dimessi. Non credo, tuttavia, che la mia analisi precedente fosse sbagliata in assoluto. Il punto è che, quando si parla di politica, i fattori sono molteplici. Parlare di politica assomiglia a parlare di fisica o di economia. I fisici e gli economisti costruiscono dei modelli perfetti in cui eliminano tutta una serie di fattori di disturbo. Questi modelli perfetti non esistono nella realtà, ma senza di essi non si potrebbero cominciare i ragionamenti che applicano il modello ideale alla realtà. Spero di essere stato chiaro, che oggi il tempo è tiranno. Ecco, quando si analizza la situazione politica bisogna mescolare l’analisi economica, l’intuizione sulla psicologia delle persone, la comprensione degli interessi in gioco, i rapporti di amicizia, di forza, di affari e di corruzione in atto, le pressioni esercitate da organizzazioni lecite e criminali, le reazioni dell’opinione pubblica eccetera eccetera. I fattori sono tali e tanti che nessuno può conoscerli e soppesarli tutti con esattezza.

Mi soffermo a dire questo per ribadire un pensiero: ci sono soggetti all’interno del Pdl che questa crisi non la digeriscono affatto e che, certamente, stanno ricevendo pressioni da gruppi di potere che li sostengono e che non ne vogliono sapere di tornare alle urne ora. Questo potrebbe condurre ad un appoggio esterno ad un Governo Letta 2 o Governo Grasso o chi per esso. Fare una previsione in questo senso non è facile. Questi eterogenei gruppi di potere sanno bene quanto conta l’impero mediatico di Berlusconi e non vogliono inimicarselo, ma del resto non vogliono sostenerlo se poi tanto Berlusconi se ne frega dei loro interessi. Si potrebbe obiettare: “Perché i ministri del Pdl dovrebbero dimettersi per poi appoggiare lo stesso il Governo? Per due ottime ragioni: la prima è che si sottrarrebbero alla critica di essere attaccati alla poltrona. La seconda è che godrebbero di maggiore agilità nel votare (o meno) la fiducia ai singoli provvedimenti. Diventerebbero l’ago della bilancia, come al tempo furono Casini e Mastella. Si tratta di prevedere le mosse da poker di troppi giocatori, quindi non dico né sì, né no, ma la ritengo la soluzione più probabile.

 

Un’altra chance è quella di un Governo del PD con i quattro senatori a vita, Sel, Scelta Civica e i dissidenti del Movimento 5 Stelle. Un governo risicato, voto su voto, costretto a mediare di volta in volta anche con le altre forze del parlamento, mirato essenzialmente a portare a termine almeno la riforma della legge elettorale. Avrebbe, questo Governo, la forza per fare qualcosa per il Paese? Verrebbe da dire di no, ma siamo pur sempre reduci da un Governo dei continui rinvii e sospensioni. Inoltre, superato grazie ai senatori a vita e ai dissidenti lo scoglio del voto di fiducia, che Grillo non vuole assolutamente dare, si aprirebbero ampi spazi di dialogo col Movimento 5 Stelle. Non ho nessuna simpatia per questo PD figlio delle lobby radical chic e della spesa senza crescita, ma forse, tutto sommato, un Governo del genere potrebbe dar vita ad un’azione più coerente, meno da un colpo al cerchio e uno alla botte.

 

La terza possibilità è quella che vede Napolitano dare l’incarico al Movimento 5 Stelle e il PD dare l’appoggio esterno. Sarebbe un salto nel vuoto totale e temo che Grillo farebbe di tutto per sabotare questa ipotesi, conscio che in questo momento di crisi i suoi sarebbero costretti a scelte ben dolorose e diverse dal reddito di cittadinanza tanto sbandierato. Tuttavia una mossa del genere potrebbe scompaginare non poco le carte in tavola. Anzi: non escluderei che una scelta del genere fosse seguita dalle dimissioni di Napolitano.

 

La quarta possibilità è che Napolitano si dimetta immediatamente, lasciando la patata bollente nelle mani del successore e costringendo il PDL a riallacciare nuovamente il dialogo o ritrovarsi un Presidente della Repubblica dichiaratamente ostile. Questa potrebbe anche essere la contromossa alle eventuali dimissioni in massa dei Parlamentari del PDL. Si dimette anche Napolitano e ciao, senza un nuovo Presidente che possa sciogliere le camere a elezioni non si va.

 

Certo che le dimissioni in massa dei parlamentari di un partito sarebbero uno strappo istituzionale fortissimo. Non è previsto che il potere di sciogliere le camere stia alla minoranza. Sta al Presidente della Repubblica. Se si consentisse alla minoranza di tornare alle elezioni ogni volta che gli fa comodo la governabilità sarebbe compromessa per sempre e questo un Paese non può accettarlo.

 

Tuttavia queste considerazioni non affrontano il punto fondamentale, quello che davvero interessa me e voi che mi leggete, suppongo. Perché noi mica dobbiamo scommettere su quale sarà il prossimo governo. Non ci guadagnamo soldi, non è il totocalcio. Quello che cerchiamo di fare è capire. Capire se c’è speranza, se ci conviene andare all’estero, se e chi dobbiamo votare, cosa dobbiamo pretendere da chi ci chiederà di lasciarlo governare.

 

Ecco un paio di cose che un eventuale Governo di emergenza dovrebbe affrontare per evitare di ritrovarsi in una nuova paralisi.

 

1) Legge elettorale. Osserva Christian Rocca che questa legge elettorale garantisce la governabilità più di qualunque altra, perché chi vince prende tantissimi seggi. Vera la seconda cosa, falsa la prima. Questa legge elettorale rende la Camera totalmente ininfluente. I deputati sono dei meri schiacciabottoni asserviti alla segreterie di Partito. Per quel che fanno potrebbero essere pagati 1000 euro al mese e reclutati in agenzie interinali. Se anche uno alza la testa, il partito lo sfancula in due secondi, perché non è certo in grado di alterare lo status quo. Si noti che avere un certo numero di parlamentari, così come il voto segreto, ha senso proprio per impedire che a decidere tutto siano dieci o venti capopopolo. Per consentire l’emergere della coscienza degli onorevoli di fronte a palesi sporcherie o stupiddaggini. Questa soluzione ha tutti gli svantaggi e nessun vantaggio: la Camera costa tantissimo e non conta niente, anzi, rallenta solo l’approvazione di leggi con passaggi scontati, ma comunque lentissimi e farraginosi. Si decide tutto al Senato, dove la legge non consente di raggiungere maggioranze nette, né spinge a selezionare i migliori. Al Senato il PD e il Pdl hanno gli elementi peggiori, i più asserviti alla direzione del partito, i più disinteressati al destino dell’Italia. La soluzione migliore resta sempre quella di un maggioritario a doppio turno, senza ripescaggi di sorta. Anzi, si dovrebbe ricorrere all’artifizio di consentire a ogni elettore di esprimere due voti. Prima si sommerebbero solo i voti numero 1: se un candidato avrà raggiunto il 50%+1 dei voti, sarà eletto al primo turno. In caso contrario, si sommeranno ai voti 1 i voti 2 e quello che avrà ricevuto più voti (1+2) sarà eletto. I risultati saranno molto simili a quelli di un maggioritario a doppio turno con due vantaggi: si risparmieranno circa 500-600 milioni di euro ad ogni elezione e non avremo l’indecoroso mercato del pesce tra i finti nemici al primo turno che poi trattano l’alleanza per il secondo. La Camera, per come è messa ora, potrebbe tranquillamente essere abolita. I Senatori, selezionati attraverso questo meccanismo, avranno un’autorità ben superiore a quella attuale e dovranno personalmente rispondere ai loro elettori delle scelte fatte, quindi un’azione di Governo meno sclerotica dovrebbe essere garantita.

2) Le riforme istituzionali. I tempi sono davvero brevi. Spero che il Governo a questo punto non si metta in testa di riscrivere tutta la costituzione. Ma se si passasse al monocameralismo e all’elezione diretta del Presidente della Repubblica (con riduzione della carica da 7 a 5 anni) si donerebbe già quel niente di rapidità al sistema di cui oramai si avverte il bisogno.

3) Lo spreco europeo. Chiamo lo spreco europeo il costo enorme a cui siamo sottoposti per il vizio che abbiamo di firmare regolamenti che ci costringono a rispettare certi parametri che poi non rispettiamo. Ogni governo cerca in questo modo di essere l’ultimo governo sprecone, di piazzare i propri amici e costringere poi quello successivo ad essere responsabile. Quello successivo però dice picche, fa pagare all’Italia centinaia di milioni di euro e firma altri regolamenti per costringere chi verrà poi a comportarsi meglio. E così via. Ora davvero alcune cose non sono più rimandabili. Non si può sforare ancora il 3% del Pil. Non si può non rivedere quell’articolo di DUE righe che rende sostanzialmente intoccabili i magistrati che sbagliano. Sono cose che vanno fatte ora, bastano due decreti legge e se non li si fanno ci piomberanno addosso altre stangate. E non sono gli unici casi, ma ad esempio la consueta reprimenda per i ritardi della giustizia richiede un’intervento più studiato che non si approva in quattro e quattro otto.

4) I De Gregorio. Quando Berlusconi morirà, avremo ancora da liberarci di qualche decina di migliaia di De Gregorio. Mestieranti e barattieri, ladruncoli di basso cabotaggio. Anche con la faccia presentabile. Parliamo di PD. Parliamo di Marino. Ignazio Marino, sindaco di Roma, che viene a dirmi che gli oltre 800 milioni di buco del comune non devono essere pagati con le tasse del comune, ma coperte dall’esecutivo. “L’esecutivo” vuol dire gli altri italiani. Che magari il buco non l’hanno fatto. Alemanno si è fatto coprire il buco lasciato da Veltroni, Marino quello lasciato da Alemanno. Fintanto che avere rapporti con la politica e drenare soldi da chi li guadagna a chi ha i contatti politici e mafiosi per appropriarsene sarà più facile che non fare impresa, questo Paese andrà sempre più allo sbando. Se il prossimo Governo dirà a Marino: CAZZI VOSTRI, il miliardo di euro, se lo troviamo, servirà per abbassare l’IVA e non per favorire Roma sulle altre città e non per favorire la FIAT e MPS e le aziende degli amici sulle altre aziende, avrà già fatto qualcosa. E bene faranno i romani a incazzarsi con Veltroni e Alemanno che hanno riempito il comune e le partecipate di fancazzisti pagati.

5) Le possibilità di manovra. Tra euro, fiscal compact, lavoratori pubblici inammovibili, magistratura intoccabile, diritti quesiti, lobby e via dicendo, non capisco nemmeno più che cosa potrebbe fare il Governo, anche se lo volesse. In una situazione così disperata bisognerebbe forse prima di tutto sfidare tutte queste rigidità, a favore del prossimo Governo, quale che sarà, che possa fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano, ma diverse da stare seduti su un treno che corre veloce contro un muro.

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157. Poker di senatori

il pallone è mioSintesi della giornata politica di oggi.

Berlusconi: “Il pallone è mio e se non mi fate vincere non si gioca più”

Napolitano: “Silvietto, a letto senza cena. E se insisti, non ti facciamo più vedere le donnine nude.”

Ecco, perché questo è quel che è accaduto. Berlusconi minaccia di far cadere il governo, tirando ulteriormente la corda dopo il discutibile accordo di ieri. Una minaccia risicata, sul filo del singolo senatore e quindi del ricatto, della corruzione, del calcolo politico del singolo e dei poteri forti. Un gioco che secondo me Berlusconi avrebbe perso comunque perché il rischio di un accordo tra il PD e i dissidenti del M5S o il PD e l’area cattolica del PDL era elevatissimo.

Ma Napolitano ha deciso di tagliare la testa al toro, nominando in un giorno solo quattro senatori a vita (non mi risulta fosse mai successo) che, caso vuole, siano anche quattro oppositori di Berlusconi. Per la precisione tre sono dichiaratamente di sinistra (la Cattaneo è addirittura una bersaniana di ferro) mentre Rubbia ha criticato Berlusconi per i continui tagli alla ricerca (e grazie al cazzo, direi io).

Vabbe’, trovatemi qualcuno che non abbia mai criticato Berlusconi e che abbia una levatura intellettuale superiore a Iva Zanicchi.

No, non vale, il Gabibbo non può votare.

Dunque si spera che ora Berlusconi la smetta di gettare benzina sul fuoco. Poi ci inventeremo anche un modo per tacitare il “Berlusconi di sinistra” o forse meglio “il Brunetta di sinistra”, Stefano Fassina, che ogni giorno contraddice qualunque cosa detta da Letta riuscendo, al contempo, a dire più fesserie di lui.

L’amara verità è che dobbiamo sperare che questo Governo duri. Bisogna sperare che si mettano una mano sul cuore e combinino qualcosa di buono oltre a sospendere, promettere, rinviare, che è stata la precipua attività del governo fino ad oggi: ma andare alle urne ora, o anche solo ricominciare le trattative, sarebbe una jattura. Almeno si deve arrivare fino alla chiusura della procedura di deficit da cui dipendono finanziamenti per circa dieci miliardi di euro. Per non parlare della legge elettorale. Violante ha proposto, qualche giorno fa, un doppio turno semplice, senza ripescaggi. Non è la soluzione migliore, ma vi prego, adottatela subito, prima che arrivi qualcuno a dire di mescolare quel sistema con l’ottimo sistema australiano, con quota austriaca, con aumento delle circoscrizioni estere, con, con, con, con che poi finisce il tempo, non si trova l’accordo, si torna alle urne col porcellum, ma giurando che la prossima volta…

Una nota positiva: Napolitano, se da un lato sta chiaramente usando l’situto dei senatori a vita per uno scopo diverso da quello originariamente previsto (prima con Monti, oggi alterando gli equilibri del parlamento) che era quello di premiare cittadini insigni e nobilitare lo stesso parlamento con voci di nobilità super partes, dall’altro ha posto fine alla pratica disdicevole di premiare con la nomina a senatore a vita vergognosi intrallazzoni come Spadolini e Colombo. I senatori a vita devono avere altissimi meriti “sociali, scientifici, artistici o letterari”. I meriti sociali di Andreotti e Colombo li sa solo il diavolo che li sta ospitando.

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132. Senza passare dal via

Giudice-PinocchioGasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” Ma nemmeno la storia del fascismo e dei deputati sull’Aventino conosce?

Gasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” Poi si è accorto che quasi nessuno di loro lavora.

Gasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” E costituiranno un gigantesco Gruppo Misto.

“Ci dimettiamo in blocco” is the new “Un milione di posti di lavoro.”

Mara Carfagna confonde Cassazione e Corte Costituzionale. Ed è laureata in Giurisprudenza. Ma può succedere a tutti, quando l’hanno fatta Ministro hanno confuso il culo con il cervello.

Mara Carfagna commenta così: “Eh sì mi sono distratta..capita anche a me.” Dai Mara, ora metti pure i 3 punti di sospensione anziché 2. Prima al grammatica, poi il diritto, verso i 60 anni avrai le competenze della tua segretaria.

E così la Corte Costituzionale non ha annullato la sentenza di condanna a Berlusconi. La cosa mi ha lasciato perplesso da qualunque punto di vista. Dal punto di vista giuridico, non starò ad annoiarvi, ma la trovo un abominio. Qualcosa sul punto l’avevo scritto IN QUESTO PEZZO Solo con una evidente forzatura ideologica si poteva giungere a questa conclusione. E non parlo di forzatura ideologica nel senso dell’odio a Berlusconi, ma di forzatura ideologica nel senso della difesa di una immagine del giudice come di un potere espansivo, discrezionale e paternalista che deve avere piena libertà di valutare e interpretare le leggi secondo ciò che ritiene meglio. Personalmente trovo questa visione della magistratura pericolosamente autoritaria, e questo indipendentemente dal fatto che Berlusconi sia colpevole o meno (e sì, almeno di alcune cose è colpevole).

Dal punto di vista politico sono stupito perché, essendo de facto la Corte Costituzionale sottoposta a una grande influenza da parte del Parlamento (5 membri nominati) e del Presidente della Repubblica (5 membri nominati) ed essendoci in questo momento una convergenza tra centrodestra e centrosinistra, sospettavo che le pressioni per una decisione favorevole al Cavaliere fossero enormi. In realtà, probabilmente, le nomine compiute negli anni scorsi dal centrosinistra e da Napolitano erano state selezionate nell’ambito di una strategia di alleanza con i fautori dello strapotere della magistratura non facilmente controllabili.

Mi pare anche evidente che, sul piano politico, un settore del PD sta manovrando per far cadere il Governo e costituire un’alleanza con Monti e i grillini provenienti da esperienze politiche di sinistra.

Per inciso: se la Corte di Cassazione dovesse confermare la condanna, Berlusconi assumerà il ruolo di “Grillo del Pdl” e credo che sarà tutt’altro che fatto fuori. Tanto ormai è chiaro che non raggiungerà mai più i fasti di 5 anni fa, ma con il 25-35% punta a restare una delle forze condizionanti del Paese.

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123. Capaci, 21 anni e non mostrarli.

orrore falconeNotizia di un anno fa era che, secondo alcuni pentiti, la crisi economica è ormai fonte di grande preoccupazione per la malavita organizzata. La difficoltà di trovare imprese abbastanza grandi in cui nascondere gli attivi del traffico di droga e prostituzione sta mettendo in crisi una delle eccellenze del Paese, nota in tutto il mondo, fiore all’occhiello del made in Italy. Come se non bastasse, gli sconvolgimenti climatici in atto hanno reso onerosa la coltivazione di cocaina e il prezzo del tritolo, ormai alle stelle, renderebbe problematica l’eliminazione di eventuali politici onesti e avveduti, che per una fortunata congiuntura scarseggiano.

La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Alle ultime elezioni regionali siciliane gli astenuti sono stati il 53%. Più di un mafioso su due non ha saputo chi dirti di votare.

La Mafia, che come diceva Falcone “è l’organizzazione più agile, duttile e pragmatica che si possa immaginare rispetto alle istituzioni e alla società nel suo insieme”, ha provato a reagire con la tipica creatività italica sfruttando le risorse del territorio: i disoccupati e le commemorazioni per la morte di Falcone.

Grazie all’approvazione della Cassa Integrazione in Deroga da un miliardo di euro, provvedimento che consente agli amministratori locali di gestire il denaro pubblico per foraggiare i disoccupati in difficoltà a propria discrezione, senza dover preoccuparsi troppo di distingure tra imprese in difficoltà, imprese fallite e imprese di fatto mai esistite, sarà possibile mantenere in vita ancora un po’ l’antica tradizione degli uomini in coppola che si allenano a sparare dentro scantinati abusivi.

Quanto alle commemorazioni per Falcone, il giro d’affari è enorme e non accenna a diminuire. Il tipico mafioso oggi, in segno di fedeltà alla cosca, si fa tatuare “I love Giovanni” sulla chiappa destra e organizza tour e navi della legalità.

Constatato ormai che il massimo livello di protesta che raggiungono gli italiani consiste nel pubblicare foto di Falcone e Borsellino su Facebook, perché poi al momento del voto si fidano degli amici di Don Ciccio, la Mafia sta studiando di rimpolpare gli affari creando qualche nuovo martire. La difficoltà sta nel trovare qualcuno di fotogenico e credibile da far passare per vittima della Mafia. Si era pensato anche a Berlusconi, ma c’è il timore che poi la Sicilia puzzi di plastica bruciata per anni, con grave danno per il turismo. Si era pensato a Bersani, ma c’è il timore che nessuno si accorgerebbe della sua scomparsa. Si era pensato a Grillo, ma poi si è notato che i Funerali Fanculo confonderebbero l’hashtag #FF su twitter, che la Mafia alle nuove tecnologie sta attenta.

Per il momento si esita ad agire, limitandosi a rinfocolare le tradizioni esistenti. Eravate convinti di vivere sotto una cappa di inefficenza e immobilismo, e invece la Mafia sta pensando a voi. Per il momento ha piazzato Miccichè come sottosegretario, un uomo che conosce i bisogni del Sud. Un uomo che si è opposto con tutta la sua forza alle norme che avrebbero costretto gli amministratori locali siciliani a tenere i bilanci in modo comprensibile. Un’opposizione illuminata, che alla scuola economica di Corleone, che i suoi affari li sa fare meglio di quella di Chicago, è paragonata alla svalutazione competitiva e alle innovative manovre dell’Abenomics che tanto sta giovando al Giappone.

Oggi, anniversario della strage di Capaci, la bandiera di Falcone è tenuta alta da alcune persone di valore.

Ad esempio Leoluca Orlando, esponente storico della sinistra e poi di Italia dei Valori, oggi Sindaco di Palermo. “Capaci 21 anni dopo. A Palermo 20.000 studenti, ministri, rappresentanti dello Stato.”

Diceva allora: “Chi doveva combattere la Mafia in realtà l’ha aiutata.”

Totò Cuffaro, fu Presidente della Regione Sicilia in quota UDC, ora in carcere, impegnato a difendere la propria innocenza nel libro “Il candore delle cornacchie.”

Diceva allora: “Quelli di Falcone sono attacchi volgari alla migliore classe dirigente siciliana.” Casini e Berlusconi hanno sempre dichiarato di crederlo innocente.

Non pervenute dichiarazioni da parte di Pisanu, che concluse i lavori della Commissione antimafia dicendo che “Non ci fu una trattativa tra Stato e Mafia, solo un tacito accordo parziale.” E lui sta rispettosamente in silenzio. IL PEZZO CHE SCRISSI SULLA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELL’ANTIMAFIA.

Fermo e risoluto monito di Napolitano, le cui telefonate nell’ambito della trattativa Stato-Mafia non sono disponibili su youtube, visto che ha ottenuto che venissero distrutte.

Commosso ricordo di Grasso. Falcone fu ostracizzato dalla magistratura per aver sostenuto la separazione delle carriere e dei CSM. (“Un’indubbia anomalia estranea, non a caso, a tutti gli ordinamenti dei più importanti paesi occidentali”.)

Falcone sostenne sempre che l’idea che la Magistratura sia organizzata in correnti a seconda delle idee politiche è una follia antidemocratica.

Falcone fu accusato di essersi mandato da solo una bomba con l’innesco difettoso per farsi pubblicità.

Falcone fu accusato di essere colluso con la Mafia perchè: “Se fosse davvero di disturbo, non sarebbe vivo.”

Falcone fu accusato da coloro che oggi lo santificano ma, cosa più grave, accusò il sistema che oggi lo santifica.

PS: La Mafia è attenta alle nuove possibilità di fare affari, ma non finanzia questo blog.

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117. Chi condanna Berlusconi?

vialedeltramonto ritoccata(E IN OMAGGIO IN FONDO ALL’ARTICOLO UN GIOCO PER I PIÚ PICCINI! INSEGNA AI TUOI BAMBINI A VIVERE IL SOGNO!)

 

Berlusconi condannato in appello a 4 anni e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Gli toccherà dichiarare l’Italia proprietà privata.

(Ieri Berlusconi aveva dichiarato: “Io presidente della Commissione Riforme? Era una battuta.” L’avevamo capito che questo governo non è serio.)

(Berlusconi: “Io Presidente della Commissione Riforme? Era una battuta.” Ora vuole pure il monopolio della satira su se stesso.)

(Berlusconi: “Io Presidente della Commissione Riforme? Era una battuta.” Aspettate di sentire tutta la musica.)

In realtà aveva concluso dicendo che una Commissione Riforme è inutile, le riforme è meglio farle in Parlamento. E poi quell’uva è troppo aspra.

Comunque, Berlusconi è stato condannato in appello. E se volete leggere grida di esultanza e racconti di festeggiamenti a base di sesso e alcool, ne troverete in abbondanza su internet. Oppure nelle carte del processo Ruby.

Proviamo a dire qualcosa di diverso. Per esempio, proviamo a spiegare cosa successe nel marzo del 2010.  Berlusconi sollevò eccezione di legittimo impedimento, ovvero impossibilità a presenziare a un’udienza a causa di impegni di governo. La legge in questione, la 51/2010, fu una delle c.d. leggi ad personam del Cavaliere, ma in astratto risponde a un principio di diritto non da disprezzare. Se un parlamentare deve partecipare a una votazione o un ministro a un Consiglio dei Ministri, non è pensabile che la decisione di un giudice di interrogarlo quel giorno possa compromettere il funzionamento di organi costituzionali. Chiaro che Berlusconi, in quanto Presidente del Consiglio dei Ministri, aveva una tale mole di impegni (e la possibilità di riempirsi l’agenda anche all’ultimo con Consigli dei Ministri straordinari) tale da garantirgli, de facto, la sospensione dei processi. Del resto in alcuni paesi questo non creerebbe scandalo. In Francia tutti i processi nei confronti del Presidente sono sospesi fintanto che resta in carica. Però c’è un limite di due mandati.

Dunque, dicevamo, Berlusconi nel marzo 2010 eccepisce il legittimo impedimento. I giudici di primo grado rifiutano di riconoscere la legittimità dell’impedimento eccepito e proseguono il processo. A quel punto si apre un conflitto di attribuzione: in sostanza il Governo della Repubblica chiede alla Corte Costituzionale di dichiarare che non spetta al singolo giudice decidere quando e se l’impegno di governo costituisce legittimo impedimento.

I legali di Berlusconi chiedono di sospendere il processo in attesa della decisione della Corte Costituzionale. Il giudice di primo grado nega. Ecco, sappiate che questo, nella prassi, da che so io, non succede mai. MAI. Il giudice non ha un obbligo di sospendere il processo, ma si fa sempre. Se non altro perché abbiamo i tribunali intasati e non è il caso di perdere anni e spese in un processo che potrebbe essere totalmente inutile.

Comunque il giudice di primo grado ignora il legittimo impedimento, rifiuta di sospendere il processo e così si arriva alla sentenza di condanna di primo grado e noi tutti esultiamo. Il giudice di secondo grado, ovvero la Corte d’Appello che ieri lo ha condannato, richiesta nuovamente di sospendere il processo in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, rifiuta di farlo sostenendo che la pronuncia sarà irrilevante ai fini del procedimento.

Tale pronuncia è talmente irrilevante che se fosse accolta, e probabilmente lo sarà, travolgerà gli ultimi tre anni di processo, facendolo ricominciare da quell’udienza del marzo 2010 a cui Berlusconi aveva il diritto di essere presente. Dire che la pronuncia della Corte sarà irrilevante è come dire che al Rally di Montecarlo sono irrilevanti i freni. Come dire che nella carriera di Rocco Siffredi sono irrilevanti le dimensioni. Semplicemente è falso. Falso come dichiarare che si credeva davvero che Ruby è la nipote di Mubarack. I giudici di Milano si stanno comportando come la Biancofiore. Si stanno comportando come Capezzone e non è certo un complimento.

Ora, io posso parlare male di Berlusconi per ore ed ore raccontando ciò che di male ha fatto per il Paese. Ma siamo sicuri che questo comportamento dei giudici di Milano sia qualcosa da lodare? Ammesso che l’abbiano fatto solo per il bene della nazione, fino a che punto possiamo essere felici che i garanti della legge dichiarino in un’ordinanza qualcosa che sanno essere falso per poter arrivare sui giornali di tutto il mondo con una sentenza? Non è un comportamento simile a quello del poliziotto che, per incastrare colui che crede essere colpevole, si fabbrica da sé le prove?

Nel frattempo Grillo, gran sostenitore dell’inciucio perenne, così commenta: “Mah, che volete che vi dica, lo faranno Senatore a vita.” Chi mi segue sa che per certi aspetti io Grillo non lo disprezzo affatto. Tuttavia una cosa è arcicerta: Grillo di diritto ne capisce quanto io di fisica quantistica. Nulla, zero, disastro assoluto, vuoto pneumatico. Grillo sta al diritto come un diabetico al profitterol. Grillo sta al diritto come Platinette alla figa. Amici grillini, cercatevi un esperto di diritto. Chiedete a Rodotà.  Essere nominato Senatore a vita NON salverebbe Berlusconi dalla galera. L’immunità parlamentare vale fino alla sentenza passata in giudicato. Se la sentenza verrà confermata sia dalla Corte Costituzionale che dalla Cassazione, Berlusconi finirà in Russia a scopare modelle. Sì, lo so che avreste voluto leggere “in carcere”, ma siamo realisti, suvvia.

E comunque se del caso finirebbe ai domiciliari, vista l’età.

Secondo: non “lo faranno senatore a vita”. Lo può fare senatore a vita Napolitano. Solo lui. Nonostante tutto il suo spingere per le larghe intese, dubito che si esporrebbe mai a tal punto.

Vogliamo suggerire a Grillo una tesi inciucista? Il PD ha una notevole influenza all’interno della Corte Costituzionale. Così come ce l’ha Napolitano, che ha nominato 5 giudici su 15. Potrebbero forse sfruttare questi mesi per fare pressione su Berlusconi, minaccidando di condizionare l’esito della pronuncia sull’attribuzione di poteri se continuerà a fare le bizze?

Naturalmente questo presupporrebbe uno Stato allo sbando in cui il diritto non conta più niente.

Uno in cui i senatori si comprano e si vendono.

Ah, notizia di oggi: Berlusconi rinviato a giudizio per la corruzione del Senatore De Gregorio.

Se continua così, almeno avremo risolto il problema della disoccupazione. Gli esodati verranno tutti assunti come manifestanti dal Pdl.

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Berlusconi gioco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PS: ringrazio Ilaria Ruggeri per il fotomontaggio di viale del tramonto, come sempre splendido!

107. Hokuto Republic

Kenshiro BersaniE così alla fine Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica. Un giorno, quando saremo vecchi, passeremo davanti al Quirinale e diremo “Una volta qui era tutta magagna”.

E saluteremo dal balcone il clone di Napolitano.

Che poi Napolitano decine di anni fa lodò i carroarmati sovietici in Ungheria dicendo che “Prevenivano divisioni”. E oggi i suoi appelli all’Unità nazionale suonano sinistri.

Santo cielo. Ancora non me ne capacito. C’è il più grande museo egizio d’Europa. Se dobbiamo fare presidente una mummia, riportiamo la capitale a Torino.

Napolitano Presidente delle Repubblica. La Regina d’Inghilterra invia le sue congratulazioni. Il Presidente della Romania invia una badante.

Napolitano al quinto posto tra i capi di stato più vecchi. Se gli altri quattro schiattano Gasparri inizierà a saltellare cantando “Siamo Campioni del Mooooondo!”

(Gasparri conosce le istituzioni così bene che pensa che la Presidenza della Repubblica funzioni come la Coppa Rimet, che se la vinci tre volte poi la porti a casa definitivamente e te la metti in bacheca.)

Che io non voglio dire che Napolitano sia vecchio. Ma ha gli stessi anni che aveva la Thatcher due settimane fa.

(Che poi, giuro che non glielo auguro, ma vi immaginate la faccia di Bersani se stanotte Napolitano fa un coccolone e bisogna ricominciare tutto da capo?)

E la cosa che mi fa più incazzare è che sia lì sostanzialmente per inerzia. Siccome tanto si trovava già lì, siccome tanto tra poco o muore o si dimette, diamogli in mano le chiavi della democrazia e procrastiniamo. Come dire che in Italia siamo 60 milioni e non ce n’è uno senza problemi di incontinenza che possa fare il Presidente della Repubblica. Mi sembra davvero il segno di una classe politica che non solo è arroccata su se stessa, ma non ha fiducia nel Paese, non è disposta a rischiare nulla.

Intanto il PD corre verso lo sfascio. Bersani piange in aula. La Bindi si dimette. Vendola si dichiara all’opposizione. D’Alema annuncia un conresso infuocato per eleggere il suo nuovo skipper.

Che poi. Fioroni che si fotografa la scheda e la mostra al tg verrà processato per direttissima? Così, perché sarebbe ancora un reato a casa mia.

Chiedo un parere ai giustizialisti purosangue. C’è un magistrato che mi legge per favore?

Fioroni fotografa la scheda e la mostra al tg. Neanche Pinocchio era così orgoglioso di essere un burattino.

Fioroni ha anche dichiarato che il PD darà prova di orgoglio. Attendiamo le foto.

Dell’anatomopatologo.

fioroni

Posto una foto perché possiate notare l’incredibile somiglianza con Einstein.

Per concludere: provo a pronosticare Rossi o Milanesi come premier. Napolitano che si dimette in massimo due anni. Serio rischio che un esaltato o un uomo dei servizi segreti faccia fuori qualcuno. Grillo cercherà su internet “Come simulare le stimmate ingannando i medici”.

E qualcuno, forse, capitando su questo post metterà un like alla mia pagina Facebook. https://www.facebook.com/ChiNonMuore

PS: Grazie a Patrizio Cossa per l’aiuto col fotomontaggio!

97. Quelli che

Quelli che

Un omaggio a Jannacci. R.I.P.

Quelli che… fanno finta di pubblicare gli screenshot e in realtà hanno due telefonini. Oooh yeah!

Quelli che… ordinano la sposa russa online e poi se a letto non funziona chiamano il tecnico. Oooh yeah!

Quelli che… se devono convocare una riunione di saggi, meglio che non ci sia nessuna donna o tutti i saggi penseranno a una gang bang. Oooh yeah!

Quelli che… sarebbero eccellenti ministri dell’economia, ma sono troppo impegnati a guardare “malattie imbarazzanti” su RealTime. Oooh yeah!

Quelli che… nominano dieci saggi, ma li fanno cominciare dal martedì che a pasquetta Clio fa il risotto con gli asparagi. Oooh yeah!

Quelli che… Bagnasco invita dire basta giochi di ruolo in politica e loro lanciano un d20 per vedere che reazione avranno i partiti.  Oooh yeah!

Quelli che… basta giochi di ruolo in politica, ma soprattutto Grillo chiuda il suo MMORPG. Oooh yeah!

Quelli che… basta giochi di ruolo in politica, e creano subito incomprensioni parlando di Resurrezione. Oooh yeah!

Quelli che… con la festa in campagna a un’ora di strada, sanno che pioverà tra 59 minuti. Oooh yeah!

Quelli che… votano Berlusconi perché li fa ridere, ma poi sono sempre di cattivo umore. Oooh yeah!

Quelli che… hanno sentito del terremoto a Messina e pensano che il Paese si sia dato una scossa. Oooh yeah!

Quelli che… devono ancora superare il trauma de “Ormai hai i tuoi anni, se vuoi l’uovo te lo compri”. Oooh yeah!

Quelli che… a Pasqua, davanti a dei bambini sovreccitati, pensano “Non vorrei essere quell’uovo”. Oooh yeah!

Quelli che… se ci fosse stato scritto su wikipedia che Jannacci aveva composto il Rigoletto, su Facebook starebbero ancora pubblicando “La donna è mobile” cantato da Pavarotti. Oooh yeah!

Ecco il link all’originale di Jannacci, che se siamo ancora qui a citarlo vuol dire che qualcosa valeva. Oooh yeah!

PS: il primo quelli che è l’elaborazione di un tweet di @postofisso2012 , seguitelo!