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205. Nobel e IgNobel 2015

gasparro

(Nella foto: di M. Gasparri, un uomo che se facesse un concorso pubblico sbaglierebbe la risposta alla domanda “Nome e cognome”.)

Boldrini Gasparri

(Per par condicio: L. Boldrini, una donna che riesce a far fare bella figura a Gasparri. A GASPARRI. Era più facile far vincere l’oscar a Massimo Boldi.)

Sì, questo numero è dedicato alle persone più intelligenti del pianeta.

Nobel per la Medicina ai coniugi che han scoperto come si orienta il cervello. E tutto cominciò con un “Perché non chiedi indicazioni?”

M’immagino l’amore tra due neurologi premi Nobel:
– “Mi ami ancora?”
+ “Dunque, produco ancora tanta serotonina, ma poca dopamina, dunque…”

In realtà oltre ai due coniugi c’è anche un altro uomo. Oh, che sorpresa.

Il Nobel per la Medicina a John O’Keefe, May-Britt Moser ed Edvard Moser per aver scoperto come funziona il GPS del cervello. Ho provato a capire meglio, ma mi sono perso.

Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver spiegato l’effetto ottico per cui i giapponesi nei manga hanno gli occhi tondi.

No scherzavo. Premio Nobel per la Fisica ad Akasaki, Amano e Nakamura per aver una rivoluzionaria scoperta che ha consentito di risparmiare moltissima energia. La traduzione in giapponese di “Ma chi ti caga”.

In realtà hanno inventato i led a luce blu. Non solo consentono di risparmiare moltissima energia, ma sono un’ottima scusa per le ragazze per scopare uno stronzo e poi dire che lo credevano il principe azzurro.

Nobel per la Chimica a Betzig, Hell e Moerner, inventori del microscopio che vedo l’infinitamente piccolo. Come la differenza tra uno che vuole farsi i cazzi tuoi e uno che “Non voglio farmi i cazzi tuoi, ma…”

(Nobel per la Chimica per il microscopio che vede l’infinitamente piccolo. Come certi peni, certi cervelli, l’originalità di certe battute.)

(E comunque io il Nobel per la Chimica l’avrei dato alle cotolette fritte con doppia impanatura.)

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per aver introdotto nel mondo delle lettere l’innovativo argomento della Seconda Guerra Mondiale. Tra i suoi argomenti il nazismo, la storia, la memoria, l’aver scritto sempre lo stesso libro, l’aver scritto sempre lo stesso libro di altri.

Il prossimo libro di Murakami Haruki: “Ok, Hitler era cattivo, ora datemi sto cazzo di Nobel.”

Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano per la sua ricerca sociologica sui tipi umani, da lui classificati in:
– Quelli che fanno la battuta Modiano+Carte da gioco
– Quelli che cercano Modiano su Wikipedia
– Quelli che Modiano va letto solo in lingua originale, altrimenti si perde tutto.

(Il mio obiettivo nella vita è diventare abbastanza sconosciuto da vincere il Nobel.)

Nobel per la Pace a Malala Yousafzai, la diciassettenne che si batte per il diritto allo studio delle ragazze in Pakistan, e Kailash Satyarthi, l’indiano che combatte perché i bambini non siano sfruttati nelle fabbriche. Un premio che andrebbe idealmente condiviso col Signor Bepi da Casalserugo, che ogni giorno urla ai 15enni del bar “Andate a combinare qualcosa, coglioni”.

Malala, 17 anni, pakistana, vince il Nobel per la Pace. Ora finalmente potrà conoscere gli One Direction.

– “Ma è vero che il Nobel per la pace è andato a tua madre?”
+ “Malala era scritto, non maiala!”
– “Ah, scusa.” (Questa è di @m4gny)

Ma come noto, due settimane prima dell’assegnazione dei Premi Nobel si celebra la ben più importante cerimonia di consegna dei Premi IgNobel, coi quali si immortalano le ricerche più assurde, stupide, ridicole o, talvolta, beffardamente utili. Quest’anno a farla da padrone è stata l’Italia, quindi mettete su l’inno nazionale, levatevi sull’attenti, mano sul cuore e proseguite a leggere.

Premio IgNobel per la Fisica ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la buccia di banana e l’asfalto, quando ne calpestiamo una. Gli scienziati hanno scoperto che si scivola quando l’angolo della scarpa è superiore a 3,8 gradi, ma il risultato potrebbe essere stato influenzato dalle botte in testa prese mentre svolgevano gli esperimenti.

Premio IgNobel per le Neuroscienze al team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, i quali hanno studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate. L’effetto cambia notevolmente a seconda che prima Gesù le abbia moltiplicate o no.

Premio IgNobel per la Psicologia a Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons per aver dimostrato che chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Vi dico solo che questa battuta l’ho scritta alle tre del mattino.

Premio IgNobel per la Salute Pubblica a Premio a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone. Praticamente Instagram è un’arma di distruzione di massa.

(Chi possiede un gatto ha più possibilità di diventare sociopatico. Si chiama “buon esempio”.)

Premio IgNobel per la Biologia a un gruppo di ricercatori capitanato da Vlastimil Hart ha dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, preferiscono allineare il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Arredate la cuccia del vostro cane col Feng Shit.

IgNobel per l’Arte al team di Bari che descrive il dolore che si prova guardando una brutta opera d’arte: “è Kome se avrebbi letto qst merda”.

IgNobel per l’Economia all’ISTAT per aver iniziato a contare nel Pil tangenti, prostituzione e spaccio. E che non sanno COME fanno i conti!

Premio IgNobel per la Medicina a a Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky e James Dworkin per essere riusciti a fermare le emorragie “incontrollabili” di chi soffre di epitassi con il metodo del “nasal-packing-with-strips-of-cured-pork”, letteralmente: impacco-nasale-con-fettine-di-carne-di-maiale-stagionata. E hanno anche aperto un ristorantino in cui fanno un eccellente sanguinaccio, se volete vi do il numero.

Premio IgNobel per le Scienze Artiche a A Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, che hanno studiato le reazioni delle renne nel vedere uomini travestiti da orsi polari. Nessuna notizia da settimane del loro collega che doveva studiare le reazioni dei cercatori di funghi sugli orsi bruni. (Clicka QUI per il mio pezzo sul caso Deniza.)

Premio IgNobel per la Nutrizione a Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, e Margarita Garriga per aver utilizzato dei batteri delle feci dei bambini per produrre salsicce probiotiche. Devo dirlo a mio fratello che ha avuto una bambina.

(“Greg? Ho una buona e una cattiva notizia. La cattiva è che a cena da te non ci vengo più. La buona è che se vuoi abbattere i costi ho un’idea geniale.”)

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Inoltre il vostro amatissimo Chi Non Muore è in finale ai Tweet Awards come battutista rivelazione dell’anno. Se volete venire a vederlo sul palco a Bologna domani, potete. Se no potete seguirmi su Twitter all’account @chinonmuore1 e insomma, c’è qualcuno che si è preso la briga di votare per me, quindi forse ne vale la pena.

Puoi leggere di seguito i commenti ai Nobel e IgNobel del 2013:

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/09/166-nobel-e-ignobel-2013-parte-prima/

https://chinonmuore.wordpress.com/2013/10/14/167-nobel-e-ignobel-2013-parte-seconda/

167. Nobel e Ignobel 2013 – PARTE SECONDA

una_vignetta_sulla_crisi_finanziaria_globale_a_opera_della_satira_in_diretta_a_cura_dello_studio_d_arte_andromeda_al_festival_dell_economia._-_29_05_2009_imagelargeTanto per cominciare, permettetemi di essere soddisfatto di me. Nell’ultimo pezzo avevo previsto il Premio Nobel alla Munro e ho indovinato. Non chiedetemi i numeri del lotto, però, che quelli sono monopolio dei fantasmi dei nonni.

In realtà la considerazione che mi ha fatto scommettere sulla Munro è essenzialmente di carattere politico, quindi sono un po’ triste per avere indovinato. Del resto non è una cosa nuova. François Mauriac, premio Nobel, diceva che il Nobel non lo vince mai il miglior scrittore, ma il miglior moralista. Diciamo che vincere il Nobel è come diventare Ministro per l’Economia: non vuol dire che sei il miglior economista, anzi, se succede è un po’ un caso.

(Nobel per la Letteratura a una canadese. Scrive freddure.)

Nobel per la Pace all’Opac, l’agenzia che si occupa dello smantellamento delle armi chimiche di chi non finanzia l’Opac.

In Svezia sono strani. Danno il Nobel per la Pace all’agenzia che lotta contro le armi chimiche, ma non aiutano l’Italia quando c’è da diffondere il bidet.

A proposito di armi chimiche: nessuno vuole accettare la salma di Priebke. Io, per pace e per contrappasso, lo cremerei.

Morto Priebke. È stato il dispiacere per non aver vinto il Nobel per la Pace.

Morto Priebke. Dopo la guerra si era convertito al cattolicesimo. Ma lui non è riuscito a diventare Papa.

Morto Priebke, in ottima salute fino a 100 anni. Perché mangiava i fagiolini da 80 euro al kg di Berlusconi.

(Per chi se lo fosse perso: la Pascale racconta che, prima che arrivasse lei a prendersi cura di Silvio, Berlusconi pagava i fagiolini 80 euro al kg. Praticamente si aspettava che voi viveste con 5 kg di fagiolini al mese)

Ma torniamo ai Nobel. Nobel per l’Economia a Fama, Shiller e Hansen. Ma lo meritava l’ortolano di Berlusconi.

Premio Nobel per l’Economia a Fama, Shiller e Hansen. Il secondo ha criticato il primo e il terzo si è limitato a fornire gli strumenti a tutti e due. Premiarli assieme è un po’ come dire che duemila anni fa dovevano vincere la causa Gesù, Caifa e Ponzio Pilato.

Nobel per l’Economia a Fama e Shiller, che sostengono tesi diametralmente opposte. AVETE ROTTO IL CAZZO CON STE GRANDI INTESE, CAPITO?

Ma per me il momento più atteso dell’anno è quello dei premi igNobel.

Proseguendo dal post precedente, per esempio: Premio igNobel per la Biologia e l’Astronomia a Eric Warrant per aver dimostrato che lo scarabeo stercorario si orienta guardando la via lattea. Così non deve abbassare il mento per guardarsi attorno.

Premio igNobel per la Psicologia a Laurent Bègue, Brad Bushman, Oulmann Zerhuni, Baptiste Subra e Medhi Oura per aver dimostrato che le persone ubriache sono convinte di essere attraenti. L’esperimento si è svolto osservando gli ubriachi che provavano a limonarsi uno specchio.

Premio igNobel per Ingegneria e Sicurezza al compianto Gustano Pizzo per un meccanismo che intrappola, impacchetta e catapulta fuori dall’aereo i dirottatori, attaccati a un paracadute. Il mirabolante sistema si compone di Steven Segal più un paracadute.

Premio igNobel per la chimica a Shinsuke Imai, Nobuaki Tsuge, Muneaki Tomotake, Yoshiaki Nagatome, Tsuyashi Nagata e Hideiko Kumgai per aver dimostrato che il meccanismo per cui tagliare le cipolle ci fa piangere è più complicato che trascrivere i nomi degli autori di questa ricerca senza refusi.

Premio igNobel per l’Archeologia a Brian Candrall e Peter Stahl per aver mangiato un toporagno morto e aver passato i giorni successivi a esaminare le proprie feci per capire quali ossa vengono digerite dagli umani e quali no. Buone notizie, pare che noi italiani ancora per un po’ non moriremo di fame.

Premio igNobel per la Salute Pubblica a Kasian Bhanganada, Tu Chayavatana, Anunt Tonmukayakul, Piyaskol Sakolsatayadron, Kirit Komoratal, e Henri Wild per la tecnica medica prescritta per un’epidemia di amputazioni del pene in Siam, tecnica che però non raccomandano nel caso che il pene amputato sia stato parzialmente mangiato da una papera. (No, questa non è una battuta)

(Un pene mangiato da una papera. Tutti i papaveri d’Italia si toccano.)

Premio igNobel per la Probabilità a Bert Tolkamp, Marie Haskell, Fritha Langford, David Roberts e Colin Morgan per aver mostrato che più una mucca è stata sdraiata a terra, più è probabile che si alzi (Mucca 1 – Italia 0) e che inoltre dopo che la mucca si è alzata, non è facile prevedere quando si sdraierà di nuovo (e poi il vero Nobel per l’economia è andato a chi ha dimostrato che non è facile prevedere l’andamento dei mercati. A sto punto lo avrei dato a quelli delle mucche).

Premio igNobel per la Pace all’amato dittatore bielorusso Lukashenko e ad un suo anonimo ufficiale. Il primo per aver reso illegale applaudire in pubblico, il secondo per avere arrestato un uomo con un braccio solo accusandolo di avere applaudito.

(C’è anche un detto buddista: “Che rumore fa una mano sola che applaude?” “CLANK CLANK di chiavi e di cella!”)

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166. Nobel e Ignobel 2013 – Parte prima

innovazione-socialePremio Nobel per la Medicina a Rothman, Shelkman e Sudhorf per aver spiegato perché il traffico di molecole tra le cellule non è come quello di Roma.

(Sostanzialmente hanno scoperto come fanno le cellule a guardare dove vanno. Anziché gridarsi “GUARDA DOVE VAI!”)

Premio Nobel per la Fisica a Englert e Higgs per la scoperta del famoso bosone. Oddifreddi soddisfatto perché non hanno premiato anche Dio.

(Dio ha commentato che, anche se non ha ricevuto l’assegno, gli resta la soddisfazione spirituale.)

(Esclusione giusta, comunque. Dopotutto Dio ha fatto solo una particella del lavoro.)

Premio Nobel per la Chimica a Karplus, Levitt e Warshell per aver progettato i programmi che riescono a seguire le rapidissime trasformazioni chimiche. Su Mastella non funzionano.

Ma come molti sanno, ogni anno si assegnano anche i premi Ignobel per le ricerche più improbabili. Premi divertenti e che fanno anche pensare, talvolta.

Premio Ignobel per la medicina a Masateru Uchiyama, Xiangyuan Jin, Qi Zhang, Toshihito Hirai, Atsushi Amano, Hisashi Bashuda e Masanori Niimi per aver mostrato che i topi che subiscono un trapianto di cuore sopravvivono in media 27 giorni se durante l’intervento ascoltano Verdi e solo 11 se ascoltano Enya. Se invece ascoltano Justin Bieber viene loro l’acne.

Per la fisica premiati Alberto Minetti, Yuri Ivanenko, Germana Cappellini, Nadia Dominici e Francesco Lacquaniti grazie alla scoperta che alcune persone potrebbero essere in grado di correre sulla superficie di uno stagno, se sia le persone sia lo stagno si trovassero sulla luna. Che è un po’ come dire che se l’Italia non corre è perché manca la stabilità.

Nei prossimi giorni completeremo l’elenco dei premi Nobel e Ignobel. Chiudo con un paio di considerazioni:

Domani dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, visto che spesso la giuria fatica a trovare un accordo in tempo) assegnarsi il Nobel per la letteratura. La mia previsione va per Alice Munro. Il mio tifo è tutto per Kundera, che non vincerà mai perché i giurati sono dei parrucconi. Tifo in subordine per Zagajewski che non vincerà perché se no pare che premino solo poeti polacchi, per Pynchon che non vincerà perché tanto non andrebbe a ritirare il premio e Murakami Haruki che non vincerà perché secondo me non premiano due asiatici di seguito, ma qui forse sbaglio. Tifo al contrario per Adonis. Non voglio vedere premiato ora un siriano, solo per vedermi sommerso di articoli politici che lo tirano per la giacchetta.

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165. Politica e poesia

rainbow immersionOggi voglio provare qualcosa di leggermente diverso. Un post che mancherà di vera unitarietà. Un post in cui cito alcuni brevi interventi o pezzi altrui commentandoli brevissimamente. Se tutto va bene avremo un ponte tra la settimana passata e quella futura che finirà spontaneamente per assumere coerenza.

PRIMO POST:

CAPITANI CORAGGIOSI

Con parole semplici e cifre esatte, abbiamo qui la dimostrazione di due fatti. 1) Berlusconi e il PD hanno attuato politiche molto simili con amici diversi; 2) Il danno che ci ha fatto questo “capitalismo di stato” è incalcolabile e continuiamo a pagarlo – e continuiamo a insistere su questa strada anche oggi ; 3) Berlusconi non deve essere rimpianto, visti gli evidenti errori che ha fatto alla guida del Paese. Non dalla destra liberista, che liberista non è stato, non da quella popolare, che certamente non ha favorito investimenti sulla “gioventù nazionale”.

SECONDO POST:

L’IRLANDA E IL MITO DI ENDIMONE

A Endimone Zeus chiede di esprimere un desiderio. E questi chiede di poter dormire per sempre, eternamente giovane. Ecco, questo paiono aver chiesto le camere alte di mezzo mondo o, in alcuni Paesi come il nostro, la camera bassa. Il sistema bicamerale perfetto si è dimostrato totalmente inadatto ai tempi, sicché i paesi meglio organizzati del mondo come Nuova Zelana, Svezia, Danimarca hanno abolito il Senato. Oggi si vota in Irlanda per fare altrettanto. Da noi sarebbe se mai da abolire la Camera, che vanta il doppio dei rappresentanti e, col sistema elettorale attuale, presenta per forza di cosa maggioranza bulgare e voti scontati. Il sogno di pigri, sfaticati, intellettuali mantenuti, amichetti da premiare coi soldi pubblici. Gente pagata praticamente per dormire e che, se lavora, lo fa perché le va. Forse potremmo svegliare questa gente anche noi. Proprio questi ultimi anni, in cui sostanzialmente la Camera non ha avuto da lavorare, ci hanno mostrato la sua inutilità.

TERZO POST:

“Ogni giorno nel mondo muoiono circa 150 mila persone. Alcune di queste morti, una percentuale minuscola, ci toccano nel profondo. Delle altre non ce ne frega comprensibilmente niente. Quali morti tolgano veramente il sonno o cambino sul serio la nostra giornata in peggio dipende dalla sensibilità di ognuno, e riguarda un aspetto piuttosto interiore della nostra coscienza. Questo bisogno di dire per forza qualcosa di retorico io non lo capisco. Passi per premier, papi e politicanti vari che sono obbligati a farlo, ma perché ogni singolo cittadino si senta in dovere di dire la sua cazzata è veramente un mistero. Forse pensate sia un modo per dimostrare al prossimo di essere delle belle persone. Beh, non è così.” (Ancora una volta del mio amico Tommaso)

Credo che tutti possano convenire che c’è qualcosa di strano. Muoiono milioni di persone. Ci sono tragedie infinite in ogni luogo del mondo. Quella che è avvenuta oggi è appena al largo delle nostre coste e per questo siamo costretti ad accorgercene. Eppure non mi sentirei di dire che tutti quelli che sono shockati se ne freghino e vogliano solo apparire belli. Per niente. Io personalmente sono rimasto molto shockato da alcune immagini riportate in passato dalla TV. Non da queste, che non ho visto, per ragioni di lavoro. Sono solo cosciente che sono morte delle persone e me ne dispiaccio umanamente. Qualcuno si comporterà simulando una partecipazione, qualcun altro la proverà davvero, qualcun altro ostenterà invece cinismo. Ma la mia riflessione è un’altra: ovvero che, se mai, il punto è la decisione presa da qualcuno, sui media, di quando dobbiamo essere shockati, di quando possiamo fregarcene, di quando è più importante il risultato della partita di calcio. Si tratta comunque e sempre di tentativi di causare nelle masse una risposta emotiva. Ecco, io vorrei lasciare l’emotivo ai miei rapporti privati. Alle mie amicizie, ai miei amori, ai miei lutti. Un fatto come quello di Lampedusa preferirei fosse affrontato con lucidità e senza retorica. Che piano abbiamo di accoglienza? Che alternative all’accoglienza? Se, come dice il Corriere, sono previsti due milioni di arrivi a seguito delle varie crisi in nordafrica, come pensiamo di gestire altri due milioni di disoccupati, oltre a quelli che già oggi non riusciamo a gestire? Non sono domande retoriche, sono domande. E non richiedono risposte retoriche, richiedono risposte. Forse non saranno due milioni, ma arriveranno e non possiamo far finta ogni volta di essere stupiti, come se proprio fosse impossibile aspettarselo.

QUARTO POST:

Lava

E se Eraclito e Parmenide
Avessero ragione contemporaneamente

E due mondi esistessero affiancati

Uno tranquillo, l’altro folle; una freccia

Scocca immemore, l’altra indulgente

La osserva; lo stesso flutto si frange e non si frange,

Gli animali nascono e muoiono allo stesso istante,

Le foglie di betulla giocano col vento e al contempo

Si struggono in una crudele fiamma rugginosa.

La lava uccide e serba, il cuore batte e viene colpito,

C’era la guerra, la guerra non c’era,

Gli ebrei sono morti, vivono gli ebrei, le città bruciarono,

Le città rimangono, l’amore avvizzisce, il bacio è eterno,

Le ali dello sparviero devono essere brune,

Tu sei sempre con me, anche se non ci siamo più,

Le navi affondano, la sabbia canta e le nuvole

Vagano come veli nuziali sfilacciati.

Tutto è perduto. Tutto incanto. I colli

Reggono cauti lunghi stendardi boscosi,

Il muschio sale sul campanile di pietra della chiesa

E con labbra minute timidamente loda il settentrione.

Al crepuscolo i gelsomini brillano come lampade

Folli stordite dalla propria luce.

Nel museo davanti a una tela scusa

Si stringono pupille feline. Tutto è finito.

I cavalieri galoppano su cavalli neri. Il tiranno scrive

Una sgrammaticata condanna a morte.

La giovinezza si dissolve nell’arco

Di un giorno, i volti delle fanciulle si fanno

Medaglioni, la disperazione volge in estasi

E i duri frutti delle stelle crescono nel cielo

Come grappoli d’uva e la bellezza dura, tremula, immota

E Dio c’è e muore, la notte torna a noi

Sul fare della sera, l’alba è brizzolata di rugiada.

(Zagakewski)

Perché una poesia? Presto detto. La settimana prossima verrà assegnato il Nobel per la letteratura. Il premio per antonomasia per la scrittura di nicchia, che spesso, ma non sempre, vende poco. Che comunque non viene affrontata pensando a lauti guadagni e quando questi arrivano è una sorpresa. Una scrittura faticosa che testimonia attenzione all’umano, perché altrimenti non si porrebbe tanta meticolosa cura in qualcosa di così strutturalmente inutile. La letteratura muove le opinioni meno della TV, meno della radio, meno della pubblicità e dei governi e soprattutto meno dei soldi. Trovo un gran peccato che la commissione che assegna il Nobel abbia finto per immischiarsi tanto nella politica, perché se c’è una cosa che la letteratura dovrebbe insegnarci, è proprio a non ridurre tutto a politica, a guadagno, a retorica pubblica. A salvaguardare la ricerca per sé stessa, il bello per sé stesso, l’inutile per sé stesso, perché senza di esso siamo macchine da produzione e non uomini.

Ogni tanto bisogna correre il rischio che le scimmie prendano il potere, se non si vuole diventare noi le scimmie.

LE SCIMMIE

Un giorno le scimmie presero il potere.

Si infilarono alle dita anelli d’oro,

Indossarono camicie bianche inamidate,

Fumando sigari avana profumati,

Costrinsero i piedi in scarpe nere di vernice.

Non lo notammo perché eravamo intenti

Ad altre occupazioni: chi leggeva Aristotele,

Chi proprio allora viveva un grande Amore.

I discorsi dei potenti si fecero caotici,

Persino farfugliani, comunque non li ascoltavamo

Mai attentamente, era meglio la musica.

Le guerre divennero ancora più selvagge, le carceri

Ancora più fetide di un tempo.

Le scimmie, a quanto pare, avevano preso il potere.

(ancora Zagajewski)

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