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189. L’Italia si divide

Italia divisaIl 27 dicembre il noto cantante Morgan si esibiva a Bari. Il pubblico era in delirio. Anche Morgan era in delirio, me per un cocainomane è più normale. Ad un certo punto sente la vibrazione, coglie l’attimo, l’istinto dello showstopper lo rapisce. Morga si getta a volo d’angelo tra il pubblico (un po’ goffamente, a dire il vero).

Il pubblico si sposta, Morgan si spatascia a terra di faccia.

L’Italia è un posto un po’ così. Il PD si divide, Forza Italia si divide, il pubblico di Morgan si divide.

Per esempio, il Senatore Razzi ha recentemente dichiarato: “Kim Jong-Un è un moderato, non un dittatore”.

Di nuovo l’Italia si divide: da una parte 59.999.999 italiani, dall’altra Razzi.

(Lo diceva già Montanelli: “Non si può governare un Paese dove la stessa cosa si chiama al nord uccello e al sud pesce”.)

(Per inciso: Kim Jong-Un ha fatto fuori lo zio, che forse aspirava a prenderne il posto. E poi Kim Jong-Un era stufo di passare per uno che minaccia a vanvera. Così ha sparso la voce di averlo fucilato con bombe atomiche piccolissime.)

(In realtà lo ha gettato nudo in una fossa piena di cani a digiuno. Che spreco, con tutti i coreani che muoiono di fame.)

(A Maggio si terranno le elezioni in Corea del Nord. Chissà chi vince. Non sto più nella pelle, come direbbe lo zio di Kim Jong-Un.)

(Previsioni mie: al primo posto, il partito comunista di Kim Jong-Un. Al secondo una muta di cani.)

Per tornare a bomba, l’Italia è un Paese che si divide. Sempre. Nord e Sud. Palermo e Catania, Pisa e Firenze. Centocelle e Parioli. Coppi e Bartali, Inter e Milan, prendete l’esempio che volete. L’Italia si divide sempre e i governanti fanno l’impossibile per negarlo o impedirlo. Una volta eletti la loro preoccupazione è tenere tutti uniti, tutti buoni, dire che se si dividono sbagliano.

Se ci dividiamo sbagliamo. Se abbiamo interessi diversi sbagliamo.

E quelli che provano a guidare la rivoluzione la pensano allo stesso modo. NOI SIAMO IL POPOLO. NOI SIAMO LA GENTE.

La casta esiste, ma esistono anche le distinzioni e forse andrebbero rispettate. Prendo a prestito uno status di Facebook del mio amico Corrado.

“Non ci sono girondini o montagnardi, ci sono solo cittadini francesi!!!111”. 
“Abbiamo decapitato tutti i girondini. L’abbiamo fatto insieme, sanculotti e montagnardi, senza distinzioni politiche!!!11!”
“Ok, sanculotti decapitati. Non dai termidoriani, ma dai cittadini francesi uniti!!11”

Oggi il tema torna sottilmente d’attualità per via del dibattito sulla legge elettorale. Tutti i sistemi proporzionali proposti di pongono il problema della governabilità. “Come governare un Paese che si divide?” Come impedire a chi non la pensa come noi di organizzarsi?

E il problema è serio, perché se ognuno volesse un partito tutto a sua immagine e somiglianza finirebbe per votare solo se stesso. Ma è anche mal posto, perché si tratta pur sempre di far fare agli italiani quello che non vogliono. Perché ci dividiamo. Perché tanto non capiamo.

L’Italia è un Paese che si divide. Ma il nostro momento più glorioso, negli ultimi 1000 anni, fu probabilmente quello dei comuni. Un maggioritario secco è sempre il meglio. Gli eletti devono mettersi di fronte a un gruppo territoriale che li conosce, li monitora e se gli girano le palle non li rielegge. Allora gli eletti non si divideranno alla cazzo di cane, perché se questo porta al disastro i loro concittadini verranno sotto casa a prenderli a scarpate nel culo. I comuni erano divisi, in competizione tra loro, ma quando il Barbarossa pensò di venire nella penisola a fare lo splendido, si unirono e gli spaccarono il culo come neanche Gandalf con gli orchi al fosso di Helm.

L’ennesima rivoluzione calata dall’alto non ci serve. Ma forse qualcuno di voi non sarà d’accordo, tanto l’Italia è un Paese che si divide.

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160. Il videomessaggio, la magistratura italiana e le soluzioni all’italiana

Berlusconi the ringMa davvero qualcuno ha preferito guardare il videomessaggio di Berlusconi anziché una puntata di The Big Bang Theory?

Io non l’ho voluto vedere. Ci ho pensato e francamente mi è parsa la cosa migliore. Che poi se devo, preferisco sempre guardare il film originale.

(No, con “film originale” non mi riferisco ai video del ’94. Penso a Gremlins.)

Berlusconi è apparso provato, mi dicono. Aveva appena fatto in tempo a nascondere l’ascia con cui gira i filmini per Mistero.

Berlusconi dichiara che non ci saranno conseguenze per il Governo. Però ora che ha visto il videomessaggio, Letta attende la bambina di The Ring.

Comunque ci sono sempre i giudici dietro tutto. 17 settembre: un giudice svedese stabilisce che non è reato masturbarsi in pubblico. 18 settembre: Berlusconi diffonde il suo videomessaggio. Lo vedete il collegamento?

La MAGISTRATURA. Ok. Ragioniamoci un secondo. Esiste una magistratura corrotta? Certo. Sicuro come il pane. Sicuro come le tette in Game of Thrones. Non solo perché recentemente hanno scoperto diversi giudici con le mani in pasta, ma semplicemente perché, in un Paese con un altissimo tasso di corruzione come il nostro, non vedo come si possa ipotizzare che un gruppo di immenso potere come la magistratura possa essere esente dal problema. Sono selezionati con i nostri discutibili concorsi pubblici, non scelti uno a uno dal Santo Graal. Ci sarà gente onesta e gente meno, il problema è chi controlla i disonesti e come. Esiste una magistratura “politicizzata”? Probabile. Fino a qualche decennio fa il fatto era dato assolutamente per scontato, soprattutto nei film e nella cultura “di sinistra” che accusavano la magistratura di essere “di destra” e connivente con la DC. Passato il tempo, tale polemica si è smorzata. Conoscendo come venivano risolti questi problemi nella Prima Repubblica, è legittimo pensare a una qualche forma di lottizzazione. Quindi realisticamente una fetta più o meno ampia dei magistrati con almeno vent’anni di anzianità è riconducibile ai vecchi socialisti, al vecchio PCI o alla vecchia DC.

Ecco tre tipici magistrati con buona anzianità di carriera:

magistrato craxi

 

 

magistrato stalin 2magistrato andreottiSu ciò che è avvenuto negli ultimi 20 anni non mi esprimo, che non sono ancora emigrato. Del resto che esistano correnti delle magistratura identificate sostanzialmente in base alla fede politica è noto, benché io lo trovi aberrante. Ai tempi di mio nonno era considerato assolutamente inopportuno che un magistrato esprimesse pubblicamente posizioni politiche, non parliamo poi di candidarsi. Detto ciò, il fatto che magari esista una parte di magistratura corrotta e/o politicizzata è un buon motivo per ascoltare il messaggio di Berlusconi? Ma neanche per il cazz… ehm, volevo dire, non credo proprio. Qualunque cosa si pensi di Berlusconi, anche i suoi più fedeli accoliti non potranno negare che si è circondato di incompetenti e criminali per attingere a specifici bacini di voti. Non ha voluto certo creare un gruppo di competenti giuristi ed economisti liberali, preferendo circondarsi di commensali arrivisti e volgari. Ha trasformato i problemi della magistratura in problemi suoi personali, come ora sta trasformando il problema della sua decadenza in problema di tutto il Parlamento. Sembra uno di quei bambini ancora troppo piccoli per distinguere tra ciò che è suo e ciò che è degli altri. In un certo senso, se dovessimo prendere sul serio quanto detto da Berlusconi negli ultimi anni, la soluzione dovrebbe essere: “Sfanculiamo Berlusconi, mettiamo avanti nuovi leader che combattano questa battaglia un pochino meglio”.

Il fatto è che il problema della magistratura in Italia si pone tutto su un altro piano. Non è tanto il fatto che esistano alcuni magistrati corrotti o che le idee politiche dei magistrati possano influenzarne le decisioni o minarne la credibilità, quanto il fatto che tutta la divisione dei poteri è così lineare che sembra disegnata da Pollock.

Pollock

L’ex direttore di Liberazione, Pietro Sansonetti, non proprio uomo vicino alla destra, è arrivato ad ammettere che la magistratura ha preso il controllo dell’Italia e altera il senso delle leggi e blocca quelle che non le vanno a genio. O meglio, ogni giudice applica e disapplica quello che gli pare, rendendo molti processi, se il giudice non è coscienzioso, un terno al lotto. Ora col caso Ilva siamo arrivati a mosse talmente deliranti che possono davvero mettere in ginocchio una nazione. Gli interventi a spada tratta che pochi magistrati stanno facendo contro l’Ilva e la famiglia Riva stanno creando pericolosissimi precedenti. Tanto per cominciare: il sequestro Ilva era stato stimato in 950 milioni di euro. Ora: provate a pensare a un ministro che possa decidere con una firma di disporre di una cifra del genere e vi accorgerete che non c’è. Poi provate a pensare come si comporterà un investitore estero che legge che se potra un miliardo in Italia il giudice di turno potrebbe sequestrarglielo e poi si vedrà in futuro se glielo ridarà. Terzo: pensate alle ovvie ricadute che ci sono state sugli altri stabilimenti del Gruppo Riva e che porteranno alla cassa integrazione di 1.300 operai nel nord. Praticamente succede questo: i politici di Taranto prendevano mazzette per lasciare che l’Ilva inquinasse e la gente di Taranto si ammalava; per risolvere la cosa, la magistratura interviene con un provvedimento che fa perdere il lavoro agli operai del norditalia che non c’entrano un cazzo. Per pagare quelle 1.300 casse integrazione serviranno su per giù 26 milioni di euro della comunità. Il settore siderurgico italiano verrà penalizzato a favore di quello tedesco e francese. Pure un giornale non proprio di destra come Linkiesta è arrivato a titolare “la politica indistriale in Italia è fatta dalla magistratura”.

In sostanza, sarebbe necessario riscrivere le regole per evitare che qualcuno, per aver passato un concorso prima dei trent’anni, si trovi poi per passaggi automatici a prendere decisioni che influenzano tutta una città o una nazione. Il problema è che a riscrivere queste regole dovrebbe essere gente come Zanonato, gente come Razzi, gente come Alfano.

Alfano: “Dopo il videomessaggio di Berlusconi tornerà a splendere il sole”.

Ecco il cielo sopra Taranto.

Cielo sopra taranto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PS non causa il cancro.

PPS la magistratura non può sequestrarlo.

152. Questione di culo

faccia_da_culoAvevo scritto qualche giorno fa della missione diplomatica annunciata dal Senatore Antonio Razzi in Corea del Nord.

E di come essa fosse un chiaro segno della preferenza del suddetto Senatore per le prostitute dagli occhi a mandorla, per tutta una serie di ragioni che potrete leggere nell’articolo. Oggi mi sento in dovere di informarvi che il viaggio si è compiuto e che, nonostante quanto annunciato dal Senatore, pur con la sua mediazione non si è addivnuti alla firma di un trattato di pace tra le due coree.

Riformulo: Antonio Razzi è partito per la Corea annunciando che grazie a lui si sarebbe concluso un trattato di pace tra Corea del Nord e Corea del Sud e poi è tornato annunciando che il suo viaggio è stato un successo perché la Corea del Nord manderà 16 ragazzini ad allenarsi qualche mese col Milan. Come se Neville Chamberlain avesse annunciato “Convincerò Hitler a lasciare in pace la Polonia” e poi nel ’39 si fosse bullato che “Manderà da noi la sua cuoca per imparare a cucinare il Porridge”.

Ma il Senatore Razzi ha una tale faccia di culo da far sembrare un dabbenuomo il sindaco Quimby. Ha una tale faccia di culo da far sembrare calzante l’imitazione che Homer Simpson fa di Burns:

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Ha una tale faccia da culo che quando visita i siti porno poi gli arriva spam che gli propone un’operazione per sbiancare le labbra.

Ha una tale faccia da culo che è capace di rilasciare questa intervista:

Razzi torna dalla Corea

Vediamo i punti salienti.

1) “La Corea del Nord assomiglia molto alla Svizzera.” Solo che lì spariscono le persone e non i capitali.

2) “Le strade sono molto pulite”. Sono anni che fanno la raccolta differenziata della carestia.

3) “Consiglio a tutti di andare a vedere la parata del 27 luglio”, cioè a celebrare l’inizio della più sanguinaria dittatura attualmente esistente. Tutti disciplinati e perfettamente a tempo nonostante i 40 gradi. E nonostante la tensione che ti mette sapere che se sbagli qualcosa tu, la tua moglie e i tuoi figli finirete in un campo di concentramento. Davvero uno spettacolo delizioso.

4) “Da cosa deriva tutta questa perfezione? DAL RISPETTO PER LE ISTITUZIONI”. Aaaaaargh, qui mi devo fermare o muoio. Lui? Il rispetto per le istituzioni?

gandalf polverini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E perché si dovrebbe rispettare un dittatore sanguinario che ha spinto i suoi sudditi fino al cannibalismo come Kim Jong-Un? Insomma, guardatevi quei quattro minuti per ricordarvi chi è Antonio Razzi e perché merita tutto il male possibile.

Comunque, se Razzi è andato in Corea a gestire chissà quale losco affare, non ci è andato da solo. Con lui era presente, meno pubblicizzato, l’ex onorevole del Pdl ed ex Ministro del Governo Berlusconi IV, Paolo Romani, recentemente finito al centro di uno scandalo per un’intercettazione in cui il sindaco di Scalea, parlando con un boss della ‘ndrangheta, lo definisce “un nostro caro amico di cui ci si può fidare”.

Ora, io sono un fautore della realpolitik. Capisco bene che non ci si possa sempre permettere di fare gli intransigenti. Forse l’Italia può rifiutarsi di intrattenere rapporti con la Russia o il Kazakistan perché i loro leader non rispettano i diritti umani? No, almeno finché le associazioni moraliste non troveranno il modo di sintetizzare il petrolio dalle belle parole.

Possiamo permetterci di non pagare tangenti a politici esteri? Non siamo ridicoli. In Africa e in Asia centrale la distinzione tra pubblico e privato è quasi inesistente. Addirittura ad alcuni amici miei, che fanno gli imprenditori in nord africa, le tangenti pagate ai politici le hanno FATTURATE. Sarebbe come pensare di fare affari con la Francia del Re Sole senza rendere onore al Re. Non si può fare, punto. Si può pretendere che i NOSTRI non intaschino tangenti e, francamente, mi pare che siamo abbastanza indietro anche su questo obiettivo.

Allora dobbiamo ridurci a puntare su qualcosa di ancora più limitato e cioè cacciare i politici più chiaramente incapaci, volgari, approfittatori, disonesti, tracotanti. Costringerli almeno ad essere facce da culo di nascosto, perché quando vengano scoperti torni a sapere di scandalo e di infignazione.

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143. Razzi in Korea

antonio razziLa notizia è ufficiale: al senatore Antonio Razzi piacciono le prostitute orientali.

Per ragioni di opportunità politica, però, si è preferito diramarla in forma più smussata: il senatore Antonio Razzi, noto dislessico eletto prima in quota Italia Dei Valori e ora nel PdL, attualmente segretario della Commissione Esteri, farà una visita ufficiale in Korea del Nord.

Il nostro esimio rappresentante incontrerà KIM JONG-UN, dittatore obeso con il vezzo di minacciare il mondo CON RISIBILI INTIMIDAZIONI. Ci immaginiamo il disappunto dell’Oliver Hardy con gli occhi a mandorla a cui han detto “Ci inviano dei razzi dall’Italia” e lui, anziché armi nuove di zecca, si ritrova un senatore di Pescara che mangia a sbafo.

Per chi non sapesse chi è Antonio Razzi, si tratta di un senatore passato alle cronache per aver detto davanti a una telecamera nascosta: “Col cavolo che faccio cadere Berlusconi, non ho ancora maturato la pensione… faccio i miei interessi, io!” (VIRGOLETTATO NON LETTERALE, QUI SOTTO IL VIDEO)

Poi, dopo essere entrato nelle fila dei responsabili, viene eletto senatore del Pdl con una delirante campagna elettorale in cui chiedeva agli abruzzesi di votarlo perché aveva fatto costruire dei campi di calcetto.

Più recentemente, lo abbiamo sentito dichiarare “Io a Berlusconi darei mia moglie, un rene, la mia vita”. Certi che Berlusconi lo abbia preso in parola per la prima (che sentitamente ringrazia), seguiamo le gesta del fine diplomatico fino al momento in cui annuncia che grazie a lui si firmerà la pace tra la Korea del Nord e quella del Sud.

Ora: il primo pensiero va al povero traduttore che dovrà rendere in coreano gli sproloqui di Razzi. “Ehi, mi avevate detto che dovevo tradurre dall’italiano!”

Probabilmente è più facile tradurre a braccio Finnegan’s Wake di Joyce. Ma Kim Jong-Un sarà comprensivo con chi fallisce come lo è il mega capo della Spectre, quindi il traduttore verrà probabilmente lanciato in aria col prossimo test balistico coreano.

Il secondo va a chiedersi cosa dirà Razzi per spingere Kim Jong-Un a fare volere la pace. Ecco alcune delle ipotesi più accreditate dai maggiori analisti internazionali.

1) Se fai la pace con la Korea del Sud ti faccio conoscere Sara Tommasi.

2) Se fai la pace con la Korea del Sud l’Italia si fa eliminare da voi anche ai prossimi mondiali.

3) L’idea di fare tuo nonno Presidente Eterno della Korea, anche dopo morto, è così bella che vorrei importarla in Italia. La locuzione “Presidente Eterno” dovrebbe essere usata al posto di “Interdetto”.

4) Noi vorremmo tornare al nucleare in Italia, ma continuano a impedircelo con dei referendum. Tu che metodo usi con l’opposizione interna?

5) Se fai la pace con la Korea del Sud ti lasciamo mangiare Giuliano Ferrara.

Purtroppo, però, non è assolutamente credibile che uno come Razzi possa avere un ruolo in un processo di pace qualunque. Quindi è evidente che il prode senatore abruzzese andrà coi nostri soldi a copulare contronatura con prostitute asiatiche minorenni dotate di tipica astuzia orientale o a gestire altri affari di dubbia liceità, senza che noi possiamo farci nulla. E l’unica cosa buona che potrà venirne fuori, forse, è che qualcuno, leggendo questo pezzo, mi metterà un like alla PAGINA FACEBOOK.