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206. Meu amigo Charlie Hebdo

People attend a support rally for French Chi di voi, di noi, della generazione che ha viaggiato e ha visto ambienti internazionali, o almeno ha parlato con immigrati e figli di immigrati, non conosce qualche “musulmano brava gente”? O magari musulmani occidentalizzati, che in fondo il velo non importa, il sesso prematrimoniale si può anche fare, un bicchierino di alcool non dà fastidio a nessuno eccetera, eccetera, eccetera. Persone ragionevoli, un po’ come i fascisti moderati, che in fondo se devono fare affari con le Coop rosse va bene lo stesso.

Abbiamo tutti qualche conoscente, amico o ex musulmano o musulmana. Tuttavia anche questa è una retorica stantia, né più né meno di quella che criminalizza tutti gli stranieri a casaccio. Non possiamo dire che i fanatici dell’ISIS o i due fratelli che hanno sterminato a colpi di kalashnikov la redazione di Charlie Hebdo siano pochi pazzi isolati: e non solo per l’evidente capacità organizzativa che c’è dietro, ma anche, e soprattutto, perché nella gran parte dei Paesi a maggioranza islamica le vignette di Charlie Hebdo sarebbero punite con la morte. Così come il proselitismo, qualora voi voleste provare a ragionare e a convincerli a convertirsi ad altra religione, o l’apostasia, se li convinceste e dichiarassero di non essere più musulmani. Non sono “pochi pazzi isolati”: sono persone che applicano le loro leggi, mettono in pratica ciò che nella loro cultura giuridica è normale e ovvio. I Fenici erano un grande popolo di inventori e commercianti. Nessuno ne può negare l’importanza storica e culturale. Tuttavia avevano anche il costume di sacrificare bambini agli dei Baal e Astarte. Furono i Siracusani che, dopo la vittoria di Imera, imposero ai nemici, come condizione di pace, che smettessero di praticare quella crudele usanza. Venne meno così una tradizione secolare, ma fu forse un male? Montesquieu, nel suo “Lo spirito delle leggi” lo definisce “Il più bel trattato di pace della storia”, E gli Inglesi, che certamente occuparono l’India in modo cruento, imposero ai locali di cessare la pratica di bruciare vive le vedove perché non sopravvivessero ai mariti. Questa era una pratica considerata di grande valore religioso, ma la sua scomparsa non ha poi impedito agli indiani di continuare a essere indù. Non stiamo lottando per il diritto di satira, ma per quello a non essere condannati a morte per blasfemia. Forse l’Occidente avrebbe dovuto cominciare a lottare trent’anni fa, quando aveva il coltello dalla parte del manico, per diffondere la libertà di opinione e di religione, anziché considerarla una questione di affari interni ai singoli stati. Sarebbe stato un bel vedere avanti.

O forse dovrebbe lottare al proprio interno per formare meglio le teste, perché il punto non è tanto la libertà di dire ciò che si vuole, ma il dovere di argomentarlo, anziché arrivare a un muro contro muro di verità urlate che si può risolvere solo ignorandosi a vicenda o sparando.

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154. Monopoly e libero mercato

Monopoli comunistaBisogna capire il momento. Il Parlamento è chiuso, immobilizzato da una crisi di Governo serissima e da ridicole norme che impediscono al Paese di legiferare per tutto il mese. Ma come possono dei deputati di cuore, tutta sinistra e amore per il popolo, a fronte della grave crisi che gli italiani attraversano, stare in panciolle sotto l’ombrellone a intascare lo stipendio? Non possono. Ecco dunque che erompe in loro l’esigenza di fare qualcosa di utile. Non studiarsi un po’ di economia, che sarebbe un atteggiamento un po’ piccolo borghese inviso al partito, ma scrivere una lettera all’ambasciatore USA per chiedere a Obama di prendere posizione sul gioco del Monopoly.

Ecco il testo della lettera che mi permetterò ora di commentare.

Gentile ambasciatore degli Stati Uniti (Cominciamo bene. Per convenzione internazionale ad un Ambasciatore ci si rivolge con “Eccellenza”. “Gentile” va bene per rispondere alla salumiera sotto casa che ci chiede la foto in perizoma di Rutelli), in queste ore è tornato d’attualità lo scandalo del mutui subprime che nel 2008 portò al crollo dei mercati azionari di tutto il mondo e avviò la grave crisi economica che ancora oggi colpisce l’Europa, gli Stati Uniti e non solo. Il governo americano ha puntato l’indice contro Bank of America e lo stesso Presidente Barack Obama ha dichiarato: «Tornare al sistema della bolla destinata a scoppiare che ha causato la crisi finanziaria è inaccettabile».

Ricordiamo ancora la filosofia del Presidente, come enunciata nel dicembre 2009, a soli pochi mesi dal crollo di Wall Street: «Sono necessarie nuove regole per la finanza, che correggano l’irresponsabilità sfrenata che ha generato la crisi economica… un disastro che si sarebbe potuto evitare se, non solo avessimo avuto nuove regole per Wall Street, ma avessimo avuto il coraggio di applicarle contro chi le viola. Gli speculatori stanno tornando in Borsa, i soliti squali, non lo permetteremo» (Mi immagino che, fino a questo punto, l’ambasciatore americano abbia letto attentamente e un po’ preoccupato, chiedendosi quale scandalo sia stato scoperto se l’Italia, che è stata zitta zitta mentre i suoi diplomatici venivano spiati dai Servizi Segreti statunitensi, stavolta arrivava ad alzare il capo). Ma in questi giorni, e contraddicendo la chiave etica del Presidente, l’azienda statunitense Hasbro starebbe per lanciare la nuova versione dello storico gioco da tavolo «Monopoly». Stavolta però le tradizionali proprietà immobiliari sono sostituite da pacchetti azionari di grandi multinazionali.

Si passa dall’acquisto di immobili alla speculazione in Borsa (Possedere azioni è speculazione? E da quando? Fare industria è una colpa e istituire il latifondo è un merito?) e inoltre, novità decisamente preoccupante, sarebbe stata abolita la casella della «prigione». Mentre la Casa Bianca, con realismo e saggezza, pone l’accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il «Monopoly», gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato (I deputati del PD che chiedono a un ambasciatore americano di intervenire sulle libere scelte di una azienda privata dovevano giocare di più a Monopoly), torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, , con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti (Questi non si sono mai ripresi quando hanno scoperto che i porno non sono uguali alla realtà). Contrariamente a quanto accade in realtà negli Usa dove l’illecito in Borsa è punito anche con il carcere (Da noi si diventa finanziatori del PD, invece).

Per noi gli Stati Uniti rappresentano il faro sulle tutele ai consumatori (Davvero? Dopo il caso PRISM di impostazione sovietica, quando liberalizzano gli OGM alla cazzo di cane o quando consentono di imbottire le carni con dosi di ormoni triple rispetto a quelle permesse in Italia? O quando sono riusciti a produrre quell’erba del vicino così verde che gliela invidiamo un sacco?) e spesso il nostro Paese ha seguito gli Usa su battaglie sociali a protezione dei cittadini. Perciò ci permettiamo di chiederle se non sia il caso di valutare eventuali provvedimenti delle autorità competenti (Ricordiamo quel passo sull’alfabetizzazione al libero mercato) o comunque una posizione critica sul nuovo «Monopoly», gioco distribuito in tutto il mondo e quindi anche in Italia.

Ecco fatto. Sei deputati con le palle quadrate che prevedono nei prossimi mesi di schierarsi contro Risiko che incita alla guerra, contro il gioco dell’oca che offende simula una crudele corsa tra palmipedi e di Dungeons and Dragons, portatore di una cultura razzista che insegna a sterminare le società diverse, rappresentate da Orchi e Goblin, anziché accoglierle in un clima di dialogo e apertura ai rapporti sessuali misti.

Sei fini conoscitori della cultura americana che pensano bene di chiedere la messa al bando di un gioco in scatola a un Paese che consente ben altro.

Ora, però, vediamo chi sono i sei mentecatti che ci hanno fatto fare questa figuraccia e che devono essere bollati come indegni del loro ruolo, a fianco di gente come Razzi, Zanonato, la Polverini e Diego il sommelier.

1) Michele Anzaldi. Professione: deputato delle Repubblica. Precedentemente: leccaculo di Rutelli. Dal 1996 al 2001 è capo dell’ufficio stampa del Comune di Roma, salvo poi diventare responsabile della campagna elettorale dell’Ulivo quando Rutelli si candida. Successivamente diviene portavoce di Rutelli fino al 2008. Rutelli affronta in questi anni un declino politico costante che lo porta alla sparizione dalla scena che conta. Ma questo dev’essere considerato un merito per il signor Anzaldi, che viene premiato dal partito con un posto da deputato. A curriculum può vantare di aver già battibeccato con l’ambascitore USA quando questi volle incontrare i giovani del M5S incitandoli a combattere la corruzione (che il PD vuole combattere inserendo la prigione anche nei gioche della scala quaranta, del flipper e di chi fa fare più rimbalzi a un sasso piatto sul lago).

2) Marina Berlinghieri. Insegnante, diplomata in scienze religiose, si è finora distinta per aver firmato ogni genere di appello risibile,. Non solo quello sul Monopoly, ma anche, ad esempio, quello a Francesco De Gregori (chiamato IL NOSTRO GENERALE) perché continui a credere nella politica e a votare sinistra.

3) Matteo Biffoni. Avvocato, secondo quanto si legge su wikipedia, Impiegato, secondo open polis, tra i fondatori del PD pratese, già agli onori delle cronache per aver sostenuto di fronte ai microfoni delle Iene che Bashar al Assad, il Presidente siriano che sto conducendo una cruentissima guerra civile sia in realtà il Presidente del Libano, fino al giorno del Monopoly si era evitato altre figuracce, ma diciamo che questa basta.

4) Luigi Bobba. Prodiano della prima ora, eletto prima in Puglia e poi in Piemonte, oppositore strenuo dell’abolizione delle province e… oh, e per me questo è sufficiente.

5) Lorenza Bonaccorsi. Coinvolta nella magnifica gestione Marrazzo del Lazio (che, ricordiamolo, non merita di essere ricordata solo per i festini a base di cocaina e travestiti: fu fatta di sprechi e scandali finanziari), potete qui ammirarla mentre si fa intervistare durante uno shampoo.

Intervista dal barbiere

6) Federico Gelli. Il nome non promette bene, ma parrebbe non essere parente del più noto Licio. Anzi, benché abbia lavorato nella commissione Sanità della Regione Toscana (e si sa che sanità in Italia fa rima con corruttibilità), su di lui non ho trovato nulla di compromettente. Anzi, ha coraggiosamente affermato che in Toscana sono presenti infiltrazioni della camorra (ma essendo una regione dominata dal centro sinistra, i casi non sono mai stati citati da Saviano che in quel piatto ci mangia).

7) Ernesto Magorno. Ex socialista, ex attivista dell’azione cattolica, ex DS. Un po’ un prezzemolino, ma meno di tanti altri. Segni particolari: una certa propensione per lo sciopero della fame. Pare che prima di diventare parlamentare si mantenesse facendo l’avvocato, quindi almeno per un po’ di anni non ha mangiato a nostre spese. Diamogli atto di questo e non infieriamo troppo. Probabilmente non ha capito che da sindaco di Diamante va benissimo fare dichiarazioni altisonanti sul successo del Festival del Cinema Piccante, mentre da parlamentare della Repubblica sarebbe meglio svettare per interventi più consoni.

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126. Le riforme che verranno

zanonato e i caniIn questi giorni sono successe davvero tante cose. La rivolta in Turchia, per esempio, prosecuzione anche della RIVOLTA DEI BACI, che sta scuotendo il mondo. Si tratta di un caso importante, perché evidenzia per la prima volta in modo netto il contrasto tra democrazia formale e sostanziale. Erdogan la maggioranza ce l’ha ed è netta. Ad esso si oppone una minoranza qualificata che non vuole che chi possiede il 50%+1 dei voti possa fare proprio quello che gli pare. Quello col 50%+1 dei voti accusa gli altri di essere antidemocratici e risponde con una dura repressione.

Erdogan, come suo costume, ha poi cercato di superare la grettezza del discorso giuridico e numerico mettendo nella questione un afflato mistico degno del sufismo tasawwuf: Twitter, essendo immateriale e onnipresente, è stato dichiarato da una commissione di teologi “impropria rappresentazione di Allah” e per questo è partita la Jihad. Ma noi dei media occidentali non riusciamo a cogliere il nocciolo della questione. Su twitter alcuni, convinti dalle parole del politico turco, si sono ora davvero convinti di essere Dio e ora ristabilire la verità sarà difficilissimo.

Del resto in Italia abbiamo visto lo stesso conflitto tra numeri e diritti a rapporti di forza invertiti: chi è maggioranza sembra riportare sempre vittorie dimezzate, monche, incerte. Tratta, cede a compromessi, viene tradito da correnti interne, si arresta davanti a uno sciopero e insomma, le grandi riforme non si fanno mai. La prima proposta di semipresidenzialismo giace nei sotterrani del Senato da tempo immemore, avanzata in origine dal console Incerto Tremolo detto “il coraggioso”.

Oggi per puntare a rifondare l’architettura costituzionale si è deciso di chiamare 35 saggi. Che sarebbe un altro modo per dire “i tecnici”, ma vista l’esperienza del Governo Monti si è preferito trovare un nomignolo simpatico. La scelta era caduta su “Trottolini amorosi duddù daddaddà”, ma poi Amedeo Minghi aveva cominciato chiedendo di trasferire Palazzo Chigi a Sanremo e non se n’è fatto niente.

Cominciamo con una buona notizia: alcuni nomi nell’elenco sono prestigiosi e indipendenti. Chiaramente i nomi alle dirette dipendenze dei partiti non mancano, ma non sono la totalità e questo è finalmente un buon segno. So che può sembrarlo, ma non è una battuta.

Se i partiti hanno mostrato profondo disprezzo per le istituzioni proponendo nomi come la Zanonato, Biancofiore, Miccichè e Fassina al governo, tra i 35 saggi, almeno per quelli che conosco, non c’è nessuno che sia un impresentabile imbecille.

La cattiva notizia è che per arrivare a qualche risultato serviranno 18 mesi e di questo passo dell’Italia non resterà pietra su pietra.

Non che il Governo Letta se ne stia con le mani in mano. Rinvio dello sconto fiscale sui lavori per case ecocompatibili, rinvio dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, sospensione dell’IMU, abolizione del finanziamento pubblico ai…

…no, aspettate. Questo no. Non entro nel merito perché QUESTO ARTICOLO spiega tutto.

Sospensione dei finanziamenti alla ricerca, creazione di commissioni e linee guida, eccetera.

Ecco un’anticipazione delle prossime misure che prenderà il Governo.

COMMISSARIAMENTI: ricevuti gli applausi per il commissariamento dell’ILVA per 3 anni e constatato dunque che la popolo sovrano del diritto di proprietà non importa granché, il Governo sta pensando ad altri interventi necessari per il bene comune. Per esempio, pare che gli italiani siani rimasti sordi ai ripetuti inviti dell’ex  MINISTRO DELL’AMBIENTE CLINI A CAMBIARSI LE MUTANDE SOLO OGNI 4 GIORNI per risparmiare acqua. La Lorenzin starebbe ora programmando di commissariare gli appartamenti degli italiani e piazzare un rappresentante delle forze dell’ordine presso le lavatrici onde porre termine a questi comportamenti egoistici e antisociali. Parallelamente partirà la campagna mediatica finanziata dal Ministero dell’Ambiente “Salva un tarzanello.” I grafici della Camera sono al lavoro per disegnare una simpatica mascotte.

LOTTA AI FANNULLONI: il Governo ha realizzato una sconvolgente verità. Siccome le tasse sugli stipendi pubblici non sono altro che soldi che lo Stato prende su soldi che ha già speso, la spesa pubblica non può che essere finanziata dalle tasse sul privato. Siccome si è visto che aumentare le tasse ha effetti recessivi, si è deciso di puntare il dito contro i fancazzisti nemici della patria. Ai privati e agli ancor più meschini liberi professionisti, rei di già di per sé non servire lo Stato, sarà momentaneamente sospesa l’assistenza sanitaria, il diritto all’abbonamento dei mezzi pubblici se over 65 e il rinnovo della patente, fino a che non torneranno a produrre abbastanza da mantenere tutti gli altri. Coloro che fossero scoperti a pianificare una fuga all’estero, in paesi più ospitali e meritocratici, verranno puniti con l’immersione nella plastica fusa, salvo poi essere sagomati e usati come troni per i tronisti di Uomini e Donne

SOSPENSIONI: il Governo non si da pace per i continui fallimenti di imprese. In questo momento di grave crisi nazionale, che decine di imprese al giorno si ostinino a chiudere, lasciando 50.000 nuovi disoccupati al mese, è decisamente un comportamento da irresponsabili. Per questo, saggiamente, ha provveduto a sospendere ancora i pagamenti dei debiti che la Pubblica Amministrazione deve alle imprese suddette, provvedimento che verrà protratto ad libitum, finché non la smetteranno di fallire e verranno a più miti consigli. Convinti che la linea dura porterà risultati, sono allo studio provvedimenti simili: i pagamenti dei dipendendi pubblici non verranno versati mese per mese, ma saranno condizionati ad un comportamento adeguato da parte del dipendente che dovrà mostrare di saper fare squadra. C’è dibattito. Alfano vorrebbe che lo stipendio andasse ritirato presso il Tribunale di Brescia, previa l’apposizione sulla fronte di un timbro “Berlusconi libero”. Fassina, che crede nella decrescita felice, propone di consegnare il denaro solo a chi si presenta regolarmente a lavoro in bicicletta, skateboard o monopattino, e poco importa se si tratta di un ultrasessantenne che fa il pendolare da Fiumicino, le vecchie generazioni hanno già mangiato abbastanza sulle spalle dei giovani. Berlusconi sta studiando con i suoi fedelissimi un progetto più complesso, che prevederebbe anche una revisione della legge Merlin. Deciderà, come sempre, un’ampia alleanza trasversale che mescolerà tutti i suddetti criteri in un unico, innovativo sistema, rispettoso tuttavia delle tradizioni, che prevede anche al comma 2 la reintroduizione dello storico contratto di “Servitù della gleba.”

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124. Il diritto di darsi un bacio

Gay Turchia_4Oggi trattiamo un argomento spinoso. Uno di quegli argomenti che di solito, qualunque posizione si assuma, provocano defollow di massa, insulti, richieste di ban, denunce, minacce, assalti all’arma bianca, concerti di Gigi D’Alessio.

Le reazioni scomposte di solito arrivano in primo luogo da chi è contro i diritti dei gay, o meglio, per essere più precisi, contro l’ESISTENZA dei gay. Perché se parlo di diritti dei gay sto già in qualche modo anticipando una conclusione. Qui non stiamo parlando di gente che prova ad argomentare una posizione. Sono semplicemente persone a cui da fastidio che da qualche parte nel mondo due uomini o due donne si accoppino tra loro.

Apriamo una parentesi. In Turchia è successo che una grossa associazione, per protestare contro la serpeggiante islamizzazione delle istituzioni voluta da Erdogan, ha organizzato una protesta del bacio. Per pubblicizzare al cosa ha affisso dei manifesti rappresentanti una coppia che si bacia nella metropolitana, scatenando la reazione del Governo che ha dichiarato: “L’immoralità non è libertà”. La manifestazione si è tenuta lo stesso, è intervenuta la polizia, c’è stato un sacco di casino. Ma soprattutto alcuni civili, militanti del partito di Erdogan, sono scesi in piazze e hanno picchiato i manifestanti, accoltellandone uno mentre baciava la sua ragazza, senza che la polizia intervenisse. Così il fatto viene riportato dalle maggiori agenzie di stampa.

Io pubblico su Twitter questa frase:

“Turchia. Baciava la sua ragazza, accoltellato da un giovane islamico. La polizia resta a guardare. Baciamoci in Italia, finché possiamo.”

Questo scatena la reazione di un utente turco che vive in Italia. Il gentiluomo, dopo avermi invitato a non dire cazzate, si propone di spiegarmi come sono andate veramente le cose. Mi informa che “Della gente voleva protestare per non so cosa” (grazie per l’approfondita spiegazione) che “Si sono baciati per provocare” (che sfiga, da noi bruciano i cassonetti e le auto in sosta, facciamo a cambio?) e che “Tra loro c’erano anche coppie gay e hanno anche invitato a usare i preservativi.”

L’uomo ha un tono molto pacato, come se il fatto che la somma di queste circostanze spiegasse tutto e dovesse farmi dire “Ah, vabbe’, allora accoltellateli pure, scusami. Anzi, infilateli sul palo e fatene kebab, che almeno si rendono utili.”

Quando gli dico che non ho nulla contro i baci in pubblico, i gay o tantomeno l’uso del preservativo e gli chiedo se lui invece sì, scatta il delirio. Quattro o cinque tweet di insulti che finiscono nell’immancabile “Devi essere un frocio di merda anche tu.”

L’ho citato perché, assieme alla discussione con un amico, è stato lo stimolo a scrivere questo articolo.

L’altra categoria che rischia di avere reazioni inconsulte è…

…no, non quella degli omosessuali. Ma proprio no. Gli omosessuali sono abituati a vivere da omosessuali, a difendersi e a chiedere quello che ritengono sia dovuto loro a chi non glielo vuole concedere. Sono abituati a parlare. Almeno per quella che è la mia esperienza, i miei amici gay li ho visti sempre estremamente pazienti nella discussione con i peggiori reazionari, anche se magari nella loro testa li consideravano vetusti parrucconi teste di cazzo.

L’altra categoria che potrebbe avermi defollowato alla seconda riga è quella degli intellettuali organici di sinistra. Gente abituata a riconoscersi in un certo schema di pensiero e certe parole d’ordine che fanno molto intellettuale, senza in realtà ragionarci sopra minimamente. Perché sotto sotto quello che pensano è “Grrrr perché non la pensano tutti come me che sono così intelligente.”

Rispondono a parole d’ordne.

Un esempio è proprio dato dalla Turchia. Di solito le stesse persone vogliono la Turchia in Europa e i matrimoni gay in Europa e rifiutano di vedere che le due cose difficilmente si avranno allo stesso tempo. Vogliono la Turchia in Europa perché sono terzomondisti e anticattolici. Ma la Turchia sta prendendo una piega molto pericolosa.

Basta citare il caso diplomatico tra Turchia e Olanda, con Erdogan che si sta impegnando in prima battuta per ottenere il IL RIMPATRIO DEI BAMBINI TURCHI ADOTTATI DA COPPIE GAY O CRISTIANE.

Il fatto è che l’argomento genera reazioni di rabbia. Sempre. Qualunque cosa si dica. Addirittura gli articoli scientifici generano rabbia.

Se Tizio scrive che l’omosessualità potrebbe avere basi genetiche o ormonali, è nazista.

Se dice che deriva da ragioni psicologiche, è nazista.

Se dice che non deriva né da una cosa né dall’altra, quindi è una libera scelta, allora giustifica la Chiesa che dice che è una scelta e quindi può essere un peccato, ed è nazista.

Ovviamente le ragioni di queste reazioni sono dovute al timore di come queste teorie potrebbero essere usate. Ma qui sta il punto. Uno stato di diritto dovrebbe arrivare a essere radicale. Uno stato di diritto non ha teorie: ha diritti. Non mi interessa sapere come accade che, ad un certo punto dello sviluppo, a me piacciono le donne e al mio amico X piaccio io. Capisco che possa interessare alla comunità scientifica, e allora ne parlino. Ma a me importa che X non sia stigmatizzato per preferenze che attengono alla sua vita privata solamente.

Ma qual è il modo migliore per ottenere questo risultato?

Esce su Repubblica QUESTO ARTICOLO. E io mi incazzo. Si tratta di una lettera della Boldrini, in risposta a sua volta alla lettera di un ragazzo gay che esprime tutta la propria sofferenza per sentirsi discriminato.

L’articolo si intitola: “L’omofobia sarà presto reato.”

C’è questo fenomeno, noto e riconosciuto nella sociologia del diritto, per cui in tutte le democrazie si tende a fare un certo numero di leggi prescindendo dalla loro utilità, ma solo per far scrivere sui giornali che sono state fatte. In Italia, però, se ne abusa. Vuoi perché i regolamenti parlamentari permettono di fare ostruzionismo e bloccare qualunque riforma che disturbi davvero qualcuno, vuoi perché siamo in stato di elezioni permanenti, vuoi per distrarre dal continuo declino economico e dagli scandali all’ordine del giorno, le leggi inutili sono la norma.

E poi c’è l’informazione.

In primo luogo, caro cialtrone che scrivi su Repubblica, “L’omofobia sarà reato”, mi spiegherai presto come intendi leggere nella testa delle persone. Dico di più: l’espressione di qualunque opinione, finché non si spinge a proporre l’uso della violenza e non sconfini nell’insulto, dovrebbe essere consentita. Invece gli insulti sono già reato. La violenza è reato. L’incitazione alla violenza è reato. L’apologia di reato è reato. Che poi in determinati casi non siano perseguiti, ad esempio perché la nostra polizia postale ha pochi uomini e mezzi, è un altro discorso.

Mi si può dire che la Boldrini ha parlato di “legge contro l’omofobia” e non di “reato di omofobia”, e che quindi quello che si chiede è l’istituzione di una aggravante di reati già esistenti. Come già avviene per le aggravanti legate all’odio razziale.

Ebbene, sono contrario. Aspettate a defollowarmi. Le aggravanti legate all’odio razziale non sono servite e non servono. Non solo perché chi odia, odia anche se gli viene vietato. Chi picchia o uccide, spinto dall’odio e dall’ignoranza, non sa se rischia 15, 20 o 30 anni di reclusione. Probabilmente non lo sapete nemmeno voi che leggete questo articolo, a meno che non abbiate studiato legge. Semplicemente chi insulta su Facebook, chi picchia la gente, chi si da alla violenza, pensa di farla franca. Se migliori i mezzi a disposizione della polizia e velocizzi i processi, se costruisci nuove carceri in modo da non essere costretto a ricorrere continuamente all’indulto, fai un lavoro migliore per punire i coglioni che non aumentando pene che non verranno mai comminate e che, quando vengono comminate, sono invece fortemente dissuasive. Il fatto è che velocizzare i processi è difficile. I politici vogliono mascherarsi dicendo che hanno fatto qualcosa contro l’omofobia inventandosi l’aggravante dell’omofobia, invece avranno ancora una volta perso tempo senza far niente.

Se il giudice riconoscerà che il mio amico X è stato picchiato in quanto omosessuale, comminerà l’aggravante dei futili motivi. Succede già. Non possimo pretendere di istituzionalizzare ogni possibile aggravante, esistono espressioni come “futili motivi” apposta. Chi brucia un barbone prché barbone, o ammazza la figlia perché non è più vergine o aggredisce qualcuno per le sue idee politiche espresse pacificamente, minando le basi del vivere democratico, non è forse pericoloso come chi se la prende con un omosessuale o un nero?

Per combattere l’omofobia serve un enorme investimento in cultura. Serve tempo e serve un progetto di ampio respiro. Serve anche fiducia: fiducia che chi legge tanto e si interessa al dialogo diventa naturalmente meno propenso a risolvere le cose con la violenza e a mettere in discussione i propri pregiudizi. La proposta di “leggi contro questo e quest’altro” serve solo a nascondere la mancanza di un piano di lungo termine e il disagio di un paese ignorante e arrogante come il nostro. Recuperare fondi per le scuole e la ricerca è più utile che non creare nuovi, inutili reati.

Un mio amico ha poi provocato dicendomi che anche in Francia ci sono migliaia di persone che protestano contro il matrimonio gay. E che quindi la Francia è come la Turchia.

L’avrete sentito tutti.

Francia. Scrittore si spara in bocca per protestare contro i matrimoni gay. Piombo sì, sperma no.

Francia. Scrittore si spara per protestare contro i matrimoni gay. “Hai una pistola in bocca o sei solo infelice di vedermi?”

Il gesto ha avuto ampio risalto in tutto il mondo. Alfano è molto preoccupato di cosa potrebbe chiedergli Berlusconi alla prossima manifestazione.

A parte l’evidente disturbo mentale di uno che si suicida per qualcosa che non lo toccherà mai, perché se non vorrà sposare un gay certo nessuno potrà o vorrà costringerlo, i casi non sono simili. Parigi ha un sindaco omosessuale. I PACS sono una realtà. A creare casino a volte sono le parole. La gente si scanna su cosa vuol dire “matrimonio” esattamente come nel PD si scannano su cosa vuol dire “sinistra”, perché se dovessero parlare ci cosa concrete un sacco di gente sarebbe costretta a star zitta.

E dunque provo a dire la mia anche sul matrimonio gay. Io di per sé non ho niente contro, ma c’è un ma. Aspettate a chiudere e insultarmi e leggete, per favore. Una volta che si tocca l’istituto del matrimonio, mi piacerebbe che si facesse una cosa organica. Una volta tanto. Che cavolo vuol dire matrimonio?

Per i cattolici è un istituto volto ad avere figli. Period. Loro non vogliono che si faccia casino usando quel termine in un altro senso. Nel matrimonio cattolico l’amore c’entra poco o niente. Il matrimonio tra due che non si conoscono è validissimo, mentre quello di un impotente è nullo.

Il matrimonio civile è la derivazione di un istutito napoleonico che voleva sottrarre alla Chiesa il monopolio del registro delle coppie. Chi è cattolico continui a sposarsi in chiesa davanti a Dio, con gli effetti che la Chiesa Cattolica riconosce al sacramento. Ma chi non lo è? Che fare del matrimonio civile?

Oggi, che non vi è l’obbligo né civile né sociale di far durare un rapporto tra due persone qualunque cosa accada, non si può ripensare a tutto ciò?

Al matrimonio sono ricollegati diversi effetti. Come l’accesso alla pensione di reversibilità, come il diritto a decidere sull’espianto di organi o quello ad accedere all’ospedale in caso di malattia gravemente invalidante. Ebbene, io sarei per liberalizzare tutto questo. Con una semplice comunicazione alla Pubblica Amministrazione devo poter dire: “Se mi succede qualcosa, tizio conosce il mio pensiero sui temi eticamente sensibili, nei limiti in cui lo Stato mi concede di scegliere, lui parla a nome mio.” Non capisco perché lo Stato deve decidere che per me possa esprimersi mio padre o mia moglie, se invece io voglio che sia mio fratello o il mio prete o la mia amante. Idem per le tasse ereditarie, che sono diverse a seconda di chi vada a ricevere il mio patrimonio. Saranno stracazzi miei a chi voglio lasciare cosa ho guadagnato?

Aboliamo il matrimonio civile. Se volete dare una festa per annunciare che vivete assieme, potete farlo anche senza il sindaco. Se volete firmare un contratto che regoli i vostri rapporti patrimoniali, che possiate farlo senza dichiarare che vi accoppiate e con chi. A uno Stato laico non deve interessare che vi amiate e/o che facciate sesso. Sono cose intime, private, dovreste dirgli di farsi i cazzi propri. Che lo Stato pretenda da voi annunci ufficiali è quasi un ricatto. Che voi pretendiate un riconoscimento da parte di uno Stato distante e burocratico, è segno di condizionamento.

I pochi fondi a disposizione delle famiglia, lo Stato li dia a chi ha figli, perché possa garantire loro educazione e sostegno, perché possa farne altri senza che diventi economicamente troppo gravoso. Dia le case popolari a chi ha prole. Non le coppie sposate, ma i figli delle coppie che hanno figli pagheranno le nostre pensioni, se mai ne avremo, e forniranno a noi nuove idee quando le nostre saranno vecchie e superate, se mai ci libereremo delle idee vecchie e superate di chi ci ha preceduto.

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bacio turchia

123. Capaci, 21 anni e non mostrarli.

orrore falconeNotizia di un anno fa era che, secondo alcuni pentiti, la crisi economica è ormai fonte di grande preoccupazione per la malavita organizzata. La difficoltà di trovare imprese abbastanza grandi in cui nascondere gli attivi del traffico di droga e prostituzione sta mettendo in crisi una delle eccellenze del Paese, nota in tutto il mondo, fiore all’occhiello del made in Italy. Come se non bastasse, gli sconvolgimenti climatici in atto hanno reso onerosa la coltivazione di cocaina e il prezzo del tritolo, ormai alle stelle, renderebbe problematica l’eliminazione di eventuali politici onesti e avveduti, che per una fortunata congiuntura scarseggiano.

La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Alle ultime elezioni regionali siciliane gli astenuti sono stati il 53%. Più di un mafioso su due non ha saputo chi dirti di votare.

La Mafia, che come diceva Falcone “è l’organizzazione più agile, duttile e pragmatica che si possa immaginare rispetto alle istituzioni e alla società nel suo insieme”, ha provato a reagire con la tipica creatività italica sfruttando le risorse del territorio: i disoccupati e le commemorazioni per la morte di Falcone.

Grazie all’approvazione della Cassa Integrazione in Deroga da un miliardo di euro, provvedimento che consente agli amministratori locali di gestire il denaro pubblico per foraggiare i disoccupati in difficoltà a propria discrezione, senza dover preoccuparsi troppo di distingure tra imprese in difficoltà, imprese fallite e imprese di fatto mai esistite, sarà possibile mantenere in vita ancora un po’ l’antica tradizione degli uomini in coppola che si allenano a sparare dentro scantinati abusivi.

Quanto alle commemorazioni per Falcone, il giro d’affari è enorme e non accenna a diminuire. Il tipico mafioso oggi, in segno di fedeltà alla cosca, si fa tatuare “I love Giovanni” sulla chiappa destra e organizza tour e navi della legalità.

Constatato ormai che il massimo livello di protesta che raggiungono gli italiani consiste nel pubblicare foto di Falcone e Borsellino su Facebook, perché poi al momento del voto si fidano degli amici di Don Ciccio, la Mafia sta studiando di rimpolpare gli affari creando qualche nuovo martire. La difficoltà sta nel trovare qualcuno di fotogenico e credibile da far passare per vittima della Mafia. Si era pensato anche a Berlusconi, ma c’è il timore che poi la Sicilia puzzi di plastica bruciata per anni, con grave danno per il turismo. Si era pensato a Bersani, ma c’è il timore che nessuno si accorgerebbe della sua scomparsa. Si era pensato a Grillo, ma poi si è notato che i Funerali Fanculo confonderebbero l’hashtag #FF su twitter, che la Mafia alle nuove tecnologie sta attenta.

Per il momento si esita ad agire, limitandosi a rinfocolare le tradizioni esistenti. Eravate convinti di vivere sotto una cappa di inefficenza e immobilismo, e invece la Mafia sta pensando a voi. Per il momento ha piazzato Miccichè come sottosegretario, un uomo che conosce i bisogni del Sud. Un uomo che si è opposto con tutta la sua forza alle norme che avrebbero costretto gli amministratori locali siciliani a tenere i bilanci in modo comprensibile. Un’opposizione illuminata, che alla scuola economica di Corleone, che i suoi affari li sa fare meglio di quella di Chicago, è paragonata alla svalutazione competitiva e alle innovative manovre dell’Abenomics che tanto sta giovando al Giappone.

Oggi, anniversario della strage di Capaci, la bandiera di Falcone è tenuta alta da alcune persone di valore.

Ad esempio Leoluca Orlando, esponente storico della sinistra e poi di Italia dei Valori, oggi Sindaco di Palermo. “Capaci 21 anni dopo. A Palermo 20.000 studenti, ministri, rappresentanti dello Stato.”

Diceva allora: “Chi doveva combattere la Mafia in realtà l’ha aiutata.”

Totò Cuffaro, fu Presidente della Regione Sicilia in quota UDC, ora in carcere, impegnato a difendere la propria innocenza nel libro “Il candore delle cornacchie.”

Diceva allora: “Quelli di Falcone sono attacchi volgari alla migliore classe dirigente siciliana.” Casini e Berlusconi hanno sempre dichiarato di crederlo innocente.

Non pervenute dichiarazioni da parte di Pisanu, che concluse i lavori della Commissione antimafia dicendo che “Non ci fu una trattativa tra Stato e Mafia, solo un tacito accordo parziale.” E lui sta rispettosamente in silenzio. IL PEZZO CHE SCRISSI SULLA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELL’ANTIMAFIA.

Fermo e risoluto monito di Napolitano, le cui telefonate nell’ambito della trattativa Stato-Mafia non sono disponibili su youtube, visto che ha ottenuto che venissero distrutte.

Commosso ricordo di Grasso. Falcone fu ostracizzato dalla magistratura per aver sostenuto la separazione delle carriere e dei CSM. (“Un’indubbia anomalia estranea, non a caso, a tutti gli ordinamenti dei più importanti paesi occidentali”.)

Falcone sostenne sempre che l’idea che la Magistratura sia organizzata in correnti a seconda delle idee politiche è una follia antidemocratica.

Falcone fu accusato di essersi mandato da solo una bomba con l’innesco difettoso per farsi pubblicità.

Falcone fu accusato di essere colluso con la Mafia perchè: “Se fosse davvero di disturbo, non sarebbe vivo.”

Falcone fu accusato da coloro che oggi lo santificano ma, cosa più grave, accusò il sistema che oggi lo santifica.

PS: La Mafia è attenta alle nuove possibilità di fare affari, ma non finanzia questo blog.

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122. Volevano davvero eliminare Grillo?

 

Gioconda legoGrillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PDL. Che poi non trovi più il portafogli è un altro discorso.

 

Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PD. Il problema poi è estrarre il coltello dalla schiena.

 

Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli della Lega. Non quando ce l’hanno duro.

 

Grillo. “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Si chiama camicia di forza. (Microsatira)

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Ditelo con i fiori.

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Non potrà più fare le cose coi piedi.

 

Alemanno si rompe un dito del piede spostando una fioriera. Per dimostrare che non porta rancore, ora la fioriera è un dirigente Atac.

 

L’uomo più ricco d’Italia è il proprietario della Nutella. Il paese è in depressione.

 

E consoliamoci. Non si evade solo in Italia. Apple è accusata di avere sottratto al fisco americano 74 miliardi di dollari. iRubato.

Il Pd Zanda insiste sulla ineleggibilità di Berlusconi e sulla legge che viterebbe l’ingresso in Parlamento ai Movimenti come il M5S. E coi soldi risparmiati si potrebbero comprare della ghigliottine nuove di zecca.

Ma…

…è proprio vero?

Di solito non sono tenero col PD, ma alcune cose del disegno di legge Zanda a me piacciono. Sulla ineleggibilità d Berlusconi mi pronuncerò in futuro, ora concentriamoci sulla c.d. legge antimovimenti. Cosa, esattamente, turba così tanto Grillo? Il fatto di diventare formalmente un partito? La personalità giuridica? Mi paiono cose francamente ininfluenti. Il fatto di dover depositare uno statuto? Sinceramente mi pare un onere da poco e una bella garanzia per i cittadini.

Che debbano essere indicati gli organi dirigenti, il modo in cui sono eletti, la durata degli incarichi, il fatto che debbano essere a tempo determinato? L’obbligo di specificare le procedure che produrranno atti in grado di impegnare il partito?

Qui c’è del veleno nei confronti di padri-padroni come Berlusconi, ma anche contro Grillo. Chiaro che non potrà, dall’esterno, limitarsi a togliere il simbolo a chi è persona non gradita, senza sottoporsi a procedure preventivamente indicate. Ma sono anche chiare due cose:

1) che attualmente il M5S senza Grillo muore. Ancora per lungo tempo lui avrà enorme influenza sul movimento, quale che sia lo statuto approvato, semplicemente perché se smette di andare a riempire le piazze addio 25%;

2) che in prospettiva per il M5S affrancarsi da Grillo sarebbe una benedizione. Bisognerà pur consentire a persone competenti di emergere, anche contraddicendo Grillo quando straparla in campi che non sono i suoi. O i grillini vogliono davvero che tutto il movimento scoppi in una bolla di sapone se appena domani Grillo fa un ictus? O è questo che intendono dicendo che Grillo è il cervello del movimento?

Poi, essendo Zanda e Finocchiaro due statalisti burocrati convinti, la legge è piena di rigidità e fesserie. Dall’obbligo di riservare una quota dei rimborsi alla formazione politica sul territorio (come dire: comprarsi il consenso dei giovani e assicurarsi la continuità) alle quote rosa negli incarichi sociali, ad alcune norme birichine sulle primarie che secondo i maliziosi vorrebbero sfavorire Renzi.

Tuttavia, nella sostanza, non è nemmeno un testo da buttare. Non verrà mai approvato: anzi, poche ore fa, è stato ufficialmente ritirato. Ma avrebbe potuto essere una buona bozza di partenza per specificare cosa vuol dire “democrazia interna ai partiti”, criterio a cui si dovrebbe sottostare per ricevere i finanziamenti pubblici, oggi formula vuota che consente all’apparato del PD e ai colonnelli del PDL di fare quel cavolo che vogliono, nominando coordinatori e candidati senza rendere conto a nessuno delle proprie scelte. Anzi, grazie al porcellum, senza renderne conto neppure agli elettori.

“La democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizia maggiori.” (Umberto Eco)

 

Per chi fosse interessato, il testo del ddl Zanda-Finocchiaro si può leggere QUI

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121. L’unto del Signore e l’adultera

vestito che colaUSA: Colonnello a capo della squadra antistupro arrestato per aver stuprato una donna. “Volevo imparare a pensare come loro.”

Giornata mondiale contro l’omofobia. Giovanardi si è barricato in casa con le provviste.

Giornata mondiale contro l’omofobia: quella volta all’anno che la Biancofiore bacia la MInetti per eccitare Berlusconi.

Giornata mondiale contro l’omofobia. Grasso dichiara: “Aiutiamo gli omofobi a vincere le loro paure.” E mezzo parlamento si è voltato di scatto.

Daniela Santanchè: “Mantengo due ragazze in difficoltà, vuol dire che sono lesbica?” Riparte alla grande la posta di Cioè. ( @NaiMav)

Daniela Santanchè: “Mantengo due ragazze in difficoltà, vuol dire che sono lesbica?” No, che quando vai da Berlusconi non ti presenti a mani vuote.

(Nessuno racconti alla Santanchè la storia di Lady Bathory che per restare giovane faceva il bagno nel sangue di vergine.)

(Mi fa paura. La Santanchè  è così imbottita di botulino che se all’ONU la scoprono ci accusano di stoccare armi chimiche.)

Tutto questo per dire che non si possono fare illazioni sulle feste ad Arcore. Berlusconi fa un sacco di beneficienza. Per esempio questo weekend ha adottato le tette di Angelina Jolie. Si chiameranno Pierangelina Berlusconi e Capezzolina Berlusconi. Non se ne parla molto, ma Berlusconi non ama la pubblicità.

Caso Tarantini-escort: Berlusconi sentito per tre ore dai PM. Che erano al piano di sotto e battevano sul soffitto con una scopa.

Cambiamo argomento. Secondo uno studio inglese, bestemmiare fa vivere più a lungo. Ora pensate a tutte le volte che Berlusconi ha detto “Sono l’unto del Signore” e mettetevela via.

Miuccia Prada compra un quadro di Barnett Newman per 34 milioni di euro. La nuova idea del Ministro Zanonato per frenare la disoccupazione è creare un milione di posti di lavoro come “Gente che dipinge una striscia bianca.”

Josefa Idem: “Inserire la parola sport nella Costituzione.” Ecco il nuovo art. 1: “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, e fare ironia su questa definizione è lo sport nazionale.”

Delrio: “Aboliremo le province.” A forza di annunciarlo, non doverbbero più esistere neanche i “culi che fanno.”

(Abolire i culi che fanno provincia. L’ennesimo tentativo di cancellare le prove del processo Ruby.)

Gasparri: “Non criticatemi per il dito medio, bisogna capire il contesto.” Il contesto era il parlamento italiano.

Ingroia arriva ad Aosta e come prima cosa chiede un mese di ferie. Andrà da Maometto a chiedergli di insegnargli il trucco.

Nuove regole WADA: gli sportivi potranno farsi spinelli. “Non è doping, è più voglia di qualcosa di buono.”

Intanto Ruby sta deponendo. Nessuna faceva sesso. Quasi tutte erano vestite da infermiere sexy. La Minetti da pornosuora. La Santanchè da aspirapolvere.

 

E il PIL è in recessione per il settimo trimestre consecutivo. Ma dobbiamo perdonare 70 volte 7.

 

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