Archivi tag: supereroi

199. Cosa ci insegna davvero la scuola italiana

aLz7xQ1396452791

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di cosa è fatta la cosiddetta antipolitica? Principalmente del dualismo noi vs loro. “Tutti a casa!” significa che i politici sono ontologicamente diversi da noi, come un cane non è un gatto e infatti i cani sono buoni e i gatti stronzi.

(Nel video sopra, un cane e un gatto ci spiegano il concetto)

“La gente”, “Il popolo”, “I giovani” sono categorie create dal linguaggio politico per identificare dei “noi” opposti ai “loro” su cui scaricare le colpe.
Per una volta parlerò della mia esperienza personale. Mi sono diplomato in un liceo classico del Nord Italia. Un liceo di grande reputazione frequentato da giovani benestanti, figli di professionisti, industriali, politici. Tutti con una minima cultura di base, tendenzialmente senza problemi con la legge. Il liceo in cui tutti i professori della città desideravano insegnare e quindi, in teoria, in un mercato funzionante, dove sarebbero dovuti approdare i migliori.
Tutta gente onesta e perbene, tutti incensurati, secondo un termine che piace molto usare oggi.
Vediamo che accadde. Io non ero uno studente facile. Andavo bene in quasi tutte le materie, però, a parte Condotta. Succede che alla maturità alcuni miei compagni di classe telefonarono al professore di Geografia Astronomica per chiedergli in anticipo le domande che avrebbero trovato alla prova di maturità. Dopo averle ricevute le comunicarono a tutta la classe che, come conseguenza, se le imparò a memoria e non aprì il libro. Il giorno del compito, però, il presidente della commissione sospettò qualcosa e invertì le nostre domande con quelle dell’altra sezione. La salvezza di buona parte della classe fu che i banchi erano disposti a scacchiera: un alunno della nostra sezione vicino a uno dell’altra. Quasi tutti si scambiarono le risposte, tranne due persone che erano sedute prativamente in braccio alla commissione. Una ovviamente ero io; l’altra una sempre composta e sorridente leccapiedi. Una che sapeva calibrare sapientemente la lunghezza della gonna al grado di perbenismo o pedofilia di ogni professore.

Flap.

Flap.

Flap.

Le sento distintamente. Le ciglia sbattono con un rumore felpato abbastanza forte da farmi voltare. La bocca si socchiude, lo sguardo è amorevole. Naturalmente non si rivolge a me: la leccapiedi sta guardando fisso il professore. Questi si avvicina e lei gli chiede, senza girarci troppo attorno, le risposte. Il prof aspetta che il presidente della commissione si allontani e poi le bisbiglia all’orecchio quel che c’è da sapere. Esame svolto sotto dettatura. Poi il prof fa per allontanarsi e incrocia il mio sguardo: “Eh”, provo io, “potrebbe dire anche a me le stesse cose?”
“No, Chinonmuore, a te no.” Fine. Non una virgola di più di spiegazione.
Qui abbiamo che tutta una classe (di giovani, ma comunque ultradiciottenni con diritto di voto e potenzialmente eleggibili) ha chiesto a un professore di commettere una scorrettezza che sarebbe pure un reato, senza alcuno scrupolo di coscienza. Un professore che lo ha commesso a cuor leggero. Un presidente della commissione che trova la cosa talmente prevedibile da prendere le contromisure. Il professore di prima che sfacciatamente decide di aiutare una persona sfavorendone un’altra.
Questo è un caso. Possiamo parlare di Storia e Geografia? Il professore per comodità interrogava un solo giorno la settimana. Ebbene, troviamo genitori che tenevano a casa continuamente il giorno dell’interrogazione i figli per alzarne surrettiziamente i voti. L’assenza strategica aveva dimensioni patologiche. Molto spesso più del 50% della classe era assente. A volte ci siamo trovati in aula in sette. Mi è capitato di essere interrogato 10 volte in un quadrimestre quando altri si sono presentati una sola volta in tutto l’anno e, guardacaso, quel giorno erano anche preparati. Connivenza di genitori che “tengo famiglia”, figli cresciuti nel culto della scorciatoia, professore che nel migliore dei casi chiudeva un occhio per non avere rogne.
Ancora una volta l’unica, grave colpa era la condotta non irreprensibile. Essere scherzoso e irriverente mi ha creato una serie di fastidi che rendeva quasi irrilevante la mia preparazione. E si ripete la dinamica statale: intanto obbedisci e loda il leader, se obbedisci prontamente al leader poi il posto te lo troviamo.
Ci cresciamo con queste cose dentro.
Latino e Greco? Professore coltissimo, una specie di mostro che sapeva ogni lingua morta e viva, inclusi i geroglifici egizi e l’antico etiope. E no, non esagero. Per via del sistema sballato che vige nell’Università italiana è rimasto trombato e si è trovato in mezzo a degli studenti imbottiti di ormoni con cui non riusciva a comunicare. Risultato: durante i compiti in classe lasciava che chi voleva copiasse. Tanto il mondo fa schifo, non c’è nulla per cui valga la pena di lottare e non è certo studiando e imparando che ci si fa strada nella vita, per dire le perle con cui allietava l’animo degli studenti. Un professore a cui nell’anima voglio bene, ma anche tirare a campare e non curarsi del proprio lavoro è rubare il proprio stipendio.
Il professore di Educazione fisica era volgare, arrogante e aggressivo e con metodi da sergente Hartman si divertiva a umiliare i ragazzi più deboli e scoordinati. Con lui arrivai ad un pesante faccia a faccia in cui minacciai di andare in procura se avesse ancora dato dell’handiccappato a qualcuno. Mi rispose: “In questa classe comando io”, però smise. Ah, pensate un po’? Anche apostrofare la gente con “handiccappato” “fallito” o “quelli come te a Sparta li avrebbero buttati giù da una rupe e avrebbero fatto bene” è reato.
E di tutti gli altri posso dire che l’assenza era la costante, la svogliatezza pure, le preferenze così evidenti che neppure coloro che venivano favoriti cercavano di negarlo.
E il modo migliore per risultare tra i favoriti era sempre lo stesso: stare zitti in un angolo, non parlare, magari meglio ancora stare assenti. Gente che non ha mai studiato un singolo giorno finiva tutti gli anni col 6 in tutte le materie, imparando che la più nobile virtù è non rompere il cazzo a chi sta in alto.
Taccio della crassa ignoranza di una professoressa d’arte che, ad esempio, disse: “Canaletto non lo studiamo perché era solo un copista” e “Paolo Uccello qui ritrae la battaglia di Re Artù a Roncisvalle”, perché se l’ignoranza fosse un reato le patrie galere si riempirebbero fino a scoppiare che neanche Chernobyl.
Si potrebbe obiettare che prendere una classe ad esempio non è un buon modo di fare una statistica. Ma si consideri che ho preso un gruppo a caso di persone di buona cultura in un ambiente non violento e nella regione coi migliori risultati scolastici d’Italia secondo l’OCSE. Di una quarantina tra studenti e professori forse a cinque non ho mai visto commettere nemmeno un reato minore. Mi pare difficile credere che le cose vadano meglio prendendo campioni diversi. E il dato è confermato anche da questo: che quando feci l’esame di avvocato trovai lo stesso identico clima, con commissari che passavano il compito ai figli degli amici e crocicchi di candidati che si trovavano a scambiarsi idee sotto lo sguardo annoiato di chi in teoria era deputato a impedirlo.
Per questo sono molto restio ad aderire all’ideologia dei duri e puri, del noi e loro, del “mettiamo la gente al governo e sarà tutto diverso”. È facile essere incensurati quando non si è nella posizione di accaparrarsi milioni. È un’illusione sperare di trovarsi da un giorno all’altro con una classe dirigente virtuosa, perché non siamo una società virtuosa. A fare da contraltare ai furbetti che se ne stavano tranquilli in un angolo, ci sono gli arroganti che ostentano ignoranza perché fa figo, perché non si è mai vista una rockstar china sui libri.
Trovo ridicolo sperare in santi e salvatori, molto più concreto chiedere uno Stato il meno invadente possibile, in modo che gli sconosciuti dalla sconosciuta moralità a Roma abbiano la minore influenza possibile sulla tua vita.
Per dirla con le parole del mio amico Giovanni Scrofani: “Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te. Chiedi quello che tu puoi pagare di meno per il tuo Paese. O qualcosa del genere.”

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore clickando sul widget a destra oppure a QUESTO LINK, e che è un bel modo per supportare chi scrive.

176. Letta ha le palle d’acciaio

Letta Palle d'Acciaio

Letta si bulla: “In Europa mi dicono che ho le palle d’acciaio”. Un flipper. (@elmorisco)

Letta lo chiamano “Palle d’acciaio”. “Culone inchiavabile” era già preso.

Letta: “Pensano di me che ho gli attributi”. Dice palle.

Letta: “Dicono di me che ho le palle d’acciaio”. Non ha capito che gli hanno dato del coglione inossidabile. (@marcosalvati)

Superletta

 

 

Prende a esempio Berlusconi che non faceva altro che dirsi da solo quanto fosse stimato in Europa, credibile, amico di Bush e di Putin, eccetera, eccetera, eccetera. Di Berlusconi non ci libereremo mai, fintanto che sarà visto come il modello di carisma da seguire da chiunque.

(L’immagine è tutto. Nel tentativo di risollevare la propria popolarità, la Cancellieri ha dichiarato di essere stata lei a urlare “LIBERATE IL KRAKEN!”)

Ma forse abbiamo frainteso e chiamano Letta “Palle d’acciaio” si riferendosi al suo modello politico.

Tafazzi-giacomo

 

 

 

E insomma, rispetto agli ultimi pezzi so che questo sembra un po’ vuoto. Ma la vera notizia di questi giorni è che, pensa un po’, le previsioni di crescita del Governo è risultato fossero troppo ottimistiche (e non è che lo fossero molto), che la copertura per sospendere il pagamento della seconda rata dell’IMU non c’è (e non è che l’IMU dovesse essere il nostro primo pensiero) e che quindi si stanno verificando tutte cose che avevo previsto ad agosto perché semplicemente erano ovvie, e coloro che avevano sostenuto il contrario mentivano sapendo di mentire o erano utili idioti.

Nel bene e nel male, tutta l’attenzione pubblica viene catalizzata dalla frase surreale e fuori luogo di turno, i fatti si perdono. Come se Cesare fosse passato alla storia per aver detto “Veni, vidi, vici” senza aver prima conquistato la Gallia.

E quindi insomma Letta ha le palle d’acciaio e noi siamo i birilli.

Potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK.

PS: Il Jeeg Robot è di @giulysua, Superletta è di @morenomari. Le battute di @elmorisco e @marcosalvati sono, pensate un po’, di @elmorisco e @marcosalvati. Followateli se avete twitter!

169. AbBINDIlati

La giornata si apre con l’ex parlamentare Giuliano Cazzola.

Giuliano Cazzola: “Italia il paese meglio governato negli ultimi 20 anni”.

Finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo. Cazzola EROE!

Supercazzola.

(Qui in foto)

Supercazzola

Rosy Bindi eletta Presidente della Commissione Antimafia. Avrebbe preferito essere trombata.

Il Pdl in rivolta contro l’elezione di Rosy Bindi. “La Mafia esige rispetto.”

Prime parole di Rosy Bindi dopo l’elezione: “Ricucire lo strappo.” Aha, allora non è vergine!

In realtà questa mossa va vista in chiave politica. La nuova DC vuole dare un segno di discontinuità da quella vecchia -> “Non accetto lezioni di etica dalla Bindi: è brutta, cattiva e cretina.” (Francesco Cossiga)

Il Pdl che si lamenta della Bindi eletta a tradimento somiglia a Monti che accusa la Bignardi di avergli messo in braccio la cagnolina Empy.

Non ci posso credere. Casini è talmente viscido che è riuscito a farmi riuscire simpatico Monti.

Una volta a una gara di simpatia Casini vs Rosy Bindi ha vinto “vs”.

Alla fine come si può commentare una scelta del genere? Probabilmente è il classico promuoveatur ut amoveatur. Peccato che la Commissione Antimafia dovrebbe essere qualcosa di più di una poltrona per (in)utili idioti di turno. E avrei anche qualcosa da dire sull’onestà della signora Bindi, che usò i suoi uffici per ottenere per 400.000 euro una casa che valeva circa il doppio, come ricordato QUI.

In questi giorni in cui si fatica a trovare spazio per discutere di qualcosa che non sia la decadenza di Berlusconi non è male ricordare ancora una volta che, liberatici di lui, resteranno alcune decine di migliaia di Bindi, Zanonato e Razzi di cui liberarci. Non credete alle facili soluzioni.

Potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK. E per ottenere il vostro like non ho messo nessuna foto della Bindi.

Il Supercazzola è di Nicolò Maniero che ultimamente si è dato all’illustrazione per bimbi. Considerate il tasso di natalità in Italia e premiate il coraggio visitando il suo blog.

159. Thor & Miley make a porno

Thor e MileySi conclude il G20 ed è un Letta entusiasta quello che si presenta davanti ai giornalisti: “Per una volta possiamo dire che l’Italia non è stata trattata come la bambina da mettere in punizione dietro la lavagna”.

Dunque, chiedono i giornalisti, le vostre misure sono state approvate? Avete concluso proficue trattative? “A dire il vero non si è mai parlato di Italia, c’erano problemi più urgenti.”

Letta è come una di quelle ragazzine del liceo che si eccitano sessualmente per i ragazzi che non le cagano di pezza.

Capitelo. Berlusconi lo minaccia, Schifani giura che non durerà, Brunetta è così incattivito che tra un po’ prenderà ad andare in giro con l’ascia come lo gnomo di Mistero. Quando ha provato a parlare con Obama, si è sentito rispondere che ha più futuro Assad.

(Qualcuno deve spiegarmi la politica estera di Obama. In che modo è un successo che ora le armi chimiche della Siria le avrà la Russia?)

(Intanto è stato liberato il giornalista rapito dai siriani, Quirico. Le sue prime parole sono state per avvisarci che la rivoluzione non è laica e democratica, ma guidata da integralisti e tagliagole. Ora per zittirlo Obama bombarderà pure l’Italia)

(Quirico riferisce: “Non sono stato trattato bene”. Un altro choosy.)

(Notizie dai social network: c’è un certo Quiri51 che ha lasciato un commento negativo sulla Siria su tripadvisor, ma Assad gli ha proposto di tornare a sue spese.)

Intanto in Italia tiene banco ancora Berlusconi. Se decade dalla carica, minaccia di far cadere il governo. Se non decade, gli elettori del PD minacciano ritorsioni. Mi sa che stanno entrambi cercando un paio di senatori del PD disposti a fare la figura dello Scilipoti di turno.

(A proposito, Scilipoti fa causa a Grillo che usa “Scilipoti” come sinonimo di traditore. E gli va ancora bene: Vincenzo Monti passò tutta la vecchiaia a dire “Tommasei” per intendere “coglioni”.)

(Le leggi sulla tutela dell’onore non dovrebbero valere per gli onorevoli.)

A difesa di Scilipoti bisogna dire che sì, è andato con Berlusconi. Ma ha tradito Di Pietro!

Cioè, è un po’ come se scopriamo che quella stangona della moglie di Brunetta gli mette le corna.

Tutti parlano della possibile decadenza di Berlusconi da Senatore. Il piano di emettere la decisione il giorno che gioca la nazionale stavolta non ha funzionato.

(Ancora non mi capacito di Scilipoti che si sente leso nell’onore. Dev’essere come quel meccanismo per cui senti ancora male alla gamba dopo che te l’hanno tagliata.)

Insomma, se vi sembra che in questo post si sia detto poco, è perché volevo rendere questa sensazione appiccicosa di rinvii, sospensioni, paure, di equilibri instabili, di impossibilità o incapacità a prendere decisioni. Cambia più l’immagine di Miley Cyrus in una settimana che la politica italiana in venti anni.

(Per chi non lo sapesse: l’ex ragazza dolce della Disney ha appena girato un video in cui, nuda, lecca un martello. Dedicato a chi non batte chiodo.)

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK e che è un modo bello e gratuito per supportare chi scrive.

 

147. La Kyenge nella Repubblica delle banane

Banana bombDurante un convegno, degli attivisti di Forza Nuova hanno dato scandalo lanciando banane contro il Ministro di colore Kyenge.

Prevedendo un’incriminazione, il loro avvocato ha studiato diverse possibili strategie difensive, come mi ha confidato in un colloquio riservato. Ecco le migliori.

1) Non sono razzisti. Volevano solo vedere se la Kyenge riusciva a sbucciarle coi piedi.

2) Non sono razzisti. Sono fan dei Velvet Underground.

3) Non sono razzisti. Avevano avuto la netta sensazione che la Kyenge fosse carente di potassio.

4) Non sono razzisti. La Kyenge è nera e le banane sono bianche. Era una manifestazione a favore delle unioni interraziali.

5) Non sono razzisti. L’ortolano aveva assicurato loro che le banane, essendo curve, sarebbero tornate indietro.

6) Non sono razzisti. Le banane sono bianche e col tempo diventano nere. Sono un simbolo della società multietnica.

7) Non sono razzisti. Le banane sono scappate a uno che le teneva tra le dita per imitare Wolverine.

banana wolverine

Tutto ciò fa seguito alle polemiche per il vice presidente del Senato, Calderoli, che ha paragonato l’aspetto della Kyenge a quello di una scimmia. Calderoli si è però difeso a spada tratta: “Figuriamoci se intendevo offendere l’oranghevole, volevo dire onorevole Kyenge”.

Ecco, prendendo spunto da questi fatti di cronaca, ci sono un paio di cose che mi piacerebbe tanto dire.

La prima è questa: che quando ho letto le dichiarazioni di Calderoli, mi sono incazzato. Sei un politico in una posizione importante. Dovresti criticare un avversario per le sue idee, non per il suo aspetto fisico. Per un momento ho fatto autocritica. Ho pensato di aver sfottuto Brunetta perché nano, la Bindi perché cessa, Berlusconi perché invecchiando somiglia a Gollum. Be’, mi sono assolto. Ho sempre usato la satira sul fisico per far emergere una larvale critica politica. Sull’acidità e mancanza di diplomazia di Brunetta, sulla mentalità da racchia repressa della Bindi, sui tentativi disperati di sembrare nuovo e giovane di Berlusconi. Gli insulti di Calderoli, al di là che lui fa politica e non satira, sono funzionali solo a far passare un messaggio razzista, peraltro in altre circostanze contraddetto dal suo stesso partito, visto che il primo sindaco nero d’Italia è stata una donna della Lega.

La seconda è che la Kyenge mi sta sulle balle. E devo poterlo dire. Perché credo non ci sia razzismo peggiore che non poter essere in disaccordo con una persona perché appartiene a una minoranza.

Il fatto che appartenga a una minoranza, tuttavia, ovvero in questo caso che sia nera, non è irrilevante. Trovo infatti che si stia passando un messaggio sbagliato: ovvero che la si sia messa lì come figura d’immagine proprio perché è nera, esattamente come la Idem messa a fare il ministro per dare al governo un’immagine di nuovo, vincente e pulito che difficilmente poteva passare per gente come Alfano, Zanonato o la Biancofiore. Ecco, io penso che se il Governo voleva dare un messaggio forte, doveva trovare un ministro nero per gli interni o per la sanità. Vuoi dire a tutti gli immigrati: “Fatevi il culo, diventate bravi e l’Italia non avrà paura a darvi ruoli di responsabilità”? Allora devi dare a uno di loro un ruolo di responsabilità. Invece prendere una donna nera per farle fare il “Ministro per l’integrazione” significa istituzionalizzare lo stereotipo del nero che urla al TG per chiedere più integrazione. È uno specchietto per le allodole.

Quindi in primo luogo la Kyenge non mi piace come simbolo. In secondo luogo non mi piace come politico. Non mi piace affatto come sta interpretando il suo ruolo. Io non sono razzista, cazzo. La mia coinquilina è nera. Ho avuto una ragazza di colore. Perché devo essere rappresentato da un ministro che cerca continuamente nei suoi proclami di far passare questo Paese per un covo di razzisti che cercano di schiacciare gli immigrati in ogni modo possibile? Chi può pensare che questa sia una buona politica di integrazione?

Infine trovo che l’argomento dell’integrazione sia da affrontare nel modo meno passionale possibile. Una buona e fruttuosa integrazione richiede politiche di educazione e inserimento nel lavoro. Che vanno studiate e hanno, ovviamente, costi. Per questo i flussi da una lato devono essere contenuti in limiti pianificati (e così fanno negli USA, in Australia, in Gran Bretagna) e dall’altro bisogna investire denaro, e bisogna che ce ne sia, in chi arriva perché diventi il prima possibile una risorsa produttiva e una persona grata all’Italia e non una persona frustrata e arrabbiata col mondo, quale i proclami della nostra Kyenge vorrebbero farla diventare.

Come sempre. facciamo una bella figura.

Banana michelangelo

Ricordo che ogni commento, anche in dissenso, è sempre gradito. Inoltre è possibile mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK o iscriversi al gruppo Facebook di Chi Non Muore a QUEST’ALTRO LINK per tenervi aggiornati su quello che pubblico.

146. Un tennista italiano in top ten? E che c’entra con la politica?

tennis capitan americaQuesta sarebbe un sito di satira politica che, ogni tanto, cerca di fare anche un po’ di informazione. Ma siccome è anche il blog di una persona con degli interessi, si finisce inevitabilmente per parlare di passioni di chi scrive: cinema, economia, letteratura, fumetti, sport di combattimento.

Di solito “uso” le cose che amo e conosco per creare paragoni e paradossi. Talvolta, semplicemente, per ridere e stemperare la tensione.

E così oggi vorrei parlare di tennis.

Nelle ultime due settimane il tennista italiano Fabio Fognini ha vinto due tornei consecutivi, arrivando a classificarsi numero 19 del mondo. Stasera giocherà la terza semifinale consecutiva. E oggi in tanti scrivono articoli lodandolo e prevedendo un suo ingresso a breve nella Top Ten. Sarebbe il primo italiano da una trentina d’anni a questa parte.

Il conto è presto fatto. Per la classifica Atp bisogna contare i migliori 18 risultati. Tuttavia è obbligatorio inserire le 4 prove dello slam e 8 prove dei 9 Masters-1000. QUI potete vedere l’attuale classifica Atp e QUI gli attuali best-18 di Fabio Fognini. Risulterà chiaro come l’ingresso nei top 15 sia dietro l’angolo e, anzi, gli basterebbe vincere la finale di stasera per togliersi questa soddisfazione.

Al contrario, entrare in Top Ten è quasi impossibile. Fabio Fognini sul cemento è sempre stato bravo come Brunetta a basket e Zanonato nelle prove di intelligenza. I suoi risultati dello scorso anno (2o turno all’open del Canada, 3o turno allo US open) pur mediocri, sono stati i migliori della sua carriera. Quindi, a meno che il tennista ligure non sia mostruosamente migliorato sul cemento, è difficile che possa recuperare durante la stagione sul veloce i circa 1000 punti che lo separano dal numero dieci Wawrinka. Bisogna inoltre considerare che il numero 12, Haas, si gioca tra Canada, Cincinnati, US Open solo 235 punti, il numero 11 Nishikori solo 190 e Wawrinka se ne gioca sì 540, visto che ha fatto semifinale a Cincinnati lo scorso anni, ma un anno fa non giocò in Canada, quindi anche solo partecipando la sua classifica migliorerà.

Tutto questo per dire che la satira è una bella cosa, il tennis anche, la politica, quando è buona, è una grande  passione. Ma i numeri sono numeri. Se la Atp non fornisse i dati e le regole chiare che invece fornisce, questa pezzo non lo avrei potuto scrivere e parlare delle possibilità di Fognini di entrare in Top Ten o di stregoneria sarebbe la stessa cosa.

Quando il Governo rende i bilanci opachi, non pubblica i testi dei decreti e scrive norme confuse che attribuiscono poteri discrezionali agli amministratori locali, come la Cid, oppure come quelle citate in QUESTO PEZZO è difficile fare valutazioni serene, a parte questa: che la mancanza di trasparenza è di per sé un danno.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina di Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK e/o potete iscrivervi al gruppo Facebook di Chi Non Muore a QUEST’ALTRO LINK.

PS: in questi giorni si sta svolgendo la missione di RAZZI IN COREA DEL NORD. Se dovesse scoppiare l’olocausto nucleare per colpa sua, sappiate che vi ho voluto bene.

144. Non c’è birra senza spina

superbirra“Succede sempre qualcosa di bello attorno alla birra.” (Freddy Heineken)

Spagna. Beve sette litri di birra in 20 minuti e muore. Non dovevano agitarlo.

Beve sette litri di birra in 20 minuti per una gara e muore. Le sue ultime parole sono state “Ho vintoooBEUUUUUUUUURRRRRKK!”

Beve sette litri di birra. Morto a 45 anni, ma li ha vissuti a tutta birra.

Beve sette litri di birra in 20 minuti e muore. E in obitorio l’anatomopatologo gli attacca all’alluce un cartellino con scritto “Yes, fresh is better”.

Vince una gara di bevuta di birra e muore. Ma poteva andargli peggio. Poteva morire e arrivare secondo.

(Il bello è che tutto ciò avviene nell’ambito di una festa per la Vergine del Carmine. Sto cercando di immaginarmi la faccia del prete che ha pensato “La Madonna sarà contentissima di essere festeggiata tracannando birra fino a morire”.)

Qui di seguito un’immagine di come bere sette litri di birra ti possa rendere un figo della Madonna.

pancia_gigante

Lo stesso giorno muore un giovane pilota di Supebike semi sconosciuto, tale Antonelli. E si fanno forti le polemiche nel PD perché nel PDL non si vogliono fare le leggi sulle unioni omosessuali e l’ineleggibilità di Berlusconi. E io mi chiedo: ma vogliamo smetterla con questa ipocrisia? Una gara di bevuta di birra serve a spingere l’organismo al limite e FA MALE. Mettersi in una moto e andare a 300 km/h è PERICOLOSO. Fare il governo con Berlusconi vuol dire che una legge per l’ineleggibilità di Berlusconi non si potrà fare. Su guarda la gara per questo e si fa il governo sapendo di governare assieme. Pretendere di apparire tutti i giorni sui giornali con una nuova proposta di legge che sarà chiaramente inabissata è ipocrita e vuol dire anche pigliare un po’ per il culo quella fascia di elettorato che la vorrebbe.

Certa gente ha comportamenti autodistruttivi. Tanta gente ha comportamenti autodistruttivi. Fondamentalmente non glielo si può impedire. Lo Stato spende sette miliardi di euro all’anno per la cura dei malati di diabete di tipo due, ovverosia il diabete che ci si piglia ingozzandosi di schifezze in modo innaturale, noto anche come “diabete degli obesi” e ci sarà pure una ragione. Ci starebbe dentro l’abolizione dell’IMU e la riduzione di un punto di IVA. Come a dire che non abbiamo soldi perché mangiamo troppo.

Da appassionato di cibi zozzi e grassi, comincio a pensare che una tassa sugli zuccheri, sul cioccolato e sulle bibite gassate non sarebbe sbagliata. Non si può impedire alla gente di avere comportamenti autodistruttivi, ma si può cercare di fare in modo che le conseguenze e i costi di tali comportamenti ricadano su chi li pone in essere.

E se non vi ho convinti, potrete sempre consolarvi di aver letto questo post per scoprire che in Austria esiste un posto dove si può fare il bagno in una piscina di birra e dimenticare quanto ho scritto.

Ricordo che potete mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore a QUESTO LINK o ISCRIVERVI AL GRUPPO FACEBOOK DI CHI NON MUORE A QUEST’ALTRO LINK.