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200. The Ultimate Warrior vs Renzi vs Grillo

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Quello di oggi è il duecentesimo numero di Chi Non Muore. Un bel traguardo, raggiunto grazie a tutti quelli che mi leggono e che mi spronano a continuare. Ogni successo, piccolo o grande, che richieda l’approvazione di un pubblico deve essere diviso col pubblico stesso. Chi si rifiuta di farlo e non lo capisce è pericolosamente egocentrico.
Lo disse Bud Spencer, al secolo Mario Pedersoli: “Ho ottenuto due forme di successo in vita mia: quello come nuotatore, che devo solo a me stesso, e quello come attore, per il quale devo ringraziare milioni di fan in tutto il mondo e che potrebbe essermi tolto in qualunque momento”.
Un discorso simile è stato fatto, pochi giorni fa, da una delle icone di quando ero bambino, il wrestler The Ultimate Warrior. “Voi avete creato The Ultimate Warrior e ogni altra leggenda di questo business.”
Disse anche: “Ogni cuore umano batte il suo ultimo battito. Ogni uomo esala l’ultimo respiro.” Ironicamente, il suo cuore ha smesso di battere due giorni dopo. Per oltre 24 ore, “The Ultimate Warrior” è stato tra i trending topic di Twitter, sia a livello italiano che a livello mondiale. E così mi sono trovato a chiedermi perché. Perché ha lasciato tanti ricordi?
The Ultimate Warrior era una zappa. C’è poco da fare: tecnicamente era uno dei lottatori più scarsi della sua epoca. Sapeva fare il pugno finto, la spallata goffa e il lanciarsi di pancia sull’avversario facendosi più male lui dell’altro. Fine. Al microfono diceva spesso cose senza senso. Eppure. Eppure era adorato. Nessuno come lui, in così poco tempo dal debutto, è mai riuscito a scatenare le folle.
Siccome nulla accade senza una ragione, la ragione c’è.
The Ultimate Warrior era gasante. Veniva annunciato da una musica elettrizzante. Arrivava correndo verso il ring, spesso si faceva di slancio il giro della parte esterna del quadrato come se non potesse fermarsi, si buttava a braccia larghe contro le corde mostrando un fisico così statuario da apparire inverosimile, poi entrava e le scuoteva con energia mentre la folla urlava in delirio.
Laddove molti atleti hanno ottenuto il successo con la psicologia, rallentando i tempi e cercando l’appoggio del pubblico nei momenti chiave, costruendo a poco a poco il momento in cui l’arena aveva voglia di esplodere e solo allora dandogli l’occasione di farlo, The Ultimate Warrior era ipercinetico. Si batteva il petto, sbuffava, correva, si rialzava di scatto subito dopo essere stato steso. Tutto questo era molto coerente col suo personaggio. Se l’altra grande stella del tempo, Hulk Hogan, si ergeva a paladino del bene e della correttezza, The Ultimate Warrior no. The Ultimate Warrior non faceva la morale a nessuno. Veniva presentato come un concentrato di energia e forza bruta che dominava perché POTEVA. Che voleva bruciare le tappe. Che non accettava di essere frenato dai suoi mediocri avversari. Voleva affermare sé stesso perché era il migliore, il guerriero perfetto, e non era capace di star fermo.

La gente tifava per lui perché liberava il desiderio.

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E il pubblico lo amava per questo. I dettagli cominciavano a non importare più. Ci mettessero gli altri la tecnica, lui doveva correre, volere tutto subito e non fermarsi mai.

“Ci mettessero gli altri” è la chiave di tutto. A ognuno il suo lavoro. Il successo in termini di popolarità di Renzi e Grillo è simile a quello di The Ultimate Warrior. Spesso sono approssimativi nelle loro spiegazioni. Ma il loro ruolo è correre verso il ring e non fermarsi mai. Dare carica, ottimismo e fiducia, perché ottimismo e fiducia in politica e in economia sono risorse limitate. Se si mettessero a fare giochi tattici o noiose spiegazioni tecniche, a mostrare dubbi, incertezze, ponderazione, forse il loro successo verrebbe meno. Sono due animali da voti, trasformarli in qualcos’altro sarebbe suicida.
Per ora Renzi sta andando rapidissimo. Nuova legge elettorale PUM, testo pronto. Riforma del Senato PUM, testo pronto.
Qualcuno si mette per traverso e PUM, bollato come vecchio coglione.
Renzi non si perde in tecnicismi.
Ma qualcuno deve farlo. Per ottenere un successo di lungo periodo bisogna ottenere dei risultati o controllare i media così tanto che la gente si convinca che li hai ottenuti. Per ottenere i risultati bisogna che qualcuno si occupi di tutti i noiosi dettagli che servono poco per gasare i cittadini, ma molto per ottenere risultati. E alla fine il pubblico se ne accorge, se non ce la fa a pagare le bollette. Dobbiamo pregare che Renzi non confidi solo nel proprio ipercinetismo e sappia affidarsi a chi sa quello che fa. Qualunque successo è il successo di una squadra.
Anche i successi piccoli, come quello di Chi Non Muore. Avrei finito per scrivere per me e basta senza l’aiuto di chi mi ha consigliato come impostare il blog, come migliorare i miei pezzi, come ottenere condivisioni. Senza coloro che dopo avermi letto mi hanno consigliato agli amici o condiviso su Facebook o Twitter. Senza coloro che hanno fatto per me i fotomontaggi perché hanno creduto che stessi costruendo qualcosa di bello.
Quindi grazie a tutti voi che siete tra coloro che non mollano, che siete della truppa di Chi Non Muore. Grazie a voi che sarete con me quando vi ringrazierò nel numero 300.

Vi lascio con una veloce rassegna di quanto fatto e scritto negli ultimi 100 numeri. Una battuta, un riassunto dell’argomento, qualcosa.

 

199. Cosa ci insegna davvero la scuola italiana – Cosa succederebbe se mettessimo la gente al Governo?

198. Manager Moretti: viva la sincerità – Io i dirigenti pubblici li pagherei sulla base dei risultati ottenuti. Ma l’Italia potrebbe affrontare questa ondata di nuovi poveri?

197. Aggiornamenti flash – Si candida alla Presidenza dell’Ukraina Klitschko, ex campione mondiale di boxe. Fonderà un partito di destro-sinistro.

196. I Ministri del Governo ggggiovane – Renzi presenta la lista dei Ministri. “Ci sono tanti giovani e donne”. Ci sono tanti giovani e donne pure in discoteca, ma non per questo spostiamo lì il Governo.

195. Ei fu. L’Italia cambia verso – le 4 ragioni per cui Renzi ha fatto cadere Letta e ne ha preso il posto.

194. Politica e wrestling – Perché la politica è come il wrestling, nel bene e nel male.

193. I dittatori esilaranti: Turkmenistan – La vera storia di due dittatori divertentissimi che hanno ammazzato un sacco di gente.

192. Aggiornamenti flash – Ex comandante delle guardie svizzere: “C’è in Vaticano una lobby gay pericolosa per la sicurezza di Papa Francesco”. Un complotto dei servizietti segreti.

191. Legge elettorale vecchia fa buon brodo – La storia vera di come mangiai i tortellini in brodo senza avere un cucchiaio e ciò mi insegnò qualcosa sulla politica.

190. Aggiornamenti flash– Trovati messaggi inviati da Riina ai compari. Sono scritte in alfabeto fenicio. Ci credete? Riina e compagnia si mandano lettere in alfabeto fenicio. Fanno più loro per gli studi classici dello Stato.

189. L’Italia si divide – Non siamo mai d’accordo su niente. Possiamo riderci sopra? Questo dovrebbe anche suggerirci qualcosa?

188. I due tipi di festa di capodanno – Esistono essenzialmente due tipi di festa: quella etilico-pagano-bacchico-orgiastica e quella di merda.

187. Buon Nat… COSA? – Perché nel 2014 è impossibile fare gli auguri di Buon Natale.

186. Battute acide – Il Corriere titola: “Video di Berlusconi che fa sesso con due prostitute a Panama”. Razzismo è chiamare le due ragazze panamensi pagate per fare sesso con Berlusconi “prostitute” e quelle italiane “escort”.

185. Incostituzionale a chi? – La Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum. Un evento gravido di conseguenze, la più immediata delle quali è stata il proliferare di giuristi improvvisati in tutto il Paese.

184. Dialoghi stralunati, PARTE SECONDA – “Ciao sono un Abbraccio” “E dov’eri l’altra volta che avevo bisogno di te?” “è per risposte così che non mi vedi da un po’.”

183. Analisi del forcone – Da quando ho letto Bukowski, ogni volta che chiedo un panino al prosciutto mi sento in obbligo di aggiungere “cit.” – (Oltre alle battute, una analisi di quello che fu il movimento dei forconi.)

182. La morte alle primarie – Andare alle Primarie del PD per votare Cuperlo sarebbe come andare a vedere il Gran Premio di Formula Uno e tifare per i freni.

181. Mandela reloaded – Uno dei pezzi di che sento più mio. Cosa dovrebbe ispirarci la morte di Mandela?

180. Che due (decadi di) palle – Berlusconi decade da senatore. La Carfagna: “In senato l’odore malevolo della mandorle amare”. Cazzi, si dice cazzi amari. L’odore dovrebbe conoscerlo.

179. Il bilancio dello Stato spiegato a Duke Nukem – C’è una bomba nel bilancio dello Stato e non si può disinnescarla senza fare una guerra.

178. Il sixpack spiegato a Duke Nukem – Due scelte sono sensate: studiare molto o comperare un Uzi. Spieghiamo perché a uno che propenderebbe per l’uzi.

177. Cristicchi canta gratis – La storia di come ho conosciuto Simone Cristicchi in quel di Bruxelles. Una bella storia, una volta tanto.

176. Letta ha le palle d’acciaio – Letta in Europa lo chiamano “Palle d’acciaio”. “Culone inchiavabile” era già preso.

175. Mi si è annodata la lingua – Berlusconi: “I miei figli si sentono come Ebrei sotto Hitler”. La sottile differenza tra una doccia a gas e una jacuzi con le bolle. (A margine, la storia strappalacrime di come ho debuttato in radio.)

174. Le sirene, la deputata e i troll – Esiste un documentario che proverebbe che le sirene esistono. L’ho scoperto grazie a una deputata. Io l’ho visto e l’ho commentato in diretta. Si giunge a una chiara conclusione…

173. So cos’hai detto – Scoppia lo scandalo NSA. Intercettavano anche il cellulare di Bersani. Dev’essere emozionante, per lui, sapere che c’era qualcuno che lo ascoltava.

172. Il giorno di tutti – Pensiero filosofico di Halloween: Berlusconi decade, l’uranio decade, le labbra della Santanchè stanno ancora su.

171. Renzi, destra e sinistra – Alcuni accusano Renzi di non essere di sinistra. Hanno ragione? Ce lo spiega Milan Kundera.

170. Niente muore, tutto si transformer – Muore Lou Reed. Un’immagine di disperazione.

169. AbBINDIlati – Rosy Bindi eletta Presidente della Commissione Antimafia. Avrebbe preferito essere trombata.

168. Un vaso di Nutella col mio nome – Non siamo più alla politica spendacciona. Siamo più a livello del Valvassore medievale che, avendo contratto debiti col Vassallo, spreme i servi della gleba fintanto che può e intanto fa la vita da castello.

167. Nobel e Ignobel 2013, PARTE SECONDA – Morto Priebke. È stato il dispiacere per non aver vinto il Nobel per la Pace.

166. Nobel e Ignobel 2013, PARTE PRIMA – Premio Nobel per la Fisica a Englert e Higgs per la scoperta del famoso bosone. Oddifreddi soddisfatto perché non hanno premiato anche Dio.

165. Politica e Poesia – elogio, nello stesso post, della poesia e delle reazioni non emotive. Non è un post da ridere.

164. Questa non è una scissione – momento storico: il PDL si spacca. Chi vuol fare il danno con Berlusconi da una parte, chi non ha fatto niente con Letta dall’altra.

163. Se per caso cadesse il mondo – Tra una battuta e l’altra, previdi la spaccatura del PDL e la nascita di NCD. Dico anche la mia su quella che sarebbe la legge elettorale ideale.

162. Dove c’è polemica, c’è casa – Si è fatto un gran parlare di Guido Barilla che ha detto che nei suoi spot non si vedrà mai una famiglia omosessuale. Tutto il resto passa in secondo piano, rispetto a un così palese attacco ai diritti civili. Che io me lo vedo il signor Barilla con una farfalla sotto il naso tipo baffetto di Hitler.

161. Come Telecom nessuno mai – Cediamo Telecom agli spagnoli, Alitalia ai francesi, Pernigotti ai turchi, l’Inter agli indonesiani, il culo ai tedeschi.

160. Il videomessaggio, la magistratura italiana e le soluzioni all’italiana – Ma davvero qualcuno ha preferito guardare il videomessaggio di Berlusconi anziché una puntata di The Big Bang Theory? Io non l’ho voluto vedere. Ci ho pensato e francamente mi è parsa la cosa migliore. Che poi se devo, preferisco sempre guardare il film originale.

(No, con “film originale” non mi riferisco ai video del ’94. Penso a Gremlins.)

Nel post anche la prova che la magistratura italiana è davvero corrotta.

159. Thor e Miley make a porno – Si conclude il G20 ed è un Letta entusiasta quello che si presenta davanti ai giornalisti: “Per una volta possiamo dire che l’Italia non è stata trattata come la bambina da mettere in punizione dietro la lavagna”. Dunque, chiedono i giornalisti, le vostre misure sono state approvate? Avete concluso proficue trattative? “A dire il vero non si è mai parlato di Italia, c’erano problemi più urgenti.” Letta è come una di quelle ragazzine del liceo che si eccitano sessualmente per i ragazzi che non le cagano di pezza.

158. Bomba o non bomba – Analisi della ridicola analisi del Corriere sul possibile intervento di Obama contro la Siria. In quale universo parallelo la coerenza è più importante dei sondaggi per un politico?

157. Poker di Senatori – Napolitano nomina 4 nuovi senatori a vita in chiave politica.

156. IMU opinion only – Il governo Letta toglie l’IMU eppure non lo toglie. Eh?

155. Per quest’anno non cambiare – Tre cose che in Italia non cambieranno mai e che non dovrete credere che cambieranno qualunque cosa vi promettano.

154. Monopoly e libero mercato – Sette parlamentari scrivono all’ambasciatore americano, preoccupati per la piega che sta prendendo la NUOVA EDIZIONE DEL MONOPOLY. Andiamo a vedere chi sono e, per favore, non votiamoli mai più.

153. The burned identity – In Germania si potrà scrivere sui documenti uomo, donna o neutro. Perché la cosa ha delle conseguenze per nulla ovvie.

152. Questione di culo – Il senatore Razzi dice che in Corea ci sono le strade pulite e il rispetto per le istituzioni. Gli risponde Gandalf.

151. Papa Francesco e Balotelli. Apocalittici e integrati – Le 5 domande che farà Balotelli a Papa Francesco

150. Un Governo di sfigati – Il Governo si sta dando da fare per promuovere un’azione coordinata, coerente e consapevole sul Paese. Per dimostrarlo, ieri Letta ha dichiarato: “Il Governo è molto più solido di quanto si pensi”. Contemporaneamente, in un’altra aula, il Ministro Bonino dichiarava: “Governare in questa situazione è virtualmente impossibile“. Ecco quindi stabilita la linea: il governo durerà, ma senza governare.

149. Berlusconi condannato sesso vinci un milione di euro – Il perfetto meccanismo virale. Come diffondere una notizia sul niente. E 7 cose di cui dovresti preoccuparti davvero.

148. L’impunità del male – Priebke compie 100 anni. Non è stata una bella festa. Con tutte quelle candeline gli sembrava di essere già all’inferno.

147. La Kyenge nella Repubblica delle banane – Perché la Kyenge potrebbe veicolare un messaggio razzista. Uno dei post più visti di Chi Non Muore.

146. Un tennista italiano in top ten? E che c’entra con la politica? Si inizia a parlare di Fognini come di un possibile top ten. E se ne parla come se si parlasse di politica, cioè dicendo cazzate.

145. Un’immagine vale più di mille trollate – Una foto di Repubblica presa ad esempio: perché la qualità dell’informazione non interessa più a nessuno.

144. Non c’è birra senza spina – Vince una gara di bevuta di birra e muore. Ma poteva andargli peggio. Poteva morire e arrivare secondo.

143. Razzi in Corea – La notizia è ufficiale: al senatore Antonio Razzi piacciono le prostitute orientali.

142. Diritto di Asylum (Ovvero, filosofia del film Sharknado) – Se Philip Roth guarda cose stupide, potete farlo anche voi.

141. Notizie dall’indifferenziata – Fassina: “Recupereremo i fondi per investire sui giovani dalla lotta all’evasione fiscale”. “Recupereremo i fondi dalla lotta all’evasione fiscale” is the new “Non so come sia potuto accadere, non avevo mai fatto cilecca prima!”

140. Zanonato: dalla Russia con ignoranza – Oggi parliamo di aspirapolveri e pompe. Ma stranamente non del PDL.

139. Elogio dell’invettiva (ed elegia per una seppia morta) – IL PAESE DI MERDA. Il nuovo film della Parlamento productions

138. Certo che puoi votare chi vuoi – L’analisi della situazione in Egitto, ovvero perché la democrazia formale non serve a un cazzo.

137. Altro che Ius Soli – La Croazia entra nell’Unione Europea senza che neppure i cittadini italiani lo sapessero.

136. Game of Thrones vs La seconda Repubblica – Il successo di Game of Thrones spiegato a Bersani.

135. E se il reddito di cittadinanza si potesse veramente fare? – Un articolo che oggi scriverei diverso. Comunque ho voluto confrontarmi coi numeri.

134. Praticamente non è cambiato un cazzo – Morto il Senatore a vita Colombo, cocainomane e sospetto pedofilo. Fu chiamato “padre costituente” perché il nomignolo “Papi” era già preso.

133. Politicamente scorretto – Gambizzato il capo degli ultras della Lazio a due passi da casa mia. Ops, scusate, non volevo dire “passi”. (Il capo degli ultras della Lazio, Toffolo, era già stato gambizzato sei anni fa, ma ora la sentenza è stata confermata in appello.)

132. Senza passare dal via – Gasparri: “Se Berlusconi verrà condannato, i deputati del Pdl si dimetteranno in massa.” Ma nemmeno la storia del fascismo e dei deputati sull’Aventino conosce?

131. Ma che IVA in mona! – Cosa succederebbe se vendessimo l’Italia al PSG? (Inculsa una breve spiegazione di perché l’IVA è una tassa particolarmente stronza.)

130. Milano, Illinois – Raduno neonazista a Milano. Io non sono potuto andare, ero impegnato a non dimenticare.

129. L’IMU e il pendolo – L’IMU può essere il classico male a fin di bene. Che come insegnano i film, finisce per corrompere.

128. Gli astenuti sono persone come noi – Più del 50% dei cittadini non ha votato alle amministrative. E ci sono partiti che hanno il coraggio di gridare vittoria.

127. Credevo fosse amore, invece era interesse – Nicole Minetti dichiara in tribunale di aver provato per Berlusconi “Un sentimento di amore vero”. E mi vengono in mente tre storie d’amore simili a quella tra lei e il Cavaliere.

126. Le riforme che verranno – WOW abbiamo 35 saggi! E che proporranno mai? Surreali proposte che potrebbero emergere.

125. Il femminicidio che c’è e quello che non c’è – L’Italia è uno dei Paesi al mondo con MENO donne uccise dal partner. Allora perché leggendo i giornali pare che sia vero il contrario?

124. Il diritto a darsi un bacio – La protesta del bacio in Turchia, un pazzo che mi scrive su twitter e una posizione non convenzionale sui matrimoni tra omosessuali. Ho detto tra omosessuali? No, sui matrimoni e basta.

123. Capaci, 21 anni e non mostrarli – Se non ci pensasse la mafia a organizzare le fiaccolate in favore di Falcone…

122. Volevano davvero eliminare Grillo? – Grillo: “Noi del M5S siamo persone che si abbracciano.” Be’ anche quelli del PDL. Che poi non trovi più il portafogli è un altro discorso. (E un’analisi del disegno Zanda sulla riforma del finanziamento pubblico ai partiti.)

121. L’unto del signore e l’adultera – USA: Colonnello a capo della squadra antistupro arrestato per aver stuprato una donna. “Volevo imparare a pensare come loro.”

120. All’armi siam bambini – Perché i bambini uccidono? E gli elettori? A mio avviso, da leggere.

119. Saviano, umano – La storia di come Saviano venne scoperto a sparare cazzate.

118. Battute che non potrei dire in TV – Roma. Migliaia di multe cancellate a politici e alti funzionari. Però i vigili urbani hanno ridotto del 99% la spesa di carta igienica.

117. Chi condanna Berlusconi? – Alcune cose sul processo a Berlusconi che non leggerete facilmente sui giornali. E dette da un feroce antiberlusconiano.

116. Chi Non Muore è morto – Andreotti non è morto, è solo andato all’inferno a baciare Belzebù. (Interrogato, non conferma né smentisce.)

115. Il 5 Maggio 2013 – E se quella poesia l’avesse scritta Bruce Lee?

114. Canta che ti passa – C’è un target per qualsiasi cosa vi possiate immaginare. Non sapete dov’è, magari non è facile trovarlo, ma c’è. Per esempio, per la Biancofiore che fa in radio a cantare l’inno del PDL con la sua cagnetta.

113. L’Italia ha i complessi – Perché l’Italia ce la può fare, ma non ce la sta facendo. Articolo ancora attualissimo.

112. Gran dottori – Il post più visto di sempre di Chi Non Muore. La vera storia del fu Ministro Zanonato e in senso lato di tutta l’Italia.

111. Il sonno della politica genera mostri – Uomo spara contro Palazzo Chigi ferendo gravemente due carabinieri. L’identikit dell’attentatore: italiano, incensurato, vestito bene e con lo stesso livello scolare del nostro Ministri per lo Sviluppo Economico.

110. Fate spazio – Berlusconi in Texas per festeggiare Bush. Ed è molto frustrato perché la moglie di Obama non capisce la battuta: “Dallas non è una città, è un consiglio.”

109. Dialoghi stralunati, PARTE PRIMA – “Ciao, sono un orgasmo” “Piacere!” “Allora ci conoscevamo già.”

108. Chi ha paura di Robin Hood – Vendola: “Forze potenti impediscono al Paese la svolta a sinistra.” Per esempio, la sinistra.

O l’infida matita degli elettori, arcinemica del popolo sovrano.

107. Hokuto Republic – Che io non voglio dire che Napolitano sia vecchio. Ma ha gli stessi anni che aveva la Thatcher due settimane fa.

106. A modest proposal – Che succederebbe se facessimo Presidente della Repubblica Berlusconi?

105. Cui Prodi – A tutti quelli che credono che la maggioranza abbia tendenzialmente ragione, vorrei solo ricordare che nel 1915 Charlie Chaplin si presentò sotto falso nome ad un concorso per sosia di Charlie Chaplin. Arrivò terzo.

104. Rodo Tànto – Franco Marini candidato ufficiale del PD alla Presidenza della Repubblica. Se bastava un anziano cattolico con problemi con la giustizia, allora andava bene anche Michele Misseri.

103. Batman e i rotolini di ciccia – Le immagini dei supereroi italiani. Li trovo un po’ ridicoli, ma tifo per loro.

102. Il re dei castelli in aria non fa piovere soldi – Vi racconto la storia di uno che vuol comprare la vostra casa, ma non vi dice se ha i soldi per farlo.

101. Fasciche? – Si può criticare il Movimento 5 Stelle, ma definirlo fascista mi pare una cazzata. Scritto al tempo delle elezioni del Presidente della Repubblica.

100. Chi ben comincia – I miei primi 100 numeri. E nel numero la grande segreto di Bersani, il pena di Hulk e i profilattici al gusto di pancetta.

 

 

 

194. Politica e wrestling

Hulk Hogan Randy Savage Andre The Giant Ultimate Warriror

La politica ha moltissimo in comune col wrestling. Per esempio, sono entrambi finti.

Come nel wrestling, i politici leggono per lo più discorsi scritti da altri e spesso odiano cordialmente quello che sul ring è il loro alleato o sono amici di quello a cui danno mazzate davanti a 20.000 persone.

Nel wrestling i lottatori non devono saper davvero combattere, ma devono sviluppare un’arte specifica che consiste nel creare dei finti combattimenti molto appassionanti. Allo stesso modo metà dei politici non ha idea di cosa sta votando, non ne capisce le implicazioni né punto né poco. Ma del resto si rivolge a cittadini che ne capiscono meno di lui. Se Dio vuole, nel migliore dei casi, ci sono dei tecnici di partito che non vanno completamente a caso.

Ma soprattutto, abbiamo constatato questa settimana, sia i wrestler che i politici si menano. Schiaffi, spintoni, insulti (ci si potrebbe scrivere un libro su come i wrestler si insultano per attirare a sé il pubblico, se sono buoni, o contro di sé se sono cattivi).

(Una tecnica che usano quelli che devono riuscire a farsi odiare è affermare quello che il pubblico sa essere falso, tipo “ho vinto senza alcun aiuto” o “aboliremo le province”.)

(Letta oggi: “La crisi è finita in Italia e in Europa”. Dove per crisi intende “pazienza”.)

Sia il wrestling che la politica accettano delle convenzioni non scritte. Per esempio: in politica gli accordi si fanno sottobanco, perché nessuno deve mostrare pubblicamente di essere costretto a cedere. Si rispettano determinate forme del gioco democratico, senza le quali l’intera baracca salta. Nel wrestling, si accetta che qualunque tipo di problema personale (ovviamente finto, si tratta di attori) tra due personaggi possa essere risolto prendendosi a mazzate.

Il wrestling ha successo ed è seguito da milioni di persone perché, come osservava Roland Barthes, non un cretino, dentro di noi c’è una parte scimmiesca, animale, che vorrebbe risolvere le cose così. Che se uno ci frega la ragazza o il portafogli o dice cose che ci paiono palesemente cazzate vorrebbe zittirlo con un pugno in testa alla Hulk Hogan. Per fortuna questo istinto viene sublimato attraverso le regole del vivere civile, ma negare che esista, e sia pronto a tornare a galla in condizioni di stress, significa non conoscere il materiale (l’uomo) di cui la politica tratta.

Qui torniamo ai fatti incresciosi della settimana. La coalizione di governo ha approvato una norma vergognosa e in modo vergognoso. I parlamentari del M5S hanno fatto una giusta, sacrosanta opposizione, per lo più senza capirne i motivi, visto che Grillo nel blog ha scritto cose molto inesatte (tipo: Bankitalia deve restare pubblica, che c’entra come i cavoli a merenda). Quello che hanno percepito, però, è che era tutto inutile, che dietro le forme democratiche il Governo stava comportandosi come il ladro che ti frega il portafogli mentre sei distratto, e hanno reagito tirando, metaforicamente, un pugno al ladro.

Lasciamo poi perdere il gesto di Dambruoso, tecnicamente autorizzato a usare anche la coercizione fisica nel suo ruolo. Il fatto è che qui si scontrano due tifoserie contrapposte e, per questo, il clima è insopportabile. I tifosi della forma e del rispetto delle opinioni anche quando sono in chiara malafede hanno le loro ragioni; gli esasperati dal latrocinio di Stato ne hanno altre. Ovviamente hanno anche i loro torti: in malafede gli uni, ciecamente attaccati al blog di Grillo e convinti di essere sempre nel giusto i secondi.

Scrivo questo pezzo sapendo di irritare sia gli uni che gli altri. Il fatto è che per condurre una federazione di wrestling bisogna non essere tifosi. Non puoi affezionarti troppo a un atleta e farlo vincere anche se è fuori forma e il tuo pubblico vuole dell’altro. Allo stesso modo un bravo cittadino non dovrebbe tifare un partito qualunque cosa accada, credendo sia sempre nel giusto, ma fare le sue valutazioni ad ogni singola elezione. Solo in questo modo i politici saranno stimolati a fare le scelte migliori.

Ricordo che potete mettere il like alla pagina Facebook di Chi Non Muore, oltre che clickando sul link a lato, anche QUI. E che è un bel modo per supportare chi scrive.

183. Analisi del Forcone

Chinonmuore prosciutto “Capisci di essere davvero famoso il giorno in cui scopri di essere diventato un personaggio dei fumetti”. (Nelson Mandela)

Be’, quello sopra sono io.

Ringrazio @Lybreria che me lo ha fatto. E ora ne immagino un altro in cui io, con la stessa faccia da cazzone disinteressato che ho nelle vignetta sopra, dico questa frase:

A Catania son comparsi volantini con scritto: “VIVA LA MAFIA! VIVA I FORCONI” Evvai che alle prossime elezioni in Sicilia vince il cambiamento!

Eppure sarebbe sbagliato liquidare il movimento con una battuta amara. E quindi, ecco questo post. In questi giorni in Italia pare che ci sia un casino per colpa della manifestazione dei Forconi. Dico pare perché alcuni sembrano imprecare ogni tre secondi per i disagi (il cosiddetto movimento dei Porconi), laddove altri minimizzano, paiono non accorgersene o addirittura additano la manifestazione a esempio di civiltà. La situazione non è facile da analizzare, ma proviamoci.

1) La protesta, prima che legittima o illegittima, fascista o non fascista, di destra o di sinistra, era prevedibile. Sono anni che diciamo che prima o poi la gente si incazzerà e ora si sta incazzando sul serio. La gente incazzata, soprattutto se ha paura di perdere la casa, il lavoro o il cibo, se la prende con chi ha il potere e non ragiona troppo per il sottile. Rifiutare questo è come rifiutare la legge di gravità.

2) Come si può evincere dal punto 1), la rabbia e la necessità di scendere in piazza precedono l’analisi politica del momento e la formulazione delle richieste. Si trovano fianco a fianco, in Veneto: grillini, estremisti di sinistra, ultranazionalisti di forza nuova, indipendentisti veneti, camionisti siciliani con possibili agganci mafiosi, allevatori disperati e un ex spogliarellista dei Centocelle Dream Men. (Tira più un pelo di figa che un carro di buoi, ma pure un depilato che muove molti camion a quanto pare dice la sua.)

Situazione simile a Torino e Roma, addirittura con gli ultras delle squadre nemiche che, anziché menarsi tra di loro, organizzano le sassaiole assieme.

3) In questi casi, storicamente, si cerca di buttare giù un potere ostile o almeno di metterlo in condizioni di inferiorità per costringerlo poi a trattare. Alle trattative cercano in seguito di sedersi quante più persone possibili sperando di grattar via qualcosa. Se dovessero accordarsi prima, si dividerebbero e ciao ciao lotta al potere.

4) Essendo la composizione così eterogenea, è ovvio che si possano trovare immagini in grado di indignare una parte e commuoverne un’altra, generando confusione. Lo stesso Beppe Grillo è stato duramente contestato dai manifestanti in alcuni video, nonostante la componente grillina sia certamente consistente.

5) Liquidare una manifestazione di migliaia di persone perché quattro stronzetti hanno minacciato una libreria dicendo “bruciamo i libri” è francamente sciocco. Anzi, è figlio di quella stessa voglia di rifiutare la complessità delle situazioni che porta la gente a bruciare i libri.

6) Gravissimo comunque che si siano minacciati i commercianti. Purtroppo veniamo da 50 anni in cui i calci in culo ai crumiri erano tolleratissimi e i picchetti e i blocchi stradali all’ordine del giorno. Sono certo che agli occhi di molti che gridano allo scandalo per i treni bloccati, se a manifestare ci fosse anche la CGiL tutto ciò apparirebbe normale e giusto o, se non giusto, almeno già visto.

7) Personalmente trovo che le proteste dovrebbero sempre essere consentite, ma blocchi al traffico e picchetti mai. Gli scioperi dovrebbero servire a contarsi, non a scassare il cazzo a chi non si è unito a te. Men che meno i blocchi di strade coi camion. Che lasciano pure intendere che il voto di chi possiede un camion conti più del mio, visto che è in grado di causare un danno maggiore. Allora se autorizziamo che si costituisca questo potere nelle mani della lobby di chi possiede un camion, perché non nelle mani della lobby di chi possiede una pistola?

(La lobby dei camionisti illuminati. Praticamente dei faretti.)

8) A questo proposito, si affannano tutti a dimostrare che i poliziotti, togliendosi il casco, hanno o non hanno di fatto aderito alla manifestazione. Certamente un momento emozionante…

 

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ma non capisco come possa preludere a qualcosa di buono, a meno che non sia stato un modo da parte dei poliziotti per calmare gli animi agitati. Altrimenti, che deve voler dire? Su twitter ho visto diverse persone inneggiare a un colpo di stato militare. Tranquilli che poi avrete la perfetta trasparenza modello Ustica. Altro che conferenze in streaming. (L’astronauta Parmitano in visita da Napolitano. E dopo dovrà spiegare ai Forconi perché, mentre era nello spazio, non si è tolto il casco.)

9) Grillo che scrive la lettera ai poliziotti incitandoli ad abbandonare le scorte dei politici e la difesa dei palazzi governativi ha fatto una mossa incendiaria. Non tanto perché davvero creda che i poliziotti possano seguirlo (e se del caso, Grillo pensa davvero che una rivolta della polizia e dell’esercito poi lascerebbe lo Stato in mano a lui e ai suoi neodeputati? Chi lo crede può smettere di leggere con la prossima immagine)

ma perché ha commesso un plateale reato, o almeno un gesto che certamente qualche solerte PM potrebbe perseguire accendendo ancor di più gli animi. Non so che augurarmi, tra un ulteriore strappo alla legalità e l’ulteriore benzina sul fuoco che potrebbe arrivare da una condanna.

10) Dunque la protesta è uguale nei mezzi a mille altre. E quindi ci si può lamentare dei mezzi, sassaiole e blocchi inclusi, solo se si dirà che d’ora in poi quei mezzi non saranno più tollerati. E capisco che i Forconi non vogliano accettare lezioni di protesta civile da chi ha dedicato un’aula al Parlamento a Carlo Giuliani, visto che in questi giorni non ho visto nessuno assalire i poliziotti con degli estintori. Sono mezzi sbagliati, ma che sono sempre stati giustificati. Mi irrito con i doppiopesisti scandalizzati, ma ben venga che si vada oltre. Mi piace mettere in luce le ambiguità umane.

11) Mi trovo, come spesso accade, a sembrare favorevole ai Forconi con chi li addita come una massa di pericolosi fascisti, come se io non conoscessi tanta brava gente che è lì a manifestare, e critico spietato dei Forconi a quelli che mi scrivono TUTTI A CASA !1!1! NOI SIAMO IL POPOLO !1!1!!! come se queste espressioni significassero qualcosa (e anzi, “noi siamo il popolo è un’espressione storicamente propria del nazismo”. Se noi siamo il popolo, voi che non la pensate come noi non siete popolo e non avete diritto di cittadinanza politica).

12) Concludo. Due anni fa, con Monti, i nostri politici e le lobby che li sorreggono ebbero la possibilità di smantellare alcuni privilegi per diminuire la crescente indignazione popolare. Bloccarono ogni riforma e il M5S prese oltre il 20%. Nacque un governo di larghe intese con lo stesso scopo e non ha ancora fatto niente e siamo ai forconi in piazza. Scrissi un anno fa che l’unico investimento sicuro in Italia sarebbe stato aprire una fabbrica di forconi. La sensazione è che i tempi si facciano sempre più stretti. Renzi furbamente lo ha capito e preme per una rapida legge elettorale, anche perché consapevole che per le riforme costituzionali ci vuole tempo e che qualcosa alla gente bisogna darlo in fretta. Un po’ meno sul pezzo, per una volta, Berlusconi. Ha lanciato il sito ForzaDudù. (Ma bisogna capirlo, ora che è interdetto gli serve un candidato premier.) (No, ha lanciato veramente ForzaDudù, non è una battuta.)

Ma consoliamoci pensando a chi sta peggio di noi.

Corea del Nord: per consolidarsi al potere e mostrare al mondo che non è una tigre di carta, Kim Jong-Un ha fucilato lo zio. Sono servite bombe atomiche piccolissime.

Ricordo che sulla destra c’è il plug in per mettere un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore e che è un bel modo per supportare chi scrive.

180. Che due (decadi di) palle

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Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo.

Per chi dovesse leggere questo post in futuro, o per quelli appena scesi su questo blog dal pianeta Mercurio, oggi, 27 novembre 2013, Berlusconi è stato dichiarato decaduto.  Dopo quasi 20 anni non è più né parlamentare, né membro del governo.

Quindi. Chissà come cambierà la vita di quelli che domani si accorgeranno che non cambia un cazzo. A parte le pubblicità dei succhi di frutta danesi, grazie al cielo.

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La cosa divertente è che i suoi l’han presa bene.

La Carfagna: “In senato l’odore malevolo della mandorle amare”. Cazzi, si dice cazzi amari. L’odore dovrebbe conoscerlo.

Bondi: “Dovrete vergognarvi davanti ai vostri figli”. Non ha colto la poesia del momento.

Casini: “Non possiamo liquidare la storia di 20 anni come un evento criminale”. Facciamo 150.

Giovanardi: “La pagina più brutta della storia di questo Paese”. Poi gli han spiegato che “inculare Berlusconi” era metaforico e si è tranquillizzato.

(Berlusconi decade, l’uranio decade e gli zigomi della Santanchè stanno ancora sù.)

E pure fuori. Gente che cerca di DARSI FUOCO. Un fedele che si spoglia nudo e chiede a Berlusconi di mantenerlo. Cartelloni rimossi dalla polizia che diventano un caso (qui bisogna essere onesti: in anni di manifestazioni in tv ho visto cartelloni ben più indegni di quello con scritto “colpo di stato” non venire toccati). Donne listate a lutto.

Il Giornale durante il pomeriggio titolava sobriamente “Caccia ai berlusconiani”, come se d’improvviso da Palazzo Madama avessero sguinzagliato i doberman sulla folla inerme.

Titolo dopo la decadenza: “è morta la libertà”, in diverse lingue, incluso il giapponese. I numerosi lettori giapponesi de Il Giornale ringraziano per la notizia. Poi chiedono chi sia sto Beluconi.

(Domani potete telefonare alla redazione de Il Giornale per chiedere loro che significano davvero i vostri tatuaggi.)

(Sì, la risposta vi spiegherà perché quella volta un giapponese vi ha infilato 50 euro tra le tette.)

Di segno opposto, ma altrettanto sobrio, il Fatto quotidiano: “Espulso il pregiudicato”. (Espulso? Sono stati i cartellini rossi comunisti?)

Anche Berlusconi era affranto. Si sarebbe tirato su se avesse realizzato quante donne si sono masturbate guardandolo decadere.

Ma se guardiamo ai fatti, trovo che tutta la vicenda sia grandemente fraintesa.

Ci sono diverse ragioni per cui non è che ci sia molto da gioire e, in un certo senso, nemmeno da parte grillina.

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1) Berlusconi decade. Bene, ma era più un simbolo che altro. Proprio Grillo ha mostrato a tutti che per certi versi fare politica fuori del Parlamento può essere pure conveniente.

2) Berlusconi è stato l’espressione di una certa classe dirigente. Finché quella classe dirigente c’è, esprimerà anche un leader, magari meno pirotecnico di Berlusconi, ma non certo migliore.

3) Berlusconi è stato sicuramente un pessimo Presidente del Consiglio e una persona poco limpida, ma i processi contro di lui sono stati tutti gestiti in modo discutibile. Una delle tante mosse compiute dai giudici per condannare Berlusconi forzando la legge potete leggerla QUI, ma non è certo l’unica. Possiamo essere contenti di essercelo tolto di torno, forse, ma ora vorrei anche la testa di chi ha fatto cadere la sua, giusto per essere sicuro che prima o poi il Presidente del Consiglio ce lo potremo scegliere.

Personalmente sono contento della decadenza di Berlusconi solo perché il contrario sarebbe stato intollerabile. Per quanto sospetti siano i processi che gli hanno fatto, non si può pretendere che i cittadini sottostiano alle leggi se non vi sottostanno i senatori. Quindi che se ne vada a pedate nel culo.

Quando ho iniziato a scrivere questo post, pensavo di fare un’analisi molto più dettagliata della situazione politica e degli effetti che avrà la decadenza di Berlusconi. Ci ho ripensato strada facendo perché credo che ripeterei cose già dette diverse volte. Le cose che bisogna ricostruire ora sono le stesse che bisognava ricostruire ieri: partiti non sclerotizzati, aperti a dinamiche interne, leader che cambino senza che ciò diventi una dramma sanguinolento, cittadini disposti a cambiare voto a seconda delle facce e dei programmi e non fidelizzati a vita perché tutti gli altri sono il demonio. Smantellamento dell’abnorme pubblica amministrazione, riforma della giustizia civile e penale, abolizione del bicameralismo. Direi anche presidenzialismo, se non altro per avere i limiti di mandato e impedire che le stesse due-tre persone si alternino al governo per vent’anni.

Ma poi penso anche che c’è tanta gente che esulta. Gente felice che stappa lo spumante. E per fare tutte queste cose l’Italia ha bisogno di entusiasmo e voglia di crederci. Se la decadenza di Berlusconi vi motiva, che siate di destra law and order (laddove Berlusconi è stato senza legge e disordine), di sinistra, grillini o liberali, siate felici e motivati.

E intanto che ascoltate, se volete, mettete un like alla pagina Facebook di Chi Non Muore, che è un bel modo per supportare chi scrive.

178. Il Sixpack spiegato a Duke Nukem

AY4VVS1384726059Ci sono momenti in cui ci credo, al futuro dell’Italia* e altri momenti in cui ci credo un po’ meno.

Quando ci credo, vado a dire in giro a tutti di darsi da fare. Li prego di studiare sodo e mantenersi informati, perché ci aspettano tempi duri. Dovremo riparare tutti i danni fatti da una classe politica cialtrona, disonesta e incompetente che a quel punto mangerà omogeneizzati al tartufo in pensionati pagati da noi.

Quando non ci credo penso che i grafici di economia sono chiari e utili, che una norma giuridica sintetica ed efficace produce un piacevole senso di affidabilità, che fare corpo nei momenti di crisi è un istinto naturale dell’uomo. Che tutte queste cose sono belle, ma che immaginando il futuro dell’Italia mi vedo sudato, con la barba sfatta, il viso impiastricciato di fango e grasso da motore, un mitra a tracolla. Mi vedo ad assalire all’arma bianca una bufala allo stato brado, da qualche parte della Campania. Lordarmi di sangue dopo averla fatta a pezzi a col mio coltellaccio da venticinque centimetri per poi urlare selvaggio il mio diritto, in quanto procacciatore di cibo, ad accoppiarmi con la femmina migliore. Vedo tatuarmi “CHI NON MUORE” con ferri roventi sulla coscia. Ora indosso giacca e cravatta e faccio un lavoro che implica di saper parlare almeno tre lingue, ma tutto questo in futuro potrebbe non servire a molto.

Siamo in uno di quei momenti in cui bisognerebbe lanciare una monetina per decidere se studiare tanto o imparare a usare un fucile a pompa.

Intanto vi racconto cos’è il sixpack. Usando le parole semplici semplici che userei per non fare incazzare Duke Nukem. Sputate a terra il vostro sigaro e leggete. Contate 250 parole da ora, prima di sparare.

Come qualcuno saprà, i Paesi aderenti all’Euro hanno firmato il cosiddetto sixpack. Il concetto è che è molto difficile creare strutture comuni, soprattutto finanziarie, tra paesi con economie molto diverse. Soprattutto tra paesi con un debito assurdo e altri senza questo problema. Si tratta di un’osservazione che fecero tutti gli europei quando l’Europa si allargò a 27, ma gli europei non sono l’Europa e a ste cose ci arrivano prima.

Per creare i presupposti delle suddette strutture comuni, tutti i paesi indebitati fino al collo si sono impegnati a ridurre il deficit e il debito. Facendola breve: devono accumulare surplus finanziario, ovvero mettere in cassa più soldi di quelli che poi daranno ai cittadini in termini di servizi. Fino al 2028. Per l’Italia è previsto un surplus finanziario del 5%, e non vado a calcolarmi a quanto corrisponde perché mi sto allenando a scrivere mentre pulisco il caricatore del mio fucile Remington 870. Leggo di stime di 40 miliardi all’anno. Molto più di quello che tutti assieme potremo razziare con arco e frecce quando tutto sarà crollato. Inutile dire che sono previste tante brutte cose per i Paesi che non operano secondo i patti.

Alla fine del gioco Duke Nukem caga nella testa del mostro, ma noi, se avremo questa soddisfazione, l’avremo tra quindici anni, col tasso di crescita attuale. Forse ci conviene comprare un cesso altrove.

E questa, che può sembrare una cattiva notizia, in un certo senso non lo è. Vuole anche dire che l’Europa ci crede ancora. Draghi, per consentire ai paesi più sfigati (come l’Italia) di raggiungere l’obiettivo anche in presenza di una crescita orribile, ha tagliato i tassi. Ci stanno provando davvero, nonostante tutti i segni nefasti. Sono convinti che la storia finirà come per l’unificazione delle due Germanie. Che finiranno con le economie che lentamente si faranno simili. Tutto quello che ho detto non è un segreto, né una notizia. C’è chi ci crede. La cattiva notizia è un’altra e me la tengo per il prossimo numero. Tenete a mente, per allora, quella cifra di 40 miliardi all’anno.

In esclusiva, intanto, una foto del Presidente del Consiglio dell’Italia nel 2028, secondo le più avvedute proiezioni.

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* O dei territori che compongono l’Italia, se le spinte autonomiste di Alto Adige, Veneto, Val d’Aosta, Sicilia e Sardegna dovessero mai condurre a qualcosa.

130. Milano, Illinois.

paperino mein kampfRaduno neonazista a Milano. Io non sono potuto andare, ero impegnato a non dimenticare.

Raduno neonazista a Milano. Antisemitismo, statalismo, inni a Hitler. Un concentramento di idiozia.

Raduno neonazista a Milano. Nell’ambito dei festeggiamenti per il gemellaggio con l’Illinois.

Raduno neonazista a Milano per festeggiare il compleanno di Hitler. E in Turchia i poliziotti sparano con l’idrante a un disabile in carrozzina. Protesta Erdogan: “Per contare come candelina dovevate prima accenderlo.”

Ok, questa protesta in Turchia deve finire. Date ai poliziotti turchi il permesso di venire anche loro a Milano, basta che la smettano.

Mi viene il voltastomaco a parlarne. Prima o poi riusciremo a sdrammatizzare con delle barzellette, come abbiamo fatto con le barzellette sui nazisti. Ne sta già studiando qualcuna il testimone di nozze della figlia di Erdogan, Silvio Berlusconi.

IL PAPA AMMETTE: “Esiste una lobby gay in Vaticano.” E trama all’ombra dell’osteria numero uno.

(Una lobby gay in Vaticano! Sconvolgente! E chissà quanti preti nascosti nel mondo della moda.)

‘Sta storia della lobby gay in Vaticano è tutto un casino montato sul niente. Il Papa aveva detto “HOBBY”.

Il Papa vuole mettere in riga la lobby gay presente in Vaticano, ma non ci riesce perché loro vogliono fare il trenino.

Il Papa: “San Pietro non aveva un conto in banca.” Non aveva un lobby gay a garantire per lui.

Dio ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza e ora il mondo è pieno di gente che ti dice come vivere la tua vita.

Marino non va al #GayPride. Per spegnere le polemiche toglierà il sellino alla bicicletta.

Italiani incontentabili. Marino assalito dalle polemiche perché, in un momento difficile per la nazione e la città che amministra, non va a ballare in perizoma di pelle con gente vestita da pornosuora. E il povero Berlusconi è stato oggetto di polemiche per averlo fatto.

(A proposito di Berlusconi: secondo inquietanti indiscrezioni, chiese ai servizi segreti di eliminare il Rais. Ci andarono così vicino che da un po’ in TV non si vede Platinette.)

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Machismo. Il rapper Gunplay esalta la sua virilità tatuandosi la cintura di campione del mondo di wrestling. Una disciplina in cui vinci stando sopra per 3 secondi.

3 secondi di durata! Il rapper Gunplay dev’essere del Movimento 5 Stelle!

Sport. L’allenatore francese Rudi Garcìa firma con la Roma e la fidanzata subito lo lascia. Proprio potente questa lobby gay in Vaticano.

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