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168. Un vaso di nutella col mio nome

fidatevi italianiLetta: “L’Italia è indietro con l’agenda digitallle.” Le due “L” in più sono un errore dello stenografo.

Letta: “L’Italia è indietro con l’agenda digitale.” Con ciò intendendo che Zanonato non riesce a scaricare l’antivirus.

Per Fassina le agendine della banca vanno bene lo stesso.

(Fassina crede nelle nuove tecnologie. Lui è uno che ha bisogno del correttore automatico anche quando pensa.)

Ma il fatto è che questo Governo ci è nato, in ritardo. Ho sostenuto fino a poco fa che far cadere il governo adesso fosse folle, ma l’ultima, annunciata legge di stabilità ha modificato i parametri. Le larghe intese dovrebbero avere come scopo di imprimere un’azione profonda nello stato, su pochi punti condivisi, confidando in una larga maggioranza parlamentare. Se devono condurre a una sostanziale paralisi non hanno senso. Non mi metto nemmeno a fare un’analisi dettagliata degli interventi annunciati, che verranno pure probabilmente annacquati e stravolti in parlamento. Tutti i commenti sono unanimemente negativi. Ne faccio proprio una questione di rapporto Stato-Cittadino. Anche in carenza di fondi alcune cose si possono fare. Eliminare la burocrazia, per esempio. Questo comporta una riduzione dei costi e libera risorse dei cittadini. Per esempio la vendita di immobili. Non attraverso Invimit, la nuova, ennesima costruzione dello Stato per vendere gli immobili inutilizzati, il cui Amministratore Delegato è il fu capo gabinetto di Tremonti, memore della bella esperienza di Patrimonio S.p.a. Bisognerebbe fare una gara tramite un fondo privato che venda al miglior offerente, invece se va bene venderemo tramite amici ad amici di amici. Si potrebbero nazionalizzare le droghe leggere. Liberi immediatamente risorse della polizia (che tanto questa battaglia la sta perdendo, visto che acquistare una canna è facile per chiunque), sottrai risorse alla mafia e alla camorra, guadagni miliardi in tasse.

Ma quello che sta accadendo è che ci stanno spezzando la schiena. Con le tasse, con le bugie, con il non cambiare nulla, col farci sentire rassegnati. Salviamo Alitalia. Diamo incentivi ai gestori di slot-machines. Sappiamo tutti che queste cose sono sbagliate, nessuno è così coglione da non capirlo. Ma non possiamo fare niente, organizzare un partito da zero è un casino. Sanno che la gente diventerà davvero violenta solo quando non avrà più da mangiare e sperano che ciò non accadrà per qualche favorevole congiuntura internazionale che farà un po’ ripartire l’economia. Intanto prendono i soldi dove ci sono. Dove non si può scappare. Io ho svolto un lavoro di tre anni per una pubblica amministrazione. Ora, per certificarmi il lavoro già svolto, mi chiedono 150 euro mai pattutiti. Ma che servizio ho avuto, io, in cambio di quei 150 euro? Che giustificazione hanno? Loro il lavoro lo hanno avuto, a me il certificato serve. Se lo fa un privato, si chiama estorsione.

Non siamo più alla politica spendacciona. Siamo più a livello del Valvassore medievale che, avendo contratto debiti col Vassallo, spreme i servi della gleba fintanto che può e intanto fa la vita da castello.

Grazie a Dio è una cifra che posso permettermi, ma mi ha fatto sentire frustrato. Avevo voglia di antidepressivi, di cioccolato, e per questo mi sono ordinato un vaso di nutella personalizzato col nome sopra. Ma siccome non voglio dimenticare con chi sono arrabbiato, perché sono arrabbiato, sul vaso di nutella ho fatto scrivere: SUDDITO.

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160. Il videomessaggio, la magistratura italiana e le soluzioni all’italiana

Berlusconi the ringMa davvero qualcuno ha preferito guardare il videomessaggio di Berlusconi anziché una puntata di The Big Bang Theory?

Io non l’ho voluto vedere. Ci ho pensato e francamente mi è parsa la cosa migliore. Che poi se devo, preferisco sempre guardare il film originale.

(No, con “film originale” non mi riferisco ai video del ’94. Penso a Gremlins.)

Berlusconi è apparso provato, mi dicono. Aveva appena fatto in tempo a nascondere l’ascia con cui gira i filmini per Mistero.

Berlusconi dichiara che non ci saranno conseguenze per il Governo. Però ora che ha visto il videomessaggio, Letta attende la bambina di The Ring.

Comunque ci sono sempre i giudici dietro tutto. 17 settembre: un giudice svedese stabilisce che non è reato masturbarsi in pubblico. 18 settembre: Berlusconi diffonde il suo videomessaggio. Lo vedete il collegamento?

La MAGISTRATURA. Ok. Ragioniamoci un secondo. Esiste una magistratura corrotta? Certo. Sicuro come il pane. Sicuro come le tette in Game of Thrones. Non solo perché recentemente hanno scoperto diversi giudici con le mani in pasta, ma semplicemente perché, in un Paese con un altissimo tasso di corruzione come il nostro, non vedo come si possa ipotizzare che un gruppo di immenso potere come la magistratura possa essere esente dal problema. Sono selezionati con i nostri discutibili concorsi pubblici, non scelti uno a uno dal Santo Graal. Ci sarà gente onesta e gente meno, il problema è chi controlla i disonesti e come. Esiste una magistratura “politicizzata”? Probabile. Fino a qualche decennio fa il fatto era dato assolutamente per scontato, soprattutto nei film e nella cultura “di sinistra” che accusavano la magistratura di essere “di destra” e connivente con la DC. Passato il tempo, tale polemica si è smorzata. Conoscendo come venivano risolti questi problemi nella Prima Repubblica, è legittimo pensare a una qualche forma di lottizzazione. Quindi realisticamente una fetta più o meno ampia dei magistrati con almeno vent’anni di anzianità è riconducibile ai vecchi socialisti, al vecchio PCI o alla vecchia DC.

Ecco tre tipici magistrati con buona anzianità di carriera:

magistrato craxi

 

 

magistrato stalin 2magistrato andreottiSu ciò che è avvenuto negli ultimi 20 anni non mi esprimo, che non sono ancora emigrato. Del resto che esistano correnti delle magistratura identificate sostanzialmente in base alla fede politica è noto, benché io lo trovi aberrante. Ai tempi di mio nonno era considerato assolutamente inopportuno che un magistrato esprimesse pubblicamente posizioni politiche, non parliamo poi di candidarsi. Detto ciò, il fatto che magari esista una parte di magistratura corrotta e/o politicizzata è un buon motivo per ascoltare il messaggio di Berlusconi? Ma neanche per il cazz… ehm, volevo dire, non credo proprio. Qualunque cosa si pensi di Berlusconi, anche i suoi più fedeli accoliti non potranno negare che si è circondato di incompetenti e criminali per attingere a specifici bacini di voti. Non ha voluto certo creare un gruppo di competenti giuristi ed economisti liberali, preferendo circondarsi di commensali arrivisti e volgari. Ha trasformato i problemi della magistratura in problemi suoi personali, come ora sta trasformando il problema della sua decadenza in problema di tutto il Parlamento. Sembra uno di quei bambini ancora troppo piccoli per distinguere tra ciò che è suo e ciò che è degli altri. In un certo senso, se dovessimo prendere sul serio quanto detto da Berlusconi negli ultimi anni, la soluzione dovrebbe essere: “Sfanculiamo Berlusconi, mettiamo avanti nuovi leader che combattano questa battaglia un pochino meglio”.

Il fatto è che il problema della magistratura in Italia si pone tutto su un altro piano. Non è tanto il fatto che esistano alcuni magistrati corrotti o che le idee politiche dei magistrati possano influenzarne le decisioni o minarne la credibilità, quanto il fatto che tutta la divisione dei poteri è così lineare che sembra disegnata da Pollock.

Pollock

L’ex direttore di Liberazione, Pietro Sansonetti, non proprio uomo vicino alla destra, è arrivato ad ammettere che la magistratura ha preso il controllo dell’Italia e altera il senso delle leggi e blocca quelle che non le vanno a genio. O meglio, ogni giudice applica e disapplica quello che gli pare, rendendo molti processi, se il giudice non è coscienzioso, un terno al lotto. Ora col caso Ilva siamo arrivati a mosse talmente deliranti che possono davvero mettere in ginocchio una nazione. Gli interventi a spada tratta che pochi magistrati stanno facendo contro l’Ilva e la famiglia Riva stanno creando pericolosissimi precedenti. Tanto per cominciare: il sequestro Ilva era stato stimato in 950 milioni di euro. Ora: provate a pensare a un ministro che possa decidere con una firma di disporre di una cifra del genere e vi accorgerete che non c’è. Poi provate a pensare come si comporterà un investitore estero che legge che se potra un miliardo in Italia il giudice di turno potrebbe sequestrarglielo e poi si vedrà in futuro se glielo ridarà. Terzo: pensate alle ovvie ricadute che ci sono state sugli altri stabilimenti del Gruppo Riva e che porteranno alla cassa integrazione di 1.300 operai nel nord. Praticamente succede questo: i politici di Taranto prendevano mazzette per lasciare che l’Ilva inquinasse e la gente di Taranto si ammalava; per risolvere la cosa, la magistratura interviene con un provvedimento che fa perdere il lavoro agli operai del norditalia che non c’entrano un cazzo. Per pagare quelle 1.300 casse integrazione serviranno su per giù 26 milioni di euro della comunità. Il settore siderurgico italiano verrà penalizzato a favore di quello tedesco e francese. Pure un giornale non proprio di destra come Linkiesta è arrivato a titolare “la politica indistriale in Italia è fatta dalla magistratura”.

In sostanza, sarebbe necessario riscrivere le regole per evitare che qualcuno, per aver passato un concorso prima dei trent’anni, si trovi poi per passaggi automatici a prendere decisioni che influenzano tutta una città o una nazione. Il problema è che a riscrivere queste regole dovrebbe essere gente come Zanonato, gente come Razzi, gente come Alfano.

Alfano: “Dopo il videomessaggio di Berlusconi tornerà a splendere il sole”.

Ecco il cielo sopra Taranto.

Cielo sopra taranto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PS non causa il cancro.

PPS la magistratura non può sequestrarlo.

154. Monopoly e libero mercato

Monopoli comunistaBisogna capire il momento. Il Parlamento è chiuso, immobilizzato da una crisi di Governo serissima e da ridicole norme che impediscono al Paese di legiferare per tutto il mese. Ma come possono dei deputati di cuore, tutta sinistra e amore per il popolo, a fronte della grave crisi che gli italiani attraversano, stare in panciolle sotto l’ombrellone a intascare lo stipendio? Non possono. Ecco dunque che erompe in loro l’esigenza di fare qualcosa di utile. Non studiarsi un po’ di economia, che sarebbe un atteggiamento un po’ piccolo borghese inviso al partito, ma scrivere una lettera all’ambasciatore USA per chiedere a Obama di prendere posizione sul gioco del Monopoly.

Ecco il testo della lettera che mi permetterò ora di commentare.

Gentile ambasciatore degli Stati Uniti (Cominciamo bene. Per convenzione internazionale ad un Ambasciatore ci si rivolge con “Eccellenza”. “Gentile” va bene per rispondere alla salumiera sotto casa che ci chiede la foto in perizoma di Rutelli), in queste ore è tornato d’attualità lo scandalo del mutui subprime che nel 2008 portò al crollo dei mercati azionari di tutto il mondo e avviò la grave crisi economica che ancora oggi colpisce l’Europa, gli Stati Uniti e non solo. Il governo americano ha puntato l’indice contro Bank of America e lo stesso Presidente Barack Obama ha dichiarato: «Tornare al sistema della bolla destinata a scoppiare che ha causato la crisi finanziaria è inaccettabile».

Ricordiamo ancora la filosofia del Presidente, come enunciata nel dicembre 2009, a soli pochi mesi dal crollo di Wall Street: «Sono necessarie nuove regole per la finanza, che correggano l’irresponsabilità sfrenata che ha generato la crisi economica… un disastro che si sarebbe potuto evitare se, non solo avessimo avuto nuove regole per Wall Street, ma avessimo avuto il coraggio di applicarle contro chi le viola. Gli speculatori stanno tornando in Borsa, i soliti squali, non lo permetteremo» (Mi immagino che, fino a questo punto, l’ambasciatore americano abbia letto attentamente e un po’ preoccupato, chiedendosi quale scandalo sia stato scoperto se l’Italia, che è stata zitta zitta mentre i suoi diplomatici venivano spiati dai Servizi Segreti statunitensi, stavolta arrivava ad alzare il capo). Ma in questi giorni, e contraddicendo la chiave etica del Presidente, l’azienda statunitense Hasbro starebbe per lanciare la nuova versione dello storico gioco da tavolo «Monopoly». Stavolta però le tradizionali proprietà immobiliari sono sostituite da pacchetti azionari di grandi multinazionali.

Si passa dall’acquisto di immobili alla speculazione in Borsa (Possedere azioni è speculazione? E da quando? Fare industria è una colpa e istituire il latifondo è un merito?) e inoltre, novità decisamente preoccupante, sarebbe stata abolita la casella della «prigione». Mentre la Casa Bianca, con realismo e saggezza, pone l’accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il «Monopoly», gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato (I deputati del PD che chiedono a un ambasciatore americano di intervenire sulle libere scelte di una azienda privata dovevano giocare di più a Monopoly), torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, , con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti (Questi non si sono mai ripresi quando hanno scoperto che i porno non sono uguali alla realtà). Contrariamente a quanto accade in realtà negli Usa dove l’illecito in Borsa è punito anche con il carcere (Da noi si diventa finanziatori del PD, invece).

Per noi gli Stati Uniti rappresentano il faro sulle tutele ai consumatori (Davvero? Dopo il caso PRISM di impostazione sovietica, quando liberalizzano gli OGM alla cazzo di cane o quando consentono di imbottire le carni con dosi di ormoni triple rispetto a quelle permesse in Italia? O quando sono riusciti a produrre quell’erba del vicino così verde che gliela invidiamo un sacco?) e spesso il nostro Paese ha seguito gli Usa su battaglie sociali a protezione dei cittadini. Perciò ci permettiamo di chiederle se non sia il caso di valutare eventuali provvedimenti delle autorità competenti (Ricordiamo quel passo sull’alfabetizzazione al libero mercato) o comunque una posizione critica sul nuovo «Monopoly», gioco distribuito in tutto il mondo e quindi anche in Italia.

Ecco fatto. Sei deputati con le palle quadrate che prevedono nei prossimi mesi di schierarsi contro Risiko che incita alla guerra, contro il gioco dell’oca che offende simula una crudele corsa tra palmipedi e di Dungeons and Dragons, portatore di una cultura razzista che insegna a sterminare le società diverse, rappresentate da Orchi e Goblin, anziché accoglierle in un clima di dialogo e apertura ai rapporti sessuali misti.

Sei fini conoscitori della cultura americana che pensano bene di chiedere la messa al bando di un gioco in scatola a un Paese che consente ben altro.

Ora, però, vediamo chi sono i sei mentecatti che ci hanno fatto fare questa figuraccia e che devono essere bollati come indegni del loro ruolo, a fianco di gente come Razzi, Zanonato, la Polverini e Diego il sommelier.

1) Michele Anzaldi. Professione: deputato delle Repubblica. Precedentemente: leccaculo di Rutelli. Dal 1996 al 2001 è capo dell’ufficio stampa del Comune di Roma, salvo poi diventare responsabile della campagna elettorale dell’Ulivo quando Rutelli si candida. Successivamente diviene portavoce di Rutelli fino al 2008. Rutelli affronta in questi anni un declino politico costante che lo porta alla sparizione dalla scena che conta. Ma questo dev’essere considerato un merito per il signor Anzaldi, che viene premiato dal partito con un posto da deputato. A curriculum può vantare di aver già battibeccato con l’ambascitore USA quando questi volle incontrare i giovani del M5S incitandoli a combattere la corruzione (che il PD vuole combattere inserendo la prigione anche nei gioche della scala quaranta, del flipper e di chi fa fare più rimbalzi a un sasso piatto sul lago).

2) Marina Berlinghieri. Insegnante, diplomata in scienze religiose, si è finora distinta per aver firmato ogni genere di appello risibile,. Non solo quello sul Monopoly, ma anche, ad esempio, quello a Francesco De Gregori (chiamato IL NOSTRO GENERALE) perché continui a credere nella politica e a votare sinistra.

3) Matteo Biffoni. Avvocato, secondo quanto si legge su wikipedia, Impiegato, secondo open polis, tra i fondatori del PD pratese, già agli onori delle cronache per aver sostenuto di fronte ai microfoni delle Iene che Bashar al Assad, il Presidente siriano che sto conducendo una cruentissima guerra civile sia in realtà il Presidente del Libano, fino al giorno del Monopoly si era evitato altre figuracce, ma diciamo che questa basta.

4) Luigi Bobba. Prodiano della prima ora, eletto prima in Puglia e poi in Piemonte, oppositore strenuo dell’abolizione delle province e… oh, e per me questo è sufficiente.

5) Lorenza Bonaccorsi. Coinvolta nella magnifica gestione Marrazzo del Lazio (che, ricordiamolo, non merita di essere ricordata solo per i festini a base di cocaina e travestiti: fu fatta di sprechi e scandali finanziari), potete qui ammirarla mentre si fa intervistare durante uno shampoo.

Intervista dal barbiere

6) Federico Gelli. Il nome non promette bene, ma parrebbe non essere parente del più noto Licio. Anzi, benché abbia lavorato nella commissione Sanità della Regione Toscana (e si sa che sanità in Italia fa rima con corruttibilità), su di lui non ho trovato nulla di compromettente. Anzi, ha coraggiosamente affermato che in Toscana sono presenti infiltrazioni della camorra (ma essendo una regione dominata dal centro sinistra, i casi non sono mai stati citati da Saviano che in quel piatto ci mangia).

7) Ernesto Magorno. Ex socialista, ex attivista dell’azione cattolica, ex DS. Un po’ un prezzemolino, ma meno di tanti altri. Segni particolari: una certa propensione per lo sciopero della fame. Pare che prima di diventare parlamentare si mantenesse facendo l’avvocato, quindi almeno per un po’ di anni non ha mangiato a nostre spese. Diamogli atto di questo e non infieriamo troppo. Probabilmente non ha capito che da sindaco di Diamante va benissimo fare dichiarazioni altisonanti sul successo del Festival del Cinema Piccante, mentre da parlamentare della Repubblica sarebbe meglio svettare per interventi più consoni.

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147. La Kyenge nella Repubblica delle banane

Banana bombDurante un convegno, degli attivisti di Forza Nuova hanno dato scandalo lanciando banane contro il Ministro di colore Kyenge.

Prevedendo un’incriminazione, il loro avvocato ha studiato diverse possibili strategie difensive, come mi ha confidato in un colloquio riservato. Ecco le migliori.

1) Non sono razzisti. Volevano solo vedere se la Kyenge riusciva a sbucciarle coi piedi.

2) Non sono razzisti. Sono fan dei Velvet Underground.

3) Non sono razzisti. Avevano avuto la netta sensazione che la Kyenge fosse carente di potassio.

4) Non sono razzisti. La Kyenge è nera e le banane sono bianche. Era una manifestazione a favore delle unioni interraziali.

5) Non sono razzisti. L’ortolano aveva assicurato loro che le banane, essendo curve, sarebbero tornate indietro.

6) Non sono razzisti. Le banane sono bianche e col tempo diventano nere. Sono un simbolo della società multietnica.

7) Non sono razzisti. Le banane sono scappate a uno che le teneva tra le dita per imitare Wolverine.

banana wolverine

Tutto ciò fa seguito alle polemiche per il vice presidente del Senato, Calderoli, che ha paragonato l’aspetto della Kyenge a quello di una scimmia. Calderoli si è però difeso a spada tratta: “Figuriamoci se intendevo offendere l’oranghevole, volevo dire onorevole Kyenge”.

Ecco, prendendo spunto da questi fatti di cronaca, ci sono un paio di cose che mi piacerebbe tanto dire.

La prima è questa: che quando ho letto le dichiarazioni di Calderoli, mi sono incazzato. Sei un politico in una posizione importante. Dovresti criticare un avversario per le sue idee, non per il suo aspetto fisico. Per un momento ho fatto autocritica. Ho pensato di aver sfottuto Brunetta perché nano, la Bindi perché cessa, Berlusconi perché invecchiando somiglia a Gollum. Be’, mi sono assolto. Ho sempre usato la satira sul fisico per far emergere una larvale critica politica. Sull’acidità e mancanza di diplomazia di Brunetta, sulla mentalità da racchia repressa della Bindi, sui tentativi disperati di sembrare nuovo e giovane di Berlusconi. Gli insulti di Calderoli, al di là che lui fa politica e non satira, sono funzionali solo a far passare un messaggio razzista, peraltro in altre circostanze contraddetto dal suo stesso partito, visto che il primo sindaco nero d’Italia è stata una donna della Lega.

La seconda è che la Kyenge mi sta sulle balle. E devo poterlo dire. Perché credo non ci sia razzismo peggiore che non poter essere in disaccordo con una persona perché appartiene a una minoranza.

Il fatto che appartenga a una minoranza, tuttavia, ovvero in questo caso che sia nera, non è irrilevante. Trovo infatti che si stia passando un messaggio sbagliato: ovvero che la si sia messa lì come figura d’immagine proprio perché è nera, esattamente come la Idem messa a fare il ministro per dare al governo un’immagine di nuovo, vincente e pulito che difficilmente poteva passare per gente come Alfano, Zanonato o la Biancofiore. Ecco, io penso che se il Governo voleva dare un messaggio forte, doveva trovare un ministro nero per gli interni o per la sanità. Vuoi dire a tutti gli immigrati: “Fatevi il culo, diventate bravi e l’Italia non avrà paura a darvi ruoli di responsabilità”? Allora devi dare a uno di loro un ruolo di responsabilità. Invece prendere una donna nera per farle fare il “Ministro per l’integrazione” significa istituzionalizzare lo stereotipo del nero che urla al TG per chiedere più integrazione. È uno specchietto per le allodole.

Quindi in primo luogo la Kyenge non mi piace come simbolo. In secondo luogo non mi piace come politico. Non mi piace affatto come sta interpretando il suo ruolo. Io non sono razzista, cazzo. La mia coinquilina è nera. Ho avuto una ragazza di colore. Perché devo essere rappresentato da un ministro che cerca continuamente nei suoi proclami di far passare questo Paese per un covo di razzisti che cercano di schiacciare gli immigrati in ogni modo possibile? Chi può pensare che questa sia una buona politica di integrazione?

Infine trovo che l’argomento dell’integrazione sia da affrontare nel modo meno passionale possibile. Una buona e fruttuosa integrazione richiede politiche di educazione e inserimento nel lavoro. Che vanno studiate e hanno, ovviamente, costi. Per questo i flussi da una lato devono essere contenuti in limiti pianificati (e così fanno negli USA, in Australia, in Gran Bretagna) e dall’altro bisogna investire denaro, e bisogna che ce ne sia, in chi arriva perché diventi il prima possibile una risorsa produttiva e una persona grata all’Italia e non una persona frustrata e arrabbiata col mondo, quale i proclami della nostra Kyenge vorrebbero farla diventare.

Come sempre. facciamo una bella figura.

Banana michelangelo

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146. Un tennista italiano in top ten? E che c’entra con la politica?

tennis capitan americaQuesta sarebbe un sito di satira politica che, ogni tanto, cerca di fare anche un po’ di informazione. Ma siccome è anche il blog di una persona con degli interessi, si finisce inevitabilmente per parlare di passioni di chi scrive: cinema, economia, letteratura, fumetti, sport di combattimento.

Di solito “uso” le cose che amo e conosco per creare paragoni e paradossi. Talvolta, semplicemente, per ridere e stemperare la tensione.

E così oggi vorrei parlare di tennis.

Nelle ultime due settimane il tennista italiano Fabio Fognini ha vinto due tornei consecutivi, arrivando a classificarsi numero 19 del mondo. Stasera giocherà la terza semifinale consecutiva. E oggi in tanti scrivono articoli lodandolo e prevedendo un suo ingresso a breve nella Top Ten. Sarebbe il primo italiano da una trentina d’anni a questa parte.

Il conto è presto fatto. Per la classifica Atp bisogna contare i migliori 18 risultati. Tuttavia è obbligatorio inserire le 4 prove dello slam e 8 prove dei 9 Masters-1000. QUI potete vedere l’attuale classifica Atp e QUI gli attuali best-18 di Fabio Fognini. Risulterà chiaro come l’ingresso nei top 15 sia dietro l’angolo e, anzi, gli basterebbe vincere la finale di stasera per togliersi questa soddisfazione.

Al contrario, entrare in Top Ten è quasi impossibile. Fabio Fognini sul cemento è sempre stato bravo come Brunetta a basket e Zanonato nelle prove di intelligenza. I suoi risultati dello scorso anno (2o turno all’open del Canada, 3o turno allo US open) pur mediocri, sono stati i migliori della sua carriera. Quindi, a meno che il tennista ligure non sia mostruosamente migliorato sul cemento, è difficile che possa recuperare durante la stagione sul veloce i circa 1000 punti che lo separano dal numero dieci Wawrinka. Bisogna inoltre considerare che il numero 12, Haas, si gioca tra Canada, Cincinnati, US Open solo 235 punti, il numero 11 Nishikori solo 190 e Wawrinka se ne gioca sì 540, visto che ha fatto semifinale a Cincinnati lo scorso anni, ma un anno fa non giocò in Canada, quindi anche solo partecipando la sua classifica migliorerà.

Tutto questo per dire che la satira è una bella cosa, il tennis anche, la politica, quando è buona, è una grande  passione. Ma i numeri sono numeri. Se la Atp non fornisse i dati e le regole chiare che invece fornisce, questa pezzo non lo avrei potuto scrivere e parlare delle possibilità di Fognini di entrare in Top Ten o di stregoneria sarebbe la stessa cosa.

Quando il Governo rende i bilanci opachi, non pubblica i testi dei decreti e scrive norme confuse che attribuiscono poteri discrezionali agli amministratori locali, come la Cid, oppure come quelle citate in QUESTO PEZZO è difficile fare valutazioni serene, a parte questa: che la mancanza di trasparenza è di per sé un danno.

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PS: in questi giorni si sta svolgendo la missione di RAZZI IN COREA DEL NORD. Se dovesse scoppiare l’olocausto nucleare per colpa sua, sappiate che vi ho voluto bene.

142. Diritto di Asylum (ovvero, filosofia del film Sharknado)

sharknado1Questo sarà quello che si dice un pezzo breve. Breve e stupido. Breve come Brunetta, stupido come… come… eh, non mi viene proprio in mente un politico stupido, fate voi.

Non dite Zanonato che poi mi fa causa. L’ho già rischiata con QUESTO PEZZO.

Oggi voglio parlare di Sharknado. Sharknado è il nuovo capolavoro della Asylum, la casa di produzione americana specializzata in film trash. Sharknado è il massimo del massimo. Sharknado è il film con cui la Asylum vince tutto quello che si può vincere (cit.). Sharknado è… fate prima a guardare il trailer.

Un TORNADO che porta squali in volo al posto dei normali detriti. Inutile dire che uno squalo raccolto da un uragano e portato all’aria aperta, anziché morire di asfissia dopo aver vomitato l’anima come un povero Cristo qualunque, cercherà con le sue ultime forze di addentare il disgraziato che si troverà sulla sua strada, giusto un istante prima di spiaccicarsi al suolo rompendosi ogni minimo ossicino del corpo.

Un po’ è come se voi, precipitando da un palazzo, anziché urlare dalla disperazione invocando la mamma, cercaste di stare zitti zitti che magari riuscite a fare la mano morta sul sedere della biondina che sta ventisette piani più sotto.

(CHI ha pensato a BERLUSCONI? Ma allora siete ossessionati!)

Ecco. Certo, l’unione di un tornado e un’invasione di squali. Due cose orribili che non dovrebbero stare insieme. Tutto questo non può non far pensare al governo Letta, ma insomma, oggi non volevo parlare di questo.

Nemmeno per dire che il nuovo sistema di iscrizione online al PD si chiama “PDLive”.

(Il PD si difende: “Si tratta solo di un nome temporaneo. Da settembre si chiamerà PDforzaItalia”.)

No, quello che volevo dire è che su Twitter il perenne favorito al Nobel per la letteratura, Philip Roth, e l’attrice vincitrice di un Golden Globe e di un David, Mia Farrow, hanno pubblicato una loro foto mentre guardano Sharknado in TV.

Quindi, tanto per cominciare, se il prossimo racconto di Roth parlerà di un terremoto a San Francisco che libera i coccodrilli cresciuti nelle fogne, sapeta a cosa si è ispirato. In secondo luogo, be’, io a volte mi sento in colpa quando guardo qualcosa di stupido. E vedendo due persone che qualcosina hanno fatto in vita loro che ci tengono a farci sapere che si dedicano a cose stupide, lo prendo per un insegnamento.

In primo luogo che c’è una forma di stupidità voluta, ricercata, che non è affatto banale. Che denota la freschezza di fottersene delle convenzioni e dei pregiudizi della logica. Immaginare squali che volano in mezzo a un tornado ci fa in qualche modo tornare bambini.

In secondo luogo, se fate qualcosa con una persona di spessore, qualunque cosa, è come se steste seminando. Prima o poi l’intelligenza trasformerà l’input che è entrato e vi ridarà qualcosa indietro. Io, personalemente, pagherei per sentire la conversazione che hanno avuto Roth e la Farrow DOPO aver visto Sharknado.

In terzo luogo, quand’anche i primi due punti fossero gran cazzate, ogni tanto bisogna staccare il cervello e fare i cretini. Che, come dice Eco, sono i piccoli intellettuali, non i grandi, ad aver paura di ridere.

Potete clickare QUI per la mia recensione completa del film. Ma prima…

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140. Zanonato. Dalla Russia con ignoranza.

fumo e donnaOggi parliamo di aspirapolveri e pompe. Ma stranamente non del PDL.

Lo Stato finanzia al 50% l’acquisto di nuovi elettrodomestici.

Traduco.

Aiutiamo chi vuole comprare l’aspirapolvere nuovo con le tasse di chi non riesce a pagarsi l’affitto.

Praticamente Zanonato fa finta di credere questo: che togliendo i soldi a chi non ha da mangiare per darli a chi vuole comprare un aspirapolvere, la fabbrica di aspirapolveri che ha delocalizzato in Cina darà lavoro a un italiano.

In realtà il disegno è diverso e più in mala fede. Si può dedurre il progetto comparando le interviste recentemente rilasciate da Saccomanni e Zanonato. Saccomanni, che ha fama di capire qualcosa di economia, è costretto ad arrampicarsi sugli specchi per non fare la figura del beota. Ammette che le riforme recenti sono pezze messe sul male, che bisognava intervenire d’urgenza mettendo d’accordo una maggioranza composita, promette interventi strutturali e taglio della spesa.

Zanonato invece dichiara: “Per non disperdere il patrimonio delle grandi imprese italiane, come ad esempio Alitalia e Telecom, mi chiedo se l’ipotesi di un intervento della Cassa depositi e prestiti non possa essere valutata”. E ancora: “Io mi batterò perché non si svendano aziende strategiche perdendo quote di mercato. Finmeccanica e Fincantieri sono leader mondiali in alcune attività, può capitare che abbiano bisogno di rafforzarsi, di stringere partnership industriali con altre imprese, ma con l’obiettivo di tutelare produzione di qualità e occupazione”.

Ora dovremmo chiederci perché mai vendere Alitalia e Telecom debba essere tradotto con “svendere” e, a maggior ragione, perché mai vendere dovrebbe portare a perdere quote di mercato.

Sul primo punto Zanonato ha ragione, ma ha anche torto. Le privatizzazioni in Italia sono sempre state fatte in maniera particolarmente conveniente per i privati. Si è venduto agli amici per poco e questo è ampiamente documentato nel rapporto OCSE sulle privatizzazioni italiane. Il quale con parole dolci e politicamente corrette dichiara che i nostri politici sono una manica di cialtroni corrotti e spregevoli e che partecipare alle privatizzazioni senza pagare tangenti era come voler correre in formula uno con la vostra bicicletta preferita. Quindi sì, privatizzare vuol dire svendere, se il Ministro dello Sviluppo Economico non vigila e/o si fa corrompere. Caro Zanonato, avresti l’occasione per dimostrare la tua onestà.

Se sul primo punto Zanonato ha ragione, ma ha anche torto, sul secondo ha torto e basta. Privatizzando, verosimilmente, si taglieranno sprechi e ci si libererà di dirigenti imposti dal politico di turno per averne in cambio favori. Difficilmente si perderanno quote di mercato. Di solito le controllate pubbliche guadagnano quote di mercato solo quando lo Stato garantisce loro monopoli, alterando al concorrenza e aumentando di fatto i costi per i cittadini che pagheranno di più per servizi peggiori, semplicemente perché non avranno altra scelta. Si tratta, di fatto, di tasse mascherate che i cittadini pagano per mantenere dirigenti con stipendi più alti di quelli che meritano e una quantità di occupati superiore a quella necessaria.

In determinati casi queste tasse nascoste hanno altre e leggermente più nobili ragioni. Ad esempio il monopolio dei treni di Fis prima e Trenitalia poi, oltre alle enormi inefficienze che tutti conosciamo, consentiva anche di tenere prezzi relativamente bassi su reti poco sfruttate. Un privato non servirebbe mai la cittadina di Buco del Culo o lo farebbe a costi molto alti, perché gli abitanti sono pochi e non coprono i costi. Ma se a farlo è un’azienda pubblica, quei costi sono coperti dalle tasse. Le tasse di chi vive a Milano o Palermo vanno a coprire parte del costo dei biglietti di chi preferisce vivere a Buco del Culo e fare il pendolare. Il che può essere bello, ma per me è giusto che vi sia trasparenza e che venga dichiarato che i soldi delle tasse siano spesi in questo modo e che si tratta di redistribuzione del reddito.

La seconda frase dell’intervista è ancora più inquietante: perché mai l’obiettivo di una azienda dovrebbe essere tutelare la qualità e l’occupazione? Se vendi a privati, vendi perché possano fare profitto. Manterranno i lavoratori che servono e libereranno i lavoratori che non servono perché facciano altri lavori, compatibilmente con le norme. Mantenere il reddito di chi non serve più all’impresa non è compito dell’impresa, ma dello stato sociale. Confondere le cose ha effetti nefasti, ma soprattutto ingiusti. Se lo stato finanzia a fondo perduto Finmeccanica perché mantenga lavoratori inutili, di fatto favorisce i lavoratori di finmeccanica rispetto a tutti gli altri lavoratori che dovranno rivolgersi a uno Stato più povero per ottenere la cassa integrazione.

Inoltre non spingerà Finmeccanica ad essere efficiente, perché tanto i dirigenti sapranno che lo Stato coprirà i loro errori.

Tutto questo lavoro che Zanonato sta facendo ai fianchi delle poche forze vitali dell’economia italiana è volto a stremarle e ad asservirle. In modo diretto o indiretto, tramite finanziamenti, norme stringenti e commissariamenti, il controllo statale pende come una spada di damocle su chiunque voglia fare impresa in Italia, costringendolo ad essere amico di qualcuno e ad impedire che quel qualcuno cada in disgrazia.

E non è finita qui. Si premia l’assunzione di giovani senza titoli di studio perché Zanonato preferisce procurare un reddito agli inutili e far fuggire dall’Italia chi pensa.

Si finanziano gli acquisti di pompe di calore da parte delle imprese. Si finanziano le pompe di calore, una tecnologia vecchia, non la ricerca e i brevetti, perché l’innovazione guarda più in là dell’aspettativa di vita di massimo due anni di questo governo.

Davvero le idee di Zanonato non hanno neanche un effetto positivo? Sì, uno potrebbero averlo. Non mi stupirei di scoprire che qualche azienda come Finmeccanica, Fincantieri o simili possa mettere presto a bilancio uno straordinario risultato: un aumento delle vendite del 200% delle pompe di calore. Con tanto di premio in denaro al manager che è riuscito in tale impresa in un momento di crisi globale generalizzata.

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131. Ma che iva’ in mona!

vivere_5_5_euro_giornoOggi vado in libreria. Vedo il libro “Vivere con 5 euro al giorno.” Lo giro, leggo il prezzo: 9 euro. Lezione imparata, mi viene voglia di scrivere un post.

Come disse il giudice Marshall: “Il potere di tassare è il potere di distruggere.” Il che non vuol dire che lo Stato non debba tassare, esattamente come non può abolire la polizia e l’esercito, ma dovrebbe usare questo potere con la cautela di chi sta impugnando un’arma.

Veniamo quindi alle grandi polemiche contro il governo per l’annunciato aumento del gettito IVA. IL MINISTRO ZANONATO dichiara che non può promettere che eviterà l’aumento e viene sommerso di fischi.

Ecco quattro cose che potrebbe essere interessante sapere:

1) Diverse proiezioni commissionate da associazioni di categoria prevedono, con l’aumento dell’IVA, una contrazione dei consumi. Quindi aumentare l’IVA, oltre a far fallire altri negozianti, dovrebbe portare a una riduzione del gettito di 5-10 miliardi di euro. Più IVA uguale danno per i cittadini e anche per i conti pubblici.

2) Secondo il premio Nobel per l’economia Stiglitz, l’IVA ha tra le varie caratteristiche spiacevoli quella di essere una tassa poco limpida. La maggior parte dei cittadini percepisce l’aumento delle tasse sul reddito, ma non percepisce gli aumenti dell’IVA e può darne la colpa ai commercianti o altro. L’IVA sottrae quindi l’operato dello Stato al controllo dei cittadini. Si tratta di un trucco usato in quasi tutti i Paesi, ma sempre di un trucco si tratta.

3) In Italia l’IVA è una delle tasse più evase (essendo basata sugli scontrini). Inoltre comporta una serie di spese occulte, che vanno dall’emissione degli scontrini medesimi alle spese necessarie per eseguire i controlli. Aumentando l’IVA aumenta il divario di competitività tra chi riesce ad evaderla e chi no e si fa quindi indirettamente un favore agli evasori. Avrebbe molto più senso tassare alla produzione o all’importazione, dove i controlli sono più facili, che al consumo.

4) Tassare il consumo in un momento in cui c’è crisi legata alla mancanza di domanda è stupido. Non ha senso finanziare nuovi macchinari e poi tassare le vendite perché il problema non è che in Italia non siamo in grado di produrre automobili, ma che la gente non le compra.

5) L’Italia spende 143 miliardi all’anno in contratti di fornitura. Molto più dello Stato tedesco, che conta 20 milioni di persone in più e servizi migliori. Per evitare l’aumento dell’IVA pare che basterebbe tagliarne 2. Visto che poi ALCUNE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI NON PAGANO questo crea altri effetti distorsivi, tra aziende che falliscono perché non vengono pagate e altre che vivono di rendita fornendo beni inutili e sovrapprezzati agli amici degli amici.

Visto che nessun governo vuole ridurre la spesa corrente, appare chiaro che il piano economico consiste nello sperare che scavando sotto la metro C di Roma si scopra il petrolio.

Ecco una serie di altre innovative idee del governo congiunto PD-PDL per rilanciare il Paese.

Abolire il denaro. Il denaro non è previsto in Costituzione, quindi si potrebbe approvare la riforma senza attendere i 35 saggi. La difficoltà di controllare i flussi di denaro che ogni giorno le banche spostano, attraverso i computer, in Lussemburgo o alle isole Cayman, avrebbe convinto molti che questa sarebbe la soluzione più praticabile, anche perché la maggior parte dei parlamentari italiani non sa usare il computer e tiene le mazzette di soldi sotto il cuscino, assieme alla foto di Berlinguer, Craxi o Mussolini, a seconda dell’estrazione politica. Il vantaggio di abolire il denaro consiste che, secondo quando certificato da una società di consulenza appositamente finanziata dal Ministero del Tesoro, le vacche non possono essere trasferite in file zippati e che quindi un ritorno all’agricoltura di sussitenza consentirebbe di istituire un valido disincentivo contro la finanza speculativa. Verranno meno anche le polemiche sui tagli degli stipendi dei parlamentari, i quali verranno immediatamente aboliti e sostituiti con l’assegnazione di terre e titoli nobiliari.

Abolire le tasse. Questo ambizioso progetto prevede l’immediata riduzione a zero di tutte le tasse e imposte. Naturalmente non si intende, con ciò, sforbiciare la spesa pubblica, necessaria per il funzionamento dell’apparato statale di cui tutti godiamo. L’intenzione sarebbe quella di risparmiare sui controlli anti evasione e sui contenziosi tributari, istituendo un’agile imposta chiamata “ASD”, ovvero “A Semplice Domanda”. Quando lo Stato vuole qualcosa, procede ad un rapido procedimento di esproriazione che, non chiamandosi tassa, dovrebbe essere più facilmente digerito dal cittadino, il quale peraltro potrà risparmiare le spese del commercialista e dell’avvocato. Piace alla sinistra, che lo trova in linea con la nobile tradizione politica sovietica. L’accordo si raggiungerà se verrà votato un emendamento del Pdl che prevede la reintroduzione dell’esproprio Ius Primae Noctis.

Vendita a uno sceicco. Visti gli ottimi risultati raggiunti dal Paris Saint-Germaine, perché non pensare alle possibilità che offre il mercato globalizzato e vendere tutto lo stivale a uno sceicco saudita? Il progetto raccoglierebbe larghi consensi tra gli italiani, desiderosi di vedere Ibrahimovic giocare i mondiali in maglia azzurra e chi se ne frega del resto. L’intero apparato del PD verrebbe assunto da MPS, che trasferirà la sua sede legale alla Mecca, Berlusconi con titolo potrà convertirsi all’islam e col titolo di emiro sposare tutte le olgettine e uscire pulito dai processi che lo riguardano e tutti sarebbero felici.
Unica voce fuori dal coro quella di Papa Francesco che avrebbe visionato il progetto del nuovo campo di tiro a volo dell’emiro, curiosamente piazzato  in via della conciliazione e coi fucili mirati verso la finestra del palazzo apostolico.

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121. L’unto del Signore e l’adultera

vestito che colaUSA: Colonnello a capo della squadra antistupro arrestato per aver stuprato una donna. “Volevo imparare a pensare come loro.”

Giornata mondiale contro l’omofobia. Giovanardi si è barricato in casa con le provviste.

Giornata mondiale contro l’omofobia: quella volta all’anno che la Biancofiore bacia la MInetti per eccitare Berlusconi.

Giornata mondiale contro l’omofobia. Grasso dichiara: “Aiutiamo gli omofobi a vincere le loro paure.” E mezzo parlamento si è voltato di scatto.

Daniela Santanchè: “Mantengo due ragazze in difficoltà, vuol dire che sono lesbica?” Riparte alla grande la posta di Cioè. ( @NaiMav)

Daniela Santanchè: “Mantengo due ragazze in difficoltà, vuol dire che sono lesbica?” No, che quando vai da Berlusconi non ti presenti a mani vuote.

(Nessuno racconti alla Santanchè la storia di Lady Bathory che per restare giovane faceva il bagno nel sangue di vergine.)

(Mi fa paura. La Santanchè  è così imbottita di botulino che se all’ONU la scoprono ci accusano di stoccare armi chimiche.)

Tutto questo per dire che non si possono fare illazioni sulle feste ad Arcore. Berlusconi fa un sacco di beneficienza. Per esempio questo weekend ha adottato le tette di Angelina Jolie. Si chiameranno Pierangelina Berlusconi e Capezzolina Berlusconi. Non se ne parla molto, ma Berlusconi non ama la pubblicità.

Caso Tarantini-escort: Berlusconi sentito per tre ore dai PM. Che erano al piano di sotto e battevano sul soffitto con una scopa.

Cambiamo argomento. Secondo uno studio inglese, bestemmiare fa vivere più a lungo. Ora pensate a tutte le volte che Berlusconi ha detto “Sono l’unto del Signore” e mettetevela via.

Miuccia Prada compra un quadro di Barnett Newman per 34 milioni di euro. La nuova idea del Ministro Zanonato per frenare la disoccupazione è creare un milione di posti di lavoro come “Gente che dipinge una striscia bianca.”

Josefa Idem: “Inserire la parola sport nella Costituzione.” Ecco il nuovo art. 1: “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, e fare ironia su questa definizione è lo sport nazionale.”

Delrio: “Aboliremo le province.” A forza di annunciarlo, non doverbbero più esistere neanche i “culi che fanno.”

(Abolire i culi che fanno provincia. L’ennesimo tentativo di cancellare le prove del processo Ruby.)

Gasparri: “Non criticatemi per il dito medio, bisogna capire il contesto.” Il contesto era il parlamento italiano.

Ingroia arriva ad Aosta e come prima cosa chiede un mese di ferie. Andrà da Maometto a chiedergli di insegnargli il trucco.

Nuove regole WADA: gli sportivi potranno farsi spinelli. “Non è doping, è più voglia di qualcosa di buono.”

Intanto Ruby sta deponendo. Nessuna faceva sesso. Quasi tutte erano vestite da infermiere sexy. La Minetti da pornosuora. La Santanchè da aspirapolvere.

 

E il PIL è in recessione per il settimo trimestre consecutivo. Ma dobbiamo perdonare 70 volte 7.

 

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114. Canta che ti passa

l'uggia del non accade nullaIn Portogallo conobbi un personaggio davvero inquietante. Era un ragazzo russo coi capelli piastrati, di una gentilezza squisita da aristocratico d’altri tempi. La cosa imbarazzante è che passava le suo giornate nella stanza internet della residenza per studenti stranieri a visualizzare cose disgustose sulla rete. Incurante di chi lo guardava inorridito cercava foto di cadaveri e video di persone con orribili menomazioni che facevano sesso usando come sex toys oggetti da cucina.

Quando avrete visto un russo di vent’anni in giacca e cravatta guardare il video di una donna che si infila un mestolo nel sedere, capirete una cosa: su internet c’è tutto.

C’è un target per qualsiasi cosa vi possiate immaginare. Non sapete dov’è, magari non è facile trovarlo, ma c’è.

Voi credete che io esageri. Ma facciamo un esempio. Una cosa assurda. Vorrei vedere il video di un Sottosegretario della Repubblica Italiana che cerca di far cantare l’inno del suo partito al proprio cane.

La Biancofiore va in radio a cantare l’inno del Pdl con la sua cagnetta. Esemplificativo l’imbarazzo della cagnetta.

(Che è un inno che si addice alle cagne l’avranno già detta in tanti, vero?)

La cagnetta della Biancofiore si chiama Puggy. D’istinto ho controllato: la “g” non è vicina alla “s” sulla tastiera, dunque non è un errore di battitura.

Biancofiore sottosegretario alle Pari Oportunità. E prima di malignare guardate questa foto della sua campagna elettorale a Bolzano.

biancofiore berlusconi dito medio

“Vi pare credibile che a casa mia si potesse organizzare qualcosa di diverso da eleganti cene con burlesque?” (Cit. Silvio Berlusconi)

Frasi che ricorderemo della Biancofiore. “Berlusconi è un innocente crocifisso”. “Berlusconi è uno che non molla, mica come il Papa”. “La morte di Bin Laden è un miracolo di Papa Wojtyla”.

O magari vorrei un video di una deputata nuda con un collare al collo che lecca del latte da un piattino, come una cagna. (Questo termine tende a ricorrere.)

Fiorella Ceccacci Rubino

Proviamo dell’altro. Ministro che dopo aver fatto battaglia nel referendum sul nucleare pochi anni fa, ora lo difende.

No, aspetta. Ministro che canta canzoni di Cocciante.

Forse dire che “Apre al nucleare” è troppo. Ma io me la ricordo Padova tappezzata di manifesti “Il vento sta cambiando”.

Zanonato va in radio a dedicare al Governo “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”. E poi dicono su a Renzi perché ha partecipato alla Ruota della Fortuna.

Poi per le larghe intese ha cantato in osteria con Apicella.

“Nucleare? Se ci fossero i siti giusti, perché no?” Il sito che Zanonato ha individuato per fare un auditorium secondo alcuni potrebbe far crollare la cappella degli Scrovegni di Giotto. Vabbe’ va, centrale nucleare dentro il Colosseo.

Ti chiedi perché chiedono opinioni sul nucleare e sullo stretto di Messina a uno che a Padova non riesce ancora a far funzionare un tram senza che deragli ogni settimana.

Uno che se gli parli di fissione fa l’occhiolino alla moglie perché crede sia l’italiano per fisting.

Uno che ammette candidamente di non dimettersi, anche se la legge lo costringerebbe a dimettersi, perché così “intanto continuerà l’amministrazione votata dai padovani”, ovvero la sua.  Ci sono delle leggi, vanno rispettate, se inizi subito aggirando le leggi che non ti fanno comodo non cominci bene come Ministro, sappilo.

Su internet si trova di tutto. C’è uno spazio per chi trova queste boutade divertenti. C’è chi apprezza la Biancofiore, la Fiorella Ceccacci Rubino. C’è chi anche dopo aver letto IL MIO POST SU ZANONATO continua ad apprezzarlo.

Su internet accade che hai un testo in mente. Un finale figo, in cui parli della giornata mondiale della libertà di stampa, che sarebbe oggi, e dai un senso a tutto quello che hai scritto.

Però poi avviene che ti arriva un’altra notizia. Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha potuto comprare un appartamento di 8 vani sul lungotevere per 200.900 euro, DOPO AVERVI VISSUTO AD AFFITTO AGEVOLATO PER 16 ANNI. Come successe alla Bindi, a D’Alema e certamente a molti esponenti del Pdl che ora non mi vengono in mente. Fatto a norma di legge, lo scandalo è a monte.

L’ho scoperta appena ora. E capisco che non sono come il russo che ho conosciuto in Portogallo. Io ci arrivo, al punto in cui ho troppa voglia di vomitare per andare avanti.

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